Roma-Sassuolo - precedenti, statistiche e curiosità
INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - Dopo la pausa delle nazionali ritorna il campionato, con la Roma che ospiterà all’Olimpico il Sassuolo.
Mister Fonseca, in conferenza stampa, ha deciso di non parlare di tattica e svelare i propri piani; annunciando solamente che si vedrà qualcosa di diverso. Sicuramente di diverso dovrà esserci l’atteggiamento della squadra in campo, che Fonseca non vuole passiva come nel derby. Ma c’è fiducia, con la squadra che è in costante crescita e può solo migliorare ancora. Anche Fonseca, per sua stessa ammissione, deve migliorare ed adattarsi al calcio italiano; ma c’è un principio su cui non vuole arretrare: il possesso e la gestione della palla. Per domani, dunque, si prevedono delle novità ad eccezione di Smalling che non farà parte del match a scopo precauzionale dopo il problema all’adduttore.
In casa Sassuolo mister DeZerbi elogia i nuovi acquisti Defrel e Chiriches, senza però svelare chi due giocherà domani. Per quanto riguarda il modulo, come Fonseca, non vuole rivelare nulla ma solo sottolineare che il suo Sassuolo è duttile e cambierà in base all’avversario che avrà di fronte.
I PRECEDENTI – Tra Roma e Sassuolo vi sono stati già sei precedenti all’Olimpico, in cui i giallorossi non hanno mai perso. Ma il risultato che va per la maggiore è il pareggio, verificatosi già quattro volte. L’ultimo match terminato con il segno X è l’1-1 di stagione 2017/18, firmato da Pellegrini e Missiroli. Due i successi della Roma, che la scorsa stagione si impose per 3-1 grazie alle reti di Perotti, Schick e Zaniolo (Babacar per gli ospiti).
Il miglior successo casalingo della Roma è stato per 3-1, verificatosi in due occasioni; mentre il Sassuolo non ha mai vinto all’Olimpico. Tre a uno che è stato anche uno dei due risultati più frequenti tra Roma e Sassuolo. Gli altri due (verificatosi rispettivamente due volte) sono i pareggi per 1-1 e 2-2.
Fonseca non ha mai affrontato il Sassuolo, con il match di domani che sarà il primo per il portoghese contro i neroverdi.
Già quattro i precedenti tra De Zerbi e la Roma, con il tecnico dei neroverdi che non ha mai vinto contro i giallorossi. Lo score è negativo per lui, con tre sconfitte ed un pareggio.
L’arbitro del match sarà Chiffi della sezione di Padova. Per il fischietto sarà la prima volta assoluta a dirigere la Roma. Sono invece tre i precedenti con il Sassuolo, nei quali i neroverdi non hanno mai vinto. Lo score con Chiffi, infatti, è di due sconfitte ed un pareggio.
LE STATISTICHE – Solo due i punti in campionato per la Roma, che finora ha segnato e subito quattro reti. La nota positiva è che i giallorossi sono imbattuti in Serie A, ma devono assolutamente centrare il primo successo per iniziare a scalare la classifica.
Tre punti, frutto di una vittoria ed una sconfitta, per il Sassuolo. I neroverdi finora hanno segnato cinque gol subendo solo tre; un bottino migliore rispetto la Roma sia in fase offensiva che difensiva.
La Roma non ha mai perso negli ultimi 12 precedenti contro il Sassuolo, ma i neroverdi all’Olimpico sono sempre andati a segno.
Una sfida che si prospetta emozionate tra due squadre votate all’attacco. Quindi si potrebbero vedere molti gol a scapito di una brutta prestazione delle difese. L’obiettivo principale della Roma sarà di portare a casa i primi tre punti della spunta per poi approcciarsi all’Europa League con un piglio più positivo. Ma non va sottovaluto il Sassuolo, reduce dalla goleada contro la Sampdoria e con la voglia di stupire ancora.
Conferenza stampa Fonseca: "Smalling non è grave ma domani non verrà rischiato. La squadra migliora di giorno in giorno, sono fiducioso"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Sassuolo, in programma allo Stadio Olimpico domani alle 18. Queste le sue dichiarazioni:
Come ha ritrovato la squadra dopo il ritorno dei nazionali? Quali sono le condizioni di Smalling?
"Sono stati 10 giorni senza i nazionali, poi sono rientrati alla spicciolata. Abbiamo avuto tempo per lavorare, alcuni dei nazionali non sono stati impiegati, saranno tutti disponibili per giocare. Per quanto riguarda Smalling, ha accusato un piccolo fastidio all'adduttore, niente di grave, ma abbiamo deciso di non correre rischi, vogliamo che sia al 100%, non all'80 o al 70. Avremo una serie di partite, avremo bisogno di tutti e ho deciso, in sintonia con lo staff medico, di gestire la situazione in questo modo".
Cosa si aspetta di vedere di diverso rispetto alle prime due giornate?
"Devo dire che ho visto la squadra migliorare giorno dopo giorno, sono fiducioso. Ci sarà qualcosa di diverso, ma non ho intenzione di svelare quale sarà la nostra strategia rispetto alla gara di domani".
Quello di Smalling è il sesto infortunio muscolare. La Roma viene da una criticità della scorsa stagione, ha individuato qual è il problema? Troppi carichi di lavoro in palestra, qualche problema nei campi di gioco?
"Innanzitutto vorrei dire che non sono il tipo di persona a cui piace trovare scuse. Lei ha fatto riferimento a 6 situazioni diverse. Nel caso di Ünder, il giocatore si è fatto male in nazionale; per quanto riguarda Pastore, il suo non è un problema muscolare. Lui ha una storia recente di diversi infortuni, ci sono momenti in cui bisogna gestire calciatori a rischio, come effettivamente ce ne sono della Roma. Smalling: non è un problema muscolare, lui ha avvertito un dolore al'adduttore e abbiamo deciso di non correre rischi per non far aggravare la situazione. Il caso di Spinazzola può succedere, ma per quanto mi riguarda i due casi che meritano più attenzione sono quelli di Zappacosta e Perotti, premesso che anche Perotti è un calciatore ad alto rischio per il suo passato. Perotti si è fatto male durante la rifinitura, mentre facevamo le palle ferme, momento che non comportava sforzo fisico; Zappacosta si è fatto male nel riscaldamento. Situazioni che non sono normali, che abbiamo ritenuto di dover approfondire. Poi possono entrare aspetti come stati d'ansia o fatti psicologici. La squadra ha avuto un passato difficile per quanto riguarda gli infortuni, dal primo giorno questa è stata una nostra preoccupazione. Assieme allo staff stiamo lavorando per evitare queste situazioni. È una situazione che non riguarda soltanto la Roma, ma anche i maggiori club europei e italiani. Stiamo sviluppando programmi rigorosi per prevenire queste situazioni, anche se è impossibile farlo al 100%. Stiamo gestendo il gruppo e i giocatori con la massima cautela".
Gli allenamenti di Mkhitaryan sono sufficienti per farlo giocare subito?
"So che vi ho abituato male, vi avevo sempre svelato chi avrebbe giocato. Oggi non intendo farlo. Ciò che posso dire è che Mkhitaryan è arrivato in buone condizioni fisiche, intelligente, pronto e a disposizione".
Contro Genoa e Lazio abbiamo visto una squadra più bassa rispetto alle amichevoli. Torneremo a vedere una squadra più aggressiva in fase di recupero oppure le amichevoli erano un qualcosa di esagerato per far abituare i giocatori?
"Innanzitutto non so se il Sassuolo giocherà a 4 in difesa, ci siamo preparati in funzione di diverse possibilità. Per quanto riguarda il derby, non mi è piaciuta la partita per quanto riguarda il pressing, la squadra è diventata troppo passiva. Voglio una squadra coraggiosa. Non voglio che la mia squadra ripeta quella prestazione".
A che punto è il suo lavoro sulla squadra? Quanto manca per vedere la Roma di Fonseca?
"Come ho detto, ho visto dei miglioramenti costanti sotto tutti gli aspetti, ho fiducia per la partita di domani nel vedere ulteriori miglioramenti sia per la qualità di gioco che per i concetti. Ho visto una squadra in crescita rispetto alle prime due partite, in cui comunque non sono mancate cose positive".
Ieri Pellegrini diceva di essere a completa disposizione, ma che potendo scegliere si troverebbe più a suo agio come trequartista. Nel suo sistema, cosa può darle da trequartista e cosa da mediano?
"Pellegrini può ricoprire bene diversi ruoli, non vi svelerò quale ricoprirà domani. In tutti i ruoli capisce e sa quello che deve fare".
Il Sassuolo è la squadra che ha fatto più possesso palla nelle prime due giornate. È questa la tendenza della Roma? Cosa pensa di De Zerbi, a lungo in ballottaggio con lei per la panchina? Si sente che state portando una mentalità nuova nel calcio italiano?
"Per quanto riguarda De Zerbi, è un eccellente allenatore, coraggioso, a cui piace tenere il pallone: basta vedere i numeri, hanno avuto più possesso palla e passaggi riusciti. Senza dubbio merita la mia attenzione. Per quanto riguarda la Roma, voglio una squadra che abbia di più il pallone. Molte volte in Italia le squadre non hanno sufficiente pazienza e sono più verticali, io voglio una squadra che sappia gestire bene il pallone. È qualcosa su cui continueremo a lavorare e che dobbiamo continuare a migliorare, posto che il campionato italiano ha caratteristiche specifiche che rendono difficile questo tipo di gioco, ma è mia intenzione insistere. Devo riconoscere che il campionato italiano ha peculiarità molto specifiche a cui bisogna adattarsi e lo sto facendo, ma ci sono dei principi su cui non intendo arretrare. Per fare questo è necessario un cambio di mentalità, far capire i calciatori i vantaggi che derivano dall'avere la palla, perché è importante quando si cerca di gestire il risultato, bisogna trasmettere questo messaggio. La Roma non mi sembra ancora abituata, dobbiamo lavorare per cambiare il nostro modo di stare in campo".
Contro il Sassuolo Zaniolo ha segnato il suo primo gol. Lei è soddisfatto del suo inizio di campionato? Il giocatore può dare qualcosa in più dal punto di vista della continuità?
"Sono soddisfatto di Zaniolo, va capito che è un calciatore giovane, deve migliorare il suo modo di capire il gioco. Lavora molto bene in fase difensiva, aiuta sempre la squadra. È un normale processo di crescita, è un giocatore dalle qualità eccellenti nelle quali riponiamo grande speranza".
È soddisfatto del mercato? Mkhitaryan lo vede più centrale o esterno?
"(in italiano) Vediamo domani (ride, ndr). Come ha avuto modo di parlarne con voi, stavamo cercando un centrale esperto, è arrivato Smalling e sono soddisfatto; lo stesso vale per Mkhitaryan e per Kalinic, che conosce bene il campionato italiano, anche se non aveva giocato tanto e deve migliorare sul piano fisico. Non aveva fatto la preparazione, ma può essere importante. Gli arrivi mi soddisfano".
Sui gol presi, i difensori prendevano come riferimento la palla, perdendo l'uomo. Si può fare qualcosa di meglio?
"Stiamo lavorando molto per migliorare il controllo della profondità. Qu in Italia le squadre tendono a essere molto verticali, è un aspetto oggetto della nostra attenzione. Farei una distinzione tra le due partite: nel derby il controllo della profondità è stato buono, la squadra era più bassa e non abbiamo sofferto la palla alle spalle. Sono mancate altre cose. Con il Genoa abbiamo sofferto la palla in profondità, abbiamo lavorato per apportare i giusti correttivi".
Conferenza stampa De Zerbi: "Cercheremo di sfruttare i nostri giocatori al meglio. Il mercato ci ha rinforzati"
Roberto De Zerbi, tecnico del Sassuolo, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma, in programma domani pomeriggio alle 18 allo Stadio Olimpico. Queste le sue parole:
Quel modo di giocare con il trequartista che abbiamo visto nelle prime due giornate dipende dalle situazioni o lo vedremo spesso?
"Dipende dalle situazioni. A volte giocheremo con un centrocampista in più, a volte con un attaccante in meno, cercando di sfruttare al meglio i giocatori, provando a mettere i più bravi e i più in forma in campo, rispettando l'avversario e le sue caratteristiche. Non c'è una situazione standard".
Chiriches e Defrel sono pronti? Cosa possono dare alla rosa?
"Sono due giocatori forti, fortissimi. Abbiamo una squadra molto forte. Il mercato ci vede uscire rinforzati e lo penso sul serio. Non vuol dire fare meglio dell'anno scorso, altrimenti conterebbe la carta ma è una squadra forte. Defrel non farà l'esterno a sinistra, quando giocherà cercheremo di farlo avvicinare a Caputo quando giocheranno assieme. Può fare l'esterno a destra ma lì c'è Berardi e non ci sarà questa soluzione. Chiriches è il giocatore giusto per noi: sa giocare, ci porta esperienza, ci porta spessore. Vediamo la condizione fisica, io so già ma lo scoprirete domani".
Toljan o Muldur sulla destra?
"Potreste non vedere nessuno dei due. Toljan sta crescendo molto e ha bisogno di un periodo di adattamento, è timido e non è semplice cambiare Paese. Muldur ha fatto bene ma è giovane, quindi capiamo anche dove e quando utilizzarli".
Questo è un anno importante anche per lei. Cosa chiede Roberto a De Zerbi in vista della nuova stagione?
"Finire la stagione senza rimpianti e quando ti impegni al massimo e dai tutto hai poco da rimproverarti. Sulle cose che potresti fare meglio, fa parte del gioco, decidere prima le cose rispetto a quando tu le vai esaminare, a cosa fatta è facile, fare le scelte non è semplice facile azzeccarle".
Fienga e Petrachi firmano la svolta, solo in prestito i giocatori over 27
IL MESSAGGERO - La Roma cambia le proprie dinamiche interne. Il fallimento della scorsa stagione ha indotto il presidente Pallotta non solo a rivoluzionare il settore tecnico, ma anche a rivedere le strategie che sono state adottate nei due precedenti mercati gestiti da Monchi. La società ha fatto il passo più lungo della gamba vendendo calciatori come Alisson e Salah e acquistandone altri in età avanzata con ingaggi sopra la media che, però, si sono rivelati un flop (vedi Pastore e Nzonzi). A tutto questo si è aggiunto anche il mancato piazzamento in Champions che ha privato il club di 70 milioni, per incassarli non basterebbe nemmeno qualificarsi in semifinale di Europa League. Per uscire dell'impasse le strade da percorrere a giugno sarebbero state due: vendere i giocatori più remunerativi che avrebbero garantito una plusvalenza ripartendo così da zero come 5 anni fa; rinnovare il contratto ai calciatori con più potenziale di crescita (Under e Zaniolo, ma uno dei due potrebbe partire a giugno), acquistare solo giovani di prospettiva a cui garantire stipendi accettabili (non più di 1,5 milioni) e nessun acquisto definitivo over 27 (Mkhitaryan, Smalling, Kalinic e Zappacosta). La Roma ha scelto la seconda strada dando il tempo di maturazione di 24 mesi ai talenti in rosa e sperare che durante la stagione asset come Veretout, Diawara, Mancini e Spinazzola aumentino il proprio valore sul mercato. La società è rimasta spiazzata dal caso Riccardi, tenuto in considerazione dalla piazza perché romano e non per il reale valore tecnico.
DISASTRO MONCHI - All'ex ds Monchi era stata concessa troppa autonomia, senza che la società operasse un controllo serrato sugli acquisti. Sarebbe stato lui (con l'area tecnica), inoltre, a prendere la decisione di non trattenere De Rossi. Calciatori come Nzonzi e Pastore, dopo la stagione fallimentare, erano impossibili da piazzare sul mercato. Petrachi, dunque, è dovuto ricorrere a operazioni in uscita in prestito che permettessero al club di alleggerire i costi fissi (ora a 245 milioni). Attualmente la Roma può contare su un 25% di costi variabili che in caso di mancata Champions anche nel prossimo anno possono essere facilmente cancellati. L'unico modo per cambiare la situazione è che il club disponga di uno stadio di proprietà (a Trigoria si aspettano che la convenzione urbanistica arrivi nelle prossime settimane, il vicepresidente Baldissoni ha valutato l'area di Fiumicino), così da aumentare i ricavi dando alla squadra un futuro europeo ad alti livelli. Pallotta ha dato una nuova struttura alla Roma (torna Manolo Zubiria come global sport officer) in cui c'è una catena decisionale ben definita: il ds valuta una serie di profili in base alle indicazioni del tecnico, l'ad Guido Fienga gli dà una coerenza economica e il presidente certifica il tutto. Il compito di Baldini? Ricoprire l'ultima parte della catena, dopo aver riportato tutto a Pallotta. Da Boston c'è da sempre attenzione agli infortuni, poco tempo fa Ricardo Gallego del Real ha stilato un'accurata relazione sui campi di Trigoria.
Roma, esperienza in Premier
IL MESSAGGERO - TRANI - Ancora nessuno ha la certezza di quali saranno gli interpreti della ripartenza, ma di sicuro la Roma, dopo la sosta, sarà per forza nuova. A certificare la virata, dopo il pari nel derby, l'ultimo infortunio muscolare, cioè l'indisponibilità di Under, e il rinforzo last minute del mercato estivo, quindi l'arrivo di Mkhitaryan in giallorosso. Numericamente, esce uno ed entra l'altro nella formazione di partenza. Ma Fonseca è pronto ad andare oltre, intervenendo in ogni reparto e riequilibrando il suo 4-2-3-1.
CINTURA DI SICUREZZA - Il portoghese sa già su chi puntare per risalire la classifica: 2 punti in 2 partite, il raccolto che non piace alla società e neanche a lui e alla squadra. Così si affida ai big. Che, nella circostanza, sono anche i più esperti. Questione d'età. E di carriera, anche con le rispettive nazionali. Fazio (32 anni), Kolarov (34 a novembre) e Dzeko (33) sono i leader dello spogliatoio già da tempo. A loro si uniscono i nuovi Smalling (30 a novembre) e Mkhitaryan (30). Sono piombati direttamente dalla Premier proprio come gli altri tre e si preparano a debuttare in serie A con il loro curriculum di calciatori rappresentativi e carismatici. Sono, dunque, 5 giocatori di movimento su 10. In sintesi: mezza squadra. Anzi, a dirla tutta, di più. Perché bisogna aggiungere Florenzi (28 anni) che è capitano della Roma e comunque titolare dell'Italia di Mancini. Porta, dentro il gruppo, la sua storia che non si interrompe dentro i nostri confini. In azzurro e anche in giallorosso ha giocato nelle competizioni principali. E da jolly autentico: centrocampista puro, esterno offensivo a destra e a sinistra, terzino destro e proprio a Tampere, ultima gara in Nazionale, a sinistra.
STOP PER L'EX UNITED - Recuperato Spinazzola, c'è da verificare proprio Smalling (risentimento muscolare): pronto Mancini. La base, comunque, è di sostanza. Fonseca, soprattutto all'inizio del percorso, va sulla qualità e sull'affidabilità. È accaduto anche a Donetsk con lo Shakthar. Qui, ai senatori, somma qualche ragazzo: Cristante (24 anni), Pellegrini (23) e Zaniolo (20). Giovani sì, ma non pischelli: loro sono il futuro dell'Italia di Mancini. E il portiere Pau Lopez (25 a dicembre), in panchina con la Spagna, pure lui è passato dalla Premier. Come Veretout In campo, età media di 27,7 anni.
VIA LIBERA - Petrachi, come ha rivelato lui stesso martedì in pubblico, ha spinto Fonseca a insistere sulla sua idea di calcio. Avanti, quindi, con il 4-2-3-1. Nessun consiglio del ds, nel colloquio avuto lunedì con l'allenatore a Trigoria, ma solo la fiducia a quel sistema di gioco coraggioso e dominante con cui il portoghese ha vinto 7 trofei nei 3 anni passati in Ucraina. Gli accorgimenti, per garantire più equilibrio all'assetto, vengono dal mercato. Niente si può ancora dare per scontato, ma le 3 mosse sono già all'ordine del giorno in vista del 3° turno di campionato: Smalling al centro della difesa accanto a Fazio, Veretout partner di Cristante a centrocampo e soprattutto Mkhitaryan nel rombo offensivo con Zaniolo e Pellegrini per il trio di trequartisti, senza posizioni fisse, alle spalle di Dzeko. Fuori gli esterni, dentro i rifinitori. Liberi di palleggiare, suggerire e concludere. Toccherà a De Zerbi trovare domenica le contromisure. Il Sassuolo, nel 1° match in trasferta, si è presentato contro il Torino con il 3-5-1-1-. In casa, invece, ha affrontato la Sampdoria con il 4-3-1-2. Chissà se replicherà l'ultimo modulo. O si metterà a specchio, come è successo contro Mazzarri nell'unica gara esterna fin qui giocata.
Totti zar di Russia: bagno di folla a Mosca
IL MESSAGGERO - Francesco Totti star in Russia dove ieri sera ha partecipato alla cerimonia dei “Football Heroes Award”. L’ex capitano romanista è stato accolto da decine di tifosi che gli hanno chiesto selfie e autografi sulle maglie giallorosse con il 10 sulle spalle. Nel pomeriggio ha disputato una partita con dei bambini presso GD Kachalin Center a cui hanno partecipato anche Aldair, Di Biagio, Candela e Dmitri Bulykin (ex Lokomotiv e Dinamo). In serata la cena di gala con consegna dei premi che si è svolta presso la splendida struttura della Arbat Hall con musica dal vivo e centinaia di invitati. Totti nei prossimi giorni rientrerà a Roma, poi è previsto un viaggio in Cina e quello in Argentina. Dovrebbe atterrare a Buenos Aires quando si disputerà il derby Boca Juniors-River Plate, in programma il 23 ottobre alla Bombonera (è la semifinale di Coppa Libertadores) , con l’occasione incontrerà i suoi ex compagni Burdisso e De Rossi. Nelle prossime settimane, inoltre, Francesco svelerà il suo nuovo progetto nel mondo del calcio
Roma rischio zero. Mai più casi Pastore e Nzonzi, si riparte da giovani e stadio
LEGGO - BALZANI - Stop ai rischi. La Roma del futuro riparte del passato e prova a riprendere un cammino sempre più impervio (vista la crescita della concorrenza) tramite il ritorno a una gestione virtuosa del club.
ERRORI DI MONCHI - La Roma paga gli azzardi di Monchi mal supportato dal resto della dirigenza. In parole povere, il meccanismo che aveva funzionato nei primi 5 anni grazie alla valorizzazione dei giovani da cui ottenere poi plusvalenze si è inceppato. Negli ultimi due anni sono stati fatti passi più lunghi della gamba. Oltre ad aver venduto il magazzino di risorse composto da Salah, Alisson o Paredes, si è investito male prendendo giocatori con stipendi ed età alta che oggi rappresentano minusvalenze (Nzonzi, Pastore). Aumentati così i costi a fronte di ricavi diminuiti a causa dell'assenza dalla Champions. Un dislivello di 70 milioni. Il mercato di Petrachi è stato così condizionato da alcuni paletti: nessun acquisto definitivo oltre i 27 anni, operazioni in prestito dei big per non appesantire il bilancio e investimento su giovani (vedi Cetin) che possono valorizzarsi in 24 mesi.
PROGETTI FUTURI - Si punta a ricavare 70 milioni dai riscatti dei ceduti in prestito in modo da ritrovare stabilità di bilancio. Prevista però una cessione dolorosa. I papabili sono Under e Zaniolo, che la Roma ha deciso di non vendere in estate per far completare il periodo di completamento dei famosi 24/36 mesi. Stesso discorso per Mancini, Lopez o Diawara. In caso di mancata qualificazione in Champions, necessario anche il mancato riscatto di Smalling o Mkhitaryan. Altro obiettivo è quello di abbassare il monte ingaggi che oggi è così strutturato: 1,5 milioni per i giovani, 2,5 la fascia media più rare eccezioni (come Dzeko). Ribadita la necessità del nuovo stadio. Senza i ricavi del nuovo impianto la Roma rischia di essere relegata ai margini del calcio europeo. Pallotta e Baldissoni attendono l'ok della convenzione urbanistica. Valutata l'area di Fiumicino.
RUOLO BALDINI - Baldini resta figura importante all'interno del club. La sfera del ds Petrachi o dell'ad Fienga non verrà oscurata, ma Franco è più di un consulente per Pallotta. È considerato colui che determina di fatto le scelte del presidente, non avendo quest'ultimo precise competenze tecniche.
Fonseca sorride, ecco Mkhitaryan
LEGGO - BALZANI - La rincorsa di Fonseca inizia dal Sassuolo. Domenica, infatti, il portoghese cerca la prima vittoria della stagione (mai così male nelle prime due dal 1999) in un Olimpico che attende di scoprire i volti nuovi di Smalling, Veretout e (soprattutto) Mkhitaryan. L’armeno partirà titolare. Ieri Fonseca lo ha provato a sinistra mentre alle spalle di Dzeko dovrebbe agire Pellegrini con Zaniolo spostato a destra. Davanti
alla difesa esordio per Veretout in coppia con Cristante mentre al centro della difesa Smalling affiancherà Fazio. Per l’inglese è arrivata anche la “benedizione” di Ashley Cole a Tmw: «A Roma vinci un incontro e sei il migliore. Lo perdi e non sei buono. Ma Smalling ha giocato in un grande club come il Manchester e sa come gestire certe aspettative». In panchina ci sarà pure Spinazzola dopo l’infortunio muscolare rimediato ad inizio stagio
Giovani, bassi costi e nuovo stadio: così Pallotta progetta la rinascita
GAZZETTA DELLO SPORT - (...) La Roma spiega le sue verità cominciando da 4 punti cardine: la dirigenza non cerca il facile consenso (sarebbero bastati i rinnovi di Totti e De Rossi), gli investimenti sono stati ingenti (anche se non tutti illuminati), la proprietà è pronta a ricapitalizzare (se lo riterrà opportuno), il nuovo stadio di proprietà è
indispensabile per la competitività (altrimenti il rischio è quello di diventare un piccolo club in Europa). (...)
Il tutto, con circa 60 milioni in meno dovuti alla mancata partecipazione alla Champions, che però stavolta non è costata il sacrificio di uno dei due gioielli, individuati in Zaniolo e Under. Ribadita la correttezza nelle plusvalenze (reali e non fittizie), c’è la volontà di ribadire che, come tutti, ogni anno una cessione importante è da prevedere; più di una se il 4° posto rimanesse un miraggio. Detto questo, il mantra per il futuro sarà: giocatori da acquistare fino a 27 anni (e i più giovani da tenere almeno 24 mesi per valorizzarli), da prendere in prestito se esperti, con un monte ingaggi sostenibile, possibilmente cercando di non spendere più di 2,5-3 milioni più bonus. (...) L’obiettivo virtuoso è non avere più spese che coprano il fatturato quasi al 100% e scendere al 75% raccomandato dalla Uefa, ma non sarà semplice. E qui lo stadio torna in ballo, con la Roma decisa ad accelerare «l’ultimo miglio» per Tor di Valle o prendere in considerazione Fiumicino per non perdere tutto l’investimento fatto finora, anche se Pallotta non parla di disimpegni. (...)
Kolarov non è più da solo, Spinazzola vale per due
GAZZETTA DELLO SPORT - Se è vero che la Roma ha un problema, non da oggi ma da qualche anno a questa parte, sulla fascia destra di difesa, si può tranquillamente ammettere che dalla parte opposta le cose vanno meglio. Anche se magari a Trigoria qualcuno farà gli scongiuri. Con la conferma di Aleksandar Kolarov e l’arrivo di Leonardo Spinazzola la società giallorossa si è garantita il presente e il futuro nel ruolo. (...) Spinazzola, ha le caratteristiche offensive adatte al gioco del portoghese, e può giocare su entrambe le fasce.
Caratteristiche che hanno portato la dirigenza a puntare su di lui. L’infortunio muscolare che lo ha colpito prima dell’esordio in campionato con il Genoa è ormai superato e Spinazzola contro il Sassuolo sarà convocato per la prima volta da Fonseca per una gara ufficiale. Probabilmente partirà dalla panchina (...)
D’altronde, in questo momento è complicato immaginare una Roma senza Kolarov. (...) In questo momento è, insieme a Dzeko, uno dei leader della squadra. (...)
La Roma, nonostante stia per compiere 34 anni gli ha proposto di rinnovare il contratto in
scadenza il prossimo giugno per un altro anno con opzione per il secondo. (...)
Stadio, conti e calciomercato
IL TEMPO - BIAFORA - Un nuovo percorso, dopo un periodo di sbandamento. La Roma di Fienga, Baldissoni e Petrachi ha voglia di intraprendere una strada diversa rispetto a quella delle ultime due stagioni, ritornando ad una filosofia più simile a quella impostata con l'arrivo di Pallotta. Ecco punto per punto i piani del club per il rilancio.
Mercato - Nell'ultima sessione estiva sono dieci i giocatori che hanno varcato la soglia del centro sportivo di Trigoria e molti altri sono stati ceduti. L'input dato a Petrachi è stato quello di usare il budget a disposizione per giocatori giovani e di prospettiva (i vari Diawara, Pau Lopez, Mancini), andando a lavorare sui calciatori sopra i 27-28 anni con la formula del prestito per evitare di ripetere gli errori commessi in particolare con Nzonzi e Pastore, veri pesi per il bilancio. Kalinic, Zappacosta, Smalling e Mkhitaryan saranno rivalutati al termine del campionato e se il loro rendimento sarà stato soddisfacente verranno impostate le trattative per comprarli a titolo definitivo. Sul fronte dei contratti si è invece deciso di blindare Zaniolo e Under,giovani dalle grandi prospettive da cui ripartire , e di puntare ancora su Dzeko ,considerato da Fonseca il centravanti ideale per la sua idea di gioco. Per il prolungamento del bosniaco è da considerare ovviamente il grande peso economico delle eventuali alternative da acquistare. In uscita sono stati piazzati praticamente tutti gli esuberi e la speranza è che tali giocatori a fine stagione siano rivalutati e quindi rivendibili in modo da alleggerire di molto i costi della Roma 2020/21. Per Schick può anche scattare a certe condizioni un obbligo di riscatto.
Bilancio - I costi dell'attuale rosa sono rimasti più o meno simili a quelli dell'anno scorso , in cui l'ammontare delle spese era pari a circa 245 milioni (la somma di salari e ammortamenti nel 2017/18 era di 158 milioni). La differenza rispetto alla passata stagione è che a Trigoria non si potrà contare su quasi 60 milioni derivanti dalla Champions e che il 25% del totale è rappresentato da costi variabili dei prestiti. Sul fronte degli ingaggi è leggermente sceso il costo totale della squadra, un piccolo miglioramento dovuto al tetto salariale di 2,5 milioni di euro. Entro il prossimo 30 giugno sarà ancora una volta necessario reperire delle plusvalenze, ma la dirigenza ritiene di aver fatto un buon lavoro dal punto di vista economico-finanziario.
Stadio e bandiere - Sul progetto dello Stadio c'è maggiore fiducia che si possa finalmente arrivare a dama dopo l'arrivo del nuovo governo e dopo quanto affermato dai giudici della Cassazione sull'iter del progetto. A venti mesi dalla fine della conferenza dei servizi la speranza è che entro breve si possa arrivare al voto della convenzione urbanistica, l'ultimo ostacolo rimasto. La dirigenza ritiene che avere uno stadio a pieno regime (serviranno circa 5 anni) sia l'unico modo per provare a competere per vincere e sono inoltre attesi maggiori ricavi rispetto ai 52 milioni generati dallo stadio della Juventus. Senza l'impianto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle si finirebbe fuori dalla top 30 dei fatturati dei club europei e a Trigoria avvertono: «Se non ci fanno fare lo stadio rischiamo di diventare il Sassuolo d'Europa». Sul tema delle bandiere si ritiene di aver operato le giuste scelte nei confronti di Totti - atteso in ogni momento all'Olimpico - e De Rossi e non c'è alcun pentimento per il mancato rinnovo del mediano ora al Boca.
Il dopo Monchi e Baldini - Il fallimento dell'era Monchi ha portato la società a dare meno poteri e autonomie al ds su quelle che sono le scelte economiche. La catena decisionale ha alla base il confronto tra Petrachi e l'allenatore (il cui parere ha grande peso ma non è vincolante), la seconda voce in capitolo è quella del ceo Fienga e l'ultima parola spetta al presidente Pallotta,che si appoggia frequentemente al suo consulente Baldini. L'ex dg giallorosso si è spesso relazionato con Fienga durante l'ultima finestra di mercato facendo le veci dell'imprenditore di Boston e occupandosi in particolare di un paio di cessioni.
Finalmente tocca a Smalling, Mkhitaryan e Veretout
IL TEMPO - BIAFORA - Continua la preparazione della Roma di Fonseca in vista della sfida con il Sassuolo di De Zerbi. Il tecnico giallorosso, che farà a meno di Under, Perotti e Zappacosta, sta concentrando gli allenamenti sulle fasi tattiche ed è pronto a lanciare dal primo minuto Smalling (che dovrebbe inizialmente fare coppia con Fazio), Veretout e Mkhitaryan. Intanto c'è da segnalare un ritorno nei quadri dirigenziali giallorossi: Manolo Zubiria, che aveva lasciato il ruolo da team manager nel 2017 per assumere l'incarico di Chief of Football Officer alla Concacaf, è stato nominato nuovo Global Sport Officer, un ruolo che riguarderà l'organizzazione sportiva della società. Lo spagnolo si occuperò anche dei rapporti logistici con la Uefa