Mkhitaryan ko, out 3 settimane
IL MESSAGGERO - CARINA - Le brutte notizie sono come le ciliegie a Trigoria: una tira l’altra. Non bastava lo stop di due mesi per Pellegrini (frattura del quinto metatarso del piede destro). Si ferma anche Mkhitaryan. Confermata la lesione tendinea all’adduttore per l’armeno che dovrà rimanere ai box per tre settimane. Con l’ex Arsenal, il numero degli infortunati muscolari in casa giallorossa ha già toccato quota otto. Tornando a Pellegrini, l’intervento chirurgico eseguito a Villa Stuart dal professor Santucci, in presenza del responsabile sanitario del club Causarano, è perfettamente riuscito. Per quattro-cinque giorni il calciatore dovrà rimanere fermo. Poi potrà iniziare a lavorare in palestra, poi piscina e cyclette. Tra un mese è previsto che possa ricominciare ad effettuare corsa leggera. Intorno ai 45 giorni, riprenderà ad allenarsi con il gruppo.
Mkhitaryan, tendine ko. Pellegrini out due mesi
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Giornata peggiore, per Paulo Fonseca, non poteva esserci: nel giro di tre ore la Roma ha avuto la certezza che Pellegrini non ci sarà per i prossimi due mesi e che per tre settimane dovrà fare a meno anche di Mkhitaryan. Il centrocampista azzurro, operato al quinto dito del piede destro, ne avrà per circa 60 giorni, ma già non vede l’ora di rientrare: «Non accelerare i tempi», il messaggio dell’amico Totti, che sa perfettamente di quanto sia difficile restare fermi. Per Mkhitaryan, invece, è arrivata la notizia che nessuno si aspettava: lesione tendinea all’adduttore destro. (...) . La buona notizia, almeno, a Fonseca l’ha data Davide Zappacosta, che dopo un mese è tornato a lavorare con i compagni (...)
Con la Grecia torna Zaniolo. Balotelli può attendere
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Balotelli può attendere. E anche per Castrovilli l’appuntamento è rimandato. Torna invece Zaniolo, unico Under 21 strappato a Nicolato e al suo impegno cruciale con l’Irlanda, mentre Kean e Tonali potrebbero aggregarsi per la seconda sfida. De Rossi, infine, è in stand-by. Si delinea l’Italia che affronterà Grecia e Liechtenstein nelle qualificazioni europee. Venerdì Roberto Mancini comunicherà la lista per il doppio impegno: il 12 a Roma gli azzurri possono conquistare la qualificazione aritmetica a Euro 2020. E comunque tre giorni dopo a Vaduz dovrebbe arrivare il timbro definitivo. Esperimenti rimandati a novembre (Bosnia a Zenica, Armenia a Palermo) e soprattutto alle amichevoli di marzo. Senza dimenticare che vincere è obbligatorio per essere teste di serie al sorteggio dell’Euro (il 30 novembre a Bucarest) e per puntare alla prima fascia nel sorteggio per Qatar 2022. Se con Donnarumma e Sirigu abbiamo di fatto due portieri titolari, il discorso è diverso tra i centrali e i laterali. In mezzo, accanto a Bonucci, potrebbe essere riproposto Acerbi. Con Rugani in panchina, e Chiellini infortunato, sono indispensabili Izzo e Mancini. (...) Il Mancio decide venerdì su De Rossi ora al Boca, quando il giocatore lo aggiornerà sulle sue condizioni. Se sta bene, sarà convocato. Una chiamata anche simbolica, un saluto nel suo Olimpico come doveva essere quella di Buffon per Italia-Olanda allo Stadium. (...)
Dzeko, partenza super. E la Roma sogna in grande
LA GAZZETTA DELLO SPORT - «Se dicessi che non penso a raggiungere i cento gol in giallorosso mentirei». Già, anche perché a conti fatti nessuno gli crederebbe. Perché è un attaccante e perché come tutti gli attaccanti vive per il gol. E invece ieri Edin Dzeko è stato sincero fino in fondo, nell’intervista rilasciata al sito ufficiale della Roma. Raccontando se stesso, i suoi sogni ancora vivi, il passato ma anche il futuro. E, ovviamente, raccontando la sua Roma, quella che oggi vive da leader assoluto e che domani sarà impegnata in Austria, a Graz, per la partita di Europa League contro il Wolfsberger (...) Nel frattempo una certezza c’è e cioè che Edin non è mai partito così bene in passato. Con il gol (decisivo) segnato domenica al Lecce il bosniaco ha infatti timbrato il cartellino già 5 volte nelle prime sette partite ufficiali della Roma, con una media-gol di 0,71 a gara. Prima solo due volte era riuscito a fare meglio: una con il City, una con la Roma (nel 2017-18). Il gol realizzato al Via del Mare, tra l’altro, è il suo 66° in Serie A e 92° in giallorosso, dato che lo porta a -10 da Montella nella classifica all time dei marcatori romanisti. Continuando a questo ritmo, a fine stagione potrebbe salire anche sul podio, superando non solo lo stesso Montella, ma anche Manfredini (104), Volk (106) e Amadei (111). (...) E probabilmente sul suo momento ha influito un po’ tutto. Il feeling immediato con Fonseca, il morale, la leadership («Ma di certo c’è solo che sono il più vecchio con Kolarov, Fazio e Mirante – ci scherza su Edin –. Cerchiamo di essere d’esempio ai giovani, di portarli sulla strada giusta») e l’importanza di sentirsi decisivo anche a livello di simbologia. Metabolizzato l’addio a due totem come Totti e De Rossi, se c’è un volto di un giocatore in cui ha iniziato a specchiarsi la Roma quello è proprio il volto di Edin. «Con Fonseca mi sono divertito subito e questo è stato un aspetto importante anche per prendere la decisione di restare qui. lui è un tecnico capace e una persona onesta, caratteristiche che a volte sono difficili da trovare insieme. Ma se sono ancora alla Roma è perché hanno inciso anche il club e i compagni, tutti volevano che restassi. E poi la mia famiglia, che in questa città è molto felice» (...)
Ko anche Mkhitaryan: 3 settimane
IL TEMPO - BIAFORA - Cadono come foglie d'autunno i giocatori della Roma, che ha raggiunto quota sette negli infortuni di tipo non traumatico dall’inizio della stagione. L'ultimo calciatore ad essere vittima della sfortuna è Mkhitaryan, che starà lontano dal campo per tre settimane avendo rimediato una lesione tendinea dell’adduttore della gamba destra con il Lecce. Il trentenne - che inizialmente non sembrava avviato ad uno stop così lungo - non sarà convocato dall’Armenia, salterà le gare con Wolfsberger e Cagliari e sarà da valutare per la sfida con la Sampdoria, la prima dopo la sosta perle nazionali. Nel frattempo, mentre l'armeno effettuava la risonanza magnetica, in una delle sale operatorie di Villa Stuart Pellegrini veniva sottoposto ad un intervento di sintesi della frattura del quinto metatarso del piede destro. Il centrocampista, ab-bracciato dall’affetto social di tutto il mondo del calcio, potrà tornare in campo, se tutto filerà liscio, tra 60 di fare in tempo per il big match con l'Inter. Il professor Santucci, che ha operato Pellegrini in presenza del responsabile sanitario della Roma Causarano, ha perfettamente completato l’operazione, chiarendo poi le cause della frattura: «La fascite plantare - ha dichiarato a Sky - sicuramente non ha inciso, perché è una patologia delle parti molli, mentre il giocatore ha riportato una frattura che è molto frequente negli sportivi e nei calciatori. Per la guarigione il tempo è ridotto, a questo però va aggiunto il tempo necessario al rientrare in forma e su questo i medici della società, che sono molto preparati, potranno valutare nel migliore dei modi». L'unica buona notizia di ieri per Fonseca è il pieno recupero di Zappacosta, allenatosi con il gruppo alla ripresa dei lavori e pronto ad essere convocato. Il ritorno del terzino permetterà al tecnico portoghese di poter impiegare, vista l'emergenza, Florenzi nel reparto offensivo, anche se contro gli austriaci (oggi alle 11 la rifinitura a Trigoria, alle 16.20 la partenza verso Graz e alle 18.45 la conferenza del mister e di Fazio) è più probabile l'inserimento di Pastore, con Kluivert e Zaniolo esterni. Ancora sulla via del recupero Cetin, Under e Perotti, divisi tra campo e palestra. Intanto la Roma ha comunicato il lancio del negozio virtuale su Amazon: sul portale dell'azienda statunitense si potranno acquistare gli articoli di merchandising della società giallorossa.
Roma a pezzi, Pellegrini: stop di 70 giorni. E si blocca anche Mkhitaryan
LEGGO - BALZANI - L'allarme infortuni è diventato emergenza. E ora parlare di casualità o coincidenze risulta quasi paradossale. Nella giornata di ieri, infatti, Fonseca ha insaccato un doppio colpo allo stomaco. In mattinata è stato turno di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista, accompagnato dal suo agente e operato dal professor Santucci ,è stato sottoposto a sintesi della frattura del quinto dito del piede destro. La diagnosi post operatoria è chiara: ci vuole un periodo di 60 giorni per il ritorno all'attività agonista. Che potrebbero diventare 70 visto poi il riadattamento alla preparazione. Per rivedere Pellegrini quindi bisognerà aspettare metà dicembre, magari già nel big match contro l'Inter del 6 oppure la settimana dopo con la Spal. Pellegrini giocherà con una piccola vite sul piede che non dovrebbe più togliere fino a fine carriera. Un po' come il suo amico Totti, che dal 2006 convive con una placca nella caviglia sinistra. Ma non è tutto qui. Perché qualche ora dopo a fare il suo ingresso in clinica è stato Mkhitaryan. L'armeno ha avvertito un forte dolore all'inguine durante la gara col Lecce e ieri si è sottoposto ad esami strumentali che hanno diagnosticato una lesione tendinea all'adduttore. Tempi di recupero stimati in 3-4 settimane. Fonseca, quindi, perde due trequartisti in 48 ore e ora dovrà limitare il suo turn over già ridotto per i ko da inizio anno di Perotti, Under, Zappacosta, Smalling e Spinazzola. Questi ultimi due saranno a disposizione mentre per gli altri bisognerà aspettare dopo la sosta (Perotti ne avrà per un mese ancora). Nelle prossime due gara con Wolfsberger e Cagliari probabile l'avanzamento di Florenzi con Pastore e Zaniolo a giocarsi il posto da trequartista e Kluivert a sinistra. L'alternativa è spostare uno tra Veretout e Cristante a ridosso di Dzeko, un ruolo che i due hanno ricoperto a Firenze e Bergamo. Un'ecatombe che porta a 60 gli infortuni in rosa dalla scorsa stagione a oggi e addirittura a 8 gli stop muscolari in poco più di un mese. Torna quindi il processo a a Trigoria nonostante i cambi radicali che hanno interessati negli ultimi mesi lo staff atletico, quello medico e ovviamente quello tecnico. La responsabilità di una preparazione anomala (svolta nell'afa di Trigoria) non regge anche perché Zappacosta e Mkhitaryan l'hanno svolta in Inghilterra. Tornano quindi sotto accusa i campi di Trigoria definiti troppi duri da più di un tesserato. La Roma sta completando il rifacimento del campo principale per poi passare agli altri terreni. Basterà? Intanto, la squadra domani atterrerà in Austria per il secondo turno di Europa League. In difesa tornerà Fazio mentre a centrocampo sarà confermato Diawara. Spazio pure a Spinazzola che prenderà il posto di uno tra Florenzi e Kolarov. In attacco è ballottaggio tra Kalinic e Dzeko. Il bosniaco fin qui non si è mai fermato e ieri ha parlato al sito della Roma: «Fonseca capace e onesto, per me è perfetto. Possiamo lottare per Europa League e Coppa Italia. La Roma sarà la squadra con cui avrò segnato più gol, quella con cui avrò collezionato più presenze. La cosa importante è non arrendersi mai. Se mi fossi arreso dopo il primo anno, non avrei fatto quello che ho fatto dopo».
Roma, non si salva nessuno. Va ko anche Mkhitaryan
IL CORRIERE DELLA SERA - Si salvi chi può! Il General Hospital Roma torna a riempirsi come nei tempi peggiori: tra poco non ci saranno più letti liberi e bisognerà accontentarsi dei posti in corsia. Si cerca di ridere per non piangere, ma la situazione medica si fa più pesante giorno dopo giorno. Lorenzo Pellegrini è stato operato ieri a Villa Stuart: un intervento chirurgico di osteosintesi (in parole povere: una «vite» per aiutare la saldatura dell’osso) dopo la frattura del quinto metatarso del piede destro rimediata a Lecce. Il club, con un comunicato ufficiale, afferma che: «l’intervento è perfettamente riuscito ed è presumibile il recupero agonistico in 60 giorni». Tutto come previsto, insomma. La brutta notizia è arrivata invece dai controlli per Henrikh Mkhitaryan, che era uscito anche lui dal campo prima della fine della partita. Lo staff medico giallorosso, forse per esorcizzare il timore dell’ennesimo ko, aveva fatto filtrare un moderato ottimismo e lo stesso Paulo Fonseca, nella conferenza stampa post-gara allo stadio di via del Mare, non si era detto preoccupato per le condizioni fisiche dell’armeno. La realtà, invece, era ben diversa. Gli esami strumentali a Villa Stuart hanno evidenziato «una lesione tendinea all’adduttore della gamba destra» che lo terrà fuori dal campo per tre settimane. (...) Gli infortuni a Pellegrini e «Miki» aprono uno spazio per Javier Pastore. Il Flaco è stato utilizzato da Fonseca come cambio nelle prime tre giornate di campionato (48 minuti totali tra Genoa, Lazio e Sassuolo), ha giocato da titolare per 63 minuti contro l’Istanbul Basaksehir ma non è più stato in campo dal 19 settembre. A Graz, contro il Wolfsberger, la sua presenza è quasi sicura per ragioni di turnover. Le scelte offensive si sono assottigliate e domenica è prevista una gara non semplice, in campionato, contro il Cagliari in salute. (...)
Ora il ds Petrachi rischia la squalifica
IL TEMPO - AUSTINI - Un capitolo che sembrava chiuso e invece diventa un caso di giustizia sportiva. Gianluca Petrachi rischia la squalifica per aver iniziato a lavorare come direttore sportivo della Roma quando era ancora sotto contratto con il Torino: questa l'ipotesi dell'indagine aperta dalla Procura Federale su segnalazione della presidenza Figc. Strano ma vero, il procedimento è nato da una dichiarazione dello stesso dirigente salentino, trasformatasi in un’auto-denuncia involontaria. Durante la presentazione di Mkhitaryan dello scorso 10 settembre in diretta televisiva a Trigoria, parlando delle trattative per Dzeko, Petrachi ha detto testualmente: «Quando la prima volta a maggio ho incontrato l'Inter ho posto il mio prezzo». Una frase riportata poi, fra gli altri, dal quotidiano torinese Tuttosport, il cui articolo è stato utilizzato per segnalare il caso alla Procura diretta da Giuseppe PecOraro. Che il diesse lavorasse informalmente per i giallorossi già da fine campionato era un po’ il segreto di Pulcinella - non è stato certo il primo a farlo nel mondo del calcio - ad esempio le telecamere lo avevano ripreso la sera del 4 giugno al ritorno a Fiumicino da un viaggio di mercato a Madrid, dove aveva incontrato insieme a Fienga Fonseca e il suo entourage, ma ufficialmente il suo rapporto con il Torino si è interrotto il 25 giugno, grazie all’ok di Cairo che per liberare il dirigente (aveva un altro anno di contratto con i granata) ha ricevuto in cambio dalla Roma i giovani Freddi Greco e Bucri a un prezzo simbolico. A quel punto il club giallorosso ha annunciato che Petrachi avrebbe assunto «la carica di direttore sportivo del club a partire dal 1° luglio 2019», ovvero la data di inizio di tutti i contratti dei nuovi tesserati. Fino a quel momento, secondo i regolamenti, non avrebbe quindi potuto rappresentare la società di Pallotta in nessuna sede o trattativa di mercato. Durante l’estate Cairo ha continuato a polemizzare con Petrachi e la Roma a proposito di un presunto (e smentito) tentativo dei giallorossi di acquistare N’Koulou, con la fine del mercato la storia si è sgonfiata ma nel frattempo è finita sui tavoli della Figc. Che succede ora? La Procura ha chiesto i censimenti alla Lega di Serie A per verificare le date dei tesseramenti di Petrachi con Torino e Roma, nei prossimi giorni convocherà il direttore sportivo per farsi chiarire la dichiarazione fatta a proposito dell'incontro di maggio con l'Inter, poi deciderà se ascoltare anche Cairo o altri dirigenti coinvolti nella vicenda. L'ex diesse granata potrebbe essere accusato di aver violato i principi di «lealtà, correttezza e probità» disciplinati dall’Articolo 1 bis del Codice di giustizia sportiva Figc, in relazione a quanto diposto all’Articolo 7 del regolamento dei direttori sportivi (divieto di concorrenza), in cui si vieta ai dirigenti di prestare attività per una società sportiva mentre si è ancora sotto contratto con un'altra. Qualora venisse accertato, Petrachi rischierebbe una squalifica di qualche mese o fino addirittura a un anno e durante il periodo di stop non potrebbe operare per conto della Roma sul mercato, incontrando operatori e dirigenti di altre società, né essere ammesso durante le partite nelle zone «chiuse» degli stadi, vedi gli spogliatoi. Ma il codice prevede, alla conclusione delle indagini, la possibilità di patteggiare ancor prima dell'eventuale deferimento, per trasformare la sanzione in un'ammenda o ridurla di un terzo: un accordo da sottoporre poi alla Procura del Coni. Altrimenti, in caso di deferimento, si andrà dinanzi al Tribunale Federale Nazionale, dove si potrà ancora patteggiare prima di arrivare a sentenza. Anche la Roma rischia di dover pagare una multa qualora venisse accertata la violazione. Petrachi aspetta la chiamata per chiarire quella che è stata, dal suo punto di vista, solo una gaffe. Tra gli altri procedimenti della Procura, è stata aperta un'indagine sui cori razzisti nei confronti di Dalbert della Fiorentina durante la gara con l’Atalanta giocata il 22 settembre a Parma: il gioco è stato interrotto dall'arbitro Orsato, ma nessuno degli addetti della Lega aveva segnalato nulla al Giudice Sportivo, che ha chiesto e ora ottenuto un supplemento d’indagine, per valutare poi eventuali sanzioni contro i tifosi dell'Atalanta.
Allenamento Roma, preparazione per il Wolfsberg. Assenti Pellegrini e Mkhitaryan. Zappacosta in gruppo
La Roma si allena a Trigoria. Per la partita di domani contro il Wolfsberg, la squadra di Fonseca perfeziona il lavoro prima della partenza per Graz. I primi minuti dell'incontro sono dedicati a giri di campo ed esercizi sulle andature. Dopodichè i giocatori lavorano sulla rapidità e tattica; Zappacosta rientra in gruppo.
Lorenzo Pellegrini e Mkhitaryan non saranno disponibili per via degli infortuni; out anche Under e Perotti.
Prohaska: "La Roma può tranquillamente giocare per il quarto posto. Il Wolfsberger è una sorpresa"
Herbert Prohaska, ex centrocampista austriaco che ha militato anche nella Roma, ha parlato ai microfoni di Centro Suono Sport in vista del match di domani tra i giallorossi ed il Wolfsberger:
Come sta?
"Sto bene, purtroppo non posso più giocare a calcio ma sto bene".
Come vede la Roma attuale?
"Non è possibile paragonarla con la nostra perché è passato molto tempo. Negli ultimi anni la Roma ha avuto una bella squadra, purtroppo ha perso due grandissimi campioni come Totti e De Rossi. Quest’anno vedo una bella squadra, con un allenatore nuovo…per me può tranquillamente giocare per il quarto posto".
Cosa ci dice del Wolfsberg?
"Anche per noi in Austria è una grande sorpresa. Comanda il presidente e poi ci sono l’allenatore e la squadra, non ha veri e propri campioni. Non pensavamo potesse vincere contro il Borussia Mönchengladbach, invece ha vinto. La Roma non la deve sottovalutare, perché altrimenti diventa una gara difficile".
Chi deve temere la Roma di questa squadra?
"Loro giocano 4-4-2 e a centrocampo hanno due mancini molto interessanti. Loro non hanno fuoriclasse ma funzionano molto bene come squadra".
Il Red Bull Salzburg ha rilanciato un po’ il calcio austriaco a livello europeo. È un vantaggio per la Bundesliga austriaca oppure no?
"Dal punto di vista economico e tecnico sono molto più forti rispetto a tutte le altre. Comprano molti giocatori giovani e li fanno giocare tutti. In Italia non sarebbe fattibile vincere con i giovani ma in Austria sì. In Austria vincono anche quando giocano con giocatori di 16-17 anni".
Penso a un centrocampo Prohaska-Falcao-Pellegrini...
"Io e Falcao giocavamo con Ancelotti, non proprio l’ultimo arrivato. Ma anche Pellegrini è molto bravo".
Sente spesso Ancelotti? Cosa pensa di mister Ancelotti?
"Ancelotti era un grande giocatore ed è diventato un allenatore ancora più bravo e grande. Di Carlo viene sempre prima la persona però, è un grande".
Cosa le è rimasto di Roma?
"La Roma merita grandi titoli perché la città è fantastica e i tifosi sono unici…mi auguro che in futuro possa vincere qualcosa".
Konsel: "Mi piace il calcio di Fonseca. Per la Roma l'Europa League è l'occasione per vincere un trofeo"
Michael Konsel, ex portiere austriaco della Roma, ha rilasciato un'intervista per la AS Roma Match Program. Queste le sue parole:
Pantera, perché?
“Quando sono arrivato a Roma avevo già il soprannome di Pantera verde dell’Austria Vienna. Poi nella capitale sono diventato Er Pantera. Un soprannome che mi hanno sempre dato i tifosi che mi piace moltissimo. È stato un grande onore per me portare quel nomignolo. Quando torno in Italia i tifosi mi fermano per la strada e non mi chiamano per nome!”.
Alla Roma due stagioni 45 presenze… che periodo ha vissuto?
“Un periodo bellissimo. Due anni in cui sono entrato nel cuore dei tifosi e loro nel mio”.
Qual è il momento che ricorda con maggiore affetto?
“Non è facile sceglierne uno solo… eravamo un bel gruppo di giocatori forti… e di amici”.
Veniamo al presente, la Roma di quest’anno le piace?
“Siamo ancora all’inizio, non ho avuto modo di vedere molte partite, ma sono fiducioso. Mi piace l’approccio che vuole dare mister Fonseca, un calcio di attacco, aggressivo, magari un po’ pericoloso, ma che può dare buoni frutti”.
Qual è il suo giudizio sul mister?
“Paulo Fonseca sta lavorando bene, è all’inizio, ma il suo calcio mi piace. È un po’ come il calcio che facevamo noi con Zeman, un gioco divertente ed efficace se bene fatto. Ma non c’è molto spazio per sbagliare, gli avversari puniscono le disattenzioni”.
Quest’anno è arrivato un nuovo portiere Pau Lopez…
“Mi piace il suo modo di giocare, è un buon portiere. Un calciatore moderno, che gioca anche con i piedi. Un modo di giocare se vuoi un po’ rischioso, ma interessante”.
Parliamo dell’avversario della Roma, il Wolfsberger. Da giornalista che segue il calcio austriaco, lo ha visto giocare spesso?
“Ho visto spesso il Wolfsberger giocare. Sono una grande sorpresa. Già nello scorso anno avevano fatto bene, poi hanno iniziato benissimo questa stagione. Vengono da quattro vittorie e un pari nell’ultima partita. Sono un gruppo di 14/15 amici che sono cresciuti insieme, che amano giocare insieme e i pochi innesti si sono bene integrati”.
Anche loro hanno cambiato allenatore.
“Sì, Gerhard Struber è arrivato quest’anno. Lo conosciamo bene, per anni è stato il manager del Salisburgo. Il suo è un gioco aggressivo e offensivo. Pressa a tutto campo, con giocatori forti fisicamente”.
Nella prima giornata del girone hanno battuto 4-0 il Mönchengladbach, in trasferta.
“Hanno fatto la partita perfetta, nessuno se lo aspettava”.
Chi passerà il girone?
“La Roma per prima e Wolfsberg secondo. Vorrei superassero i gironi la squadra del mio paese e quella del mio cuore”.
L’Europa League crede possa essere un obiettivo per la Roma di quest’anno?
“Secondo me sì. Anno dopo anno questa competizione diventa sempre più importante, e potrebbe essere una buona occasione per vincere un trofeo”.
Chi potrebbe risolvere la gara giovedì a Graz?
“Dzeko. Edin è una garanzia del gol”.
Giovedi sera a cosa o chi dovranno fare attenzione i giallorossi?
“La loro forza è il gruppo. La Roma in questo inizio di stagione ha tanti impegni ravvicinati e deve tenere calma la testa, allenarsi bene e mantenere la concentrazione. Ha tutte le carte per fare bene sia in Austria, sia nelle altre partite del girone”.
Prima di salutarci, le capita di venire a Roma?
“Sì, vengo sempre volentieri, ho molti amici nella Capitale e mi piace venire a vedere la Roma giocare”.
Quale zona della città preferisce? C’è un posto che consiglierebbe di visitare ad un suo amico?
“Trigoria!!! E poi lo stadio Olimpico! Certo Roma è bellissima ed è difficile individuare una sola zona o monumento. Trastevere, Testaccio, il centro… ma nel mio cuore rimane il centro Sportivo di Trigoria e lo stadio. Lì ho passato due anni bellissimi!”.
Conferenza Stampa Fonseca: "Partita difficile, ma scenderemo in campo per vincere". Fazio: "Vogliamo vincere l'Europa League"
Paulo Fonseca e Federico Fazio, tecnico e difensore della Roma, hanno parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Wolfsberger:
PAROLE FONSECA
Che tipo di partita si aspetta domani contro un avversario “a sorpresa” dopo la vittoria in Germania?
"Buonasera, ovviamente ci aspettiamo una partita difficile contro un avversario che ha vinto 4-0 all’esordio con il Borussia Monchengladbach. Una squadra di qualità, ho avuto modo di vedere la partita, il risultato riflette il valore di questa squadra, aggressiva in fase difensiva e pericolosa nel contropiede".
Kolarov e Dzeko non hanno mai riposato, possono partire dalla panchina e c’è la possibilità di vedere Kalinic?
"Non vi rivelerò se giocheranno o meno, lo vedrete domani. Anche loro hanno bisogno di tirare il fiato, hanno giocato tutte le partite".
Le assenze di Pellegrini e Mkhitaryan in qualche modo la costringono a delle scelte obbligate. Se la Roma domani riuscisse a vincere ipotecherebbe la vittoria nel girone?
"Come ho sempre detto quello che conta per noi è la prossima partita, scenderemo in campo con l’ambizione di vincere come facciamo in ogni gara. Per le assenze di Pellegrini e Mkhitaryan ci sono altri giocatori che godono della mia completa fiducia e so che faranno un’ottima partita".
A Lecce era sembrato da subito che Pellegrini avesse un infortunio di un certo tipo, mentre sembrava più ottimista su Mkhitaryan che invece sarà fermo per 3 settimane. Si portava già questo problema fisico da tempo?
"Per quanto riguarda Mkhitaryan già lamentava un fastidio all’adduttore. Con questa intensità e partite ravvicinate era normale che avvertisse qualche fastidio, lo avevamo fermato contro l’Atalanta per farlo riposare, ma è un normale risentimento".
Kalinic è arrivato al punto di poter giocare dopo un mese di allenamenti con la squadra e anche Zappacosta può giocare?
"Mi volete costringere a rivelarmi la formazione (ride, ndr). Farò una concessione, sia Kolarov che Dzeko hanno bisogno di tirare il fiato. Kalinic inizierà la partita e sta bene dal punto di vista fisico. Zappacosta invece non è ancora in grado di sostenere una partita intera".
Vedendo questa squadra giocare a Monchengladbach sembra che fisicamente dà molto, come l’Atalanta. Domani sarà un’altra prova dura e fisica per la Roma, la formazione e il tipo di gioco di domani rifletteranno questo aspetto?
"È curioso quello che mi chiede perché qualche giorno fa mi avevano detto “Mister giochiamo contro l’Atalanta d’Austria”. Anche questa è una squadra fisicamente forte e aggressiva nei duelli, ma non gioca uomo contro uomo a tutto campo, è una squadra reattiva e pressa quando perde palla, presente nei duelli fisici".
Avete visto già il Wolfsberger live?
"No, ma oggigiorno esiste una tale gamma di strumenti che non è necessario vederle live".
Smalling è rientrato dopo un infortunio e ha giocato due partite molto buone. A che percentuale è adesso? Vuole creare una coppia fissa o li alternerà, avendo 4 soluzioni?
"La questione dei difensori centrali è simile a quella dei centrocampisti, ma io non ragiono in termini di coppie fisse ma partita per partita, chi è nelle condizioni migliori. Smalling ha giocato le sue prime due partite e si è mostrato già a buon livello ma può migliorare nel posizionamento sulla linea difensiva che gli permetterebbe di giocare ancora meglio".
Vi ha aiutato la prestazione del Wolfsberger a Monchengladbach per non farvi sottovalutare la partita domani?
"Abbiamo visto diverse partite come facciamo abitualmente e abbiamo preparato la nostra strategia in funzione di quello che abbiamo visto. Sono rimasto sorpreso positivamente, il Wolfsberger è stato sottovalutato ma ha dimostrato di essere forte soprattutto in questa vittoria di misura sul Monchengladbach".
PAROLE FAZIO
Noi italiani di solito snobbiamo l’Europa League, sembra che esista solo la Champions. Tu l’hai giocata e anche vinta, anche per te adesso scendere all’EL è un passo in meno? E giocare di giovedì da fastidio al campionato?
"No, pure in Inghilterra era un po’ così per l’Europa League, ma noi non la sottovalutiamo perché vogliamo vincerla. È una bella competizione che ti da l’accesso alla Champions League, ci sono belle squadre e dobbiamo vincere partita per partita".
Da quando sei arrivato a Roma hai avuto quasi sempre allenatori che praticano un calcio offensivo. Cosa ha portato Fonseca in queste settimane per rendervi più sicuri in difesa?
"A me è sempre piaciuto giocare un calcio offensivo. Siamo una squadra più compatta che sta creando un’identità, vogliamo vincere ogni partita e ogni competizione e per questo è importante pensare partita per partita e vincere domani".
Hai giocato tanti anni con Manolas, come cambia il modo di giocare con i nuovi arrivati Smalling e Mancini? Cambia il modo di stare in campo con l’uno o con l’altro e rispetto a prima?
"Giochiamo come squadra, non cambia se giochiamo con uno o un altro compagno. Dobbiamo difendere e attaccare, tutti gli 11 che sono in campo e per questo non cambia a seconda di chi ho accanto".
A volte chi vede le partite non può vedere cosa c’è dietro il rendimento di un giocatore. Quest’anno sembri più sereno rispetto all’anno scorso, che cosa non andava?
"L’anno scorso tutta la squadra ha fatto fatica e non è andata bene come volevamo, tutti abbiamo fatto fatica, non soltanto io. Penso che questo per fortuna quest’anno non sta succedendo, vedo una squadra diversa dall’anno scorso e si respira un’aria diversa".