«Pazzi di gioia»: Dzeko e Kolarov oltre le polemiche

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - «Siamo impazziti di gioia alla fine, è tutto bellissimo, sono troppo felice, per noi e per i tifosi». L'uomo ritrovato della Roma di Fonseca si chiama Edin Dzeko. È suo il gol-vittoria contro il Bologna, il terzo in quattro partite di campionato. «Un successo che penso sia meritato - l’analisi del bosniaco - anche perché ho sentito che il rigore concesso a loro era un po’ un regalo. Non è facile giocare a Bologna, è una squadra tosta, ma noi abbiamo provato ad imporre il nostro gioco e nel primo tempo ci è mancato l’ultimo passaggio. Siamo stati bravi con un uomo in meno (doppio giallo ed espulsione per Mancini, salterà la gara con l’Atalanta di mercoledì ndr) a non prendere il secondo gol sul’1-1. E poi è arrivata la mia rete in extremis. Così, all’ultimo respiro, è sempre più bello. A chi mandiamo messaggi? A noi stessi: siamo un gruppo forte e vogliamo andare avanti. Siamo convinti del nostro gioco e dobbiamo crescere».

Il primo gol porta la firma di Kolarov che ha poi causato il rigore, piuttosto dubbio, per i padroni di casa. Per il terzino è il sesto centro (il terzo stagionale), su punizione, da quando indossa la maglia giallorossa. Nei primi 5 campionati europei, solamente Messi ha fatto meglio di lui. «Non era rigore per il Bologna ribadisce Kolarov - ho preso Soriano dopo aver toccato il pallone, anche perché non posso sparire. Si può sbagliare, ma gli arbitri dovevano controllare alla Var. Gli abbiamo detto di guardare, ma niente. Peccato, perché è un errore che stava compromettendo una partita dominata». Paulo Fonseca si gode la sua prima trasferta dopo quattro gare in casa (Europa League compresa), ripartendo da sei giocatori fino a questo momento sempre titolari: Pau Lopez, Kolarov, Fazio, Cristante, Kluivert, Dzeko. «Abbiamo dominato la partita e vinto con merito, per il carattere, l’unione e il coraggio che abbiamo dimostrato. Senza dimenticare che abbiamo giocato anche giovedì scorso, in Europa. Rispetto all’inizio del campionato, si vede che qualcosa ho cambiato. Ci siamo adattati e credo che questo modo di giocare sia più realista. A me piace il buon calcio, ma, come prima cosa, mi piace vincere. Stiamo migliorando in fase difensiva, ma per noi è importante non perdere più la palla in fase d’impostazione».

Un altro assist di Pellegrini, dopo i tre realizzati contro il Sassuolo, regala a Dzeko la palla della vittoria romanista, mentre Veretout ammette di «essere al 120%». Dopodomani la Roma tornerà all’Olimpico, per il turno infrasettimanale contro l’Atalanta. Toccherà a Juan Jesus fare coppia con Fazio (Mancini è squalificato), anche se il tecnico, prima della gara di Bologna, ha detto che avrebbe recuperato Chris Smalling che potrebbe partire inizialmente dalla panchina, per un inserimento graduale: il giocatore è stato preso per fare Il titolare in una squadra che ha bisogno d’esperienza in fase difensiva.


La Roma c'è: Edin Dzeko se la riprende

LA REPUBBLICA - PINCI - Quaranta giorni per riprendersi la Roma. Alla vigilia di ferragosto Edin Dzeko era quasi un ex: ieri, al minuto 93 di un Bologna-Roma sincopato, è diventato l'immagine della nuova era romanista, con quella corsa a braccia larghe verso
uno spicchio di tifosi che pareva aver abbandonato. Soffocato da braccia giallorosse. Per un'estate s'erano ignorati: la Roma a sognare Higuain e Icardi, lui promesso all'Inter, tra incontri carbonari coi suo procuratore e frecciatine (private più che pubbliche) col nuovo ds Petrachi. Tutto dimenticato con il 9° gol romanista, 11 in meno di Montella. In una squadra capace di andare a segno già 14 volte, in media quasi tre a partita, la metà dei gol portano
la firma di due degli “epurati” della scorsa stagione: il 9 bosniaco e Aleksandar Kolarov, serbo come Mihajlovic, pure fui col vizio del tiro mancino, preferibilmente su punizione:
chissà se al maestro Sinisa chiederà scusa per aver complicato i piani di tenuta solida e ripartenza audace, trasferiti dal tecnico dalla camera d'ospedale del Sant'Orsola e perfettamente applicati dal vice Tanjga in campo. Piani franati proprio quando la speranza della Roma pareva evaporata, con la squadra in dieci grazie alle due ammonizioni sciocchine ricercate da Mancini. Per questo la gioia ha tracimato in quell'abbraccio tra compagni sotto la curvetta giallorossa, insieme al preparatore Nuno Romano. Una scena
che ha fatto infuriare il bolognese Medel. «Contro una grande squadra l'arbitro non ha avuto il coraggio di andare a vedere il Var», si lamentava Sansone a fine partita. Avrebbe voluto che la tecnologia cancellasse la punizione a metà campo da cui è nata la ripartenza del gol, ma il protocollo non ne prevede l'utilizzo in casi analoghi. Lo hanno spiegato anche all'uomo mercato del Bologna Walter Sabatini mentre si lamentava con Petrachi. Rimasto in silenzio a godersi la terza vittoria di fila di una Roma che sta imparando anche a vincere in modo diverso. In attesa di sistemare la difesa sempre piuttosto generosa, ora ha un mezzo in più: la vittoria di forza. Anche se la strada è quella di sempre: Dzeko.


Fonseca: «Gara dominata, e che carattere»

IL CORRIERE DELLA SERA - Gol vittoria in pieno recupero, in inferiorità numerica, con la Roma che nonostante tutto ha continuato ad attaccare. Nel 2-1 di Bologna, terzo successo in una settimana tra campionato e Europa League, c’è tutta la mentalità di Paulo Fonseca. Che infatti, a fine partita, è entusiasta. «Abbiamo meritato la vittoria - le sue parole - giocato bene e dominato pertutta la partita. È vero che nel secondo tempo il Bologna è salito tre volte in contropiede e ha creato un paio di occasioni da gol, ma se c’è una squadra che ha meritato la vittoria è stata la Roma, per il carattere, l’unione e il coraggio dimostrati».


Roma, l’amore è Dzeko: «Vittoria pazzesca, adesso tutti convinti che siamo fortissimi»

IL CORRIERE DELLA SERA - Appena il tempo di vedere la palla rotolare alle spalle di Skorupski, quattro secondi dopo il minuto 93, e Edin Dzeko era già arrivato sotto il settore ospiti, dove ad aspettarlo c’erano oltre quattromila romanisti. Dietro di lui, si sono materializzati praticamente all’unisono compagni di squadra, panchinari e staff, a formare un corpo unico e romanista. Se c’è un calciatore che oggi più di tutti rappresenta la Roma, quello a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà, è proprio il centravanti bosniaco, che a Bologna ha realizzato il suo quarto gol stagionale, il terzo in campionato, il numero 91 in maglia giallorossa.
E confidano in lui anche i tifosi romanisti, che gli hanno perdonato il tentativo di addio, e lo hanno sommerso di amore. Ricambiato. «Speriamo - le parole di Dzeko - di regalare ai tifosi qualche vittoria. Sono impazziti al mio gol? Siamo tutti impazziti, sicuramente sono molto contento per la squadra e per i romanisti che sono sempre con noi».


L'ultimo rintocco è della Roma: Dzeko gela il Bologna al 94'

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dzeko la fa esultare all’ultimo tocco della partita. Un suo colpo di testa preciso e libero da ostacoli tre secondi dopo lo scadere dei tempi di recupero risolve una partita condotta per mano ma non dominata contro un buon Bologna che subisce la beffa e si scalda (vero Medel?) per una punizione contestata che fa partire l’azione della sconfitta. Interrotta la serie di 8 vittorie casalinghe di fila. La sconfitta non brucia per il record negato, ma perché la squadra di Mihajlovic non la meritava, anche se a livello di manovra è stata inferiore. Paga l’ingenuità di aver pensato che la gara fosse ormai finita e si è fatta trovare impreparata alla ripartenza fulminea di Veretout. Un fatto è certo: la Roma bella ma un po’ allegra di inizio campionato sta cambiando. Ora riesce anche a essere compatta, e rischia meno. In questo caso, sarà stata anche aiutata dalla fortuna, ma stare sul pezzo fino in fondo è un merito. Senza il mezzo passo falso al debutto col Genoa, adesso la banda Fonseca sorriderebbe fianco a fianco alla Juve, dietro l’Inter.


Fonseca: «Gara dominata per tutti i 90’»

IL MESSAGGERO - TRANI - Dzeko, dopo aver esultato con i compagni, torna sotto il curvino dei tifosi. Si sfila la maglia e la tira tra la gente. È il suo secondo regalo al Dall’Ara. Pochi metri più in là,la rabbia del Bologna e la calma di Fonseca, che cerca di placare la garra di Medel, infuriato con la panchina giallorossa e con Pairetto, reo di aver fischiato - a suo dire in maniera errata-la punizione per la Roma. Pairetto indica la mano di Santander e basta. Medel ha sfidato il team manager Gombar, intervenuto per difendere Romano, collaboratore del portoghese. Che è soddisfatto, questa vittoria è sua proprio nello stile.«Abbiamo meritato, giocando bene e dominando per tutta la partita. Nella ripresa il Bologna,in contropiede, ha avuto qualche chance,ma la Roma ha mostrato carattere,unione e coraggio. Ma avrei accettato pure il pari». Kluivert e non Zaniolo, scelta che fa discutere. «Ho preferito Justin per una questione di strategia,pure lui veniva da un bel momento. Bello avere giocatori che ti mettono in difficoltà. Zaniolo è giovane e di grande valore,avrà le sue occasioni».


Edin & Aleksandar, tre punti dal fascino english style

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Alzi la mano chi, una volta conosciute le formazioni, non abbia pensato: ma come, Zaniolo, cioè colui che da solo si era mangiato un'intera squadra turca, non gioca? Dentro ancora Kluivert, per la quinta volta di fila dal primo minuto. Più sorprendente, però, il no a Nicolò oppure il sì a Justin? Un interrogativo che, a fine gara, passa in archivio dovendo forzatamente lasciare spazio alle prestazioni di due ex ragazzetti, mai in competizione tra di loro: Kolarov, l'autore della prima rete, ed Edin Dzeko, il capitano dei tre punti. In una Roma che si interroga (e si interrogherà, vedrete) sul dualismo tra i ventenni Zaniolo e Kluivert, sono i due ex City, che 20 anni non li hanno più da un pezzo, a meritare la prima pagina. Il serbo continua a segnare come una punta, il capo bosniaco è una sentenza. Nonostante l'inferiorità numerica, la Roma ha provato fino all'ultimo a portare a casa la vittoria e alla fine è stata premiata con il gol numero 91 del Cigno di Sarajevo, specialista nel regalare grandi emozioni ai tifosi della Roma. Una Roma che, attesa al primo esame lontano dall'Olimpico, ha dimostrato di non soffrire di mal di viaggio e che ha centrato la terza vittoria di fila dopo esser andata ancora una volta in vantaggio (quinta volta in cinque partite). Kolarov, terzo gol in campionato, appare insostituibile, e non soltanto per l'esperienza e la personalità che porta in campo: Paulo Fonseca non riesce proprio a farne a meno perché Alex gli dà tanto in entrambe le fasi di gioco. Il calcio di rigore che gli ha fischiato contro il pessimo Pairetto rappresenta più una macchia per il neo capelluto arbitro torinese che per il serbo. Sesto gol su punizione diretta, per Kolalove: ai suoi livelli, negli ultimi tre campionati, soltanto un certo Leo Messi. Vi pare poco?

BOSNIACO NEL CUORE - Sul conto di Dzeko, ormai, si fa fatica a trovare i giusti aggettivi. Il bosniaco, al quarto centro stagionale, nella Roma si sente perfettamente a suo agio, detto in romanesco se la comanda e in campo si muove da padrone. Dall'alto di una classe superiore che gli consente di fare ciò che vuole in fase di rifinitura e/o di finalizzazione. A Bologna ci ha provato, ci ha riprovato e in extremis, con tigna testaccina, ha fatto centro, correndo poi a braccia spalancate verso il settore dello stadio in cui erano sistemati i tantissimi tifosi arrivati dalla Capitale. Facendo battere loro il cuore com'era capitato qualche settimana fa quando la società annunciò il rinnovo del suo contratto. Perché la storia di Edin con la Roma non poteva, non doveva finire in quel modo; perché era giusto andare avanti insieme costruendo a braccetto nuove avventure. Come accaduto in una domenica di autunno lontano da casa.


Fonseca: “È giusto così, ci abbiamo creduto”

IL TEMPO - BIAFORA  - Non avrà esultato come il suo collaboratore Nuno Romano, corso ad abbracciare Dzeko sotto il settore occupato dai tifosi giallorossi, ma Fonseca è certamente più che raggiante dopo il terzo successo consecutivo, arrivato grazie ad una dimostrazione di carattere in una situazione di inferiorità numerica in una partita pressoché conclusa. L’allenatore della Roma, che dopo il triplice fischio ha dovuto calmare non senza difficoltà Medel, furioso con qualche componente della panchina giallorossa, è soddisfatto della prova offerta dalla sua squadra: “Era la nostra prima vera trasferta e dovevamo dimostrare lo stesso spirito visto all’Olimpico. Abbiamo creduto fino all'ultimo di poter vincere e per questo abbiamo meritato. Siamo stati dominanti, abbiamo giocato spesso nella metà campo offensiva anche se negli ultimi trenta metri è mancata la giusta qualità, un qualcosa su cui dobbiamo lavorare. E’ vero che nel secondo tempo il Bologna è salito più volte e ha creato una o due occasioni da gol ma abbiamo meritato la vittoria per il carattere e l’unione, oltre al coraggio che abbiamo dimostrato”. Fonseca ha dimostrato ancora una volta di non essere assolutamente un integralista ed ha avuto un ruolo significante nella vittoria sostituendo Florenzi con Spinazzola, un cambio che ha regalato equilibrio agli uomini in campo nel momento di maggior pressione degli avversari: “Sono realista, mi piace un buon calcio ma prima devo vincere. Per me va bene anche vincerle tutte così. Di certo dobbiamo soffrire, ma sono più importanti i tre punti. La classifica? Io guardo soltanto alla prossima partita con l’Atalanta”. Il tecnico portoghese, che ha abbracciato con vigore Mkhitaryan e Veretout prima di rientrare negli spogliatoi, non può che godersi uno Dzeko ritrovato rispetto al passato: “Edin è fondamentale, è un leader e un grandissimo giocatore. Sono molto felice perché non ho lavorato con il Dzeko dell’anno scorso. Ho lavorato dal primo giorno con un calciatore motivato, entusiasta e felice. È troppo importante, confido molto in lui”. Parole dolci anche per il centrocampista francese, autore del break decisivo nell’azione del gol vittoria, mentre sull’argomento relativo all’arbitraggio - Pairetto è stato nettamente il peggiore in campo - Fonseca non ha aizzato alcuna polemica: “Jordan ha fatto molto bene, ha chiuso in crescendo ed è stato protagonista in occasione del gol. È un giocatore molto importante per noi. Pairetto? Non sono solito fare commenti sugli arbitri. Secondo me c'è stato qualche errore a nostro sfavore ma ci possono stare”. Tanto rammarico in casa Bologna per il gol subito all’ultimo respiro: “Abbiamo sprecato - le dichiarazioni del tattico rossoblù De Leo - il match point con Soriano e loro sono stati bravi a vincerla. Sarebbe stato forse giusto un pareggio anche per la prestazione. Mihajlovic era rammaricato”. Sansone è invece più polemico nei confronti dell’arbitro: “Non si capisce perché non sono andati nemmeno a rivedere il Var sull’ultima azione. Non si è capito molto di come Pairetto ha gestito il finale di partita… Forse contro una grande squadra non aveva il coraggio di andare al Var”. Al di là delle sterili polemiche, la speranza è che quella di ieri sia stata una sliding door decisiva per la stagione romanista.


Smalling sogna la prima in giallorosso

IL TEMPO - BIAFORA  - Per la Roma non c’è troppo tempo di festeggiare la vittoria con il Bologna visto che già questa mattina, a due giorni dal turno infrasettimanale contro l’Atalanta di Gasperini, riprenderanno gli allenamenti. Fonseca dovrà valutare le condizioni di Florenzi, che ha stretto i denti nella partita di ieri giocando con la febbre, prima di essere sostituito a venti minuti dalla fine da Spinazzola, pronto a partire titolare a destra come in Europa League se le condizioni del capitano giallorosso dovessero peggiorare. Rispetto al successo al Dall’Ara il tecnico portoghese dovrà sicuramente cambiare qualcosa in difesa a causa dell’espulsione rimediata da Mancini, che salterà il match contro la sua ex squadra per squalifica. La maglia accanto a Fazio se la giocano Juan Jesus e Smalling, che da oggi riprenderà ad allenarsi con il gruppo dopo aver saltato le ultime tre gare per un infortunio all’adduttore. Con quattro partite da disputare in dodici giorni Fonseca potrebbe cambiare qualcosa anche in attacco, dove Zaniolo scalpita per riprendersi il posto.


Un popolo in delirio per i gol dei «vecchi» leoni

IL TEMPO - AUSTINI - Ancora quei due. Sempre loro due. Kolarov suona il primo colpo, Dzeko piazza la testata del ko all'ultimo secondo. È sempre la Roma del tandem slavo, due leader tecnici, emotivi, caratteriali che tante volte hanno costruito, quasi da soli, vittorie esaltanti.

Li voleva entrambi Conte all'Inter, hanno scelto di rimanere in una squadra in cui non credeva più nessuno. E ora Fonseca, giustamente, non li toglie mai. La vittoria di Bologna ha un significato speciale e si porta dietro un senso di giustizia. Il rigore per i rossoblù non c'era, almeno una delle due ammonizioni di Mancini è severa, tutti gli episodi «mezzi e mezzi» nell’area dei padroni di casa sono stati giudicati a senso unico. E il paradosso è che alla fine pubblico e giocatori del Bologna se la sono presa con Pairetto, per un fallo fischiato a Santander da cui è nata l’azione del 2-1.

Dzeko non si è fatto pregare, finta di attacco sul primo palo e movimento a smarcarsi da Denswil, colpo di testa imparabile e corsa ad esultare sotto il settore ospiti pieno di romanisti impazziti. Con il gol di ieri il bomber bosniaco è arrivato a quattro gol stagionali in sei match, 91 su 184 gare da romanista, 277 complessivi in carriera su 625 partite nei club. Gliene mancano 11 per agganciare Montella al sesto posto nella classifica dei marcatori giallorossi nella storia. Ieri sembrava una di quelle giornate storte in cui non gli riesce la prima giocata, si immalinconisce, si nasconde e non si sblocca quando gli arriva un buon pallone. E invece eccolo lì, al posto giusto al momento giusto nell’area avversaria, come aveva fatto l’anno scorso a Torino e a Frosinone.

Stavolta ha segnato un gol ancora più insperato visto che la Roma era rimasta in dieci e si stava accontentando del pareggio. «E ancora più bello - racconta Edin alla fine - vincere all'ultimo respiro. È stata una partita difficile contro una squadra tosta, ma abbiamo meritato anche perché il rigo re per loro era un po' regalato. Siamo tutti impazziti dopo il 2-1, noi e i tifosi, sono contento perché loro sono sempre al nostro fianco. Abbiamo lanciato un messaggio a noi stessi, siamo forti e convinti del nostro gioco, possiamo migliorare e questa vittoria ci dà tanto».

L'ha costruita insieme all’inseparabile amico Kolarov, che si è dannato l’anima fino all'ultimo, alla faccia dei 34 anni da compiere il prossimo novembre. Ieri ha segnato la sesta punizione diretta da quando gioca nella Roma, tutte pesantissime, solo Messi ha fatto meglio di lui nei club con 12 centri. I gol in giallorosso sono 15 e farebbe il difensore, i numeri dicono tanto, ma non spiegano abbastanza. Kolarov è l’uomo forte del gruppo, la faccia cattiva da mostrare nelle avversità, anche ai compa ieaitifosi se ce n'è bisogno. E all'arbitro: «Sono convintissimo di aver colpito il pallone e poi Sansone - dice a proposito del rigore - non posso sparire e ho chiesto a Pairetto di vederlo al Var. Dopo neanche dieci secondi mi ha detto che il penalty era confermato. L'errore poteva compromettere la partita, speriamo non accada più».

Il suo ottimismo sulla stagione è linfa vitale. «Questa gara era fondamentale per indirizzare il campionato, stiamo bene, facciamo correre gli avversari e risparmiamo energie. Sulla punizione avevo sentito chela barriera non sarebbe saltata e ho deciso di calciarla sopra». Se tutti avessero la sua sicurezza e intelligenza in campo, sarebbe più facile sognare.


Bologna-Roma - precedenti, statistiche e curiosità

INSIDEROMA.COM – FEDERICO FALVO – Dopo il successo casalingo contro il Sassuolo, la Roma cerca la seconda vittoria consecutiva in campionato sul campo del Bologna.
Mister Fonseca, in conferenza stampa, ammette che domani al Dall’Ara si potranno vedere dei giocatori che finora non sono mai stati utilizzati. Tutta la squadra sta bene fisicamente, ed è già un buon tassello per contrastare un Bologna in forma ed ancora imbattuto. Sicuramente a centrocampo saranno confermati Cristante e Veretout; mentre Smalling verrà risparmiato anche domani per averlo in campo nel turno infrasettimanale. Principio cardine del gioco di Fonseca è che non va cambiata l’identità di squadra, che deve essere ottimista e positiva perché, per sua stessa ammissione “se nella vita non crediamo in quello che facciamo è difficile conquistare qualcosa”.
In casa Bologna, al posto di Mihajlovic a cui facciamo i nostri migliori auguri, ha parlato il vice Tanjga insieme al collaboratore De Leo. Per Tanjga il Bologna dovrà restare se stesso anche contro la Roma e pensare solo al proprio principio di gioco. Solo così e con l’aiuto del pubblico, si potrà ottenere un buon risultato. Per De Leo il Bologna contro la Roma dovrà essere spavaldo ed in un certo senso anche incosciente, ma senza mai perdere la concentrazione.

I PRECEDENTI – Al Dall’Ara vi sono stati già 72 precedenti  tra Bologna e Roma, con i padroni di casa che hanno vinto in 32 occasioni. L’ultimo successo casalingo del Bologna risale alla scorsa stagione, con il 2-0 firmato da Mattiello e Santander. Ventuno il totale dei pareggi, l’ultimo dei quali si è verificato durante la stagione 2017/18 con l’1-1 firmato da Pulgar e Dzeko. Solo 19 i successi esterni della Roma, che non espugnano il Dall’Ara dal 3-0 (Fazio, Salah e Dzeko) di stagione 2016/17.
La miglior vittoria casalinga per il Bologna è il 4-0 di stagione 1963/64. Stesso risultato per la miglior vittoria in trasferta della Roma, registrata durante la stagione 2003/04. E’ di 1-0 per i padroni di casa il risultato che si è verificato la maggior parte delle volte, ben 10.
Per Fonseca sarà la prima sfida assoluta contro il Bologna; così come per Tanjga, che sostituirà Mihajlovic, contro la Roma.
L’arbitro del match sarà Pairetto della sezione di Nichelino, che ha diretto la Roma in tre occasioni con due vittorie ed una sconfitta per la compagine della Capitale. Cinque i precedenti con il Bologna, che con Pairetto ha collezionato due vittorie, due sconfitte ed un pareggio.

LE STATISTICHE – La Roma, al momento, è a metà classifica con 5 punti; frutto di una vittoria e due pareggi. Ancora imbattuta la squadra di Fonseca, che ha il secondo miglior attacco del torneo con 8 reti (una in meno del Napoli); mentre in difesa tentenna con 6 gol subiti (terza peggior difesa).
Meglio il Bologna, anch’esso imbattuto con due punti in più rispetto ai giallorossi che ne consegnano il terzo posto momentaneo. Sei i gol segnati dai rossoblu, che ne ha subiti solo quattro.
Negli ultimi 11 precedenti la Roma ha perso solo una volta contro il Bologna, proprio lo scorso hanno al Dall’Ara; mentre negli ultimi tre precedenti vige il totale equilibrio con un pareggio ed una vittoria per parte.

La sfida di domani sarà la prima vera trasferta per la Roma, visto che il match “fuori casa” è stato all’Olimpico contro la Lazio. Il Bologna sarà un avversario ostico da affrontare, che viaggia sulle ali dell’entusiasmo dopo un avvio di stagione al massimo. Per come stanno giocando le due squadre, entrambe imbattute, il pareggio sarebbe il risultato migliore. Ma sia la Roma che il Bologna vorranno imporre il primo stop stagionale avversaria per migliorare la propria classifica. Sarà sicuramente un match avvincente e combattuto, in cui avrà la meglio la squadra che dimostrerà la maggior voglia di successo e la miglior compattezza.


Serie A, Atalanta-Fiorentina 2-2. La Lazio fa 2-0 all'Olimpico col Parma

Beffata la Fiorentina a Bergamo nel match delle 18. Gli uomini di Montella, in vantaggio per la maggior parte della partita grazie alle reti di Chiesa e Ribery. La riapre Ilicic nel finale di partita e, dopo il gol annulato a Pasalic, nel recupero Castagne firma il pareggio dei padroni di casa. 

 

La quarta giornata di Serie A si è conclusa con la vittoria della Lazio sul Parma. I biancocelesti si sono imposti per 2-0 grazie alla rete di Immobile nel primo tempo e di Marusic nella ripresa. La squadra di Inzaghi si porta a 7 punti in classifica.