Totti promuove Pellegrini capitano
IL TEMPO - BIAFORA - “Sono contento del momento della squadra e che Fonseca abbia capito cosa significa essere a Roma”. Francesco Totti promuove la Roma e il lavoro del suo nuovo allenatore: “Il mister ha trasmesso positività ed energia a una squadra inizialmente in difficoltà e con delle lacune. Pensiamo e speriamo - ha detto l’ex numero 10 un evento all’Eur - che sia un percorso positivo perché la Roma deve essere tra i top club in Europa”. La bandiera romanista ha poi coccolato il suo pupillo Pellegrini: “È un giocatore che può fare quei passaggi. Mi piace, poi per la prima volta ha indossato la fascia. Senza nulla togliere a Florenzi, lui è il capitano”. Intanto oggi a Trigoria riprenderanno gli allenamenti in vista della sfida di giovedì sera contro il Wolfsberger. Fonseca dovrà aspettare l’esito degli esami strumentali a cui si sottoporrà Santon (flessore) e cercherà di recuperare pienamente Fazio, Pau Lopez e Kluivert. Verso il forfait Pastore.
Pallotta pronto a cedere la maggioranza a Friedkin: accordo a un passo
IL TEMPO - AUSTINI - BIAFORA - La svolta della Roma si avvicina. E assume i contorni di un passaggio epocale nella storia del club. Dan Friedkin sta per mettere le mani sul pacchetto di maggioranza della società giallorossa. Non più un passaggio a step graduali, quindi, ma un vero e proprio cambio della guardia al timone della Roma. I contatti tra il gruppo texano e James Pallotta sono quotidiani e vanno avanti spediti. Sostanziali novità sono attese nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore.
La trattativa prosegue a passo svelto negli Stati Uniti, dove ha sede l’AS Roma Spv Llc, controllante del club giallorosso (e delle società relative allo stadio), e dove sono di base gli avvocati di fiducia dei due imprenditori americani: gli advisor italiani saranno chiamati a scrivere gli accordi sulla base delle intese raggiunte dai diretti interessati. La volontà di Friedkin, anche in virtù dell’ok finale imminente sul nuovo stadio, è quella di entrare direttamente prendendosi il controllo della Roma.
Il 53enne originario di San Diego e Pallotta stanno trovando la quadra sulle cifre dell'affare, partendo dalla valutazione globale di 1 miliardo di dollari da cui scalare i 273 milioni di euro di debiti del club e la quota di aumento di capitale da 150 milioni.
E al momento tutti i segnali vanno verso l’arrivo della fumata bianca. Pallotta, entrato nel mondo Roma nel 2011 e presidente del club dall’agosto del 2012, non avrebbe voluto vendere la società senza aver vinto un trofeo e senza aver avviato la costruzione
dello stadio, ma è pressato dai soci presenti nel suo consorzio, che si sono stancati di investire denaro senza avere alcun ritorno. Nei giorni in cui è stato lanciato l'aumento di capitale, il presidente giallorosso ha informato gli amici investitori della possibilità di vendere e qualche settimana dopo si è manifestato l'interesse di Friedkin, che è riuscito a completare il suo obiettivo assegnerà un ruolo di primaria importanza al figlio Ryan, presente con lui nella Capitale nel viaggio di novembre. Mentre Pallotta potrebbe presentarsi presto a Roma, se l'affare andasse in porto Friedkin ha intenzione di confermare, almeno in una prima fase, l’attuale management, che dirige la società tra la sede dell'Eur e il centro sportivo di Trigoria. La settimana clou ha inizio.
Raggi prepara l'annuncio: lo stadio si farà
IL TEMPO - MAGLIARO - In questa settimana dovrebbe giungere a perfezionamento l'ingresso di Radovan Vitek nel progetto Stadio della Roma, con l'acquisizione da parte della società dell'immobiliarista céco, la CPI Property Group, dei terreni e del progetto dell’impianto di Tor di Valle. Il che comporterà l'uscita di scena totale della famiglia Parnasi, Luca in testa, dal progetto anche se i tecnici di Eurnova continueranno a seguire il dossier almeno fino al via libera in Consiglio Comunale. Un via libera che, stando a «Radio Campidoglio», potrebbe essere davvero vicino: nei corridoi di Palazzo Senatorio si racconta di una Virginia Raggi che intorno a Natale potrebbe fare un annuncio sull'andamento dell'iter. E' in arrivo anche una seconda svolta: sarebbe stato superato il problema del «surplus» di 18 milioni di euro che il Campidoglio, dopo il completamento della
«due diligence» seguente l'arresto di Parnasi, riteneva mancassero al computo finale. Nelle ultime sedute - alle quali hanno preso parte anche alcuni emissari di Vitek - il nodo sarebbe stato risolto: quei 18 milioni erano stati in realtà conteggiati ma non inseriti nei contratti in discussione.
Anche dalle parti dell’ Assessorato all'Urbanistica la situazione viene considerata molto in discesa, con la possibilità di chiudere l'accordo finale in poche sedute, magari pure per gennaio, anche se l’andamento della vicenda nell’ultimo biennio ha dimostrato la grande aleatorietà delle previsioni sui tempi.
Intanto, in Campidoglio alcuni fra i 5Stelle si stanno attrezzando per la conta dei voti. Quasi certa l’astensione dell'ex capogruppo grillino Paolo Ferrara, nonostante sia uscito dall’inchiesta «Rinascimento» su Parnasi. In molti si aspettano l'astensione dal voto e anche dalla conduzione dei lavori da parte di Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale, visto che è coinvolto ancora nella vicenda giudiziaria. Terzo astenuto sicuro il Pd Giovanni Zannola: è un arbitro di calcio e, a meno di deroghe, non può prendere parte a un voto che riguardi una società sportiva. Cartina di tornasole sulla tenuta della maggioranza grillina sarà lo scadenzamento dei lavori propedeutici al voto: più diluito nel tempo sarà l'esame delle delibere da parte delle Commissioni consiliari e del Municipio, meno sarà solida la capacità dei 5Stelle di rimanere compatti.
SOS: emergenza infortuni
SARA BENEDETTI - INSIDEROMA.COM - Con una media di 5 infortunati a gara è emergenza senza pari in Serie A. E’ come se una macchina da corsa potesse contare solamente sull’80% della potenza del proprio motore. Allo stesso modo Paulo Fonseca in questa stagione ha dovuto rinunciare in ogni partita disputata dalla squadra ad almeno 5 elementi, a causa di un infortunio. La media esatta è di 5,2 che su una rosa di 25 elementi corrisponde circa al 20% del totale. Nessun altro allenatore della Serie A si è trovato finora a fronteggiare un’emergenza così grave e continuata.
Totti: “Contento che Fonseca abbia capito cosa vuol dire essere della Roma”
NICOLA VENTURINI - Francesco Totti, ex dirigente della Roma, è intervenuto durante la presentazione del libro di Paolo Condò nella rassegna “Più libri più liberi” ed ha parlato anche dei giallorossi. Queste le sue parole:
“Sono contento dell’andamento della squadra, sono contento che mister Fonseca abbia capito cosa vuol dire essere della Roma, ha saputo trasmettere energia alla squadra, che all’inizio aveva difficoltà. Speriamo che sia un percorso positivo, la Roma è e deve restare un top club in Europa. Indossare un’unica maglia in carriera è stato sia una responsabilità sia una gioia, era il mio sogno sin da quando ero piccolo. Questa è stata la vittoria più bella per me. Sono strafelice di quanto ho dato in tutta la mia carriera alla società AS Roma. Ricordo anche i momenti più difficili con tanto piacere. Passare venticinque anni in una squadra dove quasi tutti sono di passaggio è un’esperienza unica. Per me è stato gratificante essere a Trigoria per tutto questo tempo, spero di essere stato un esempio. Non vorrei mai rivivere l’ultimo anno da calciatore, ma solo per tutto quello che vissuto: ero il capro espiatorio di tutto. In realtà io ero parte integrante del gruppo della Roma“.
“In allenamento prima della partita con l’Olanda ci scherzavamo molto, dissi che se fosse capitata l’occasione l’avrei tirato in quel modo e nessuno mi prendeva sul serio”.
Sul Numero 10…
“Nel calcio è un numero diverso da tutti gli altri, ha qualcosa di speciale, non tutti se lo possono permettere”.
Su Lorenzo Pellegrini…
“Mi piace tanto Pellegrini, sono contento che abbia indossato la fascia per la prima volta domenica, senza nulla togliere a Florenzi”.
Sui suoi modelli e i suoi sogni…
“Era il mio sogno diventare come Giuseppe Giannini, lo ammiravo tanto da giovane e sono felicissimo di esserci riuscito. Poi, vincere il Mondiale è stato un enorme coronamento. Nel 2006 trovammo allenatore, squadra e momento giusto per trionfare. Ecco, un allenatore in una squadra è fondamentale. Marcello Lippi è stato perfetto, è un grande allenatore e un grande uomo, ha saputo gestire tante situazioni complesse. Anche lui mi ha aiutato con tutte le altre persone che mi sono state vicine durante il periodo del mio infortunio, quando ho scoperto una nuova parte di me”.
Su Carlo Mazzone…
“Cosa è stato Mazzone per me? Un secondo padre. Mi ha protetto, mi ha insegnato tanto, mi ha direzionato verso la strada giusta, in campo e fuori: aver trovato lui, romano e romanista come me, è stato bellissimo. Prima di una sfida con la Sampdoria evitò di farmi parlare alla stampa, mi sgridò e mi ordinò di andare a fare la doccia”.
Stadio, il magnate ceco Vitek stringe ma manca l’intesa sui debiti di Parnasi
IL MESSAGGERO - “Hanno chiuso“, “No, ancora no“. La trattativa sullo stadio della Roma procede a ritmi sempre più serrati, tra gossip, indiscrezioni e smentite. L’ultima è di ieri: tra il miliardario ceko Radovan Vitek (patrimonio personale di 3,4 miliardi di euro, il 617esimo uomo più ricco del pianeta) e Unicredit ci sarebbe l’accordo per l’acquisto da parte del magnate dei crediti vantati dalla banca nei confronti di Luca Parnasi. Trattativa in corso già da qualche settimana, e già emersa sugli organi di stampa nei giorni scorsi. La notizia della chiusura dell’accordo, però, non trova conferma ufficiale da parte dell’istituto di credito. Che, anzi, informalmente fa sapere che la distanza tra le parti c’è ancora e che servirà – ammesso che tutto vada a buon fine – ancora del tempo.
Mirante, la Roma resta in buone mani
CORRIERE DELLA SERA - Il complimento più bello, anche se con i modi spicci che gli sono cari, glielo ha fatto Antonio Conte alla fine di Inter-Roma: “Per la prima volta in stagione non siamo riusciti a fare gol per merito di Mirante, che è stato il migliore in campo”. Una soddisfazione non da poco per il portiere di Castellammare di Stabia che, a 36 anni, dopo aver giocato in stagione una sola volta (a Graz, in Europa League) ha fermato la coppia Lukaku-Martinez.
Santon stirato: torna nel 2020. Lopez e Fazio ok con la Spal
LA GAZZETTA DELLO SPORT - In casa Roma, ormai, gli infortuni non fanno più notizia. Con quello rimediato a San Siro da Santon al flessore della gamba sinistra, gli stop sono 24, di cui 16 muscolari. Il terzino pare abbia rimediato una lesione e quindi si rivedrà solo nel 2020. Le buone notizie vengono da Lopez e Fazio che saranno in campo domenica con la Spal.
Caccia al gol. Tanto equilibrio ma pochi tiri: “Roma, devi osare di più”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Se la storia e la geografia strettamente private delle nostre vite raccontano il nostro modo di essere, mettetevi nei panni di Paulo Fonseca. È nato a Maputo, in Mozambico, città che il calcio ha imparato a conoscere perché lì aveva emesso i primi vagiti Eusebio Da Silva Ferreira. Ecco, se diventi grande e ti appassioni al calcio in un luogo dedicato al culto di uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi come fai a esaltarti per una squadra che conquista un ottimo 0-0 in trasferta, sia pure in casa della capolista Inter? Infatti, al di là dei sinceri complimenti di rito alla Roma, l’allenatore ha fatto intendere che vorrebbe di più dall’attacco: “Dobbiamo lavorare di più per crescere in fase offensiva. Abbiamo fatto circolare bene la palla, ma sbagliamo troppo nelle decisioni degli ultimi metri”.
Il sogno realizzato di capitan Pellegrini, titolare con fascia davanti a… Totti
LA GAZZETTA DELLO SPORT - E’ sembrato quasi un segno del destino. Il luogo era nobile (San Siro), l’avversario di prestigio (la capolista Inter), il pubblico sontuoso (67.000 persone) il (primo) tifoso in tribuna eccellente (Francesco Totti). In questa cornice, due giorni fa, Lorenzo Pellegrini ha celebrato un giorno in qualche modo indimenticabile: la prima volta da capitano dall’inizio. Il predestinato, quindi brucia le tappe, quasi a voler dar ragione proprio a Totti che da tempo lo ha indicato come erede nella Roma dal punti di vista della leadership in campo e fuori.
Ma quali riserve? Con Mirante e Diawara ora Fonseca è più ricco
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Se per la prima volta in stagione l’Inter di Conte è rimasta a secco gran parte del merito è di Antonio Mirante. E se, per la prima volta dopo settimane, il centrocampo della Roma è sembrato quasi perfetto non è solo grazie a Veretout: il merito è anche della crescita di Amadou Diawara. Sono stati loro i protagonisti della sfida di San Siro: il portiere a sorpresa, visti i problemi fisici di Pau Lopez, il centrocampista meno, visto che ormai sta diventando una certezza della Roma.
Roma, la legittima difesa
IL MESSAGGERO - La solidità, caratteriale e tattica, è il segreto del nuovo corso. Fonseca ne ha preso atto a San Siro, senza rinnegare il suo calcio propositivo sui cui ha puntato fin dal giorno del suo insediamento a Trigoria nell’estate scorsa. La Roma, e lo ripete spesso, deve avere «coraggio». Lo ricorda anche a Petrachi, quando c’è da individuare i rinforzi per la sua rosa. In campo, cioè nel lavoro quotidiano e in ogni partita, cerca di utilizzare sempre e comunque almeno 4 giocatori con caratteristiche offensive. Ma, dopo 15 partite di campionato e 5 di Europa League, la risposta migliore l’ha avuta dalla difesa, cancellando qualche perplessità venuta a galla, all’inizio del percorso, per l’eccessiva spavalderia. Adesso, e da più di 2 mesi, il reparto arretrato è il meno battuto della serie A. Il migliore da ottobre, con 6 reti incassate nelle ultime 10 partite di campionato (striscia cominciata il 29 settembre a Lecce). La svolta, quindi, c’è stata, guardando soprattutto alle 9 reti prese nelle prime 5 giornate. La Roma, venerdì sera, ha fermato l’attacco dell’Inter, capace di far sempre centro nelle altre 19 gare dell’éra Conte: 40 gol tra serie A e Champions e media di 2 a partita. E 24 realizzati in coppia da Lukaku e Lautaro che non sono riusciti a superare il muro giallorosso formato da Mancini e Smalling. Test, dunque, più che attendibile. Il tandem giusto è stato quello di Fonseca. Con loro in mezzo alla difesa, il 4° dei 5 clean sheet del torneo (totale di 7, con i 2 in Europa League, in 20 gare) e solo 2 reti incassate nelle 6 giocate uno vicino all’altro. I numeri danno ragione al portoghese: l’azzurro (squalificato, salterà domenica la Spal) con l’inglese, ecco la soluzione ideale. Fazio, attualmente infortunato, è uscito dal campo senza prendere gol solo alla Dacia Arena, insieme con Smalling.