FIGC, sospensione delle competizioni calcistiche fino al 13 aprile

Questi alcuni punti importanti nella nota ufficiale della Federcalcio dopo la proroga delle misure di contenimento annunciata ieri in serata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "Con provvedimento urgente del presidente Gabriele Gravina, sentiti i vice presidenti Cosimo Sibilia e Paolo Dal Pino, la FIGC ha disposto la sospensione fino al 13 aprile di tutte le competizioni calcistiche organizzate sotto l’egida federale. Ciò in conseguenza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° aprile 2020 recante ‘misure urgenti di contenimento del contagio’, col quale sono sospesi tutti gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e grado. Con separato provvedimento e sempre in data odierna, la FIGC ha anche provveduto a sospendere i termini dei procedimenti in capo alla giustizia sportiva"


Bavagnoli: "Ritroveremo una squadra con una grande mentalità"

Betty Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha parlato in un’intervista rilasciata all'emittente televisiva del club ROMA TV. Queste le sue parole: 

Come sta vivendo questo periodo?
"Con grande riflessione, come tanti altri. Sto riflettendo tanto, non solo su tutto ciò che sta accadendo ma pensando anche a ciò che accadrà dopo, a come affronteremo il futuro. All'inizio è stata un po' più dura perché la mia famiglia sta a Piacenza, tra le città più colpite, molto vicina alla zona rossa iniziale. Il mio pensiero è andato alle mie sorelle, a mio fratello, ai miei familiari, con ansia e paura. Grazie a Dio stanno tutti bene ma continuo a seguire ciò che accade nella mia città. Sto riflettendo molto".

Le è mai capitato di stare così tanto senza calcio?
"Mi è capitato perché ho lavorato con le Nazionali e, senza campo, era un lavoro diverso, con tempi diversi. Un momento così però ti fa pensare a talmente tante altre cose che ti costringe ad affrontare tutto in maniera diversa. Dopo i primi 10 giorni, ho cercato di pensare quanto fosse importante quello che ci stavano chiedendo, rimanere a casa per evitare i contagi  e di nuocere a qualcuno".

Come mantenete i contatti con la squadra in questo periodo?
"La società ci è sempre stata molto vicino. Abbiamo la possibilità di utilizzare una piattaforma messa a disposizione dal club ed è molto importante. Ci consente di interagire con le nostre atlete, le nostre ragazze per comunicare qualsiasi cosa. Siamo vicine a loro in tanti modi: abbiamo un programma per ognuna delle nostre ragazze, un programma fisico da svolgere. Nel primo periodo bastava una sessione di allenamento al giorno mentre da ieri le ragazze svolgono due sessioni al giorno con i tutorial fatti dai nostri preparatori. Per l'aspetto tecnico-tattico, realizziamo dei video per le nostre giocatrici. Per l'aspetto medico, affrontiamo l'aspetto nutrizionale e il monitoraggio della condizione e infine abbiamo delle psicologhe che stanno vicine alle nostre ragazze. Abbiamo cercato di entrare nel dettaglio di ogni aspetto".

Abbiamo lasciato una Roma in gran forma prima dello stop
"Una Roma consapevole della posizione che occupa, del percorso fatto, del grande lavoro realizzato in questa fase, di una mentalità che è stata acquisita, una mentalità vincente. Avevamo preso coscienza del lavoro fatto sui limiti, sulle lacune ma anche sui nostri punti di forza. Abbiamo lasciato una squadra in grande evoluzione e salute. Ritroveremo una squadra con una grande mentalità".


Roma, trattativa bloccata Pallotta-Friedkin: congelati i ritorni di Totti e De Rossi

LEGGO.IT - BALZANI - Capitani in quarantena. Totti e De Rossi, così come tutta la popolazione italiana, stanno vivendo queste giornate chiusi in casa tra qualche videochiamata ad amici ed ex compagni, i giochi con i figli, le serie tv e un po’ di attività fisica. E cercando di far luce sul loro futuro che non sarà alla Roma, almeno per i prossimi mesi. La trattativa bloccata tra Pallotta e Friedkin, infatti, impedisce ai due ex capitani di valutare anche un ipotetico ritorno a Trigoria di cui tanto si era parlato nei primi mesi del 2020. Francesco aveva appena inaugurato la sua società di procuratori, ovviamente frenata dall'esplosione del coronavirus. E nel frattempo ha continuato a farsi vedere in tv (un successo la partecipazione a Celebrity Hunted su Amazon Prime) e sui campi di calciotto almeno fino alla sospensione dei campionati. In più di una chiacchierata sui social ha ammesso di voler valutare un ritorno alla Roma in caso di chiamata. Non di Pallotta ovviamente visti i precedenti, ma di Friedkin. Tutto rinviato. Fino a quando è impossibile saperlo visto che la trattativa è stata congelata. A fine pandemia potrebbe riprendere ma con tutte altre cifre che potrebbero non soddisfare lo stesso Pallotta.
E De Rossi? Fino a qualche giorno fa si ipotizzava un ruolo come allenatore della Primavera. Daniele quindi avrebbe preso il posto di papà Alberto, il quale sarebbe diventato supervisore del settore giovanile entrando nei quadri dirigenziali al fianco di Bruno Conti e Morgan De Sanctis. Il presupposto era l’arrivo di Friedkin visto che pure in questo caso i rapporti con Pallotta (e Baldini) non sono così idilliaci dopo il mancato rinnovo di nemmeno un anno fa. In questi mesi De Rossi ha vinto uno scudetto col Boca (non da protagonista) e ha appeso gli scarpini al chiodo. La carriera da allenatore resta la scelta più gettonata. Anche in questo caso il Covid ha bloccato sul nascere l’idea della Figc che proprio per averlo al fianco di Mancini sulla panchina azzurra aveva inoltrato alla UEFA una richiesta per organizzare a tempo di record (si parlava di aprile) uno speciale corso-allenatori Uefa A. Ottenuto quel patentino, De Rossi avrebbe potuto guidare tutte le formazioni giovanili inclusa la Primavera, tutte le squadre femminili e tutte le squadre maschili fino alla Serie C. In più poteva diventare allenatore in seconda di qualsiasi categoria. L’Europeo spostato al 2021 potrebbe essere il nuovo obiettivo. Roma permettendo, perché il primo amore rimane il giallorosso. Per entrambi.


Trattativa Pallotta-Friedkin, il texano propone l'acquisto del 51% del club

Secondo quanto riportato dall'Adnkronos da fonti vicine all'affare, la trattativa per l'acquisto della Roma da parte di Dan Friedkin è rallentata e traslata ma è ancora viva, anche in considerazione di uno spiraglio e di possibili date che sono state ipotizzate per ricominciare a giocare in Serie A a maggio o giugno. Il rallentamento che c'è stato nella trattativa era dovuto all'impossibilità di capire le prospettive, a causa della pandemia del coronavirus e del blocco dei campionati, con l'imprenditore texano che voleva attendere una schiarita, con la chiusura del bilancio a giugno e con l'aumento di capitale da parte del presidente James Pallotta per poi avere più chiara la situazione, non solo dei conti e dei costi superiori sostenuti, ma soprattutto delle prospettive. Friedkin nelle scorse settimane, nel pieno della crisi legata al Covid-19 aveva provato comunque a chiudere l'affare proponendo a Pallotta, a quanto apprende l'Adnkronos, di acquistare solo il 51% della società per poi valutare l'acquisto delle restanti quote del club a crisi superata, ma il numero uno bostoniano ha rispedito al mittente l'offerta, non considerandola vantaggiosa.

 

 


Roma, Karsdorp ora rischia di tornare

IL TEMPO - BIAFORA - Uno dei tanti flop dell'era Monchi è certamente Rick Karsdorp, ceduto la scorsa estate in prestito al Feyenoord dopo due anni con molte più ombre che luci alla Roma. Il terzino è ritornato a giocare nel club da cui i giallorossi lo avevano acquistato e ha totalizzato 24 presenze, condite da 5 assist e 2 reti, ma il suo futuro è ora più che incerto. Il club di Rotterdam sta avendo problemi di natura finanziaria e a differenza di quanto vorrebbe - riferisce Voetbal International - non può tenere in rosa il classe 1995. Petrachi per cederlo chiede circa 7-8 milioni, cifra sufficiente ad effettuare una piccola plusvalenza: Karsdorp è costato 16,6 milioni e sarebbero necessari almeno 6,7 milioni per non registrare una minusvalenza. Il Feyenoord non ha le disponibilità economiche per tenere l'olandese, che farà quindi ritorno a Trigoria. Destino simile per Olsen, Florenzi e Antonucci, tutti ceduti in prestito secco, mentre servirà del tempo per capire gli scenari relativi a Defrel, Gonalons e Coric, partiti in prestito con riscatto che diventa obbligatorio in base a determinate condizioni. In bilico anche Schick - il Lipsia ha un diritto di riscatto, ma chiede lo sconto - e Nzonzi: il prestito al Rennes si prolungherà in caso di qualificazione alla prossima Champions.


La ricca scalata dei procuratori: 200 milioni dalla A

CORRIERE DELLA SERA - PASSERINI - La bellezza di 200 milioni di euro. Praticamente il valore di Mbappé o dell’intera rosa del Cagliari. Tanto ha speso la Serie A in procuratori nel 2019. Di questi, 187 li hanno messi i club e 13 i calciatori. A incassare però sono sempre gli stessi soggetti. Che li si chiami procuratori, agenti o mediatori, l’effetto è lo stesso: per ogni operazione, per ogni trattativa, un mucchio di quattrini esce dal circuito, dal sistema calcio. Per sempre. Nessuno regala soldi a nessuno, perché queste figure servono: senza procuratori non si farebbero gli affari o sarebbero meno convenienti. Ma un flusso di denaro del genere deve far riflettere. Dal report annuale della Federcalcio emerge che nel 2019 c’è stato un aumento di quasi il 10% di spese da parte dei club di Serie A. Nel 2018 i milioni furono 171, l’anno prima 138. Il record fu toccato nel 2016 con 193 milioni. A spendere di più nel 2019 è la Juventus, con 44,3 milioni, poi c’è l’Intercon 31,8 e la Roma chiude il podio con 23,2. La domanda è: il sistema potrà reggere ancora queste cifre? Impossibile. I primi a saperlo sono i procuratori che tramite un comunicato dell’assoagenti hanno detto di essere pronti a fare la loro parte.

 


Villar, la quarantena e gli esami universitari: “Ora ho tutto il tempo”

IL CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Se, come ha spiegato qualche giorno fa, Aleksandar Kolarov nel giorno del suo arrivo nello spogliatoio della Roma lo ha praticamente obbligato a chiamarlo “signore“, tra qualche tempo Gonzalo Villar potrà pretendere che il servo lo chiami “dottore“. È per quello, oltre che per diventare un grande calciatore, che sta lavorando in questi anni il centrocampista spagnolo. Il ragazzo è iscritto all’Università cattolica Sant’Antonio di Murcia, che ha tra i proprio iscritti molti atleti spagnpoli, e frequenta il corso di laurea quadriennale in amministrazione e gestione delle imprese. Ovviamente non è semplice per lui conciliare l’impegno professionale calcistico con quello universitario, ma ci sta provando e al momento ha superato 4 esami. Adesso, essendo costretto a stare a casa, gestisce meglio l’impegno, come dichiarato da lui stesso: “Ho scelto questa facoltà perché mi piaceva il piano di studi e le materie che avrei dovuto affrontare, ora ho sicuramente più tempo rispetto a quando si giocava“.


Pronti a tornare: la Serie A richiama i suoi campioni

LA GAZZETTA DELLO SPORT - BREGA - Non sono vacanze estive e nemmeno pause invernali per tirare il fiato. Sono viaggi per ricongiungersi ai famigliari, assistere alla nascita di un figlio, per curare problemi fisici o semplicemente per trascorrere questo periodo di attesa nei luoghi più cari. Il gruppo di giocatori della Serie A che ha lasciato l’Italia è abbastanza ampio, ma non uniforme. Sostanzialmente ci sono delle squadre, come Juventus, Parma e Inter, che vedono la loro rosa in gran parte in giro per il mondo; ci sono poi i casi singoli, come Leao e Ibrahimovic per il Milan e Ribery per la Fiorentina; ci sono infine i giocatori del Torino, del Verona, del Lecce, dell’Atalanta, del Napoli, della Roma, del Sassuolo e dell’Udinese che sono rimasti tutti in Italia. I periodi di quarantena sono terminati secondo scaglioni differenti. L’isolamento e il rispetto verso gli altri e verso se stessi invece non avrà scadenza se non quando le istituzioni della sanità diranno che si può tornare poco alla volta ad affrontare la nuova normalità. Ecco perché perché ad ora nessuna società ha lanciato lo sguardo oltre al 13 aprile. L’Italia e il Mondo sono ancora chiusi e, di conseguenza, anche i giocatori.


Micki, una mira da cecchino: Fonseca non vuole perderlo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Nel mese più complicato, ma al tempo stesso più bello della sua vita, quello in cui si è goduto a casa il primogenito Hamlet, Henrikh Mkhitaryan ha parlato spesso con il suo agente, Mino Raiola. E a lui ha ribadito quanto detto a Petrachi: se dipendesse da lui, vorrebbe restare alla Roma anche il prossimo anno. Difficile immaginare un rinnovo semplice del prestito, più facile immaginare un acquisto tramite un obbligo di riscatto, se tutte le condizioni di incastreranno (compresa una riduzione dell’ingaggio). Di certo, il capitano dell’Armenia comunicherà anche all’Arsenal la sua volontà, per la gioia di Fonseca, che spera resti in giallorosso. I numeri del giocatore infatti, nonostante diversi problemi fisici, sono brillanti: 6 gol e 4 assist in appena 17 partite.


Sogno Pedro. La Roma inizia il secondo round: ma c’è la concorrenza araba

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Già a gennaio la Roma si era avvicinata a Pedro. I giallorossi volevano il giocatore in prestito, ma essendo disposto il Chelsea a cederlo solo a titolo definitivo, non se ne fece nulla. Lo spagnolo però ha il contratto in scadenza a giugno e potrebbe dunque essere un’occasione da cogliere. L’ostacolo è l’ingaggio da 5 milioni ed è per questo che dovrà essere battuta la concorrenza del riccoAl Sadd di Doha, club allenato dall’amico Xavi. Il giocatore comunque lascerà i Blues e la Roma è pronta a puntare con forza su di lui. Sembra più difficile invece che Petrachipossa percorrere la pista Gotze.


Roma, conti in rosso e incertezza

IL MESSAGGERO - CARINA - L'emergenza coronavirus ha bloccato la trattativa per la cessione della Roma e, nel medio lungo periodo, continuerà a creare gravi disagi a James Pallotta. Infatti il valore del club stabilito a dicembre tra lui e Friedkin non dovrebbe rispecchiare più la cifra che il magnate di Boston dovrà richiedere. Quella cifra di 704 milioni verrà rapidamente modificata, considerati i mancati introiti da questa stagione, visto che anche se dovesse ripartire il campionato si farà a porte chiuse. A fine anno la società giallorossa stimava perdite intorno ai 110 milioni di euro, ma venivano considerati nel calcolo gli introiti delle partite. Adesso non è chiaro cosa accadrà e quanto questa situazione graverà sulle finanze della Roma. Una boccata d'ossigeno arriva però dalla Uefa, dove nella riunione di ieri è stato deciso di allentare alcuni paletti del Fai Play Finanziario.


Scudetti e Coppe in piena estate

IL MESSAGGERO - Nella giornata di ieri in conference call si sono riuniti i rappresentanti delle 55 leghe nazionali più i delegati della Uefa per provare a trovare una soluzione per la conclusione dei campionati e delle competizioni europee. Ciò che è emerso è stata la volontà di voler portare a termine tutti i campionati prima di poter disputare le rimanenti partite di Champions League ed Europa League. L'idea sembra essere quella di scendere nuovamente in campo da domenica 24 maggio per poter concludere così entro il 15 luglio, lasciando spazio subito dopo alle rimanenti partite di Coppa, che dovrebbero vedere l'assegnazione dei titoli entro la metà di agosto. A prevalere alla fine è la volontà di tornare in campo per evitare di perdere ancora altri introiti, si stima infatti che non portare a termine il campionato solo per la Serie A poterebbe a perdite che si aggirerebbero intorno ai 700 milioni di euro. Proprio per questo motivo le dichiarazioni di Gravina rispecchiano la voglia di poter tornare a concludere il campionato non appena sarà possibile. "La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".