Bollettino Medico: rottura del legamento crociato per Davide Zappacosta

Di seguito il bollettino medico del club sulle condizioni di Davide Zappacosta.

Nel corso della seduta odierna di allenamento, Davide Zappacosta ha riportato in modo del tutto fortuito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Al calciatore va la vicinanza del Club, assieme all’augurio di pronta guarigione.


Nainggolan: "Per giocare a Roma ci vogliono le palle. Mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera in giallorosso"

Radja Nainggolan, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni: 

Ci aveva pensato di poter diventare una bandiera a Roma?
"Difficile dopo Totti e De Rossi. Ma se mi chiedete se avevo pensato di chiudere la carriera a Roma dico tranquillamente di si. Lì ero felice, davo l’anima, avevo tutto quello che volevo. E’ stata una grande delusione andar via. Ma nella vita a volte le strade si riuniscono".

La squadra di oggi le piace?
"Secondo me fa un po’ più fatica oggi perché ha pochi giocatori di personalità. Ci vogliono le “palle” per giocare a Roma: lì è tutto bello, ma quando le cose vanno male e ti fischiano devi avere carattere. Tanti giocatori forti lì hanno steccato".

Il famoso ambiente…
"Si, le radio, i giornali… ma dai, sono cavolate, questa cose ci sono ovunque".

Può rigiocare una partita sola…
"Roma-Barcellona per le emozioni. E la semifinale col Liverpool perché vada in modo diverso. La rigiocherei 10mila volta, c’era rigore per noi con espulsione. Chissà come sarebbe andata".


Femminile, Malta-Italia 0-2. A segno Bartoli e Girelli

L'Italia Femminile è impegnata nei match di qualificazione al prossimo Europeo del 2021. Oggi pomeriggio le Azzurre sono scese in campo contro Malta e, in campo tra le undici titolari scelte dalla CT Milena Bertolini, figuravano anche le giallorosse Bartoli e Giuliano. La vittoria 2-0 dell'Italia porta la firma proprio del capitano giallorosso Bartoli e di Girelli. 


Cappioli: "Se la Roma riuscirà a seguire le idee di Fonseca tornerà in Champions League"

Massimo Cappioli, ex di Roma Cagliari, ha rilasciato un'intervista al Match Program. Di seguito, le sue dichiarazioni:

Per lei Roma-Cagliari non potrà mai essere una partita qualunque.
“No, a Cagliari sono stato sei anni stupendi. Dalla C alla Serie A e poi la Coppa Uefa. Tutto affrontato con la giusta mentalità, vincente”.

Che gara si immagina?
“Sarà una partita difficile, il Cagliari sta bene e io conosco l’ambiente, quando le cose funzionano si lavora bene e i risultati alla fine arrivano. Anche se affrontare la Roma non è facile per nessuno”.

Il fattore campo però conta.
“Certo giocare in casa è sempre un aspetto positivo”.

A cosa bisognerà fare attenzione?
“Si sono rinforzati, rientra Radja Nainggolan da titolare. Verranno per fare bene e la Roma non deve farsi trovare impreparata”.

Potrebbe essere risolta da un episodio?
“Bisogna aggredirli subito, non dobbiamo dare loro respiro. Dobbiamo cercare di fare subito gol e andare al raddoppio, con il passare del tempo la partita potrebbe complicarsi. Arriveranno all’Olimpico con il desiderio di fare bene. Non bisogna dare loro il tempo di esaltarsi, vanno colpiti subito”.

Che ne pensa della Roma di quest’anno?
“Secondo me non è ancora pronta al 100%, le idee del mister non sono state del tutto assorbite dai calciatori. Ci sono stati tanti infortuni e la vedo come una squadra ancora in cantiere che ha tutte le prospettive di diventare una grande squadra. Insomma, la vedo bene, ma ancora non abbiamo visto messe in pratica le idee del mister nella loro totalità”.

Un aspetto positivo e uno negativo di questo gruppo?
“In avanti siamo messi bene, facciamo tanti gol; sul reparto difensivo c’è da lavorare ancora perché a volte gli avversari arrivano troppo facilmente davanti al portiere. Ci sono troppe occasioni per gli avversari soprattutto quando giochiamo in casa”.

Qual è il suo giudizio sul mister?
“È nuovo, diamogli tempo. Nonostante qualche tentennamento la Roma è ancora lì, nelle prime posizioni”.

Quanto conta la forza del gruppo?
“Moltissimo. Noi eravamo un gruppo fantastico, erano solo tre o quattro gli stranieri e poi noi. A me è mancato molto quando ho smesso di giocare a calcio. Quello di oggi mi sembra un bel gruppo, unito. È importantissimo, soprattutto nei momenti di difficoltà, unirsi e volersi bene”.

Cappioli e il Cagliari, come andò?
“Venivo dalla giovanili giallorosse e andai a Cagliari in prestito, il primo anno sono stato uno dei giovani più promettenti della Serie C e ho fatto dei gol importanti. Così sono rimasto anche l’anno dopo in B e sono andato ancora meglio realizzando 10 gol. A quel punto il prestito si è allungato di un altro anno. Quando poi è stato il momento di tornare alla Roma tutto è saltato perché l’accordo che aveva sottoscritto privatamente Viola non ebbe valore e quindi rimasi definitivamente in Sardegna. Così si sono trovati in casa un giocatore della Roma, gratis”.

Poi però la maglia giallorossa finalmente arrivò.
“Dovevo già tornare con il presidente Viola, ma non andò a buon fine. Poi arrivò Mazzone, con cui avevo fatto bene a Cagliari, e mi portò nella Capitale”.

Se dovesse scegliere un momento in giallorosso che ricorda con maggiore affetto, gol al derby a parte?
“Tanti sono stati i momenti belli, ma forse quello a cui sono più legato è successo prima di andar via. La vittoria contro il Milan, quello vero, non quello di adesso, per 3-0. Nel 1996. Gol di Totti stupendo di esterno destro, poi io e infine Balbo. Un’emozione fantastica perché battemmo una grande squadra, una delle mie ultime partite in giallorosso”.

Girando per Roma la fermano ancora per commentare il suo gol al derby?
“Sì, sempre, tutti i giorni. Un romano che fa gol al derby rimane per sempre. Partivamo da sfavoriti, e venivamo da una lunga striscia di stracittadine finite in pareggio. Avevamo gli occhi addosso di tutti, andò in diretta su Rai 3”.

Quali obiettivi ha la Roma di quest’anno?
“Ha la possibiltà di arrivare in Champions League sbagliando poco e seguendo le idee del mister”.

Le prime quattro quindi?
“Juve, Inter e Napoli… poi c’è la Roma”.

Domenica uno, x o due?
“Uno fisso”.


Jeda: "A Cagliari Olsen sta dimostrando il suo valore"

Jeda, attaccante brasiliano ex Cagliari, ha parlato nel Match Program di Roma-Cagliari. Queste le sue dichiarazioni:

Come mai la scelta di riprendere l’attività?
“Sono stati un insieme di fattori. Fino a poco tempo fa ero il tecnico della Vimercatese Oreno. Lì avevo trovato un ambiente ideale per lavorare. E più allenavo, più mi piaceva entrando in sintonia con il gruppo e portando in Eccellenza la mia esperienza maturata da professionista. Poi, ho avuto la possibilità di rimettere gli scarpini con il Muggiò – praticamente a due passi da casa – e non me la sono lasciata sfuggire. Sto bene fisicamente, mi diverto, perché no?”.

Da allenatore, che idea di calcio trasmetteva ai suoi giocatori?
“Guardi, io sono dell’idea che un allenatore non debba fare il protagonista e non debba inventarsi nulla di eclatante. Dovrebbe solo mettersi al servizio dei suoi calciatori, dando loro ampia possibilità di espressione. Ho avuti tanti tecnici in carriera, ma il metodo di Massimiliano Allegri è quello che nel corso del tempo mi ha impressionato di più. Lui aveva una caratteristica precisa, ascoltava tanto il parere dei suoi collaboratori. Grazie al suo staff è cresciuto ed è diventato il top manager che conosciamo tutti. Con umiltà, dando il giusto spazio a chi lo circonda. In ogni caso, non è per togliere qualcosa agli altri che ho incontrato in carriera, anzi da ciascuno cerco di riprendere un dettaglio e di applicarlo al mio lavoro. A cominciare da Reja, quando arrivai a Vicenza”.

Lei si trasferì in Italia nel 2000, poco più che ventenne. Poco meno di venti anni fa.
“Giocai un ottimo Viareggio con il Campinas, contribuendo al terzo posto finale. Quelle prestazioni furono notate da alcuni dirigenti del Vicenza, tanto che poco tempo dopo mi fecero arrivare un’offerta importante. Partii subito per l’Italia e da quel momento è diventata la mia seconda casa. Ho quarant’anni, metà di questi li ho vissuti qui e tanti altri ancora ne trascorrerò”.

Nel 2003, segnò all’Olimpico, in un Roma-Vicenza 6-3 di Coppa Italia. Lo ricorda?
“Come potrei dimenticarlo? Era una bella squadra, la nostra, allenata da Mandorlini. Segnai il primo gol, poi la Roma dilagò e ne mise dentro sei. Quella giallorossa era una rosa spaventosa, non a caso due anni prima vinse il campionato. In una sola serata mi trovai di fronte gente come Samuel, Candela, Cafu, Emerson, Totti, Cassano, Delvecchio, più Capello in panchina. Però l’Olimpico è rimasto uno stadio fortunato per il sottoscritto”.

Segnò anche nel 2009, da attaccante del Cagliari.
“Ricordo bene pure quella partita. Andammo in vantaggio sul 2-1, con una rete mia e una di Daniele Conti su punizione. Daniele era incredibile, segnava sempre al suo ex club. Quel giorno ricordo pure il papà Bruno a bordocampo, che restò di sasso dopo la “mina” del figlio. Poi, la Roma recuperò e vinse nei minuti finali con Vucinic, che si tolse i pantaloncini per esultare (ride, ndr)”.

Domenica ci sarà un altro Roma-Cagliari, sempre all’Olimpico.
“Ma stavolta non ci sarò io… Scherzi a parte, prevedo una partita aperta a ogni risultato. Come è stata Napoli-Cagliari. Il gruppo di Maran ha valori importanti, ha preso calciatori di livello a centrocampo e in attacco, ma anche in porta con Olsen. Lo svedese sta dimostrando di essere un interprete di valore. Forse a Roma ha sofferto un po’ di pressione, bisogna avere tanta personalità per fare bene nella Roma. E sa cosa mi piace della Roma?”.

Cosa?
“Il suo allenatore. Fonseca è un allenatore giovane, rampante, spregiudicato. La squadra a vederla in campo sembra avere la stessa filosofia. Però, allo stesso tempo, il portoghese si sta adattando al meglio al calcio italiano, dimostrando intelligenza. La stessa cosa che dicevo prima, il tecnico non
deve fare il protagonista. I protagonisti stanno in campo e fanno gol. La Roma sarà protagonista di un bel campionato”.


Qualificazioni Euro2020, i convocati di Mancini. Presenti i giallorossi Florenzi, Mancini, Spinazzola, Zaniolo e Cristante

E' stata resa nota la lista dei convocati di Roberto Mancini, CT della Nazionale azzurra, per le gare di qualificazione al prossimo Europeo del 2020. Gli Azzurri saranno impegnati sabato 12 ottobre contro la Grecia e martedì 15 ottobre contro il Liechtenstein. Presenti i giallorossi Florenzi, Mancini, Spinazzola, Zaniolo e Cristante. Non avverrà il ritorno di Daniele De Rossi allo Stadio Olimpico. L'ex Roma, ora al Boca Junior, era stato inserito tra i pre-convocati. 

Portieri: Gianluigi Donnarumma (Milan), Pierluigi Gollini (Atalanta), Alex Meret (Napoli), Salvatore Sirigu (Torino);

Difensori: Francesco Acerbi (Lazio), Cristiano Biraghi (Inter), Leonardo Bonucci (Juventus), Danilo D'Ambrosio (Inter), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Alessandro Florenzi (Roma), Armando Izzo (Torino), Gianluca Mancini (Roma), Alessio Romagnoli (Milan), Leonardo Spinazzola (Roma);

Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Federico Bernardeschi (Juventus), Bryan Cristante (Roma), Frello Filho Jorge Luiz Jorginho (Chelsea), Stefano Sensi (Inter), Marco Verratti (Paris Saint Germain). Nicolò Zaniolo (Roma);

Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Federico Chiesa (Fiorentina), Stephan El Shaarawy (Shangai Shenhua), Vincenzo Grifo (Friburgo), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli).


Villa Stuart, riuscita l'operazione al crociato di Zappacosta

Davide Zappacosta, come appreso in giornata, ha riportato la rottura del legamento crociato. Il terzino giallorosso si è immediatamente sottoposto all'operazione a Villa Stuart. Secondo quanto fa sapere Angelo Mangiante di Sky Sport, l'intervento del giocatore è perfettamente riuscito. Il tempo di recupero stimato si aggira intorno ai 4-5 mesi. 


Domani alle 13:30 la conferenza stampa di mister Fonseca

Come di consueto alla vigilia di ogni match, mister Fonseca terrà la conferenza stampa per presentare e parlare della partita contro il Cagliari. Appuntamento domani a Trigoria alle ore 13:30.


Roma-Cagliari, arbitra Massa. Il fischietto torna a dirigere i giallorossi dopo la vittoria 2-0 contro la Juve dello scorso maggio

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Sarà Davide Massa della sezione di Imperia a dirigere il match tra Roma e Cagliari, in programma domenica alle 15 allo Stadio Olimpico di Roma. Il fischietto ligure sarà affiancato da Tegonio e Alassio, IV uomo Ghersini. In sala VAR si accomoderanno Nasca e Longo. La Roma torna a giocare all'Olimpico dopo la vittoria contro il Lecce e il pareggio di giovedì sera contro il Wolfsberger, nella seconda giornata della fase a gioroni di Europa League. 

I PRECEDENTI - Nei 18 incroci avvenuti, i giallorossi vantano un bilancio più che positivo con Massa: 8 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte. L'ultima direzione risale al maggio scorso, la vittoria 2-0 contro la Juventus, con i gol di Florenzi e Dzeko. Il fischietto di Imperia aveva diretto anche lo scontro dell'andata allo Stadium, terminato con la vittoria dei padroni di casa per 1-0. Sempre nella stagione passata, Massa ha arbitrato le gare contro Bologna, Napoli e Fiorentina. I giallorossi, nei match sopracitati, non sono mai riusciti a portare a casa i tre punti. Il match del Dall’Ara del 23 settembre si è trasformato in una disfatta per la Roma, sconfitta 2-0. La gara al San Paolo, pareggiata 1-1, è macchiata dal calcio di rigore non fischiato su Dzeko. Anche con la Viola, allo Stadio Olimpico, il risultato non è andato oltre il pareggio 2-2. 

I precedenti con Massa, invece, non sorridono al Cagliari. Lo score, in otto incroci, è di 4 sconfitte, un pareggio e 3 vittorie.


Struber, tecnico-manager dei Lupi poveri ma belli

IL MESSAGGERO - TRANI - Senza stadio e senza ds, ma il Wolfsberger Ac (o più semplicemente il Wolfsberg) è comunque il vanto della Carinzia. I Lupi del presidente Dietmar Riegler, conquistando il 3° posto nell'ultima Bundesliga austriaca, si sono garantiti la prima partecipazione alla fase a gironi di una coppa europea. E sono partiti forte, con il poker di Monchengladbach. Il merito va all'allenatore Gehrard Struber che, oltre a dedicarsi al mercato, ha cambiato lo spirito della squadra che è chiaramente a trazione anteriore. Il tecnico, lavorando bene già nelle giovanili del Salisburgo che poi lo ha promosso vice allenatore, ha subito lasciato il segno nel suo nuovo club. Che dall'anno scorso, con il budget limitato di 8 milioni (a busta paga, per il marketing e la comunicazione solo due dipendenti), è la sorpresa del campionato.

ROSA FATTA IN CASA - Struber è imitato, nello stile di gioco, proprio dalle altre big, il Salisburgo e il Lask. Il Wolsberger Ac diverte. E segna a raffica: più di 2 reti a partita di media (23 nei primi 9 match della Bundesliga). Il presidente Riegler, imprenditore nel ramo dei legnami, coinvolge nel club pure la moglie affianca l'allenatore nel mercato. Il blocco della squadra è austriaco, ma 4 titolari sono stranieri: il serbo Rnic (centrale difensivo), il tedesco Schmitz (terzino mancino), l'ivoriano Niangboo (attaccante) e l'isrealiano Weissman (centravanti). E' quest'ultimo, insieme con il trequartista Liendl, la stella. Se l'unico gol di Kalinic, nel 2019, è lontanissimo (il 16 gennaio, in Coppa del Re, contro il Girona), Weissman, arrivato in estate dal Maccabi Haifa, ha già realizzato 15 gol in 11 partite (9 in campionato, 5 in Coppa di Lega e 1 in Europa League). Il Wolfsberger, 3° in Austria dietro al Salisburgo e al Lask, è imbattuto da 8 partite: dopo 7 successi nelle 3 competizioni, il pari casalingo di sabato in campionato contro il Wattens.


Fonseca non teme una nuova Atalanta: «Loro non ci marcheranno a uomo...»

IL MESSAGGERO - TRANI - «Non ho mai visto dal vivo il Wolfsberger, ma l'ho studiato. E' squadra fisica che rispettiamo. Ma non è l'Atalanta austriaca perché loro non marcano a uomo in ogni zona del campo». Fonseca, dopo il successo di Lecce, è più sereno, nonostante gli infortuni continuino a penalizzarlo. Così annuncia la prima di Kalinic da titolare e ammette che anche gli altri senatori Kolarov e Smalling possono andare in panchina, preservati per la partita di domenica con il Cagliari. Qui ha portato Zappacosta che però è in fase di recupero. Chiaro su Mkhitaryan: «Lo avevo tenuto fuori con l'Atalanta, a scopo precauzionale, per un affaticamento muscolare all'adduttore. Ha sofferto gli impegni ravvicinati da quando è arrivato. Può accadere. Comunque il suo è un normale risentimento». Accanto all'allenatore c'è Fazio, uno dei giallorossi ad aver già alzato l'Europa League come Zappacosta, Mkhitaryan, Kalinic e Smalling. «Non snobbiamo nè il Wolfsberger nè la Coppa. Vogliamo provare a vincerla. Il mio rendimento è cambiato? Quest'anno c'è un'altra aria, per tutti». Gli chiedono se conosce l'ex capitano giallorosso Giannini che qui ha conquistato Coppa e Supercoppa d'Austria con lo Sturm Graz. «No», accompagnato con il sorriso. La Roma non è preoccupata per il possibile deferimento di Petrachi (e del club): il ds, con la dichiarazione incauta del 10 settembre, ha ammesso di aver lavorato per il club giallorosso già da maggio prima di separarsi dal Torino (trattativa con l''Inter per Dzeko, portata però avanti dal ceo Fienga).


Dzeko deve tirare il fiato: Fonseca dà fiducia a Kalinic

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’ultima volta dal via è stato sette mesi fa, Atletico-Leganes 1-0 del 9 marzo scorso. Quel giorno al centro dell’attacco della formazione di Simeone c’era proprio Nikola Kalinic, l’uomo che oggi guiderà l’attacco giallorosso nella gara di Graz. (...) Finora Kalinic in giallorosso ha giocato in tutto 31 minuti, gli spezzoni finali delle gare con Istanbul Basaksehir e Atalanta. (...) Domani andrà a caccia anche di quel gol che gli manca dallo scorso 16 gennaio, la rete iniziale di un Atletico-Girona 3-3 che sentenziò la clamorosa eliminazione dei colchoneros in Coppa del Re.

(...) Fonseca però non si fida. Perché ha visto i video di alcune gare del Wolfsberg, compreso il clamoroso 4-0 in casa del Borussia Moenchengladbach, la vittoria esterna più larga di sempre della storia del calcio austriaco nelle coppe europee. (...) A riposare stasera potrebbe essere anche Smalling.