Massimo Tarantino lascia la Roma
Massimo Tarantino saluta la Roma. Il comunicato ufficiale pubblicato sul sito ufficiale rende nota la fine del rapporto tra il responsabile del settore giovanile e il club:
"AS Roma e Massimo Tarantino comunicano di aver interrotto ufficialmente il proprio rapporto lavorativo in data odierna.
La Società desidera ringraziare Massimo per il lavoro svolto durante la sua permanenza a Roma e gli augura il meglio per il futuro.
Tarantino, che ha collezionato oltre 200 presenze in Serie A come difensore tra Napoli, Bologna e Inter in 20 anni di carriera, è entrato a far parte dello staff giallorosso nel 2013.
"A nome mio e di tutta l’AS Roma, vorrei ringraziare Massimo per l’impegno profuso", ha dichiarato il CEO Guido Fienga. "Ha sempre assunto un atteggiamento serio e professionale e gli auguriamo tutti le migliori fortune per la sua carriera".
Tarantino dichiara:
“Desidero ringraziare il presidente Pallotta e con lui i dirigenti che mi hanno accompagnato nel mio percorso all’interno del club. Un pensiero particolare va ovviamente a tutti gli allenatori e ai ragazzi del settore giovanile. Auguro alla Roma i migliori successi e spero che i nostri giovani calciatori realizzino i loro sogni e le loro ambizioni”.
Azzurri Legends, in campo contro la Germania il 7 ottobre. C'è anche Totti
FIGC.IT - Tredici Campioni del Mondo, più di mille presenze complessive in maglia azzurra e gli ultimi quarant’anni di storia del nostro calcio racchiusi in 24 nomi, quelli della Nazionale delle Leggende Azzurre, che lunedì 7 ottobre allo stadio ‘Sportpark Ronhof’ di Fürth (ore 18) farà il suo esordio in una sfida ricca di fascino con la selezione tedesca DFB-All-Stars.
Dopo Cannavaro, Pirlo, Totti, Gattuso e Zambrotta, le prime cinque Leggende svelate nei giorni scorsi, va definendosi la rosa degli ‘Azzurri Legends’, i campioni che hanno scritto la storia dei successi della Nazionale di nuovo in campo per rappresentare il calcio italiano nel mondo e raccogliere fondi per progetti di solidarietà. Una squadra stellare, pronta di nuovo a indossare la maglia azzurra in Germania e in occasione dei prossimi impegni che saranno annunciati dal Club Italia della FIGC.
A difendere i pali degli Azzurri Legends due Campioni del Mondo di Germania 2006, Angelo Peruzzi e Marco Amelia, pronti a comandare una difesa in cui il veterano è il classe ’59 Pietro Vierchowod, Campione del Mondo di Spagna ’82, con altri quattro Campioni del Mondo del 2006, Fabio Cannavaro, Fabio Grosso, Gianluca Zambrotta e Cristian Zaccardo, e tre terzini di spinta come Christian Panucci, Moreno Torricelli e Federico Balzaretti. A centrocampo altri tre reduci della notte di Berlino, Andrea Pirlo, Gennaro Gattuso e Simone Perrotta, vanno a formare un reparto di assoluto valore con Luigi Di Biagio, ex tecnico dell’Under 21 che nel marzo 2018 ha guidato la Nazionale maggiore nelle amichevoli con Argentina e Inghilterra, Massimo Ambrosini, Stefano Fiore, Damiano Tommasi, Giuliano Giannichedda e Angelo Di Livio. All’iniziativa della FIGC ha risposto presente anche quello che Pelè definì il miglior giocatore del Mundial ’82: Bruno Conti.
Al capocannoniere di Italia ’90, Totò Schillaci, e a due protagonisti del Mondiale tedesco, Francesco Totti e Luca Toni, si aggiunge in attacco ‘Penna Bianca’ Fabrizio Ravanelli. A loro il compito di superare la difesa tedesca il 7 ottobre a Fürth in una riedizione speciale di una ‘classica’ che metterà di fronte due Nazionali tra le più titolate al mondo (8 Mondiali e 14 finali disputate, 4 Europei, 1 Olimpiade e 1 Confederations), in un remake di sfide memorabili come quelle dei Mondiali del ’70, del 1982 e 2006. Sarà un dolce ritorno in Germania per gli 11 Campioni del Mondo del 2006 e in particolar modo per Luca Toni, che con la maglia del Bayern Monaco ha vinto due campionati, due Coppe di Germania e due Coppe di Lega tedesca, laureandosi capocannoniere con 24 gol nella stagione 2007/2008. Alla sfida con la nazionale tedesca del 4 luglio 2006 è invece legato forse il ricordo più bello di Fabio Grosso, che al ‘Westfalenstadion’ di Dortmund sbloccò ai supplementari con un gran sinistro a giro la semifinale con la Germania, una favola a lieto fine chiusa con la corsa a perdifiato dopo l’ultimo rigore trasformato nella finale con la Francia.
A coordinare la Nazionale delle Leggende Azzurre è un altro Campione del Mondo del 1982, Antonio Cabrini, nello staff della struttura del Club Italia che si occupa della promozione delle attività agonistiche, ma anche di attività educative nelle scuole, di responsabilità sociale, coinvolgendo i calciatori e le calciatrici che, nel corso della loro carriera sportiva, hanno vestito per almeno una volta la maglia della Nazionale. Attraverso la sfida con la Germania, la Nazionale delle Leggende contribuirà anche alla raccolta fondi per programmi di sostegno ad ex calciatori in difficoltà.
ITALIA-GERMANIA, LE 5 SFIDE MEMORABILI
- Italia - Germania 4-3 (Mondiali 1970, semifinale)
- Italia - Germania 3-1 (Mondiali 1982, finale)
- Italia - Germania 2-0 (Mondiali 2006, semifinale)
- Italia - Germania 2-1 (Europei 2012, semifinale)
- Italia - Germania 6-7 ai rigori (Europei 2016, quarti di finale)
Cinque sfide indimenticabili e tante gioie per i tifosi azzurri: dal 4-3 nella partita del Secolo del 1970 allo stadio Azteca di Città del Messico, decisa al supplementare da Rivera, al 3-1 nella finale al Bernabeu di Madrid nel 1982, con gli Azzurri di Bearzot in trionfo davanti al presidente Pertini, dalla vittoria firmata Grosso-Del Piero nella semifinale di Dortmund che ci aprì la strada al quarto Mondiale nel 2006 a quella di Varsavia decisa dalla doppietta di Balotelli ad Euro 2012. L’eliminazione ai quarti di Euro 2016, dopo un’infinita serie di rigori, è invece il ricordo più amaro.
ITALIA-GERMANIA, I PRECEDENTI
39 confronti disputati: 16 vittorie Italia, 14 pareggi, 9 vittorie Germania
Fazio: "Adesso pensiamo al futuro"
Federico Fazio, difensore della Roma, ha rilasciato un'intervista all'AS ROMA MATCH PROGRAM. Di seguito le sue parole:
Un legame forte tra lei e il Club, 141 presenze in giallorosso.
“Non sapevo fossero così tante le partite! Mi trovo molto bene in questo Club e o ho detto sin dal primo giorno. Questa è la mia quarta stagione, ho firmato il rinnovo un mese fa e spero di rimanere a lungo”.
Dopo un inizio di stagione positivo, domenica scorsa è arrivata la prima sconfitta contro l’Atalanta.
“Nel primo tempo abbiamo avuto le occasioni più chiare e se avessimo segnato la partita sarebbe cambiata, ma è andata così. Giocare quattro partite in nove giorni è difficile, lo abbiamo pagato. Il fatto di incontrare una squadra molto fisica come l’Atalanta è stato ancora peggio. Sappiamo come giocano i nerazzurri, uno contro uno a tutto campo e fisicamente sono molto forti . Ma la partita contro l’Atalanta è passata e adesso dobbiamo pensare al futuro”.
Come giudica l’esordio del suo compagno di reparto Chris Smalling?
“Ha fatto una gran partita nonostante venisse da un periodo in cui era stato fermo. Sono certo che migliorerà ancora, a mano a mano che conoscerà i compagni e noi conosceremo lui. Non era facile contro l’Atalanta, ha retto l’urto fisico di una squadra molto forte. Insomma è stato all’altezza della situazione”.
Sono passati tre mesi dall’arrivo di Fonseca, tre mesi di lavoro, cosa ne pensa del mister?
“Mi ha impressionato da subito. È un allenatore giovane ma ha voglia, esperienza e sa trasmettere bene a noi giocatori quello che vuole. Dobbiamo continuare a seguirlo, lavorare serio e possiamo fare bene”.
Si ha la sensazione che la Roma sia un gruppo unito, dentro e fuori da campo.
“Sì, il nostro è un gruppo unito, al di là che con alcuni sono solo tre mesi che lavoriamo insieme. Siamo una squadra fatta di giocatori a cui piace lavorare e imparare ogni giorno e questo è molto importante”.
State vivendo un periodo molto intenso fino alla sosta di ottobre: di fatto si gioca ogni tre giorni. Adesso vi aspetta il Lecce, neopromossa.
“Dobbiamo guardare avanti e lasciare la sconfitta con l’Atalanta alle spalle. Domenica giocheremo alle 15, in trasferta, farà caldo e sarà dura. Dobbiamo lottare da squadra e prendere i 3 punti. L’esperienza mi ha insegnato che non esistono mai gare facili”.
La rosa è profonda e di qualità per poter affrontare una gara ogni tre giorni.
“Sì, siamo un bel gruppo. Tutti sappiamo che è impossibile giocare tutte le partite, sempre. È importante pensare alla squadra e farsi trovare pronti quando il mister chiama. Anche chi sta in panchina o non gioca: bisogna dare il meglio in allenamento e finora tutti lo hanno fatto”.
Quali sono le prospettive da qui sino alla prossima sosta?
“Avremo giocato nove partite tra campionato ed Europa. È molto importante allenarsi, mangiare e riposare bene. Ne mancano ancora tre di campionato e una di Europa League. Per me è fondamentale pensare ad una gara alla volta, partita dopo partita. La stagione è lunga, è importante vincere e anche abituarsi a vincere”.
Perché la sconfitta contro l’Atalanta non è una battuta di arresto?
“Vero, non cambia nulla. Noi dobbiamo solo continuare a lavorare; la stagione è iniziata dapoco e il campionato è lungo. Abbiamo voglia di fare bene e arrivare tra i primi quattro: vogliamo la Champions League. Siamo la Roma, dobbiamo avere fame di vincere”.
Giudice Sportivo, €3.000 di multa alla Roma. Terza ammonizione per Zaniolo, seconda per Jesus
Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni disciplinari in merito alla quinta giornata di Serie A. Sanzione di €3.000 alla Roma "per avere ingiustamente ritardato l’inizio del secondo tempo di circa due minuti". Terza sanzione per Nicolò Zaniolo, seconda per Juan Jesus.
Allenamento Roma, domani alle 11 la rifinitura. Nel pomeriggio la partenza per Lecce
Domattina, alle 11, la squadra sarà a Trigoria per l'allenamento di rifinitura in vista del match di domenica contro il Lecce. Alle 16:45, invece, i giallorossi partiranno dalla Capitale, direzione Salento.
Primavera, De Rossi: "Domani per noi sarà un test impegnativo"
Alberto De Rossi, tecnico della Roma Primavera, ha parlato ai microfoni di Roma TV. Queste le sue parole:
"Contro il Torino si sono evidenziati gli stessi errori che abbiamo affrontato nelle partite amichevoli. La mancanza della mentalità difensiva, ma di tutta la squadra e non solo di un reparto. Problema grosso, che si era evidenziato anche l’anno scorso. Dobbiamo riuscire ad essere tutti meno propositivi e più squadra, più concreti".
Alle porte avete una gara complicata
"Domani sarà una gara difficile, di nuovo fuori casa contro una squadra che l’anno scorso ha fatto i preliminari. È un test impegnativo per noi, dobbiamo velocemente rientrare in un’idea di squadra, di fase difensiva molto più concreta e che porti a fare il risultato. I nostri avversari li conosciamo bene, anche se loro hanno cambiato tanti giocatori. È una squadra con calciatori con un talento incredibile, con molta esperienza in prima squadra perciò bisognerà essere più uniti e subire molto meno l’uno contro uno, perché Kofie e Montiel sono molto forti".
Domani gara spettacolare in una cornice molto bella come l’Artemio Franchi. I tuoi giocatori non sono abituati a certi palcoscenici…
"Anche a noi piace giocare su certi stadi. L’altra partita siamo andati in un campo diverso. Questa Fiorentina ci ha concesso questo teatro importante, speriamo di essere all’altezza".
Vertice in Comune, però sullo stadio i nodi rimangono
Riguardo lo sblocco della contestualità, i proponenti hanno proposto anche un aumento del trasporto su gomma a loro spese (autobus in più) per far sì che lo stadio possa essere aperto indipendentemente dal discorso legato alla realizzazione delle opere. Si prevede che la bozza della Convenzione sia ultimata entro 10 giorni.
Fonseca ammette: «Sconfitta giusta, ma niente drammi»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - L‘ammissione di Paulo Fonseca arriva prima della possibile cura. «L’Atalanta ha giocato meglio di noi, ci è stata superiore ed ha meritato la vittoria. Ma non è un dramma, restiamo equilibrati. Non eravamo i migliori dopo le tre vittorie consecutive e non siamo i peggiori ora».
La prima sconfitta stagionale della Roma lascia comunque il segno: «Ma la sconfitta non credo dipenda dal sistema di gioco, la filosofia è rimasta la stessa. Ho cambiato perché pensavo che fosse il modo migliore per contrastarli, loro davanti hanno tre attaccanti molto pericolosi».
Fallite tre occasioni: un lusso pagato caro
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Diciottesima partita nella storia della Roma di 25 settembre: in archivio nove successi e tre pareggi, prima dell'Atalanta. L'ultima vittoria in trasferta, sei anni fa, con Rudi Garcia in panchina e i gol di Benatia e Gervinho. Una Roma che, come quella attuale, cercava di (ri)costruirsi una identità, una credibilità (e una dignità) dopo la mazzata del derby perso in finale di Coppa Italia contro la Lazio. A Genova, quella volta, quinta vittoria in cinque partite; ieri sera all'Olimpico, la Roma di Paulo Fonseca ha conosciuto il primo stop in campionato. Una sconfitta pesante, forse inattesa dopo Bologna, che rende alla perfezione l'idea che i giallorossi debbano ancora lavorare tanto per poter recitare un ruolo Champions in campionato. E, soprattutto, la prima sconfitta della stagione dimostra/conferma una regola vecchia ma sempre valida: non puoi permetterti di sbagliare gol facili, come ha fatto la Roma non solo quando il risultato era ancora sul pareggio, è accaduto anche con l'Atalanta avanti di uno, per non rischiare di tornare negli spogliatoi a mani vuote. Gli errori clamorosi di Dzeko e Zaniolo prima e di Kalinic dopo pesano in maniera determinante sul risultato di una partita che ha visto comunque i nerazzurri fare meglio complessivamente dei padroni di casa.
SBAGLI LETALI Gara in avvio estremamente tattica, da entrambe le parti. La Roma ha cominciato con un assetto ma il tecnico portoghese l'ha modificato in fretta, tentando di dare maggiore robustezza nella fase di non possesso. Una girandola di uomini in posizioni diverse senza mai dare, però, un senso di precarietà difensiva o l'impressione di inadeguatezza tattica. Almeno fin quando, nella ripresa, è entrato in campo Duvan Zapata, dopo le occasioni fallite malamente da Dzeko e Zaniolo: la partita, da lì in poi, è piombata tutta dalla parte degli ospiti. Che sfruttando al massimo le opportunità costruite per far male a Pau Lopez hanno vinto la partita. Questo perché prima della rete del colombiano, in realtà, gli ospiti avevano giocato di più, e meglio, della Roma ma avevano confezionato poco di realmente pericoloso. Con un centravanti vero al posto di Ilicic, la musica è cambiata. Perché al primo pallone utile Zapata ha fatto centro. Capitalizzando in un amen il lavoro fino a quel momento sterile dei compagni. E, a quel punto, la partita è finita, già prima dell'errore di Kalinic.
Stadio, nuovo vertice: resta il nodo opere
IL MESSAGGERO - DE CICCO - Chi si rivede in Comune? I privati che sognano l'affare Tor di Valle, il progetto del nuovo stadio con annesso mega-complesso di negozi, uffici e alberghi, tutto oltre i limiti del Piano regolatore. Raggi da mesi ha schiacciato sul freno, sia per l'inchiesta che ha travolto il gruppo del costruttore Luca Parnasi, sia per il braccio di ferro con i proponenti, che adesso vorrebbero cambiare alcune clausole pattuite nel 2017 con la delibera sulla «pubblica utilità» dell'operazione. Proprio di questo si è ridiscusso ieri, dopo circa un mese di pausa, in una riunione con i dirigenti del Campidoglio e quelli dell'As Roma - c'era il vicepresidente esecutivo, Mauro Baldissoni - e i rappresentanti della Eurnova, la società di Parnasi.
Lo scontro ruota attorno a una parola: «Contestualità». Il Comune vuole che le opere pubbliche siano tutte pronte per l'apertura dello stadio. Insomma, se la ferrovia Roma-Lido non viaggia a 16 treni l'ora come scritto nella delibera, se l'Ostiense-Via del Mare non è unificata a dovere, se gli altri interventi non sono completati, non si può procedere col primo match. Sul punto i dirigenti dell'Urbanistica sono stati chiari, anche ieri: la «contestualità» resta.
SÌ A PARCHEGGI E STRADE Su altri temi le parti si sono avvicinate: per esempio sui lavori stradali dell'Ostiense o sulla dislocazione e la gestione dei parcheggi. Ma se non si scioglie il nodo delle opere, dicono a Palazzo Senatorio, non si va avanti. Anche per questo la bozza di convenzione urbanistica ancora non c'è. Raggi, ribadiscono i fedelissimi, si atterrà rigorosamente a quanto prescritto dalla Conferenza dei servizi.
De Rossi preconvocato da Mancini per la Grecia
IL MESSAGGERO - C’è Daniele De Rossi tra i preconvocati per Italia-Grecia, in programma il 12 ottobre all’Olimpico. Dal Boca Juniors, insomma, in azzurro. Roberto Mancini lo ha inserito nella lista che la Federcalcio ha inviato alla Fifa lunedì scorso, ultimo giorno utile per avvisare i giocatori che giocano all’estero. Questo non sta a significare che l’ex capitano della Roma, il prossimo 6 ottobre, entrerà nell’elenco dei convocati per la partita valida per le qualificazioni aEuro 2020. Da via Allegri fanno sapere che è un obbligo passare attraverso la preconvocazione. E soprattutto non c’è ancora la certezza di rivedere il centrocampista con la maglia della Nazionale: attualmente è indisponibile, essendosi fermato già da qualche giorno per un’elongazione muscolare. Ha perso le ultime due partite, restando in panchina contro l’Estuadiantes e in tribuna con il San Lorenzo. Ma, conoscendolo, farà di tutto per mettersi a disposizione del ctc he, tra l’altro, lo vorrebbe nel suo staff appena rientrerà dall’Argentina.
FAVOLA INFINITA L’Olimpico, farebbe il pieno di tifosi. Di sicuro non mancheranno quelli giallorossi, ancora straniti per la mancata conferma del loro capitano, decisione ancora rinfacciata al presidente Pallotta. De Rossi, 117 presenze (secondo tra i giocatori in attività, dietro a Buffon che ne ha 117), ha giocato la sua ultima partita a Solna, il 10 novembre del 2017, nel play off contro la Svezia: 1-0, con la sua autorete. Proprio lui che di gol in azzurro ne ha seganti 21. Poi lo 0-0 al ritorno, restando in panchina a San Siro, per l’esclusione dal mondiale in Russia. L’ideale sarebbe ricominciare a Roma, nel match che può regalare la qualificazione in anticipo alla Nazionale.
Fonseca sbaglia e ammette: «K.O. meritato»
IL TEMPO - SCHITO - Esistono decisioni che segnano il proprio destino e quello altrui. É quanto successo nella Roma in costruzione nell'estate appena trascorsa con Gasperini che ha rinunciato all'occasione di sedersi sulla panchina della Roma, aprendo di conseguenza le porte della società giallorossa a Paulo Fonseca che, partita dopo partita, sta pian piano entrando nel cuore dei tifosi. Eppure il destino fa giri particolari, certe volte torna a bussare alla porta e questa volta a pagare il conto è stato il portoghese. Fonseca registra la prima sconfitta della sua carriera romanista, davanti al pubblico dell'Olimpico proprio contro l'Atalanta di Gasperini, in una serata in cui ha scelto di variare in corsa il modulo bloccando Kolarov in difesa insieme a Fazio e Smalling e spostando Spinazzola al fianco di Veretout e Cristante con Florenzi dalla parte opposta, in un inedito 3-4-2-1. Il tentativo di frenare le avanzate dei bergamaschi ha funzionato fino a un certo punto, reso vano all'ingresso di Zapata che ha affondato la Roma.
Il tecnico giallorosso ha ammesso la sconfitta senza cercare giustificazioni: «Ho cambiato sistema perché pensavo che fosse la cosa migliore per contrastarli. Anche nel gol abbiamo perso palla in fase di costruzione, loro ci hanno messo sotto pressione per 70 minuti. Dopo il gol ci siamo abbassati e non abbiamo pressato. L'Atalanta ha meritato la vittoria, hanno giocato meglio di noi. Non abbiamo fatto una buona partita e siamo andati in difficoltà con la marcatura a uomo».
Il cambio di modulo non ha inciso sull'esito dell'in contro, nonostante con questa mossa il portoghese abbia tentato di limitare i danni: «Era una partita molto difficile. Non abbiamo controllato il gioco, sono stati migliori di noi. La nostra intenzione di squadra era la stessa, volevamo pressare alto. Nel primo tempo la squadra è stata sicura e stabile sul piano difensivo, probabilmente parleremmo di una partita diversa se avessimo sfruttato le occasioni che abbiamo creato, ma così non è stato e abbiamo pagato. Bisogna riconoscere che questa era una gara diversa dalle altre, inostri due centrocampisti hanno fatto fatica a entrare in partita e sono mancati Zaniolo e Pellegrini nel servire Dzeko». Un mea culpa che non lascia spazio a repliche: «Abbiamo sempre avuto molta difficoltà a causa della pressione a tutto campo dell'Atalanta. Non siamo riusciti a trovare gli spazi ed è mancato il sostegno a Dzeko che è la nostra migliore opzione».
Uno stop che non frena però il cammino giallorosso. Fonseca non vuole che questa sconfitta lasci il segno nello spogliatoio, tra i suoi ragazzi e nell'ambiente: «Non eravamo diventati i migliori vincendo tre partite, non diventiamo i peggiori con questa sconfitta. Dobbiamo rimanere equilibrati, domani è un altro giorno, analizzeremo gli errori commessi e ripartiremo per migliorarci ancora. Bisogna pensare alla prossima partita». A chi gli fa notare la buona prestazione di Smalling, all'esordio con la maglia della Roma, dà poca importanza: «Prestazione positiva ma conta la squadra. Quando si perde, lo si fa tutti insieme». Domenica Florenzi e compagni andranno al Via del Mare contro il Lecce: non si può sbagliare.