Florenzi, addio di rabbia. La Roma divora i capitani

LA REPUBBLICA - Dopo non essere partito titolare al derby, Alessandro Florenzi, ha capito che la sua avventura alla Roma era giunta al capolinea. L’intesa con la società si è sfilacciata e dopo quel like, di Fonseca, ad un commento su Instagram che chiedeva la cessione del ragazzo, è completamente svanita. L’ex Crotone andrà al Valencia con un obbligo di riscatto fissato a 13 milioni, che verrano versati solo con la qualificazione in Champions. Dopo ben 22 anni, i giallorossi, non avranno un capitano romano e romanista, dato che la fascia è destinata a Dzeko. 


Totti e De Rossi erano solo l'inizio. Pallotta continua

IL TEMPO - CARMELLINI - E tre! Deromanizzare la Roma è stato da sempre uno dei diktat della gestione giallorossa targata Pallotta. Lo fece intendere in tempi non sospetti uno dei suoi uomini pia fidati, quel Franco Baldini, grazie al quale la complessa operazione Pallotta-Roma fu possibile. Ma nessuno pensava che poi si sarebbe passati davvero ai fatti, perche la cosa sembrava inverosimile. E invece pezzo dopo pezzo, l'impreditore bostoniano che si appresta a vendere la Roma al connazionale Friedkin, ha portato a termine l'«operazione». Prima Totti, poi De Rossi e adesso sembra tutto pronto per Florenzi. Tre capitani, tre romani che hanno preso sulle loro spalle, seppur in maniera e tempi diversi, la bandiera giallorossa.

Il messaggio è stato chiaro, da subito. Così come quello arrivato dalla Curva Sud l'altra sera con lo striscione mostrato al derby che rispolvera il «vecchio» stemma giallorosso: spazzando via in un colpo solo l'altro più commerciale (e forse appetibile per il mercato internazionale) voluto dagli uomini del marketing pallottiano. Distanze mai colmate quelle tra il popolo romanista e l'attuale proprietario del club che forse non è riuscito a capire, nei quasi nove anni a Roma, che qui il calcio è un'altra cosa. Che la Roma non può essere messa sul piano di qualsiasi altra società commerciale. Ora lo strappo è completo e il popolo romanista ha già deciso da che parte stare e aspetta Friedkin a braccia aperte. E chissà che magari con la nuova gestione si possa concretizzare qualche clamoroso ritorno. Nessuno sa ancora cosa Friedkin pensi del passato, della storia e del futuro...ma, mai dire mai!


Florenzi saluta la Roma

IL TEMPO - BIAFORA - Il mercato di gennaio della Roma ha avuto diversi cambi di rotta e a pochi giorni dal gong finale delle trattative si è riaperta, e forse chiusa definitivamente, la questione Florenzi. Nel corso dei colloqui con il Valencia per Villar è riemersa la possibilità di una cessione del capitano giallorosso, finito nuovamente dietro Santon nelle gerarchie di Fonseca. Il numero 24, rimasto in panchina nel derby, ha capito che lo spazio per giocare in questa seconda di metà stagione sarebbe stato ridotto e l'addio ha subito una rapida accelerata.

Il Valencia, che ci aveva già provato invano prima di Natale, ha riaperto le trattative con Petrachi eFienga dopo aver ricevuto l'ok al trasferimento dal ragazzo (l'Europeo è alle porte) e dal suo agente Lucci: le parti sono molto vicine a trovare un accordo sulla base di un prestito con obbligo di riscatto per complessivi 13-14 milioni di euro. Il procuratore di Florenzi sta facendo da intermediario tra le due società, ancora non pienamente d'accordo sulla clausola d'acquisto: gli spagnoli, che dovrebbero farsi carico dello stipendio da 2,6 milioni netti più bonus, vogliono l'obbligo di riscatto in caso di qualificazione alla prossima Champions o nel caso in cui riescano a raggiungere in questa stagione la semifinale europea, mentre a Trigoria si darà il via libera soltanto se il trasferimento fosse legato a facili condizioni da raggiungere. Florenzi è finito fuori dal progetto tecnico, ma nessuno all'interno della Roma vuole svenderlo. Il mercato in Spagna chiuderà alle 23.59 di venerdì: il tempo è poco, ma c'è ampia fiducia di arrivare a dama.

Nel frattempo Petrachi (che qualora vendesse Florenzi non prenderebbe un altro terzino) ha risolto la questione esterno, assicurandosi Carles Perez dal Barcellona. I club hanno trovato un compromesso sul nodo del diri-to di riacquisto: il classe 1998 - arriverà stamattina in Italia - si trasferisce in prestito con facile obbligo di riscatto (13+2 milioni di bonus) e i catalani avranno una prelazione, potendo pareggiare ogni offerta in caso di futura cessione. Ieri la Roma ha inoltre accolto Villar ("E' un sogno") che stamattina svolgerà le visite mediche. II secondo acquisto del mercato invernale dopo Ibanez arriva dall'Elche in cambio di 4 milioni più 1 di bonus, con il Valencia, proprietario dell'80% del cartellino, che mantiene il 15% della futura rivendita. Da segnalare il tentativo del Lecce per Cetin e quello del Parma per Olsen. Manca solo il sì di Rafaeldel Cagliari per mandare Fuzato in prestito al Vitoria Setubal.


Carles Perez è giallorosso. Oggi l'arrivo nella Capitale

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Roma e Barcellona hanno trovato l'accordo per il trasferimento di Carles Perez in giallorosso: nessuna recompra, ma una prelazione in caso di futura cessione. L'esterno catalano sbarcherà oggi nella Capitale per le visite mediche e la firma sul contratto che lo legherà alla Roma fino al 30 giugno 2024. Arriva in prestito fino a giugno con obbligo di riscatto fissato a circa 14 milioni di euro.


De Rossi, Totti e Ale: il saluto dei simboli. In 8 mesi cancellato un passato che pesa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma è pronta a salutare anche Alessandro Florenzi, terzo capitano dopo poco più di otto mesi, dopo Daniele De Rossi e Francesco Totti. La Roma taglia così il cordone ombelicale con il suo passato. Ma mentre gli addii di De Rossi e Totti crearono tumulti e contestazioni nel tifo giallorosso, quello di Florenzi rischia di passare inosservato. Ed è un peccato: Florenzi è nato nella Roma, con la Roma è cresciuto e alla Roma ha dedicato tutto se stesso. La fascia andrà sul braccio di Edin Dzeko, in attesa che poi la prenda definitivamente un altro romano, Lorenzo Pellegrini.


Gonzalo Villar, ecco il gioiellino giovane e tecnico. L’ha voluto Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sarà pure dimagrito per lo stress, come hanno detto in Spagna, ma a vederlo sbarcare a Fiumicino sembrava tutto tranne che stressato. Sembrava felice, anche se timido, per l’inizio della sua avventura romana. Gonzalo Villar sa perfettamente che deve ancora crescere molto e che a Roma dovrà anche strutturarsi dal punto di vista fisico. A Trigoria vogliono valutare bene se il suo ruolo è quello del mediano (così garantisce Petrachi) o del trequartista (seguendo magari le orme di Pellegrini). Un po’ irruento (negli ultimi 18 mesi ha collezionato 15 cartellini gialli), in Italia dovrà essere bravo a migliorare anche i movimenti.


Pau Lopez e quella papera che è stata già archiviata

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Qualcuno l’ha paragonato a Goicoechea ed a quell’autogol dell’uruguaiano nel 2012 contro il Cagliari, qualcun altro ha sottolineato semplicemente come un portiere costano quasi 30 milioni non possa fare errori del genere. Quella papera però è già stata archiviata perchè un errore può sempre succedere, è umano, e non devono essere dimenticate le grandi parate come quella a Bologna contro Soriano o a Genova contro Goldaniga. 


Diawara, l’operazione è scongiurata. Forse

IL MESSAGGERO - Amadou Diawara spera in recupero rapido. Il centrocampista ha scelto di non sottoporsi all'intervento per la lesione del menisco esterno del ginocchio sinistro. Il professor Mariani, nel primo consulto avuto il giorno dopo Juve-Roma, ha consigliato di evitare l'operazione per superare al 100% l’infortunio. Questo avrebbe comportato una guarigione certa, ma un periodo di recupero di circa tre mesi. Nuovo consulto con il professor Cerulli, che ha dato il via libera a una terapia conservativa grazie alla quale il giocatore - se tutto andrà bene - potrebbe tornare in campo nel giro di un mese (obbiettivo fine febbraio).

Terapia già cominciata già da tre giorni, ieri c’è stata una nuova visita di Cerulli e se le cose dovessero migliorare nell’arco di una settimana allora l’intervento potrebbe essere evitato. Se, invece, i progressi dovessero tardare, la strada più indicata tornerà ad essere l’operazione chirurgica.


Roma, la nuova era nel segno di Fonseca

IL MESSAGGERO - Finalmente il varo della Roma di Fonseca. Al 29 match stagionale (21° di campionato), eccola prendere il largo nel derby di ritorno. Il portoghese ha svelato in via definitiva il suo calcio. Il pubblico e anche la dirigenza hanno apprezzato: nonostante il risultato, resta agli atti la migliore prestazione dei primi 5 mesi della sua avventura in Italia.

La strategia di Fonseca è stata perfetta, nei concetti, nelle marcature e nei movimenti. Ancora di più nelle scelte. Il portoghese ha rifondato la Roma dal basso per farla stare in alto. Con il baricentro, il pressing e l'aggressività. E cambiando i terzini. Fuori i titolari Florenzi e Kolarov. Messaggio chiaro al gruppo: chi non è in forma, va in panchina.

Nell'emergenza, insomma, ha riqualificato i panchinari. Accadde in autunno con Pastore quando si fermò Pellegrini, è successo ultimamente con Santon e Spinazzola. E infine con Under, unica opzione dopo l'uscita di scena di Zaniolo.


Friedkin, l’accordo è totale

LEGGO - BALZANI - L’accordo è totale, e ora il conto alla rovescia è partito davvero. La Roma sta per passare da Pallotta a Friedkin. La trattativa tra i legali dei due gruppi si è conclusa positivamente nelle ultime ore e l’ufficialità arriverà come previsto entro la metà di febbraio. L’accelerata è arrivata la scorsa settimana quando Friedkin è sbarcato a Milano insieme al figlio Ryan. Gli advisor incaricati hanno analizzato i documenti, e non hanno rilevato ostacoli. Il prezzo dovrebbe essere sui 700 milioni (debiti inclusi). Ora resta la stesura dei contratti definitivi che necessita di un paio di settimane. Domenica Friedkin ha assistito in tv al derby restando favorevolmente impressionato da prestazione e atmosfera.


E Fonseca ha vinto il suo derby

LEGGO - BALZANI - Non ha vinto, ma si è preso gli applausi. Fonseca esce più forte dal derby di domenica grazie soprattutto al coraggio che fin qui ha contraddistinto il cammino tortuoso del portoghese in una stagione di certo non facile tra infortuni, passaggi societari e un mercato che è decollato solo nelle ultime ore. Contro la Lazio si è vista una squadra dominante, in grado di imporre il proprio gioco senza far mancare le marcature preventive che hanno permesso a Smalling e compagni di annullare (Pau Lopez a parte) l'attacco biancoceleste.
Ma la mossa più sorprendente è stata quella di lasciare in panchina i due terzini (titolari?) Kolarov e Florenzi per proporre Santon a destra e Spinazzola a sinistra. Una scelta vincente. I due italiani, reduci chi per un motivo chi per l'altro da un periodo negativo, sono stati tra i migliori in campo. Ma Fonseca ha vinto il momento difficile soprattutto sotto l'aspetto mentale parlando alla squadra e dimostrando di non guardare in faccia a nessuno. Un nuovo ko, dopo la batosta dello Stadium, avrebbe spedito la Roma in una nuova crisi oltre a farle perdere il quarto posto sotto il pressing dell'Atalanta. Il rimpianto di non aver battuto ancora una delle prime cinque in classifica resta, ma ora il futuro sembra meno nero anche perché sono arrivate due buone notizie dall'infermeria. Dopo l'ultimo consulto di ieri infatti si è deciso di non operare Diawara al menisco sinistro lesionato con la Juve. Si procede con la via della terapia conservativa. La speranza è di riaverlo a disposizione per fine febbraio mentre in caso di operazione il decorso sarebbe stato di almeno due mesi. L'altra buona notizia arriva da Zappacosta che tornerà ad allenarsi in gruppo tra un paio di settimane.


Ibañez: «Qualità e potenza. Ho tutte le carte per conquistare la stima di Fonseca»

GAZZETTA DELLO SPORT - Il primo giocatore che Roger Ibañez ha incontrato mentre visitava il centro sportivo di Trigoria, dopo aver firmato il contratto, è stato Nicolò Zaniolo al quale gli ha stretto subito la mano, un gesto che sa di presente, ma anche di futuro. Ieri è stato ufficializzato l'acquisto del difensore brasiliano prelevato dall'Atalanta con la formula del prestito gratuito fino al 2021 con l'obbligo di riscatto fissato a 8 milioni più 2 di bonus ed altre eventuali percentuali sulla sua futura rivendita. È vero che conosce bene l'Italia, visto che ha militato per un anno nella squadra di Gasperini, ma è anche vero che il giocatore classe 1998 ha fatto soltanto due apparizioni, per un totale di circa 20' (1' in campionato con il Genoa e 19' con lo Shakhtar in Champions).

Nella prima intervista rilasciata ai canali del club giallorosso racconta le sue caratteristiche: «Sono veloce, ho tecnica. Salto in alto, sono forte di testa. Prima di fare il difensore ho giocato da centrocampista». Gli piace anche dribblare gli avversari, cosa che in Brasile faceva spesso. Ma appena approdato in Serie A il tecnico Gasperini gli ha spiegato che in Europa va fatto solo se strettamente necessario. Prima la concretezza, poi tutto il resto. «Sono troppo contento di essere qui. La Roma ha tutto quello che io volevo: il nome, una squadra grandissima, penso che mi troverò bene qui» sono state le prime parole di Ibañez dopo aver firmato il contratto che lo legherà ai colori giallorossi fino al 2024.