Insideroma Daily News - I giallorossi tornano a Trigoria in vista di Roma-Napoli. Smalling, affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere
Grande entusiasmo in casa Roma per la vittoria ottenuta in trasferta sull'Udinese con il punteggio di 0-4. Gli uomini di Paulo Fonseca non avranno però il tempo per rilassarsi, visto l'imminente impegno casalingo contro il Napoli, sfida in programma per sabato alle 15.00. E' lo stesso tecnico portoghese a gioire su Instagram per i tre punti conquistati ma a puntare sin da subito alla sfida contro i partenopei. I giallorossi sono dunque tornati a Trigoria per preparare lo scontro diretto per il quarto posto: scarico per i calciatori impegnati nella gara di ieri, lavoro atletico per gli altri.
Novità sul fronte mercato: oltre al tesseramento in giallorosso di Tall Lamine Junior, giovane attaccante del Senegal, si registrano novità nella trattativa per Smalling: affare da 12 milioni di euro più 3 di bonus per chiudere il quale Petrachi si starebbe muovendo con largo anticipo. Il calciatore inglese ha anche rilasciato alcune dichiarazioni per i taccuini di un portale sportivo britannico: "Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il mister non vuole soltanto tornare tra le prime quattro, vuole vincere un trofeo"
Rese note, infine, le modalità di vendita dei tagliandi per assistere a Parma-Roma.
Simplicio: "Roma-Napoli è sempre stata una bella gara. La VAR non mi piace, ha cambiato il calcio"
Fabio Simpicio, ex centrocampista della Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per parlare dei suoi ricordi legati a Roma-Napoli e dire lasua salla VAR:
"In Brasile si vive bene, ma l’Italia mi manca. Il VAR non mi piace perché ha cambiato il calcio, lo ha rallentato molto. Non sono preparati ad usare questo strumento, la usano un pò troppo ed è un pò un casino perché si perde troppo tempo. Gli errori che si valutano, sono quelli millimetrici. Roma-Napoli? Ho bei ricordi, contro il Napoli abbiamo sempre fatto belle partite e anche sabato sarà una bella gara. Sono due squadre importanti e che offrono spettacolo. Allan mi piace, mi somiglia perché non ha paura di affrontare gli avversari e perché dà sempre tutto in campo. Nel mio periodo in Italia ho giocato con tantissimi giocatori forti, ma il più grande è stato Domenico Morfeo".
Smalling: "Venire alla Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, è un grande club. Qui i tifosi sono pazzi, senti il loro amore"
In queste ore la Roma sta intavolando con il Manchester United una trattativa per riscattare il difensore Chirs Smalling. L'inglese, ieri a segno contro l'Udinese, ha parlato del perchè ha scelto la Roma in una lunga intervista per theathletic.com:
"Ho iniziato a pensare di giocare lontano dallo United abbastanza tardi nella finestra di mercato. Avevo firmato un nuovo contratto con il Manchester sei mesi prima e stavo giocando regolarmente quando è arrivato Solskjaer. Poi si è parlato di un nuovo difensore centrale per tutta l’estate. Non era un problema per me, è parte della sfida e lo United aveva acquistato Lindelof e Bailly nelle ultime stagioni. Li ho accolti, ho lavorato duramente e alla fine della stagione avevo giocato più di tanti in squadra. Ole ha schierato Victor Lindelof e Harry Maguire nelle prime partite e ha lasciato Axel Tuanzebe in panchina. Se non avessi giocato così tanto negli anni precedenti, sarei stato felice di giocare in Europa League e di giocare in altre partite a seconda della forma fisica, ma alla fine della sessione di mercato, sentivo di aver bisogno di una chiara immagine di dove mi trovassi. Sono stato in costante contatto con Ole e mi ha detto che avrei giocato una buona quantità di partite. Avrei giocato 20-25 partite, forse di più, poi la Roma ha fatto la sua offerta. Mi è stato detto che potevo giocare 40-50 partite con la Roma, forse il doppio di quanto avrei giocato allo United.
Allo United avrei potuto prendere i miei stipendi, ero appena diventato padre di un bambino, ero a Manchester con la mia famiglia. Venire a Roma è stata una sfida che mi è piaciuta, un grande club con grandi aspettative. Il manager non vuole soltanto tornare tra i primi quattro posti, vuole vincere un trofeo. Di recente la Roma ha avuto delle ottime serate in Champions League, ma l’Europa League qui è importante in questa stagione. Mia moglie mi ha sempre sostenuto e mi ha detto "Se vuoi trasferirti, lo faremo. Faremo ciò che è meglio per il tuo calcio". Sapevo che avrebbe detto così e l’ho apprezzato. Quindi mi sono trasferito. Ho vissuto in hotel per un mese e poi ci siamo spostati in una bellissima casa la scorsa settimana. È appena fuori Roma, è circondata dal verde che è molto importanti per i nostri cani. Ora sono tutti qui ed è positivo. Ho dovuto cambiare il mio guardaroba. Alla fine di ottobre c’erano 28 gradi e questo è un vantaggio.
Perché ho lasciato il Manchester? Volevo giocare ogni partita. Ho parlato con l’allenatore della Roma, Paulo Fonseca, e mi ha spiegato che aveva bisogno di un centrale con gli attributi. Nessun giocatore può essere certo di giocare ogni partita, ma sapevo che se fossi stato in forma allora avrei potuto giocare regolarmente. L’ho fatto e la reazione dello staff tecnico e dei tifosi ha aumentato la mia fiducia. L'italiano? Non è facile, non aiuta il fatto che così tante persone parlino in inglese. Potrei cavarmela in campo solo comunicando in inglese, anche se ho bisogno di parlare in italiano in campo, conosco già le parole chiave. Ma è importante per me fare lo sforzo di imparare l’italiano. Non è l’ideale quando i ragazzi stranieri vengono in Inghilterra e il loro inglese non è buono anni dopo. Parlare la lingua fa una grande differenza fuori dal campo. Non parlerò fluentemente, ma farò del mio meglio.
Avevo già incrociato Kolarov e Dzeko. Eravamo rivali ed erano amichevoli, ma non conoscevo abbastanza bene nessuno da rispondere al telefono quando sono arrivato. Ho ricevuto chiamate però. Il capitano Alessandro Florenzi mi ha mandato un messaggio quando stavo per unirmi alla squadra: “Ciao Chris, sono Alessandro Florenzi. Benvenuto nella squadra. Sono molto felice del tuo approdo, ci vediamo presto”. La Roma è stata accogliente. L’allenamento è simile a quello dello United. Giochiamo ogni 3-4 giorni, quindi recuperiamo, poi facciamo una partita incentrata sul possesso palla in allenamento il giorno prima del match. Ho anche lavorato un po’ di più sulla tattica e sul pressing durante la pausa per le Nazionali. Inghilterra? Non chiuderò le porte all’Inghilterra fino a quando non appenderò gli scarpini al chiodo, ma le possibilità con Southagate sembrano ridotte, indipendentemente da quanto bene ho fatto allo United o qui. Questa è una scelta del tecnico, ma io spero la situazione cambi. Forse mi guarderà sotto una luce differente giocando bene in Italia dove sanno qualcosa in più sulla difesa. Penso che sarò un giocatore migliore quando tornerò a Manchester il prossimo maggio.
Fonseca vuole una linea difensiva molto più alta di quanto abbia mai giocato prima. Voleva un difensore rapido ed aggressivo e questo sono io. Ho guardato i video e trovato interessanti le tattiche. È un gioco più tattico qui. In Italia giocano a 3 o 5 dietro e due attaccanti in avanti, con molte palle tra le linee. Le squadre sono più difficili da superare. Ogni volta che si allarga la palla, gli attaccanti si spostano verso l’interno. Qui sono due contro due. Mi sento più in guardia, che devo fare molto di più perché l’allenatore vuole che noi giochiamo con la linea difensiva alta. Ho giocato con Fazio che parla inglese e anche con Mancini, che ha firmato questa estate con la Roma. Stiamo diventando più forti partita dopo partita e stiamo concedendo alle squadre pochissime opportunità.
I tifosi sono pazzi qui, lo stadio è molto rumoroso, soprattutto gli ultras. Le persone mi vedono in strada e vengono sempre a dirmi "Forza Roma". Qualcuno è venuto al campo d’allenamento e mi ha regalato un disegno che mi ritraeva con mio figlio. Senti il loro amore e questo ti rende più fiducioso".
Fazio squalificato per una giornata, ammenda di 1.500 euro per Dzeko
Il giudice sportivo ha deciso per la squalifica di Fazio. Dopo il cartellino rosso per il giocatore della Roma è arrivata la giornata di squalifica comunicata dal sito ufficiale Legaseriea.com: ma le punizioni non finiscono qui. Edin Dzeko ha ricevuto un'ammenda di 1.500.
Carlo Ancelotti non sarà presente in panchina contro la Roma: l'allenatore non ha trattenuto la rabbia contro l'arbitro Giacomelli durante la partita con l'Atalanta per non aver fischiato il fallo su Llorente da Kjear.
Conferenza stampa Fonseca, domani ore 13.30
La Roma aspetta il Napoli all'Olimpico. Alle ore 15 di sabato scenderanno in campo le due squadre, ma nel frattempo domani Paulo Fonseca terrà la conferenza stampa da Trigoria alle 13.30.
Çetin, venti minuti in campo: prove generali con vista Napoli
IL MESSAGGERO - TRANI - Fonseca, anche perché la partita prende la piega giusta in meno di un’ora (0-3 al 9’ della ripresa) e il successo è in cassaforte subito dopo (0-4 al 20’), si può permettere di pensare subito al Napoli, cioè allo scontro diretto di sabato pomeriggio all’Olimpico. Usa gli ultimi 20 minuti per provare alcuni giocatori in ruoli che avrà scoperti nella prossima gara di campionato.
Sotto osservazione Çetin, entrato da mediano al posto di Pastore e schierato poi dietro accanto a Smalling. Perché la scelta è ridotta anche in mezzo alla difesa. Proprio come a centrocampo, dove ha alzato Mancini dalla partita con il Borussia in Europa League. Jesus si è fermato alla vigilia, uscendo dalla lista dei convocati per Udine. Non è sicuro il recupero per sabato. A Fazio, espulso alla Dacia Arena e quindi squalificato per la gara contro il Napoli, ha pensato Irrati con la complicità di Mazzoleni.
Fonseca, arretrando Mancini accanto a Smalling, ha pensato prima a mettere al sicuro il risultato. Sono i centrali titolari. O almeno lo sarebbero stati se non si fosse fatto male Cristante. Adesso, da 3 partite di fila, Mancini fa il mediano da guardia. Cioè difende davanti a Fazio e Smalling. E, avendo comunque qualità, quando serve si dedica pure all’impostazione. Mancini ha chiuso la partita a centrocampo. L’allenatore lo ritiene fondamentale in quel ruolo. Lì non ha scelta ed è l’ideale per il 4-1-4-1. In più il portoghese ha voluto vedere Cetin vicino a Smalling. «Vediamo, è un’alternativa. Non è che ne abbia tante...». Deve scegliere, insomma, se cambiare a centrocampo o in difesa. In teoria anche Santon può fare il mediano. Ma, restando a quanto è accaduto nel finale del match di Udine, il ballottaggio è tra Çetin e Mancini.
«Stadio, cubature sbagliate: i privati paghino di più»
IL MESSAGGERO - DE CICCO - È l'ultima tegola sul progetto Tor di Valle: un errore di calcolo sulle cubature che avrebbe avvantaggiato i privati che sognano, da anni, l'affare stadio. Ad accorgersi della falla sono stati i dirigenti del Dipartimento Urbanistica, che da giugno 2018 indagano su tutte le carte della controversa operazione calcistico-immobiliare. La due diligence, partita un anno e mezzo fa, subito dopo la prima retata di arresti per corruzione, si è appena conclusa. E i risultati sono stati spediti agli uffici di Virginia Raggi, insieme ai rilievi dei dipartimenti della Mobilità e dei Lavori pubblici. Nel rapporto dell'Urbanistica, in sostanza, si dice che il progetto può andare avanti, ma solo a certe condizioni.
LE CRITICITÀ Tra i vizi più macroscopici rinvenuti dai tecnici c'è il valore di alcune volumetrie. Qualche numero: dopo la revisione voluta dal M5S nel 2017, sempre ammesso che il progetto vada mai in porto, ai proponenti sarebbero concessi 212mila metri quadri di «superficie utile lorda» (sul in gergo tecnico), per costruire principalmente uffici, alberghi e negozi. Il vero core business dell'affare. Questa cifra, 212mila metri quadri, scavalla ampiamente i limiti del Piano regolatore. Circa 100mila metri quadri in più. In cambio, per queste cubature extra, i privati si impegnerebbero a realizzare alcune opere pubbliche. Infrastrutture, a dire il vero, considerate largamente inadeguate a reggere l'impatto del traffico, così hanno detto gli ingegneri del Politecnico di Torino, chiamati a esprimersi proprio dalla Raggi. Ma questo è un altro discorso.
Il fatto ora è che, spulciando tutte le carte del progetto, gli esperti dell'Urbanistica hanno notato che i conti sulle volumetrie non tornano. Non sarebbe stato considerato che una fetta importante delle nuove costruzioni ricadrebbe su terreni espropriati dal Comune (circa 39mila metri quadri) e non su aree dei proponenti. Terreni espropriati che, se il progetto stadio venisse realizzato, vedrebbero crescere il loro valore. Questa differenza ora va messa in conto ai privati. Non vale poco: quasi 20 milioni di euro. Da investire probabilmente per provare a rappezzare il piano, oltremodo lacunoso, delle opere pubbliche. La palla ora passa ai privati. Che dovranno decidere se accettare il nuovo valore attribuito alle cubature o no. Magari minacciando una battaglia legale, come è stato fatto in passato.
La disputa rischia di andare in scena proprio nelle settimane decisive per l'operazione stadio, che annaspa tra rimandi, arresti e falle progettuali dal 2013. Due settimane fa il Comune ha spedito ai proponenti la bozza della convenzione urbanistica. Viene confermato l'obbligo di aprire lo stadio (e il mega centro commerciale) solo a patto che siano realizzate «contestualmente» tutte le infrastrutture. Clausola sgradita a Pallotta. Ma nel testo c'è un cavillo che potrebbe permettere a Raggi di schivare l'ostacolo e rimandare la contesa alla prossima consiliatura: nella bozza di contratto c'è scritto che si farà un check sull'avanzamento dei lavori un anno prima del termine previsto, quindi almeno nel 2022-2023, se non più tardi. A quel punto, se ci sarà uno scostamento non imputabile direttamente ai privati, si proverà a trovare «soluzioni alternative». Quali? Non si sa. Ma a sbrogliare la matassa, in caso, sarebbe il successore di Raggi.
Due conferme: Nicolò bomber e l'ambizione della squadra
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Alla quarta trasferta di campionato (derby escluso), la Roma dà un'enorme dimostrazione di forza. Non tanto per aver battuto l'Udinese, ma per come ha vinto la partita. Con gioco, personalità e maturità da vendere. Una gara che, al di là del risultato finale, è stata pesantemente condizionata da Massimiliano Irrati. L'arbitro, con la Roma già in vantaggio per la rete dello straripante Zaniolo, ha espulso Fazio alla mezzora della prima frazione per un fallo su Okaka visto soltanto dal direttore di gara toscano. Non è la prima volta che Irrati si mette di traverso sulla strada della Roma (ricordate quel Roma-Inter con Orsato al Var?) e questo nuovo episodio, dopo la pessima direzione di gara di Massa in Roma-Cagliari e quella oscena di Collum contro il Borussia M'Gladbach, getta luci sempre più inquietanti sul rapporto tra il club e il mondo arbitrale. Ma la grottesca gaffe di Irrati non è bastata per mandare ko gli straripanti giallorossi di Paulo Fonseca; anzi: successo scintillante, a segno anche Smalling, Kluivert e Kolarov con l'uomo in meno, altri tre punti e sorpasso Champions sul Napoli, avversario sabato all'Olimpico.
Un risultato che dà sostanza vera alle due precedenti prestazioni e che amplifica le altre vittorie esterne (Bologna e Lecce: in più, il pari in casa Samp). Questo per dire che, numeri alla mano, forse quella di Fonseca è una squadra da esportazione. Ma poco conta, adesso. Conta che la Roma è una squadra. Vera. Tosta. Sia all'Olimpico che lontano dalla Capitale, Fonseca nell'ultimo mese ha dovuto fare i conti con mille ostacoli, legati agli infortuni e quindi alle assenze che hanno condizionato il suo lavoro. Il rendimento della squadra, però, non ne ha risentito. Anzi, paradossalmente è migliorato. La gagliarda prova di Udine sta lì a confermarlo.
NUMERO 10 E Nicolò Zaniolo continua a segnare. Alla Dacia Arena, cioè sul terreno di gioco che lo aveva visto esordire con la maglia della Nazionale A nello scorso marzo contro la Finlandia, il numero 22 è andato a bersaglio per la terza volta di fila, centrando la prima rete lontano da Roma e dando il la alla vittoria della Roma. Decimo gol complessivo per un ragazzo che sta dando concreta continuità alle proprie prestazioni. Una rete, quella in terra friulana, da centravanti vero; uno di quelli pronti a sfruttare l'errore del difensore prima di calciare verso la porta avversaria. E a Zaniolo è riuscito il colpo da biliardo di piazzare il pallone esattamente tra le gambe di Musso, l'estremo difensore di Igor Tudor. Quello del quattro, zitto e tutti a casa di Tottiana memoria. Una triste storia infinita, la sua.
Il capolavoro di Fonseca: in 10 non difende, attacca
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Sotto sotto, Fonseca lo avrà pensato: alla Dacia Arena si è materializzato un mio piccolo capolavoro. Perché alzi la mano chi non ha pensato che la Roma, dopo l'espulsione di Fazio, si sarebbe psicologicamente liquefatta. Perché quel rosso non c'era e non ci voleva, perché la squadra stava giocando a pallone, con continuità, dando la sensazione che il raddoppio sarebbe presto arrivato, invece vai nello spogliatoio credendo che l'1-1 sarebbe stato scontato, questo era il pericolo. Invece ecco, appunto, il capolavoro. «Ha detto ai ragazzi di mantenere equilibrio mentale e di continuare a giocare, senza pensare solo a difenderci». Questo è Fonseca, non italianizzato.
JIM DIXIT La Roma ha cominciato a svolazzare, ora è quarta e pure Pallotta, con un tweet gioioso e allusivo, fa capire il suo stato d'animo. «Noi più forti del cartellino rosso. Amo questa squadra», mister Jim dixit. Ed ecco ancora mister Paulo. «Il percorso deve portarci a giocare le partite con la stessa mentalità. Qui a Udine non è stato facile, ma abbiamo mostrato carattere e personalità. abbiamo reagito tutti insieme, abbiamo sempre provato a giocare anche con uno in meno e abbiamo fatto tre gol. Ma possiamo fare ancora di più. Il rosso a Fazio? Non ne voglio parlare, penso sia chiaro». Per un Pastore in grande spolvero, c'è un Florenzi che è alla terza panchina consecutiva. «Per quanto riguarda Javier è soprattutto una questione fisica, ora sta bene. E' stato in campo nelle ultime partite, con l'Udinese ha giocato un match bellissimo. Ha grande qualità, sta recuperando fiducia. Quanto a Florenzi, invece, sta bene, è solo una mia scelta. E' il nostro capitano, un bravissimo giocatore, che lavora molto bene ed è solo una questione di scelte. La squadra sta giocando bene con questi giocatori e penso che Florenzi prima o poi potrà giocare». Fonseca si bea e conta i calciatori recuperati (rispetto alla passata annata) in questa frazione di stagione.
JUSTIN IN ALTO Uno di questi è Kluivert. Pure qui, tutta una questione di fiducia. «La sento da parte dell'allenatore, è importante per un giovane calciatore come me. Ho visto una bella Roma, Abbiamo giocato in 10, ma ci abbiamo messo il cuore. Tutti insieme. Voglio segnare sempre di più. E' il mio momento migliore da quando sono a Roma, se pure non ci sto da tanto tempo. Questa è una bella fase per tutti, ho fiducia in questa squadra, ci sono molti giocatori bravi e sono contento di stare qui».
Con queste ali ora si vola: «Battiamo pure il Napoli»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Il primo ha messo subito alle corde l’Udinese, l’altro l’ha invece definitivamente messa al tappeto. Fonseca si coccola soprattutto i due esterni d’attacco, Zaniolo e Kluivert, assolutamente decisivi per la vittoria in terra friulana. Quel 4-0 porta soprattutto la loro firma. «Ho la fiducia del mister e per un giocatore giovane come me questa è una cosa molto importante - dice l’attaccante olandese -. Abbiamo tirato fuori tutto il nostro coraggio e nella ripresa abbiamo giocato anche meglio: aspettando, recuperando e ripartendo bene».
Serata speciale anche per Zaniolo, che ieri ha segnato la sua terza rete consecutiva, la prima fuori casa da quando è alla Roma e la decima in giallorosso, in 49 partite totali. Un bottino importante, che gli permette a tutti gli effetti di superare Cassano nella classifica dei baby goleador della storia giallorossa. Da oggi in poi Zaniolo è il quinto romanista più giovane di sempre ad andare in doppia cifra, segnando il suo decimo gol a 20 anni e 120 giorni. Meglio di lui nella Roma solo Totti, Amadei, Bacci e Di Benedetto.
Fonseca: «Il rosso? Non ne parlo nemmeno»
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Paulo Fonseca non si accontenta, ma la gara di Udine gli ha dato risposte importanti, soprattutto sulla mentalità. «Abbiamo fatto una buona gara e meritato di vincere, tra l’altro con un giocatore in meno – dice il tecnico della Roma – Questa squadra ha grande carattere. Quando si resta in dieci di solito la tendenza è difendersi. Noi, invece, abbiamo continuato a cercare di far gol».
Il rosso a Fazio ha infastidito il tecnico giallorosso: «Non ne voglio parlare, è chiaro cosa penso». L'analisi sui singoli: «Pastore? Per lui era soprattutto una questione fisica. Ora sta bene, ha qualità e sta recuperando fiducia. Florenzi? Prima o poi giocherà, la sua esclusione è una mia scelta».
Conferenza stampa Fonseca: "La squadra ha mantenuto l'equilibro. Dobbiamo lottare con questo atteggiamento"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto contro l'Udinese. Queste le sue parole:
Che tipo di partita si era immaginato nell'intervallo? Cosa ha detto ai giocatori tra il primo e il secondo tempo?
"Era necessario mantenere l'equilibrio. Non dobbiamo solo difendere. Io credevo che con il tempo e con questo risultato potevamo avere più spazio per attaccare. La squadra ha mantenuto l'equilibrio difendendo molto bene e in contropiede è stata sempre molto pericolosa".
Come si spiega il diverso atteggiamento tra la partita con la Samp e quella di oggi?
"La partita con la Sampdoria è stata importante per noi per capire che non è così che si può vincere. La squadra ha cambiato l'atteggiamento e ha capito che è importante lottare in tutta la gara. Abbiamo cambiato soprattutto la mentalità".
Con tutti questi problemi che ha avuto la Roma fino ad oggi, immaginava di arrivare allo scontro diretto con il Napoli davanti ai partenopei?
"Io penso sempre alla vittoria, sono ottimista. È vero che la partita contro il Napoli è importante, ma non è decisiva. Dobbiamo pensare solo a lottare per i tre punti con questo atteggiamento".