L'urna di coppa sorride alla Roma

IL TEMPO - BIAFORA - Passerà per il Belgio il destino europeo della Roma. Il sorteggio di Nyon è stato benevolo con i giallorossi che rischiavano di affrontare una tra Manchester United ed Arsenal ed invece se la vedranno con il Gent: la doppia sfida andrà in scena il 20 febbraio alle 21 allo Stadio Olimpico (0ggi inizia la prelazione, biglietto omaggio per chi ha ha seguito la Roma a Graz, Moenchengladbach e Istanbul), con la squadra di Fonseca che dovrà guadagnarsi la qualificazione in trasferta al ritorno fissato per il 27 febbraio alle 18.55.  Le due sfide capiteranno in mezzo ad un periodo non facile: il calendario prevede infatti la partita a Bergamo con l'Atalanta prima dell’andata, il match con il Lecce a cavallo tra i match europei e il viaggio a Cagliari contro la squadra di Maran subito dopo quello in Belgio. Il tecnico portoghese è rimasto più che soddisfatto della prestazione esibita dai suoi nell’insidioso match con la Spal, ma sa bene che è pericoloso ab bassare la guardia ed esultare eccessivamente per il sorteggio dei sedicesimi di finale di Europa League: «Il Gent è una buona squadra, è terza in campionato e ha ottenuto il primo posto in un girone difficile con avversarie come Wolfsburg e Saint-Etienne. Abbiamo ha detto tramite l’account Twitter della società - davanti due gare complicate, che sono sicuro affronteremo con il coraggio e l’ambizione di chi vuole vincere». La Roma, con il successo in rimonta per 3-1, ha chiuso l’anno solare con un bilancio più che positivo: quindici le vittorie, sei i pareggi e soltanto due le sconfitte. Visti i risultati e in attesa di sviluppi societari (le trattative tra le parti vanno avanti e gli advisor di Friedkin de  vono ancora completare la due diligence legale iniziata lunedì della scorsa settimana) la dirigenza, per bocca dello Chief Global Sporting Officer Zubiria, continua a coccolare il proprio allenatore, la cui strigliata allo spogliatoio è stata parecchio apprezzata: «Credo che il merito sia del mister nelle situazioni difficili. Abbiamo - ha detto a Sky il dirigente presente al sorteggio insieme al team manager Gombar - avuto dei risultati positivi nel momento peggiore per gli infortuni. Andare a Milano e pareggiare è stato qualcosa diimportante, vincere ad Istanbul ci ha dato una spinta importante. Va dato tantissimo merito a come il mister ha gestito la rosa sotto pressione. Ci siamo prefissi l’obiettivo di andare più lontano possibile in Europa League, vorremmo giocare fino alla fine. Il mister ha esperienza in questa competizione e noi abbiamo    ambizione».  Intanto la Uefa, tramite la commissione di controllo, etica e disciplina, ha deciso di sanzionare con una multa di 20mila euro l’Istanbul Basaksehir dopo quanto successo nella gara di fine novembre con la Roma: Lorenzo Pellegrini era stato colpito da un accendino tirato dagli spalti ed era stato costretto a farsi medicare alla testa dallo staffmedico. Il massimo organo calcistico europeo ha inoltre stabilito che perla gara dei sedicesimi da giocare allo stadio Terim i turchi dovranno chiudere un settore di almeno 5mila posti, ovvero un terzo della capienza a disposizione dei tifosi di ca sa.


Quel Gent vittima di Totti: 5 reti in 2 match

LEGGO - BALZANI - E' stato un sorteggio 'Gentile'. L'urna europea di Nyon ha sorriso di nuovo alla Roma che ha scampato i pericoli Manchester United, Arsenal e Siviglia e trovato il club belga di Gand (cittadina con 250 mila abitanti che si ispira a Buffalo Bill) nei sedicesimi di Europa League. Roma e Gent si ritrovano dieci anni (e passa) dopo l'ultima e unica volta.

Nell'estate del 2009, infatti, i giallorossi nei preliminari di Europa League schiantarono i belgi per 1-7 nella gara di ritorno dopo il 3-1 all'andata. Totti nelle due partite segnò addirittura cinque gol, De Rossi due. In panchina c'era (ancora per poco) Spalletti prima di essere sostituito da Ranieri. Oggi è un Gent diverso: primo nel girone europeo, terzo in Belgio e con un paio di giovani di belle speranze come l'americano David e l'ucraino Jaremuk allenati dal danese Thorup. L'andata si giocherà all'Olimpico il 20 febbraio alle 21, il ritorno a Gand il 27 alle 18,55. Servirà coraggio e determinazione, avvisa però Fonseca.


Fascia senza pace: Florenzi ancora in bilico, ma l'opzione viola piace

LEGGO - BALZANI - Dura la vita dei capitani a Roma. In tre anni, infatti, rischia di saltare la terza fascia che ancora è sul braccio di Florenzi, stanco però di essere solo un'opzione. Dopo gli addii traumatici di Totti e De Rossi c'è aria almeno di arrivederci pure per Alessandro che contro la Spal si è preso quella dose di applausi mancata negli ultimi, strani mesi con Fonseca. Dopo la partita si sono scatenate le voci alimentate da un messaggio dello stesso Florenzi rivolto a un dipendente del club in zona mista: «Col mio discorso vi farò piangere». Il terzino si riferiva alla cena aziendale di ieri sera (c'era anche Fonseca).

Nessun annuncio di addio, però, come ha precisato pure Zubiria: «Alessandro è stato mal interpretato». Le parole lette su un foglio da Florenzi, almeno da quel che raccontano i presenti, erano di ringraziamento e di auguri commossi. Nessun addio almeno imminente insomma. La Roma si è presa qualche giorno di riflessione per capire se poter rinunciare a Florenzi oppure no. Fonseca, in caso di cessione, pretende almeno un rinforzo anche perché Spinazzola non convince il tecnico. E di certo non basterà il ritorno forzato di Bruno Peres bocciato pure dalla B brasiliana.

I numeri, più della parole, però testimoniano la (scarsa) considerazione del portoghese nei confronti di Florenzi: 829' giocati su 1980 a disposizione, appena 3 partite giocate da titolare nelle ultime 10 tra campionato e coppe. Poco, quasi nulla per uno che dal 2012 (infortuni esclusi) era uno dei più presenti dell'intera rosa. Anche per questo lo stesso Florenzi sta valutando l'offerta della Fiorentina che rispetto alla concorrenza (Cagliari, Lione e Siviglia) ha due punti di forza: la vicinanza di Firenze a Roma e la presenza di Montella che lo fece esordire in A. Inoltre vestirebbe la maglia viola del compianto Astori, suo grande amico.

L'offerta della Fiorentina - prossimo avversario in campionato - è nota: prestito di 6 mesi con diritto di riscatto fissato sui 25-30 milioni. In questo modo Alessandro avrebbe modo di giocare con maggiore continuità e di non rischiare quindi il posto all'Europeo mentre la Roma potrebbe ottenere una plusvalenza niente male. Insomma, sembrerebbe un affare per tutti.


Fonseca difende il raccolto

IL MESSAGGERO - Coraggio e dominio: quello che Paulo Fonseca chiede alla sua Roma. E il tecnico portoghese è stato premiato dai risultati. Giallorossi da soli al 4° posto e di nuovo protagonisti nella corsa Champions. 19 punti nelle ultime 8 partite, solo la Lazio nello stesso periodo ha fatto più punti (24).

Continuità nei risultati, dunque. Ottenuti, però, con il comportamento da squadra. Fonseca, nonostante abbia spesso dovuto rinunciare a diversi titolari, ha trasmesso fiducia e convinzione al gruppo. Con pochi concetti, di sicuro fondamentali: gestione del match, invasione della metà campo avversaria e pressing collettivo. La difesa è il segreto della risalita: sono 8 i punti in più del campionato passato proprio perché i gol subiti sono 6 in meno. Fatica invece l'attacco: 29 i gol realizzati, come lo scorso anno. Mancanza di efficacia su cui non pesa l'atteggiamento della squadra, comunque propositivo, quanto piuttosto la mancanza di specialisti. Non a caso le ultime 10 reti in campionato sono state firmate da 10 giocatori diversi.


Europa League, la Roma affronterà i belgi del Gent

Nyon vanno di scena i sorteggi per i sedicesimi di finale di Europa League. La Roma, arrivata seconda nel Gruppo J, sarà inserita nella lista di squadre non teste di serie e giocherà la prima partita in casa. Presenti a rappresentare i giallorossi Manolo Zubiria e Gianluca Gombar.
Questo l'esito dell'urna:

Wolverhampton-Espanyol
Sporting Lisbona-Instanbul Basaksehir
Getafe-Ajax
Bayer Leverkusen- Porto
Copenhagen-Celtic
Apoel-Basilea
Cluj-Siviglia
Olympiacos-Arsenal
AZ Alkmar-Lask Linz
Club Brugge-Manchester United
Ludogorets-Inter
Eintracht Francoforte-Salisburgo
Shakhtar Donetsk-Benfica
Wolfsburg-Malmo
Roma-Gent
Rangers-Braga


Le pagelle dei quotidiani, dopo Roma vs Spal

Come in tutti i post match dei giallorossi, vediamo insieme le pagelle, relative a Roma-Spal dei maggiori quotidiani sportivi e non.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (CECCHINI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 6, Fazio 6, Kolarov 5,5; Diawara 6,5, Veretout 6; Zaniolo 6, Pellegrini 7, Perotti 7; Dzeko 6,5. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT (MAIDA)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 7, Cetin 6, Fazio 5,5, Kolarov 5,5; Diawara 6, Veretout 6,5; Zaniolo 6, Pellegrini 6,5, Perotti 7; Dzeko 6,5. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6,5.

CORRIERE DELLA SERA (VALDISERRI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6, Cetin 5,5, Fazio 5, Kolarov 5; Diawara 6, Veretout 6; Zaniolo 6, Pellegrini 7, Perotti 6,5; Dzeko 6. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6.

LA REPUBBLICA (PINCI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 5,5, Fazio 6, Kolarov 4,5; Diawara 6, Veretout 5; Zaniolo 5,5, Pellegrini 6,5, Perotti 6; Dzeko 6. Subentrati: Mkhitaryan 6, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6,5.

IL TEMPO (AUSTINI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 5,5, Fazio 6, Kolarov 4,5; Diawara 6,5, Veretout 6,5; Zaniolo 5,5, Pellegrini 5,5, Perotti 7; Dzeko 6,5. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6,5.

TUTTOSPORT (DI STEFANO)
Pau Lopez 6; Florenzi 6,5, Cetin 5, Fazio 5,5, Kolarov 5; Diawara 5,5, Veretout 6; Zaniolo 6, Pellegrini 6, Perotti 7; Dzeko 6. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6.

LA STAMPA (DE SANTIS)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 5,5, Fazio 6, Kolarov 4,5; Diawara 6, Veretout 5,5; Zaniolo 5,5, Pellegrini 6,5, Perotti 6,5; Dzeko 6. Subentrati: Mkhitaryan 6, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6.

IL MESSAGGERO (ANGELONI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 6, Fazio 5,5, Kolarov 5; Diawara 6, Veretout 6; Zaniolo 6, Pellegrini 7, Perotti 7; Dzeko 6,5. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6.

LEGGO (BALZANI)
Pau Lopez 6,5; Florenzi 6,5, Cetin 6,5, Fazio 5, Kolarov 5,5; Diawara 6, Veretout 6,5; Zaniolo 6,5, Pellegrini 6,5, Perotti 7; Dzeko 6,5. Subentrati: Mkhitaryan 6,5, Kalinic sv. Allenatore: Fonseca 6.

 

 


Florenzi, assist, abbracci e la tentazione di dire addio

IL MESSAGGERO - CARINA - Un abbraccio, un tweet e un messaggio sibillino, tutti vagamente malinconici. Quella di ieri contro la Spal potrebbe esser stata l’ultima partita di Florenzi all’Olimpico con la maglia della Roma. Ad alimentare questa sensazione proprio il diretto interessato che uscendo dalla mix zone dello stadio s’è rivolto ad un dipendente del club: «Domani (oggi, ndc) vi faccio un discorso strappalacrime...». Il riferimento del calciatore è alla cena dei dipendenti che andrà in scena questa sera. L’agente Lucci s’è poi affrettato in serata a derubricare il tutto ad «una semplice battuta» e anche Pellegrini, dopo un consulto con l’addetto stampa, ha provato ad attenuare la portata del messaggio: «Secondo me è stato travisato quello che voleva dire. Alessandro si riferiva al primo discorso da capitano che dovrà effettuare alla cena di Natale». In precedenza, però, in un’intervista alla Rai, rispondendo ad una domanda su un tweet di Zaniolo («Ti meriti tutto il meglio, grande Capitano. Ti voglio bene»), proprio Lorenzo aveva dato la sensazione come il commiato fosse vicino: «Vogliamo bene ad Alessandro, ha dimostrato di essere un vero capitano dentro e fuori dal campo. Ha rispettato le scelte di Fonseca e ora, come ha scritto Nicolò, si merita il meglio». Senza contare l’abbraccio di tutta la squadra al calciatore dopo il gol di Mkhitaryan, con il laterale di Vitinia visibilmente commosso. Anche per questo gesto, alquanto simbolico, Pellegrini ha provato a trovare una via d’uscita: «Io veramente sono andato ad abbracciare Miki che aveva segnato... Poi abbiamo visto che Ale si era fermato lì e allora siamo andati anche da lui. È il nostro capitano e ce lo teniamo stretto». FIORENTINA IN POLE E Fonseca? Interpellato nel post-gara da Sky sulla prova di Florenzi, non ha modificato la sua posizione, ormai nota da tempo: «Ha giocato molto bene. Come ho detto sempre è un grande professionista, per me è un’opzione. E se lo faccio giocare è la dimostrazionechenonho problemi con lui». Non avrà problemi ma di certo non lo considera un titolare. Nonostante i 90 minuti di ieri sera, dopo 22 gare Florenzi non aveva mai giocato così poco in carriera come in questa stagione. Addirittura l’anno della doppia rottura del crociato era sceso di più in campo rispetto ad oggi: 13 partite (9 di campionato, 1 nei playoff di Champions e tre spezzoni in Europa League) per 955 minuti totali, prima del brutto infortunio contro il Sassuolo, datato 26 ottobre. Ora siamo ormai a fine dicembre (mica un gara prima delle feste natalizie) e Alessandro è arrivato a 732minuti in campionato e 96 in Europa League, per un totale di 828. Pochi, troppo pochi, per chi vuole ambire a partecipare al prossimo Europeo. Il ct Mancini con lui, al netto delle dichiarazioni pubbliche, è stato chiaro: sarà convocato, soltanto chi trova spazio nei club di appartenenza. E Alessandro, 29 anni a marzo, non può rischiare di rimanere fuori. Anche perché, nonostante le due gare di fila giocate con il Wolfsberger e la Spal, è consapevole di rimanere una seconda/terza scelta dietro Santon e Spinazzola. Senza contare che paradosso vuole che continui ad essere impiegato nel ruolo dove Fonseca gli ha comunicato di vederlo meno, il terzino. Ma dove può andare? Difficile la pista-Inter (che ha già bloccato Darmian). In Italia la candidata più seria rimane la Fiorentina, nonostante Nainggolan lo riabbraccerebbe volentieri a Cagliari. L’alternativa, più defilata, è estera: ilLione diGarcia.


Roma, spallata al quarto posto

IL MESSAGGERO - TRANI - La qualità fa la differenza e permette alla Roma di restare in zona Champions. Fonseca sfrutta le giocate di Pellegrini e Perotti per ribaltare il risultato nella ripresa, dopo aver chiuso, mai successo in questo campionato, in svantaggio il 1° tempo: 3-1 contro la Spal ultima in classifica. La vittoria è meritata, ma non scontata. Precipitazione e sciatteria complicano il pomeriggio dei giallorossi, ai quali basta poi mezza partita per festeggiare la prima rimonta completa della stagione e di restare al 4° posto in attesta della sfida tra il Cagliari quinto e la Lazio terza, in programma stasera alla Sardegna Arena.

EMERGENZA INFINITA Fonseca, dunque, ritrova il successo, nonostante la rosa largamente incompleta. In calo di gara in gara. Meno 8. Lunga la lista degli indisponibili: Mancini squalificato si aggiunge agli infortunati Mirante, Santon, Smalling, Zappacosta, Cristante, Pastore e Kluivert. Avanti con chi resta, confermando Florenzi terzino destro e Perotti da esterno offensivo a sinistra. Inedita, invece, è la coppia in mezzo alla difesa: Cetin accanto a Fazio. Faticano in partenza. Anche perché Diawara stenta ad entrare in partita e l’assetto sembra inizialmente sbilanciato. Eppure l’equilibrio è il segreto del rendimento nelle 16 giornate del torneo: 8 punti in più di quello scorso, pur avendo segnato lo stesso numero di gol, 29. Ma subendone 6 di meno.

SUPERIORITA’ EVIDENTE La Spal, almeno neL 1° tempo, ha le chance migliori, anche perché sfrutta l’atteggiamento spavaldo dei giallorossi, ai quali lascia la gestione del match (71,8 per cento il dato del possesso palla). I centrali difensivi non hanno la sufficiente copertura dal 4-1-4-1 di Fonseca e Petagna, con Cetin fuori posizione e Fazio in ritardo nella chiusura sul lancio di Paloschi, va a calciare in diagonale: pronta la replica di Pau Lopez che devia in angolo. Subito dopo Valoti, solo in mezzo all’area dopo il cross di Murgia, indirizza di testa a lato. Florenzi avanza più di Kolarov e cerca sempre Dzeko che, quando riesce a concludere, non inquadra la porta. Semplici, del resto, alza subito il muro con 5 giocatori nella linea davanti a Berisha: nel 3-4-1-2, in mezzo le sentinelle Tomovic, Vicari e Felipe, aiutati da Cionek e Igor che si abbassano rispettivamente a destra e a sinistra. L’assedio della Roma è sterile, anche perché la frenesia di Veretout, Pellegrini, Zaniolo e Florenzi riduce l’efficacia. E, prima dell’intervallo, l’ingenuità di Kolarov, stop sbagliato e fallo in area su Cionek, penalizza ulteriormente i giallorossi: Giua assegna il rigore e Petagna fa centro. SORPASSO LAMPO La Roma insiste nell’assalto al fortino. Perotti è finalmente concreto sulla sinistra e Pellegrini più lucido nella metà campo avversaria. Cetin svirgola la palla per il pari. Che arriva con la deviazione di Tomovic che, di coscia, fa diventare imparabile il destro a giro di Pellegrini. La Spal improvvisamente sbanda. Berisha chiude su Zaniolo, travolgente a destra sulla verticalizzazione di Pellegrini. Che subito dopo appoggia in area per Dzeko, calpestato da Vicari. Rigore solare, trasformato da Perotti (3° di fila dopo quelli realizzati contro il Verona e il Wolfsberger). Ribaltone in 3 minuti, anche se con l’autorete e il rigore. Kolarov rischia ancora con la goffa spallata a Petagna. Fonseca, intanto, dà spazio a Mkhitarian, fuori Perotti che incassa l’applauso del pubblico. La gaffe di Missiroli chiude il match: il regista offre la ripartenza Florenzi che permette a Mkhitaryan di segnare a porta vuota. Abbraccio di gruppo al capitano, che a gennaio potrebbe lasciare la Roma. Si rivede, intanto, Kalinic, in campo prima del recupero al posto di Dzeko (200 presenze in giallorosso).


Una vittoria soprattutto di testa, superate le amnesie di giovedì

IL MESSAGGERO - FERRETTI - A I sorrisi stavolta arrivano sulle note di Grazie Roma, e non prima del fischio d’avvio come era accaduto in maniera ridicola giovedì scorso contro il Wolfsberger. La Roma supera la Spal e porta a casa tre punti pesanti in chiave Champions usando nel modo più opportuno il cervello, lasciato negli spogliatoi l’altra sera in Europa League. A conferma che, non solo nello sport, la cosa più importante è mettere, tenere la testa a posto. La squadra di Paulo Fonseca come giovedì passato era chiamata a vincere la partita contro un avversario nettamente inferiore e stavolta ha centrato l’obiettivo non smarrendo mai la via giusta, e non solo sotto l’aspetto tattico. Giocando con le parole, verrebbe da dire che non ha mai perso la testa, neppure dopo la rete del vantaggio della Spal arrivata alla fine di un primo tempo più bello che brutto. C’era, in quel momento, la possibilità scellerata di cominciare a produrre un’altra gara, meno precisa e più nervosa, invece la Roma non ha modificato il proprio copione psicologico e, alla fine, ha avuto ragione degli emiliani. Rimontando e vincendo un confronto che, ricordando il fresco precedente, sotto l’aspetto mentale era diventato strada facendo più facile da sbagliare che da azzeccare.

IL POST EUROPA Evidentemente, la lavata di testa che Fonseca ha confezionato nel post Europa League all’interno dello spogliatoio di Trigoria ha sortito gli effetti sperati: sarebbe stato triste, del resto, incappare ancora in una prestazione misera mentalmente contro un altro avversariomeno forte. La Roma, invece, ha fatto il suo completando la prima rimonta stagionale da tre punti allo stadio Olimpico. Sfruttando, come era accaduto contro il Cagliari in vantaggio per il rigore di Joao Pedro, un (mezzo) autogol sotto la Nord per recuperare la parità. Poi la chirurgica freddezza di Perotti dal dischetto ha rovesciato il punteggio e infine Florenzi, capitano stavolta dalle mille risorse e qualità, ha consentito a Mkhitaryan di chiudere il conto. Non era un appuntamento psicologicamente facile per Florenzi, dopo le critiche dei giorni, anzi delle settimane passate, eppure Ale ha confermato - a testa alta - che non può essere un peso per la Roma. Basta aiutarlo a non sbagliare, come ha fatto ieri il gruppo


Roma, Spallata Champions

LEGGO - Un po' di fortuna ma soprattutto il giusto atteggiamento. Quello che non si è visto giovedì col Wolfsberger. La Roma, dopo la grande paura, ritrova la strada della vittoria contro la Spal sempre più ultima in classifica ma che all'Olimpico ha avuto la forza di chiudere il primo tempo in vantaggio. Di fatto una spallata alla possibilità di una mini crisi e tre punti d'oro nella corsa alla Champions in attesa dello scontro diretto di stasera tra Cagliari e Lazio. Come detto, però, non tutto è andato liscio. Nei primi 45' Petagna (osservato speciale e possibile rinforzo offensivo della Roma) ha impegnato seriamente Pau Lopez prima di siglare con freddezza il rigore del vantaggio dopo i due errori consecutivi con Brescia e Udinese. La Roma ha ballato troppo in difesa causa assenze di Smalling e Mancini. E, come accaduto col giovedì si è dimostrata troppo morbida davanti. C'è voluta così un'altra strigliata di Fonseca negli spogliatoi.
Nella ripresa il tiro di Pellegrini, evidentemente deviato da Cionek, ha rimesso la Roma sui binari del quarto posto. A completare l'opera il rigore di ghiaccio (guadagnato da Dzeko) del solito Perotti e nel finale il sigillo di Mkhitaryan su assist di Florenzi. Il capitano ha avuto uno sfogo misto a felicità e rabbia, e tutti i compagni sono corsi ad abbracciarlo. Comprensibile visto il periodo nero passato dal terzino. Fonseca - dopo i rimproveri di giovedì sera - stavolta ha mostrato il sorriso: «Roma da due facce? È vero che sbagliamo molte occasioni ma abbiamo giocato con intensità, velocità anche nel primo tempo. Non era giusto il risultato all'intervallo.


Europa League: oggi il sorteggio

LEGGO - Oggi a Nyon (ore 12, diretta Canale 20 e Sky) i sorteggi. In Europa League la Roma rischia di trovare una delle big uscite dai gironi di Champions, come Ajax, Shakhtar e Benfica. In prima fascia anche Manchester United, Arsenal e il Siviglia di Monchi. Europa League anche per l’Inter. Champions per Juve, Napoli e Atalanta: la prima spera di evitare il Real Madrid, le altre due rischiano tra le altre il Barcellona.


Perotti: "E' questa la vera squadra. Voglia e cuore"

IL TEMPO - BIAFORA - Tutti si aspettavano una reazione e i giocatori della Roma hanno risposto presente dopo lo scialbo pareggio europeo. Protagonista del successo contro la Spal è stato Perotti, autore del gol del 2-1 su calcio di rigore, specialità in cui è un autentico cecchino: “Era un rigore difficile. La squadra vera è questa. Abbiamo parlato nello spogliatoio e ci siamo detti che non poteva succedere di nuovo quanto successo contro il Wolfsberger. Abbiamo dimostrato di avere la voglia e il coraggio di arrivare in alto. Con partite così possiamo sognare”. Sulla stessa lunghezza d’onda Pellegrini, a cui non è stato assegnato il gol per la deviazione di Tomovic: “Abbiamo dato una grande risposta e dopo che sbagli una partita non è mai facile. Siamo una squadra che deve migliorare ancora tanto”. Da mettere poi in evidenza il messaggio mandato da Zaniolo a Florenzi su Instagram: “Ti meriti tutto il meglio,grande CAPITANO ti voglio bene”. Già in campo tutti i compagni lo avevano abbracciato in occasione dell’assist a Mkhitaryan, segno di un gruppo sempre più compatto.