Roma, Karsdorp ora rischia di tornare

IL TEMPO - BIAFORA - Uno dei tanti flop dell'era Monchi è certamente Rick Karsdorp, ceduto la scorsa estate in prestito al Feyenoord dopo due anni con molte più ombre che luci alla Roma. Il terzino è ritornato a giocare nel club da cui i giallorossi lo avevano acquistato e ha totalizzato 24 presenze, condite da 5 assist e 2 reti, ma il suo futuro è ora più che incerto. Il club di Rotterdam sta avendo problemi di natura finanziaria e a differenza di quanto vorrebbe - riferisce Voetbal International - non può tenere in rosa il classe 1995. Petrachi per cederlo chiede circa 7-8 milioni, cifra sufficiente ad effettuare una piccola plusvalenza: Karsdorp è costato 16,6 milioni e sarebbero necessari almeno 6,7 milioni per non registrare una minusvalenza. Il Feyenoord non ha le disponibilità economiche per tenere l'olandese, che farà quindi ritorno a Trigoria. Destino simile per Olsen, Florenzi e Antonucci, tutti ceduti in prestito secco, mentre servirà del tempo per capire gli scenari relativi a Defrel, Gonalons e Coric, partiti in prestito con riscatto che diventa obbligatorio in base a determinate condizioni. In bilico anche Schick - il Lipsia ha un diritto di riscatto, ma chiede lo sconto - e Nzonzi: il prestito al Rennes si prolungherà in caso di qualificazione alla prossima Champions.


Cessione del club. Piano B di Pallotta per restare a galla

LA REPUBBLICA - In attesa di conoscere quali saranno gli scenari una volta terminata l'emergenza sanitaria, la Roma cerca di trovare delle soluzioni per poter arginare al meglio la situazione economica del club. La trattativa per la cessione da Pallotta a Friedkin è al momento rallentata dal coronavirus, ma ogni cosa a questo punto è messa in dubbio. Il magnate di Boston allora cerca di mettere a punto una strategia per poter rimanere comunque a galla qualora dovesse saltare tutto. Pallotta sarebbe pronto a un cospicuo aumento di capitale, fissato a 150 milioni, con l'aggiunta del taglio del monte ingaggi e la cessione di tutti quei giocatori che gravano sulle casse del club, tra cui Pastore, Perotti, Juan Jesus, Nzonzi e Schick.


Salute, calendari, norme. Tutti i dubbi della Lega A

LA GAZZETTA DELLO SPORT - In Italia, a differenza di altri paesi europei, l'idea non sembra essere quella di esser pronti a tutti per portare a termine il campionato. Se altre Leghe sembra siano disposte a giocare anche durante il periodo di agosto, la Serie A per alcune società dovrà terminare entro il 30 giugno, senza arrivare a giocare a luglio, mettendo così in conto di dover scendere in campo ogni tre giorni. Tra i punti su cui le squadre sfavorevoli a riprendere il campionato c'è il problema del prolungamento dei contratti dei giocatori in prestito; ci sono tutti i dubbi e le scadenze relative ai bilanci e al Fair Play Finanziario che le squadre devono consegnare obbligatoriamente alla fine della stagione; ancora ci sarebbe il problema di dover far giocare ad alcune squadre di A le competizioni europee, costringendo così alcuni club a un riposo minore rispetto ad altre società. I nodi da sciogliere sono molti , ma prima di poter fare qualunque tipo di discorso bisognerà attender l'evolversi della vicenda coronavirus.


La ricca scalata dei procuratori: 200 milioni dalla A

CORRIERE DELLA SERA - PASSERINI - La bellezza di 200 milioni di euro. Praticamente il valore di Mbappé o dell’intera rosa del Cagliari. Tanto ha speso la Serie A in procuratori nel 2019. Di questi, 187 li hanno messi i club e 13 i calciatori. A incassare però sono sempre gli stessi soggetti. Che li si chiami procuratori, agenti o mediatori, l’effetto è lo stesso: per ogni operazione, per ogni trattativa, un mucchio di quattrini esce dal circuito, dal sistema calcio. Per sempre. Nessuno regala soldi a nessuno, perché queste figure servono: senza procuratori non si farebbero gli affari o sarebbero meno convenienti. Ma un flusso di denaro del genere deve far riflettere. Dal report annuale della Federcalcio emerge che nel 2019 c’è stato un aumento di quasi il 10% di spese da parte dei club di Serie A. Nel 2018 i milioni furono 171, l’anno prima 138. Il record fu toccato nel 2016 con 193 milioni. A spendere di più nel 2019 è la Juventus, con 44,3 milioni, poi c’è l’Intercon 31,8 e la Roma chiude il podio con 23,2. La domanda è: il sistema potrà reggere ancora queste cifre? Impossibile. I primi a saperlo sono i procuratori che tramite un comunicato dell’assoagenti hanno detto di essere pronti a fare la loro parte.

 


Villar, la quarantena e gli esami universitari: “Ora ho tutto il tempo”

IL CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Se, come ha spiegato qualche giorno fa, Aleksandar Kolarov nel giorno del suo arrivo nello spogliatoio della Roma lo ha praticamente obbligato a chiamarlo “signore“, tra qualche tempo Gonzalo Villar potrà pretendere che il servo lo chiami “dottore“. È per quello, oltre che per diventare un grande calciatore, che sta lavorando in questi anni il centrocampista spagnolo. Il ragazzo è iscritto all’Università cattolica Sant’Antonio di Murcia, che ha tra i proprio iscritti molti atleti spagnpoli, e frequenta il corso di laurea quadriennale in amministrazione e gestione delle imprese. Ovviamente non è semplice per lui conciliare l’impegno professionale calcistico con quello universitario, ma ci sta provando e al momento ha superato 4 esami. Adesso, essendo costretto a stare a casa, gestisce meglio l’impegno, come dichiarato da lui stesso: “Ho scelto questa facoltà perché mi piaceva il piano di studi e le materie che avrei dovuto affrontare, ora ho sicuramente più tempo rispetto a quando si giocava“.


Pronti a tornare: la Serie A richiama i suoi campioni

LA GAZZETTA DELLO SPORT - BREGA - Non sono vacanze estive e nemmeno pause invernali per tirare il fiato. Sono viaggi per ricongiungersi ai famigliari, assistere alla nascita di un figlio, per curare problemi fisici o semplicemente per trascorrere questo periodo di attesa nei luoghi più cari. Il gruppo di giocatori della Serie A che ha lasciato l’Italia è abbastanza ampio, ma non uniforme. Sostanzialmente ci sono delle squadre, come Juventus, Parma e Inter, che vedono la loro rosa in gran parte in giro per il mondo; ci sono poi i casi singoli, come Leao e Ibrahimovic per il Milan e Ribery per la Fiorentina; ci sono infine i giocatori del Torino, del Verona, del Lecce, dell’Atalanta, del Napoli, della Roma, del Sassuolo e dell’Udinese che sono rimasti tutti in Italia. I periodi di quarantena sono terminati secondo scaglioni differenti. L’isolamento e il rispetto verso gli altri e verso se stessi invece non avrà scadenza se non quando le istituzioni della sanità diranno che si può tornare poco alla volta ad affrontare la nuova normalità. Ecco perché perché ad ora nessuna società ha lanciato lo sguardo oltre al 13 aprile. L’Italia e il Mondo sono ancora chiusi e, di conseguenza, anche i giocatori.


Micki, una mira da cecchino: Fonseca non vuole perderlo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Nel mese più complicato, ma al tempo stesso più bello della sua vita, quello in cui si è goduto a casa il primogenito Hamlet, Henrikh Mkhitaryan ha parlato spesso con il suo agente, Mino Raiola. E a lui ha ribadito quanto detto a Petrachi: se dipendesse da lui, vorrebbe restare alla Roma anche il prossimo anno. Difficile immaginare un rinnovo semplice del prestito, più facile immaginare un acquisto tramite un obbligo di riscatto, se tutte le condizioni di incastreranno (compresa una riduzione dell’ingaggio). Di certo, il capitano dell’Armenia comunicherà anche all’Arsenal la sua volontà, per la gioia di Fonseca, che spera resti in giallorosso. I numeri del giocatore infatti, nonostante diversi problemi fisici, sono brillanti: 6 gol e 4 assist in appena 17 partite.


Sogno Pedro. La Roma inizia il secondo round: ma c’è la concorrenza araba

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Già a gennaio la Roma si era avvicinata a Pedro. I giallorossi volevano il giocatore in prestito, ma essendo disposto il Chelsea a cederlo solo a titolo definitivo, non se ne fece nulla. Lo spagnolo però ha il contratto in scadenza a giugno e potrebbe dunque essere un’occasione da cogliere. L’ostacolo è l’ingaggio da 5 milioni ed è per questo che dovrà essere battuta la concorrenza del riccoAl Sadd di Doha, club allenato dall’amico Xavi. Il giocatore comunque lascerà i Blues e la Roma è pronta a puntare con forza su di lui. Sembra più difficile invece che Petrachipossa percorrere la pista Gotze.


Roma, conti in rosso e incertezza

IL MESSAGGERO - CARINA - L'emergenza coronavirus ha bloccato la trattativa per la cessione della Roma e, nel medio lungo periodo, continuerà a creare gravi disagi a James Pallotta. Infatti il valore del club stabilito a dicembre tra lui e Friedkin non dovrebbe rispecchiare più la cifra che il magnate di Boston dovrà richiedere. Quella cifra di 704 milioni verrà rapidamente modificata, considerati i mancati introiti da questa stagione, visto che anche se dovesse ripartire il campionato si farà a porte chiuse. A fine anno la società giallorossa stimava perdite intorno ai 110 milioni di euro, ma venivano considerati nel calcolo gli introiti delle partite. Adesso non è chiaro cosa accadrà e quanto questa situazione graverà sulle finanze della Roma. Una boccata d'ossigeno arriva però dalla Uefa, dove nella riunione di ieri è stato deciso di allentare alcuni paletti del Fai Play Finanziario.


Scudetti e Coppe in piena estate

IL MESSAGGERO - Nella giornata di ieri in conference call si sono riuniti i rappresentanti delle 55 leghe nazionali più i delegati della Uefa per provare a trovare una soluzione per la conclusione dei campionati e delle competizioni europee. Ciò che è emerso è stata la volontà di voler portare a termine tutti i campionati prima di poter disputare le rimanenti partite di Champions League ed Europa League. L'idea sembra essere quella di scendere nuovamente in campo da domenica 24 maggio per poter concludere così entro il 15 luglio, lasciando spazio subito dopo alle rimanenti partite di Coppa, che dovrebbero vedere l'assegnazione dei titoli entro la metà di agosto. A prevalere alla fine è la volontà di tornare in campo per evitare di perdere ancora altri introiti, si stima infatti che non portare a termine il campionato solo per la Serie A poterebbe a perdite che si aggirerebbero intorno ai 700 milioni di euro. Proprio per questo motivo le dichiarazioni di Gravina rispecchiano la voglia di poter tornare a concludere il campionato non appena sarà possibile. "La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".


Serie A, ecco le date: si parte con i recuperi

IL MESSAGGERO - La Lega di Serie A è sempre più convinta di poter riprendere a disputare il campionato in corso, evitando di dover assegnare il titolo a tavolino o peggio ancora lasciarlo vagante. Ciò che è emerso nella giornata di ieri durante la conference call con la Uefa è che si tenterà di tornare in campo domenica 24 maggio, addirittura dopo la data che lo stesso presidente Gravina aveva ipotizzato, ossia il 20 maggio. Per domani è  stato convocato un altro consiglio di Lega in cui si cercherà di fare il punto della situazione, mentre le squadre attendono di conoscere la data per ricominciare ad allenarsi. Si ipotizza di poter riprendere le attività tra il 15 e il 18 aprile, visto che per ora il Governo ha bloccato ogni attività sportiva solo fino al 13 aprile. Bisognerà però aspettare e valutare giorno per giorno l'evolversi della situazione.


Serturini: “Da quando ho cominciato a camminare ho iniziato a calciare il pallone"

Annamaria Serturini ha rilasciato un'intervista al programma televisivo Roma Tv per la rubrica Women's Weekly la rubrica settimanale dedicata alla Roma Femminile, in onda ogni mercoledì sul canale tematico giallorosso. Queste le sue parole:

Come stai vivendo questo periodo?
"È un periodo brutto. È difficile da descrivere il momento che stiamo passando, soprattutto la mia Lombardia. Si cerca di non pensarci, ma le notizie arrivano. Bisogna seguire tutte le regole che ci hanno detto di seguire. Dobbiamo stare a casa. Qui possiamo allenarci, stiamo seguendo tutte le indicazioni dello staff atletico, ci sentiamo con lo staff medico e tecnico. Dobbiamo seguire tutte le regole, usare la mascherina per uscire, disinfettare le mani".

La giornata tipo?
"Mi manca tantissimo vivere il campo, lo spogliatoio e le mie compagne. La mattina mi sveglio, faccio colazione, poi allenamento, pranzo, poi qualche serie tv o un film, ancora allenamento e la sera ancora un film o si gioca a carte. Gli allenamenti sono di un'ora e mezza o due, a seconda delle indicazioni".

Cosa ti manca di più della tua vita da calciatrice?
"Condividere lo spogliatoio. Stando a casa ti accorgi che la vita nello spogliatoio ti manca molto".

La prima cosa che farai quando si tornerà alla normalità?
"Tornare dai miei genitori, non sono potuta tornare a marzo per via del diffondersi del virus. Quando sarà possibile tornerò da loro, da mio nonno che oggi mi ha detto che voleva passare la Pasqua insieme, ma ovviamente non è possibile".

Questa emergenza cambierà la tua vita nel futuro?
"Quando ci sarà un weekend libero magari prenderò più spesso l'occasione per tornare a casa e salutare i parenti".

Hai fatto qualcosa di nuovo in questo periodo?
"Ho visto film e serie tv che magari prima non riuscivo a vedere. Io non vedo molta televisione, ma ora per occupare il tempo sono costretta a farlo. Mi sono anche scaricata Disney +".

Cosa hai visto in questo periodo?
"Mi sono vista Narcos, ho visto la serie su Tevez, Vis a Vis e qualche film qua e là. Poi i cartoni Disney la sera prima di andare a dormire".

Come hai iniziato a giocare a calcio?
"Da quando ho cominciato a camminare ho iniziato a calciare il pallone. Già a 3 anni volevo giocare a calcio con i maschi, mio padre mi ha assecondata e da lì ho iniziato a giocare con mio fratello e mio cugino. Giocavo all'oratorio del mio paese, poi sono andata all'Atalanta a 10 anni, poi al Brescia, facendo ogni giorno 150 km. Poi a 18 anni sono andata via di casa e dall'anno scorso sono alla Roma".

Hai segnato il primo gol ufficiale della Roma Femminile e anche il primo gol nel primo allenamento.
"La stagione scorsa con la Roma è stata la mia migliore stagione, ho realizzato 13 reti e ho trovato una continuità di prestazioni, grazie al coach Bavagnoli che mi sta aiutando a crescere. Sono contentissima di aver segnato il primo gol della storia della Roma e spero di segnarne altri. Questa maglia è la mia seconda pelle, voglio vincere qualcosa di importante".

Sei la giocatrice con più presenze nella storia della Roma, hai saltato solo San Marino.
"Si, avevo la febbre. Le mie compagne sono state bravissime, era una partita fondamentale per indirizzare la Coppa Italia".

Il ricordo più bello della tua carriera?
"Non ho un ricordo più bello. Ho tanti ricordi, da quando ero piccola e capitano coi maschi, lo scudetto col Brescia, il campionato primavera vinto col Bari e la mia prima stagione a Roma, coronata col sogno del Mondiale. Non riesco a sceglierne uno".

Al Mondiale eri la più piccola in rosa.
"Bartoli e Pipitone mi hanno aiutato tantissimo. Spesso avevo paura, giocavo con Bonansea che è il mio idolo, con gente che giocava nei grandi palcoscenici e ora giocava con me. È stato un sogno, all'esordio con l'Olanda avevo tanta ansia. Abbiamo mostrato il nostro valore".

Perché hai il numero 15?
"È il primo numero che mi hanno dato da piccola e da lì ho cominciato a portarlo. Solo con Atalanta e Brescia ho avuto il 10, poi in Nazionale mi hanno ridato il 15. L'ho anche tatuato, è il mio numero ormai".

Ricordi del bronzo nel Mondiale U17 del 2014?
"È il mondiale che ho vissuto di più. Non dovevo parteciparvi perché avevo subito un infortunio alla caviglia, alla fine sono risucita a partecipare e ho anche fatto una doppietta allo Zambia. Fu un'emozione indescrivibile. il 2014 è stato l'inizio di qualcosa di indescrivibile. L'anno dopo ho fatto l'esordio col brescia in A".

La ballerina più brava in squadra?
"Andressa e Thomas".

La cantante migliore?
"Siamo in tante ad essere brave, io no però, ma con le mie compagne posso cantare".

La più chiacchierona?
"Se la giocano Casaroli e Coluccini".

La più tecnica?
"Giugliano e Andressa hanno delle doti tecniche che fanno paura. Le osservo in allenamento, come toccano il pallone o come battono le punizioni. Hanno una tecnica superiore".

Roma città?
"Roma per me è la città più bella del mondo. Ormai è una seconda casa. Quando ho qualche giorno libero mi piace passeggiare in centro o andare al mare, anche vedere parti della città meno conosciute. Mi piace conoscere la storia di Roma, di ogni monumento".

Piatto preferito?
"Carbonara, ma non diciamolo al nutrizionista. Quando c'è il pasto libero ogni tanto me la concedo una carbonara, ma avviene poche volte. Dobbiamo seguire un piano nutrizionale ben preciso. Di solito mangiamo tutte insieme a pranzo e per la cena ci danno delle indicazioni. Non sono molto brava a cucinare, ma questa cosa mi aiuta a seguire il piano alimentare".