Il calcio studia la ripresa, allenamenti dal 4 maggio. Scintille Malagò-Gravina

CORRIERE DELLA SERA - La conferenza stampa di ieri sera del presidente Conte ha confermato l'estensione del blocco delle attività fino al 3 maggio, dando però al calcio italiano una data in cui, probabilmente, poter riprendere ad allenarsi, ossia il 4 maggio. Se la situazione infatti dovesse continuare a migliorare e non si verificassero più imprevisti, come nuovi casi di giocatori positivi, allora la Serie A potrebbe ripartire e portare a termine questa stagione. Intanto però è scontro tra Giovanni Malagò e Gabriele Gravina. Nella giornata di ieri il presidente del CONI ha affermato: "Il rischio è di pregiudicare anche la nuova stagione. Sarebbe significativo per lo sport poter ripartire il primo settembre". Subito è arrivata la risposta del presidente della FIGC: "Il calcio ha la sue specificità, per dimensione e impatto economico. Le conseguenze di una chiusura anticipata sono sotto gli occhi di tutti e rischieremmo la paralisi a causa dei ricorsi".


Dries, De Laurentiis e il rinnovo mancato. Napoli si allontana?

GAZZETTA DELLO SPORT - Il Napoli a giugno rischia di perdere a parametro zero uno dei giocatori più importanti della propria rosa: Dries Mertens. Il belga infatti a oggi, anche a causa dell'emergenza sanitaria, non ha trovato ancora un accordo con il club per il rinnovo del contratto e non è chiaro se ci sarà modo e voglia di farlo. L'attaccante fa gola a molte squadre, soprattutto in Premier League dove molti club avrebbero già preso contatti con il suo agente per intavolare una trattativa. Mertens però potrebbe anche rimanere in Italia, dove la Roma sembra essere molto interessata all'esterno e potrebbe farsi avanti per chiudere il colpo nei primi giorni del mercato estivo.


Menez: "Ero come Kakà e mi voleva Conte, ma ho fatto troppe cavolate"

GAZZETTA DELLO SPORT - Jeremy Menez, giocatore che in Italia ha vestito la maglia della Roma e del Milan, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo in cui ha parlato del proprio passato, dell'esperienza con la maglia giallorossa e di quello scudetto mancato sotto la gestione Ranieri. Queste le sue parole.

Ci racconti il rapporto con Spalletti e Ranieri... 
«Luciano era una bella persona. A volte mi sgridava, voleva farmi crescere. Sia lui che Ranieri sono stati due secondi padri. Mi guardavano con un occhio di riguardo. Nel 2010, poi, sfiorammo lo scudetto, non capisco ancora il perché di quella sconfitta con la Samp. A Roma non ho vinto niente, ma ho vissuto tre anni pieni di passione. Con grandi compagni, primo fra tutti Totti, un fratello maggiore. In campo ci intendevamo a occhi chiusi. I primi mesi ho vissuto a casa dei suoi genitori, come aveva fatto anche Cassano anni prima. Persone fantastiche, come De Rossi. Giocavamo a carte durante i ritiri e stavamo sempre insieme».

Segue ancora la Serie A?
«Soprattutto Milan e Roma. Pastore è un amico. Talento puro. Peccato per gli infortuni, ma se sta bene è una garanzia. Poi voglio Mandare un abbraccio a Mihajlovic, tornerà più forte di prima»


Roma, Smalling lontano. Serve la rivoluzione verde

CORRIERE DELLA SERA - Due anni e un giorno fa la Roma si imponeva per 3-0 contro il Barcellona nella gara di ritorno dei quarti di finale di Champions League, ribaltando il risultato dell'andata in cui i blaugrana si erano imposti per 4-1. Di quella rosa nella Capitale sono rimasti ormai pochi reduci, solo sette, ma cosa resterà nella prossima stagione del club giallorosso? Nel momento in cui la pandemia sarà finita e si tornerà a giocare a calcio si dovranno fare i conti anche con la prossima stagione, che sul piano economico per ogni squadra si preannuncia molto dura. I giallorossi puntavano sulla conferma di Smalling, che però da quanto appreso in questi giorni non verrà riscattato vista l'alta richiesta fatta dal Manchester United che cercherà di monetizzare il più possibile. Petrachi dovrà piazzare così molti colpi in uscita, tra questo Olsen, Karsdorp e Florenzi che torneranno dai prestiti, uno tra Fazio e Jesus che hanno stipendi molto elevati per le casse della società. I dubbi rimangono in attacco, dove l'unica certezza nonostante i 34 anni si chiama Edin Dzeko; per il resto Kalinic dovrebbe tornare in Spagna e il futuro di Schick è ignoto, visto che il Lipsia potrebbe non poter o voler più pagare i 29 milioni di euro previsti per il suo riscatto. Nella Capitale piace molto Pedro, attaccante in scadenza a giugno con il Chelsea, che però non sarà facile convincere a causa dell'alto ingaggio richiesto.


Riecco il calcio. La A in campo fra 50 giorni

LA REPUBBLICA - Il calcio italiano potrebbe aver trovato finalmente una possibile data per ripartire. In conformità a quanto espresso nel decreto emanato nella giornata di ieri dal presidente Conte, le squadre potrebbero tornare ad allenarsi nei rispettivi centri sportivi dal 4 maggio. In questo modo si potrebbe rispettare il piano che la Lega Serie A stava cercando di mettere in atto, ossia riprendere il campionato già dal 31 maggio, precisamente tra cinquanta giorni. Ogni squadra dovrebbe giocare nel proprio stadio a porte chiuse, ma per i club che dovrebbero scendere in campo nelle città più colpite dal virus l'idea è di trovare un campo neutro dove poter giocare. La proposta di spostare tutti i club a Roma, arbitri compresi, per poter disputare solo gare all'Olimpico è stata scartata. Intanto ogni società è stata invitata ad avviare i processi di bonifica dei propri impianti, per poter arrivare pronti alla data di fine lockdown in cui i giocatori, tecnicamente, potrebbero finalmente tornare ad allenarsi.


Il mercato più povero fa riscoprire il valore dei talenti made in Italy

IL MESSAGGERO - Quando la pandemia sarà finita la speranza è quella di poter tornare alla normalità, ma molte cose cambieranno. Tra queste, una è certamente il calciomercato estivo che vedrà sicuramente un ridimensionamento, sia per quanto riguarda il tipo di colpi messi a segno dalle squadre sia per quanto riguarda le cifre che verranno spese. Il mercato in Serie A infatti si appresta a essere una sessione molto particolare, in cui saranno per la maggior parte dei casi proprio i giocatori italiani a esser messi al centro di ogni trattativa. Da Cragno a Florenzi, da Rugani a Romagnoli, fino ad arrivare a Chiesa e Belotti. Ogni squadra avrà a disposizioni un proprio "jolly" che proverà a inserire nelle trattative per arrivare ad altri obiettivi di mercato. In casa giallorossa piace molto Castrovilli, della Fiorentina, e sembra probabile che nel caso in cui Petrachi proverà l'affondo per il viola allora nella trattativa possa rientrare Florenzi, attualmente in prestito al Valencia, che piace molto alla squadra di Commisso.


Governo, no al calcio prima del 4 maggio

IL MESSAGGERO - L'emergenza coronavirus prosegue e in Italia nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha confermato durante una conferenza stampa convocata in serata di aver esteso le misure di restrizione di questi giorni fino al 3 maggio. In questo contesto il calcio italiano non è stato esentato, come in molti speravano, da questo decreto. Se infatti alcuni presidenti non vorrebbero proprio tornare in campo, altri speravano di poter riportare le proprie squadre nei centri sportivi per riprendere gli allenamenti già dal 24-25 aprile. Si dovrà attendere ora e sperare che il governo non sia costretto a dover estendere ulteriormente il lockdown, in modo che il mondo del calcio possa sperare almeno per inizio maggio di tornare ad allenarsi. Se la situazione dovesse migliorare potrebbe essere chiesta una proroga, ma come annunciato dal Ministro Spadafora in una lettere indirizzata al presidente del CONI Malagò e a Pancalli, presidente del comitato paralimpico: «Vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio p.v., nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici».


La serie A riparte il 30 maggio?

REPUBBLICA.IT - BIANCHI - Il piano della Lega di serie A è questo: ripresa degli allenamenti lunedì 4 maggio (nessuna possibilità di allenamenti individuali prima come vorrebbe qualcuno), tutti in campo sabato 30 maggio (o al più tardi il 6 giugno) per completare questa stagione terribile, 12 giornate più quattro recuperi, ed evitare cause infinite e fallimenti. Il campionato finirebbe il 2 agosto, giocando tre volte alla settimana alle 21. Massima sicurezza, controlli (tamponi e test sierologici) per tutti, porte chiuse ovviamente, e rispetto alla lettera del protocollo stilato dalla Fmsi, federazione medico sportiva, di Maurizio Casasco. La Lega esclude l'ipotesi che si possa giocare a settembre-ottobre, ipotesi presa in considerazione dalla Figc: che succederebbe con l'Uefa? Ceferin vorrebbe chiudere le Coppe europee di questa stagione in agosto ma quando riprenderebbe la prossima?

Lega di A e Figc, comunque, cercano di salvare questa stagione: ci sono idee diverse su come farlo, quando ripartire e con quali modalità, e non sempre c'è quella sintonia che sarebbe necessaria. Da decidere intanto le licenze per le iscrizioni alla prossima stagione. Gravina non vuole allentare troppo le maglie, ha ragione. Ci può stare il posticipo alle varie scadenze, vista la situazione: ma pensare di fare sostanziosi passi indietro rispetto al passato sarebbe un errore grave, pagato a carissimo prezzo nella prossima stagione. Molti club, senza fidejussione, potrebbero non versare più lo stipendio ai loro giocatori, col rischio di messe in mora, penalizzazioni in classifica, fallimenti. O che qualcuno si metta a scommettere... Certo, il futuro non è per niente allegro. Molti club il prossimo anno non si iscriveranno, forse così si arriverà naturalmente alla riforma dei campionati. E altri club (Frosinone, Monza, Foggia) sono già pronti a far causa alla Figc nel caso sfumasse il sogno promozione.

Spafadora: "Allenamenti non prima di maggio"

"E' indispensabile che, anche per il perdurare della situazione emergenziale, la ripresa delle sedute di allenamento non avvenga almeno fino al mese di maggio", scrivee il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, in una lettera che indirizzata ai presidenti di Coni e Ciop, rispettivamente Giovanni Malago' e Luca Pancalli. "Nella profonda convinzione che i nostri atleti e le nostre atlete, normodotati e disabili, torneranno a vincere e onorare presto il Tricolore, dentro e fuori i campi di gara, vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinche' la ripresa degli allenamenti e delle attivita' avvenga, presumibilmente dal 4 maggio - continua Spadafora -, nel piu' rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d'intesa con le autorita' sanitarie e gli organismi scientifici"


Calvo: "Con le iniziative abbiamo cercato di portare vicinanza e buonumore"

Francesco Calvo, Chief Operating Officer della Roma, ha parlato ai microfoni di Tele Radio Stereo delle iniziative della società giallorossa e del taglio stipendi:

Sono tante le iniziative che la Roma sta portando avanti in questo periodo, come ad esempio quella dei tablet consegnati nei reparti di terapia intensiva
"Sapendo di non poter risolvere tutti i problemi e di aiutare tutti in questo abbiamo cercato di essere operativi cercando di fare iniziative che potessero aiutare i nostri tifosi e non solo. Questa dei tablet è stata una nostra idea inizialmente ma che è stata realizzata con l’aiuto di WindTre che ci ha aiutato a permettere alle persone che si trovano in ospedale di poter parlare con i propri cari. Siamo riusciti a mettere in piedi tante iniziative che hanno avuto tanta visibilità e questo ci fa piacere non tanto per la visibilità ma per il messaggio positivo che cerchiamo di far passare, un messaggio di vicinanza ai nostri tifosi e alla gente di Roma".

E soprattutto si cerca di portare un sorriso a tutti senza distinzione di età
"La Roma per la città è molto più di un club di calcio, fa parte della vita quotidiana di tutti. Per questo abbiamo cercato di avere delle idee che coinvolgessero chi fosse facile da sorprendere: da una parte gli anziani ai quali abbiamo offerto un servizio effettivamente utile e dall’altra i bambini cercando di fargli una sorpresa per Pasqua visto che stare a casa così tanti giorni non è facile per nessuno figuriamoci per i bambini più piccoli. Abbiamo cercato di portare a tutti un po’ di buon umore".

L’emozione che ha visto sui volti di queste persone le ha dato ancora di più la percezione di quanto la gente sia legata a questi colori anche in momenti così drammatici?
"Per noi la soddisfazione più grande è stata vedere la gioia di queste persone con la testimonianza dei ragazzi che hanno consegnato i pacchi agli anziani, come anche del nostro Amministratore Delegato che ieri ha portato le uova ai bambini, che hanno potuto vedere l’emozione negli occhi di queste persone. E per noi questa è la cosa più importante in questo momento".

C’è anche la maglietta in edizione limitata con la scritta “ASSIEME” messa all’asta il cui ricavato andrà interamente in beneficienza aiutando anche l’ospedale Spallanzani
"Sì questa è l’ultima idea che abbiamo lanciato questa mattina, ma in programma ce ne sono ancora tante e non ci fermeremo qui. Volevamo cercare di far capire che noi siamo vicini alle persone ma che abbiamo anche bisogno di loro, il messaggio è che dobbiamo essere uniti in questo momento. Questa maglia è un’altra iniziativa che ci permetterà di raccogliere dei fondi che poi con la Regione Lazio e la Protezione Civile capiremo come destinarli e come renderci utili".

Ci tenevamo a fare i complimenti alla Roma perché questa maglia racchiude nello slogan tutta la sua essenza, è una trovata davvero azzeccata
"I complimenti me li prendo volentieri anche se non sono ovviamente destinati a me che non sono l’autore dell’idea. Quando mi è stata proposta dai ragazzi che lavorano con me mi è subito piaciuta perché rende benissimo l’idea. In questo momento in cui le attività calcistiche sono bloccate cerchiamo di lavorare dietro le quinte per provare a capire se ci sarà la possibilità di farsi trovare pronti, ma in questo momento l’input che ci arriva dal nostro Presidente e dal nostro Amministratore Delegato è quello di cercare di sfruttare in senso buono le nostre risorse per cercare di concentrare le forze della nostra Azienda sulla Fondazione e quindi sulle iniziative benefiche che possono avere un impatto sulla felicità delle persone e dei nostri tifosi".

A proposito, avete già un’idea su come eventualmente ripartire?
"Noi ovviamente su questo siamo assolutamente allineati su quelle che sono le indicazioni delle istituzioni e del Governo. Le tempistiche ovviamente non le decidiamo noi, il calcio ovviamente non è la priorità in questo momento anche se riteniamo che abbia un’importanza sociale e di svago per le persone. Stiamo lavorando insieme alle istituzioni calcistiche sul come: ci sono dei protocolli definiti dalla federazione dei medici sportivi italiani che sono in questo momento in validazione presso la Federazione per definire le regole del gioco per ripartire in massima sicurezza. A noi questo ci atteniamo ma non sarà facile".

Per quanto riguarda la questione degli stipendi dei calciatori?
"Questa è una questione in continua evoluzione, ci sono dialoghi tra noi e tutte le società calcistiche italiane per avere una soluzione che possa essere nell’interesse di tutti visto l’impatto che questa crisi ha su tutto e quindi anche sul mondo del calcio. Ci si sta lavorando ma non ci sono scadenze impellenti, sappiamo dove vogliamo arrivare e siamo tutti d’accordo, sia noi che i giocatori e ci stiamo lavorando per arrivarci con le modalità più corrette".


Malagò: "Gli allenamenti sono stati vietati per tutti, ma bisogna fare distinzioni rispetto ad attività individuale o di squadra"

Giovanni Malagò, presidente del Coni, è intervenuto all'emittente radiofonica RADIO RADIO sul dibattito relativo al rinnovo delle cariche dei presidenti federali e di quello del Comitato olimpico nazionale alla luce dello slittamento delle Olimpiadi di Tokyo al 2021. Queste le sue parole:

«Servirà dare un'interpretazione, ho parlato con tantissimi presidenti e salvo una esigua minoranza è solo una cosa di buonsenso che vai a fare le Olimpiadi con il presidente che ha condotto il quadriennio precedente, perché è giuridicamente il rappresentante tecnico della squadra che va ai Giochi. Ho parlato con il Cio e assolutamente condivide questa impostazione, quindi ritengo che questo avverrà. Lo statuto del Coni e le dinamiche della legge del mondo olimpico, e vale anche per il paralimpico, sono chiarissime - aggiunge Malagò - siamo obbligati a fare le elezioni dopo lo svolgimento delle Olimpiadi. Per le federazioni lo statuto chiarisce che le elezioni vanno svolte dopo il quadriennio, ma la parola 'quadrienniò non è stata messa lì a caso. Non è mai successo che un'Olimpiade è stata spostata di un anno. In questo caso quadriennio è collegato alle Olimpiadi». «Sono state spostate anche diverse elezioni regionali e leggo che forse vengono spostate anche le elezioni del presidente degli Stati Uniti d'America: vogliamo che non lo facciamo noi per le federazioni?», ha aggiunto.

«Gli allenamenti sono stati vietati per tutti, ma bisogna fare distinzioni rispetto ad attività individuale o di squadra, indoor o outdoor. Il governo, a torto o a ragione, con il dpcm ha deciso di vietarli per tutti e ho molto più di una sensazione che questo dpcm verrà prorogato, o dopo 27 aprile o ai primi di maggio», ha concluso.


Roma, sforbiciate su misura. E Pellegrini allunga subito

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Il bilancio della Roma è in sofferenza a causa dell'emergenza coronavirus. È per questo che i giocatori stanno trovando un accordo con la dirigenza per rinunciare al 70-80% della mensilità di marzo (almeno è quello che sperano a Trigoria) e spalmare gli stipendi di aprile, maggio e giugno sui prossimi bilanci. Alcuni contratti dei calciatori però, piene di clausole di ogni tipo, andrebbero riformulati, come quello di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista romano ha sempre espresso la volontà di rimanere in giallorosso e perciò non avrebbe difficoltà nel firmare un quinquennale con, però, un aumento dell'ingaggio ad almeno 3 milioni netti a stagione ed eliminando la clausola rescissoria da 30 milioni. Anche Diawara e Santon potrebbero allungare il proprio contratto.

Questo a prescindere che la trattativa per il passaggio societario tra Pallotta e Friedkin, ora in stand-by per via del coronavirus, vada a buon fine o meno. L'affare è a forte rischio, ma semmai i dialoghi dovessero riprendere le cifre e le modalità pattuite (circa 700 milioni) saranno certamente diverse.


Balzaretti: “La Roma senza Totti e De Rossi ha scelto di diventare meno romana”

IL MESSAGGERO - Federico Balzaretti racconta il calcio con una passione sterminata, l’ex terzino della Roma non riesce a vedersi lontano dal rettangolo verde e resta in attesa che tutto torni alla normalità. Di questo e altro ha parlato nell’intervista. Queste le sue parole:

La Lazio può vincere lo scudetto?

Mi ha stupito. Insieme all’Atalanta ha dimostrato che avere lo stesso allenatore e tenere i calciatori per tanti anni può premiare.

È un suggerimento alla Roma?

No. Sono politiche differenti. È impossibile paragonare i due club perché la Roma deve vendere.

 

Come giudica Fonseca?

Mi è piaciuto dal suo modo di comunicare a quello di porsi. Tutti nell’ambiente ne parlano bene, non ho mai sentito un giocatore parlarne male. Ha capito come vivere certi momenti in maniera equilibrata, senza alzare i toni ma con personalità.

Come spiega le critiche a Pallotta?

Al di là delle vittorie, ciò che è sempre andato a peggiorare è stato il rapporto con la gente. Dal punto di vista sportivo la Roma ha fatto una semifinale di Champions, il record di punti ed è sempre arrivata sopra la Lazio. È mancata empatia con i tifosi soprattutto nelle ultime due stagioni in cui è venuto poco a Roma.

È stato sbagliato privarsi di Totti e De Rossi?

È una scelta coraggiosa, ma il club ha scelto di allontanarsi dalla romanità. Ora è un brand mondiale. Vedremo se i risultati gli daranno ragione.

Zaniolo ha le carte in regola per diventare il nuovo Totti?

È impossibile sostituire Francesco, il paragone non fa bene a nessuno. Zaniolo può diventare uno dei calciatori più forti in Europa. Ne sono innamorato, entra in campo sereno, non sente le pressioni ed è consapevole della sua forza.

Quale giovane consiglierebbe a Petrachi?

Sandro Tonali. Insieme a Zaniolo è tra i più forti che c’è. Il peso lo dà il ruolo che ricopre perché è capace di prendere in mano il centrocampo.