Kolarov scalda il sinistro per la prova del nove

Così come per altri allenatori che lo hanno preceduto, anche per Fonseca Aleksandar Kolarov rappresenta una specie di totem. Oggi rientrerà tra i titolari il quasi trentaquattrenne (compirà gli anni a novembre) che nel 2019 ha segnato già 8 gol. La possibilità che il terzino serbo possa arrivare in doppia cifra è concreta. Per queste ragioni non sorprende che si stia già lavorando per rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno. L'ipotesi è quella di un prolungamento annuale con l'opzione per un'ulteriore stagione. La sensazione è che l'accordo possa essere trovato, anche se per Kolarov la possibilità di chiudere la carriera alla Stella Rossa rimane affascinante. La Roma gli garantirebbe un ingaggio decisamente più alto, ragion per cui l'ex City potrebbe decidere di tornare in patria solo fra un paio di stagioni per vestire i panni del dirigente.


Ottovolante senza paura: Fonseca carica la Roma

«Alibi» (...): da ieri Paulo Fonseca (...) cancella questa parola dal suo vocabolario in un modo che gli fa onore. Così, alla domanda se temesse la pressione del celebre «ambiente romano», il portoghese gonfia il petto. (...) Con queste premesse, il fatto che la Roma oggi sfidi il Cagliari schierando l’ottava formazione diversa in 9 partite non preoccupa Fonseca, concentrato più sul rendimento dei suoi che sulle critiche o sul destino, tradizionalmente cinico e baro (...).

Certo, l’influenza di Florenzi e il grave infortunio al ginocchio di Zappacosta hanno assottigliato una rosa, già priva di Perotti, Under, Pellegrini e Mkhitaryan, senza contare che per Pastore, spiega Fonseca, «è difficile giocare due partite ravvicinate». Così (...) nel ruolo di trequartista dovrà adattarsi uno tra Cristante e Veretout (...). Il ballottaggio c’è sul terzino. Spinazzola sembra averne lo status, ma a Graz ha giocato meglio Santon.


Zappacosta, domani comincia il futuro

IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - Domani Davide Zappacosta verrà dimesso dopo l'operazione per la rottura del legamento del crociato anteriore del ginocchio destro. Il terzino è rimasto sotto osservazione per tre giorni durante i quali ha mosso i primi passi salendo addirittura le scale: «Pronto a tornare più forte di prima, 24 ore fa ero in sala operatoria», ha scritto sul video postato su Instagram. Ha ricevuto anche la visita di alcuni compagni di squadra, amici e familiari, tra cui Cristante e lo zio, al quale è molto legato. L'obiettivo è quello di tornare in campo nel giro di quattro mesi. Al momento la crisi sulla corsia di destra continua con Florenzi debilitato da una brutta influenza che lo costringerà a restare a casa contro il Cagliari, ultima partita prima della sosta. Al ritorno dalle due settimane di stop, Fonseca dovrebbe riaccogliere Under e Mkhitaryan fermati rispettivamente da una lesione al bicipite femorale destro e una tendinea all'adduttore.


Florenzi ko. Avanza Veretout

IL TEMPO (F. BIAFORA) - Per chiudere il primo ciclo del campionato con altri tre punti dopo il successo con il Lecce, Fonseca si affiderà al ritorno di Dzeko e Kolarov dal primo minuto, con quasi nessun dubbio di formazione a causa dei tanti infortuni che hanno colpito la Roma. Oltre a Perotti, Under, Cetin, Mkhitaryan, Pellegrini e Zappacosta, il tecnico portoghese non potrà contare su Florenzi per la sfida con il Cagliari: il capitano giallorosso, in tribuna in Europa League, non ha smaltito l'influenza e non è stato neanche convocato. Per sostituirlo Fonseca sposterà Spinazzola sulla destra nella linea difensiva a protezione di Pau Lopez, al ritorno tra i pali. Accanto all’esterno ci saranno Mancini e Smalling (panchina per Fazio), con Kolarov terzino sinistro. Cristante e Diawara faranno coppia in mediana, con Veretout alle spalle di Dzeko in compagnia di Zaniolo e Kluivert. Sul fronte Cagliari il vero dubbio riguarda la posizione di Nainggolan, pienamente recuperato: il belga, ex di turno con Olsen e Luca Pellegrini, dovrebbe partire nel ruolo di regista, con Nandez e Rog mezzali, ma Maran ha lavorato anche su una formazione che prevede il Ninja alle spalle di Simeone e Joao Pedro, con l'inserimento di Cigarini come playmaker.


Roma, è Dzeko il faro Champions

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - Non può assentarsi un attimo, (con il Wolsfberger) che subito ecco che: la Roma è Dzekodipendente. Luogo comune, sì; verità, pure. Dzeko insostituibile. Un'etichetta che, come dicono a Torino, Edin si è guadagnata sul campo. E il campo chiama 186 presenze (oggi 187), 92 gol e 40 assist. A Roma ha vissuto momenti di altalenante euforia. Un paio di volte, da quando è qui (2015) è stato sul piede d'addio. La prima, dopo l'annata con Rudi Garcia (e Spalletti), era deluso per la stagione, cominciata bene e finita maluccio (8 gol in 31 presenze in campionato, 10 su 39 considerando tutte le competizioni). «Troppo buono», era per l'allenatore toscano, che poi ha ritrovato Edin pure nella stagione successiva, nella quale ha conquistato (quasi) tutti, chiudendo con 39 gol tra campionato e coppe, record per un romanista (Totti era arrivato a 32). La seconda volta, nell'ultima estate: Dzeko deluso dalla società, che gli aveva ufficializzato la volontà di non rinnovargli il contratto, aveva deciso di accettare la proposta dell'Inter. Poi, il ds Petrachi lo ha trattenuto prima con le cattive (invitando a brutto muso lui e l'Inter ad evitare ricatti) e con le buone (un faraonico rinnovo del contratto fino al 2022), coadiuvato da Fonseca, che aveva visto in lui l'uomo su cui puntare i sogni di un ritorno in Champions. Dzeko ha ritrovato il sorriso e nuove responsabilità: con l'addio di De Rossi e la promozione di Florenzi, è diventato vice capitano, oggi, per l'assenza di Ale, contro il Cagliari avrà i gradi. E il compito di guidare un attacco un po' zoppicante, per le assenze di Under, Mkhitaryan, Perotti. Avrà Kluivert da una parte e Zaniolo dall'altra, alle sua spalle uno tra Veretout e Cristante. Ma lui è sempre lì, indispensabile come non mai. Con il Cagliari dell'ex Nainggolan, promosso a centrocampo Diawara, in difesa Mancini si gioca il posto con Fazio (in vantaggio, il Cagliari segna molto di testa) al fianco di Smalling. Torna Kolarov, al posto di Florenzi, spazio a Spinazzola.

TUTTO DI UN FIATO - Fonseca gli ha risparmiato, in queste otto partite i novanta minuti di Graz contro il Wolfsberger e 16 contro il Basaksehir. Il campionato è tutto d'un fiato: sempre in campo, dal primo all'ultimo minuto, dal Genoa al Lecce. In questo momento il suo vice Kalinic ha dimostrato di non essere ancora pronto a sostituirlo con più regolarità ed ecco che Edin si ritrova nella stessa situazione dello scorso anno, quando Schick non riusciva a crescere dietro a lui. Quindi, o Kalinc migliora o Edin sarà costretto a fare gli straordinari, non facili per uno della sua età (33 anni compiuti lo scorso marzo). E questo - ad oggi - è il pregio e il difetto di questa situazione. Dzeko è diventato col passare degli anni un vero e proprio uomo squadra, quando era più giovane non aveva affinato questa caratteristica, era bomber freddo, «buono» per dirla alla Spalletti. Oggi è cattivo, rude, si è preso lo spogliatoio e la fiducia di tutti. La partita di giovedì ha detto quanto in questo momento la Roma non possa privarsi di Edin in nessun modo. Dzeko ha ripagato la fiducia e dopo l'estate turbolenta e a muso lungo, è partito in tromba: due gol in casa, con Genoa e Sassuolo, due contro Bologna e Lecce, questi ultimi decisivi per la vittoria. Punti Champions, come, Fonseca spera, dovranno arrivare oggi. Lunga vita.


Paulo: «Chi non regge le pressioni, coltivi patate»

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - In poco meno di 48 ore, il castello degli alibi - che da sempre in città giustifica l'assenza di successi dal 2008 - viene giù. Sono bastati due soffi. Il primo da parte dell'ex Nainggolan in un'intervista a 'la Repubblica' («L'ambiente romano? Ma dai sono cavolate. Radio e giornali ci sono ovunque»). L'altro, ancora più decisivo e incisivo perché arrivato da un attuale tesserato del club, è di Fonseca: «Chi non è in grado di sopportare la pressione non può fare il calciatore professionista. In particolare mi si chiedeva dell'ambiente romano. Io quello che vedo e sento è il sostegno costante dei tifosi in casa e in trasferta. La pressione c'è dove si vuole vincere, chi non la sa gestire deve prendersi un appezzamento di terreno e coltivare patate». Gioco, set, incontro. In pochi secondi, il tecnico spazza via anni di giustificazioni, scuse e discolpe, spesso nemmeno richieste. Domanda - a dir poco legittima - poco apprezzata a Trigoria con animata discussione a conferenza conclusa sull'opportunità o meno di farla. Di certo, il termine «accontentarsi» non deve far parte del vocabolario di Fonseca se, quando gli ricordano le parole di Cristante a Graz («Un pareggio fuori casa va più che bene»), replica così: «Assicuro che c'era profonda insoddisfazione e rabbia per non aver vinto».

TROPPI INFORTUNI - Inevitabile, dopo gli stop a catena di Pellegrini, Mkhitaryan e Zappacosta, una riflessione: «L'infortunio più frequente è quello al flessore e noi abbiamo avuto solo un caso, quindi non si può parlare di cattiva pianificazione. Un aspetto da tener conto è il recente passato di alcuni calciatori. E in questo caso è elevata la percentuale di ricadute quando i soggetti sono a rischio. Poi ci sono degli infortuni casuali ed è impossibile controllarli. La vera questione è se si sta lavorando per prevenirli e la risposta è sì. Accade però ovunque. Allora mi domando se tutti stanno lavorando male. Invece mi chiedo, la sequenza di gare ravvicinate è adeguata allo sforzo fisico di un calciatore? Succede in tutte le squadre che competono su più fronti». C'è spazio, anche per il Cagliari: «Florenzi non ci sarà, Pau Lopez ha recuperato. Trequartista? Per Pastore è difficile giocare due partite così ravvicinate. Lo farà uno tra Veretout e Cristante, Bryan ha già ricoperto il ruolo in passato. Mi aspetto una gara complicata, contro una squadra che sta disputando un eccellente campionato. Ma noi dobbiamo vincere».


Roma-Cagliari - precedenti, statistiche e curiosità

INSIDEROMA.COM – FEDERICO FALVO - Dopo il pareggio a Graz contro il Wolfsberger, la Roma si ributta a capofitto nel campionato. Domani, infatti, si ritorna già in campo contro il Cagliari. Sarà out Zappacosta, operato in mattinata per la lesione del crociato.
In conferenza stampa, mister Fonseca, non vuole svelare nulla a livello di formazione; augurandosi che chiunque andrà in campo riuscirà ad avere la meglio contro un Cagliari in grande forma. Ma l’ambizione della Roma, di voler vincere contro qualsiasi avversario, non cambia; e domani si scenderà in campo con questa convinzione. Ovviamente c’è un po’ di pressione, ma per Fonseca non deve essere un problema ma uno stimolo. La pressione fa parte del calcio e chi non riesce a gestirla, forse, dovrebbe pensare a non fare il professionista ma altro. Tornerà tra i pali Pau Lopez, mentre Florenzi è ancora out per influenza.
In casa Cagliari, mister Maran, vuole che la sua squadra in ogni partita mantenga forte la sua identità di gioco a prescindere dall’avversario. Domani ci sarà la Roma, una squadra che il mister considera completa e con uno tra gli organici migliori della Serie A. Una Roma che, nonostante gli impegni, ha tanto valore e vuole che suoi siano bravi a contenerne la manovra. Il Cagliari dovrà giocare da squadra e con il giusto atteggiamento, solo così si potrà fare bene domani.

I PRECEDENTI – Sono 39 i match giocati all’Olimpico tra Roma e Cagliari, con i giallorossi che hanno vinto 20 volte. La scorsa stagione i padroni di casa si imposero con il 3-0 firmato da Fazio, Pastore e Kolarov. Fu il quarto successo di fila contro i sardi tra le mura amica. Prima di questa serie di vittorie, durante la stagione 2013/14, vi fu il pareggio per 0-0, il 15esimo della contesa. Solo quattro i successi del Cagliari, che non espugnano l’Olimpico dalla stagione 2012/13, con il 4-2 firmato da Nainggolan, l’autogl di Goicoechea, Sau e Pisano (per la Roma in gol Totti e Marquinho). Questo fu il secondo successo di fila per i sardi.
La miglior vittoria casalinga della Roma contro il Cagliari è il 5-1 di stagione 2004/05, mentre i sardi all’Olimpico hanno fatto registrare il miglior successo nella stagione 1968/69 con il 4-1. E’ di 1-1 il risultato più frequente, verificatosi sette volte.
Sarà la prima volta di Fonseca contro il Cagliari, mentre Maran ha affrontato già 11 volte la Roma. Ma in 11 precedenti, solo una vittoria per Maran contro i giallorossi, quando allenava Catania. Nei restanti 10 precedenti, cinque pareggi e cinque sconfitte.
L’arbitro del match sarà Massa di Imperia., che ha arbitrato la Roma già 18 volte con un bilancio di otto vittorie, sette pareggi e tre sconfitte. Otto i precedenti con il Cagliari; che con Massa ha collezionato quattro sconfitte, tre vittorie ed un pareggio.

LE STATISTICHE – La Roma è quinta in campionato, con 11 punti ed 11 reti segnate (terzo attacco del torneo). Da rivedere la difesa, che con nove reti subite è la quinta peggiore del torneo.
Un punto in meno (10) per il Cagliari, che ha avuto un avvio di campionato sorprendente e di alto livello. Nove le reti segnate dai sardi, con sei subite e reduce dal pareggio casalingo contro il Verona. I sardi, nell’ultima trasferta al San Paolo, hanno battuto il Napoli.
Negli ultimi 10 precedenti contro la Roma il Cagliari non ha mai vinto, perdendo le ultime quattro partite all’Olimpico senza segnare nel fortino giallorosso da cinque trasferte. Ma in questa stagione i sardi in trasferta hanno sempre vinto, mentre la Roma all’Olimpico ha vinto solamente contro il Sassuolo.

Un match che vede entrambe le squadre in emergenza e con tanti giocatori out. Ma ciò non deve essere un alibi, con la Roma che deve vincere per allungare in campionato e non perdere il treno per la Champions League. Ma occhio al Cagliari, che sta onorando il suo 100esimo anno di vita nel migliore dei modi con un avvio sopra ogni aspettativa. Un Cagliari che non va sottovalutato ma che, come nell’ultima partita, potrebbe subire un calo di concentrazione che la Roma potrebbe sfruttare a proprio favore.


Fonseca sfida l'emergenza

IL MESSAGGERO - TRANI - Oggi come ieri. E come negli ultimi anni. L'emergenza sembra davvero infinita: la Roma perde pure Zappacosta, rottura del crociato anteriore e stagione compromessa, nel primo allenamento a Trigoria dopo il viaggio in Austria. Fonseca, alla vigilia della gara contro il Cagliari, conta i giocatori a disposizione. Sono sempre di meno. La scelta è ridotta in ogni reparto. Meno male che arriva la sosta per gli impegni delle nazionali. Subito dopo è previsto qualche recupero. Ma così è difficile andare avanti. Il portoghese, al suo primo anno in Italia, non riesce a lavorare come vorrebbe. Deve cambiare interpreti in ogni partita. E non sempre per preservarli durante la full immersion di impegni. La formazione base, ormai è un dato di fatto, non esiste. E la rotazione obbligatoria incide sulla ricerca dell'identità di squadra.

ECCE BOMBER La Roma, domani pomeriggio, riparte da qualche punto fermo. Il principale è Dzeko, tenuto a riposo a Graz. Il centravanti, 5 reti in 7 partite (più altri 2 gol con la Bosnia), fa la differenza. Solo se c'è lui, il 4-2-3-1 dà garanzie. Finalizzatore e rifinitore. La sua presenza, ricordarlo è come scoprire l'acqua calda, rende più efficace la squadra. Segna lui e giocano meglio i compagni.

VERIFICA IN CORSO Fonseca, con Dzeko, ritrova anche altri titolari: il portiere Pau Lopez e i big Smalling e Kolarov. Certezze per il sistema di gioco dell'allenatore che, però, deve prendere di petto la situazione di precarietà nei vari settori. Il nuovo turnover sarà condizionato, oltre che dagli infortuni, anche dalle condizioni fisiche di alcuni giocatori. In difesa, pur potendo contare sui 4 centrali, c'è da scegliere il terzino destro. Florenzi ha la febbre alta (influenza intestinale) e Spinazzola, deludente contro il Wolfsberger, rischia di non essere confermato. L'unica soluzione è di dare di nuovo spazio a Santon, tra i più lucidi nella partita di Graz.

RUOLO DA ASSEGNARE Il rebus più complicato da risolvere è alle spalle di Dzeko. Fonseca cerca il trequartista migliore tra quelli rimasti in rosa. Lo stop di Pellegrini, in questo senso, è pesantissimo. Anche perché Pastore, titolare in entrambe le gare di Europa League, ha steccato giovedì sera, fallendo la grande chance in Austria. Fisicamente e tatticamente, contro il 4-3-1-2 di Maran, non è presentabile. Il più pronto per quella posizione è Zaniolo. Ma anche gli esterni alti scarseggiano: sono out Mkhitarian, Under e Perotti e a loro si è aggiunto Florenzi. Sui lati sembra scontata, dunque, la presenza di Kluivert e di Zaniolo. Restano solo Cristante e Veretout. Se l'allenatore dovesse rispettare il piano iniziale, giocherebbero in mediana uno accanto all'altro. Diawara, però, ha funzionato contro il Wolfsberg. Così il principale candidato a prendere il posto di Pellegrini diventa Veretout che, nel finale del match di Lecce, è stato provato proprio dietro al centravanti. Il 4-2-3-1 della Roma sarebbe sicuramente più aggressivo e compatto. Pure Cristante può avanzare, ma il portoghese spesso preferisce abbassarlo davanti alla difesa nel 4-1-4-1, a far da schermo nella fase di non possesso. La vera alternativa a Veretout, insomma, rimane Zaniolo. In quel caso Spinazzola potrebbe fare l'esterno alto a sinistra e Kluivert restare sulla fascia destra. E l'escluso a centrocampo sarebbe Diawara.


Serie A, il Milan torna al successo. Genoa battuto 2-1

Nell'ultimo anticipo di campionato il Milan torna al successo, battendo il Genoa a Marassi per 2-1.
Ma in vantaggio sono passati i rossoblu al 41' con Schone che da punizione batte Reina non esente da colpa. Infatti il portiere non trattiene e la palla si insacca alle sue spalle. Al 47' espulso Saponara dalla panchina per proteste.
Nella ripresa al 51' il Milan pareggia con Hernandez e sei minuti più tardi passa in vantaggio grazie al rigore di Kessiè assegnato dopo il consulto contro il VAR. Nell'occasione espulso Biraschi. Anche il Milan riceve un cartellino rosso con Calabria, dopo il secondo giallo.
Al 93' si ripete il duello Schone-Reina dal dischetto, ma questa volta vince il portiere rossonero che intuisce il penalty e mette in corner. Al 94' espulso Castillejo dalla panchina per proteste.


Serie A, Verona batte Sampdoria 2-0

E' terminato il secondo anticipo di Serie A tra Verona e Sampdoria, con la vittoria dei veneti per 2-0.
A segna Kumbulla al 9', con Murru (autogol all'81') che chiude la contesa.


Serie A, Spal batte Parma 1-0

E' terminato il primo anticipo di Serie A tra Spal e Parma, con la vittoria dei biancoazzurri per 1-0. Decisiva la rete fortunosa di Petagna al 31'. che devia involontariamente il tiro di Strefezza ed insacca. Al 70' espulso nella Spal il crentrocampista Strefezza per somma di ammonizioni.


Roma-Cagliari, tra i convocati Smalling e Pastore

Paulo Fonseca ha reso nota la lista dei convocati per il match di domani con il Cagliari. Oltre al forfait dell'ultim'ora è quello del febbricitante Florenzi, che si va ad aggiungere alle assenze degli altri infortunati Pellegrini, Mkhitaryan, Perotti, Under, Cetin e Zappacosta.

Questo l'elenco dei convocati:

Pau Lopez
Fuzato
Mirante

Juan Jesus
Smalling
Kolarov
Santon
Fazio
Mancini
Spinazzola

Cristante
Veretout
Zaniolo
Pastore
Diawara

Dzeko
Kalinic
Antonucci
Kluivert