Primavera, Roma-Torino 1-2. Giallorossi sconfitti in rimonta
Arriva un altro risultato negativo per la Roma Primavera, questa volta contro il Torino. I giallorossi escono sconfitti 1-2 dal Tre Fontane. Dopo un primo tempo bloccato, ci pensa Sdaigui, appena entrato, a sbloccare la gara e portare i ragazzi di De Rossi in vantaggio. Prima il pareggio fortunoso di Celesia, poi il calcio di rigore realizzato sullo scadere di Ibrahimi, calano la sentenza sui giallorossi, che non riescono a recuperare lo svantaggio.
Fonseca cavalca l'onda del derby
IL MESSAGGERO - La Roma sfida il Sassuolo in trasferta per confermare i segnali positivi lanciati durante il derby dove, nonostante un'esemplare interpretazione del 4-2-3-1, è mancata comunque precisione in fase realizzativa. Fonseca così è pronto a confermare la Roma vista contro la Lazio: resterebbe ancora fuori Kolarov, sul quale il portoghese non ha fatto in tempo a pronunciarsi in conferenza stampa. Scuotendo la testa e agitando l'indice della mano, ha però fatto capire che il mancino dovrebbe essere escluso per il 2° match di fila. Avanti dunque con Spinazzola.
Roma, sguardo al futuro. Jesus rifiuta pure il Lecce
IL MESSAGGERO - Si chiude senza acquisti l'ultimo giorno di mercato per la Roma. I giallorossi non si sono privati neanche di Kalinic considerando che non è saltata fuori un'alternativa valida con cui sostituire il croato. Petrachi ha tentato sino all'ultimo di cedere Juan Jesus per alleggerire il monte ingaggi. Il brasiliano però ha declinato le proposte di Lecce e Cagliari mentre la Fiorentina (che lo stuzzicava maggiormente) non è riuscito a trovare un'intesa sull'ingaggio.
Dzeko attacca quota 100. Con un gol entra nel club dei 'magnifici 7'
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Se oggi Edin Dzeko dovesse segnare almeno un gol arriverebbe a 100 gol con la maglia della Roma. Un solo passo e l’attaccante entrerà in quel ristretto club a sette, appunto, che comprende il cuore della storia romanista sul fronte attacco con giocatori del calibro di Francesco Totti, Roberto Pruzzo, Amedeo Amadei, Rodolfo Volk, Pedro Manfredini e Vincenzo Montella. Attualmente il bosniaco è stato il calciatore con più presenze degli ultimi dieci anni nella Roma, dopo De Rossi, Florenzi, Totti e Pjanic (che aggancia oggi).
Bivio Champions. Roma non fermarti
IL TEMPO - BIAFORA - Blindare il quarto posto dall’assalto dell’Atalanta e andare il più avanti possibile in Europa League. Con la chiusura del calciomercato di gennaio la Roma può immergersi completamente nelle vicende di campo, lasciando momentaneamente da parte ogni tipo di distrazione legata alla trattativa tra Friedkin e Pallotta per l’ormai imminente cambio di proprietà. Fonseca e i suoi saranno impegnati in casa del Sassuolo di De Zerbi - un allenatore molto apprezzato per la sua idea di calcio dal portoghese - e cercheranno di mantenere l’imbattibilità esterna al Mapei Stadium (2500 i romanisti presenti sugli spalti), un impianto in cui non hanno mai perso a partire dal marzo del 2014. Il club di Trigoria nella prima metà di stagione ha dimostrato che fuori casa, con gli avversari che probabilmente tra le mura amiche tendono meno a chiudersi a riccio, il rendimento è più alto rispetto a quello avuto all’Olimpico: lontano dalla Capitale sono 2,10 i punti in media conquistati a partita e sono appena sette le reti subite, per quella che è la miglior difesa esterna dell’intera Serie A. Il tecnico romanista per la trasferta in Emilia ha convocato tutti e tre i nuovi acquisti, Ibanez, Villar e Perez, che però non saranno schierati nella formazione titolare e potranno dare una mano, soprattutto il catalano, soltanto a gara in corso. Nel 4-2-3-1 che verrà utilizzato per la caccia ai tre punti Fonseca potrebbe confermare in toto lo schieramento visto domenica scorsa contro la Lazio, con Dzeko che indosserà per la prima volta la fascia da capitano designato. Il nodo - out Zaniolo, Zappacosta, Diawara e Mkhitaryan, oltre a Juan Jesus non convocato per scelta tecnica - riguarda unicamente la fascia sinistra difensiva dove Spinazzola è in vantaggio rispetto a Kolarov. Il laterale di Foligno ha dimostrato un’ottima condizione fisica nelle ultime due apparizioni nel ruolo in cui si è esprime al meglio e nel derby ha pressoché annullato Lazzari, che poi ha causato l’ammonizione del serbo non appena quest’ultimo è entrato in campo nel finale di gara. Sulla destra del pacchetto Mancini-Smalling toccherà a Santon, che almeno fino al ritorno di Zappacosta dopo il grave infortunio al crociato sarà il titolare, con Peres elogiato pubblicamente da Fonseca - “Bruno sta migliorando tutti i giorni ed è un giocatore molto forte offensivamente” - alle sue spalle. Davanti, dietro al bomber bosniaco, agiranno Kluivert (Perotti spera, ma è in svantaggio rispetto all’olandese), Pellegrini e Under, con Cristante e Veretout coppia obbligata in mediana. Il Sassuolo, che utilizzerà lo stesso modulo della Roma, recupera invece Ferrari e Defrel per la panchina e dovrà fare a meno dello squalificato Peluso e dell’infortunato Chiriches. Il reparto offensivo vedrà il supporto di Berardi, Djuricic (Traorè è acciaccato) e Boga alla prima punta Caputo.
Fonseca: "Florenzi ha scelto di andare via"
IL TEMPO - ZOTTI - Una soluzione che accontenta tutte le parti in causa. Ieri Fonseca durante la conferenza stampa alla vigilia del match del Mapei Stadium contro il Sassuolo, ha parlato dell'addio di Florenzi e del faccia a faccia avuto con l'ex capitano dopo il derby: "Abbiamo avuto una conversazione serena, diretta. Devo dire che è un grandissimo professionista - ha spiegato l'allenatore della Roma - è stato sempre qui con grande atteggiamento da capitano, sempre. Lui vuole giocare di più, ma non posso prometterlo a nessun giocatore. Ha avuto questa possibilità ed è andato per volontà propria”. Dopo l'incontro con Fonseca, è stato lo stesso Florenzi a chiedere al club di essere ceduto visto che il tecnico non ha fornito al giocatore le garanzie tecniche che cercava. Il calciatore infatti dopo essere tornato titolare a causa degli infortuni degli altri terzini in rosa, nelle ultime settimane era scalato nuovamente dietro Santon e Spinazzola nelle gerarchie dell'allenatore: "Voleva giocare di più perché ci sarà l’Europeo - prosegue Fonseca - il giocatore ha parlato con me e con la società. E’ stata una buona soluzione". Il portoghese non si è sbilanciato invece su quello che sarà il destino di Florenzi tra cinque mesi, quando scadrà il prestito: "Non abbiamo pensato ad altro. Ora c’è il prestito, dopo vedremo. In questo momento non pensiamo molto alla prossima stagione". Il malcontento che la cessione del terzino di Vitinia ha lasciato in alcuni tifosi non preoccupa Fonseca, che - pur comprendendo gli umori della piazza - mette il bene e l'equilibrio della sua squadra prima di ogni altra cosa: "Ai tifosi piacciono i giocatori nati e cresciuti a Roma, questo lo capisco. Se i tifosi sono tristi per la partenza di Florenzi lo capisco e per me non è un problema, è una cosa positiva. Ho parlato con lui, ho sempre avuto con lui una relazione capitano-allenatore, lo ammiro per il suo atteggiamento. Desidero il meglio per lui. Con lui non ho avuto nessun problema, voglio di cuore che sia felice". Dalla Spagna intano arrivano le prime parole ufficiali di Florenzi - già convocato per la gara con il Celta Vigo - da giocatore del Valencia: "Spero di vincere un trofeo, ci proveremo, ho tanta voglia di fare bene, sono pronto a dare il cento per cento. Vengo a sudare questa maglia come ho sempre fatto in carriera".
Tre acquisti e Bruno Peres per il tecnico
IL TEMPO - BIAFORA - Si chiude con tre acquisti, un ritorno (Bruno Peres), un paio di giocatori in prestito spostati, qualche affare sfumato e due addii il mercato di gennaio della Roma. Petrachi ha portato a casa Ibanez per la difesa, Villar per il centrocampo e Perez per l’attacco, ma la trattativa che più ha fatto scalpore in questo gennaio è stato il mancato scambio Spinazzola-Politano con l’Inter. Il ds, fallito ogni tentativo di risolvere la situazione con i nerazzurri, è riuscito a regalare a Fonseca un sostituto di Zaniolo e si è poi occupato delle cessioni. La Roma ha dato in prestito secco Antonucci al Vitoria Setubal, Seck in prestito con diritto di riscatto al Livorno, Nzonzi al Rennes in prestito per sei mesi con opzione per un altro anno in caso di qualificazione in Champions e soprattutto ha definito il passaggio di Florenzi al Valencia fino al termine della stagione. Nulla da fare al momento per l’addio di Jesus: il dg della FiorentinaBarone non ha mai voluto affondare il colpo. Restano anche Kalinic e Cetin, blindato da Fonseca e Petrachi nonostante le richieste del Verona.
Lista Uefa: entrano Cetin e Perez. Ibanez e Villar fuori
IL TEMPO - BIAFORA - Dentro Cetin e Perez, fuori Jesus, Zaniolo e Florenzi. Tra le varie decisioni da prendere al termine del mercato di gennaio c’è anche quella relativa alle liste di giocatori da presentare per la seconda metà di stagione. Se per il campionato non ci saranno problemi (non ci sono limiti per gli under 22), per il percorso in Europa League si potranno invece cambiare tre giocatori al massimo: Jesus e Zaniolo sono destinati ad uscire dalla Lista A, mentre nessuno potrà prendere il posto di Florenzi, giocatore cresciuto nel vivaio. A meno di sorprese su Zappacosta (ci sarebbe un eventuale terzo cambio), Ibanez e Villar sono destinati a restare fuori a favore di Cetin e Perez.
Se parte Kalinic, Favilli per Fonseca
IL TEMPO - BIAFORA - «Il nostro mercato non è ancora chiuso, se dovesse uscire qualche occasione la valuteremo». Non mentiva Petrachi quando poco dopo l'ora di pranzo è stato intercettato a Milano, nell'hotel in cui si concluderanno le ultime trattative del mercato di gennaio. Il ds della Roma è a caccia di un attaccante giovane da affiancare a Dzeko e il nome forte per le ore finali della finestra invernale è quello di Favilli.
Il centravanti classe 1997 è in forza al Genoa, che dovrà obbligatoriamente riscattarlo dalla Juventus alla fine dell’anno, ma lo spazio per giocare in rossoblù è ridotto e alcuni intermediari hanno imbastito una tripla operazione che potrebbe accontentare tutti, calciatori insoddisfatti compresi. L'Inter è infatti a caccia di una punta e gli è stato offerto Slimani, giocatore che il Monaco lascerebbe andare via senza troppi problemi. Se si concretizzasse la cessione (il cartellino è del Leicester) i monegaschi vorrebbero Kalinic, poco convinto di cambiare aria dopo sei opachi mesi in giallorosso. L'effetto domino si completerebbe con il passaggio di Favilli alla corte di Fonseca. Gli incastri, con meno di un giorno a disposizione per trovare la quadra, appaiono difficili: né la Roma e né il Monaco lasceranno partire i rispettivi attaccanti senza la certezza di avere in mano un sostituto adeguato.
Un'altra situazione di cui si sta occupando Petrachi è quella relativa al pacchetto di centrali difensivi, un reparto da sfoltire visti i sei giocatori a disposizione dello staff. Juan Jesus è sempre l’indiziato numero uno a partire, ma la Fiorentina ha virato su Criscito (manca l’ok del difensore) e il brasiliano non ha voglia di andare in una piccola squadra. Il Verona, conscio dell’abbondanza della Roma, ci sta riprovando per Cetin, ma Fonseca ha fatto capire di voler lo tenere, anche per la sua duttilità tattica. Intanto, in attesa di Nzonzi al Rennes, sono arrivate le ufficialità di tre operazioni: Villar, Perez e Florenzi, andato al Valencia in prestito secco fino a giugno. Nessuna sorpresa sulle formule del centrocampista e del terzino - «Quel bambino sarà sempre lì a rincorrere i suoi sogni. Qualsiasi cosa accada. Grazie Roma» il suo saluto su Instagram - mentre l'esterno è costato 1 milione di prestito più 11 di obbligo di riscatto al primo punto conquistato dai giallorossi e altri 4,5 di bonus, comprensivi di 1 milione da versare al Barcellona in caso di futura rivendita. I catalani hanno anche una prelazione sulla cessione.
Roma, bomber Dzeko piace (quasi) a tutti
IL MESSAGGERO - Obiettivo cento gol con la maglia della Roma. Per molti deve segnare di più, ma quel che Edin Dzeko ha fatto con la maglia della Roma è già tanto: novantanove reti in duecentocinque presenze. La Roma è la squadra con la quale ha realizzato più gol. Sono 189 partite e 72 gol con il City, 189 e 85 con il Wolfsfburg, 45 e 16 con la maglia del Teplice. A Roma si ha sempre la sensazione che Dzeko non venga apprezzato fino in fondo. Ma sui numeri c'è poco da discutere, visto che parliamo di un attaccante da una media di quasi mezzo gol a partita (0,48).
A Roma sono passati attaccanti meno prolifici, che però si sono guadagnati l'immortalità e l'amore della gente. Imparagonabili a Dzeko gli score di gente come Rizzitelli, Voeller oppure Balbo, per non parlare di Batistuta o di Delvecchio. Tra i romanisti, tenendo fuori Totti, la media di Edin alla fine è simile solo a quella di Balbo. Dzeko quest'anno è indietro ai vari bomber come Immobile (23 reti), Ronaldo (17) e Lukaku (14). In campionato è fermo a nove gol, che però senza i rigori sono gli stessi di Lautaro Martinez e ben cinque più di Belotti.
Favilli, l'arrivo last minute. Kalinic, tentazione Monaco
IL MESSAGGERO - «Il mercato non è ancora chiuso, valuteremo le occasioni». Il ds Petrachi ieri ha lasciato aperto uno spiraglio per una sorpresa sul mercato. Al netto della possibile partenza di Kalinic (che ha ricevuto due sondaggi last-minute del Monaco e della Sampdoria), la Roma potrebbe dirottare l'attenzione su un attaccante. Nei giorni scorsi c'è stato un sondaggio per l'ex Scamacca (nell'operazione poteva rientrare anche il cartellino di Riccardi), ma il principale obiettivo ora è Andrea Favilli.
Situazione legata ad un gioco ad incastri: il Genoa deve prima trovare un sostituto, vorrebbe Zaza che però il Torino non libera. Il motivo è semplice: anche Cairo è interessato a Favilli che però, una volta venuto a conoscenza dell'interesse della Roma ha dato priorità all'opzione giallorossa. C'è poi il prezzo: Preziosi ha già pagato 5 milioni in estate alla Juve per il prestito ed entro febbraio dovrebbe versarne altri 7 per il riscatto. Ergo la Roma deve garantire complessivamente almeno 12 milioni e una liquidità immediata per il prestito.
Carboni: «Florenzi, fidati: Valencia è meglio»
LEGGO - BALZANI - Due finali di Champions, due titoli della Liga e una coppa Uefa. Non si può certo dire che ad Amedeo Carboni passare (da capitano) della Roma al Valencia abbia fatto male. L'ex terzino, in giallorosso tra il 1990 e il 1997, prova a far tornare il sorriso a Florenzi.
La storia di Florenzi ricorda molto la sua. Che si sente di dirle?
«Normale pensare a me, ma ci sono differenze. Lui arriva a campionato iniziato e in prestito. Io ho avuto tutta l'estate e la tranquillità necessaria per ambientarmi. Gli consiglio di essere quello che era a Roma ovvero un bravo ragazzo e un calciatore con tante doti che in campo dà tutto. Sono sicuro che farà colpo. I tifosi del Valencia apprezzano chi ce la mette tutta. Spero di incontrarlo presto».
Valencia non le sembra un passo indietro?
«Ma no, anzi Valencia è un salto di qualità. Il club andaluso gioca la Champions e ha un palmares più importante. La Roma poi gli resterà sempre nel cuore, ma non va mica in una squadretta. Anche la città aiuta molto a ritrovare il sorriso».
Lei al Valencia è stato un idolo assoluto. Eppure all'epoca gli italiani nella Liga non andavano proprio di moda.
«Sono andato per fare un'esperienza all'estero visto che quella alla Roma era praticamente finita. Sono rimasto nove anni lì, e sono stati spettacolari. Ho giocato due finali di Champions, siamo stati una delle squadre più forti del pianeta tanto che nel 2006 stavamo addirittura per comprare Cristiano Ronaldo».
E il Valencia di oggi?
«Non ha quei campioni, ma è una buonissima squadra tanto che è agli ottavi di Champions. Pure in campionato è in risalita, Florenzi può dargli una bella mano se giocherà come ha fatto vedere in questi anni».
Non fa tristezza vedere un altro capitano romanista che va via?
«Non contesto le scelte della società, ma per un motivo o per l'altro a Roma i capitani ultimamente hanno vita breve».