Roma, se il gol non è facile serve un Kean
IL MESSAGGERO - ANGELONI - La difesa è ok, con quindici reti incassate (come Lazio e Juve) è peggiore solo dell’Inter (tredici), l’attacco stenta (ventisei gol fatti, undici meno dell’Atalanta, dieci della Lazio e cinque di Inter e Cagliari). Dzeko, con i suoi otto gol - sei in campionato, due in Europa League - non può bastare. Questo è ormai arcinoto, anche perché Edin non è di certo il tipo di attaccante spaccaporte, non garantisce l’exploit ogni anno. Segnama non troppo, insomma. Di solito aiuta gli altri ad andare a segno, ma Zaniolo & company sono ancora indietro. Nicolò, ad esempio, in campionato ha realizzato solo tre reti, più due in Europa League. Pure lui, troppo poco. E Kluivert? Stesso schema di Zaniolo: tre più due. Mkhitaryan è fermo a due, ma per lui è basso il numero delle presenze, Perotti ha giocato poco e ha segnato solo a Verona, su calcio di rigore, Under è fermo alla rete nell’ouverture contro il Genoa. Stop. Sedici gol totali, distribuiti su tutti gli attaccanti, compreso Kalinic che è a secco. La Roma è come se stesse pagando lo sforzo di aver tenuto Dzeko, l’uomo sul quale Fonseca fa girare tutto il settore offensivo e non solo. La rinuncia a Schick, che però non era certo un bomber, è stata necessaria, ma ora Dzeko non ha un sostituto né uno, col vizio del gol, che gli possa giocare vicino. Ecco perché, a gennaio, Petrachi dovrà per forza prendere in considerazione l’ipotesi di fare un sacrificio e accontentare l’allenatore. Serve un rinforzo soprattutto lì, in quel settore. L’identikit: Moise Keane, zero gol in Premier fino a questo momento, sette in diciassette partite lo scorso anno nella Juve di Allegri. Giovane, forte, di prospettiva e con voglia di tornare in Italia. Si punta, al momento, al prestito. In Inghilterra non si trova bene, o forse l’Everton, squadra nella quale gioca, non si trova bene con lui. Per l’azzurro, al momento accantonato da Mancini, la Roma potrebbe essere l’occasione per riprendersi la Nazionale e soprattutto per trovare continuità, con o al posto di Dzeko. Nell’Everton viene schierato (undici presenze, solo due da titolare, più due in Efl Cup), come punta di riferimento del 4-2-3-1.
CARATTERISTICHE Qui può fare anche l’esterno sinistro (in alternanza a Kluivert), o all’occorrenza, il destro (in fila dopo Zaniolo c’è anche Under). E’ chiaro che come numero, la Roma è sufficientemente coperta: dipenderà molto da Perotti, se accetterà o meno l’idea di lasciare la capitale. Resta in piedi il discorso Kalinic, in odore di taglio. Di soldi da spendere non ce ne sono moltissimi, l’idea, a proposito di tagli, è di rinunciare a gente che gioca poco, vedi appunto Perotti, più Juan Jesus e Florenzi, che ormai è un caso conclamato all’interno di Trigoria, o a chi, comunque, è ben spendibile sul mercato, vedi Under e Florenzi stesso. Un altro nome nel taccuino del ds è Haris Seferovic, attaccante del Benfica, ex Fiorentina, svizzero di origine bosniaca, anni 27. E’ un mancini, forte fisicamente e tecnicamente, in 61 partite nel Benfica ha segnato 29 gol. Staremo a vedere. ALTRO MERCATO Se ci sarà spazio, il ds dovrà occuparsi pure della questione terzino (destro), discorso che riguarda proprio Florenzi. Zappacosta è infortunato, Santon è infortunabile, (lesione al retto, torna nel 2020) così come Spinazzola. Servirebbe un laterale destro, specie se dovesse andare via il capitano, così Spina potrà essere usato con continuità nel ruolo per cui era stato ingaggiato, terzino sinistro e vice Kolarov. Hysaj è il nome forte, ma ha un costo al momento non alla portata. L’albanese, tra l’altro, sa giocare sulle due fasce. Ma la priorità resta l’attaccante.
Braccio di ferro tra Pallotta e Friedkin. La società è valutata 850-900 milioni
IL MESSAGGERO - TRANI - La due diligence è stata completata poco meno di un mese fa e proprio in quei giorni di metà novembre Dan Friedkin, fermatosi 8 giorni (dal 13 al 20) nella Capitale con la moglie Debra e il figlio Ryan, ha deciso di prendersi la Roma. Azionista di maggioranza e non semplice partner. Il magnate californiano, prima di tornare a casa via Londra, ha visitato la sede in viale Tolstoj e il centro sportivo Bernardini, si è intrattenuto a lungo con il ceo e ad giallorosso Guido Fienga e soprattutto si è interfacciato con Bob Needham, il Chief Financial Officer della Raptor di Pallotta. La negoziazione è entrata nel vivo proprio con quel blitz del tycoon che ha poi continuato, attraverso il suo advisor JP Morgan, ad approfondire la conoscenza del pianeta romanista (12 società, comprese le 3 esclusivamente dedicate al nuovo stadio di Tordivalle).
NEGOZIAZIONE IN CORSO È, invece, questa la fase più delicata, con il classico braccio di ferro tra chi vende e chi acquista. Friedkin vorrebbe chiudere prima di Natale. Non ha ancora convinto, però, Pallotta. Che, pur considerando serio e affidabile il potenziale investitore, vorrebbe incassare quella che è stata la sua richiesta ufficiale: 1 miliardo di euro. Il prezzo adesso è più basso, ma non ancora quello giusto: la proprietà Usa è scesa a 850-900milioni. Così divisi: 272 per coprire i debiti del club, 130 (su 150) di aumento di capitale da sottoscrivere per intero entro 31 dicembre 2021 e i rimanenti 450-500 per completare l’operazione (dentro anche gli 80 spesi finora per il progetto stadio). Ne discutono quotidianamente i legali e gli advisor, con Goldman Sachs a rappresentare il presidente giallorosso. E, negli States, i diretti interessati, James e Dan, attraverso gli intermediari. Il tycoon, pure per accorciare i tempi, punta a entrare subito nell’As Roma SPV LLC, la società che detiene il controllo indiretto di As Roma spa tramite la sua controllata Neep Roma Holding spa. Quando poi chiederà a Pallotta di lasciargli il controllo del club, entrando nel cda giallorosso, dovrà comunque lanciareun’opa. PROSSIMO STEP L’unica mossa scontata, a breve termine, la faràPallotta: entro fine dicembre interverrà personalmente con la prima quota per l’aumento di capitale, versando circa 40milioni (la successiva è prevista a marzo), più altri 10 (conversione di vecchi crediti). E’ il sostegno finanziario di cui ha bisogno la società giallorossa, come ammesso in pubblico da Fienga, per la gestione della squadra. Discorso a parte, invece, per i terreni di Tordivalle. L’imprenditore ceco Vitek li acquisterà da Unicredit entro metà dicembre, iniziativa che sta bene sia a Pallotta sia al Comune perché avrebbero un interlocutore finalmente solido. Vitek, comunque, non è interessato alla Roma. Ma il vecchio (o nuovo) proprietario, ottenuto il via libera dal Campidoglio, dovrà poi trattare con lui per (ri)prendersi l’area su cui costruire l’impianto.
La svolta di Friedkin. Al tycoon Usa la maggioranza della Roma: entra con 600 milioni, subito investimenti
LEGGO - La svolta è davvero vicina. Dan Friedkin, il 504° uomo più ricco del mondo, sta per diventare il nuovo presidente della Roma e già entro il fine settimana arriverà la fumata bianca. La trattativa, iniziata un paio di mesi fa, ha trovato il punto di svolta nella notte tra venerdì e sabato tra Londra e Milano dove l'advisor Jp Morgan e i legali del Friedkin Group hanno limato gli ultimi dettagli.
DEBITO - Il magnate texano della Toyota verserà a Pallotta una somma di circa 200 milioni ai quali vanno aggiunti i 270 per l'estinzione del debito con Goldman Sachs e i 130 della ricapitalizzazione per un totale di quasi 600 milioni. Sarà un ingresso graduale (inizialmente il 51%) ma che riguarderà solo Friedkin contrariamente da quanto accaduto con Pallotta che invece faceva parte di una cordata. Proprio loro avrebbero convinto l'attuale presidente a ritirarsi anche se inizialmente potrebbe mantenere una percentuale. Si sta per aprire quindi il secondo capitolo americano della storia della Roma. Ma cosa cambierà?
PRESENZA - Pallotta manca da oltre 520 giorni. Anche Friedkin senior avrà diversi affari negli Usa, ma la presenza della nuova proprietà sarà assicurata da Ryan Friedkin che si stabilirà in Italia. Uno dei 4 figli del tycoon di Houston che già oggi dovrebbe sbarcare nella capitale. Un po' come avviene all'Inter con Zhang. Ryan, 35 anni e appassionato di soccer, è un producer di docufilm musicali a storie dark e ha già un paio di progetti a Cinecittà.
INVESTIMENTI - Friedkin tamponerà una situazione in perdita, ma almeno inizialmente non farà sognare la piazza. I paletti imposti dal Financial Fair Play non permettono spese superiori ai ricavi. Niente sanzioni però sulle prime due finestre di mercato visto che l'Uefa concede spese straordinarie ai nuovi proprietari, a patto di avere un piano di rientro. Stop alle cessioni (vedi Zaniolo) e forse un colpo a gennaio (Nandez?) ma con un occhio al bilancio. Sarà rivoluzione dirigenziale, anzi è già iniziata, a Trigoria. Lasceranno Baldissoni e Baldini. Resterà fino a giugno il Ceo Fienga ma sono previsti nuovi ingressi e si fa il nome di Paratici.
STADIO - Qui entra in ballo un altro pezzo da 90 come il ceco Vitek che ha messo sul piatto 600 milioni per l'acquisto dei terreni e dei debiti da Eurnova. Il miliardario immobiliarista subentrerà a Parnasi e si occuperà della costruzione dell'impianto e non solo nella zona di Tor di Valle magari venendo incontro alle richieste del Comune sulle opere di pubblica utilità.
Europa League, turnover in vista. Derby di ritorno: 26 gennaio alle 18
LEGGO - Santon ha già chiuso il suo anno solare. Il terzino, infortunatosi contro l’Inter, ha rimediato una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra e dovrà stare ai box per almeno 15 giorni come confermato dagli esami strumentali. Arrivederci al 2020 quindi e 21° infortunio stagionale per la Roma (13 muscolari). Le buone notizie arrivano da Pau Lopez e Fazio che saranno a disposizione contro la Spal. Entrambi dovrebbero essere risparmiati giovedì in Europa League col Wolfsberger quando Fonseca (ieri in visita al Bambin Gesù) adotterà un discreto turnover. Chance dal 1’ per Florenzi, Under e (forse) Kalinic; in difesa Mancini che, causa squalifica, sarà indisponibile domenica.
ANTICIPI E POSTICIPI - Sono stati resi noti, infine, gli anticipi e i posticipi fino alla 3° di ritorno. Salva la Befana visto che col Torino si giocherà il 5 gennaio alle 20,45. Il big match con la Juve domenica 12 gennaio alle 18 mentre il derby il 26 sempre alle 18. Le trasferte con Genoa e Sassuolo il 19 alle 18 e il 1 febbraio alle 20.45.
Addio Santon, torna nel 2020. Dubbio Pastore
IL TEMPO - BIAFORA - Arrivederci al 2020. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto ieri Santon hanno confermato quanto già si temeva al momento della sostituzione a San Siro: il terzino della Roma ha una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. Il laterale difensivo, che nell'ultimo periodo aveva scavalcato Spinazzola e Florenzi nelle gerarchie, tornerà soltanto con l’anno nuovo. Lo stesso destino può toccare anche a Pastore, che non riesce ancora a risolvere il problema all'anca. Il trequartista, di cui non si esclude una cessione a gennaio, ha già dato forfait per 4 partite e salterà sicuramente anche Wolfsberger e Spal. Per la gara di Europa League contro gli austriaci Fonseca, che ieri ha fatto visita all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, recupera però Fazio e Pau Lopez. Il difensore ha superato l’affaticamento all'adduttore, mentre il portiere ha smaltito il fastidio al quadricipite. In bilico la presenza di Kluivert (ieri allenamento individuale). Da verificare in giornata Smalling e Kolarov, che hanno svolto una seduta personalizzata.
Trovato l’accordo per la cessione
IL TEMPO - BIAFORA - L’intesa di massima c’è, Friedkin spinge sull'acceleratore per raggiungere l'obiettivo Roma. Il magnate texano avanza a grandi passi verso l'ingresso nel mondo giallorosso e con Pallotta è stato raggiunto un accordo verbale per quanto riguarda le cifre delle trattativa. Nelle ultime ore i contatti diretti tra i due soggetti sono stati continui e proficui ed è stata poi completata in ogni loro passaggio la due diligence fiscale e quella contabile, ovvero lo studio dei conti delle 12 società che gravitano nell'orbita della
Roma. Gli advisor incaricati da Friedkin, che si appoggia tra gli altri a Jp Morgan e allo studio legale Chiomenti, hanno analizzato tutti i bilanci e hanno evidenziato l’assenza di qualsiasi elemento di criticità che possa compromettere il buon esito della trattativa. Ieri ha invece preso il via la due diligence legale, ennesimo segnale che indica l’assenza di qualsiasi intoppo in questa fase. Gli avvocati di Friedkin hanno acquisito i documenti relativi a diverse operazioni, tra le quali le più significative sono state quelle con Goldman Sachs
per la ristrutturazione del debito, il lancio del Bond e l’accordo con la Nike del 2018, grazie al quale è stata acquistata la società che gestiva i diritti del marchio. In questo step della contrattazione vengono rivisti i documenti e le informazioni di natura giuridica per verificare la fattibilità dell’operazione. Si tratta comunque di una prassi in ogni trattativa del genere.
Pallotta, spinto ad effettuare quest’operazione soprattutto dai suoi soci americani, era partito da una richiesta di un miliardo di dollari - vanno però sottratti i 272,1 milioni dell’indebitamento finanziario e la quota spettante dell’aumento di capitale - per l’intero pacchetto della AS Roma Spv Llc - costituita nel lontano 27 gennaio 2011 - che controlla il club e le società relative all'impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. L’interesse di Friedkin si è posato infatti anche sulla futura casa della Roma, essendo un imprenditore molto attento al settore dell'entertainment. Le intenzioni del texano, che nel progetto Roma (definito un vanity asset) coinvolgerà con un ruolo di primo piano il figlio Ryan, sono giudicate serie e importanti: il 504° uomo più ricco al mondo non vuole investire nella Roma per avere un puro ritorno economico ed è infatti intenzionato a immettere nel club un’ampia liquidità. Questo non significa che potrà ignorare i limiti del Fair Play Finanziario, ma il futuro patron ha la possibilità di impostare da zero una strategia e la Uefa, da regolamento, concede aperture ai club che cambiano proprietà, con la possibilità di sottoscrivere accordi volontari. Una volta acquistata la società, il tycoon di Houston, presidente e ad del Gruppo Friedkin, è intenzionato ad affidare la gestione ordinaria del club all'attuale dirigenza guidata da Fienga e Calvo per un periodo iniziale, poi deciderà chi saranno i suoi uomini. A prescindere, sembra invece in uscita il vicepresidente Baldissoni, pronto a farsi da parte una volta che sarà completato l'iter di approvazione dello stadio. Ma prima di tutto devono essere Pallotta e Friedkin a chiudere il deal.
Vertice a Milano: Friedkin più vicino
LEGGO - BALZANI - La nuova Roma sta per nascere a Milano. Tra venerdì e ieri, infatti, gli emissari di Dan Friedkin hanno trattato ad oltranza con la dirigenza italiana del club che si trovava nella città lombarda per la trasferta di San Siro. Non a Londra, come si pensava inizialmente, ma a Milano lo studio legale incaricato di trattare la cessione della società giallorossa ha incontrato gli advisor del Friedkin Group per definire alcuni dettagli e per arrivare alla fumata bianca attesa in queste ore. Friedkin, il re della Toyota in Usa con un patrimonio stimato da Forbes di circa 3,4 miliardi di dollari, si occuperà della ricapitalizzazione da 150 milioni e entrerà progressivamente nel club come socio di maggioranza per poi rilevare le altre quote nel corso dei prossimi mesi. Un ingresso graduale quindi che permetterà a Pallotta di non uscire completamente dall'asset. L'affare dovrebbe ammontare a un totale di 700 milioni compresa l'estinzione del debito da 240 con Goldman Sachs. E a Roma? Ci sarà Ryan Friedkin, il figlio del magnate texano, che si è appassionato recentemente al calcio e che resterà fisso nella capitale per seguire il club da vicino. Da oggi a Natale ogni giorno è buono per ufficializzare il passaggio di mano. Sullo sfondo resta la questione stadio con il miliardario ceco Vitek che ha concluso in queste ore l'operazione di acquisizione da Unicredit dei debiti di due società di Luca Parnasi dovrebbe rilevare anche il progetto Stadio di Tor di Valle e i terreni per una somma che può arrivare a una cinquantina di milioni di euro. La sinergia dovrebbe sbloccare una volta per tutte la questione.
England calling. In Premier tutti vogliono Smalling ma la Roma spinge per il riscatto
LEGGO - BALAZANI - Tra Inter e Roma potrebbe aver vinto il Manchester United. Le luci di San Siro sprigionate dall'ennesima prestazione colossale di Chris Smalling, infatti, hanno abbagliato davvero tutti e attirato l'interesse di mezza Premier su un difensore che appena 6 mesi fa era considerato un esubero dai Red Devils. Gli stessi che hanno pensato bene di spendere 90 milioni per Maguire. L'inglese di Greenwich venerdì sera ha superato pure l'esame Lukaku prendendosi, media voto alla mano, il podio tra i migliori difensori della serie A. Un evento inedito per un britannico nel nostro campionato. Abbastanza per spingere Arsenal, Everton e Leicester a bussare alla porta dello United. Smalling, infatti, è ancora di proprietà del Manchester e non essendoci una cifra stabilita per il riscatto ora la Roma - che lo ha prelevato in prestito oneroso - dovrà superare la concorrenza Made in UK. Già da alcune settimane Petrachi ha aperto la trattativa per arrivare a un accordo prima dell'estate. La Roma si è spinta a 18 milioni, ma ora lo United ne vorrebbe più di 20 e comunque è intenzionato ad attendere la fine della stagione per capitalizzare il più possibile o in alternativa riportare Smalling a casa come ha dichiarato recentemente il tecnico Solskjaer: «Tornerà da noi».
Fin qui solo cattive notizie, ma ciò che fa dormire sonni (relativamente) tranquilli ai tifosi della Roma è la volontà del giocatore. Chris, infatti, si trova splendidamente nella capitale ed è intenzionato a restare in giallorosso tanto da aver già accettato il contratto da 3 milioni a stagione fino al 2023. A Roma il gigante vegano ha trovato un perfetto compagno di reparto come Mancini con il quale condivide una media da urlo: due gol subiti in 7 partite. L'Inghilterra si è accorta di lui, compresa la nazionale di Southgate in vista del prossimo Europeo. Il ct lo ha seguito da vicino a San Siro e sembra intenzionato a convocarlo a due anni di distanza dall'ultima volta. Smalling ha convinto tutti. Ma c'è pure chi non sembra affatto stupito. Per esempio Panucci: «Ma perché vi stupite? Questo ragazzo giocava nel Manchester United! E' un difensore che usa il cervello soprattutto quando c'è da giocare in anticipo. La Roma fa un gioca offensivo, ma ora è più compatta: sempre in avanti, ma è difficile che lasci giocare una palla facile. Questo lo deve principalmente a Smalling e Mancini». A proposito di Premier: secondo i media inglesi Mourinho avrebbe chiesto Dzeko al Tottenham in vista del mercato invernale. Con poche chance di successo.
Primavera: Roma rimontata e battuta ad Empoli
IL TEMPO - ZOTTI - Brutta sconfitta per la Roma Primavera. I giallorossi perdono 2-1 in casa dell'Empoli dopo una gara dal sapore beffardo. I ragazzi di De Rossi infatti appaiono fin da subito in controllo del match e passano in vantaggio con Tall dopo appena quattro minuti. La fase difensiva però lascia sempre un po' a desiderare e, nonostante un possesso palla prolungato e diverse occasioni non sfruttate, la squadra si espone sempre troppo alle ripartenze dei padroni di casa. Nella ripresa si materializza la disfatta romanista. Al 50' Zamarion stende in area Cannavò, che dal dischetto riporta il punteggio in parità. La Roma non ci sta e si riversa in attacco, crea diverse occasioni senza trovare mai la rete. Negli ultimi minuti l'offensiva giallorossa si trasforma in assedio, la squadra si sbilancia e lascia troppo spazio agli azzurri che con Merola ribaltano il risultato. Seccato De Rossi: "Assurdo perdere una partita del genere. E' mancato di nuovo l'equilibrio".
Femminile: a Milano è dominio romanista
IL TEMPO - ZOTTI - L'As Roma femminile strapazza l'Inter. Le ragazze di Bavagnoli si impongono per 4-1 sul campo delle nerazzurre e salgono - almeno per ora - al terzo posto in classifica. Le giallorosse scavalcano il Milan (che deve però recuperare una gara) e restano a -1 dalla Fiorentina e a -7 dalla capolista Juventus. Oltre che dal risultato, i segnali più incoraggianti arrivano dalla prestazione della squadra, che nel primo tempo passa momentaneamente in vantaggio con un rigore di Andressa. La reazione dell'Inter è istantanea grazie al super gol di tacco di Tarenzi. Nella ripresa però la voglia romanista di portare a casa i tre punti non lascia scampo alle avversarie. E' prima Thomas a riportare avanti le giallorosse dopo dieci minuti, poi Andressa chiude virtualmente la partita con un bel sinistro a giro dal limite. Nei minuti di recupero c'è spazio anche per il poker firmato da Thestrup.
Le uniche note stonate arrivano dall'infermeria: Bartoli non ha giocato per un affaticamento al polpaccio sinistro accusato nel riscaldamento e sarà valutata nell'allenamento di oggi. Ansia invece per Di Criscio, che ha lasciato il campo in lacrime dopo un contrasto. La giocatrice - che ha subito una forte botta al ginocchio destro - ha lasciato lo stadio con le stampelle e oggi si sottoporrà ad accertamenti.
Totti promuove Pellegrini capitano
IL TEMPO - BIAFORA - “Sono contento del momento della squadra e che Fonseca abbia capito cosa significa essere a Roma”. Francesco Totti promuove la Roma e il lavoro del suo nuovo allenatore: “Il mister ha trasmesso positività ed energia a una squadra inizialmente in difficoltà e con delle lacune. Pensiamo e speriamo - ha detto l’ex numero 10 un evento all’Eur - che sia un percorso positivo perché la Roma deve essere tra i top club in Europa”. La bandiera romanista ha poi coccolato il suo pupillo Pellegrini: “È un giocatore che può fare quei passaggi. Mi piace, poi per la prima volta ha indossato la fascia. Senza nulla togliere a Florenzi, lui è il capitano”. Intanto oggi a Trigoria riprenderanno gli allenamenti in vista della sfida di giovedì sera contro il Wolfsberger. Fonseca dovrà aspettare l’esito degli esami strumentali a cui si sottoporrà Santon (flessore) e cercherà di recuperare pienamente Fazio, Pau Lopez e Kluivert. Verso il forfait Pastore.
Pallotta pronto a cedere la maggioranza a Friedkin: accordo a un passo
IL TEMPO - AUSTINI - BIAFORA - La svolta della Roma si avvicina. E assume i contorni di un passaggio epocale nella storia del club. Dan Friedkin sta per mettere le mani sul pacchetto di maggioranza della società giallorossa. Non più un passaggio a step graduali, quindi, ma un vero e proprio cambio della guardia al timone della Roma. I contatti tra il gruppo texano e James Pallotta sono quotidiani e vanno avanti spediti. Sostanziali novità sono attese nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore.
La trattativa prosegue a passo svelto negli Stati Uniti, dove ha sede l’AS Roma Spv Llc, controllante del club giallorosso (e delle società relative allo stadio), e dove sono di base gli avvocati di fiducia dei due imprenditori americani: gli advisor italiani saranno chiamati a scrivere gli accordi sulla base delle intese raggiunte dai diretti interessati. La volontà di Friedkin, anche in virtù dell’ok finale imminente sul nuovo stadio, è quella di entrare direttamente prendendosi il controllo della Roma.
Il 53enne originario di San Diego e Pallotta stanno trovando la quadra sulle cifre dell'affare, partendo dalla valutazione globale di 1 miliardo di dollari da cui scalare i 273 milioni di euro di debiti del club e la quota di aumento di capitale da 150 milioni.
E al momento tutti i segnali vanno verso l’arrivo della fumata bianca. Pallotta, entrato nel mondo Roma nel 2011 e presidente del club dall’agosto del 2012, non avrebbe voluto vendere la società senza aver vinto un trofeo e senza aver avviato la costruzione
dello stadio, ma è pressato dai soci presenti nel suo consorzio, che si sono stancati di investire denaro senza avere alcun ritorno. Nei giorni in cui è stato lanciato l'aumento di capitale, il presidente giallorosso ha informato gli amici investitori della possibilità di vendere e qualche settimana dopo si è manifestato l'interesse di Friedkin, che è riuscito a completare il suo obiettivo assegnerà un ruolo di primaria importanza al figlio Ryan, presente con lui nella Capitale nel viaggio di novembre. Mentre Pallotta potrebbe presentarsi presto a Roma, se l'affare andasse in porto Friedkin ha intenzione di confermare, almeno in una prima fase, l’attuale management, che dirige la società tra la sede dell'Eur e il centro sportivo di Trigoria. La settimana clou ha inizio.