Gran Zaniolo. Doppietta, magie, e stile. Capello: "Aveva ragione"

GAZZETTA DELLO SPORT - Palermo è anche la casa dove settembre 2004, Daniele De Rossi mise per la prima volta la maglia della Nazionale.  E onorò il debutto con il suo primo gol azzurro. Ieri Nicolò Zaniolo ha fatto lo stesso, anzi meglio: non uno ma due gol, conditi con un assist a Immobile e una partita complessivamente straordinaria, al di là dell’«aiuto» dato dall’Armenia. Da predestinato, appunto. “Stasera ho coronato un altro sogno – ha detto poi Nicolò – e il prossimo sarebbe essere convocato per l’Europeo. In passato sono stato anche criticato, ma fa parte del gioco. Era un periodo in cui non stavo rendendo bene in campo, aveva ragione Capello. Il campo è sempre il modo migliore per rispondere alle critiche“.

Anche se quella di Zaniolo non era la prima apparizione ma la quinta, l’idea è stata la stessa trasmessa quella notte da De Rossi. La sensazione chiara, netta, di un talento che sarà un pilastro della Nazionale.

Ma la vera sfida che ha vinto ieri sera Zaniolo è stata convincere definitivamente Mancini – ma non ce n’era bisogno – della bontà della scelta fatta a suo tempo: quando con la preveggenza che gli è propria da sempre, nel decifrare il talento dei giocatori, lo chiamò in Nazionale che doveva ancora debuttare in Serie A. È stata dimostrargli che potrà essere non solo un suo aspirante titolare, ma pure uno dei «famosi» multiruolo a cui il c.t. pensa già ora, quando fa ipotesi di compilazione della lista dei 23 per l’Europeo: perché Zaniolo gli ha mostrato tutte e due le facce che il Mancio voleva vedere ieri sera, prima esterno offensivo e poi mezzala. Ha segnato un gol per ruolo, è piaciuto là e qua, davanti e un po’ più indietro. “Io mi trovo bene sia da esterno che da mezzala, gioco dove mi chiede Mancini. Io penso solo a giocare e a divertirmi“. E ieri sera a divertire, soprattutto.


Roma, la prova dell'abbondanza

IL MESSAGGERO - CARINA - Alla luce delle due sconfitte che hanno preceduto la pausa (Moenchegladbach e Parma) e che hanno proiettato al momento la Roma fuori dalla zona Champions (è sesta) e a rincorrere nel girone di Europa League (dov’è terza a due gare dal termine), sarebbe ingiusto dimenticare il lavoro di Fonseca nell’emergenza. Poche mosse ma efficaci per la riqualificazione del gruppo, evidenti nel trittico Milan-Udinese-Napoli. A partire dalla scelta di impiegare un terzino più fisico a destra (Spinazzola o Santon), passando per Mancini mediano nel 4-1-4-1 in proiezione difensiva e rispolverando Pastore che ai più sembrava ormai un calciatore destinato a campionati esotici.Ora, però, il momento del bisogno è finito ed è quantomeno curioso capire come si comporterà il tecnico. La Roma nell’emergenza s’è riscoperta più guardinga, meno spettacolare e ha dato il meglio di sé quando ha incontrato squadre che hanno accettato di fare la partita e non chiudersi. Cosa accadrà adesso che avrà di nuovo la qualità a disposizione? La mossa che viene scontata pensare è arretrare Mancini (al posto del titubante Fazio) vicino a Smalling e spostare Pellegrini di nuovo a centrocampo, per non perdere il momento-sì del Flaco.

Può apparire un paradosso ma Fonseca dovrà esser bravo – oltre a mantenere l’equilibrio tattico raggiunto – anche a controllare quello nello spogliatoio. Perché è più facile gestire una rosa dove i titolari sono riconosciuti e le riserve sono consapevoli del loro status. Chi nell’emergenza è riuscito ora a ritagliarsi un posto al sole, difficilmente accetterà di fare un passo indietro. Si chiama “abbondanza” che per ogni tecnico – dalla serie A ai dilettanti – viene sempre considerata “un bene, un vantaggio”. Ma che come tutti gli eccessi (passare di colpo dalla penuria alla possibilità di scegliere, scontentando inevitabilmente qualcuno), va maneggiata con cautela.


Questa Italia è da nove

IL MESSAGGERO - TRANI - E' il momento dell'Italia. Straripante e insaziabile. E di Mancini. Che chiude il suo straordinario 2019 con l'ennesimo record e l'ultima abbuffata: en plein nell'anno solare, con 10 vittorie successi in 10 partite delle qualificazioni europeE, raccolto mai visto nella storia azzurra. L'11° successo consecutivo è anche il più largo: 9-1 contro l'Armenia, primato assoluto dunque migliorato, a certificare la bontà nel nuovo corso. L'impronta del ct è d'autore. La Nazionale, giovane e allegra, entusiasma il pubblico allo stadio e coinvolge chi sta a casa davanti alla tv.

 
DOPPIO RUOLO - Entra, dopo l'intervallo, Orsolini (23° debuttante con questo ct, poi anche Meret, il 24°), fuori Barella. Zaniolo si abbassa a centrocampo e Mancini lo guida dallla panchina. Chiesa prende un altro palo. Velo di Immobile al limite dell'area e sinistro di Zaniolo che concede il bis. Adesso l'Italia esagera: Romagnoli fa centro in mischia, Jorginho su rigore conquistato da Orsolini che poi, con il gol di testa, brinda al suo esordio su invito di Chiesa. Che finalmente centra lo specchio, pure lui di testa, dopo la rete di Babayan per l'Armenia. Il pubblico del Barbera chiama a gran voce Mancini e chiede il 10° gol. Sarebbe servito per andare oltre il 9-0 contro gli Usa delle Olimpiadi di Londra nel 48.

Kalinic va via a gennaio: caccia al vice-Dzeko

LEGGO - BALZANI - L'unico ricordo di Kalinic a Roma potrebbe restare il gol annullato col Cagliari che circa un mese e mezzo fa scatenò le furiose reazioni di Fonseca e Pallotta. Il croato, infatti, ha già le valigie pronte e a gennaio dovrebbe tornare all'Atletico Madrid con 6 mesi di anticipo rispetto alla fine del prestito annuale. La maledizione del vice Dzeko, quindi, continua. Dopo i bocciati Defrel e Schick è ora il turno di Kalinic che ha accumulato appena 76' in campionato spalmati su tre spezzoni (dimenticabili) di partita. Poi il grave infortunio patito contro la Samp: frattura della testa del perone e lesione del legamento collaterale mediale del ginocchio. L'ennesimo stop di una carriera in picchiata dopo i flop con Milan e Atletico. In estate la Roma lo aveva preso per sostituire il partente Schick ma lo stato di forma di Kalinic era sembrato piuttosto indietro rispetto al resto del gruppo. Poi il crack che lo terrà fuori almeno fino a gennaio, mese in cui dovrebbe fare ritorno all'Atletico. La Roma sarebbe costretta quindi a trovare subito un nuovo vice Dzeko. Il bosniaco, infatti, a 33 anni è stato costretto a giocarle tutte in campionato totalizzando il 96% di presenze alle quali si sommano quelle in Europa League e in nazionale. Nelle ultime due settimane la stanchezza si è fatta sentire, e il rendimento di Edin è calato. L'ipotesi interna prevede l'utilizzo di Zaniolo come falso nove, ma sul mercato si valutano diverse piste. In primis quella che porta a Kean fin qui deludente all'Everton che però lo ha pagato oltre 30 milioni in estate. Ergo: non basta il prestito secco, ma serve anche un riscatto piuttosto alto. E' stato offerto Seferovic dal Benfica che però non convince mentre è tornato a circolare il nome di Mariano Diaz del Real Madrid. Per un Kalinic che già parte c'è un De Rossi che resta. Al Boca. L'ex capitano ha deciso di rinnovare il contratto fino al 2021 per ripagare la fiducia del club che lo ha visto scendere in campo col contagocce a causa di diversi infortuni.


Kolarov e Dzeko, record minutaggio

NICOLA VENTURINI - Ci sono dei giocatori a cui Fonseca veramente non riesce a farne a meno. A parte il portiere Pau Lopez (che ha collezionato 15 presenze e 1350'), il giocatore con più minutaggio nelle gambe è Aleksandar Kolarov il quale finora ha disputato 1361' in 16 presenze. Infatti difficilmente il terzino serbo è rimasto fuori dalle scelte del tecnico lusitano sia perché l'alternativa dovrebbe essere Spinazzola, ma viene il più delle volte preferito sulla fascia destra, sia perché è difficile rinunciare alla personalità che ogni volta Kolarov trasmette in campo. Tra gli irrinunciabili di Fonseca c'è anche Edin Dzeko che in 15 presenze ha accumulato 1288'. Nessuna tregua per il centravanti bosniaco che non è stato risparmiato neanche quando ha subito la doppia frattura allo zigomo. Infatti il 9 giallorosso è stato costretto a giocare addirittura con una maschera protettiva per via dell'assenza di Kalinic, suo naturale sostituto, fermo dal 20 ottobre scorso per la frattura della testa del femore. Appena fuori dal podio figura Gianluca Mancini con 1157' disputati in 14 presenze nel ruolo di difensore centrale e in quello di mediano davanti alla difesa. Tra i calciatori poi che hanno giocato più di mille minuti ci sono Nicolò Zaniolo con 1151' ma in 16 presenze, Justin Kluivert con 1140' e Veretout con 1108', entrambi in 14 presenze. Fanalino di coda di questa speciale classifica è inevitabilmente il terzo portiere Daniel Fuzato con ancora 0 minuti disputati. Grida vendetta il penultimo posto di Davide Zappacosta con soli 13' in campo a causa della lesione di secondo grado al soleo sinistro prima e la rottura del legamento crociato anteriore al ginocchio destro poi.


Ritorna prima anche Under. Fonseca dal papa

IL TEMPO - BIAFORA - Buone notizie per la Roma che ritrova in anticipo Cengiz Under. Il ct della Turchia Gunes ha concesso all’esterno offensivo (ma non a Cetin) e agli altri giocatori più rappresentativi di poter tornare in anticipo nelle rispettive squadre di club: i turchi hanno già in tasca la qualificazione ad Euro 2020 e nella partita di ieri sera contro Andorra l'allenatore ha preferito dare più spazio a chi ha giocato meno. Under sarà quindi a disposizione di Fonseca già a partire da oggi pomeriggio per il primo allenamento della settimana in vista della sfida con il Brescia. Chi non è riuscito a strappare un biglietto diretto per gli Europei della prossima estate è Kolarov, in campo per tutti e novanta i minuti da difensore centrale della sfida pareggiata per 2-2 contro l'Ucraina. La Serbia può però ancora sperare nei play-off di marzo, in cui si affronteranno le migliori terze dei gironi di qualificazione e le vincitrici delle varie leghe di Nations League per gli ultimi quattro posti a disposizione. Questa sera toccherà alla Bosnia di Dzeko, che affronta il Liechtenstein, all'Italia di Florenzi e Zaniolo, attesa dal match con l'Armenia, e alla Spagna di Pau Lopez. Il portiere catalano per la gara con la Romania si accomoderà in panchina dopo aver fatto il proprio esordio da titolare nella partita con Malta. Gli ultimi a rientrare a Trigoria saranno infine Kluivert e Fuzato. Spostando lo sguardo al mercato dall’entourage di Kalinic arrivano secche smentite sulla possibilità che la Roma interrompa in anticipo il prestito oneroso del croato, alle prese con la riabilitazione dopo la frattura al perone. Intanto ieri Fonseca e Fienga hanno partecipato al pranzo offerto da Papa Francesco in occasione della terza Giornata Mondiale dei Poveri: al Santo Padre sono state donate due maglie personalizzate con il logo dell'evento.


Pellegrini e Mkhitaryan sono pronti a tornare

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fonseca aveva detto a tutti di staccare mentalmente e così i giocatori hanno fatto, prima di iniziare un filo di allenamenti e partite che durerà fino a Natale. Da oggi riprenderanno a pieno ritmo Mkhitaryan e Pellegrini, anche se l’armeno è leggermente più avanti. I due spingono per rientrare con il Brescia domenica alle 15, ma Fonseca li convocherà solo se non ci saranno rischi. Stesso discorso vale per Mancini: da valutare l’indurimento al polpaccio sinistro, per un paio di giorni dovrebbe lavorare ancora a parte. 


Smalling, al via il braccio di ferro. Lo United non fa sconti

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo i primi sondaggi esplorativi solamente informali, da oggi la trattativa è pronta ad entrare nel vivo. Le prime notizie che arrivano dall’Inghilterra non sono estremamente incoraggianti, perché il Manchester United non vuole scendere sotto i 20 milioni per il cartellino di un difensore in cui credono parecchio, che un paio di mesi fa ha rinnovato fino al 2022. La Roma ha esigenze di bilancio non banali e al momento non vuole offrire ai Red Devils più di 15 milioni. Tra quattro giorni Smalling compirà 30 anni e il giocatore chiederà di sicuro un prolungamento di contratto fino al 2023, quando avrà 34 anni, oltre ad un ingaggio robusto, di circa 3.5 milioni.


Zaniolo sì, ma… Castrovilli in forte ascesa

LA GAZZETTA DELLO SPORT - A sette mesi dall’Europeo e con mezzo campionato ancora da giocare, è un po’ presto per le liste definitive, ma i posti disponibili sono soltanto un paio. Quelli con più possibilità sono Zaniolo, Tonali e uno tra Meret e Gollini. Mancini attende il romanista nel ruolo di mezzala dove, però, sta facendo molto bene anche Castrovilli, ieri eccellente in allenamento e nelle grazie del c.t. azzurro, potrebbe far saltare alcune gerarchie. Prima di rinunciare a Zaniolo, meglio pensarci bene, in Italia non c’è un giocatore come lui, con quella corsa, prepotente, offensivo e col senso del gol. Per lui, come per Kean, resta la variabile comportamento.


Fonseca e Fienga dal Papa: “È stato indimenticabile”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri l’allenatore della Roma Fonseca e l’a.d. Guido Fienga erano in Vaticano per ilpranzo organizzato dalla Santa Sede per 1500 poveri. Attraverso la fondazione Roma Cares, Fonseca e Fienga hanno regalato due maglie al Papa: una sarà autografata e messa all’asta per beneficenza. “Oggi è stato un giorno molto speciale -così Fonseca-. Ho avuto il privilegio di incontrare il Papa. Ho voluto partecipare al pranzo per più di mille perone meno fortunate di noi. È stato indimenticabile“.


Roma: gli ex valgono 70 milioni

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma controlla tanti calciatori mandati a giocare a volte per scelta ed altre per necessità. Nel pacchetto dei maggiori, c’è più di una sporca dozzina – esattamente 14 – che potrebbe portare nelle casse qualcosa come 70 milioni, pronti a essere reinvestiti sul mercato, innanzitutto per il riscattodi Smalling. Parliamo ad esempio di Robin Olsen, che è tra gli artefici del miracolo Cagliari e che quindi potrebbe essere riscattato o, altrimenti, ceduto all’estero per almeno una decina di milioni. Storia diversa quella di Nzonzi, il cui prestito biennale al Galatasaray (altri 500.000 euro a giugno) potrebbe essere coronato dal riscatto. Il lato più malinconico, manco a dirlo, è quello che riguarda Patrik Schick, che al Lipsia non sta trovando lo spazio che sperava. È ovvio che sia lui quello che porterebbe la maggior parte del tesoretto (circa 28 milioni), ma da lui ci si aspetta una seconda parte di stagione all’altezza delle sue potenzialità. Tra quelli potenzialmente utili, in tutti i sensi, il caso più immediato è quello di Bruno Peres. La Roma lo aveva prestato al San Paolo, che a sua volta lo aveva girato al Recife. Il 31 dicembre questa giostra dovrebbe terminare col ritorno del brasiliano in giallorosso.


Oggi ripresa del lavoro a Trigoria. Mancini, prima prova di recupero

IL MESSAGGERO - Dall’emergenza all’abbondanza: Paulo Fonseca attende il rientro di tutti i Nazionali per fare le sue scelte in vista della sfida con il Brescia. Oltre alla trequarti - il reparto più florido con sette giocatori per tre maglie - oggi pomeriggio il tecnico tenterà di capire come sciogliere i dubbi in difesa. Mancini è rientrato dalla Nazionale con un indurimento del polpaccio sinistro, in settimana i medici valuteranno come procederà il percorso di recupero, ma se non dovesse farcela per il campionato sarà sicuramente pronto per la gara di Europa League in Turchia contro l’Istanbul Basaksehir. Chance di mettere qualche minuto nelle gambe alla ripresa dovrebbe averle Mkhitaryan, rientrato dall’infortunio. Fine settimana di relax per chi non è volato in Nazionale: Spinazzola è partito per l’Umbria, Veretout ha raggiunto Firenze, mentre Smalling è rimasto nella Capitale. Così come Paulo Fonseca che ieri è stato ospite in Vaticano da Papa Francesco («è stato un giorno molto speciale», ha twittato Paulo), assieme all’ad del club Guido Fienga, per la terza giornata Mondiale dei Poveri. In aula Paolo VI è andato in scena un pranzo per 1500 bisognosi e 150 volontari offerto dalla fondazione benefica Roma Cares.