Roma, le mosse last minute: assalto finale a Faraoni e Favilli
GAZZETTA DELLO SPORT - In cerca di un’occasione, Petrachi potrebbe portare a casa un sostituto di Florenzi. L'idea delle ultime ore è Davide Faraoni. Romano (ma cresciuto nel vivaio della Lazio), con un costo relativamente basso (circa 2 milioni di euro): Roma e Verona potrebbero anche allestire un’operazione last minute. L’altro nome sul taccuino del d.s. giallorosso è quello di Cyrus Christie, 27 anni, irlandese del Fulham, che costa 3-4 milioni.
Potrebbe succedere qualcosa anche per l'attacco: si spera fino in fondo di piazzare altrove Kalinic, anche per risparmiare cinque mesi di uno stipendio pesante (altri 2,5 milioni lordi da qui alla fine della stagione). Ieri ci sono stati dei sondaggi di Monaco e Sampdoria, ma nessuna delle due ipotesi convince fino in fondo il croato. La Roma voleva sostituirlo con Andrea Favilli. Ma anche qui la trattativa è complicata. Tecnicamente il giocatore è ancora della Juventus, il riscatto del Genoa scatta a febbraio (7 milioni) e i rossoblu lo cederebbero solo in caso di arrivo in rossoblù di Zaza. Nel frattempo incassati 1,7 milioni di euro dal Partizan Belgrado, che ha esercitato il diritto di riscatto per Sadiq.
Se parte Kalinic, Favilli per Fonseca
IL TEMPO - BIAFORA - «Il nostro mercato non è ancora chiuso, se dovesse uscire qualche occasione la valuteremo». Non mentiva Petrachi quando poco dopo l'ora di pranzo è stato intercettato a Milano, nell'hotel in cui si concluderanno le ultime trattative del mercato di gennaio. Il ds della Roma è a caccia di un attaccante giovane da affiancare a Dzeko e il nome forte per le ore finali della finestra invernale è quello di Favilli.
Il centravanti classe 1997 è in forza al Genoa, che dovrà obbligatoriamente riscattarlo dalla Juventus alla fine dell’anno, ma lo spazio per giocare in rossoblù è ridotto e alcuni intermediari hanno imbastito una tripla operazione che potrebbe accontentare tutti, calciatori insoddisfatti compresi. L'Inter è infatti a caccia di una punta e gli è stato offerto Slimani, giocatore che il Monaco lascerebbe andare via senza troppi problemi. Se si concretizzasse la cessione (il cartellino è del Leicester) i monegaschi vorrebbero Kalinic, poco convinto di cambiare aria dopo sei opachi mesi in giallorosso. L'effetto domino si completerebbe con il passaggio di Favilli alla corte di Fonseca. Gli incastri, con meno di un giorno a disposizione per trovare la quadra, appaiono difficili: né la Roma e né il Monaco lasceranno partire i rispettivi attaccanti senza la certezza di avere in mano un sostituto adeguato.
Un'altra situazione di cui si sta occupando Petrachi è quella relativa al pacchetto di centrali difensivi, un reparto da sfoltire visti i sei giocatori a disposizione dello staff. Juan Jesus è sempre l’indiziato numero uno a partire, ma la Fiorentina ha virato su Criscito (manca l’ok del difensore) e il brasiliano non ha voglia di andare in una piccola squadra. Il Verona, conscio dell’abbondanza della Roma, ci sta riprovando per Cetin, ma Fonseca ha fatto capire di voler lo tenere, anche per la sua duttilità tattica. Intanto, in attesa di Nzonzi al Rennes, sono arrivate le ufficialità di tre operazioni: Villar, Perez e Florenzi, andato al Valencia in prestito secco fino a giugno. Nessuna sorpresa sulle formule del centrocampista e del terzino - «Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni. Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma» il suo saluto su Instagram - mentre l'esterno è costato 1 milione di prestito più 11 di obbligo di riscatto al primo punto conquistato dai giallorossi e altri 4,5 di bonus, comprensivi di 1 milione da versare al Barcellona in caso di futura rivendita. I catalani hanno anche una prelazione sulla cessione.
Roma, bomber Dzeko piace (quasi) a tutti
IL MESSAGGERO - Obiettivo cento gol con la maglia della Roma. Per molti deve segnare di più, ma quel che Edin Dzeko ha fatto con la maglia della Roma è già tanto: novantanove reti in duecentocinque presenze. La Roma è la squadra con la quale ha realizzato più gol. Sono 189 partite e 72 gol con il City, 189 e 85 con il Wolfsfburg, 45 e 16 con la maglia del Teplice. A Roma si ha sempre la sensazione che Dzeko non venga apprezzato fino in fondo. Ma sui numeri c'è poco da discutere, visto che parliamo di un attaccante da una media di quasi mezzo gol a partita (0,48).
A Roma sono passati attaccanti meno prolifici, che però si sono guadagnati l'immortalità e l'amore della gente. Imparagonabili a Dzeko gli score di gente come Rizzitelli, Voeller oppure Balbo, per non parlare di Batistuta o di Delvecchio. Tra i romanisti, tenendo fuori Totti, la media di Edin alla fine è simile solo a quella di Balbo. Dzeko quest'anno è indietro ai vari bomber come Immobile (23 reti), Ronaldo (17) e Lukaku (14). In campionato è fermo a nove gol, che però senza i rigori sono gli stessi di Lautaro Martinez e ben cinque più di Belotti.
Favilli, l'arrivo last minute. Kalinic, tentazione Monaco
IL MESSAGGERO - «Il mercato non è ancora chiuso, valuteremo le occasioni». Il ds Petrachi ieri ha lasciato aperto uno spiraglio per una sorpresa sul mercato. Al netto della possibile partenza di Kalinic (che ha ricevuto due sondaggi last-minute del Monaco e della Sampdoria), la Roma potrebbe dirottare l'attenzione su un attaccante. Nei giorni scorsi c'è stato un sondaggio per l'ex Scamacca (nell'operazione poteva rientrare anche il cartellino di Riccardi), ma il principale obiettivo ora è Andrea Favilli.
Situazione legata ad un gioco ad incastri: il Genoa deve prima trovare un sostituto, vorrebbe Zaza che però il Torino non libera. Il motivo è semplice: anche Cairo è interessato a Favilli che però, una volta venuto a conoscenza dell'interesse della Roma ha dato priorità all'opzione giallorossa. C'è poi il prezzo: Preziosi ha già pagato 5 milioni in estate alla Juve per il prestito ed entro febbraio dovrebbe versarne altri 7 per il riscatto. Ergo la Roma deve garantire complessivamente almeno 12 milioni e una liquidità immediata per il prestito.
Carboni: «Florenzi, fidati: Valencia è meglio»
LEGGO - BALZANI - Due finali di Champions, due titoli della Liga e una coppa Uefa. Non si può certo dire che ad Amedeo Carboni passare (da capitano) della Roma al Valencia abbia fatto male. L'ex terzino, in giallorosso tra il 1990 e il 1997, prova a far tornare il sorriso a Florenzi.
La storia di Florenzi ricorda molto la sua. Che si sente di dirle?
«Normale pensare a me, ma ci sono differenze. Lui arriva a campionato iniziato e in prestito. Io ho avuto tutta l'estate e la tranquillità necessaria per ambientarmi. Gli consiglio di essere quello che era a Roma ovvero un bravo ragazzo e un calciatore con tante doti che in campo dà tutto. Sono sicuro che farà colpo. I tifosi del Valencia apprezzano chi ce la mette tutta. Spero di incontrarlo presto».
Valencia non le sembra un passo indietro?
«Ma no, anzi Valencia è un salto di qualità. Il club andaluso gioca la Champions e ha un palmares più importante. La Roma poi gli resterà sempre nel cuore, ma non va mica in una squadretta. Anche la città aiuta molto a ritrovare il sorriso».
Lei al Valencia è stato un idolo assoluto. Eppure all'epoca gli italiani nella Liga non andavano proprio di moda.
«Sono andato per fare un'esperienza all'estero visto che quella alla Roma era praticamente finita. Sono rimasto nove anni lì, e sono stati spettacolari. Ho giocato due finali di Champions, siamo stati una delle squadre più forti del pianeta tanto che nel 2006 stavamo addirittura per comprare Cristiano Ronaldo».
E il Valencia di oggi?
«Non ha quei campioni, ma è una buonissima squadra tanto che è agli ottavi di Champions. Pure in campionato è in risalita, Florenzi può dargli una bella mano se giocherà come ha fatto vedere in questi anni».
Non fa tristezza vedere un altro capitano romanista che va via?
«Non contesto le scelte della società, ma per un motivo o per l'altro a Roma i capitani ultimamente hanno vita breve».
Capitano dell'Est: Dzeko si prende la fascia, leader straniero per la Roma
LEGGO - BALZANI - Il giorno dell'arrivederci che sa tanto di addio ècapitano-est-dzeko arrivato all'alba di un giorno di fine gennaio. Florenzi, scuro in volto e accompagnato da moglie e agente, si è imbarcato, in una Fiumicino blindata per l'allarme coronavirus, alle 7,50 ed è arrivato a Valencia dove l'hanno accolto una ventina di tifosi. Tra loro pure una ragazza romanista: Sei il mio capitano. Un addio asettico come di chi va via da una festa senza salutare.
In serata l'annuncio del passaggio in prestito al club spagnolo con un video in cui Florenzi si traveste da personaggio de 'La Casa di Carta'. Il sorriso è amaro, gli occhi tristi. Nessuna parola sulla Roma, ma un post commovente che lo ritrae bimbo in maglia giallorossa: Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni. Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma. Decade ufficialmente l'ultimo capitano romano.
La fascia passa sul braccio di Dzeko, Si tratta del primo giocatore di origine slava a diventare capitano. E del terzo straniero negli ultimi 50 anni di storia del club dopo Balbo e Aldair. Sia l'argentino che il brasiliano lasciarono l'incarico dopo poche partite: il primo perché fu ceduto al Parma, il secondo preferì affidare la fascia a Totti perché non se la sentiva. Edin non sarà venduto e di sicuro ha le spalle larghe per prendersi la responsabilità.
Proprio il terzino in estate, per convincere Dzeko a rifiutare l'Inter, decise di donargli la fascia da capitano. Il bosniaco, che con Florenzi ha avuto qualche scintilla in campo, rifiutò ringraziando ma in questi mesi ha lanciato messaggi chiari. La fascia da capitano pesa dopo Totti e De Rossi, ma sono pronto a indossarla. Poi rincarò la dose: Florenzi è il nostro capitano, ma deve rispettare le scelte di Fonseca. E quella del tecnico riguardo la successione della fascia mette d'accordo tutti a Trigoria visto che la squadra riconosce a Dzeko il ruolo del leader carismatico (insieme a Kolarov) del gruppo. Nelle ultime due stagioni l'attaccante, a cui mancano 7 gol per diventare il bomber straniero più prolifico di sempre, ha già indossato la fascia per 15 volte. Solo 7 volte meno di Florenzi. Un premio al carattere ma pure alla fedeltà di Dzeko che ha rinunciato a Chelsea e Inter per restare nella capitale dove probabilmente vivrà pure in futuro. Non prima di aver lasciato la fascia a Pellegrini.
Intanto occhio alle sorprese last minute. Ieri Petrachi ha ammesso: Il mercato non è chiuso, se ci saranno occasioni le valuteremo. Una potrebbe essere Wendell del Leverkusen che andrebbe a sostituire proprio Florenzi; l'altra è Favilli che può arrivare dal Genoa (via Juve) in prestito a prendere il posto di Kalinic.
Villar: "E' spettacolare, arrivo in uno dei migliori club italiani. Fonseca mi ha trasmesso la sua fiducia"
VIRGINIA RIFILATO - Gonzalo Villar, neo acquisto della Roma, ha parlato per la prima volta da giallorosso ai microfoni di Roma TV:
"Le mie prime sensazioni sono bellissime, è spettacolare. Arrivo in un grande club, uno dei migliori italiani e non potrei essere più felice in questo momento. È una nuova sfida per me, arrivo in un Paese nuovo, un Paese bellissimo nel quale arrivo per la prima volta e non vedo l'ora di allenarmi coi compagni e di dimostrare quello che sono in grado di fare".
Quali sono le tue caratteristiche?
"Mi considero un centrocampista al quale piace, che ha bisogno di essere sempre vicino alla palla, di offrire linee di passaggi, degli appoggi, che riesce bene a portare palla, superare le linee di pressione, aiutare i compagni a superare la pressione avversaria, tutte caratteristiche che si sposano col modo di giocare della squadra e non vedo l'ora di dimostrarlo all'allenatore e di inserirmi nel contesto della squadra".
Hai avuto modo di sentire Fonseca?
"Ho parlato col mister e mi ha trasmesso la sua fiducia. Da quello che intuisco è un allenatore a cui piace essere vicino ai suoi calciatori. Mi ha detto che gli piace il mio modo di stare in campo e che dovrò adattarmi al contesto di squadra. Le prime sensazioni sono molto belle e credo che sarà un allenatore fantastico per me".
Che idea avevi di Roma e della Roma?
"Conosco la Roma fin da quando era bambino, vedendola in TV, sia in Serie A che in Champions League. Per me è bellissimo essere qui a Trigoria e a Roma, una città che spero di conoscere presto, passeggiando nelle sue strade".
La tua esperienza in nazionale?
"Ho avuto modo di stare nell'U21 nelle ultime due occasioni, ho la fiducia del mister. Qui a Roma sarà una buona occasione per mettermi in mostra".
Alessandro Florenzi in prestito al Valencia
L'AS Roma comunica che Alessandro Florenzi si è trasferito a titolo temporaneo al Valencia CF, fino al 30 giugno 2020.
L’esterno è cresciuto nel settore giovanile del Club, con il quale ha conquistato lo Scudetto Primavera nel 2011, anno in cui ha fatto il suo esordio in Prima Squadra.
Dopo aver giocato in prestito al Crotone in Serie B per una stagione, nel 2012 ha fatto ritorno nella Capitale, segnando il suo primo gol con la Roma a San Siro, contro l’Inter, alla sua prima partita da titolare con
la Roma.
Nella sua carriera ha ricoperto il ruolo di centrocampista, di esterno offensivo e difensivo, rialzandosi due volte da un infortunio al legamento crociato.
Ha raggiunto le 279 presenze in giallorosso, segnando 28 reti tra tutte le competizioni, la più celebre quella dalla lunghissima distanza contro il Barcellona ai gironi di Champions League nella stagione 2015-16.
Con la Nazionale finora ha segnato due gol in 35 partite, disputando anche l’Europeo del 2016.
La Società augura ad Alessandro le migliori fortune per questa sua nuova avventura.
Florenzi al Valencia, Carboni: «Dura all'inizio, ma è la sua fortuna»
IL TEMPO - BIAFORA - Ad oltre vent'anni di distanza un altro capitano della Roma saluta l’Italia per trasferirsi al Valencia. Se oggi è il turno di Florenzi, nel settembre del 1997 era toccato ad Amedeo Carboni lasciare la fascia giallorossa e volare in Spagna per iniziare una fortunata esperienza con un club con cui ha vinto sette trofei e di cui è stato anche direttore sportivo dopo il ritiro. L'ex difensore della Roma ha commentato a Il Tempo la partenza di Florenzi.
Ci sono delle similitudini tra il suo trasferimento e quello di Florenzi?
«Sì, è abbastanza simile. Mi avevano parlato giorni fa di una possibile trattativa, sinceramente mi sembrava un po' strano. Mi sono rivisto in Florenzi. Io venivo da un infortunio abbastanza importante al tendine d’Achille, lui in questo momento, pur essendo il capitano, non era considerato a livello tecnico, era finito dietro a Santon e Spinazzola. Florenzi ha quasi 29 anni, sta per cominciare il meglio del meglio della sua carriera. A questa età si raggiunge l’apice a livello fisico, agonistico, mentale».
È un buon affare per il Valencia?
«Se lo danno via è perché evidentemente la Roma ha fatto i suoi ragionamenti. Il Valencia ha bisogno di un terzino destro, Piccini è infortunato. Florenzi è uno che come me si adatterà benissimo, ne sono convinto. Mi dicono che è un ragazzo per bene, da buoni principi, in campo dà sempre tutto. Sicuramente farà benissimo».
Che cosa vuol dire lasciare la Roma per uno che ne è il capitano?
«Ultimamente i capitani non sono tanto fortunati a Roma (ride, ndr). È un po' strano, Florenzi, Totti, De Rossi... Però alla base di tutto bisogna saper accettare le scelte tecniche che fa un allenatore e una società. È vero che lui è romano, è romanista ed è il capitano, è difficile, si sta male nei primi tempi. Io non ero di Roma, ma avevo passato sette anni a Trigoria e per due sono stato il capitano, sono stato male. Però poi è stata la mia fortuna, gli auguro di vivere quello che ho vissuto io, si renderà conto che anche stare all’estero è un vantaggio, dà benefici al giocatore e alla persona».
Che esperienza sarà per Florenzi?
«Valencia è una piazza importante della Spagna. A livello europeo e di titoli ha anche qualcosa di più della Roma, soltanto che Roma è Roma... Non si può descrivere o fare confronti con le altre città, ti prende e ti dà tanto. Quando si va via si soffre. Però tutto passerà, non l’amore per la Roma, ma il gusto di giocare lo troverà presto. Lo stadio è bello e sempre pieno, poi giocherà la Champions».
La cessione è in prestito secco, potrà avere ancora un futuro a Roma?
«Dipenderà molto dal giocatore e da come si sarà trovato. Spero che si adatti in fretta, è un ambiente che ti permette di arrivare meglio alla partita, si troverà benissimo».
L'indesiderato: Florenzi in prestito a Valencia, scaricato da Roma e Fonseca
LEGGO - BALZANI - “Ricordi, sbocciavano le viole…”. Vengono in mente le parole di De André, così bravo a descrivere un “Amore perduto”, nel giorno dell’addio silenzioso di Alessandro Florenzi alla Roma dopo 18 anni (uno a Crotone) di amore e ben 226 presenze (più di lui solo De Rossi nella gestione Usa) senza un trofeo. Da oggi, infatti, il ragazzo tutto polmoni di Vitinia sarà un giocatore del Valencia, che mai sarà bella come la sua Roma.
L’affare tra i due club si è chiuso ieri mattina. Prevedibile. Molto meno lo è la formula con la quale è arrivato: prestito secco fino a giugno con pagamento del 60% dello stipendio a carico del club andaluso (circa 1,7 milioni). Roma e Valencia, infatti, non si sono accordati né sulla cifra né sulle condizioni dell’obbligo di riscatto. Inoltre lo stesso Florenzi non ha ancora deciso se voler giocare in Italia oppure no in futuro. Un arrivederci che sa comunque di addio visto che difficilmente la ferita si potrà rimarginare in estate. Anzi, è la dimostrazione che la Roma vende il suo capitano non per i soldi ma per una ormai ingestibile situazione tecnica. Fonseca, infatti, non lo ha mai visto bene nel ruolo di terzino e appena ha potuto gli ha preferito nell’ordine: Zappacosta, Spinazzola e Santon. Florenzi dal canto suo non si sente più un attaccante.
La conseguenza poteva essere solamente una: la rottura. Anche perché Alessandro non vuole perdere l’Europeo mentre Fonseca non vuole (giustamente) cambiare i suoi piani. I due si sono parlati dopo il derby. Il portoghese non gli ha assicurato il posto da titolare mentre gli ha assicurato di non aver messo quel famigerato like su Instagram a un post che ne chiedeva la cessione. Anche il fattore ambientale ha avuto il suo peso. L’idillio di qualche anno fa tra Florenzi e la piazza si è lacerato col tempo. Dagli striscioni e cori in cui veniva definito “Trenta denari” durante il rinnovo a quella pesantissima fascia da capitano ereditata da due mostri sacri come Totti e De Rossi. Anche ieri i messaggi della maggior parte dei tifosi non erano carichi di affetto complice un rendimento mediocre del giocatore che prima del terribile doppio infortunio al crociato era ambito da Barcellona e Chelsea. Di fatto la Roma si deromanizza ancora di più (ma è una novità solo per chi finora aveva fatto finta di vedere altro) e perde in 8 mesi il terzo capitano romano e romanista.
Ad ereditare la fascia sarà Dzeko, uno straniero come lo erano Balbo e Aldair, unici non italiani a essere capitani giallorossi dal 1970 ad oggi. In futuro toccherà a Pellegrini. L’ultima giornata romana di Florenzi è passata, come dicevamo, quasi nel silenzio. Alessandro ha svuotato l’armadietto, salutato compagni e addetti ai lavori a Trigoria senza far mancare qualche abbraccio commosso. Poi è tornato nella sua casa vicino piazza Risorgimento dove vive con la moglie e le figlie, ha preparato i bagagli con direzione Valencia dove oggi sosterrà le visite mediche e firmerà il contratto di 5 mesi. Un percorso simile a quello di un altro ex capitano come Carboni. “Valencia è la piazza giusta per rinascere”, ha detto l’ex terzino. Col club andaluso Florenzi giocherà gli ottavi di Champions contro l’Atalanta e proverà a farsi rimpiangere da una piazza che non lo amava più.
Fonseca insiste per il killer Mertens, ma a Petrachi manca il sì del belga
IL MESSAGGERO - Il ds Petrachi guarda già alla prossima estate. Fonseca ha chiesto 3 rinforzi per la nuova Roma: l'attaccante che porti in dote gol in doppia cifra e capace di fare sia l'esterno che il vice Dzeko e una coppia di terzini
Il portoghese, prima di Natale, è uscito allo scoperto con il ds. E, dando la priorità all'attaccante, gli ha indicato chi renderebbe più efficace il tridente offensivo. «Mi serve un killer in area di rigore». E il profilo ideale per il suo sistema di gioco: Dries Mertens. Il belga del Napoli, 33 anni il prossimo 6 maggio, sarà libero il 30 giugno. L'acquisto annunciato di Petagna (con trasferimento, però, a fine stagione) conferma che il Napoli dà Dries per perso.
La Roma ha avviato la trattativa con gli agenti. L'investimento, pur non dovendo pagare il cartellino, sarebbe comunque di primo piano: triennale da 4 milioni netti, bonus d'entrata di 5 e premio alla firma per il manager di 3. Operazione da circa 30 milioni (compreso lo stipendio lordo nelle 3 stagioni). L'ostacolo però è la volontà del giocatore. C'è il pressing del Chelsea, che ha offerto 7-8 milioni (il Napoli ne chiede almeno 10 e vorrebbe inserire Emerson nell'affare). Ma intanto la Roma è già davanti all'Inter.
In Curva c'è De Rossi: al derby in incognito
IL MESSAGGERO - Daniele De Rossi, travestito da uomo di mezza età, ha assistito al derby con la Lazio in Curva Sud. Qualcosa che è sfuggito anche all'occhio dell'ultras più attento e che resterà tra i ricordi di una stracittadina che sul campo ha avuto ben poco da dire.
L'aveva promesso nella sua ultima conferenza stampa a Trigoria: «Non escludo che tra qualche anno mi troverete con panino e birra intrufolato a tifare i miei amici». Il tempo di chiudere il rapporto con il Boca Juniors e ha mantenuto la promessa. Erano davvero in pochi a sapere della sua idea, ad aiutarlo infatti sono stati la moglie Sarah, l'attore Valerio Mastandrea e il conduttore tv Diego Bianchi in arte Zoro.