Pastore vede la luce in fondo al tunnel. L'agente: "E' pronto, non ha più dolore alla gamba"

IL TEMPO - BIAFORA - Un calvario che va avanti quasi ininterrottamente dal 10 novembre. Quella di Javier Pastore è una stagione che ha subito un'importante svolta in negativo a partire dal match di novembre con il Parma, gara nella quale ha rimediato un trauma all'anca che gli ha causato un problema cronico e di difficile risoluzione. Il trequartista argentino, prima dello stop alle competizioni, era riuscito a tornare tra i convocati e poi in campo per una fugace apparizione nel derby, prima di dover alzare di nuovo bandiera bianca per il dolore lancinante.

Dopo aver optato per una terapia conservativa - svolta principalmente con il consulto di uno specialista spagnolo - ora il Flaco, che rischiava di aver terminato in anticipo la propria stagione, punta a dare il proprio contributo se e quando si dovesse riprendere il campionato. "Javier è pronto, non ha più dolore alla gamba" le parole di Marcelo Simonian, agente che cura gli interessi di Pastore da oltre dieci anni. Di certo sarà difficile che Fonseca possa averlo a completa disposizione sin dai primi giorni in cui si dovrebbe radunare il gruppo, ma il trentenne di Cordoba vuole dimostrare di essere ancora un giocatore da Roma, che su di lui ha investito 25,66 milioni per acquistarlo dal PSG. Anche perché ci sono altri tre anni di contratto a 4 milioni netti a stagione da onorare.


De Rossi e Totti, tante storie fra web e tv

Oggi su Sky Sport Uno andrà in onda il «De Rossi day», dedicato all’ex numero 16 della Roma. Ieri, invece, l'ex 10 giallorosso Francesco Totti ha parlato a lungo in diretta su Instagram con Fabio Cannavaro. «Quando avvierò la mia attività di scout, la prima trattativa la farò con la Roma», ha dichiaro l'ex capitano romanista.


La Lega: il via con la Coppa Italia? Precedenza alla A, poi B e C. Con tamponi, test e gruppo chiuso

GAZZETTA DELLO SPORT - La commissione medica della Figc prosegue con la definizione del protocollo per la ripresa degli allenamenti e la Lega studia le date per ricominciare. Quando il documento sarà ultimato, verrà analizzato dal ministro della salute Roberto Speranza e da quello dello sport Vincenzo Spadafora per il via libera.

Nel protocollo l'aspetto chiave è quello del ritiro permanente del gruppo "negativizzato". I primi controlli, cioè il doppio esame del tampone a distanza ravvicinata, dovranno accertare che nessun calciatore o membro dello staff sia potenzialmente infetto e che i positivi siano guariti. Poi si procederà con una divisione del gruppo con esami differenziati. L’obiettivo è di arrivare a un gruppo chiuso all’esterno, senza possibilità di contagio. Ripartirà prima la Serie A, a seguire B e C. L'idea emersa nel consiglio di Lega sarebbe ricominciare con le semifinali di Coppa Italia (Napoli-Inter e Juventus-Milan) il 27 e il 28 maggio, in alternativa ripartire il 30 e 31 maggio. C'è persino una data per un eventuale rinvio di tutto a fine estate, il 12 settembre. Il protocollo di ieri non menziona le partite, ne servirà un secondo.


Test, ritiri chiusi e via scaglionato

IL MESSAGGERO - La volontà è terminare la stagione per non compromettere la prossima. Per farlo si dovrà individuare un gruppo squadra formato da calciatori, staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e personale a più stretto contatto con i calciatori che risulti completamente negativo. Questo gruppo dovrà essere sottoposto, prima della ripresa degli allenamenti, ad uno screening approfondito cioè tamponi e test sierologici. Poi, le squadre andranno in ritiro che sarà blindato, quindi senza visite dall'esterno e niente ritorno a casa la sera. Si sta pensando, inoltre, ad un inizio scaglionato con precedenza alla Serie A, che ha ipotizzato di riprendere con due partite in chiaro (le semifinali di Coppa Italia il 27 e 28 maggio su Rai 1).

Ad oggi, però, il protocollo di sicurezza non è ancora un testo definitivo. Il programma della Figc, affidato alla commissione medica, una volta ultimato dovrà essere sottoposto all'attenzione del Ministro dello Sport Spadafora e al Ministro della Salute, Speranza.


Trigoria, torna di moda la meglio gioventù

IL MESSAGGERO - Il settore giovanile è sempre stato il fiore all'occhiello della Roma. In virtù delle conseguenze economiche della pandemia e della regola dei 4+4 nella composizione delle liste da rispettare (4 giocatori cresciuti nel proprio vivaio più 4 cresciuti in altri vivai italiani), sembra che i club vogliano tornare a guardare in casa propria. In casa Roma la dirigenza punta sul terzino sinistro Riccardo Calafiori, pronto all'esordio dopo aver raccolto quattro panchine tra campionato ed Europa League. Non solo Calafiori: ma anche Bouah, laterale destro ora ai box per la rottura del crociato anteriore sinistro, l'esterno offensivo Zalewski e il centrocampista Bove.

Dopo l'esordio un anno fa in Coppa Italia sotto la guida di Di Francesco, Alessio Riccardi sembrava il più pronto tra i giocatori della Primavera. Nonostante il contratto da big (500mila euro fino al 2023), la Roma già lo scorso luglio lo aveva inserito in un possibile scambio con Rugani, ora con l'estate alle porte si avvicina anche la probabile cessione.


Pau Lopez: "Sono momenti difficili per tutti"

Pau Lopez ha rilasciato alcune dichiarazioni alla GAZZETTA DELLO SPORT dove si è raccontato tra la nuova quotidianità in casa a causa della pandemia, la prospettiva di riprendere a giocare e l'eredità di Alisson. Questo uno stralcio delle dichiarazioni dello spagnolo:

Lopez, in tempi di coronavirus, come vive il quotidiano?
«Sono momenti difficili per tutti. Io sono qui a casa, con la mia famiglia, trovando qualche cosa da fare per i bambini, perché loro siano contenti e si divertano. Comunque è dura, perché per loro il fatto di non uscire di casa è una cosa complicata da comprendere, ma è quello che siamo chiamati a fare adesso».

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È favorevole a ricominciare il campionato?
«Credo che sia presto per sapere se si potrà giocare. Dobbiamo aspettare quello che succederà nei prossimi giorni in Italia. Dopo, chi è deputato a decidere farà le scelte migliori per i calciatori e per le squadre».

Qualora si ricominciasse, che percentuale dà alla Roma di poter raggiungere la zona Champions League?
«Meglio non parlare di questo. Dico solo che mancheranno 12 partite. Dipenderà solo da noi poter arrivare a raggiungere il nostro obiettivo».

Alisson ha segnato la storia recente della Roma: sente addosso la sua pressione per essere il suo erede?
«Se ne parlava già al mio arrivo. Io ho sempre pensato che Pau è Pau e Alisson è Alisson».

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Ha mai più pensato all’errore nel derby?
«La verità è che non l’ho fatto. Non ci ho più pensato perché per me è stato un errore come qualsiasi altro. Lo so che per la gente il derby è una partita diversa, ma per quello che mi riguarda non fa differenza commettere un errore contro la Lazio, contro la Spal, contro l’Inter o contro la Juve. Devo evitare sbagli del genere, ma niente di più».

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Lei ha onestamente ammesso di non essere bravo a parare i rigori: per quale motivo?
«Il calcio di rigore è una questione d’intuizione: ce l’hai o non ce l’hai. Puoi prendere informazioni su dove calciano gli specialisti, in quale angolo hanno battuto gli ultimi tiri, ma dopo dipende solo da te. È molto personale. Ci sono portieri che lo fanno molto bene e altri invece non tanto, come me... Ma è una cosa su cui è difficile lavorare».

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Dzeko: "Sono onorato di essere stato nominato miglior giocatore straniero nella storia del campionato ceco"

Edin Dzeko ha fatto la sua prima esperienza all'estero, lontano dalla sua Bosnia, in Repubblica Ceca, nel Teplice. Proprio oggi il centravanti romanista è stato nominato come miglior giocatore straniero nella storia del campionato ceco. Queste le sue parole:

Per la giuria del quotidiano Sport sei il miglior straniero nella storia della lega ceca. Che ne pensi?
"Tenendo conto di quanto brevemente abbia lavorato nella Repubblica Ceca e di quanto fossi giovane e immaturo, sono molto orgoglioso di questo premio. Un sacco di stranieri di qualità hanno giocato in campionato, quindi sono stato molto contento."

Ripeteresti il ​​tuo impegno in Teplice?
"A quel tempo, venni da ragazzo: non avevo idea di cosa avesse davanti a me, ma ora che guardo indietro, so che non cambierei la mia decisione. Avrei fatto il viaggio per Teplice, anche se a volte è stato molto difficile. Vorrei ringraziare i giornalisti e gli esperti che hanno votato per me".


Rezza (ISS): "Se mi chiedete "fra un mese possiamo ripartire?" io le direi: certamente a porte chiuse"

Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), ha parlato ai microfoni di SKY TG 24 dell'ipotesi di ripresa del calcio italiano. Queste le sue parole:

«Può ripartire oggi il Campionato? Come farei a direi di sì oggi? Stiamo in lockdown completo. Naturalmente se mi chiedete "fra un mese possiamo ripartire?" io le direi: certamente a porte chiuse - le parole di Rezza -. Dopodiché è chiaro che va molto minimizzato, molto reso veramente bassissimo il rischio, perché nel momento in cui si riapra qualsiasi attività, noi sappiamo che chiaramente un minimo di rischio in più lo prendiamo, quello che prima definivo "rischio accettabile", e chiaramente andrebbero prese delle misure molto rigide e molto rigorose. Comunque sia non sta a me decidere, sarà la politica a decidere. Nel momento in cui decideranno di riaprire il Campionato naturalmente quello che si dovrà fare - credo che già ci stia pensando la FIGC con la commissione apposita - è di dare delle istruzioni su misure molto rigorose per far sì che si minimizzi il rischio tra i giocatori e la cerchia, le persone che li attorniano e soprattutto anche per il resto della comunità. Naturalmente ogni riapertura in qualche modo comporta un minimo di rischio, non solo per il Campionato, sto dicendo per qualsiasi altra attività. Però ci sono delle modalità per mettere, se non in sicurezza totale, in parziale sicurezza la popolazione e quello che interessa la sanità pubblica chiaramente».


Serie A, l'ultima tentazione: ripartire dalla Coppa Italia

REPUBBLICA - PINCI - Ripartire dalla Coppa Italia. La Lega Serie A, in un Consiglio tecnico, ha discusso della (eventuale) ripresa del campionato. Aprendo a un'ipotesi suggestiva: ripartire giocando le due semifinali di ritorno di Coppa Italia. E quindi giocare prima Juve-Milan e Napoli-Inter, inizialmente in programma a inizio marzo, per decidere subito le finaliste della manifestazione. Questa soluzione permetterebbe, anche alla ripresa, di guadagnare dei giorni sul cammino dell'infezione da coronavirus, dando precedenza a due partite che altrimenti rischierebbero di non essere mai giocate. E allo stesso tempo, farebbe felice il ministro dello sport Spadafora, garantendo il primo evento calcistico dopo l'esplosione della pandemia alla Rai, che ha i diritti della manifestazione.

La soluzione piace a tutti e non ha ostacoli "politici". Soprattutto, permette di rimandare di qualche giorno ancora il nuovo inizio del campionato. Ancora di più se fosse seguita dalla finale o dal recupero della 25esima giornata, rimasta incompleta.


Becali (pres. Steaua Bucarest): "Offerta dall’Europa per Coman"

Florinel Coman, talento della Steaua Bucarest - seguito da alcuni osservatori della Roma durante lo scorso febbraio - è al centro di alcune trattative per trasferirsi in una big europea. Queste le parole Becali, il presidente del club romeno rilasciate al programma Digi Sport: "Inizialmente hanno offerto otto milioni di euro e il 10% del futuro trasferimento, ma ho detto di no: ne ho chiesti 10 e il 20% sulla futura rivendita". 

 


Diretta Totti-Cannavaro, i campioni condividono ricordi con i followers

Francesco Totti e Fabio Cannavaro, ex compagni di Nazionale e Campioni del Mondo nel 2006, hanno condiviso una bel momento con i loro follower tramite una diretta Instagram. Nel corso della diretta l'ex capitano giallorosso ha parlato anche della sua nuova avventura nel mondo dello scouting giovanil. Questo uno stralcio della diretta:

"La prima trattativa che farò sarà sicuramente con la Roma (ride, ndr)". Totti - che nel frattempo aveva coinvolto anche il figlio Cristian nella diretta - ha poi chiesto ironicamente a

Cannavaro come fosse stato possibile che lui avesse vinto il Pallone d'Oro. L'ex difensore ha ironicamente risposto: "Se lo chiedono tutti. Francesco non avrà vinto il Pallone d'Oro ma ha fatto tante altre cose importanti".


Champions, mercato e regole rivoluzionate: i piani di Uefa, Fifa e Board

LA GAZZETTA DELLO SPORT - LICARI - Per la Champions è ancora tutto in ballo: dallo svolgimento di tutte le partite ancora da giocare alla “final four” (la formula teoricamente più breve), tutti gli scenari sono possibili e nessuno sicuro. Per il mercato mondiale la situazione è abbastanza chiara, anche se poi andrà declinata di campionato in campionato.

Champions e campionati

Circolano voci incontrollate su un fantomatico accordo Uefa-Eca per giocare le coppe ad agosto. Voci, appunto. Ci sono due scenari potenziali in caso di ripresa.1) Campionati e coppe procedono in parallelo; 2) prima si giocano i campionati (entro fine luglio/inizio agosto) e poi si concludono le coppe.

Per le coppe è ovvia una cosa: più “corto” è il calendario, più breve sarà a formula applicabile. La Uefa sta valutando quattro ipotesi di Champions. 1) Integrale, giocando tutte le 17 partire restanti; 2) ridotta, con partite in gara secca; 3) final four in sede unica; 4)finale eight in sede unica. In agenda, almomento, anche la questione dei campionati che vogliono chiudere inanticipo senza finire la stagione.

Tutte le date del mercato. “Raccomandazione” Fifa

La Fifa deve muoversi con cautela: non può prevalere sui contratti tra due parti(club e calciatore) o su una legge dello Stato. Quindi ha scelto la linea della “raccomandazione” di principio, non vincolante: i contratti in scadenza vanno allungati fino a fine stagione calcistica (se il 31 luglio e non il 30 giugno, per esempio, quella sarà la nuova data). Ma c’è un “ma”. Questa è una “raccomandazione forte”, così la definiscono a Zurigo, perché approvata da tutti gli stakeholder (dalle confederazioni ai calciatori), quindi di fatto è imperativa. Però chi è in scadenza di contratto non può essere obbligato a restare nel club oltre il 30 giugno (o viceversa). Se le due parti sono d’accordo, bene: sarà possibile separarsi.

Novità possibile dall’Ifab: 5 cambi o forse 6…

Vista l’attenzione che Fifa e Ifab hanno per la salute dei giocatori, stanno già pensando a una novità temporanea: 5 cambi invece di 3, sempre però in 3 slot nei 90’, per evitare che la sostituzione sia un’“arma tattica”