Comunicato ufficiale AIC, si punta a riprendere al più presto senza privilegi medico-sanitari

L'AIC, Associazione Italiana Calciatori, ha rilasciato sul proprio sito ufficiale un comunicato ufficiale in cui ha chiarito la posizione dell'associazione e soprattutto dei calciatori e delle calciatrici. Questo il comunicato:

“Il Consiglio Direttivo, alla presenza del dottor Della Frera (medico componente della Commissione Medico-Scientifica FIGC), ha analizzato e riflettuto sul protocollo predisposto per la ripresa degli allenamenti dei calciatori professionisti. Sono stati chiariti alcuni dubbi e richiesto ulteriori approfondimenti da sottoporre alla Commissione. Come già espresso in passate situazioni, l’AIC sottolinea l’importanza che a trattare la materia siano gli specialisti medici a garanzia delle misure precauzionali da mettere in atto per la ripresa.
La volontà dei calciatori e delle calciatrici è, e sarà sempre, quella di tornare al più presto in campo con le più ampie garanzie di sicurezza per tutti gli addetti ai lavori.
Un aspetto, molto sentito dall’intero Consiglio, riguarda l’attuale contesto del Paese che, seppur con intensità diversa da regione a regione, è ancora in una fase emergenziale. La volontà di tutti gli atleti e le atlete è di poter tornare a svolgere il proprio lavoro così come tante altre categorie professionali, senza apparire privilegiati o usufruire di corsie preferenziali sui controlli medico sanitari.
Si è sottolineato, nella lunga chiacchierata con il dottor Della Frera, come l’esigenza e la volontà di tornare ad allenarsi e poter ricominciare a svolgere il proprio lavoro in sicurezza rischia di dover superare lo scoglio strutturale di buona parte delle realtà professionistiche. L’auspicio è di poter avere il più alto numero di società in grado di ripartire, qualora le condizioni generali del Paese lo permettano.
Il Consiglio Direttivo ha fatto anche chiarezza sulla voce di bilancio della nostra Associazione “Fondo assistenza mutuo soccorso” che ha avuto l’attenzione di alcuni media nelle ultime settimane.
Il Fondo a bilancio è una voce che compone l’intero patrimonio netto associativo e serve per poter finanziare tutte le attività dell’Associazione. Sono compresi i risultati positivi di esercizio conseguiti di anno in anno, sin dalla costituzione dell’Associazione, per oltre 50 anni. Per questo è sicuramente un elemento di vanto e la dimostrazione della buona gestione economica. Sull’utilizzo di tali somme sarà come sempre il Direttivo a prendersi la responsabilità di garantire la giusta misura tra assistenza agli associati e continuità dell’Associazione.
Infine, si è discussa la possibilità di attivare alcuni corsi online di formazione anche con l’aiuto e il supporto del Settore Tecnico della FIGC. Alcuni di questi corsi sono già attivi, altri ne verranno istituiti nelle prossime settimane per poter contribuire, in questo momento di stop forzato, alla formazione personale degli associati e delle associate”.

 


Malagò: "Il calcio ha diritto e dovere di ricominciare da quello che ritiene più giusto"

Giovanni Malagò, presidente del Coni ha rilasciato un'intervista per la versione online del quotidiano il GAZZETTA.IT. Queste le sue parole:

"Il calcio ha diritto e dovere di ricominciare da quello che ritiene più giusto. Ma in questo caso mi sembra che si parli di Serie A. E' indispensabile prevedere un'alternativa se però non si dovesse riprendere. Lo dico senza polemica. Non mi permetto di interpretare le parole di Gravina, quando ci siamo parlati gli ho anche detto che ha delle responsabilità importanti in una situazione non facile. Conosce il mio pensiero e penso di essere stato molto corretto nei suoi riguardi quindi non ho altro da aggiungere".

Cosa pensa del fatto che siano stati fatti i tamponi ai calciatori e si progetta di farne a migliaia nonostante i test scarseggino?

"E' evidente che ci deve essere una situazione di offerta di tamponi che al momento non c'è. Non so se il paese in 15 o 20 giorni sarà in grado di garantirli". 

Se la Serie A non ripartisse sarebbe giusto non assegnare lo scudetto?

"A mio parere sarebbe una scelta di buon senso. L'ho già detto riferendomi non solo alla Serie A ma a tutti gli sport. Solo una voce non ha compreso le mie parole. E' normale che se il campionato si finisce si assegna lo scudetto. Se, come in altri sport, non si finisse il campionato, penso sarebbe giusto non assegnare i titoli".

 


Mkhitaryan: “Mi sono trasferito allo Shakhtar per Mircea Lucescu"

Henrikh Mkhitaryan, ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito del suo trasferimento allo Shakhtar e alla sua opinione di Fonseca. Queste le sue parole:

"Mi sono trasferito allo Shakhtar per Mircea Lucescu. Grazie a lui ho giocato in Inghilterra, Italia e Germania. Ho imparato molto e sono grato per la possibilità che ho avuto. Con Lucescu ho fatto tante belle partite, ma la mia ultima con lo Shakhtar è la più memorabile. Paulo Fonseca? Ho visto il calcio che giocava allo Shakhtar quando lo allenava. Mi è piaciuto il suo stile del gioco, ha trovato un linguaggio comune con i giocatori. Paulo ha scovati giovani talenti e li ha fatti scoprire al mondo. Mi piace lavorare insieme a lui perché capisce bene il calcio. Ogni giorno imparo da lui".

 


Malagò: "Gravina conosce il mio pensiero. Se non si riuscisse a concludere non assegnerei lo scudetto"

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha rilasciato ai microfoni di Alanews un'intervista per parlare della possibilità che possa riprendere il campionato e della linea presa da FIGC e Lega Serie A:

"Il calcio ha diritto e dovere di fare ciò che ritiene fare più giusto, per la Serie A è un diritto/dovere completare la stagione se lo ritiene opportuno. Poi, però, penso che sia altrettanto importante se non indispensabile una strategia diversa qualora questo non fosse possibile. Ma lo dico senza nessun tipo di polemica. Non interpreto le parole di Gravina, ho visto la sua intervista da Fazio. Quando ci siamo parlati gli ho detto che è al centro di una situazione non facile e lui conosce il mio pensiero. Penso di esser stato molto corretto nei suoi riguardi e per questo non ho altro da aggiungere".

In Italia, mentre scarseggiavano i test, sono stati fatti anche a calciatori asintomatici. E per ripartire con la Serie A ne serviranno migliaia.
"E' evidente che soprattutto nelle prossime settimane ci dovrà essere una situazione di disponibilità e offerta che al momento mi sembra non esserci. Ma io non so se tra 15 o 20 giorni il sistema Paese sarà in grado di farlo".

Sarebbe giusto non assegnare lo Scudetto?
"Questa è l'unica cosa che ho detto e mi sembra una cosa di buon senso. Ma l'ho detta non riferendomi alla Serie A, ma a tutti gli sport perché io devo rappresentare tutti. Ovviamente, solo nel caso in cui non si riuscisse a concludere la stagione. E' una mia opinione".


La Roma guarda in Spagna per rinforzare la rosa. Piace Lemar dell'Atletico Madrid

La Roma, mentre aspetta di sapere se si potrà tornare in campo o meno, continua a sondare il mercato per trovare nuovi rinforzi alla propria rosa.
Uno di questi, come riferisce mundodeportivo.com, sarebbe Thomas Lemar dell'Atletico Madrid. L'esterno offensivo francese classe '95 è arrivato in Spagna  nel 2018 dal Monaco per 70 milioni di euro, ma in questa stagione non ha trovato molto spazio raccogliendo 24 presenze per un totale di circa mille minuti (la stagione scorsa raccolse 43 presenze per circa 2600 minuti).
L'Atletico Madrid, come riferito dal sito spagnolo, vorrebbe cedere il giocatore e monetizzare per rintrare in parte della spesa. La Roma è pronta ad approfittarne e vorrebbe chiedere Lemar in prestito con diritto di riscatto. Ma occhio all'Arsenal, che ha mostrato interesse per il francese.


Il nuovo stadio? In attesa da 3000 giorni…

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Dalle parti dell’Eur si chiedono quanti giorni dovranno ancora passare per la prima pietra dello stadio di Tor di Valle.

Perché proprio in questo periodo è stato tagliato il traguardo dei 3000 giorni di attesa dal giorno in cui James Pallotta e Luca Parnasi firmarono a Miami l’accordo per la costruzione del nuovo impianto. “It’s a big day”, disse quel giorno Pallotta. Mentre l’iter sembrava essere arrivato all’ultima curva, ecco che il coronavirus ha bloccato tutto anche qui.

La variante e la convenzione urbanistica sono infatti ancora fermi nei vari dipartimenti del Comune di Roma, in attesa della loro approvazione. L’okay sembrava poter arrivare proprio nel mese di marzo, prima che il Covid-19 sbaragliasse il campo e cambiasse i piani anche da questo punto di vista. All’Eur ovviamente sperano che con la ripresa delle attività, a maggio possa esserci anche il passo finale verso l’approvazione definitiva.

Passo che dovrà essere effettuato dall’Assemblea di Roma Capitale. Con l’okay che dovrà arrivare proprio alla variante ed alla convenzione (il contratto tra pubblico e privato) che si baserà su tre contratti distinti (interessati il Comune, la Regione Lazio, la Città Metropolitana e Acea).


Rooney: “Questo Liverpool come la Roma con Totti falso nueve”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - C’era una volta un tempo in cui i tifosi della Roma sognavano la coppia Totti-Rooney. Erano gli anni in cui la squadra di Spalletti arrivò per due volte tra le prime otto d’Europa ed erano gli anni in cui a sbatterla fuori dalla Champions era il Manchester United guidato, proprio, da Rooney.

L’inglese aveva un debole per il gioco di quel gruppo – lo ha ricordato spesso – e per questo quando al Sunday Times ha fatto un paragone tra “il gioco del Liverpool e quello della Roma con Totti e due ali veloci che attaccavano l’area dall’esterno” il pensiero è andato subito al 4-2-3-1 del primo Spalletti. In realtà però, per quanto all’epoca Vucinic e Mancini partissero larghi, con Perrottatrequartista, è più plausibile che Rooney si riferisse ad una Roma più recente, quella del 2013. L’allenatore era Garcia e la squadra giocava con il 4-3-3 simile a quello attuale dei Reds. Totti era il numero 10, le ali, veloci, Gervinho e Florenzi che, con tutte le differenze del caso, avevano un modo di scendere in campo simile a quello di Manè e Salah. Anche il centrocampo, con Wijnaldum, Fabinho e Henderson, può essere messo a paragone con quello formato da De Rossi, Pjanic e Strootman.


L’ultima doppietta della “riserva” Totti

CORRIERE DELLA SERA - PERRONE - Il 20 aprile del 1986, Roma-Lecce 2-3? Lasciamo perdere quello scudetto buttato, meglio ricordare un altro 20 aprile di 30 anni dopo: un mercoledì, un altro 3-2, stavolta a favore, quello contro il Torino nel 2016. Quando Totti entrò in campo all’86’, al posto di Keita, impiegò appena 22 secondi per pareggiare con una spaccata di destro. Tre minuti dopo trasformò un rigore, firmando il ribaltone e l’ultima doppietta della sua carriera.


Stipendi, taglio ufficiale. Risparmio di 30 milioni

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Trenta milioni di euro, lordi. È questa, euro più euro meno, la cifra che la Roma potrà risparmiare dopo l’accordo, ufficializzato ieri, con calciatori, tecnico e staff, sul taglio degli stipendi di marzo, aprile, maggio e giugno 2020. Dzeko e compagni hanno anche concordato di pagare collettivamente la differenza economica per garantire che ogni dipendente interessato dalla cassa integrazionepossa continuare a percepire il proprio stipendio netto. Anche i dirigenti del club rinunceranno a parte dei loro stipendi per aiutare il club ad alleggerire l’impatto economico e finanziario causato dalla sospensione della stagione a causa del Coronavirus.


Nicolò ai tifosi: “Voglio diventare la vostra bandiera”

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - “Mi piacerebbe diventare una bandiera della Roma, come lo sono stati Totti e De Rossi, ma ora devo pensare solamente a rientrare e a far felice la gente“. Nicolò Zaniolo ha le idee chiare sul suo futuro in giallorosso e, nel corso dell’intervista a Sky, non fa che ribadirle: “La mia idea è restare il più a lungo possibile nella Capitale. Alla Roma devo tutto e sono innamorato della città. Sto sempre meglio dopo l’intervento al ginocchio e, se si giocherà per finire il campionato, punto ad esserci“. Nel frattempo il numero 22, insieme ai suoi compagni, a Fonseca e al suo staff, hanno deciso di rinunciare al pagamento di quattro mensilità di stipendio dell’attuale stagione sportiva. Nelle prossime settimane si perfezioneranno gli accordi individuali per stabilire un piano di rientro dei soldi perduti (di fatto, solo marzo), con la spalmatura nel prossimo esercizio di bilancio dei mesi non percepiti (aprile, maggio e giugno) attraverso anche bonus, premi vari e rinnovi contrattuali.


Lo sconto sugli stipendi vale 30 milioni lordi

IL MESSAGGERO - CARINA - “Con la speranza di fare qualcosa che aiuti la società a far ripartire al meglio il progetto Roma, abbiamo deciso di fare questa proposta“. È il passaggio chiave della lettera pubblicata ieri da Dzeko e compagni che ufficializza il taglio-stipendi, confermato poco dopo da una nota del club: “I calciatori, Fonseca e il suo staff hanno scelto spontaneamente di fare a meno di 4 mesi di retribuzione“. Soddisfatto il CEO Fienga: “Abbiamo dimostrato che siamo davvero tutti assieme. Ringraziamo i calciatori anche per il loro magnifico gesto nei confronti dei nostri dipendenti“. Il riferimento è al fatto che i calciatori integreranno le casse integrazione dei dipendenti giallorossi. La mossa del taglio degli stipendi consentirà di alleggerire l’attuale esercizio di 30 milioni lordi.


Agosto col vento in Coppa

IL MESSAGGERO - BUFFONI - Agosto, ultima frontiera. Non c’è il capitano Kirk a indicare la rotta e non siamo sulla Uss Enterprise, ma il viaggio che sta compiendo il calcio in questa vita sospesa causa pandemia somiglia a un’avventura di Star Trek nello spazio ignoto. Quest’anno è la data astrale di riferimento per le partite più belle, quelle che mancano per assegnare Champions ed Europa League di questa disgraziata stagione.

Comincia una settimana decisiva per la Uefa. Domani la federcalcio europea tornerà a riunire in videoconferenza le 55 federazioni affiliate. Mercoledì sarà la volta delle Leghe nazionali e dell’Eca (l’associazione dei Top club continentali presieduta da Andrea Agnelli). Giovedì 23, infine, si terrà il Comitato Esecutivo dove verranno tirate le somme. Difficile, però, che si arrivi a scelte definitive perché la diffusione del coronavirus resta ancora imprevedibile e i governi non hanno ancora intrapreso con decisione la strada della cosiddetta Fase 2 di parziale riapertura. Ma un indirizzo più leggibile circa la traiettoria che prenderà il pallone è lecito aspettarselo. L’obiettivo della Uefa è quello di concludere il percorso delle due coppe entro agosto, termine oltre il quale sarà praticamente impossibile andare se non si vuole compromettere anche la prossima stagione. Così lo schema è bell’e pronto: Champions League, ritorno dei due ottavi di finale che mancano il 7 o l’8 (Juventus-Lione, andata 0-1; e Barcellona-Napoli, andata 1-1) e poi, quarti con andata e ritorno dall’11 a Ferragosto; semifinali dal 18 al 22 e finale all’Ataturk Stadium di Instanbul sabato 29 agosto ovvero tre mesi dopo la data iniziale del 30 maggio. Parallelo il cammino dell’Europa League: il 2-3 agosto via agli ottavi con Siviglia-Roma e Inter-Getafe (ritorno il 6); quarti 10-13; semifinali 17-20 e finale a Danzica mercoledì 27. Tutto, ovviamente, a porte chiuse ma in diretta tv.

Per raggiungere l’obiettivo la Uefa ha però l’esigenza di conoscere il cammino dei campionati nazionali che è tutto tranne che uniforme. Da Nyon hanno dovuto dissuadere per esempio il Belgio che, a inizio aprile, aveva già deciso di finirla lì e di assegnare il titolo al Bruges. Decisione rientrata dopo il richiamo dell’Uefa a scegliere un percorso condiviso. Richiamo che però non è arrivato alle orecchie della Scozia, dove attraverso la votazione dei club è stato deciso di assegnare il titolo al Celtic facendo infuriare i Rangers che, pur staccati di 13 punti, hanno contestato il voto. Mentre gli Heart of Midlothian, ultimi, hanno annunciato ricorso contro la retrocessione d’ufficio.

La Uefa ribadirà a Federazioni e Leghe che, pur andando ovviamente oltre la data canonica del 1° giugno, avrà bisogno di conoscere una classifica definitiva per poter stabilire la partecipazione alle Coppe 2020/21. Non servirà dichiarare una squadra campione, ma indicare una prima, una seconda, una terza in classifica e così via. Ma si parlerà, chiaramente, anche e soprattutto di soldi. Naturalmente i campionati maggiori, ovvero Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1, sono i più importanti. Ma il sistema calcio è fondato sulle interconnesioni sportive e di mercato per cui, in caso di un numero di fallimenti consistente, tutto il movimento rischia di affondare. È il principio istitutivo del Financial Fair Play (allentato ma non cancellato) e dell’esistenza di 565 milioni accantonati in un Fondo che, presumibilmente, verrà usato. Ma la Uefa conta su 1,2 miliardi e sono i tifosi che, soltanto in Europa, seguono questo sport e continueranno a seguirlo. Anche se solo in tv, fino alla fine della guerra al Covid-19.