Fonseca rispolvera la ‘vecchia’ Roma: “Pronti a vincere”
GAZZETTA DELLO SPORT - Torna la vecchia Roma. (...) Da oggi pomeriggio, dalla sfida con il Brescia orfano di Balotelli, la grande emergenza che si è vissuta a lungo in casa giallorossa sembra finalmente conclusa. Ed allora per alcuni versi si
torna all’antico: Florenzi rispolverato a sorpresa terzino (a meno di clamorose sorprese), Mancini riportato in difesa al fianco di Smalling, Pellegrini ributtato subito dentro e Diawara che torna a giocare titolare quasi cinquanta giorni dopo l’ultima volta (...).
Insomma, sembra davvero scoccata l’ora di Florenzi. (...) «Le mie decisioni non sono legate alla presenza in Nazionale o a ciò che scrivono i giornali – ha detto ieri Fonseca – Decido con la mia testa e se riterrò opportuno che Florenzi giochi, allora andrà in campo. Lui è il nostro capitano, ha sempre lavorato al massimo». Ed allora probabilmente è arrivato davvero il momento di premiarlo, di farlo tornare a sentirsi importante anche per la Roma. (...)
Con Mancini di nuovo difensore, in mezzo al campo al fianco di Veretout tornerà Diawara, che negli ultimi allenamenti ha dato sensibili segnali di miglioramento dal punto di vista della tenuta. «Amadou sta bene, è pronto per giocare. Abbiamo lavorato su questo aspetto nelle ultime due settimane, è pronto per migliorare questa situazione». (...)
E poi l’altra grande novità è proprio il ritorno dal via di Lorenzo Pellegrini, che ha recuperato completamente dalla frattura al quinto metatarso del piede destro. (...) L’assenza forzata di Pastore (...) costringerà Fonseca ad accelerare il programma: «Mkhitaryan? Va verso il recupero, ma non è ancora pronto». Ed allora oggi la trequarti giallorossa sarà composta da Zaniolo, Pellegrini e Kluivert, con Under eventualmente pronto ad entrare in corsa per dare il cambio magari proprio a Pellegrini (con Zaniolo in questo caso spostato al centro, alle spalle di Dzeko). «Dobbiamo lavorare per migliorare sotto ogni aspetto: mentale, tattico, tecnico e fisico – chiude Fonseca –. E io sono motivato per fare della Roma una squadra vincente».
Quante bugie sui capitani
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Commovente, disarmante, come un pesciolino rosso tra gli squali: Paulo Fonseca parla alla vigilia di Roma- Brescia, al termine di una settimana gonfia di notizie bollenti come se niente fosse. Tutti stanno bene, tranne Spinazzola, Pastore e Mkhitaryan, per gli altri decide lui. Intanto, i tifosi si occupano di altro: Pallotta se ne va, la proprietà passa ad un altro statunitense? Finalmente una buona notizia, hanno pensato in molti, però l’intervista di Francesco Totti alla radio, ripresa dal Messaggero, ha spento gli entusiasmi. Il capitano non ci crede, perché «chi mette le mani nel club capisce cosa c’è dentro». Noi abbiamo capito: una frenesia nell’inseguire plusvalenze e profitti quasi autodistruttiva, una volontà incrollabile nel distruggere i principali uomini simbolo, romani e no. Dopo i capitani, Totti e De Rossi, anche Radja, che sta guidando il Cagliari. E Dzeko, recuperato in extremis. Adesso tocca a Florenzi: lo abbiamo visto in perfette condizioni in azzurro. Perché Fonseca gli preferiva giocatori infortunati o precari? Chiaro: se Roma lo dimentica, è più facile venderlo. Ci restano il grande talento di Zaniolo e Pellegrini, ma anche Nicolò, secondo Totti è destinato a partire. Arriveranno altri americani? Non sappiamo, ma abbiamo le idee fin troppo chiare su Pallotta e i suoi uomini.
Pallotta partecipa all’aumento di capitale con 40 milioni e ne chiede 750 a Friedkin
IL MESSAGGERO - CARINA - La trattativa per la cessione della Roma, dopo il soggiorno di Friedkin nella Capitale, è nella fase cruciale. Pallotta, pronto a versare 40 milioni (su 150) dell’aumento di capitale, aspetta la risposta del californiano. La valutazione del pacchetto di maggioranza è di 750 milioni, compresi gli 80 spesi per lo stadio. Ma il presidente, intenzionato a restare da socio di minoranza, non spinge il tycoon a investire subito l’intera cifra. L’accordo va però trovato in fretta (a dicembre): Pallotta, contando nel miglioramento dei conti nel 2020, è convinto di poter chiedere almeno 1 miliardo se l’affare sarà chiuso più avanti. Friedkin, però, ha ancora qualche dubbio (sullo stadio). Il ceo Fienga, intanto, conferma la linea dell’attuale proprietà: «Il progetto di ristrutturazione ha condotto a un profondo ripensamento della struttura interna, di uomini e di ruoli, portando a una richiesta di sostegno della società all’azionista. Che ha approvato l’aumento di capitale, avviando tutto quello che normalmente si fa in queste situazioni e quindi il coinvolgimento di altri. Ora è importante che il progetto sia confermato e il sostegno garantito. Io come ceo sono estremamente tranquillo. Ogni discorso, pure se non rapido come si dice, sta andando in questa direzione. Il sostegno c’è. Così il progetto va avanti, si consolida e diventa più forte, speriamo riesca ad accelerare».
Roma, l’affare Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - La priorità della Roma, ospitando nel pomeriggio (ore 15) il Brescia ultimo all'Olimpico, va alla classifica. Non c'è da pensare ad altro. Né al possibile cambio di proprietà, nè alla formazione iniziale ancora diversa e quindi da scoprire. Perché é stato sufficiente il ko del Tardini contro il Parma, prima della sosta, per uscire di nuovo dalla zona Champions, lasciando il 3° posto alla Lazio e subendo il sorpasso del Cagliari. I risultati degli anticipi sono stati, però, favorevoli: sconfitta interna dell'Atalanta che ha gli stessi punti (22) dei giallorossi e pareggio esterno del Napoli che rimane sotto (20). E', dunque, il caso di approfittare della frenata di quelle che sono indicate come le principali rivali per riprendere subito quota e dedicarsi poi alla trasferta di Istanbul per avvicinarsi alla qualificazione ai sedicesimi di Europa League.
TRIPLA MODIFICA - «Decido con la mia testa se far giocare Florenzi e non perché è titolare in Nazionale». Fonseca, chiarendo nuovamente la sua posizione, lascia intendere che questo è il giorno del rientro del capitano, in panchina nelle ultime 6 gare della Roma (in 4 senza entrare) e in campo invece dall'inizio in Bosnia-Italia. Florenzi ritrova il posto lasciato a Marassi, il 20 ottobre, contro la Sampdoria. A Genova giocò da esterno alto a sinistra. Riparte, invece, nel ruolo che preferisce, da terzino destro tornando davanti a Santon, e che gli garantisce la presenza nei 23 del ct Mancini per Euro 2020. L'altra novità è Pellegrini, uscito di scena a Lecce il 22 settembre per la frattura al dito del piede: sarà il trequartista alle spalle di Dzeko che, al 150° match in serie A, cerca il gol (solo quello al Milan nelle ultime 10 gare, nazionale compresa). «Non mi preoccupa se non segna da qualche partita, penso che possa ricominciare già contro il Brescia: la sfida, però, è complicata. Nonostante l'esonero di Corini, loro hanno fatto bene contro il Napoli e l'Inter» avverte il portoghese. E per finire, dal 1° minuto, spazio pure a Diawara che, diventando di fatto il play del 4-2-3-1, farà da partner a Veretout a centrocampo. L'assetto, insomma, subisce modifiche in ogni settore, anche perché in difesa Mancini, smaltito il risentimento al polpaccio, farà coppia in mezzo con Smalling. Qualche aggiustamento, insomma, nel sistema di gioco per puntare sui giocatori più affidabili e soprattutto più in forma.
SITUAZIONE INVARIATA - La lista dei convocati, comunque, non è più ricca (20 giocatori) di quella che, in continua e profonda emergenza, ha accompagnato la Roma alla pausa per gli impegni delle nazionali. Sono ancora 7 gli assenti, più o meno gli stessi che hanno penalizzato Fonseca nelle scelte da almeno un paio di mesi. Ai convalescenti Zappacosta, Cristante e Kalinic si aggiungono Mirante (flebite al polpaccio), Spinazzola (lieve lesione all'adduttore), Pastore (contusione all'anca) e Mkhitaryan (problema all'inguine): già 20 gli infortuni (6 traumatici). Addirittura va meglio a Grosso che, pure lui all'Olimpico con 20 calciatori, deve rinunciare solo a Mateju (squalificato), Dessena (rottura del malleolo) e Balotelli (in castigo). «Io, però, non ho parlato di mercato con Petrachi. E non penso a un'alternativa per Dzeko che giocherà sempre». Fonseca, insomma, si fida del suo centravanti, pure quando è stanco. E non fa niente se nelle ultime 6 partite ha concluso solo 3 volte nello specchio della porta avversaria.
Grosso: “Balotelli? Non mi va né di minimizzare, né di gonfiare", a Roma non possiamo pensare solo a difenderci”
Fabio Grosso, allenatore del Brescia, in vista della partita contro la Roma, ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole:
Come giudica questo periodo?
È un campionato che ci mette davanti a sfide complicate, noi dobbiamo colmare e proporre qualcosa. Non possiamo fare le partite solo difendendoci.
Cosa è successo con Balotelli?
La risposta è abbastanza semplice. Si vanno a sottolineare cose meno importanti, a me piace parlare di squadra. Stiamo parlando di un gruppo che ha raggiunto un obiettivo grandissimo. È successo quello che mi è capitato in passato, io pretendo grande ritmo e intensità, quando non succede preferisco cambiare. Lui non lo ha fatto ed è stato fatto da parte. Non mi va né di minimizzare, né di gonfiare. Per me sarà determinante utilizzare tutti, poi io posso arrivare ad un certo punto.
Ci saranno dei provvedimenti?
Le scelte le saprete, ma verranno fatte in un’unica direzione, quello della squadra. Non rinnego niente di quello che ho detto di Mario, ho tantissima voglia di voler utilizzare le sue caratteristiche.
La sostituzione con il Torino?
Quello è già passato, Questo campionato sarà difficile, dobbiamo saper soffrire e lottare.
C’è una certa ostilità ambientale nei suoi confronti.
Io ho scelto di fare quello che ho fatto. Insieme vogliamo raggiungere l’obiettivo, tramite il lavoro. Sono convinto che abbiamo le qualità per compiere una grandissima impresa.
Come si affronterà la Roma?
Non possiamo pensare di riuscire a fare punti solo difendendoci. Sarà importante saper soffrire, partita dopo partita dobbiamo costruire per riuscire a raccogliere risultati.
È dura lasciar da parte il risultato?
Stiamo cercando di crescere come squadra.
Come ha trovato Cistana e Tonali?
Sandro è un ragazzo tanto giovane, quando si è sottoposti a questi livelli si sprecano tante energie. Sono stati in un ambiente in cui hanno spadroneggiato, hanno vissuto momenti felici. Siamo felici di averne due in nazionale. Sappiamo che per costruirsi delle carriere bisogna passare in alcuni passaggi a vuoto, come è successo a tutti.
Cosa si aspetta dalla gara di domani contro la Roma?
Affrontiamo una squadra che esprime un ottimo calcio, hanno delle qualità importanti. Sarà una partita difficile, abbiamo l’intenzione di lottare fino alla fine.
Marotta possibile testimone sul caso Petrachi
IL TEMPO - AUSTINI - Prove, accuse, memorie difensive e testimoni. Come ogni indagine che si rispetti, il caso di Petrachi all'esame della Procura Figc si arricchisce di giorno in giorno di nuovi elementi. Dopo l’acquisizione da parte degli inquirenti dei contratti di Freddi Greco e Bucri, ceduti gratuitamente dalla Roma al Torino, in cambio del via libera di Cairo per i il direttore sportivo ancora è sotto contratto coni granata, a breve si potrebbe allargare la lista dei testimoni. La Roma vorrebbe infatti che venissero ascoltati, in difesa di Petrachi sentito in audizione lo scorso 21 ottobre, anche l’ad giallorosso Fienga, il segretario generale Longo, l'ad dell’Inter Marotta e il procuratore di Dzeko, Martina. Questi ultimi due potrebbero infatti spiegare alla Procura tempi e modi della trattativa che poteva portare l'attaccante bosniaco al club nerazzurro. Che è poi l'origine dell’indagine, nata da un’incauta dichiarazione di Petrachi che parlò in conferenza stampa di un incontro fatto con l'Inter «a maggio», quando Cairo non lo aveva ancora liberato nonostante le dimissioni presentate: qualora fosse accertata, sarebbe una violazione al regolamento dei direttori sportivi che poterebbe al deferimento dinanzi al Tribunale di giustizia federale con possibile squalifica del dirigente più ammenda alla Roma stessa. La Procura ha già ascoltato i dirigenti del Torino, ha puntato i fari anche sul viaggio del 4 giugno di Petrachi insieme a Fienga a Madrid per incontrare Fonseca - anche quello avvenuto prima del passaggio ufficiale del diesse ai giallorossi - e ora deve decidere se accogliere la richiesta dei legali della Roma. L'avvocato Antonio Conte è in attesa di capire se verrà chiesta, come è ormai assai probabile, una proroga delle indagini visto che i termini scadono martedì prossimo.
Cellino fa rientrare il caso Balotelli
MESSAGGERO - A Brescia, quella di ieri, è stata la giornata della quiete dopo la tempesta. Mario Balotelli, che giovedì era stato allontanato dall’allenamento dal tecnico, Fabio Grosso che lo accusava di scarso impegno, ieri si è allenato regolarmente. Prima però ha avuto un chiarimento sul campo con il presidente, Massimo Cellino.
I due hanno parlato per una decina di minuti e il colloquio si è concluso con una pacca sulla spalla da parte del presidente al giocatore che poi si è allenato ridendo e scherzando con i compagni. Resta ora da capire se il capitolo sarà chiuso anche con il tecnico o meno.
Parnasi: «Volevo fare lo stadio del Milan ma non potevo pagare per Radio Padania»
MESSAGGERO - Dopo avere sostenuto la Lega con 250mila euro, tra il 2016 e il 2017, Parnasi aveva un progetto chiaro: costruire lo stadio a Milano ed era pronto a finanziare il Carroccio anche alle ultime politiche. Lo dice lui stesso ai pm, rivelando che era sua intenzione firmare un contratto a Radio Padania, ma che la carenza di liquidità glielo aveva impedito. A ridosso delle elezioni, invece, il costruttore, con il progetto dello stadio a Roma, che viaggiava velocemente verso il traguardo, riuscì a versare 150mila euro alla Fondazione del Pd, Eyu, simulando una consulenza per uno studio sulla casa. Ma Parnasi, adesso a processo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, pensava che la Lega avrebbe governato. e si preparava, tanto che, a Natale del 2017, organizza una cena riservata a casa sua con il leader Matteo Salvini, il suo braccio destro, Giancarlo Giorgetti e il tesoriere Giulio Centemero. Lui stesso, intercettato spiega che «temevano di essere beccati».
RADIO PADANIA - Il 28 giugno dell'anno scorso Parnasi spiega ai pm: «Io avevo già deciso da circa due anni di spostare il mio baricentro su Milano. Tanto è vero che avevo preso il mandato per fare lo stadio di calcio del Milan». Per questo, chiarisce il costruttore, decide di versare all'associazione Più Voci, rappresentata da Giulio Centemero, tesoriere della Lega, 250mila euro. Ma spiega che un contributo era in programma anche nel 2018: «Avevamo idea di fare un altro contratto di pubblicità con Radio Padania, che poi non fu perfezionato perché non c'era liquidità da parte delle nostre aziende».
Come sia andata con i dem, Parnasi lo spiega sempre a verbale: «Eyu l'ho conosciuta quando era uno dei soci dell'Unità. Io fui anche chiamato dal tesoriere del partito democratico, Francesco Bonifazi e di fatto per rappresentava Eyu, se ero interessato addirittura a entrare all'interno del capitale sociale del giornale e io declinai. In quest'ultima fase di campagna elettorale, fui chiamato proprio da Francesco Bonifazi a Sant'Andrea delle Fratte, lì dove ha sede il partito democratico. Mi fu offerto questo studio, questo rapporto sulla casa, è un volume piuttosto corposo. Ovviamente per onestà intellettuale io non avrei mai comprato questo volumotto sulla casa se non fosse stato legato al rapporto col partito democratico».
Dzeko a caccia del gol smarrito per festeggiare i 150 caps
MESSAGGERO - CARINA - La corsa alla Champions e al superamento del turno in Europa League, passa per i suoi gol. Dzeko deve tornare a segnare: nelle ultime 10 gare (compresa quella in Nazionale contro l’Italia) è riuscito ad andare in rete solo contro il Milan (27 ottobre). Altrimenti, per rivederlo esultare, bisogna tornare indietro addirittura al 29 settembre (trasferta di Lecce). Una miseria per un campione del suo calibro, considerando tra l’altro che era partito con il piede sull’acceleratore: 6 gol nelle prime 7 partite stagionali, 7 nelle prime 9. Chissà che i ritorni
di Pellegrini (giovedì svolto l’ultimo esame radiografico al quinto metatarso del piede: semaforo verde) e Mkhitaryan - entrambi inizialmente in panchina - non lo possano agevolare. Perché l’involuzione riguarda anche i rifornimenti ricevuti se Edin, nelle ultime tre partite, ha faticato addirittura a concludere in porta. Fonseca non può rinunciarci, ma non solo perché Kalinic è ai box. C’è infatti una Roma con Dzeko e un’altra senza. Anche se ultimamente manca nella fase di finalizzatore, in quella da rifinitore resta fondamentale. Se
domani riuscisse a sbloccarsi, il Brescia diventerebbe la sua 18a “vittima” in Serie A. Intanto toccherà quota 150 presenze in campionato. Il traguardo delle 200 con la Roma (comprese le coppe) non è lontano: domani saranno 195. Lieto fine prima di Natale. Magari da festeggiare con la zona Champions ritrovata, il turno di Europa League superato e soprattutto con qualche gol in più alle spalle. Spinazzola è tornato in gruppo e sarà convocato. Pastore, invece, non sta bene. È in dubbbio.
Totti non vuo’ fa' l’almericano
MESSAGGERO - TRANI - «No, non torno. Nemmeno con Friedkin». Coerente e giallorosso, come sempre e da sempre. Ieri, oggi e domani, è Francesco Totti. Che azzera il sogno di chi, con il possibile cambio di proprietà, si augura di rivederlo dentro Trigoria, operativo e magari anche stimato e coccolato. Se è (e sarà ancora) a stelle&strisce, la Roma proprio gli non piace. Anzi, non la riconosce come tale. Senza togliere niente a chi c'è adesso e a chi può presto arrivare a gestirla. Niente da fare, insomma. L'ex capitano, lasciato a giugno l'incarico da dirigente (e 3 milioni di euro sul tavolo), non fa marcia indietro. Non si ingolosisce neanche quando rivolge lo sguardo al cielo cupo sopra la società che sembra improvvisamente gonfio di pioggia di milioni (di dollari) del potenziale acquirente californiano, spostatosi mercoledì a Londra, dopo il soggiorno nella capitale (con visita al Bernardini), per riunirsi con i manager del suo advisor Jp Morgan e pianificare con loro le prossime mosse per prendersi il pacchetto di maggioranza. A metà dicembre il nuovo step, cominciando dai 130 milioni (su 150) dell'aumento di capitale.
PRESA DI POSIZIONE - L'intervista fa rumore. Proprio per la chiarezza del protagonista, invitato da Radio Radio, nella trasmissione FoodSport, all'orario giusto: metà pomeriggio, alle 17. La gente, uscendo dal posto di lavoro, viene accompagnata a casa dalla simpatia di Totti. Che, e non è una novità, sa dare spettacolo anche con le parole come ha sempre fatto con le giocate. Intrattenitore, in questo caso. A lui si sovrappone la voce di chi gli ha voluto bene e davvero: Marcello Lippi che la scorsa settimana ha dato le dimissioni da ct della Cina e che nel 2006 alzò la Coppa del Mondo insieme con il numero 10. Francesco, al momento di dare la risposta più attesa, quasi mette in imbarazzo chi gli ha appena posto la domanda. Se Friedkin lo chiama... La replica è inequivocabile, anche perché è consapevole di non essere una priorità per il californiano. È come se avesse capito che non è intenzione del possibile nuovo acquirente di coinvolgerlo: «Ho un carattere abbastanza forte, permaloso, rosicone. Quando prendo una strada la porto a termine in tutto e per tutto. Se venisse qualcuno a chiedermi di tornare alla Roma mi metterebbe in difficoltà, ma direi di no. Devo rispettare la decisione che ho preso. Voglio fare una nuova esperienza. Spero che questo americano possa venire, ma ne dubito».
Zaniolo, baci e abbracci
MESSAGGERO - Nicolò Zaniolo ha stregato il mondo del calcio. I suoi gol in Nazionale e le sue ultime prestazioni con la Roma hanno fatto da richiamo a blasonati club europei pronti a fare follie pur di averlo in squadra. Dal Manchester United, che ha mandato un emissario a Palermo per vederlo giocare in Azzurro, al Psg di Leonardo che lo sta visionando molto attentamente per poi provare ad affondare il colpo in estate. Ma se da una parte c'è Francesco Totti certo di una sua futura cessione, dall'altra c'è lui, il giovane talento piombato in un attimo nel mondo dorato del calcio, che tenta di restare con i piedi per terra senza preoccuparsi troppo del futuro. Perché è esattamente il futuro a fare paura ai tifosi della Roma che vorrebbero vedere in Nicolò un simbolo per i prossimi quindici anni: «Sarebbe facile dire di sì alla Premier, ma non sarebbe da me. Dico la verità: recentemente ho baciato la maglia della Roma e voglio continuare a farlo ogni volta che segnerò», le parole del centrocampista in una recente intervista al Daily Mail. Una dichiarazione d'amore alla squadra che ha creduto in lui quando ancora era un semisconosciuto e lo ha buttato per la prima volta nella mischia in Champions niente di meno che al Bernabeu contro il Real. Un debutto da predestinato che ha segnato la sua ascesa fino a oggi in cui è diventato un titolare inamovibile della squadra di Fonseca.
UNA CERTEZZA - Domenica alle 15 contro il Brescia sarà in campo dal primo minuto per l'11ª volta consecutiva, in una stagione in cui ha collezionato 16 presenze e segnato 5 gol, uno in meno di bomber Dzeko. Nessuno nella Capitale si illude che Nicolò rimanga in giallorosso per sempre come hanno fatto Totti e De Rossi, anche perché per loro Roma significava casa. E nell'epoca del fair play finanziario e delle plusvalenze, sarà molto complicato - anche se dovesse cambiare la proprietà - dire di no a un'offerta che superi i 60 milioni di euro. Perché è questa la cifra che sarebbero disposti a pagare lo United o il Psg. E altrettanto complicato sarebbe dire no a un contratto faraonico da oltre 10 milioni l'anno. A tutto questo, però, il piccolo diamante giallorosso non pensa perché si sta concentrando sulla sua squadra e sull'Europeo del 2020: «Vorrei che i tifosi della Roma sapessero quanto li amo e quanto apprezzo quando urlano il mio nome. È una cosa che mi esalta. Il mio tempo libero? Non ho tempo di andare in giro per la città, la mia routine è allenamento, casa e partite. Sto con la mia famiglia e con la mia ragazza». Una famiglia che non lo lascia mai solo, che lo sta crescendo ed educando per non fargli perdere la via maestra grazie alla quale un giorno salirà nell'olimpo degli dei del calcio assieme a campioni come Totti. Ed è proprio Francesco che continua a dargli preziosi consigli nonostante abbia deciso di lasciare il club di Pallotta e di non tornare: «È un'icona, è difficile da spiegare quanto sia importante per la Roma e per l'intera città. Il paragone con lui è una motivazione in più per dare il massimo ogni giorno».
Spinazzola ok. Rinnovata l’intesa con Peroni
IL TEMPO - BIAFORA - Testa al Brescia senza farsi distrarre dalle varie voci extra-campo. L’input di Fonseca alla propria squadra è stato quello di scrollarsi di dosso qualsiasi tipo di distrazione, ponendo la concentrazione soltanto sulla sfida con le rondinelle. Il tecnico, che ha ritrovato Pellegrini (ha solo 20 minuti nelle gambe) e Mkhitaryan, può sorridere un’altra volta dopo aver già pienamente recuperato Mancini. Spinazzola è infatti tornato ad allenarsi con il gruppo, avendo del tutto smaltito l’affaticamento muscolare al flessore destro, un imprevisto fisico che lo aveva costretto a lasciare il campo nel corso della sfida contro il Parma. Si allarga quindi il dubbio in casa Roma su chi occuperà la casella di terzino destro, anche in vista della decisiva sfida di Europa League che si giocherà giovedì in Turchia. Fonseca non ha alcuna intenzione di rischiare Spinazzola, ma già con il Parma aveva deciso di mandarlo in campo dal primo minuto con un solo allenamento sulle gambe. Per l’esterno di Foligno sarà decisiva la rifinitura odierna: se prevalesse la cautela Santon è pronto a prenderne il posto, anche se Florenzi spera di rientrare nelle rotazioni dopo le numerose panchine. Sciolto il dubbio sulla presenza di Balotelli: l'attaccante, che ieri si è allenato in gruppo ed ha avuto un colloquio con il presidente Cellino dopo la tensione di giovedì, andrà in panchina. Nel frattempo il club giallorosso ha rinnovato la partnership con Peroni dopo il primo accordo del 2017. Lo storico marchio italiano rappresenta quindi la birra ufficiale della Roma e sarà presente per le partite casalinghe all’interno del fan village dello Stadio Olimpico e nelle aree hospitality.