Ranieri, chi si rivede. Il rilancio della Roma passa per un nemico carissimo

CORRIERE DELLA SERA - Sampdoria-Roma avrebbe avuto lo stesso un sapore di amarcord. Se i blucerchiati non avessero avuto un avvio così disastroso, sulla panchina ci sarebbe stato un altro ex, Eusebio Di Francesco. Adesso “tinkerman” è chiamato all’ennesimo miracolo, quello di aggiustare una squadra completamente distrutta. Ancora una volta è subentrato al tecnico abruzzese, lo scorso anno infatti capitò la stessa cosa a Roma. La sceneggiatura è da romanzo: Ranieri nel 2010 perse lo scudetto con la Roma proprio contro la Samp, adesso si ritrova dall’altra parte contro il suo grande amore. La formazione giallorossa però non si può permettere di regalare punti al suo ex mister. Il pareggio contro il Cagliari all’ultima giornata ha fatto perdere punti pesanti in ottica quarto posto. La Roma non può più sbagliare, è obbligata a portare qualcosa a casa. Fonseca si sta adattando al calcio italiano, ma la sfida contro Ranieri potrebbe viverla dalla tribuna vista la squalifica di due giornate dopo l’espulsione all’ultima giornata.


La reazione dell'Uefa, pronta a intervenire dopo i saluti militari dei giocatori turchi

Dopo le polemiche per il saluto militare dei nazionali turchi per festeggiare il gol-vittoria sull’Albania, la federazione europea sembra intenzionata a intervenire (...).Intanto, cresce l’allerta per Francia-Turchia, che si giocherà domani allo Stade de France. Rivalità fra tifoserie, precedenti negativi e contesto politico fanno dell’evento un match a rischio. Anche perché i turchi sugli spalti potrebbero essere molti di più degli oltre 3 mila previsti.


Alisson: "In Inghilterra abbiamo giocato tutti insieme ed è stata una serata incredibile"

Alisson Becker, estremo difensore del Liverpool, ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano spagnolo mundo deportivo  a proposito  della vittoria ottenuta con i giallorossi all'Olimpico con il Barcellona e la conseguente qualificazione alla semifinale di Champions League. Queste le parole del brasiliano:

"È stato qualcosa di incredibile. Dopo la prima partita, nessuno pensava che potessimo rimontare, ma eravamo molto fiduciosi. È uno di quei match che non dimenticherò mai. Quella di Liverpool? Sarà un altro momento indimenticabile della mia carriera. Nella partita di Barcellona abbiamo giocato bene e avuto molte occasioni, ma abbiamo preso 3 gol. Rispettavamo il Barcellona, ma sapevamo di poter rimontare. In Inghilterra abbiamo giocato tutti insieme ed è stata una serata incredibile"


Sosta, ma che fatica: super lavoro per Kalinic e Smalling

LA REPUBBLICA - FERRAZZA  - Tra i motivi che rendono utile questa sosta di campionato per la Roma, vanno conteggiati i tanti allenamenti in più che stanno mettendo nelle gambe Nikola Kalinic e Chris Smalling. Attaccante e difensore lavorano per raggiungere una forma atletica migliore c per inserirsi nei meccanismi del gioco di Fonseca, sfruttando le tante assenze tra infortuni e nazionali che si registrano in questi giorni dentro Trigoria. «Sta andando anche meglio di come mi aspettassi - spiega Smalling al sito del club giallorosso -Fonseca è una persona molto intelligente, la prima volta abbiamo parlato al telefono, io ero ancora a Manchester e lui mi descriveva che tipo di difensore volesse. E così  mi sono convinto ad accettare il trasferimento alla Roma. È bello lavorare con lui, l'aggressività e il modo in cui vuole che giochiamo, siano molta adatti a me: mi sembra di imparare ogni giorno qualcosa». L'inglese è diventato praticamente da subito un pilastro della difesa, titolare che ha avuto bisogno di davvero poco tempo per prendersi una squadra che in lui sta trovando un leader naturale. Impegnato anche nel sociale, Smalling è consapevole di essere un modello per i bambini «delle scuole e dei vari progetti con i quali collaboro. Il razzismo? Non è un problema solo italiano, è una questione generazionale, alla quale bisogna mettere un freno». Nel frattempo, Kalinic è consapevole di doversi far trovare pronto per la gara con la Sampdoria, vista la doppia frattura dello zigomo che sta bloccando Dzeko. L'attaccante verrà schierato titolare dopo aver fatto due spezzoni in campionato (e due presenze in Europa), cercando di sfruttare al meglio il suo momento di gloria.


Monchi punta l'ex giallorosso José Angel

José Angel, secondo quanto riferisce il quotidiano sportivo estadio deportivo è entrano nel mirino di Monchi, che è alla ricerca di 2 terzini per il suo Siviglia.

A sponsorizzare l'ex terzino giallorosso, ora all'Eibar, è stato Joan Jordán, centrocampista del Siviglia, che ne ha parlato microfoni di "El Pelotazo". Queste le sue parole:

"Consiglierei a Monchi di firmare José. Penso che non abbia avuto la fortuna che ha avuto e possa giocare perfettamente a Siviglia. Ha già giocato alla Roma, al Porto, al Villarreal, al Real Sociedad e all'Eibar, dove ha finito per esplodere".


La Juve resta su Zaniolo e Pellegrini

Come riportato da tuttosport la Juventus resta fissa su Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini. Il classe ’99 ha da poco rinnovato il suo contratto con i giallorossi mentre Pellegrini è in scadenza 2022 e ha una clausola da 30 milioni di euro.


Riccardi nel mirino del Benevento e del Crotone

Alessio Riccardi, centrocampista classe 2001 della Roma Primavera, è già nel mirino del Benevento e del Crotone, che hanno chiesto informazioni su di lui. Questo quanto riportato dal sito seriebnews.com.

 


Hegerberg: "La Roma mi ha fatto capire quanto tenesse a me e al progetto sul calcio femminile"

Andrine Hegerberg, centrocampista della Roma Femminile è intervenuta in vista dell’evento “Tutto il rosa del calcio”. Queste le sue parole:

“Quando ho ricevuto la prima chiamata da una squadra italiana non sapevo molto del campionato di Serie A. Ho ricevuto tante offerte, ho ascoltato le proposte e la Roma mi ha fatto capire quanto tenesse a me e al progetto sul calcio femminile. Ho trovato una struttura anche migliore di quella del Paris Saint-Germain”.

Sei rimasta stupita del numero dei tifosi presenti nella prima giornata contro il Milan?
"Non avevo idea di quanti ne sarebbero venuti, sono rimasta sorpresa dall’atmosfera e anche dalla reazione sui giornali e sui social media. Dobbiamo continuare così."

Consiglieresti a tua sorella Ada e ad altre calciatrici straniere di venire a giocare in Italia?
"In questi casi non dipende tanto da loro ma dalla qualità del calcio italiano. Quando il prodotto è interessante e competitivo perché non dovrebbe attirare le mie colleghe?"

Le regole del calcio femminile andrebbero cambiate?
"Penso che la cosa più utile di tutte sarebbe dare alle calciatrici le stesse condizioni di allenamento e di gioco che vengono date agli uomini. Per esempio, riuscire a giocare su campi con erba vera o con erba sintetica di nuovissima generazione aiuterebbe molto ad aumentare la qualità del calcio prodotto."


Samp-Roma con Ranieri nel destino

IL MESSAGGERO - CARINA - Probabilmente nemmeno uno sceneggiatore sarebbe stato tanto ardito. Che Ranieri possa sostituire per la seconda volta, come già accaduto nella passata stagione alla Roma, Di Francesco ci può stare. Che al debutto incroci subito i giallorossi anche. Che lo faccia il prossimo 20 ottobre, giorno del suo sessantottesimo compleanno, pure. Ma che vada ad allenare la squadra che il 25 aprile del 2010, vincendo in rimonta all'Olimpico per 2-1, lo privò del sognò di conquistare uno scudetto storico con la sua amata Roma, è uno scherzo del destino alquanto bizzarro. Forse aveva ragione Jean de La Fontaine quando affermava che «spesso s'incontra il proprio destino, nella via che s'era presa per evitarlo». Perché Sir Claudio nell'ultima settimana è stato nel mirino anche del Genoa. Poi però il presidente Preziosi ha deciso di continuare con Andreazzoli, ironia della sorte, un altro ex giallorosso. E così adesso, eccolo qui, pronto a cominciare una nuova avventura con l'entusiasmo che lo contraddistingue da sempre. Ieri il tecnico romano, dopo la cena di giovedì sera con il presidente Ferrero, ha dato l'ok al biennale da 2 milioni di euro a stagione che gli è stato proposto.

SEMPRE MARASSI Come se non bastassero i curiosi intrecci legati al destino citati in precedenza, ce ne sono altri, collegati in questo caso alla città di Genova. Proprio nel capoluogo ligure, il 4 novembre del 1973, il 22enne Claudio fece il suo esordio da calciatore in un Genoa-Roma 2-1. Sempre al Ferraris, e sempre contro i rossoblù, perse 4-3 il 20 febbraio 2011: al termine di quella partita, diede le dimissioni da tecnico giallorosso. Ora ci fa ritorno sull'altra sponda, quella doriana, e mai come stavolta (assume la guida di una squadra ultima in classifica con appena tre punti, frutto di una vittoria e sei sconfitte) dovrà dare seguito alla fama di ‘aggiustatore’ che dopo il miracolo Leicester si è un po' affievolita. A seguito dell'incredibile (e irriconoscente) esonero servitogli dal club inglese, Ranieri si piazza nono con il Nantes. Nel 2018 torna in Premier, subentrando in corsa alla guida del Fulham. Eliminato tre mesi dopo in FA Cup da una squadra di quarta divisione, viene esonerato. Lo scorso 8 marzo, sostituisce Di Francesco, prendendo una squadra quinta in classifica. La lascerà sesta.


Giallorosse all'esame dell’Empoli. Bavagnoli: «Guai a sottovalutarlo»

CORRIERE DELLA SERA - La Roma femminile che oggi alle ore 15 al Tre Fontane affronta l’Empoli si porta dietro l’effetto Nazionale. Tanti sorrisi dal doppio impegno azzurro nelle qualificazioni a Euro 2021. Ha segnato Elisa Bartoli contro Malta, ha segnato Manuela Giugliano contro la Bosnia, nella stessa partita in cui Giada Greggi ha debuttato con la maglia della Nazionale maggiore. L’ex centrocampista del Milan era uscita a metà ripresa nel match di Palermo contro la Bosnia per un problema muscolare, ma è regolarmente tra le convocate (…). «Ho chiesto alle ragazze di non fare l’errore di sottovalutare l’Empoli - dice coach Bavagnoli – (…). Ho trovato molto bene le ragazze tornate dalla Nazionale (…). Sono tranquilla perché hanno lavorato bene e ovviamente anche le ragazze che sono rimaste qui hanno lavorato altrettanto bene per migliorare tutte le lacune e tanti altri aspetti».


La regola per i giovani: i numeri li sceglie il ct

LA REPUBBLICA - PINCI – La maglia azzurra, anche nella sua versione verde, non è uguale per tutti. Basta girarla perché ognuna di quelle divise acquisisca un peso diverso. Per anni si è discusso su chi dovesse indossare la maglia n. 10, con critiche funeste persino per un giocatore come Thiago Motta. Mancini, anche nell'ottica di azzerare le discussioni, ha stabilito due livelli di gerarchie, quanto alla numerazione. Due velocità: una per i big, l’altra per i ragazzi. Se infatti Bonucci può scegliere autonomamente di vestire anche in azzurro il numero 19 che porta nella Juventus, chi si affaccia per la prima volta in azzurro s’affida a ciò che più gradisce l’allenatore. Il “10” a Lorenzo Insigne è una sorta di benedizione della fantasia, un tributo al talento. Se invece Zaniolo indosserà stasera la 16 del suo ex capitano Daniele De Rossi proprio nello stadio che ha diviso con lui nella scorsa stagione, non è per un tributo voluto. Ma per una scelta del ct, che forse ha voluto “premiarne” la costanza con una sorta di promozione, rispetto al numero 23 che gli aveva assegnato prima dell’estate. E non è l’unico per cui vale il discorso: per lo stesso motivo a Tonali è toccato l’ultima volta il n.2. E alla scelta che farà per loro il tecnico sono legati pure Meret, Di Lorenzo, Mancini o in passato Kean, solo per citare uno dei “rimandati” da Mancini. Un modo per tenerli con i piedi per terra, far capire che la maglia è transitoria, non un diritto acquisito e che ogni volta va meritata.

Può sembrare una questione banale, ma non è esattamente così. Non oggi almeno. Una volta i numeri di maglia erano icone: ognuno rappresentava un ruolo e guai a derogare. Sono anni però che la new economy del calcio ne ha fatto simboli commerciali. Nulla più dei numeri di maglia è diventato marchio spendibile, basti pensare a come CR7 abbia spesso sostituito nome e cognome del fuoriclasse della Juve. Le nazionali per anni sono state porto franco: scelta in ordine alfabetico per ruolo, con rare eccezioni. Solo dall'Europeo 2000 l’azzurro si è piegato, contestando ai calciatori di indossare un numero più consono: prima fu Totti a lasciare la 10 a Del Piero scegliendo il 20 delle origini. Due anni dopo (e per quelli a seguire) Del Piero ricambio il favore optando per il 7 che vestiva da ragazzino al Padova. Un scelta che domani, da Tonali in giù, qualcuno dovrà rimandare: aspettando di diventare grande.


Bruno Conti torna a scoprire i talenti giallorossi

GAZZETTA DELLO SPORT - La sintesi l’ha fatta Daniele De Rossi nella lettera di addio (o arrivederci) alla Roma: «Bruno ha visto in me qualcosa di speciale e mi ha portato in questo fantastico settore giovanile». Bruno è Bruno Conti e De Rossi è soltanto uno dei tanti giocatori, il più famoso, che il suo occhio ha regalato alla Roma negli ultimi 30 anni (…). Bruno Conti ha regalato alla Roma il capitano attuale, Florenzi, quello passato, De Rossi, e quello futuro, Pellegrini. Solo Francesco Totti non è stato scelto da lui, perché quando Conti iniziò ad occuparsi del settore giovanile nel 1994, l’ex numero 10 aveva già esordito in Serie A 8 (…). Quattro anni fa il campione del Mondo di Spagna ’82 ha perso la direzione del settore giovanile, è rimasto a Trigoria per occuparsi delle Academy e quando il club ne ha richiesto la presenza in alcune trasferte internazionali (l’ultima in Europa League, in Austria contro il Wolfsberg) ha risposto presente. Adesso, con l’addio di Tarantino, per lui potrebbe esserci un ritorno al passato. O al futuro. Perché Primavera e Under 18 saranno sotto il diretto controllo di Petrachi e dei suoi collaboratori, mentre Conti dovrebbe avere un ruolo operativo con i più giovani (…). La Roma ha iniziato a rivoluzionare il vivaio, ma il lavoro è tanto e l’esperienza di Conti può essere preziosissima (…).