Conferenza stampa Fonseca, domani ore 13.30

La Roma aspetta il Napoli all'Olimpico. Alle ore 15 di sabato scenderanno in campo le due squadre, ma nel frattempo domani Paulo Fonseca terrà la conferenza stampa da Trigoria alle 13.30.


Fazio squalificato per una giornata, ammenda di 1.500 euro per Dzeko

Il giudice sportivo ha deciso per la squalifica di Fazio. Dopo il cartellino rosso per il giocatore della Roma è arrivata la giornata di squalifica comunicata dal sito ufficiale Legaseriea.com:  ma le punizioni non finiscono qui. Edin Dzeko ha ricevuto un'ammenda di 1.500.
Carlo Ancelotti non sarà presente in panchina contro la Roma: l'allenatore non ha trattenuto la rabbia contro l'arbitro Giacomelli durante la partita con l'Atalanta per non aver fischiato il fallo su Llorente da Kjear.


Smalling: "Venire alla Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, è un grande club. Qui i tifosi sono pazzi, senti il loro amore"

In queste ore la Roma sta intavolando con il Manchester United una trattativa per riscattare il difensore Chirs Smalling. L'inglese, ieri a segno contro l'Udinese, ha parlato del perchè ha scelto la Roma in una lunga intervista per theathletic.com:

"Ho iniziato a pensare di giocare lontano dallo United abbastanza tardi nella finestra di mercato. Avevo firmato un nuovo contratto con il Manchester sei mesi prima e stavo giocando regolarmente quando è arrivato Solskjaer. Poi si è parlato di un nuovo difensore  centrale per tutta l’estate. Non era un problema per me, è parte della sfida e lo United aveva acquistato Lindelof e Bailly nelle ultime stagioni. Li ho accolti, ho lavorato duramente e alla fine della stagione avevo giocato più di tanti in squadra. Ole ha schierato Victor Lindelof e Harry Maguire nelle prime partite e ha lasciato Axel Tuanzebe in panchina. Se non avessi giocato così tanto negli anni precedenti, sarei stato felice di giocare in Europa League e di giocare in altre partite a seconda della forma fisica, ma alla fine della sessione di mercato, sentivo di aver bisogno di una chiara immagine di dove mi trovassi. Sono stato in costante contatto con Ole e mi ha detto che avrei giocato una buona quantità di partite. Avrei giocato 20-25 partite, forse di più, poi la Roma ha fatto la sua offerta. Mi è stato detto che potevo giocare 40-50 partite con la Roma, forse il doppio di quanto avrei giocato allo United.
Allo United avrei potuto prendere i miei stipendi, ero appena diventato padre di un bambino, ero a Manchester con la mia famiglia. Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il manager non vuole soltanto tornare tra i primi quattro posti, vuole vincere un trofeo. Di recente la Roma ha avuto delle ottime serate in Champions League, ma l’Europa League qui è importante in questa stagione. Mia moglie mi ha sempre sostenuto e mi ha detto "Se vuoi trasferirti, lo faremo. Faremo ciò che è meglio per il tuo calcio". Sapevo che avrebbe detto così e l’ho apprezzato. Quindi mi sono trasferito. Ho vissuto in hotel per un mese e poi ci siamo spostati in una bellissima casa la scorsa settimana. È appena fuori Roma, è circondata dal verde che è molto importanti per i nostri cani. Ora sono tutti qui ed è positivo. Ho dovuto cambiare il mio guardaroba. Alla fine di ottobre c’erano 28 gradi e questo è un vantaggio.
Perché ho lasciato il Manchester? Volevo giocare ogni partita. Ho parlato con l’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, e mi ha spiegato che aveva bisogno di un centrale con gli attributi. Nessun giocatore può essere certo di giocare ogni partita, ma sapevo che se fossi stato in forma allora avrei potuto giocare regolarmente. L’ho fatto e la reazione dello staff tecnico e dei tifosi ha aumentato la mia fiducia. L'italiano? Non è facile, non aiuta il fatto che così tante persone parlino in inglese. Potrei cavarmela in campo solo comunicando in inglese, anche se ho bisogno di parlare in italiano in campo, conosco già le parole chiave. Ma è importante per me fare lo sforzo di imparare l’italiano. Non è l’ideale quando i ragazzi stranieri vengono in Inghilterra e il loro inglese non è buono anni dopo. Parlare la lingua fa una grande differenza fuori dal campo. Non parlerò fluentemente, ma farò del mio meglio.
Avevo già incrociato Kolarov e Dzeko. Eravamo rivali ed erano amichevoli, ma non conoscevo abbastanza bene nessuno da rispondere al telefono quando sono arrivato. Ho ricevuto chiamate però. Il capitano Alessandro Florenzi mi ha mandato un messaggio quando stavo per unirmi alla squadra: “Ciao Chris, sono Alessandro Florenzi. Benvenuto nella squadra. Sono molto felice del tuo approdo, ci vediamo presto”. La Roma è stata accogliente. L’allenamento è simile a quello dello United. Giochiamo ogni 3-4 giorni, quindi recuperiamo, poi facciamo una partita incentrata sul possesso palla in allenamento il giorno prima del match. Ho anche lavorato un po’ di più sulla tattica e sul pressing durante la pausa per le Nazionali. Inghilterra? Non chiuderò le porte all’Inghilterra fino a quando non appenderò gli scarpini al chiodo, ma le possibilità con Southagate sembrano ridotte, indipendentemente da quanto bene ho fatto allo United o qui. Questa è una scelta del tecnico, ma io spero la situazione cambi. Forse mi guarderà sotto una luce differente giocando bene in Italia dove sanno qualcosa in più sulla difesa. Penso che sarò un giocatore migliore  quando tornerò a Manchester il prossimo maggio.
Fonseca vuole una linea difensiva molto più alta di quanto abbia mai giocato prima. Voleva un difensore rapido ed aggressivo e questo sono io. Ho guardato i video e trovato interessanti le tattiche. È un gioco più tattico qui. In Italia giocano a 3 o 5 dietro e due attaccanti in avanti, con molte palle tra le linee. Le squadre sono più difficili da superare. Ogni volta che si allarga la palla, gli attaccanti si spostano verso l’interno. Qui sono due contro due. Mi sento più in guardia, che devo fare molto di più perché l’allenatore vuole che noi giochiamo con la linea difensiva alta. Ho giocato con Fazio che parla inglese e anche con Mancini, che ha firmato questa estate con la Roma. Stiamo diventando più forti partita dopo partita e stiamo concedendo alle squadre pochissime opportunità.

I tifosi sono pazzi qui, lo stadio è molto rumoroso, soprattutto gli ultras. Le persone mi vedono in strada e vengono sempre a dirmi "Forza Roma". Qualcuno è venuto al campo d’allenamento e mi ha regalato un disegno che mi ritraeva con mio figlio. Senti il loro amore e questo ti rende più fiducioso".


Simplicio: "Roma-Napoli è sempre stata una bella gara. La VAR non mi piace, ha cambiato il calcio"

Fabio Simpicio, ex centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per parlare dei suoi ricordi legati a Roma-Napoli e dire lasua salla VAR:

"In Brasile si vive bene, ma l’Italia mi manca. Il VAR non mi piace perché ha cambiato il calcio, lo ha rallentato molto. Non sono preparati ad usare questo strumento, la usano un pò troppo ed è un pò un casino perché si perde troppo tempo. Gli errori che si valutano, sono quelli millimetrici. Roma-Napoli? Ho bei ricordi, contro il Napoli abbiamo sempre fatto belle partite e anche sabato sarà una bella gara. Sono due squadre importanti e che offrono spettacolo. Allan mi piace, mi somiglia perché non ha paura di affrontare gli avversari e perché dà sempre tutto in campo. Nel mio periodo in Italia ho giocato con tantissimi giocatori forti, ma il più grande è stato Domenico Morfeo".


Insideroma Daily News - I giallorossi tornano a Trigoria in vista di Roma-Napoli. Smalling, affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere

Grande entusiasmo in casa Roma per la vittoria ottenuta in trasferta sull'Udinese con il punteggio di 0-4. Gli uomini di Paulo Fonseca non avranno però il tempo per rilassarsi, visto l'imminente impegno casalingo contro il Napoli, sfida in programma per sabato alle 15.00. E' lo stesso tecnico portoghese a gioire su Instagram per i tre punti conquistati ma a puntare sin da subito alla sfida contro i partenopei. I giallorossi sono dunque tornati a Trigoria per preparare lo scontro diretto per il quarto posto: scarico per i calciatori impegnati nella gara di ieri, lavoro atletico per gli altri.

Novità sul fronte mercato: oltre al tesseramento in giallorosso di Tall Lamine Junior, giovane attaccante del Senegal, si registrano novità nella trattativa per Smalling: affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere il quale Petrachi si starebbe muovendo con largo anticipo. Il calciatore inglese ha anche rilasciato alcune dichiarazioni per i taccuini di un portale sportivo britannico: "Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il mister non vuole soltanto tornare tra le prime quattro, vuole vincere un trofeo"

Rese note, infine, le modalità di vendita dei tagliandi per assistere a Parma-Roma.


Serie A, prima vittoria rossonera per Pioli. Milan-Spal 1-0

E' terminato il turno infrasettimanale di Serie A con il Milan che ha trovato il suo primo successo da quando Pioli siede in panchina.
Decisivo Suso al 63', che insacca direttamente da punizione battendo il portiere sulla destra. Al 12' il Milan aveva colpito una traversa con Castillejo.


Alla scoperta dell'umile Fonseca

IL TEMPO - BIAFORA - Un grande uomo dietro alla figura dell'allenatore. Le origini e la personalità di Fonseca sono state ripercorse da «II Romanista» in un reportage girato in Portogallo. Ciò che traspare nel documentario «Fonseca story», proiettato in anteprima al Roma Club Testaccio, una persona umile, che da sempre ha avuto in testa l'idea di fare
l'allenatore. A raccontare il mister della Roma - con la rivelazione di alcuni riti portafortuna e la passione per i cavalli - ci ha pensato chi lo ha accompagnato nei suoi primi passi da calciatore nel Barreirense, squadra del suo cuore, e poi tutti coloro che 10 hanno visto crescere dalla panchina dell'Estrela da Amadora fino a trovare l'exploit con il Pacos de Ferreira.
Alla proiezione era presente anche Marco Abreu, «scopritore» di Fonseca quando indossava i panni dirigenziali e ora agente del tecnico: «ll suo punto di forza che parla con tutti i calciatori, riesce a fare sentire tutti importanti e riesce a far andare tutti nella stessa direzione. Si trova molto bene qui, gli piace la passione dei tifosi. Sente che allenare a Roma speciale».


Roma giù la maschera

Il TEMPO - AUSTINI - La classifica di fine ottobre non conta. Ma ritrovarsi al quarto posto avrebbe un significato particolare visto il momento d' emergenza: la Roma ha l'occasione di salire in zona Champions stasera, a patto che vinca contro l'Udinese a domicilio e l'Atalanta riesca quantomeno a fermare il Napoli al San Paolo. É il momento di gettare via definitivamente la maschera per i giallorossi (ma non ancora per Dzeko... ) in questo mercoledì di campionato alla vigilia di Halloween, la vittoria col Milan ha detto che questa squadra in grado di lottare nonostante le assenze. Perché ha trovato un'anima e, a differenza della passata stagione, crede in quello che gli chiede di fare I' allenatore. A prescindere dagli interpreti.
Tutti coinvolti, tutti pronti a dare quel qualcosa in più necessario per sopperire ai tanti
forfait, il vero successo di Fonseca finora questo. Ma il tecnico tiene giustamente alta la
tensione e avvisa i suoi: «Qui nessuno - dice ridendo - può riposare. Non sto pensando al
turnover, la squadra ha fatto una buona partita sia contro il Borussia che contro il Milan. E non credo che cambierò molto». Non più di due giocatori diversi rispetto a domenica scorsa
per affrontare un avversari reduce dalle sette sberle prese dalla terribile Atalanta, «ma
non abbiamo rivisto quella partita - spiega il tecnico - che una storia a sé. L'Udinese aveva subito solo sei gol nelle gare precedenti, una squadra che difende compatta, in contropiede sono pericolosi con i giocatori veloci e forti fisicamente. Mi aspetto una sfida molto difficile, come 10 sono tutte nel campionato italiano dove I'ultima può battere la prima».
Poi ripete in pubblico i concetti con cui ha scosso il gruppo dopo la brutta prestazione di Genova. «Noi dobbiamo essere una squadra ambiziosa, non l'ho vista contro la Sampdoria. Ne ho parlato con tutti perché importante la mentalità e giocare per vincere. Chi fa parte di questo club non deve pensarla diversamente. Adesso importante che i ragazzi capiscano che necessario lottare, correre ed avere l' ambizione di vincere sempre. Non solo ora ma sempre: non abbiamo fatto niente e non bisogna pensare di aver risolto tutto battendo il Milan, ci aspetta una gara completamente diversa».
Florenzi potrebbe star fuori anche stavolta. «É il nostro capitano - sottolinea Fonseca - si allena sempre forte ma nelle ultime due partite ho fatto altre scelte. In futuro toccherà di nuovo a lui, non un problema, soltanto un'opzione». Su Mancini a centrocampo: «L'ho scelto perché fra i nostri centrali quello più bravo nel costruire il gioco, era la miglior soluzione in questo momento. Under - aggiunge - pronto ma non può fare novanta minuti, a Mkhitaryan non manca molto». Ma non c'è tempo per pensare agli assenti: la Champions li che
aspetta. Nonostante tutto.

 

 


Conferenza stampa, Pioli: "Domenica con la Roma dal punto di vista tecnico ci siamo mossi poco senza palla"

Stefano Pioli, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Spal in merito alla sconfitta subita dai rossoneri all'Olimpico contro la Roma. Queste le sua parole:

"Contro la Roma non ho visto una squadra impaurita, e se qualcuno ha qualche timore allora deve lasciarli alle spalle. C’è tanto da fare, se ci crediamo tutto è possibile. Domenica con la Roma dal punto di vista tecnico ci siamo mossi poco senza palla, non diamo le soluzioni giuste al compagno. Avevamo preparato alcune situazioni e dovevamo essere più attenti, fare la scelta giusta al momento giusto, e in questo dobbiamo crescere. A Roma ho preferito Leao a Piatek. Dal portoghese mi aspettavo di più, Piatek ha voglia ma entrambi sono importanti. Possono anche giocare insieme, però hanno caratteristiche diverse. L’importante è la testa e di come si scende in campo".


Mancini: "Mi sono subito trovato bene alla Roma"

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni in un'intervista rilasciata al portale web GOAL.COM in cui ha parlato delle differenze tra la squadra giallrossa e l'Atalanta e del suo ambientamento nella capitale. Queste le sue parole:

Cosa è cambiato rispetto all’Atalanta?

"Prima di tutto il modulo di gioco, dalla difesa a tre a quella a quattro. La Dea ha un calcio diverso da tutte le squadre di Serie A. All’inizio ho trovato delle difficoltà, ma grazie ai compagni e al mister sono riuscito ad inserirmi bene e a capire le indicazioni dell’allenatore."

Sulla sua professionalità

"Sono uno che chiede molto a se stesso. Dopo la partita mi riguardo le mie azioni anche 3 o 4 volte, per capire gli errori e dove posso migliorare. Sono un amante del calcio, vedo molte partite e così posso studiare anche tutti gli attaccanti della nostra Serie A."

Sul suo arrivo alla Roma

"Io mi sono subito trovato bene alla Roma, sono amico con tutti e non lo dico tanto per. Anzi, a dire la verità non mi sembra neanche di aver cambiato squadra da questo punto di vista."

Sulla sua carriera

"In questo momento sono in una grande squadra e faccio la cosa più bella del mondo, quindi sono felicissimo. Ma ho fatto la gavetta vera, ho giocato in Primavera, poi due anni a Perugia dove non vedevo il campo ad ogni partita. Ho avuto allenatori che mi hanno fatto aspettare e fatto crescere. Sono tutte esperienze utili per cercare di diventare uno dei più bravi."

Sul suo futuro

"Tra 20 anni spero di essere un buon padre di famiglia e di aver lasciato nel calcio qualcosa di bello per le generazioni che verranno. Come io ho vissuto la generazione dei giocatori che vedevo in tv, come Nesta, Cannavaro e Materazzi. Erano unici e spero, a parti invertite, di recitare anche io questo ruolo."


Udinese-Roma, questa sera alle 21:00 appuntamento alla Dacia Arena

Questa sera alle 21:00 appuntamento alla Dacia Arena con il match Udinese-Roma, gara valida per la decima giornata del campionato di Serie A. Il match sarà trasmesso in diretta esclusiva su DAZN. Per i clienti Sky che hanno attivato l'abbonamento con DAZN, sarà possibile guardare la partita sul canale 209.


Pastore: "Il mio grande desiderio è quello di ritirami dopo aver giocato al Talleres"

Javier Pastore, centrocampista della Roma, ha parlato all'emittente radiofonica argentina RADIO SUCESOS per parlare degli infortuni che hanno segnato la sua carriera e del suo ruolo nella Roma dopo l’arrivo di Fonseca. Queste le sue parole:

Sul futuro…
"Il mio grande desiderio è quello di ritirami dopo aver giocato al Talleres, ma ovviamente ci sono molti fattori da valutare. Sicuramente se tornerò in Argentina vorrei farlo al momento giusto e non solo per fare presenza: andrò al Talleres per lottare per un posto da titolare. Non voglio andare lì solamente per quello che ho fatto in Europa, ma per quello che ancora potrò fare. Di questa idea parlo molto con mia moglie. Lei è italiana e immaginerete sicuramente la sua reazione ogni volta che le esprimo il mio desiderio di tornare a Cordoba. Ma siamo andati più di una volta e a lei piace molto la città. Bisognerà pensare ai bambini, al loro ambientamento e alla scuola, ma il mio desiderio – e ce l’ho in testa da un bel po’ – è quello di chiudere al Talleres, senza ombra di dubbio. Sono molto legato a loro, adesso anche più di prima. Gli scorsi anni ero molto fuori di casa e i miei figli erano più piccoli e stavano sempre con la madre. Adesso invece ho maggiori responsabilità e sono più affezionati a me."

Sugli infortuni…
"Gli ultimi due anni non sono stati buoni. Ora invece ho trovato persone che mi stanno aiutando a uscire da queste lesioni che mi hanno fermato a lungo. A inizio stagione ho subito parlato con il nuovo staff dei preparatori che è subentrato con Fonseca e gli ho spiegato la mia situazione. Avevo bisogno del loro aiuto. Finalmente, dopo tanto tempo, ho potuto giocare due partite in tre giorni. Grazie allo staff, grazie a Fonseca per la fiducia."

Sei passato dal Paris Saint Germain alla Roma…
"Avevo ancora un contratto con loro, ma ho deciso di andare via perché non avevo più spazio in squadra. Non mi sentivo più importante per il club, a causa dell’arrivo dopo alcuni giovani. Ho deciso di venire alla Roma per continuare a sentirmi un giocatore ancora importante e competere per ogni partita."

De Rossi al Boca?
"Con Daniele ho condiviso lo spogliatoio per un anno. Ha 36 anni, ma sembra un ragazzino di 18, non vuole smettere di giocare a calcio. Si allena ogni giorno come se fosse l’ultimo. Quando è partito per l’Argentina ho subito pensato che sarebbe stato un giocatore molto importante per il Boca Juniors, anche se so benissimo che il calcio argentino è più complicato di quanto si possa immaginare. Daniele era abituato a un altro calcio in Italia dove tatticamente faceva la differenza. È arrivato al Boca in un momento difficile, dopo la finale persa contro il River a Madrid. Forse è anche per questo che è stato più complicato il suo inserimento tra i titolari."