Kalinic resterà a Roma

Nikola Kalinic, attaccante della Roma, non partirà nel corso del mercato invernale. A poche ore dalla chiusura della finestra di gennaio, il centravanti ha chiuso ad ogni possibilità di partenza last minute. Lo riporta Biafora, giornalista de Il Tempo, su Twitter. Lo conferma anche Fonseca nel corso della conferenza stampa odierna. 


Olsen cerca casa, vuole lasciare il Cagliari

Robin Olsen vorrebbe lasciare il Cagliari. Dopo una stagione piuttosto negativa alla Roma, è ripartito da Cagliari nella scorsa estate ma a metà stagione si trova nella stessa situazione di un anno fa nella capitale: in panchina.  


Sadiq lascia la Roma per il Partizan. Riscattato per 1,7 mln

Sadiq Umar, ex attaccante della Primavera giallorossa, lascia la Roma a titolo definitivo per il Partizan Belgrado. Secondo quanto riportato dai quiotidiani sportivi odierni, il club serbo, visti i numeri più che positivi dell'attaccante nigeriano (17 gol in 30 presenze stagionali tra campionato e coppe), ha infatti deciso di esercitare il diritto di riscatto. La Roma incassa dall'operazione 1,7 milioni di euro.

 


Giallorossi mai ko con il Sassuolo

CORRIERE DELLA SERA - La prima sfida contro il Sassuolo, nel novembre 2013, non andò bene (finì 1-1). Sono passati 6 anni e due mesi, il bilancio adesso dice tutt'altro: 8 vittorie e 5 pareggi in 13 incontri, il Sassuolo è l’unica squadra dell’attuale serie A contro cui la Roma non ha mai perso.

Al Mapei Stadium, dove giocherà domani sera, il dominio della Roma è assoluto: 5 vittorie consecutive e un pareggio (lo 0-0 dell'ultimo confronto, nel maggio 2019, costato le residue speranze di andare in Champions League), 11 gol segnati e uno solo subito.

Non è che il Sassuolo sia un avversario facile per tutti, anzi, è una delle due sole squadre (l’altra è la Juve) in vantaggio con l'Inter nella storia della serie A, 7 vittorie a 5; ha battuto 4 volte il Milan (nel 2014 fece licenziare Allegri con un poker di Berardi), 2 volte la Lazio, una la Juve e il Napoli. Ma contro la Roma gli è andata sempre buca. Come a De Zerbi: che in 5 confronti su 3 panchine diverse (Palermo, Benevento e Sassuolo) ha raccolto solo un punto.


Villar e Perez: "Siamo qui per crescere ancora"

GAZZETTA DELLO SPORT - Gonzalo Villar e Carles Perez hanno ricevuto le prime indicazioni dall’allenatore portoghese, che punta ad inserirli il prima possibile. «Arrivo in un grande club, è una bella sfida per me. Sono un centrocampista a cui piace stare sempre vicino alla palla. Il mister mi ha già dimostrato fiducia, sono certo che sarà fantastico lavorare con lui» le prime parole di Villar. Entusiasta anche Perez: «Lascio un club importante come il Barcellona, ma arrivo in uno altrettanto importante. Ho scelto la Roma per la sua idea di gioco. Sono un giocatore rapido, con il fiuto del gol. Mi piace l’uno contro uno, posso giocare internamente o sull’esterno, a sinistra o a destra, anche se preferisco a destra».


Ora la fascia va al bosniaco Dzeko

IL TEMPO - BIAFORA - La fascia da capitano della Roma passerà ufficialmente nelle mani di un giocatore non romano e romanista 7763 giorni dopo l’era di Totti, De Rossi e Florenzi. Con il trasferimento del laterale difensivo al Valencia sarà Edin Dzeko a guidare la squadra giallorossa, diventando il 29° capitano designato della storia del club capitolino. L'attaccante bosniaco, riconosciuto dai compagni e dall'allenatore come uno dei leader dello spogliatoio, ha già ricoperto il ruolo in diverse occasioni, ma quella con il Sassuolo sarà la prima partita da capitano a tutti gli effetti, andando ad aggiungersi ad Aldair, Balbo, Voeller, Del Sol, Peirò e Ghiggia tra i calciatori stranieri che hanno avuto tale posizione nella Roma. La storia del centravanti di Sarajevo (la curiosità è che anche il capitano della Lazio è bosniaco) è cambiata in maniera repentina einaspettata in pochi mesi: Dzeko è passato da un addio quasi certo in estate la trattativa è saltata perché l'Inter non ha soddisfatto le richieste di Petrachi - al ruolo di stella assoluta dentro la società di Trigoria. L'obiettivo del numero 9 è quello di  riuscire a conquistare il primo trofeo nella sua avventura italiana e di portare la Roma tra le qualificate alla prossima Champions. Nel mirino personale c’è invece quota 100 gol, un traguardo distante appena una rete dopo essere andato a segno nel derby. Intanto guardando alla partita contro il Sassuolo Fonseca dovrà ancora fare a meno di Mkhitaryan, che ha rinviato ai prossimi giorni il rientro in gruppo dopo la lesione al retto femorale della coscia. «Spero di tornare in gruppo la prossima settimana, voglio segnare e fornire assist. Purtroppo gli infortuni capitano e spero di essere a disposizione per la seconda parte della stagione» le parole rilasciate dall’armeno nel corso dell'evento «A scuola di tifo». Contro i neroverdi il tecnico portoghese  dovrebbe confermare la formazione vista nel derby, con l’unico dubbio che riguarda la fascia sinistra con il ballottaggio tra Spinazzola, tra i più in forma in rosa dopo il mancato trasferimento all'Inter, e Kolarov. In panchina ci saranno anche i nuovi acquisti Ibanez, Villar e  Perez.

 

 


Roma, le mosse last minute: assalto finale a Faraoni e Favilli

GAZZETTA DELLO SPORT - In cerca di un’occasione, Petrachi potrebbe portare a casa un sostituto di Florenzi. L'idea delle ultime ore è Davide Faraoni. Romano (ma cresciuto nel vivaio della Lazio), con un costo relativamente basso (circa 2 milioni di euro): Roma e Verona potrebbero anche allestire un’operazione last minute. L’altro nome sul taccuino del d.s. giallorosso è quello di Cyrus Christie, 27 anni, irlandese del Fulham, che costa 3-4 milioni.

Potrebbe succedere qualcosa anche per l'attacco: si spera fino in fondo di piazzare altrove Kalinic, anche per risparmiare cinque mesi di uno stipendio pesante (altri 2,5 milioni lordi da qui alla fine della stagione). Ieri ci sono stati dei sondaggi di Monaco e Sampdoria, ma nessuna delle due ipotesi convince fino in fondo il croato. La Roma voleva sostituirlo con Andrea Favilli. Ma anche qui la trattativa è complicata. Tecnicamente il giocatore è ancora della Juventus, il riscatto del Genoa scatta a febbraio (7 milioni) e i rossoblu lo cederebbero solo in caso di arrivo in rossoblù di Zaza. Nel frattempo incassati 1,7 milioni di euro dal Partizan Belgrado, che ha esercitato il diritto di riscatto per Sadiq.


Se parte Kalinic, Favilli per Fonseca

IL TEMPO - BIAFORA - «Il nostro mercato non è ancora chiuso, se dovesse uscire qualche occasione la valuteremo». Non mentiva Petrachi quando poco dopo l'ora di pranzo è stato intercettato a Milano, nell'hotel in cui si concluderanno le ultime trattative del mercato di gennaio. Il ds della Roma è a caccia di un attaccante giovane da affiancare a Dzeko e il nome forte per le ore finali della finestra invernale è quello di Favilli.

Il centravanti classe 1997 è in forza al Genoa, che dovrà obbligatoriamente riscattarlo dalla Juventus alla fine dell’anno, ma lo spazio per giocare in rossoblù è ridotto e alcuni intermediari hanno imbastito una tripla operazione che potrebbe accontentare tutti, calciatori insoddisfatti compresi. L'Inter è infatti a caccia di una punta e gli è stato offerto Slimani, giocatore che il Monaco lascerebbe andare via senza troppi problemi. Se si concretizzasse la cessione (il cartellino è del Leicester) i monegaschi vorrebbero Kalinic, poco convinto di cambiare aria dopo sei opachi mesi in giallorosso. L'effetto domino si completerebbe con il passaggio di Favilli alla corte di Fonseca. Gli incastri, con meno di un giorno a disposizione per trovare la quadra, appaiono difficili: né la Roma e né il Monaco lasceranno partire i rispettivi attaccanti senza la certezza di avere in mano un sostituto adeguato.

Un'altra situazione di cui si sta occupando Petrachi è quella relativa al pacchetto di centrali difensivi, un reparto da sfoltire visti i sei giocatori a disposizione dello staff. Juan Jesus è sempre l’indiziato numero uno a partire, ma la Fiorentina ha virato su Criscito (manca l’ok del difensore) e il brasiliano non ha voglia di andare in una piccola squadra. Il Verona, conscio dell’abbondanza della Roma, ci sta riprovando per Cetin, ma Fonseca ha fatto capire di voler lo tenere, anche per la sua duttilità  tattica. Intanto, in attesa di Nzonzi al  Rennes, sono arrivate  le ufficialità di tre operazioni: Villar, Perez e Florenzi, andato al Valencia in prestito secco fino a giugno. Nessuna sorpresa sulle formule del centrocampista e del terzino - «Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni. Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma» il suo saluto su Instagram - mentre l'esterno è costato 1 milione di prestito più 11 di obbligo di riscatto al primo punto conquistato dai giallorossi e altri 4,5 di bonus, comprensivi di 1 milione da versare al Barcellona in caso di futura rivendita. I catalani hanno anche una prelazione sulla cessione.


Roma, bomber Dzeko piace (quasi) a tutti

IL MESSAGGERO - Obiettivo cento gol con la maglia della Roma. Per molti deve segnare di più, ma quel che Edin Dzeko ha fatto con la maglia della Roma è già tanto: novantanove reti in duecentocinque presenze. La Roma è la squadra con la quale ha realizzato più gol. Sono 189 partite e 72 gol con il City, 189 e 85 con il Wolfsfburg, 45 e 16 con la maglia del Teplice. A Roma si ha sempre la sensazione che Dzeko non venga apprezzato fino in fondo. Ma sui numeri c'è poco da discutere, visto che parliamo di un attaccante da una media di quasi mezzo gol a partita (0,48).

A Roma sono passati attaccanti meno prolifici, che però si sono guadagnati l'immortalità e l'amore della gente. Imparagonabili a Dzeko gli score di gente come Rizzitelli, Voeller oppure Balbo, per non parlare di Batistuta o di Delvecchio. Tra i romanisti, tenendo fuori Totti, la media di Edin alla fine è simile solo a quella di Balbo. Dzeko quest'anno è indietro ai vari bomber come Immobile (23 reti), Ronaldo (17) e Lukaku (14). In campionato è fermo a nove gol, che però senza i rigori sono gli stessi di Lautaro Martinez e ben cinque più di Belotti.


Favilli, l'arrivo last minute. Kalinic, tentazione Monaco

IL MESSAGGERO - «Il mercato non è ancora chiuso, valuteremo le occasioni». Il ds Petrachi ieri ha lasciato aperto uno spiraglio per una sorpresa sul mercato. Al netto della possibile partenza di Kalinic (che ha ricevuto due sondaggi last-minute del Monaco e della Sampdoria), la Roma potrebbe dirottare l'attenzione su un attaccante. Nei giorni scorsi c'è stato un sondaggio per l'ex Scamacca (nell'operazione poteva rientrare anche il cartellino di Riccardi), ma il principale obiettivo ora è Andrea Favilli.

Situazione legata ad un gioco ad incastri: il Genoa deve prima trovare un sostituto, vorrebbe Zaza che però il Torino non libera. Il motivo è semplice: anche Cairo è interessato a Favilli che però, una volta venuto a conoscenza dell'interesse della Roma ha dato priorità all'opzione giallorossa. C'è poi il prezzo: Preziosi ha già pagato 5 milioni in estate alla Juve per il prestito ed entro febbraio dovrebbe versarne altri 7 per il riscatto. Ergo la Roma deve garantire complessivamente almeno 12 milioni e una liquidità immediata per il prestito.


Carboni: «Florenzi, fidati: Valencia è meglio»

LEGGO - BALZANI - Due finali di Champions, due titoli della Liga e una coppa Uefa. Non si può certo dire che ad Amedeo Carboni passare (da capitano) della Roma al Valencia abbia fatto male. L'ex terzino, in giallorosso tra il 1990 e il 1997, prova a far tornare il sorriso a Florenzi.

La storia di Florenzi ricorda molto la sua. Che si sente di dirle?
«Normale pensare a me, ma ci sono differenze. Lui arriva a campionato iniziato e in prestito. Io ho avuto tutta l'estate e la tranquillità necessaria per ambientarmi. Gli consiglio di essere quello che era a Roma ovvero un bravo ragazzo e un calciatore con tante doti che in campo dà tutto. Sono sicuro che farà colpo. I tifosi del Valencia apprezzano chi ce la mette tutta. Spero di incontrarlo presto».

Valencia non le sembra un passo indietro?
«Ma no, anzi Valencia è un salto di qualità. Il club andaluso gioca la Champions e ha un palmares più importante. La Roma poi gli resterà sempre nel cuore, ma non va mica in una squadretta. Anche la città aiuta molto a ritrovare il sorriso».

Lei al Valencia è stato un idolo assoluto. Eppure all'epoca gli italiani nella Liga non andavano proprio di moda.
«Sono andato per fare un'esperienza all'estero visto che quella alla Roma era praticamente finita. Sono rimasto nove anni lì, e sono stati spettacolari. Ho giocato due finali di Champions, siamo stati una delle squadre più forti del pianeta tanto che nel 2006 stavamo addirittura per comprare Cristiano Ronaldo».

E il Valencia di oggi?
«Non ha quei campioni, ma è una buonissima squadra tanto che è agli ottavi di Champions. Pure in campionato è in risalita, Florenzi può dargli una bella mano se giocherà come ha fatto vedere in questi anni».

Non fa tristezza vedere un altro capitano romanista che va via?
«Non contesto le scelte della società, ma per un motivo o per l'altro a Roma i capitani ultimamente hanno vita breve».


Capitano dell'Est: Dzeko si prende la fascia, leader straniero per la Roma

LEGGO - BALZANI - Il giorno dell'arrivederci che sa tanto di addio ècapitano-est-dzeko arrivato all'alba di un giorno di fine gennaio. Florenzi, scuro in volto e accompagnato da moglie e agente, si è imbarcato, in una Fiumicino blindata per l'allarme coronavirus, alle 7,50 ed è arrivato a Valencia dove l'hanno accolto una ventina di tifosi. Tra loro pure una ragazza romanista: Sei il mio capitano. Un addio asettico come di chi va via da una festa senza salutare.

In serata l'annuncio del passaggio in prestito al club spagnolo con un video in cui Florenzi si traveste da personaggio de 'La Casa di Carta'. Il sorriso è amaro, gli occhi tristi. Nessuna parola sulla Roma, ma un post commovente che lo ritrae bimbo in maglia giallorossa: Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni. Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma. Decade ufficialmente l'ultimo capitano romano.

La fascia passa sul braccio di Dzeko, Si tratta del primo giocatore di origine slava a diventare capitano. E del terzo straniero negli ultimi 50 anni di storia del club dopo Balbo e Aldair. Sia l'argentino che il brasiliano lasciarono l'incarico dopo poche partite: il primo perché fu ceduto al Parma, il secondo preferì affidare la fascia a Totti perché non se la sentiva. Edin non sarà venduto e di sicuro ha le spalle larghe per prendersi la responsabilità.

Proprio il terzino in estate, per convincere Dzeko a rifiutare l'Inter, decise di donargli la fascia da capitano. Il bosniaco, che con Florenzi ha avuto qualche scintilla in campo, rifiutò ringraziando ma in questi mesi ha lanciato messaggi chiari. La fascia da capitano pesa dopo Totti e De Rossi, ma sono pronto a indossarla. Poi rincarò la dose: Florenzi è il nostro capitano, ma deve rispettare le scelte di Fonseca. E quella del tecnico riguardo la successione della fascia mette d'accordo tutti a Trigoria visto che la squadra riconosce a Dzeko il ruolo del leader carismatico (insieme a Kolarov) del gruppo. Nelle ultime due stagioni l'attaccante, a cui mancano 7 gol per diventare il bomber straniero più prolifico di sempre, ha già indossato la fascia per 15 volte. Solo 7 volte meno di Florenzi. Un premio al carattere ma pure alla fedeltà di Dzeko che ha rinunciato a Chelsea e Inter per restare nella capitale dove probabilmente vivrà pure in futuro. Non prima di aver lasciato la fascia a Pellegrini.

Intanto occhio alle sorprese last minute. Ieri Petrachi ha ammesso: Il mercato non è chiuso, se ci saranno occasioni le valuteremo. Una potrebbe essere Wendell del Leverkusen che andrebbe a sostituire proprio Florenzi; l'altra è Favilli che può arrivare dal Genoa (via Juve) in prestito a prendere il posto di Kalinic.