Florenzi-Esposito, ipotesi scambio

Questa mattina, durante la trasmissione radiofonica 'Radio Radio mattino sport & news', Ilario Di Giovambattista ha rivelato un'indiscrezione di mercato riguardate Alessandro Florenzi. La Roma starebbe trattando con il club nerazzurro per un possibile scambio tra il terzino giallorosso e Sebastiano Esposito. La trattativa potrebbe chiudersi già nella sessione invernale di calciomercato.

 


Oro d'Italia con Zaniolo. E a Palermo per lui c'era il Man Utd

IL MESSAGGERO - TRANI - Il viaggio a Palermo è stato tutt'altro che a vuoto. Nel calcio, chi va a seguire uno o più giocatori, spesso se ne torna a casa senza essere pienamente soddisfatto. L'emissario dello United, invece, ha fatto l'en plein, raccogliendo le informazioni utili per il futuro mercato del Manchester. Lunedì sera l'osservatore del club inglese si è presentato allo stadio Renzo Barbera per pesare la prestazione di Zaniolo dal vivo. E quella di Tonali. Il blitz è andato a buon fine, anche perché i due giovani azzurri, classe 1999 il giallorosso e 2000 il bresciano, sono rimasti in campo dall'inizio alla fine. Verifica a 360 gradi, dunque, sul comportamento in campo internazionale di Nicolò da Massa e di Sandro da Lodi, di fatto ex Under 21. Hanno giocato insieme da titolari, in perpendicolare nella catena di destra nel 1° tempo della gara con l'Armenia, braccio e mente fino all'intervallo. Nella ripresa, invece, si sono allineati, incursore alla Barella il romanista, sempre aiuto regista l'altro. Tatticamente, insomma, la risposta è stata esauriente. Così come tecnicamente, con le 2 reti e l'assist del romanista per Immobile.

PREZZO IN AUMENTO La missione dell'emissario, comunque, ha avuto come principale riferimento Zaniolo. Lo United, attualmente in contatto con il management di Pallotta per stabilire la cifra dell'eventuale riscatto di Smalling a fine stagione, segue Nicolò già dall'inizio del 2019. Il talento giallorosso è finito nel mirino del Manchester dopo l'exploit in Champions: doppietta contro il Porto il 12 febbraio all'Olimpico nella gara d'andata degli ottavi. L'intenzione del club inglese è di forzare i tempi perché si rende contro che il valore del cartellino lievita di partita in partita. Meglio provarci subito, quanto meno strappando un'opzione ai dirigenti della Roma che stanno appunto trattando l'acquisto definitivo del difensore centrale arrivato dalla Premier. Proprio in questi giorni l'International Center of Sport Studies (Cies) ha evidenziato come la quotazione di Zaniolo sia cresciuta da qualche settimana, salendo a circa 80 milioni (78,9). L'ultimo aggiornamento è di lunedì 4 novembre, subito dopo il 4° gol consecutivo dei primi 5 stagionali (ora è a 7), realizzato il 2 novembre all'Olimpico contro il Napoli. La doppietta in azzurro è il nuovo step del giocatore che, davanti all'osservatore, ha messo in mostra il meglio del suo repertorio: qualità, finalizzazione, pressing e agonismo. Presenza fisica e tecnica, per intendersi. Al capitano Florenzi, in panchina al Barbera, ha dedicato in campo l'abbraccio dopo il 1° gol e su Instagram la foto che inquadra quel gesto affettuoso a fine partita con un semplice «Ti voglio bene». Il 4 settembre del 2004, sempre a Palermo, De Rossi debuttò facendo centro contro la Norvegia. Daniele, fino a lunedì sera, è stato il romanista più giovane a segnare in Nazionale. Adesso è Nicolò: 20 anni e 139 giorni.


Zaniolo-Immobile: l'insolita coppia che unisce Roma

IL TEMPO - AUSTINI - Un colpo di fulmine. Conoscersi a malapena e scoprire all'improvviso di essere fatti uno per l’altro. Immobile e Zaniolo, un laziale e un romanista insieme, ci hanno messo una sola partita a trovare un'intesa che promette scintille per l’Italia.

L'inedita coppia ha passeggiato sopra la modesta Armenia, trovandosi a meraviglia sul campo. Assist al bacio di Ciro per il primo gol in nazionale di Nicolò, favore restituito un quarto d'ora dopo dal talento giallorosso che ha spedito in porta il bomber laziale con un altro filtrante perfetto. Immobile aveva già segnato il gol del vantaggio, Zaniolo ha trovato la doppietta con un sinistro dei suoi nella ripresa. Una serata straordinaria per entrambi, l’inizio di qualcosa di inedito perché nella storia della Nazionale non c’è mai stata una coppia d’attacco formata da un giallorosso e un biancoceleste. Totti e Vieri, ad esempio, si sono appena incrociati in azzurro quando giocavano insieme nella Capitale, Signori era uscito dal giro prima. Così, veder Immobile e Zaniolo abbracciati dopo i rispettivi gol, fa un certo effetto.

Due ragazzi che uniscono idealmente le sponde dei nemici perenni, con la prospettiva di ritrovarsi a giugno con uno stadio intero a tifare convinti per loro. L’Olimpico sarà infatti il teatro delle prime tre sfide (più un’eventuale quarta) della Nazionale nel prossimo Europeo itinerante, nel torneo che dovrà ridare dignità alla grande assente dell'ultimo Mondiale. Mancini ha già fatto un lavoro straordinario e i risultati ottenuti (record di vittorie consecutive e nell’anno solare) sono la conseguenza di scelte chiare e azzeccate. Il ct è partito da un centrocampo di piedi buoni e dinamismo col trio Barella-Jorginho-Verratti, ora da mesi cerca un assetto definitivo per l’attacco, dove Immobile sta finalmente trovando spazio e fiducia, mentre Zaniolo rappresenta una stimolante novità. «E un centrocampista che fa gol - ha spiegato il tecnico parlando del giallorosso - e questo ci permetterebbe di avere un altro attaccante. L'ho fatto giocare nel ruolo che ha ricoperto nell’ultimo anno con la Roma per metterlo a suo agio. È giovane, a volte gioca sull’istinto e a centrocampo bisogna pensare. Credo possa fare entrambe le cose».

Non più solo mezzala, quindi, ma candidato a giocare sulla destra sfidando la concorrenza dei vari Chiesa, Insigne e Bernardeschi. D’altronde i suoi numeri più recenti sono quelli di un attaccante. Da Roma-Monchegladbach in poi ha segnato 6 gol in 7 partite compresa la Nazionale in 575 minuti trascorsi sul campo, praticamente una rete ogni 95 minuti. Il «contatore» di Immobile è impazzito da tempo. In questa stagione il capocannoniere del campionto ha più gol (19) che presenze (17) complessive tra Lazio e Italia. In biancoceleste è arrivato a 102 centri in 149 match mentre in serie A ha tagliato il traguardo delle 200 presenze a quota 113reti:il miglior italiano di sempre in questa statistica (un gol più dell'ex giallorosso Montella... ) e il biglietto da visita migliore per prenotare un Europeo da protagonista. In coppia con un romanista.


Ora Florenzi deve convincere anche Fonseca

IL TEMPO - BIAFORA - Riconquistare la sua Roma. È un Alessandro Florenzi che tornerà oggi a Trigoria rinfrancato dopo i giorni trascorsi con la maglia della Nazionale. L'obiettivo del ventottenne di Vitinia è quello di riprendersi un posto da titolare, o almeno di tornare a giocare con stabilità, nella squadra allenata da Fonseca dopo aver ripagato la fiducia che gli ha concesso il ct dell’Italia Mancini.

In azzurro Florenzi ha disputato per intero la partita contro la Bosnia, rimanendo a guardare i compagni nella rotonda vittoria con l'Armenia.  Col il numero 7 sulle spalle l'esterno ha messo in campo una prestazione generosa nella sfida in famiglia contro Dzeko, suo vice-capitano in giallorosso, dimostrandosi propositivo in fase offensiva e più che attento in quella difensiva. Nel successo sugli armeni Florenzi è stato invece tenuto in panchina da Mancini, ma sia durante la partita, andando ad abbracciare uno scatenato Zaniolo («Ti voglio bene», il post su Instagram del classe 1999 rivolto al compagno), e sia  nell’esultanza di gruppo post-gara, ha sfoggiato un sorriso che poche volte era stato  intravisto nell'ultimo mese e  mezzo in cui ha dovuto prima convivere con l'influenza e poi con le bocciature del  tecnico portoghese.

Alla ripresa del campionato la Roma è attesa dal match contro il Brescia e Fonseca, considerando l’affaticamento al flessore di Spinazzola e la decisiva sfida di giovedì 28 ad Istanbul, dovrà compiere una scelta: puntare ancora una volta su Santon, titolare con Udine se e Gladbach e mandato in campo nel primo tempo con il Parma, oppure rilanciare  Florenzi sulla fascia destra di difesa. Il numero 24, che quest'anno ha ereditato la fascia da De Rossi, ha speso parole da vero capitano sulla propria situazione e sulle valutazioni di Fonseca, ma con un nuovo ciclo di sette partite alle porte spera di dare una sterzata alla stagione, lasciando da parte, per il momento, qualsiasi voce di mercato. Se dovesse continuare ad essere relegato in panchina Florenzi e il suo agente Lucci faranno i necessari ragionamenti, soprattutto in vista dell'Europeo della prossima estate, ma per ora nel mirino di Florenzi c’è soltanto il pensiero di tornare ad indossare una maglia da titolare.

In attesa del rientro degli ultimi giocatori impegnati con le nazionali - 90 minuti per l’Olanda Under 21 Kluivert nell’amichevole vinta con i pari età dell'Inghilterra, solo panchina per Fuzato con il Brasile - sono stati rinviati alla prossima settimana tutti i discorsi sul riscatto di Smalling. L'intermediario della trattativa con il Manchester United è atteso da un colloquio con Petrachi e con il giocatore per capire come portare avanti l'affare dopo che i Red Devils hanno rifiutato la prima offerta dei giallorossi. Il centrale inglese ha già fatto capire che è ben disposto a rimanere nella Capitale, una città apprezzata da lui e dalla sua famiglia: «Mi serve tempo - ha detto Smalling in un'intervista a Roma Tv - per poterla visitare, ma è bello che puoi decidere indifferentemente di andare in centro oppure al mare. Il primo gol in giallorosso è stato fantastico. Sto imparando l’italiano e cercherò di farlo il più in fretta possibile, ci sono giorni in cui va meglio e altri peggio. Dzeko mi ha aiutato nel mio inserimento».


Ranieri su Zaniolo: «Nicolò non è il nuovo Totti, va aspettato»

IL TEMPO - ZOTTI - Ok i complimenti, ma senza esagerare. Dopo la doppietta in maglia azzurra Zaniolo è stato consacrato dai media come l'astro nascente del calcio italiano, uno dei trascinatori della Nazionale di Mancini insieme a Ciro Immobile. Claudio Ranieri però, intervistato da Sky a margine dell'incontro tra arbitri, allenatori e giocatori al Parco dei Principi di Roma, ci va piano con i paragoni pesanti: «Zaniolo non è l'erede di Totti - le parole dell'allenatore della Sampdoria - è un ottimo giocatore che può diventare un campione migliorando e ascoltando i suoi allenatori».

Per l’ex tecnico della Roma sarà fondamentale mantenere un clima tranquillo attorno al giocatore: «Dovete stare calmi (riferendosi ai giornalisti, ndr) perché deve crescere e deve farlo in sordina senza riflettori. Lo aspettavo - prosegue Ranieri - perché l'anno scorso con lui ho avuto il suo peggior momento, ma sul ragazzo c'è da scommettere perché è una forza della natura e sta migliorando partita dopo partita». 

Sogna in grande invece Francesca Costa, mamma di Nicolò, che parla della crescita professionale del figlio e dei due gol realizzati in Nazionale: «Ero a casa dai miei genitori -le sue parole a Rete Sport - non ci abituiamo mai a Nicolò, io piangevo mentre mio marito urlava. Vorrei che un giorno vincesse il Pallone d'Oro ma per il momento vive alla giornata. Spero che continui così, con la sua umiltà e la sua semplicità».

 

 


Mkhitaryan: "Ora sono felice alla Roma. A fine stagione discuteremo e decideremo cosa fare"

NICOLA VENTURINI - Henrikh Mkhitaryan, centrocampista della Roma, ha rilasciato un'intervista a FourFourTwo. Queste le sue parole:

Come trovi la vita a Roma?
«È fantastica. Il club e la città hanno tantissima storia. Il tempo è simile a quello dell’Armenia, dove abbiamo 30 giorni di sole, e le persone italiane sono un po’ come quelle armene, divertenti, ironiche, con una mentalità simile. Quindi, mi sento bene. Ma ovviamente non sono qui come turista. Sono qui per aiutare la Roma a ottenere qualcosa».

Parli già sette lingue, come sta andando con l’ottava?
«Mi sono fermato a causa dell’infortunio, per concentrarmi a recuperare il più velocemente possibile, ma nel mio tempo libero provo a migliorare l’italiano. È difficile, ma non ti devi sentire male se commetti errori, non c’è successo senza commettere errori».

Come è andato il trasferimento alla Roma?
«Il mio agente me ne ha parlato il primo settembre. Visto che non avevo niente da fare all’Arsenal, ho detto sì. Sono felice di essere qui».

Il tuo compagno di squadra Nicolò Zaniolo ha solo 20 anni, ma gode di grande considerazione. Ha le abilità per diventare un top player?
«Sicuramente, può diventare uno dei migliori giocatori del mondo, ne ha le abilità. È stato nominato miglior giovane della Serie A nella scorsa stagione, il che significa che ha fatto un ottimo lavoro, ma non è abbastanza, può fare ancora di più. È un grande talento e può migliorare».

Quando hai deciso di lasciare l’Arsenal?
«Conosco le mie qualità e quello che so fare. Forse non potevo accettare di stare in panchina in alcune partite. Ho 30 anni e mi piace giocare a calcio, non stare seduto in panchina a sprecare il mio tempo. Emery e il direttore tecnico Raul Sanllehi mi avevano assicurato che ero importante per l’Arsenal, ma sono andato alla Roma perché loro credevano più in me».

Stai pensando di rimanere a Roma definitivamente dopo questa stagione?
«Il prestito è per un anno, ma tutto è possibile e non chiudo la porta. Ora, sono felice alla Roma. A fine stagione, discuteremo e decideremo cosa fare».


Mkhitaryan, accelerata per l’Europa

GAZZETTA DELLO SPORT - "Non sono venuto qui a fare il turista”. È chiarissimo Mkhitaryan in un’intervista a Four Four Two. Come Pellegrini ha ripreso ad allenarsi coi compagni e, salvo sorprese, sarà convocato per la sfida di domenica contro il Brescia. Se tornerà titolare sarà da vedere, ma intanto il peggio sembra alle spalle.

Come Pellegrini, compagno di lunga degenza, in queste settimane ha alternato palestra, fisioterapia e famiglia. Mentre mezza squadra (Veretout, Fazio, Pastore, Perotti, Spinazzola e Mancini) lavora a parte per riprendere la condizione dopo settimane difficili, loro lavorano per accelerare. 

Gli sono bastati un paio di allenamenti per diventare importante nello spogliatoio. Le parole su Fonseca e Zaniolo ne sono un esempio: “La filosofia del mister mi ha impressionato. Ed è una gran persona. Nicolò è molto forte, ma può dare ancora di più”. Ecco la frase chiave: dare di più. Lo deve fare Zaniolo, lo deve fare Mkhitaryan, lo devono fare tutti nella Roma. Perché va conquistata la Champions e va conquistato, nell’immediato, il passaggio del turno in Europa League.


Società pronta all'affondo, ma serve il si di Smalling

GAZZETTA DELLO SPORT - Cominciano i giorni caldi di Chris Smalling. Trattative, buona volontà e voglia di rimettersi in gioco da parte dello stesso difensore . Questa settimana, infatti, sono previsti incontri tra la Roma e gli emissari del club inglese. Ne ha parlato ieri anche Tiziano Pasquali, mediatore tra le parti, che al momento vedono il Manchester United intenzionati a chiedere non meno di 20 milioni per l’inglese, che venerdì compirà 30 anni, mentre la società giallorossa non vorrebbe spendere più di 15. “La trattativa c’è ma non voglio sbilanciarmi – ha detto Pasquali a NSL –. Cerco un profilo basso perché la situazione è in una fase di trattativa in cui si attendono risposte e conferme. Comunque, sarà determinante la voglia del calciatore di restare o meno. Com’è noto, all’inizio non aveva trovato molto spazio allo United, ora invece la Roma è diventata una vera benedizione. L’obiettivo per lui, infatti, è giocare con continuità e tornare in nazionale”.

Al momento, nelle sue interviste più recenti Smalling non ha mai chiuso la porta ad un ritorno al Manchester, ma è ovvio che tutto sia in via di definizione, perché la stagione deve ancora rivelare i suoi verdetti. In ogni caso, anche nella migliore delle ipotesi, tenendo conto che l’inglese ha un contratto fino al 2022 e vorrà allungarlo di un anno a circa 3 milioni a stagione. in generale sarebbe una operazione da circa 35 milioni tutto compreso.


L'allungo di Kean. Roma, é lui l'uomo del futuro?

GAZZETTA DELLO SPORT - Il modulo è sostanzialmente lo stesso stesso dell’Everton, un 4-2-3-1 dove Moise Keane – quando Marco Silva l’ha mandato in campo – ha giocato quasi sempre centravanti e qualche volta trequartista esterno Ma non a sinistra (dove in passato aveva giocato anche in nazionale e con la Juventus), bensì dall’altra parte, a destra. E di un giocatore così, versatile e capace di giocare in più ruoli, la Roma ne ha bisogno eccome. Perché finché Dzeko sarà ancora al massimo delle sue potenzialità lo si potrà sfruttare in abbinata al bosniaco o – eventualmente – al suo posto quando Edin dovrà riposare. Fermo restando, comunque, che la necessità di andare a trovare un vice-Dzeko per il futuro nella Roma c’è ed è forte. E quel vice-Dzeko, capace di raccoglierne definitivamente l’eredità in un paio di anni, potrebbe essere proprio Kean.

Gli manca un po’ il gioco aereo, ma è anche vero che la Roma di Fonseca crossa poco (53 traversoni in 12 gare di campionato, peggio solo Parma con 37 e Sassuolo con 41). Con lui Pellegrini troverebbe spazio anche per andare dentro, visto che Kean è uno che sa giocare anche spalle alla porta e fare la sponda per gli inserimenti da dietro. E da centravanti si avvarrebbe anche delle giocate e della fantasia di uno come Mkhitaryan, ad esempio, con la possibilità di andare a fare spesso l’uno-due in velocità. A sinistra, invece, potrebbe eventualmente andare a sfruttare la sua forza fisica, la progressione e l’esplosività che ha quando è palla al piede.


Gran Zaniolo. Doppietta, magie, e stile. Capello: "Aveva ragione"

GAZZETTA DELLO SPORT - Palermo è anche la casa dove settembre 2004, Daniele De Rossi mise per la prima volta la maglia della Nazionale.  E onorò il debutto con il suo primo gol azzurro. Ieri Nicolò Zaniolo ha fatto lo stesso, anzi meglio: non uno ma due gol, conditi con un assist a Immobile e una partita complessivamente straordinaria, al di là dell’«aiuto» dato dall’Armenia. Da predestinato, appunto. “Stasera ho coronato un altro sogno – ha detto poi Nicolò – e il prossimo sarebbe essere convocato per l’Europeo. In passato sono stato anche criticato, ma fa parte del gioco. Era un periodo in cui non stavo rendendo bene in campo, aveva ragione Capello. Il campo è sempre il modo migliore per rispondere alle critiche“.

Anche se quella di Zaniolo non era la prima apparizione ma la quinta, l’idea è stata la stessa trasmessa quella notte da De Rossi. La sensazione chiara, netta, di un talento che sarà un pilastro della Nazionale.

Ma la vera sfida che ha vinto ieri sera Zaniolo è stata convincere definitivamente Mancini – ma non ce n’era bisogno – della bontà della scelta fatta a suo tempo: quando con la preveggenza che gli è propria da sempre, nel decifrare il talento dei giocatori, lo chiamò in Nazionale che doveva ancora debuttare in Serie A. È stata dimostrargli che potrà essere non solo un suo aspirante titolare, ma pure uno dei «famosi» multiruolo a cui il c.t. pensa già ora, quando fa ipotesi di compilazione della lista dei 23 per l’Europeo: perché Zaniolo gli ha mostrato tutte e due le facce che il Mancio voleva vedere ieri sera, prima esterno offensivo e poi mezzala. Ha segnato un gol per ruolo, è piaciuto là e qua, davanti e un po’ più indietro. “Io mi trovo bene sia da esterno che da mezzala, gioco dove mi chiede Mancini. Io penso solo a giocare e a divertirmi“. E ieri sera a divertire, soprattutto.


Roma, la prova dell'abbondanza

IL MESSAGGERO - CARINA - Alla luce delle due sconfitte che hanno preceduto la pausa (Moenchegladbach e Parma) e che hanno proiettato al momento la Roma fuori dalla zona Champions (è sesta) e a rincorrere nel girone di Europa League (dov’è terza a due gare dal termine), sarebbe ingiusto dimenticare il lavoro di Fonseca nell’emergenza. Poche mosse ma efficaci per la riqualificazione del gruppo, evidenti nel trittico Milan-Udinese-Napoli. A partire dalla scelta di impiegare un terzino più fisico a destra (Spinazzola o Santon), passando per Mancini mediano nel 4-1-4-1 in proiezione difensiva e rispolverando Pastore che ai più sembrava ormai un calciatore destinato a campionati esotici.Ora, però, il momento del bisogno è finito ed è quantomeno curioso capire come si comporterà il tecnico. La Roma nell’emergenza s’è riscoperta più guardinga, meno spettacolare e ha dato il meglio di sé quando ha incontrato squadre che hanno accettato di fare la partita e non chiudersi. Cosa accadrà adesso che avrà di nuovo la qualità a disposizione? La mossa che viene scontata pensare è arretrare Mancini (al posto del titubante Fazio) vicino a Smalling e spostare Pellegrini di nuovo a centrocampo, per non perdere il momento-sì del Flaco.

Può apparire un paradosso ma Fonseca dovrà esser bravo – oltre a mantenere l’equilibrio tattico raggiunto – anche a controllare quello nello spogliatoio. Perché è più facile gestire una rosa dove i titolari sono riconosciuti e le riserve sono consapevoli del loro status. Chi nell’emergenza è riuscito ora a ritagliarsi un posto al sole, difficilmente accetterà di fare un passo indietro. Si chiama “abbondanza” che per ogni tecnico – dalla serie A ai dilettanti – viene sempre considerata “un bene, un vantaggio”. Ma che come tutti gli eccessi (passare di colpo dalla penuria alla possibilità di scegliere, scontentando inevitabilmente qualcuno), va maneggiata con cautela.


Questa Italia è da nove

IL MESSAGGERO - TRANI - E' il momento dell'Italia. Straripante e insaziabile. E di Mancini. Che chiude il suo straordinario 2019 con l'ennesimo record e l'ultima abbuffata: en plein nell'anno solare, con 10 vittorie successi in 10 partite delle qualificazioni europeE, raccolto mai visto nella storia azzurra. L'11° successo consecutivo è anche il più largo: 9-1 contro l'Armenia, primato assoluto dunque migliorato, a certificare la bontà nel nuovo corso. L'impronta del ct è d'autore. La Nazionale, giovane e allegra, entusiasma il pubblico allo stadio e coinvolge chi sta a casa davanti alla tv.

 
DOPPIO RUOLO - Entra, dopo l'intervallo, Orsolini (23° debuttante con questo ct, poi anche Meret, il 24°), fuori Barella. Zaniolo si abbassa a centrocampo e Mancini lo guida dallla panchina. Chiesa prende un altro palo. Velo di Immobile al limite dell'area e sinistro di Zaniolo che concede il bis. Adesso l'Italia esagera: Romagnoli fa centro in mischia, Jorginho su rigore conquistato da Orsolini che poi, con il gol di testa, brinda al suo esordio su invito di Chiesa. Che finalmente centra lo specchio, pure lui di testa, dopo la rete di Babayan per l'Armenia. Il pubblico del Barbera chiama a gran voce Mancini e chiede il 10° gol. Sarebbe servito per andare oltre il 9-0 contro gli Usa delle Olimpiadi di Londra nel 48.