Zaniolo e il bimbo di Milano: “Ti aspetto a Trigoria”

CORRIERE DELLA SERA - Una città senza persone. Non è una novità in tempi come questi. Ciò che colpisce in questo deserto urbano (siamo a Milano) è un bambino che gioca a pallone con la maglia della Roma di Zaniolo. Lo scatto, pubblicato sul Corriere della Sera, è arrivato al giocatore giallorosso, che ha risposto su Instagram: “Non so chi sei, ma che orgoglio vederti con la mia maglia. Resistiamo ancora e, quando sarà tutto finito, so che me ne manderai una in cui giochi con altri ragazzi. Ti aspetto a Trigoria“.


Scaccomatto Roma. Carlos Augusto e Tiquinho per il futuro giallorosso

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Siccome il mercato è da sempre una partita a scacchi, ecco allora che la Roma sta studiando quattro mosse per arrivare allo scaccomatto. Che poi per i giallorossi vorrebbe sostanzialmente dire tornare stabilmente in Champions League e magari anche insidiare le prime della classe per la vittoria del campionato. In difesa la Roma deve capire che cosa succederà con Smalling, ma nel caso in cui il giocatore tornasse in Inghilterra si punterebbe su Rojo e Lyanco. Il nome forte per il reparto però è quello del terzino del Corinthians Carlos Augusto, che potrebbe prendere il posto di Kolarov sulla sinistra. In mezzo al campo l’occhio è già finito su due giocatori dello Shakhtar Donetsk: Kovalenko, più offensivo, e Marcos Antonio, più difensivo. A piacere è soprattutto quest’ultimo, per duttilità, facilità di corsa ed età (19 anni). Davanti, portare Gotze a zero sarebbe il colpo migliore, ma c’è anche la pista Tiquinho Soares, che la Roma segue da tempo: il Porto vuole almeno 15 milioni di euro.


Totti: “Il campionato non ripartirà. Io? Torno in campo…”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Una chiacchierata tra vecchi amici. Come quando ci si ritrova al bar, solo quel bar lì oggi è virtuale. Ed allora Francesco Totti e Luca Toni ieri si sono dati appuntamento su Instagram, con una diretta di quasi nove minuti. L’ex 10 giallorosso non ha mancato di esprimere la sua sulla situazione corrente del calcio italiano: “Non hanno capito che il campionato non riparte, gli tocca giocare a subbuteo. Per me ci faranno uscire di casa il 3 o il 4 maggio, ma anche per l’organizzazione della prossima stagione sarà un bel casino. La Fifa e le federazioni ora devono uscire allo scoperto. Anche perché in Germania, Spagna e Inghilterra sono in ritardo di 20 giorni rispetto all’Italia. È un problema, prolungheranno tutto“. Poi inevitabilmente si scivola sulla Roma: “Ma te la compri?“, chiede Luca. “Beh, ora costa meno…“. E giù risate. “Tanto il prossimo presidente ti butta dentro“, incalza Toni. “Certo, ma per giocare…“, replica Francesco.


Pellegrini: “Spero si torni presto alla normalità”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - “Mi fa piacere essere accostato a Totti, ma Francesco è una leggenda. Io sono Lorenzo e cerco di essere il miglior Lorenzo possibile“. In questa frase ci sono la maturità e l’umiltà di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista della Roma ha risposto ai tifosi, tramite l’account Twitter del club, anche ad altre domande: “Mi manca la normalità, ma sto sfruttando questo tempo per stare con la mia famiglia. Non vedo l’ora di tornare alle mie abitudini, agli allenamenti a Trigoria, alle partite. Spero che la normalità torni presto per tutti e che questa situazione si risolva per il meglio“.

 


Serie A, scudetto alle polemiche

IL MESSAGGERO - La parola d'ordine è finire il campionato, come ripete quasi quotidianamente il presidente della Figc, Gravina. Il problema risiede in senno alla Lega Serie A che ieri doveva discutere conTommasi e l'Assocalciatori la proposta del taglio degli stipendi, ma la conference call è saltata. La posizione della Figc è condivisa dalla sola Lazio: «Vogliamo vincere il titolo sul campo - ha ribadito ieri Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione del club biancoceleste -. Chi vorrebbe annullare il campionato in corso lo fa per avere lo scudetto d'ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione». Anche Napoli, Milan e Cagliari hanno dato segnali di voler seguire Lotito. Contrari alla ripresa del campionato sono il presidente del Torino Cairo, della Sampdoria Ferrero e della Fiorentina Commisso. 

Invece in Germania, dove il calcio è sospeso per ora fino al 30 aprile, il Borussia Dortmund ha ripreso gli allenamenti (giocatori al massimo in coppia). In Inghilterra l'orientamento è finire laPremier League, trasformandola in un mondiale per club. Anche Javier Tebas, a capo della Ligaspagnola, ha detto che il campionato si concluderà al 100%. Domani vertice Uefa in conference call alle 12 con le 55 Leghe per fare il punto della situazione.


Petrachi punta su uragano Tete, scelto da Fonseca

IL MESSAGGERO - CARINA - L’ultimo “Uragano” avvistato dalle parti di Trigoria fu un flop. Si tratta di Fabio Junior, centravanti che fece svenare Franco Sensi, senza lasciare il segno. Su Mateus Cardoso Lemos Martins, meglio conosciuto come Tete, garantisce invece Fonseca. Il soprannome – Furacao – è lo stesso dell’ex numero 9 del Cruzeiro, ma il ventenne brasiliano ha già dimostrato di essere un’altra cosa. Fonseca lo ha avuto a disposizione per tre mesi allo Shakhtar Donetsk e poi è diventato allenatore della Roma. In giallorosso il tecnico portoghese vorrebbe portare anche un altro paio di calciatori già allenati in Ucraina, tra i quali c’è di sicuro Marcos Antonio. L’obiettivo primario però è Tete: veloce, tecnico, abile nel dribbling e nei calci piazzati, è un mancino che parte da destra per accentrarsi e trovare la conclusione. Ha qualità da vendere, tanto che in Ucraina hanno provato a farlo giocare anche da trequartista.


Calcio svalutato, non giocare costa

IL MESSAGGERO - Il Cies, International Centre for Sports Studies, ha quantificato i danni del calcio nel caso in cui i campionati non dovessero riprendere entro giugno a causa dell'emergenza Coronavirus: il valore delle rose calerà di circa il 28%. Esaminando l'età dei giocatori, la carriera pregressa e la stagione in corso dei primi cinque campionati, è emerso il tracollo economico dei cartellini dei tesserati. Il prezzo di alcuni campioni si è quasi dimezzato, ad esempio l'ex centrocampista della Juventus Paul Pogba è passato da 65 a 35 milioni. Nella speciale classifica sulle maggiori perdite, l'Inter si piazza al secondo posto (-35,7%) con un calo di 276 milioni. Terzo il Verona (-34,3%), quarta la Spal (-34,2%), è della Lazio (-32,8%) l'ottava posizione. La nuova rosa della Roma(54esima con il -27,2%) sarebbe da 393 e non più da 540 milioni.

Senza calcio, il totale dei cartellini dei cinque campionati d'Europa (Liga, Serie A, Bundesliga, Premier e Ligue1) passerebbe quindi da 32,7 a 23,4 miliardi. La crisi coinvolgerà tutti e l'interesse sarà quello di valorizzare i giovani con rinnovi lunghi.


La Roma prende tempo sul taglio degli stipendi. Prima effettuare un'analisi dettaglia, poi uniformarsi con la Lega Serie A

La Roma, come le altre società di Serie A, sta valutando la possibilità di tagliare gli stipendi dei giocatori per sopperire alle perdite dovute all'inattività.
La società giallorossa, come ricordato qualche giorno fa dall'AD Fienga, sta valutando di effettuare dei tagli non solo per gli stipendi dei giocatori ma anche della classe dirigente. Ma prima di prendere qualsiasi decisione si vuole, in primis, effettuare un'analisi dettagalia con una stima il più possibile veritiera delle perdite che si subiranno ed in secondo luogo uniformarsi a tutte le decisioni che verranno prese in merito dalla Lega Serie A.


AIC: "Diverse esigenze per ogni categoria. L'obiettivo è fare squadra, ognuno per la sua parte"

L'AIC, tramite il propro sito ufficiale, ha diramato un comunicato stampa a seguito della riunione settimanale del Direttivo:

"Nella giornata di oggi si è tenuta la settimanale riunione del Direttivo dell'AIC e, di seguito, con i rappresentanti e capitani di Serie A. Il momento è delicato e le recenti dichiarazioni del Ministro Spadafora lasciano presumere ancora qualche settimana di chiusura attività. In quest’ottica, e alla luce dell’accordo tra i calciatori della Juventus e la società, si è discusso della conclusione giocata dei campionati e delle eventuali tempistiche.
Dalla Serie A ai Dilettanti l'auspicio è quello di, avendone le condizioni di sicurezza, poter portare a termine la stagione, fosse anche superando la data del 30 giugno. Le condizioni di ripresa dell’attività dovranno avvenire in condizioni di approfondito controllo medico e rispettando tutte le indicazioni che verranno fornite dai medici e dalla FMSI.
Nella purtroppo malaugurata ipotesi di chiusura anticipata della stagione lo scenario ci vedrà senz’altro partecipi della situazione e per questo i calciatori sanno di dover svolgere la loro parte. In questo senso è stata evidenziata come nelle diverse categorie siano diverse le esigenze ma si è stati tutti concordi nell’obiettivo di tutelare le posizioni delle categorie più in difficoltà. Il mondo dilettante, il calcio femminile e i redditi più bassi delle categorie professionistiche dovranno essere tutelati, anche attraverso il ricorso a risorse interne al mondo del calcio e aiuti che dovessero venire dal sistema mutualistico generale.
La costituzione di un fondo assistenziale destinato al sostentamento di queste situazioni di precarietà dovrà coinvolgere tutte le parti in causa. I calciatori sono già sintonizzati su questo ma ad oggi non si è avuto ancora contezza di quale sia la parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento. 
FIGC, Leghe, organizzazioni internazionali, quale sarà il loro apporto a questo scopo? Sarà uno degli argomenti sui tavoli di discussione che si stanno portando avanti ormai da qualche settimana e che dovranno avere come primo obbiettivo fare squadra, ognuno per la sua parte".


Pellegrini: "Io non sarò mai Totti, non ne nascerà un altro come lui. Io sono Lorenzo e cerco di essere il migliore me stesso da mettere a disposizione della Roma"

Lorenzo Pellegrini, giocatore della Roma, ha partecipato al format #ask in cui ha risposto ad alcune domande poste dai tifosi. Questa un'anticipazione pubblicata dalla società giallorossa sul proprio profilo Twitter:

Se avessi potuto scegliere uno sport diverso dal calcio, quale sarebbe stato?
Il Tennis. è lo sport che seguo di più. È  molto diverso dal calcio, essendo un sport individuale si conta solo sulle proprie forze. Da piccolo l’ho praticato ma non sono molto forte, mi piace più guardarlo. I miei tennisti preferiti sono Federer e Djokovic”.

Qual è la tua routine quotidiana in questi giorni?
Mi sveglio presto per portare fuori i miei due cani. Passo molto tempo con mia figlia Camilla e mia moglie. Poi pranzo e nel pomeriggio svolgo il programma di allenamento che ricevo giornalmente dallo staff. Poi passo ancora del tempo con Camilla e con mia moglie, magari vediamo un film e una Serie TV”.

Che genere di film preferisci?
Mi piace il genere crime, in particolare i film ispirati a storie vere. Un film che posso consigliare a tutti è Giustizia Privata. Se avete modo, vedetelo”.

Che serie TV ci consigli?                                                          
Ho appena finito di vedere The Following. È una serie crime e con il tempo in più a disposizione in questo periodo ho già visto tutte e tre le stagioni. È stata molto intrigante”.

Ti stai annoiando in questo periodo? Quanto ti manca il calcio?
Mi manca tanto la normalità ma sto sfruttando questo tempo per stare con la mia famiglia. Però non vedo l’ora di tornare alle mie abitudini, agli allenamenti a Trigoria, alle partite. Ma spero che la normalità torni presto per tutti e che tutta questa situazione si risolva per il meglio”.

Cosa ricordi del tuo esordio a Cesena? Cosa ti disse Rudi Garcia prima della partita e prima di entrare? Sapevi già che ti avrebbe utilizzato?
Rudi Garcia prima di ogni partita bussava alla porta di tutti i giocatori per fare l’in bocca al lupo e per dare le ultime direttive. Quel giorno mi disse di tenermi pronto. Io fremevo dalla voglia di giocare. Quando mi mandò a fare il riscaldamento capii che forse era arrivato il momento di esordire. Non lo ringrazierò mai abbastanza per questo, abbiamo un bellissimo rapporto. Una volta entrato po’ di paura c’era. Era un periodo difficile e stavamo vincendo 1-0 con un gol di Daniele. Mancavano 25 minuti e sono entrato subito in clima partita, volevo che la Roma vincesse. La tensione era forte ma una volta in campo tutto è diventato più facile. Sono stati più emozionanti il prima e il dopo piuttosto che la partita in sé”.

Che sensazioni si provano a segnare di tacco in un derby?
Quella è una partita che ricordo con più piacere della scorsa stagione. Venivamo da un momento complicato, il Derby poteva essere la svolta e in parte lo è stata, anche per me personalmente. Pensate cosa significa per un ragazzo di Roma, con tutta la famiglia romanista, entrare a partita in corso in un Derby e segnare così in un momento di difficoltà per la squadra, nella quale alla squadra non riusciva nulla. Allo stadio c’era anche mio padre mi hanno raccontato che è dovuto entrare a bere un bicchiere d’acqua perché si sentiva di svenire”.

Qual è l’emozione più grande provata finora con la maglia della Roma?
Potrei dire Roma-Barcellona, ma personalmente il ricordo per il quale sento ancora i brividi è l’arrivo allo stadio per Roma-Liverpool. Nonostante avessimo perso 5-2 in casa loro, centinaia di tifosi hanno accolto il pullman incitandoci. Abbiamo impiegato 15 minuti per percorrere gli ultimi 500 metri. Non pensavo mai di poter vivere una cosa del genere”.

Ciao dalla Florida: ci descriveresti il tuo ultimo tatuaggio? È per Camilla?
Sì, è una C con una stella sul collo dedicata a lei”.

Quanto ti ha cambiato la nascita di Camilla?
Tanto. Quando sei di cattivo umore o arrabbiato, qualsiasi sentimento negativo passa quando la vedo. È una fonte di ispirazione continua. Sapere di avere la responsabilità di provare a trasmetterle l’educazione che ho ricevuto, di provare a farle capire la vita è un orgoglio. La mia famiglia è fondamentale per me. Anche i miei genitori, i miei fratelli, i miei cugini. Sono tutti importanti per me”.

C’è un momento della tua esperienza nella Primavera che ricordi con maggiore affetto?
Ogni volta che ripenso al periodo in Primavera mi ribolle il sangue per il fatto di non essere riusciti a vincere un trofeo. Su quattro competizioni nel 2014-15 abbiamo giocato due semifinali e due finali ma ci è sempre mancato qualcosa per vincere. Però sono molto legato ai compagni di quella squadra. Un ricordo in particolare è il gol segnato a Latina in Youth League contro il Manchester City. Era il 2-0 e dopo quella rete capimmo che stavamo riuscendo ad arrivare alla final four di Nyon. C’erano tanti tifosi allo stadio, è stato bellissimo”.

Spesso fai passaggi lunghi e precisi senza guardare, fai assist spettacolari che possono ricordarci Totti. Tu a chi ti senti di assomigliare calcisticamente?
Su questo è giusto spendere due parole: io non sarò mai Francesco, lui è una leggenda, un campione, un punto di riferimento. Ovviamente sentire dire queste cose mi fa molto piacere, ma Francesco è Francesco e come lui non ne nascerà un altro. Totti è Totti, io sono Lorenzo. Non saprei dire a chi somiglio, non mi piace fare paragoni, cerco solo di essere il miglior Lorenzo da mettere a disposizione della Roma”.

Quali erano i tuoi idoli da bambino?
"Da romano e romanista i due punti di riferimento sono sempre stati Francesco e Daniele, lo stesso valeva per i miei cugini, per mio padre, per tutta la famiglia. Tralasciando loro due, un calciatore che ho sempre ammirato è Ronaldinho. Era capace di trasportarti con la sua classe. Faceva divertire perché per prima cosa si divertiva lui giocando. Oltre alla tecnica e alla qualità lo ammiravo tanto anche per questo".

Qual è l’infortunio che hai trovato più difficile da superare?
"La microfrattura del quinto metatarso dopo la partita di Lecce è stata dura perché ero in un buon momento e non mi aspettavo di ritrovarmi a dover subire un’operazione. Ma appena ho potuto sono tornato a lavorare mattina e pomeriggio per ritrovare la condizione. E sono contento di come sono riuscito a tornare".

Sai che in indonesia ci sono tanti tifosi della Roma?
"Ho visto diversi video, anche di quando la Roma è venuta giocare un’amichevole a Jakarta. È impressionante e inaspettato, sicuramente un motivo di orgoglio per noi".

Qual è stato il tuo gol più bello finora in maglia giallorossa?
"Il più bello forse è quello con la Fiorentina di dicembre, per l’azione che mi ha portato alla conclusione. Anche il primo con la SPAL sotto la Curva Sud lo ricordo con affetto. Però spero di segnarne presto di nuovi ancora più belli".

Qual è il tuo sogno più grande da calciatore?
"È vincere. Cerco di imparare il massimo da chi ha già vinto, di assorbire la giusta mentalità. So che per riuscirci non bisogna mai mollare di un centimetro ed è questo ciò che provo a fare. Poi ci sono momenti negativi e positivi. La differenza la fa come si affrontano e io cerco sempre di essere sereno di pensare solo a lavorare. Cerco sempre di immaginarmi come un treno che segue i suoi binari senza fermarsi mai qualunque sia l’ostacolo. Questo è quello che mi auguro, per me e per la mia squadra: tornare a vincere".

Che emozione è giocare per la squadra per cui fai il tifo sin da bambino?
"È un’emozione infinita. Mi sento come tutti i ragazzi che giocavano con me da piccoli e che ora vengono allo stadio a tifare la Roma. Mi sento come se tutti questi ragazzi fossero me e come se io fossi loro. È un’emozione grande. È un’emozione quasi inspiegabile, tra le più belle che si possono provare, non solo per me ma anche per la mia famiglia. Io vedo mio padre come un eroe e sapere che si emoziona vedendo me scendere in campo  con la maglia della Roma mi rende ancora più orgoglioso".


Pastore, l’Argentina e quel futuro diviso a metà

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Basterebbe vedere soltanto le immagini pubblicate ieri per la capire come mai Javier Pastore e la sua famiglia a Roma si trovino benissimo. Una casa in pieno centro, con vista sulle rovine della Roma che fu, un appartamento scelto due anni fa e che adesso fa da cornice a questi giorni difficile che la Capitale, come l’Italia tutta, sta vivendo. Non è solo questione di casa, però: Javier Pastore non ha voglia di andar via da Roma perché non ha voglia di lasciare da sconfitto. È convinto che Paulo Fonseca sia l’allenatore giusto per tornare a sentirsi importante, ma il club vorrebbe cederlo e sarebbe disposto anche a fare una minusvalenza pur di liberarsi del suo pesante ingaggio. Nonostante le parole dell’amico Buffarini, difensore del Boca, che ha detto “Il mio sogno è tornare al Talleres anche con Pastore, ci piace l’idea di farlo insieme“, l’ipotesi argentina a breve termine non pare percorribile.


Quanto si taglia? Sugli ingaggi da ridurre la Serie A è in attesa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ANGIONI - La Juve ha servito l’assist, ora è il momento di vedere che cosa fanno le altre società. I 90 milioni di stipendi tagliati dai bianconerispingeranno le rivali ha fare la stessa cosa? Al momento sembra che il resto della Serie A preferisca stare su posizioni attendiste: non si sa ancora bene come andrà a finire la stagione, meglio non fare passi in avanti con giocatori e staff tecnici per poi essere costretti a un eventuale retromarcia. Oggi, comunque, alle 18.45 c’è un vertice Lega-Aic: i club presenteranno al sindacato dei calciatori le proposte per abbassare un bel po’ quota 1,2 miliardi (ovvero il monte stipendi della A depurato del taglio bianconero)? Sul tavolo ci sono la sospensione degli stipendi per il periodo di tempo non lavorato, oppure la richiesta di uno “sconto” proporzionato all’entità dell’ingaggio del giocatore. Inter e Roma sono le società che seguono i bianconeri nella classifica delle rose con gli stipendi più ricchi e potrebbero avere dunque più interesse in un taglio. Al momento in casa giallorossa è tutto fermo: i capitolini sono quotati in Borsa come il club di Agnelli e devono ancora parlare con giocatori e agenti, ma ovviamente puntano a tagliare i 134 milioni di ingaggi stagionali.