Roma-Genoa, sarà Calvarese a dirigere la prima stagionale. Bilancio positivo per i giallorossi, ma la vittoria manca dal 2018

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Gianpaolo Calvarese, fischietto della sezione di Teramo, dirigerà Roma-Genoa, prima uscita stagionale della nuova Roma di Paulo Fonseca. Domani, ore 20:45 allo Stadio Olimpico, il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Liberti e Cecconi, mentre il IV uomo sarà Ros. VAR e AVAR rispettivamente Fabbri e Passeri. 

I PRECEDENTI – Positivo il bilancio della Roma con l’arbitro abruzzese, che ha diretto i giallorossi quindici volte con un totale di nove vittorie, cinque sconfitte e un solo pareggio. L'ultimo incrocio risale al 31 marzo scorso, la sconfitta con il Napoli 4-1. L’ultimo successo, invece, risale alla partita contro il Chievo-Verona della stagione 2017/18, vinto dai giallorossi per 4-1 grazie alle reti di SchickEl Shaarawy e la doppietta di Dzeko. Gli insuccessi, oltre l'ultimo con gli uomini di Ancelotti, si registrano in casa del Palermo (match del 30 marzo 2013), all’Olimpico con la Sampdoria (16 marzo 2015) e contro l’Atalanta a Bergamo. La partita, datata novembre 2015, ha visto i giallorossi uscire sconfitti per 2-0, subendo il gol del Papu Gomez e il rigore di Denis. Il match finì con tre uomini in meno, Maicon per la Roma e Stendardo e Grassi per i padroni di casa, espulsi entrambi nel finale di partita. In Coppa Italia, invece, Calvarese ha arbitrato la vittoria sulla Sampdoria per 4-0 – gol di Dzeko, El Shaarawy e doppietta di Nainggolan – e la sconfitta contro il Torino, entrambi ottavi di finale datati 2017. Il fischitto abruzzese ha diretto in carriera un solo Roma-Genoa, datato gennaio 2014, che ha visto il successo schiacciante dei giallorossi, usciti vittoriosi per 4-0 con Rudi Garcia in panchina. Le reti furono di Florenzi, Totti, Maicon e Benatia.

Decisamente negativo, invece, il bilancio del Genoa con Calvarese. Per i rossoblù si contanto, in nove precedenti, cinque sconfitte, tre pareggi e un solo successo.


Mercato in riserva

IL MESSAGGERO - CARINA - Fonseca aspetta ancora il suo difensore. A Trigoria scommettono forte su Cetin. Da capire se al turco si aggiungerà Rugani. C'è infatti da registrare una frenata nella trattativa, dovuta alla mancata intesa tra la Roma e la Juventus. Perché quella del difensore, oltre ad essere un'operazione volta a supplire le carenze tecniche del reparto arretrato giallorosso, andrebbe a sistemare anche i conti dei due club. A Trigoria, considerando che nel campo delle plusvalenze quello che viene incassato può essere messo subito a bilancio mentre il costo di quanto viene speso è ammortizzato secondo gli anni di contratto che vengono proposti al giocatore, stanno cercando di fare in modo che l'acquisto del difensore gravi il meno possibile sul bilancio del prossimo anno. E al momento non c'è convergenza sui valori da dare a Riccardi e Celar, che entrerebbero nell'affare.

Se per il talento della Primavera la distanza è esigua (10 la richiesta, 9 la proposta), per l'attaccante in prestito al Cittadella balla qualche milione. Il che va influire sulla valutazione finale di Rugani che la Roma vorrebbe abbassare intorno ai 24 milioni mentre la Juventus propende alzare intorno ai 30. E se queste divergenze si sommano alle perplessità di Fonseca, ecco spiegato lo stallo. Non trovano invece conferme i dubbi circolati ieri dei due calciatori al trasferimento. Tradotto: la frenata riguarda esclusivamente il mancato accordo tra le società sulla valutazione complessiva del difensore e quelle singole dei due giovani. Non sulla formula di pagamento che, qualora venisse registrato l'happy end, sarebbe prestito con obbligo di riscatto. Considerando che la Juventus anticipa il suo debutto domani (a Parma, ore 18) e la Roma gioca invece contro il Genoa domenica sera, i due club hanno rimandato le discussioni alla prossima settimana. Di certo, quello che sembrava un affare in dirittura d'arrivo ora è tornato in bilico. Almeno sul versante entrate (Rugani), meno su quello uscite (Riccardi). Se anche la trattativa con la Juventus dovesse saltare, l'intento a Trigoria è di cedere il 18enne entro il 2 settembre.

ATTACCANTE DI SCORTA - Petrachi è però alle prese anche con le cessioni. Se per Defrel è ancora tutto in gioco con Sampdoria, Sassuolo e Spal che non arretrano di un passo, a Trigoria attendono mosse ufficiali per Schick. Il Lipsia s'è mostrato interessato superando al momento il Borussia Dortmund. Se il ceco parte, la Roma ha riallacciato i rapporti con Kalinic. Il croato infatti era stato offerto dall'agente Ramadani poco prima di Ferragosto, nell'ambito della trattativa per il rinnovo di Under. Il ds salentino, una decina di giorni fa, aveva preso tempo convinto di poter arrivare ancora a Mariano Diaz. La pista legata all'attaccante del Real Madrid s'è però complicata e così, mercoledì sera, la Roma ha riallacciato i contatti. Il giocatore ha molte richieste sia in Spagna (dove spicca l'Espanyol) che in Italia, essendo stato offerto a diversi club di serie A. Ora, a fronte dell'apertura della Roma, ha dato priorità ai giallorossi. Petrachi è disposto a prendere l'ex viola con la formula del prestito, alla quale abbinare il solito diritto di riscatto. Non l'obbligo, a meno che la spesa non sia esigua. Kalinic ha un contratto con l'Atletico Madrid sino al 2021 e guadagna 2,5 milioni. Costa invece poco meno di due lo stipendio di Zappacosta alla Roma. Confermata ieri da De Sanctis la curiosa formula con la quale è stato stipulato il prestito dell'ex granata («Fino a gennaio con possibilità di estenderlo sino a giugno»): «Il rinnovo è automatico se non dovessero arrivare condizioni eccezionali che riguardano il mercato bloccato del Chelsea in entrata». Un esempio? Un infortunio degli attuali titolari. Meglio non pensarci.


Campionato rischiatutto

IL MESSAGGERO - TRANI - Esce di scena, pure per sua scelta, il miglior risultatista italiano del momento (ultimo lustro): Massimiliano Allegri fa il disoccupato da pentacampione. Sul petto 5 scudetti consecutivi (e 4 coccarde della Coppa Italia di fila e 2 della Supercoppa italiana). E, comunque, 2 finali di Champions raggiunte nel suo quinquiennio di successo in bianconero. Lo sostituisce, soprattutto per la virata di chi fino a oggi ha sostenuto che vincere è l'unica cosa che conta, il giochista principe del nostro calcio: Maurizio Sarri arriva a Torino dopo aver alzato il 1° trofeo in carriera. In Inghilterra, con il Chelsea, ha conquistato l'Europa League. La polmonite gli toglie le prime 2 partite, al Tardini contro il Parma e allo Stadium contro il suo Napoli: resta a casa in convalescenza. Ma la serie A riparte proprio dallo storico avvicendamento sulla panchina più prestigiosa. E il passaggio di testimone è simbolico per l'intero movimento: ovunque gli allenatori, da Nord a Sud, vogliono rischiare di più. Su input dei club che li hanno chiamati. Il messaggio è intrigante: il pubblico merita di divertirsi. Il cambiamento è in corso.

NUOVA ERA - Roberto Mancini, insistendo sul 4-3-3 e sulla qualità, ha indicato la via da Coverciano: la Nazionale, in 13 partite della sua gestione, ha riportato l'entusiasmo dopo il flop mondiale di Gian Piero Ventura. Il campionato si è adeguato. Seguendo il ct, le nostre società hanno preparato la rivoluzione. Autentica. Bisogna osare di più, imitando i paesi calcisticamente che sono nel futuro da un pezzo. Evoluti e quindi d'esempio. Il collettivo che premia il singolo. L'organizzazione che caratterizza ogni squadra. Identità e personalità. Attacco e non difesa. L'Italia vuole specchiarsi e piacersi. Le big, dalla Juve in giù, ci provano. Bisogna sostenerle. In tribuna i tifosi e, ancora di più, i dirigenti in ufficio. Senza litigare ancora su che cosa sia meglio tra la bellezza del gioco e l'essenzialità del punteggio.

AMPIO CONSENSO - Gli sfidanti principali della Juve sono Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Loro hanno sempre puntato sull'organizzazione. Ma vogliono andare oltre, alzando il baricentro rispettivamente del Napoli e dell'Inter. Ancelotti lascerà il 4-4-2 per il 4-2-3-1: dentro 4 attaccanti. Conte, con il suo 3-5-2, andrà all'assalto con intermedi offensivi come Barella e Sensi. E chissà se avrà pure Vidal. Più ingombrante il ruolo di Marco Giampaolo nel Milan e di Paulo Fonseca nella Roma. Il club rossonero ha scelto Giampaolo per il suo 4-3-1-2 propositivo: Suso trequartista dietro alle 2 punte, difensori e centrocampisti coinvolti nel palleggio. A Trigoria, invece, hanno puntato su Fonseca proprio per lo stile di gioco con cui griffa il suo 4-2-3-1: difesa altissima, mediani-incursori e rombo offensivo con 4 attaccanti costantemente in pressing. Calcio in verticale. E coraggioso, come ripete spesso il portoghese. E come è stato quello della Lazio di Simone Inzaghi, con il solito 3-5-2: gol a raffica sotto il segno di Correa.

GRUPPO ALLARGATO - La serie A, insomma, abbandona la paura. La rottura è con il passato: cancellato dalla lavagna nello spogliatoio il tatticismo. Meglio la strategia. In atto il tentativo per la spallata al vecchio che non avanza, soprattutto quando le squadre italiane varcano il confine. Adesso, però, serve più pazienza e meno prudenza. L'Atalanta di Giampiero Gasperini, con il suo 3-4-3, si è già fatta apprezzare per il comportamento di squadra. Il Torino di Walter Mazzarri, con il 3-5-2, è più efficace perché spavaldo. La Fiorentina di Vincenzo Montella, riproponendo il 4-3-3 palla a terra, pensa più alla costruzione che alla distruzione. Il Bologna di Mihajlovic non abbandona il 4-2-3-1 usato per la rimonta straordinaria nell'ultimo torneo.

PROVINCIA RICCA - Non è questione di classifica ma di spirito. Basta pensare al Sassuolo di Roberto De Zerbi: il suo 4-3-3 è creativo. Come quello della Sampdoria di Eusebio Di Francesco. Ma va seguito anche chi predica calcio con il 4-3-1-2: il Cagliari di Rolando Maran che ha talento a centrocampo e davanti, il Genoa di Aurelio Andreazzoli che si sposta spesso nella metà campo avversaria, il Brescia di Eugenio Corini che ha in più la potenza di Balotelli e il Lecce di Fabio Liverani che non sventola certo la bandiera del difensivismo.


Lo spavaldo e l'ambizioso: ecco Cetin e Zappacosta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Uno spera che nel giro di qualche tempo si eviti di fare paragoni con i grandi della difesa e si parli solamente di lui, l'altro è pronto ad accettare una sana rivalità con Alessandro Florenzi: si tratta di Mert Cetin e Davide Zappacosta, intervenuti nella giornata di ieri nella consueta conferenza stampa di presentazione che va in scena a Trigoria per i nuovi acquisti. Il turco vestirà la maglia numero 15, casacca numero 2 scelta invece dal terzino ex Toro.

Zappacosta è in cerca di riscatto dopo un'annata deludente: accordo trovato con la Roma e prestito di sei mesi che potrà essere prolungato ad un anno. L'obiettivo del terzino è di restare nella capitale molto di più.


Rugani aspetta: una frenata tra Roma e Juve. A Trigoria pausa di riflessione

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Frenata nella trattativa tra Juventus e Roma per Daniele Rugani. Non c'è accordo sulla valutazione dei calciatori che fanno parte della trattativa, e i giallorossi non sono convinti fino in fondo del centrale difensivo bianconero. L'operazione permetterebbe ai club di realizzare le plusvalenze di cui hanno bisogno, e la Roma prenderebbe un difensore a cifre ridotte rispetto ai circa 28 milioni di euro chiesti dal Tottenham per Alderweireld a suo tempo. Petrachi dà a Rugani una valutazione di 23-25 milioni di euro, ma sarebbe disposto ad un esborso massimo tra gli 8 e i 10 più i cartellini di Celar e Riccardi.

Inizialmente le attenzioni della Juve erano ricadute su Bouah, ma agli occhi di Fonseca e dei dirigenti il ragazzo è promettente, mentre l'ingaggio di Riccardi pesa: 4 anni di contratto per un corrispettivo che aumenterà da 250 fino a 500 mila euro.

Caldo l'asse Roma-Turchia, con Gonalons che potrebbe finire al Besiktas in prestito con diritto di riscatto.


Florenzi, ti ricordi il Genoa? C'è un capitano nel destino...

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non un avversario qualunque il Genoa per Alessandro Florenzi. Proprio contro il Grifone Francesco Totti passò il testimone a Daniele De Rossi, che dopo due anni cede a sua volta la fascia di capitano al ventottenne di Vitinia. Ai liguri, poi, Florenzi segnò uno dei suoi gol più belli: era il 12 gennaio 2014 e sulla panchina della Roma sedeva Rudi Garcia. Rovesciata di Ale a bucare Perin, con la Roma che alla fine vincerà 4-0. Da allora, altre due reti di Florenzi al Genoa.


La cura Fonseca per riaccendere Dzeko (e la Roma)

IL CORRIERE DELLA SERA - Chissà quanto ha pesato, nella decisione di Edin Dzeko di rimanere alla Roma, la volontà di sua moglie. Amra Silajdzic aveva infatti già influito nella scelta di rifiutare il Chelsea, nel gennaio del 2018, e anche in questa occasione ha voluto fortemente restare nella capitale. L'attaccante bosniaco non ha reso quanto ci si aspettava nella scorsa stagione, i rapporti con la piazza sembravano incrinati. Eppure l'arrivo di Fonseca e la consapevolezza della società di non poter trovare di meglio a 15-20 milioni hanno cambiato le carte in tavola.


Pronti, via

IL CORRIERE DELLA SERA - (...) È divertente, piena di classe e gioventù, ha il miglior centravanti (Dzeko), ha una difesa capricciosa. Pellegrini-Veretout-Zaniolo più Cristante e, da lontano, Diawara, fanno un centrocampo interessantissimo. Under può essere la sorpresa. È una Roma che corre sul ghiaccio, le basta poco per andare fuori sintonia, ma è una bella Roma (...).


Riccardi alla Juve: rivolta romanista

IL CORRIERE DELLA SERA - La prospettiva di perdere una giovane promessa per arrivare all'ultimo difensore nelle gerarchie juventine ha sollevato l'opinione generale dei tifosi della Roma. Una reazione così forte, probabilmente, non se l'aspettavano nemmeno in società. Trattativa per il centrale in stand by: il nodo è sulla formula e le modalità di pagamento, con Paolo Gozzi - giovane bianconero - che potrebbe rientrare nell'operazione. Cessioni: Defrel ad un passo dalla Samp, ma per concludere serve l'ok della nuova proprietà blucerchiata.


Roma, Rugani è in stand-by

IL TEMPO - BIAFORA - Brusca frenata nella trattativa che doveva a portare Rugani alla Roma. Nella notte tra mercoledì e giovedì i dirigenti giallorossi hanno riflettuto attentamente sul valore del giocatore (assolutamente ben disposto a trasferirsi a Trigoria) e sulle modalità dell'operazione, decidendo di mettere tutto in stand-by e comunicando la scelta all’intermediario incaricato di portare avanti i discorsi con la Juventus. Il trasferimento di Rugani alla corte di Fonseca era pressoché concluso e mancavano soltanto pochi dettagli alla definizione del maxi-scambio, ma il ripensamento di Petrachi ha creato uno stallo. Le parti avevano trovato una quadra sulla valutazione del centrale toscano e l’eventuale rifiuto di Riccardi, destinato in bianconero insieme a Celar, non avrebbe messo in pericolo l'affare, già ben impostato e in dirittura d’arrivo. Come già successo in occasione della chiusura per Mancini il ds salentino ha chiesto qualche giorno di tempo per valutare eventuali alternative, pronto a riallacciare i contatti con Paratici se non dovesse trovare un calciatore di valore.

Per quanto riguarda il reparto offensivo Schick vuole cambiare aria e provare a rilanciarsi in Bundesliga, dove è in forte pressing il Lipsia, mentre il Borussia Dortmund è più distante, ma sempre ben attento alle vicende di mercato legate al ceco. Il ventitreenne è stato nettamente bocciato da Fonseca, che si aspettava molto di più da un giocatore con le sue qualità. A rendere complicata la cessione di Schick c'è la particolare formula con cui è arrivato dalla Sampdoria: per evitare minusvalenze servirebbero quasi 30 milioni di euro ed infatti sono arrivate soltanto proposte per un prestito con diritto di riscatto. A pochi giorni dalla chiusura del mercato non tutti sono però convinti di mandarlo via a cuor leggero, visto che sarebbe difficile raggiungere una punta di livello, che saprebbe di partire dietro ad un bomber di valore come Dzeko.

È invece ad un passo dall'addio Defrel, che tornerà alla Samp dopo il fondamentale colloqui con Di Francesco, che già lo aveva voluto nella sua avventura alla Roma. I blucerchiati, coinvolti nelle fasi finali della trattativa per il passaggio di proprietà garantiranno a Petrachi un prestito oneroso con l'obbligo di riscatto, per una valutazione totale di poco meno di 15 milioni. Da segnalare infine che un agente ha offerto Mirante al Real Madrid, destinato a cedere Keylor Navas al PSG. Nel frattempo la Lega di Serie A ha ufficializzato i numeri di maglia per la nuova stagione. Diawara, che aveva giocato le e amichevoli con il 44, ha ereditato il 42 da Nzonzi (ceduto al Galatasaray in prestito), scegliendo lo stesso numero che indossava al Napoli. L'altro elemento della rosa che era rimasto in sospeso era Veretout, che alla fine ha optato per il 21.


Zappacosta riparte da Trigoria: «Obiettivo tornare in Nazionale»

IL TEMPO - BIAFORA - «La Roma è sempre stata un sogno fin da piccolo, sono sicuro che riuscirò a far vedere chi sono e quanto valgo». Si è presentato così in conferenza stampa Mert Cetin, difensore fortemente voluto da Petrachi e arrivato pochi giorni fa per 3 milioni di euro dalla Turchia. L'ex Genclerbirligi ha dimostrato grande personalità nel rispondere ad ogni domanda, evidenziando carattere e sicurezza nei propri mezzi: «Mi sento abbastanza forte come centrale e sento di i poter competere con gli altri difensori. Vorrei che scrivessero anche il mio nome tra gli annali, per non parlare soltanto del mio idolo Sergio Ramos». Cetin smentisce poi qualsiasi ipotesi di prestito per giocare con continuità: «Ho firmato con la Roma, non penso assolutamente a prestiti o altro. Avrò bisogno di un tempo di adattamento e se ci sarà da aspettare, aspetterò. Però una volta che mi sarò adattato sono sicuro che riuscirò a giocare a pieno con questo club».

Accanto al turco era presente anche Zappacosta, al ritorno in Italia dopo l'esperienza al Chelsea. «Mi sento molto maturato soprattutto a livello umano e caratteriale. Mi ha portato qui la voglia di ripartire e la Roma è un grande club. Ho trovato un gruppo molto giovane, fantastico e compatto. Sicuramente ritrovare la Nazionale è un mio obiettivo». Il compito di accogliere i nuovi è toccato a Florenzi: «Alessandro mi ha detto che era contentissimo del mio arrivo. Lui - ha dichiarato il laterale del 1992 - è il capitano, ma una sana concorrenza fa sempre bene». A margine della conferenza De Sanctis, braccio destro di Petrachi, ha chiarito le modalità di trasferimento del terzino: «Davide aniva conun prestito gratuito di sei mesi, con rinnovo automatico fino a giugno 2020. Rimarrà qui un anno, dimostrerà tutto quello che è il suo valore e dopodiché si faranno le considerazioni del caso a fine stagione». Intanto in campo si continua a pensare alla sfida contro il Genoa. Fonseca, che parlerà domani alle 16.30, ha fatto svolgere ai suoi giocatori una lunga sessione in sala video per studiare la squadra di Andreazzoli, prima di lavorare sulla tattica sul terreno di gioco. Assenti Coric e Gonalons, in odore di cessione, oltre a Spinazzola, che ha intrapreso il percorso di recupero dopo l'infortunio.


Mirra: "Riccardi ricorda un po' Isco"

Gianluca Mirra parla di Alessio Riccardi. L'esperto di calcio giovanile interviene su TuttoSport sul probabile scambio tra il giallorosso e Rugani:

(...)Dovesse descrivere Riccardi a un tifoso non esperto di campionati Primavera e nazionali giovanili?
"E' un centrocampista duttile. Nasce numero 10, trequartista, ma crescendo è stato impiegato ovunque in mediana e pure esterno nel tridente d'attacco. E' destro, ma ha grande sensibilità e confidenza anche con il sinistro, Prima di entrare bambino nel vivaio giallorosso, giocava nella squadra di calcio a 5 della Lazio, Due stagioni fa, nel 2017-18, ha disputato un campionato straordinario in Primavera pur essendo sotto età. Nell’ultima annata ha continuato a crescere, tanto che Di Francesco lo ha fatto esotdire in Coppa lialia contro l’Entella".

In che ruolo immagina Riccardi fra qualche anno?
"Penso che la sua natura lo porterà a imporsi come interno di centrocampo. Mezzala a destra o a sinistra. Riccardi possiede doti importanti nella conduzione della palla, è abile nel dribbling e ha anche un gran tiro dalla distanza".

A chi lo paragonerebbe?
"Gli accostamenti sono sempre complicati, in questo caso anche più del solito. Diciamo che, come tipologia di giocatore, ricorda un po' Isco. R
iccardi sembra un romano un po’ spagnolo: tecnica, dribbling, creatività". (...)