La diversa qualità tra i due tempi fa la differenza

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Dice il saggio: “Mai fidarsi del calcio di agosto”. Specie di quello non ufficiale, aggiunge chi conosce uomini, cose e pallone. Ecco perché è complicato (oppure facilissimo, paradossalmente) dare la giusta lettura alla partita che la rinnovata Roma di Paulo Fonseca ha giocato ieri a Lille. Primo appuntamento di precampionato contro una squadra vera, e reduce dal secondo posto nella passata stagione in Ligue1, e ancora un successo, stavolta con due reti sul groppone. La morale del test? Che devi imparare a difendere molto meglio e, soprattutto, che senza qualità quando hai la palla, non vai da nessuna parte. Se invece la metti in campo, come accaduto nella seconda parte della gara, tutto diventa più facile. Specie se puoi contare su un delizioso Dzeko, il principe della qualità, che non ha segnato ma ha ispirato dall’alto della sua classe le reti della Roma. Meditate gente, meditate...

Una Roma che, nella prima frazione, ha fatto una fatica enorme a mettersi in moto, muovendo il pallone con una lentezza esasperante già all’interno della propria metà campo e trovando difficoltà evidenti quando si è trattato di azionare la fase di rifinitura, preludio di quella di finalizzazione. Lo scarsissimo numero di occasioni da gol create nel primo tempo, lo sta a testimoniare in maniera eloquente. I giallorossi non hanno mai messo in mostra la necessaria fluidità di manovra hanno sbagliato un’infinità di palloni già nella fase di uscita regalando così occasioni su occasioni agli avversari. Nullo, o quasi, il contributo dei due esterni d’attacco, chiamati a giocare più dentro il campo che sulle corsie esterne: entrambi hanno palesato limiti sul piano del palleggio e i difensori del Lille non hanno sudato più di tanto per bloccare le loro giocare. Ma è stata tutta la Roma, sia chiaro, a mancare di qualità. E, di conseguenza, il gioco è stato praticamente inesistente.

TOCCHI DI CLASSE - La controprova della necessità e dell’importanza della qualità (precisione, se volete) in fase di palleggio si è avuta nella seconda frazione, durante la quale la Roma, migliorando nettamente la percentuale dei passaggi completati, ha costretto l’avversario alle corde. E quando ha potuto mettere in moto a dovere Dzeko è arrivata al tiro, quindi al gol. Che Edin sia un giocatore unico nel panorama del calcio, lo si sa da sempre; non c’era bisogno della partita di Lille per averne una conferma. Ma del (suo) doman, non c’è certezza...


Juve-Inter: duello per Lukaku. Proposte dalla Roma e dal Napoli per Icardi: l'argentino prende tempo

LA REPUBBLICA - CARDONE, VANNI - Il duello di mercato tra Inter e Juve si è ormai trasformato in una guerra. In cui non mancano fughe di notizie, colpi bassi, strategie. Con un nome a fare da campo di battaglia: quello di Romelu Lukaku. [...] Il Napoli ha un disperato bisogno di un attaccante in grado di accendere la fantasia della piazza e l’entusiasmo di Ancelotti, e Lukaku è uno dei pochi grandissimi centravanti sul mercato.

Anche perché Icardi continua a preferire la JuventusDopo aver ascoltato la proposta del Napoli e quella della Roma (che offre all’Inter Dzeko e 30 milioni), ha preso tempo e non esclude di restare a brucare l’erba della Pinetina per due anni, a 5,3 milioni netti a stagione. I contatti con gli avvocati per un’eventuale causa contro l’Inter sono fermi al primo sondaggio di un mese e mezzo fa. Lui si riposa con la famiglia nella casa sul lago di Como e vive con fastidio le voci sulla presunta gravidanza della moglie Wanda. Lei ne ride, non conferma e continua ad alimentare il mistero da quando un settimanale di gossip pubblicò una sua foto con pancino sospetto. Lui non ne ride per niente e la considera un’invasione della privacy familiare. Mauro ora tornerà ad allenarsi con i compagni (senza giocare le partitelle). Aspettando che il puzzle Lukaku lasci uno spazio libero per lui.


Petrachi deve vendere la "squadra" di Monchi

IL TEMPO - AUSTINI - Liberarsi dal peso del passato per costruire il futuro. La missione pin difficile di Petrachi è vendere quei giocatori comprati da Monchi che, per i motivi più svariati, non hanno reso rispetto agli investimenti. E' questo il problema principale che sta bloccando il mercato romanista dopo un avvio scoppiettante, un elenco di nomi, stipendi, costi da eliminare che mette i brividi: Olsen, Karsdorp, Bianda, Nzonzi, Gonalons, Coric, Pastore, Defrel e Schick, se Petrachi vendesse in blocco tutta l'«eredità» sgradita lasciata da Monchi.

L'unico vicino alla cessione, però, sembra Defrel destinato al Cagliari in prestito oneroso con obbligo di riscatto per un totale di 15 milioni di euro che eviteranno una minusvalenza a bilancio. Per il resto solo timidi sondaggi ricevuti finora su Nzonzi dalla Francia e su Olsen dalla Turchia (l'agente è sbarcato a Roma per accelerare), mentre il Borussia Dortmund e il Bayer Leverkusen prenderebbero volentieri Schick in prestito e Karsdorp spinge per tornare in Olanda. Liberarsi da tutti gli ingaggi sarebbe già un successo, tenendo fuori Pastore che non riesce a sostenere i ritmi di lavoro neppure con Fonseca (ieri ha saltato la quarta amichevole su sette) ed è diventato un giocatore "incedibile" nel senso che nessuno può oggettivamente pensare di pagargli un ingaggio come il suo.

In parallelo si attendono sviluppi sul mega giro di attaccanti che determinerà a cascata il futuro di Dzeko. La Roma non può venderlo fino a quando non avrà in mano un sostituto all'altezza - Higuain, Icardi o chi per loro - e al momento non ha aperto spiragli allo svincolato Llorente che si è offerto. In difesa ogni giorno che passa allontana definitivamente Alderweireld, una pista che può scaldarsi è quella di Pezzella della Fiorentina che spinge per venire ma la Roma è ancora poco convinta e valuta alternative. Servirebbe anche un esterno d'attacco. Ma prima bisogna vendere. E tanto.


Ribaltone Roma: si scatena Dzeko e il Lilla finisce ko

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dietro questa schizofrenica ed esaltante vittoria della Roma sul Lilla per 2-3 in trasferta c’è la prova di Dzeko che, pur non segnando, mette lo zampino nelle reti giallorosse, tutte peraltro venute nella ripresa.

La prima frazione, chiusa in svantaggio, è di grande sofferenza per la squadra di Fonseca, schierata col consueto 4-2-3-1, anche perché il Lilla è più avanti nella condizione. I motivi degli affanni paiono chiari: troppe le palle perse in uscita – soprattutto con Diawara – cosa che innesca subito le frecce francesi Ikoné, Weah e Bamba, Ünder e Kluivert danno poca copertura a Florenzi e Kolarov, mentre Fazio e Juan Jesus non sempre riescono a mettere toppe. Buon per la Roma che Zaniolo dia già segnali di risveglio, anche se il pressing alto chiesto dal tecnico portoghese si vede poco.

Nella ripresa invece entra in campo un’altra Roma. Il pressing alto finalmente funziona e i palloni recuperati sulla trequarti diventano pericolosi soprattutto sui piedi di Dzeko. Così al 6’ il centravanti detta il passaggio in profondità a Diawara per poi rifinire per Ünder che segna il pari; al 17’ serve Kolarov il cui cross innesca una carambola che consente a Zaniolo prima di colpire la traversa e poi realizzare e al 46’ serve a Cristante un’ottima palla che il centrocampista scaraventa all’incrocio con un bel sinistro.


Alderweireld, dentro o fuori. Sale Nacho e c'è Llorente

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ieri si è sparsa la voce di un accordo di massima tra la Roma e Llorente, l’attaccante spagnolo (ex Tottenham) adesso svincolato. Il club giallorosso non conferma, anche se Llorente sarebbe solo un centravanti di riserva, per giunta da prendere «last minute», sempre che si riesca a piazzare Schickin prestito, visto che lo inseguono il Borussia Dortmund (soprattutto) e il Bayer Leverkusen. Altro giocatore seguito è l’attaccante del Real Madrid, Mariano Diaz, che però a Trigoria vorrebbero solo in prestito con diritto di riscatto.

Per Fonseca la priorità resta l’arrivo di un difensore centrale. Com’è noto, il prediletto sarebbe Toby Alderweireld, ma per il trentenne difensore belga – che pure ha dato l’ok al trasferimento – il Tottenham non vuole scendere sotto i 25 milioni, mentre la società giallorossa non vuole spendere più di 20, senza contare che l’8 agosto chiude il mercato inglese in entrata e quindi il tempo stringe davvero. Come alternativa, sta prendendo quota il nome di Nacho del Real Madrid.


La Roma in affanno ma poi rimonta trascinata da Dzeko

CORRIERE DELLA SERA - C’è stato un protagonista, in casa giallorossa, nella vittoria per 3-2 ottenuta dalla Roma ieri sera in Francia contro il Lille: Edin Dzeko. [...] Una prestazione maiuscola per il bosniaco che ha terminato l’amichevole anche con la fascia di capitano al braccio dopo l’uscita di Florenzi: è il segnale che la Roma e Fonseca lo considerano a tutti gli effetti parte integrante del progetto, e che lui non si sta risparmiando. Per regalarlo ad Antonio Conte, insomma, l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta dovrà arrivare ai 20 milioni che il d.s. giallorosso Gianluca Petrachi valuta il suo cartellino, e dovrà farlo anche in fretta. Non esiste una vera e propria «dead line», se non quella del buon senso [...]

Nel frattempo Petrachi ha bloccato Fernando Llorente, svincolato dal Tottenham con cui è arrivato in finale di Champions League, ma lo spagnolo classe ’85 arriverebbe, eventualmente, per fare il centravanti di scorta e non il titolare. Sempre col Tottenham, entro l’8 agosto, data di chiusura del mercato inglese, Petrachi proverà a chiudere per Alderweireld, prima scelta per la difesa, reparto che anche ieri ha mostrato delle lacune.


Roma a metà, Dzeko leader

IL TEMPO - CICCIARELLI - Se il test contro il Lille doveva servire da verifica della Roma di Paulo Fonseca, allora c'è ancora del lavoro da fare per trovare la giusta alchimia. La vittoria per 3-2 nella sfida con i transalpini - la settima in altrettanti match di preparazione - porta di certo morale, ma più che al risultato l'attenzione era rivolta alla prestazione nel primo confronto di caratura internazionale del precampionato, che ha restituito una prova a due facce.

Meglio la ripresa del primo tempo sia per una condizione fisica ancora lontana dal top (aspetto evidenziato da un avversario pronto ad iniziare il campionato già il prossimo weekend) che per gli automatismi che la squadra deve ancora assimilare. Con una rettifica urgente da apportare alle uscite palla al piede dalla propria meta campo, oggetto di errori che hanno spesso innescato le ripartenze avversarie. Rispetto a Perugia Fonseca affida la porta a Lopez mentre Jesus, Kolarov, Cristante e Kluivert vengono preferiti a Mancini, Spinazzola, Pellegrini e Perotti in una giornata in cui le rotazioni sono limitate dalle assenze, con Nzonzi, Santon, Karsdorp e Pastore rimasti a Trigoria perche alle prese con affaticamenti muscolare e Veretout che tornerà a disposizione la prossima settimana. Nonostante la panchina corta il tecnico portoghese non concede spazio a Schick in odore di cessione in Germania.

La Roma inizia con un buon fraseggio pressando i padroni di casa, tanto che al minuto 8 la prima occasione è giallorossa: Dzeko si allarga - il suo movimento laterale è una costante - e serve Zaniolo che trova l'opposizione di Maignan. E' l'acuto prima del cambio di marcia dei padroni di casa, che fanno girare palla per poi accelerare negli ultimi 35 metri con gli strappi di Ikone e Bamba, alti sulla linea della coppia Remy-Weah in fase offensiva. Così nasce il gol del vantaggio transalpino al 19': Bamba triangola con Weah e tira, Lopez ci mette la mano ma sulla respinta si avventa il figlio d'arte e deposita in rete. Copione che si ripete per tutto il primo tempo, anche per gli errori romanisti in fase di impostazione, solo un paio di parate di Lopez permettono di andare al riposo sull'1-0. Roma più determinata nella ripresa, quando tiene le redini dell'incontro per una buona mezz'ora trascinata da Dzeko, che non fa certo pensare a un giocatore con la valigia pronta. Anzi, il bosniaco è cruciale su tutte e tre le reti: al 51' smista il lancio di Diawara per Under, al 62' libera Kolarov al cross per Zaniolo (al primo gol stagionale) che insacca dopo aver centrato la traversa, in pieno recupero aggancia la verticale di Pellegrini e tocca per il piazzato di Cristante che vale il 3-2 dopo il pareggio di Araujo al 73'.

"Sono contento dei gol -ha commentato a caldo il match winner - e della pre-stazione in questo primo test di alto livello. Le gambe non sono ancora al massimo, stiamo assimilando i concetti del mister, ma questo risultato oggi è un buon punto di partenza". Da rivedere Diawara, ancora alla ricerca delle giuste misure in mezzo al campo. "Fonseca mi chiede di farmi vedere sempre - ha precisato l'ex Napoli - perché nel suo calcio i centrocampisti devono giocare molto con la palla. Mi dice di provare sempre a giocare in avanti". Prossimo appuntamento il 7 agosto a Perugia contro l'Athletic Bilbao prima della presentazione all'Olimpico contro il Real Madrid l'11.


La «linea verde» avanza. Messaggio per Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ventidue anni di media e l’entusiasmo di chi, in vista della prossima stagione, vuole conquistarsi un posto. C’è la firma di tre ragazzi sulla vittoria della Roma a Lille - unita al graffio d’autore del trentatreenne Dzeko -, tutti capaci di rivitalizzare, nella ripresa, un gruppo che aveva giocato un primo tempo buio. Ünder ha rimesso le cose a posto, Zaniolo ha portato in vantaggio la Roma, Cristante ha chiuso i conti. E tutti e tre hanno spedito un messaggio chiaro a Fonseca: «Noi ci siamo».

[...] Fonseca, quando è arrivato a Roma, ha detto a Petrachi che per lui Ünder era intoccabile e che sulle sue qualità voleva costruire la catena di destra offensiva della squadra. [...] Nicolò ha un po’ faticato nel primo tempo, ma restando sempre nel vivo dell’azione nelle rare sortite offensive della Roma – grazie anche all’ottimo feeling ritrovato con Dzeko – mentre nella ripresa è stato determinante. Da domani per lui inizierà una settimana importante, con il suo agente atteso a Roma per discutere, concretamente, il rinnovo di contratto con adeguamento. [...] La Roma ha preso Diawara e Veretout, Cristante sa che parte indietro nelle gerarchie, ma ieri ha risposto nel migliore dei modi e, se non ci saranno sorprese di mercato, conta di entrare, e tanto, nelle rotazioni.


Diawara va veloce: «Mi piace giocare un calcio così»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - A 22 anni, non deve essere facile prendere il volante di una squadra da corsa come la Roma. Pur fra luci e ombre, Amadou Diawara ci sta riuscendo, e a Lilla mette anche il suo sigillo grazie al lancio che innesca il pareggio giallorosso santificato da Under.

«Sono contento e soddisfatto del risultato – dice il regista, ex del Napoli –. Sapevamo che era una partita difficile». Diawara, però, si sente quasi pronto. «Non sono molto lontano dall’obiettivo. Sono stato accolto bene dai compagni, dalla società e dall’allenatore, che mi chiede di farmi vedere sempre, perché nel suo calcio i centrocampisti sono importanti. [...] Personalmente, mi sto ambientando alla grande. Mi piace il calcio che vuole giocare Fonseca e spero che saremo tutti pronti per l’inizio del campionato».


Gli strateghi. Quanti giochisti sulle panchine: è la grande svolta del calcio italiano

LA GAZZETTA DELLO SPORT - I grandi club sono indaffarati nella ricerca affannosa di top player nella speranza che siano poi decisivi. Presidenti e allenatori, però, dovrebbero avere più fiducia nelle idee e nel loro lavoro sapendo che i cosiddetti top player sono veramente decisivi solamente se giocano con e per la squadra a «tutto campo» e a «tutto tempo». Solo così traggono giovamento dall’organizzazione del gioco, dalla collaborazione di tutti e dalla sinergia che poi va ad elevare il loro livello a un punto dove nessuno mai individualmente potrebbe arrivare. [...]

Ebbene, quest’anno sta succedendo qualcosa di nuovo. Le maggiori squadre italiane puntano su allenatori strateghi, tecnici che danno ai propri team uno stile e un’identità coraggiosa, collettiva ed offensiva, a prescindere dalla qualità dei singoli. Sono convinti di cercare il comando del gioco anziché lasciarlo agli avversari, pensano che così si aumentino l’autostima, il divertimento, la tecnica, l’evoluzione e la qualità dei propri calciatori. [...]

Il gruppo degli strateghi è composto in generale da: Ancelotti, Andreazzoli, Conte, De Zerbi, Di Francesco, Fonseca, Gasperini, Giampaolo, Sarri e altri. [...] Per questi allenatori il calcio non è un sistema di gioco, ma una filosofia in base alla quale chi vince non può disconoscere i valori. Il calcio si identifica con il concetto di squadra, che non disconosce la bellezza del gioco ma ne fa appunto un valore. La vittoria è importante, ma lo spettacolo la amplifica e aiuta la vittoria stessa.


Guerra più fredda: Inter e Icardi in trincea. Non si muove? Non gioca per due anni

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Tra l'Inter e Icardi è guerra fredda, quindi, con posizioni inconciliabili. Se Mauro Icardi e il suo entourage hanno preso la decisione che assicurano definitiva di restare all’Inter, anche di fronte alla prospettiva di essere «fuori dal progetto», la società è altrettanto irremovibile: se la situazione non si sbloccherà, se il centravanti resterà, non pensi di poter essere reintegrato. Zhang, Marotta e Conte sono pronti a trascinare la «guerra fredda» alla sua estrema conseguenza: portare Mauro a scadenza di contratto, fra due anni, senza farlo giocare mai. Poi potrà andarsene a zero e cercarsi una nuova squadra, ma dopo due anni di inattività agonistica.

 


Da domani possibile nuovo affondo interista per Dzeko, ma spunta l'ipotesi permanenza

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Prosegue il braccio di ferro tra l'Inter e Icardi e il club nerazzurro è alla ricerca di due rinforzi in attacco. I nomi sono ormai già noti: Lukaku e Dzeko. Il bosniaco, in luce ieri con la Roma in amichevole contro il Lille, non vuole aspettare oltre la fine della prossima settimana, la moglie manda messaggi d’amore a tinte giallorosse via social (ieri foto della figlia davanti alla tv con maglia del papà), l’Inter, invece, deve superare le resistenze della Roma, che continua a chiedere 20 milioni e che ha necessità di trovare un sostituto.

Da domani è possibile un affondo dei nerazzurri, ma l’opzione di una permanenza in giallorosso di Dzeko non è più così remota. Lo riporta il quotidiano sportivo.