Per Cristante è il giorno decisivo. Sollievo Jesus
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Era solo affaticamento quello che ha costretto Juan Jesus a saltare la trasferta di Udine. (...) Più delicata la situazione di Cristante, che sempre oggi sarà sottoposto ad una risonanza magnetica al tendine dell’adduttore destro. Referto e immagini saranno subito spedite al professor Orava, a Turku (Finlandia), che deciderà se operarlo oppure optare per una strategia conservativa.
Nel nome del padre. Kluivert i progressi e il segno del destino
LA GAZZETTA DELLO SPORT - (...) Il gol del figlio è stato nettamente più bello di quello del padre e, soprattutto, è stato utile per portare a casa una vittoria. Non sapeva, Justin Kluivert, che l’Udinese sarebbe entrata nel suo destino in una sera fredda di fine ottobre. Anche suo padre infatti aveva segnato ai friulani e non un gol qualsiasi, ma il suo primo in Italia: era il settembre del 1997 e Patrick mise a segno la sua prima marcatura con il Milan, non riuscendo però a evitare la sconfitta dei rossoneri. (...) Kluivert senior chiuderà poi il suo percorso in Italia con 9 reti, numero che il figlio può già ambire a superare, essendo a 5. Il giocatore è cresciuto quest’anno, non solo dal punto di vista realizzativo ma anche dal quello difensivo: la media per ruolo di palle recuperate a partita in questo campionato è 1,82, lui è a 2,50. Anche la media dei contrasti vinti è superiore a quella dei suoi “colleghi” (0,75 contro 0,28), segno che la cattiveria sta diventando quella che Fonseca pretende.
Il coraggio di Fonseca fa volare Mancini in regia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Guai a farsi sedurre dagli spettri allegri di Halloween. Quelli veri, in realtà, nel calcio italiano non offrono infatti dolcetti o scherzetti, ma solo polemiche o rimpianti. Paulo Fonseca è stato bravo ad entrare nel nostro mondo in punta di piedi, ma con idee via via più chiare, mostrando un coraggio che adesso sta cominciando a pagare. (...) Non banalizzate, soprattutto, la trovata di collocare Mancini a centrocampo, credendoci così tanto da saper dire di no agli alibi che tanti malinconici svincolati — da Rodwell a Buchel – gli avrebbero offerto. L’ex dell’Atalanta, in fondo, è la vera sorpresa tattica di questo inizio di stagione. Da difensore arcigno sull’uomo e pronto sempre all’anticipo (come lo voleva Gasperini) a centrale pronto a lavorare «con la linea» (come gli chiede Fonseca) il salto è grande. Figuratevi trasformarsi in mediano pronto a prendere palla ed impostare il gioco. Una rivoluzione copernicana che il portoghese ha avviato senza paura, puntando su un ragazzo di 23 anni. (...) Il risultato di tutto questo è il 4° posto davanti al Napoli di Ancelotti in arrivo. Per eliminarlo dalla Champions, nel 2017, si travestì da Zorro. Stavolta, forse, gli basterà essere solo se stesso.
Roma, laboratorio per la Champions
IL MESSAGGERO - TRANI - Nitida l'immagine dalla Dacia Arena: se la squadra resta in pieno controllo in campo, l'allenatore lo è in panchina. Questa la Roma di oggi. Che lavora di gruppo per tenersi stretta la zona Champions, con i giocatori in scia di Fonseca, trascinatore e stratega. Con regole e schemi. Cioè il comportamento e la traccia. E la chiarezza. Il nuovo salto verso l'alto dipende, comunque, dalla continuità: la Roma è di nuovo al 4° posto dopo i 2 successi di fila contro il Milan e l'Udinese. Accadde pure alla quarta giornata, dopo quelli contro il Sassuolo e il Bologna e prima di cadere in casa con l'Atalanta, ad oggi l'unico ko in 13 partite stagionali, alle quali bisogna aggiungere pure le amichevoli estive.
LOGICA AL POTERE - Fonseca non s'inventa mai niente. È coerente anche quando spiega alla vigilia di un match, senza magari anticipare le sue mosse, come mettere i giocatori a proprio agio. L'esempio è proprio la posizione di Mancini che non ha certo tirato fuori da cilindro. Si è confrontato con l'interessato che da giovanissimo (nella Fiorentina) interpretò bene il ruolo di mediano. Ora, senza Cristante e Pellegrini (e Diawara), è il simbolo del nuovo corso. E del 4-1-4-1 camaleontico che permette alla Roma di attaccare con il tridente, il doppio trequartista e i terzini in alternanza. E di difendere con il 4-2-3-1 (o il 4-4-1-1).
NESSUN COMPROMESSO - Il coinvolgimento del gruppo passa attraverso la sincerità di ogni scelta. Il portoghese non conquista la stima dei giocatori perché fa ruotare gli interpreti, usando il turnover come avviene altrove. Lui li chiama in causa solo quando e dove ne ha bisogno. Non li schiera tanto per farli contenti. Il caso di Florenzi è inequivocabile: il capitano va in panchina perché nella rosa c'è chi difende meglio di lui. Spinazzola, Santon e addirittura Cetin. I riferimenti nello spogliatoio sono alcuni leader: Kolarov e Dzeko davanti agli altri. Anche Smalling. E comunque Fazio. Ma poi l'allenatore cura il dialogo con Pastore: in piena emergenza, sfrutta il suo Dna che è tecnica allo stato puro. E difende, in pubblico, il talento di Zaniolo, l'ariete ventenne che può aprire qualsiasi difesa e risolvere ogni partita. L'unica arrabbiatura dopo lo zero assoluto di Marassi. La mattina del 21 ottobre chiese alla squadra personalità e ambizione. Su Instagram, l'ha invece elogiata dopo lo straripante 0-4 della Dacia Arena: «A Udine abbiamo conquistato una vittoria di grande carattere. Grazie per il vostro enorme supporto in tutti i momenti. Adesso torniamo al lavoro per preparare la gara di sabato. Daje Roma».
PRESENZA TOTALE - Le sostituzioni di Udine pensando al Napoli. Subito fuori Pastore, stremato dopo la terza gara da titolare. E a seguire Kluivert e Zaniolo. Quindi il trio da preservare per domani. Resta in campo Mancini, invece, nonostante l'ammonizione presa ad inizio partita. Con Fazio espulso e quindi squalificato, rischio altissimo di perdere il possibile partner di Smalling. Fonseca lo ha avvisato: evita di fare fallo. Al minuto 25 della ripresa, parte la prova generale per lo scontro diretto dell'Olimpico. Cetin a centrocampo vicino a Veretout. E subito dopo in difesa per far coppia con Smalling. Spazio anche a Perotti per aumentare il suo minutaggio: se Pastore non recupera, tocca a lui. Da esterno, con Zaniolo accentrato. E dentro pure Florenzi per dimostrargli che non è stato bocciato a priori. Tant'è vero che va sulla fascia, ma non da difensore.
Serie A, prima vittoria rossonera per Pioli. Milan-Spal 1-0
E' terminato il turno infrasettimanale di Serie A con il Milan che ha trovato il suo primo successo da quando Pioli siede in panchina.
Decisivo Suso al 63', che insacca direttamente da punizione battendo il portiere sulla destra. Al 12' il Milan aveva colpito una traversa con Castillejo.
Insideroma Daily News - I giallorossi tornano a Trigoria in vista di Roma-Napoli. Smalling, affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere
Grande entusiasmo in casa Roma per la vittoria ottenuta in trasferta sull'Udinese con il punteggio di 0-4. Gli uomini di Paulo Fonseca non avranno però il tempo per rilassarsi, visto l'imminente impegno casalingo contro il Napoli, sfida in programma per sabato alle 15.00. E' lo stesso tecnico portoghese a gioire su Instagram per i tre punti conquistati ma a puntare sin da subito alla sfida contro i partenopei. I giallorossi sono dunque tornati a Trigoria per preparare lo scontro diretto per il quarto posto: scarico per i calciatori impegnati nella gara di ieri, lavoro atletico per gli altri.
Novità sul fronte mercato: oltre al tesseramento in giallorosso di Tall Lamine Junior, giovane attaccante del Senegal, si registrano novità nella trattativa per Smalling: affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere il quale Petrachi si starebbe muovendo con largo anticipo. Il calciatore inglese ha anche rilasciato alcune dichiarazioni per i taccuini di un portale sportivo britannico: "Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il mister non vuole soltanto tornare tra le prime quattro, vuole vincere un trofeo"
Rese note, infine, le modalità di vendita dei tagliandi per assistere a Parma-Roma.
Simplicio: "Roma-Napoli è sempre stata una bella gara. La VAR non mi piace, ha cambiato il calcio"
Fabio Simpicio, ex centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per parlare dei suoi ricordi legati a Roma-Napoli e dire lasua salla VAR:
"In Brasile si vive bene, ma l’Italia mi manca. Il VAR non mi piace perché ha cambiato il calcio, lo ha rallentato molto. Non sono preparati ad usare questo strumento, la usano un pò troppo ed è un pò un casino perché si perde troppo tempo. Gli errori che si valutano, sono quelli millimetrici. Roma-Napoli? Ho bei ricordi, contro il Napoli abbiamo sempre fatto belle partite e anche sabato sarà una bella gara. Sono due squadre importanti e che offrono spettacolo. Allan mi piace, mi somiglia perché non ha paura di affrontare gli avversari e perché dà sempre tutto in campo. Nel mio periodo in Italia ho giocato con tantissimi giocatori forti, ma il più grande è stato Domenico Morfeo".
Smalling: "Venire alla Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, è un grande club. Qui i tifosi sono pazzi, senti il loro amore"
In queste ore la Roma sta intavolando con il Manchester United una trattativa per riscattare il difensore Chirs Smalling. L'inglese, ieri a segno contro l'Udinese, ha parlato del perchè ha scelto la Roma in una lunga intervista per theathletic.com:
"Ho iniziato a pensare di giocare lontano dallo United abbastanza tardi nella finestra di mercato. Avevo firmato un nuovo contratto con il Manchester sei mesi prima e stavo giocando regolarmente quando è arrivato Solskjaer. Poi si è parlato di un nuovo difensore centrale per tutta l’estate. Non era un problema per me, è parte della sfida e lo United aveva acquistato Lindelof e Bailly nelle ultime stagioni. Li ho accolti, ho lavorato duramente e alla fine della stagione avevo giocato più di tanti in squadra. Ole ha schierato Victor Lindelof e Harry Maguire nelle prime partite e ha lasciato Axel Tuanzebe in panchina. Se non avessi giocato così tanto negli anni precedenti, sarei stato felice di giocare in Europa League e di giocare in altre partite a seconda della forma fisica, ma alla fine della sessione di mercato, sentivo di aver bisogno di una chiara immagine di dove mi trovassi. Sono stato in costante contatto con Ole e mi ha detto che avrei giocato una buona quantità di partite. Avrei giocato 20-25 partite, forse di più, poi la Roma ha fatto la sua offerta. Mi è stato detto che potevo giocare 40-50 partite con la Roma, forse il doppio di quanto avrei giocato allo United.
Allo United avrei potuto prendere i miei stipendi, ero appena diventato padre di un bambino, ero a Manchester con la mia famiglia. Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il manager non vuole soltanto tornare tra i primi quattro posti, vuole vincere un trofeo. Di recente la Roma ha avuto delle ottime serate in Champions League, ma l’Europa League qui è importante in questa stagione. Mia moglie mi ha sempre sostenuto e mi ha detto "Se vuoi trasferirti, lo faremo. Faremo ciò che è meglio per il tuo calcio". Sapevo che avrebbe detto così e l’ho apprezzato. Quindi mi sono trasferito. Ho vissuto in hotel per un mese e poi ci siamo spostati in una bellissima casa la scorsa settimana. È appena fuori Roma, è circondata dal verde che è molto importanti per i nostri cani. Ora sono tutti qui ed è positivo. Ho dovuto cambiare il mio guardaroba. Alla fine di ottobre c’erano 28 gradi e questo è un vantaggio.
Perché ho lasciato il Manchester? Volevo giocare ogni partita. Ho parlato con l’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, e mi ha spiegato che aveva bisogno di un centrale con gli attributi. Nessun giocatore può essere certo di giocare ogni partita, ma sapevo che se fossi stato in forma allora avrei potuto giocare regolarmente. L’ho fatto e la reazione dello staff tecnico e dei tifosi ha aumentato la mia fiducia. L'italiano? Non è facile, non aiuta il fatto che così tante persone parlino in inglese. Potrei cavarmela in campo solo comunicando in inglese, anche se ho bisogno di parlare in italiano in campo, conosco già le parole chiave. Ma è importante per me fare lo sforzo di imparare l’italiano. Non è l’ideale quando i ragazzi stranieri vengono in Inghilterra e il loro inglese non è buono anni dopo. Parlare la lingua fa una grande differenza fuori dal campo. Non parlerò fluentemente, ma farò del mio meglio.
Avevo già incrociato Kolarov e Dzeko. Eravamo rivali ed erano amichevoli, ma non conoscevo abbastanza bene nessuno da rispondere al telefono quando sono arrivato. Ho ricevuto chiamate però. Il capitano Alessandro Florenzi mi ha mandato un messaggio quando stavo per unirmi alla squadra: “Ciao Chris, sono Alessandro Florenzi. Benvenuto nella squadra. Sono molto felice del tuo approdo, ci vediamo presto”. La Roma è stata accogliente. L’allenamento è simile a quello dello United. Giochiamo ogni 3-4 giorni, quindi recuperiamo, poi facciamo una partita incentrata sul possesso palla in allenamento il giorno prima del match. Ho anche lavorato un po’ di più sulla tattica e sul pressing durante la pausa per le Nazionali. Inghilterra? Non chiuderò le porte all’Inghilterra fino a quando non appenderò gli scarpini al chiodo, ma le possibilità con Southagate sembrano ridotte, indipendentemente da quanto bene ho fatto allo United o qui. Questa è una scelta del tecnico, ma io spero la situazione cambi. Forse mi guarderà sotto una luce differente giocando bene in Italia dove sanno qualcosa in più sulla difesa. Penso che sarò un giocatore migliore quando tornerò a Manchester il prossimo maggio.
Fonseca vuole una linea difensiva molto più alta di quanto abbia mai giocato prima. Voleva un difensore rapido ed aggressivo e questo sono io. Ho guardato i video e trovato interessanti le tattiche. È un gioco più tattico qui. In Italia giocano a 3 o 5 dietro e due attaccanti in avanti, con molte palle tra le linee. Le squadre sono più difficili da superare. Ogni volta che si allarga la palla, gli attaccanti si spostano verso l’interno. Qui sono due contro due. Mi sento più in guardia, che devo fare molto di più perché l’allenatore vuole che noi giochiamo con la linea difensiva alta. Ho giocato con Fazio che parla inglese e anche con Mancini, che ha firmato questa estate con la Roma. Stiamo diventando più forti partita dopo partita e stiamo concedendo alle squadre pochissime opportunità.
I tifosi sono pazzi qui, lo stadio è molto rumoroso, soprattutto gli ultras. Le persone mi vedono in strada e vengono sempre a dirmi "Forza Roma". Qualcuno è venuto al campo d’allenamento e mi ha regalato un disegno che mi ritraeva con mio figlio. Senti il loro amore e questo ti rende più fiducioso".
Fazio squalificato per una giornata, ammenda di 1.500 euro per Dzeko
Il giudice sportivo ha deciso per la squalifica di Fazio. Dopo il cartellino rosso per il giocatore della Roma è arrivata la giornata di squalifica comunicata dal sito ufficiale Legaseriea.com: ma le punizioni non finiscono qui. Edin Dzeko ha ricevuto un'ammenda di 1.500.
Carlo Ancelotti non sarà presente in panchina contro la Roma: l'allenatore non ha trattenuto la rabbia contro l'arbitro Giacomelli durante la partita con l'Atalanta per non aver fischiato il fallo su Llorente da Kjear.
Due conferme: Nicolò bomber e l'ambizione della squadra
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Alla quarta trasferta di campionato (derby escluso), la Roma dà un'enorme dimostrazione di forza. Non tanto per aver battuto l'Udinese, ma per come ha vinto la partita. Con gioco, personalità e maturità da vendere. Una gara che, al di là del risultato finale, è stata pesantemente condizionata da Massimiliano Irrati. L'arbitro, con la Roma già in vantaggio per la rete dello straripante Zaniolo, ha espulso Fazio alla mezzora della prima frazione per un fallo su Okaka visto soltanto dal direttore di gara toscano. Non è la prima volta che Irrati si mette di traverso sulla strada della Roma (ricordate quel Roma-Inter con Orsato al Var?) e questo nuovo episodio, dopo la pessima direzione di gara di Massa in Roma-Cagliari e quella oscena di Collum contro il Borussia M'Gladbach, getta luci sempre più inquietanti sul rapporto tra il club e il mondo arbitrale. Ma la grottesca gaffe di Irrati non è bastata per mandare ko gli straripanti giallorossi di Paulo Fonseca; anzi: successo scintillante, a segno anche Smalling, Kluivert e Kolarov con l'uomo in meno, altri tre punti e sorpasso Champions sul Napoli, avversario sabato all'Olimpico.
Un risultato che dà sostanza vera alle due precedenti prestazioni e che amplifica le altre vittorie esterne (Bologna e Lecce: in più, il pari in casa Samp). Questo per dire che, numeri alla mano, forse quella di Fonseca è una squadra da esportazione. Ma poco conta, adesso. Conta che la Roma è una squadra. Vera. Tosta. Sia all'Olimpico che lontano dalla Capitale, Fonseca nell'ultimo mese ha dovuto fare i conti con mille ostacoli, legati agli infortuni e quindi alle assenze che hanno condizionato il suo lavoro. Il rendimento della squadra, però, non ne ha risentito. Anzi, paradossalmente è migliorato. La gagliarda prova di Udine sta lì a confermarlo.
NUMERO 10 E Nicolò Zaniolo continua a segnare. Alla Dacia Arena, cioè sul terreno di gioco che lo aveva visto esordire con la maglia della Nazionale A nello scorso marzo contro la Finlandia, il numero 22 è andato a bersaglio per la terza volta di fila, centrando la prima rete lontano da Roma e dando il la alla vittoria della Roma. Decimo gol complessivo per un ragazzo che sta dando concreta continuità alle proprie prestazioni. Una rete, quella in terra friulana, da centravanti vero; uno di quelli pronti a sfruttare l'errore del difensore prima di calciare verso la porta avversaria. E a Zaniolo è riuscito il colpo da biliardo di piazzare il pallone esattamente tra le gambe di Musso, l'estremo difensore di Igor Tudor. Quello del quattro, zitto e tutti a casa di Tottiana memoria. Una triste storia infinita, la sua.
Il capolavoro di Fonseca: in 10 non difende, attacca
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Sotto sotto, Fonseca lo avrà pensato: alla Dacia Arena si è materializzato un mio piccolo capolavoro. Perché alzi la mano chi non ha pensato che la Roma, dopo l'espulsione di Fazio, si sarebbe psicologicamente liquefatta. Perché quel rosso non c'era e non ci voleva, perché la squadra stava giocando a pallone, con continuità, dando la sensazione che il raddoppio sarebbe presto arrivato, invece vai nello spogliatoio credendo che l'1-1 sarebbe stato scontato, questo era il pericolo. Invece ecco, appunto, il capolavoro. «Ha detto ai ragazzi di mantenere equilibrio mentale e di continuare a giocare, senza pensare solo a difenderci». Questo è Fonseca, non italianizzato.
JIM DIXIT La Roma ha cominciato a svolazzare, ora è quarta e pure Pallotta, con un tweet gioioso e allusivo, fa capire il suo stato d'animo. «Noi più forti del cartellino rosso. Amo questa squadra», mister Jim dixit. Ed ecco ancora mister Paulo. «Il percorso deve portarci a giocare le partite con la stessa mentalità. Qui a Udine non è stato facile, ma abbiamo mostrato carattere e personalità. abbiamo reagito tutti insieme, abbiamo sempre provato a giocare anche con uno in meno e abbiamo fatto tre gol. Ma possiamo fare ancora di più. Il rosso a Fazio? Non ne voglio parlare, penso sia chiaro». Per un Pastore in grande spolvero, c'è un Florenzi che è alla terza panchina consecutiva. «Per quanto riguarda Javier è soprattutto una questione fisica, ora sta bene. E' stato in campo nelle ultime partite, con l'Udinese ha giocato un match bellissimo. Ha grande qualità, sta recuperando fiducia. Quanto a Florenzi, invece, sta bene, è solo una mia scelta. E' il nostro capitano, un bravissimo giocatore, che lavora molto bene ed è solo una questione di scelte. La squadra sta giocando bene con questi giocatori e penso che Florenzi prima o poi potrà giocare». Fonseca si bea e conta i calciatori recuperati (rispetto alla passata annata) in questa frazione di stagione.
JUSTIN IN ALTO Uno di questi è Kluivert. Pure qui, tutta una questione di fiducia. «La sento da parte dell'allenatore, è importante per un giovane calciatore come me. Ho visto una bella Roma, Abbiamo giocato in 10, ma ci abbiamo messo il cuore. Tutti insieme. Voglio segnare sempre di più. E' il mio momento migliore da quando sono a Roma, se pure non ci sto da tanto tempo. Questa è una bella fase per tutti, ho fiducia in questa squadra, ci sono molti giocatori bravi e sono contento di stare qui».
Conferenza stampa Fonseca: "La squadra ha mantenuto l'equilibro. Dobbiamo lottare con questo atteggiamento"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro l'Udinese. Queste le sue parole:
Che tipo di partita si era immaginato nell'intervallo? Cosa ha detto ai giocatori tra il primo e il secondo tempo?
"Era necessario mantenere l'equilibrio. Non dobbiamo solo difendere. Io credevo che con il tempo e con questo risultato potevamo avere più spazio per attaccare. La squadra ha mantenuto l'equilibrio difendendo molto bene e in contropiede è stata sempre molto pericolosa".
Come si spiega il diverso atteggiamento tra la partita con la Samp e quella di oggi?
"La partita con la Sampdoria è stata importante per noi per capire che non è così che si può vincere. La squadra ha cambiato l'atteggiamento e ha capito che è importante lottare in tutta la gara. Abbiamo cambiato soprattutto la mentalità".
Con tutti questi problemi che ha avuto la Roma fino ad oggi, immaginava di arrivare allo scontro diretto con il Napoli davanti ai partenopei?
"Io penso sempre alla vittoria, sono ottimista. È vero che la partita contro il Napoli è importante, ma non è decisiva. Dobbiamo pensare solo a lottare per i tre punti con questo atteggiamento".