Defrel-Cagliari alle battute finali. La Roma incasserà circa 16 milioni

Si avvicina l'addio di Defrel alla Roma, sempre più vicino al Cagliari. Il francese, come riferito da calciomercato.it, potrebbe aggregarsi ai rossoblu già nel fine settimana. Dopo giorni di stand-by le trattative tra Roma e Cagliari sono riprese con la formula definitiva trovata nel prestito oneroso a 3 milioni e riscatto obbligatorio a 12 milioni più bonus. Defrel percepirà 1.5 milioni all'anno di ingaggio.


Alderweireld potrebbe restare al Tottenham. La Roma cerca un'alternativa

Nonostante piaccia anche Lovren, la Roma non ha ancora mollato la pista Alderweireld con cui ha un accordo sulla base di 3.5 milioni stagionali per i prossimi 5 anni. Ma lo scoglio da superare è la richiesta di 28 milioni del Tottenham (la Roma ne offre 20), che nonostante la prossima scadenza contrattuale del belga non vuole fare sconti. Ma questo scoglio potrebbe diventare una montagna. Infatti ieri sera il centrale Foyth si è infortunato in amchevole e, se lo stop fosse lungo, Alderweireld potrebbe essere tolto dal mercato per rientrare nei piani della società. Una possibilità che, come riferisce calciomercato.com, la Roma ha già preso in considerazione; iniziando a guardarsi intorno e mettendo nel mirino anche Verissimo del Santos e Rigani della Juventus.


Pricing delle obbligazioni non convertibili offerte dalla controllata ASR

A.S. Roma S.p.A. (qui di seguito, la "Società") ha il piacere di annunciare che la controllata ASR Media and Sponsorship S.p.A. (qui di seguito "MediaCo") ha provveduto al pricing della sua offerta privata rivolta a investitori istituzionali qualificati (l'"Offerta") di Obbligazioni Senior Secured non convertibili con scadenza 2024 (le "Obbligazioni") per un importo complessivo di 275 milioni di Euro, con un tasso di interesse annuale pari al 5,125%, pagabile in via posticipata ogni sei mesi. I proventi netti derivanti dall'emissione delle Obbligazioni, a seguito del pagamento delle commissioni e spese derivanti dall'operazione verranno utilizzati, inter alia, per rifinanziare il debito esistente in capo a MediaCo, anche ottimizzandone la struttura e la scadenza, e dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività. La chiusura dell'Offerta è prevista l'8 agosto 2019 (previa soddisfazione delle consuete condizioni in merito alla conclusione dell'operazione).


Florenzi, un futuro con vista sul passato?

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - "Il mio ruolo preferito? Portiere!", così Alessandro Florenzi, nato nella frazione romana di Vitinia ventotto anni fa, ha dichiarato scherzosamente in passato in un'intervista che intendeva porre in risalto la sua grande versatilità all'interno dello scacchiere tattico giallorosso.

In effetti, ne ha compiuta di strada quel ragazzo che a partire dall'estate del 2012, agli ordini di Zdenek Zeman, si è unito al gruppo della prima squadra romanista, diventando costantemente più importante, stagione dopo stagione, pur con l'avvicendarsi di ben sei allenatori.

Cresciuto nel vivaio della Roma e laureatosi Campione d'Italia (da capitano) con la Primavera di Alberto De Rossi nella stagione 2010/2011, Florenzi debutta tra i 'grandi' in giallorosso a vent'anni, precisamente la sera del 22 maggio del 2011, quando  la formazione capitolina, allora allenata da Vincenzo Montella, è di scena all'Olimpico contro la Sampdoria per l'ultima sfida di un campionato assai deludente per i colori giallorossi. Il ragazzo entra in campo a una manciata di minuti dal termine in sostituzione di un certo Francesco Totti; giusto il tempo di un paio di palloni toccati per rompere il ghiaccio e poi ecco l'estate, che lo porta a farsi le ossa in Serie B, a Crotone.

La stagione in Calabria, agli ordini dell'ex allenatore in seconda di Mazzone, Leonardo Menichini, prima e di Massimo Drago poi, è semplicemente straordinaria: Alessandro Florenzi viene impiegato come esterno di spinta e alla fine del campionato raccoglie ben trentasette presenze con addirittura undici gol all'attivo.

Certi numeri non passano inosservati dalle parti di Trigoria.

Un'estate dopo la cessione in prestito al Crotone, il club giallorosso, grazie al parere favorevole di mister Zeman che ha affrontato Florenzi con il suo Pescara l'anno precedente nella serie cadetta, esercita la recompra sul cartellino del calciatore, versando ai calabresi poco più di un milione di euro.

Grazie alla sua ottima capacità di abbinare qualità e quantità, Florenzi sembra poter interpretare alla perfezione il ruolo di incursore nel centrocampo a tre del dogmatico 4-3-3 di stampo zemaniano. In effetti, l'ex Crotone guadagna sin da subito molto spazio in mezzo al campo; l'allenatore boemo apprezza la capacità di 'buttarsi negli spazi'  e di 'vedere la porta avversaria' del ragazzo e gli regala spesso addirittura la maglia da titolare.

Nonostante l'esonero di Zdenek Zeman dopo la figuraccia interna contro il Cagliari, Florenzi continua a collezionare minuti anche con il sostituto del boemo: Aurelio Andreazzoli. La stagione 2012/2013 si conclude però nel peggiore dei modi per la Roma, con la cocente delusione della sconfitta nella Finale di Coppa Italia contro la Lazio e l'estate seguente dà vita alla prima, grande rivoluzione nel parco giocatori dell'era americana. Il centrocampista classe 1991, tuttavia, non si muove dalla Capitale.

Sulla panchina giallorossa arriva da Lille Rudi Garcia: tra il tecnico di Nemours e Florenzi è amore a prima vista. Sin dalle prime amichevoli estive, il mister transalpino elogia l'atteggiamento e le qualità del ragazzo, che diventa un punto fermo nell'undici titolare della squadra capace di vincere le prime dieci giornate della Serie A 2013/2014.

La grande novità, comunque, riguarda il ruolo ritagliato da Garcia per Florenzi. Il modulo è lo stesso di Zeman, 4-3-3, ma con un'interpretazione completamente diversa. La sessione estiva di mercato ha portato a Roma l'esperto terzino ex Inter Maicon, da sempre più abile ad offendere che a difendere, così il nuovo allenatore giallorosso ritiene che piazzando Florenzi sulla linea degli attaccanti a destra possa creare con il brasiliano una 'catena' perfetta e non troppo scoperta. I risultati gli danno ragione. La stagione dell'ex Crotone e della Roma è straordinaria: 85 punti (nuovo record per il club di Trigoria) e secondo posto in campionato, con la sensazione per larghi tratti della stagione di poter lottare per lo scudetto con la Juventus di Conte.

Il grande limite della Roma 2013/2014 secondo Garcia e l'allora ds Sabatini è stato in gran parte il fatto di avere una rosa 'corta', pertanto per il ritorno in Champions e per tentare l'assalto allo scudetto si decide di puntare sull'ampliamento delle possibilità di scelta in favore dell'ex tecnico del Lille. Il grande colpo dell'estate giallorossa viene individuato in un esterno offensivo mancino da poter inserire sul versante di destra, per giocare con il cosiddetto 'piede invertito' come accade per l'ivoriano Gervinho sul fronte opposto dell'attacco: proprio il ruolo ricoperto da Florenzi. Il ragazzo si preoccupa, ma Garcia lo rassicura sul fatto che gli impegni saranno davvero tanti e lui avrà bisogno di forze sempre fresche. Alla fine, a Trigoria arriva Iturbe dal Verona: sarà lui il titolare dall'inizio della nuova stagione.

Florenzi, tuttavia, non faticherà a trovare spazio, sia a causa degli infortuni e delle prestazioni non eccelse di Iturbe, sia perché nella seconda parte della stagione la Roma perde Maicon, fermato da continui acciacchi e si trova senza terzino destro titolare: ecco allora che Garcia cambia nuovamente ruolo al ragazzo e lo 'trasforma' nel nuovo esterno difensivo di destra del proprio undici di partenza. I risultati sono incoraggianti, tanto da far esporre Walter Sabatini ad affermare che il club "punta con decisione su Florenzi in quel ruolo per il futuro".

Effettivamente, a partire dalla stagione 2015/2016, salvo eccezioni dovute a situazioni di emergenza in rosa, nessuno dei tre allenatori succeduti a Rudi Garcia (Spalletti, Di Francesco, Ranieri) sposta Alessandro Florenzi dalla posizione di terzino destro.

Nonostante le critiche ricevute in alcune circostanze dai tifosi romanisti a causa di disattenzioni difensive, infatti, il numero ventiquattro garantisce infatti una tale capacità di impostazione dell'azione dalle retrovie e di spinta in fase di possesso palla che sembra un delitto rimuoverlo dal ruolo originariamente ritagliato per lui da Rudi Garcia.

Nella primavera da poco trascorsa, però, l'allenatore della Roma diventa Paulo Fonseca, portoghese proveniente dagli ucraini dello Shakhtar Donetsk e nei primi test in famiglia, si nota come la posizione in campo di Florenzi venga cambiata dal nuovo tecnico, che riporta l'ex Crotone sulla linea degli attaccanti.

Un indizio di tale possibilità sembrerebbe venir fornita anche dalle mosse del mercato giallorosso, con il ds Petrachi che si interessa al terzino destro in uscita dal Napoli Hysaj

Nel match amichevole contro il Gubbio, tuttavia, Florenzi è tornato a svolgere il ruolo di terzino destro. Chiaramente, Fonseca è in piena fase sperimentale (basti pensare al Davide Santon centrale di centrocampo visto contro il Rieti), ma non sorprenderebbe a questo punto vedere il nuovo capitano della Roma schierato in avanti nelle prime uscite ufficiali della nuova stagione.

D'altronde sarebbe solo un futuro con vista sul passato.


E' conto alla rovescia per Dzeko all'Inter

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Marotta, avendogli dato la sua parola nel vertice di Nanchino, vorrebbe intanto accontentare Conte con l'acquisto del centravanti esperto. L'identikit è pronto da mesi: Dzeko. Il dg nerazzurro conta di chiudere entro questa settimana. Il piano, però, prevede anche la disponibilità della Roma. Che frena. E non c'è da stupirsi, guardando la doppia motivazione: 1) vuole 20 milioni e non gli 11 proposti dal management di Zhang; 2) non ha il sì di Higuain e quindi è senza il sostituto del centravanti in partenza. Ma, nonostante il club giallorosso non abbia alcun interesse di accelerare nella negoziazione, è probabile che questo sia il weekend della svolta.

INCONTRO IN VISTA - Marotta e Ausilio, contatteranno subito Petrachi per cercare di concludere l'operazione nelle prossime ore. La proposta dovrebbe essere di 15 milioni più bonus. L'Inter, già d'accordo con il giocatore, deve insomma convincere la Roma, stranita per come hanno gestito la trattativa a Milano e cioè dimenticando che il centravanti è comunque sotto contratto fino al 30 giugno del 2019, come ha spesso ricordato il ds giallorosso. Da qualche giorno, al telefono, si lavora alla riconciliazione.

COLPO DOPPIO - Petrachi sa di che cosa ha bisogno Fonseca. In sintesi di altri 2 titolari: i sosia di Manolas e Dzeko. Sono gli acquisti necessari per dare un senso alla squadra. Sul centravanti serve pazienza, soprattutto se l'allenatore insiste per avere Higuain: l'attaccante è da convincere. Il ds giallorsso è sicuro di farcela, contando sulla sponda di Paratici, chiaro con il calciatore anche in Cina: Higuain è fuori dal nuovo progetto. Avrà il prolungamento del contratto, altre 2 stagioni, con l'ingaggio spalmato in 4 (quadriennale da 4,5), prima di finire in prestito (con obbligo di riscatto) alla Roma. Che ha l'urgenza di prendere anche il centrale difensivo: la tentazione forte, restando al club bianconero, è Demiral. La valutazione data a Torino è però fuori budget: 35 milioni. Più semplice, se non fosse per qualche bega tra procuratori, è arrivare a Verissimo del Santos. Piace anche Pezzella della Fiorentina.


«Tanto vanno sfidate tutte», la grande bugia del calendario

IL MESSAGGERO - BUFFONI - C'era una volta un ritornello «tanto prima o poi dobbiamo incontrarle tutte» tormentone estivo, re delle hit-parade dal giorno della compilazione del calendario di serie A. C'era una volta, perché nessuno ci crede più. La scansione delle partite conta eccome per le sorti di una squadra, anche se magari trappole e trampolini sono diversi da quelli immaginati alla vigilia. Il computer è un fattore, al pari di un centravanti in stato di grazia o di disgrazia, di una svista arbitrale corretta o meno dal Var. Lavoretto facile, da Commodore 64, quello di 20-30 anni fa, quando bastava evitare i big-match all'inizio e alla fine. Poi le giornate da 30 sono diventate 38; sono arrivati anticipi, posticipi e turni infrasettimanali e le coppe europee spalmate su tre giorni. A fine Anni 90 il computer si piantò: impossibile stilare il calendario con tutti quegli obblighi. Allora via qualche paletto ed ecco sfide scudetto e derby precoci. Stavolta tocca a Juve-Napoli e Lazio-Roma sfidarsi sotto l'ombrellone, ma nel 2009 fu Milan-Inter a bruciarsi subito (il 29 agosto 4-0 per i nerazzurri del Triplete di Mourinho).

LA TRAMA - In linea di massima si possono stabilire i criteri per individuare, a bocce ferme, agevolati e ostacolati. Alla Juventus sembra garantita una crociera senza mare grosso: perfetta alternanza casa-fuori; Napoli subito alla seconda ma allo Stadium; Inter in trasferta ma alla settima; ultime 5 con tre in casa (Lazio, Samp e Roma) e due fuori (Udine e Cagliari). Più complicata la vita del Napoli che, per scelta, se ne farà due fuori all'inizio: esordio nella Firenze neo-americana e poi la Torino bianconera; quindi il San Paolo, ma con la Samp. Spicca il Napoli-Interdella penultima che potrebbe significare tutto (lotta per il titolo) o niente (scudetto e posti Champions già assegnati). Per l'Inter due periodi hot: dalla quarta alla settima (Milan, Lazio, Samp e Juve) e nelle ultime 5 (Roma, Fiorentina, Genoa, Napoli e Atalanta). Storie simili ma non uguali per Lazio e Roma. Detto del derby precoce c'è la novità dell'ultima in trasferta per entrambe causa indisponibilità dell'Olimpico (dovrà farsi bello per gli Europei 2020). I biancocelesti prima di chiudere a Napoli ospiteranno il Brescia, mentre la Roma si trasferirà in Piemonte: penultima col Torino (con il quale potrebbe contendersi l'Europa), ultima con la Juve (in ipotetica lotta per lo scudetto). L'anomalia a cavallo di andata e ritorno consentirà alla squadra di Lotito di giocare all'Olimpico quattro gare di fila: Lazio-Napoli, Lazio-Samp, Roma-Lazio e Lazio-Spal.

COLPI DI SCENA - Può accadere che alla fine l'assassino sia il maggiordomo, ovvero chi lotta per non retrocedere: un Parma-Napoli alla quart'ultima oggi sembra innocuo, salvo poi divenire trappola per Ancelotti se gli emiliani si dovessero giocare la vita.


Tutti prigionieri della Juventus

IL MESSAGGERO - TROTTA - MAURO - Il calciomercato della Juventus ruota tutto intorno a Dybala. Sì, perché il campione che avrebbe dovuto impreziosire i trionfi dei bianconeri e finanziare una campagna acquisti con una cessione da 150 milioni, è diventato con il tempo un sacrificio dal valore dimezzato, anche per motivi extracampo. Pertanto, la Juventus ha deciso di impostare prima uno scambio poi sfumato con l'Inter per Icardi, e successivamente (lo scorso giovedì, durante il colloquio tra l'intermediario Pastorello e il ds Paratici) perfezionato un'operazione con lo United, che include il cartellino di Lukaku con un conguaglio a favore dei bianconeri. La trattativa con i Red Devils è un'occasione che a Torino non vogliono farsi sfuggire, ma che potrà andare in porto solo se l'ex Palermo valutato sugli 80 milioni quasi come l'ex Everton - dirà sì agli inglesi. Ieri, l'agente della Joya è volato in Inghilterra per approfondire la proposta dello United, dopo i contatti dei giorni scorsi in cui era stata avanzata una richiesta specifica: 10 milioni a stagione.

TRA RILANCIO E PIANO B - L'atteso confronto con Sarri non inciderà quindi sul futuro di Dybala: la Juve ha già tracciato la strada. E l'Inter? I nerazzurri sono alla finestra e studiano l'alternativa (piace Cavani) da affiancare a Dzeko. Il rilancio per Lukaku, con l'obiettivo di avvicinarsi alla richiesta di circa 80 milioni, è ancora nei programmi. Ma il tempo stringe e lo stesso United, in virtù dello storico interesse per Dybala, preferirebbe chiudere l'affare con i bianconeri. Va poi chiarita la posizione di Icardi. Mauro aveva deciso di rifiutare tutte le avances, pur di aspettare la Juve. Ora l'ex capitano interista potrebbe considerare seriamente le soluzioni Napoli e Roma, anche se c'è chi non esclude il suo arrivo a Torino in caso di cessione di Higuain e Mandzukic. Con la mossa Lukaku, da leggere anche come dispetto alla rivale Inter, la Juve si conferma ancora la padrona del mercato.

MOISE AI TOFFEES PER 40 MILIONI - I motori si sono scaldati con lo scambio Spinazzola-Pellegrini, mentre ieri è stato piazzato Moise Kean all'Everton per 40 milioni (bonus compresi) di pura plusvalenza. L'attaccante sarà presto a Liverpool per le visite mediche: ad attenderlo un contratto fino al 2024 a 3 milioni a stagione e una prelazione su futura rivendita da parte della Juve, che mantiene un minimo margine di controllo sul giocatore di Raiola.  Non si tratta di una recompra ma di un diritto di riacquisto con precedenza ai Campioni d'Italia, nel caso dovessero pareggiare eventuali offerte future da terze squadre. Sacrificare uno dei migliori talenti della sua generazione (classe 2000, con il contratto a termine) in nome del bilancio è stata una scelta quasi obbligata per Paratici e Nedved, che ora valutano le altre uscite con relativa tranquillità.

PROSSIME USCITE - I prossimi potrebbero essere Perin (l'Aston Villa offre 15 milioni) e Khedira, sempre più vicino all'Arsenal, ma rimangono sull'uscio anche Cancelo (City o Barcellona) e Matuidi, con il Psg in pole. C'è serenità anche perché in entrata la Juve ha giocato d'anticipo con gli arrivi di Ramsey, Rabiot e Buffon a parametro zero, Pellegrini nell'operazione Spinazzola, Demiral, Romero (tornato al Genoa in prestito), Pjaca e Higuain al rientro dai rispettivi prestiti e de Ligt, il vero colpo dell'estate, a 75 milioni più 10,5 di commissione pagabili in cinque anni. Intanto il Milan accoglie gli altri due acquisti Leao e Duarte. Infine l'ex rossonero Boateng passa alla Fiorentina.


Dzeko, effetto-domino verso l’Inter

CORRIERE DELLA SERA - L’arrivo in Inghilterra del procuratore di Dybala sta facendo da detonatore. Chiudere lo scambio tra l’argentino e Lukaku, come è stato annunciato ieri da più esperti di calciomercato, può finalmente sbloccare lo stallo degli attaccanti e provocare il famoso «effetto-domino». Per la Roma significa che Higuain - ma anche Icardi - sono ancora di più sul mercato e che Dzeko può sperare di andare dove vuole: all’Inter. Quello che è certo è che il centravanti bosniaco ha respinto al mittente le proposte di prolungamento: il suo contratto scade a giugno 2020 e Edin non ha intenzione di toccarlo. (...) Per Sportmediaset, la Roma ha chiesto all’Inter di aggiungere ai 15 milioni anche il cartellino del giovane attaccante Edoardo Vergani, classe 2001. Le prossime ore possono essere decisive, con il ruolo di Antonio Conte sempre più importante. Se dovesse perdere davvero Lukaku, chiesto e richiesto a Marotta, il nuovo allenatore nerazzurro non è disposto a subire un altro scacco sul mercato: Dzeko deve arrivare al più presto. (...) Situazione paradossale anche per Icardi, fuori dall’Inter anche se è difficile trovare un centravanti migliore di lui. La Roma ha fatto passi avanti per la cessione di Defrel al Cagliari: l’operazione si chiuderà a 15-16 milioni tra prestito e riscatto, permettendo un pagamento agevole. Paulo Fonseca spera di avere al più presto anche un difensore centrale. Visto che la trattativa per Alderweireld non si sblocca, la Roma sta sondando il Liverpool per il croato Dejan Lovren, 30 anni, titolare della nazionale vice-campione del mondo ma non più con i Reds (...)


Roma, priorità al difensore

MESSAGGERO - CARINA - Lukaku è ad un passo dalla Juventus, Dybala inizia a trattare con il Manchester United mentre Icardi apre al Napoli. E la Roma? Per ora vive una situazione paradossale. Ha un centravanti (Dzeko) che non vuole restare e ne cerca un altro (Higuain) che non vuole venire. Petrachi, però, non è preoccupato, consapevole che la situazione è in divenire. Basta saper aspettare. Ora la priorità del ds salentino è regalare a Fonseca un difensore centrale. Al portoghese serve numericamente (con la cessione di Capradossi allo Spezia, sono rimasti in tre: Fazio, Mancini e Juan Jesus) e qualitativamente, viste le perplessità destate dal reparto arretrato nelle prime uscite. L'imminente cessione di Defrel al Cagliari per una valutazione complessiva di 16 milioni, potrebbe aiutare a preparare l'offerta ufficiale da recapitare al Tottenham per Alderweireld. L'operazione, inutile nasconderlo, rimane molto difficile. Ad oggi, la Roma non ha avanzato nessuna proposta al club inglese. È una partita a scacchi aspettando che il calciatore faccia anche la sua parte. Il tempo stringe, Petrachi ci spera ancora. Il mercato in Premier chiude l'8 agosto ma lunedì (5) è l'ultima data sicura per fare affari, visti i tempi tecnici che poi necessitano i trasferimenti. In quest'ottica, non c'è molto tempo nemmeno per Lovren. Il difensore del Liverpool è un nome sul quale Petrachi ha chiesto informazioni. Nelle prossime ore è previsto l'arrivo in Italia dell'agente del croato che Klopp non ritiene incedibile. La valutazione si aggira sui 20 milioni e nelle scorse settimane è un profilo che è stato accostato anche al Milan che nel frattempo ha acquistato Leo Duarte. Rimane in gioco Jemerson, come i soliti Lyanco (nonostante il rinnovo) e Verissimo. Intanto l'attesa per Higuain blocca Dzeko all'Inter, disposta a inserire nell'operazione anche il cartellino di Vergani. Ieri Edin ha riabbracciato moglie e figli, di ritorno dalle vacanze. Proprio la signora Amra su Instagram ha condiviso una serie di immagini tra le quali uno scatto che ritrae Edin e i figli mentre passeggiano. Fotografia accompagnata dalla didascalia: «Home sweet home» («Casa dolce casa»). I più romantici l'hanno intesa come un riavvicinamento a Roma e alla possibilità di restare. Il mercato, però, dice altro. Quello che è certo è che Fonseca, già questa sera nell'amichevole a Perugia (23 i convocati, out Olsen, chiamato da Benfica e Fenerbahce, e Veretout), non può restare senza centravanti. Dzeko giocherà, soprattutto ora che Defrel è ad un passo dal Cagliari e Schick continua a deludere.
SPONSOR EVAPORATODoccia fredda in arrivo per i conti giallorossi. Il Decreto Dignità avrà infatti un impatto anche per la Roma. Il riferimento è allo sponsor Betway. Come spiegato dalla stessa società giallorossa in un documento informativo che sta circolando tra gli investitori legato all'emissione del bond da 275 milioni di euro, i giallorossi perderanno 4,5 milioni di euro per questa stagione per un complessivo di 15,5 fino alla fine del contratto con la società di scommesse. L'accordo ha portato 4 milioni lo scorso anno e avrebbe dovuto portarne altri 4,5 nel 2019-2020 e nel 2020-2021, con un'opzione di proroga per un ulteriore anno con un corrispettivo base di 6,5 milioni di euro per il 2021-2022.


Stadio, nuova bocciatura sui trasporti a Tor di Valle. Pallotta cerca altre zone

MESSAGGERO - MENICUCCI - Non c'è solo la crisi di Eurnova, la società proponente che fa capo a Luca Parnasi nella quale si è appena dimesso in blocco il Cda. Oppure il grande freddo dei rapporti con il Campidoglio, con i contatti sospesi almeno fino a settembre. Sullo stadio della Roma a Tor di Valle, ogni giorno, arriva un problema in più. L'ultimo, che avrebbe anche scatenato le ire del patron giallorosso James Pallotta, è la bocciatura da parte dei tecnici del Campidoglio dei progetti sulla viabilità alternativa presentati dai privati. Era un modo, quello, per aggirare uno dei più grandi nodi del progetto sull'investimento calcistico-affaristico: il fatto che fosse pronto prima l'impianto sportivo rispetto alle opere pubbliche sul fronte dei trasporti e della mobilità (almeno quelle che sono rimaste dopo il taglio al ponte di Traiano, fondamentale per evitare il congestionamento di tutto il quadrante).

I NODI NON RISOLTI - Il tema, discusso anche in sede di vertici ripetuti tra rappresentati dei privati e dirigenti capitolini, era sempre lo stesso: la Roma e i proponenti avrebbero voluto aprire l'impianto anche senza i lavori già fatti sulla Roma-Lido. Il Campidoglio ha sempre risposto picche, chiedendo almeno di presentare delle soluzioni alternative.
Solo che, quelle prospettate dei privati, non sono state ritenute sufficienti a risolvere la questione. La prima prevedeva l'utilizzo delle strade di cantiere, quelle che sarebbero create durante l'esecuzione dei lavori, anche dopo la realizzazione dell'impianto (in attesa appunto del potenziamento sulla ferrovia regionale). La seconda, invece, faceva riferimento ad un non meglio precisato trasporto sul fiume, vecchio pallino più o meno di ogni amministratore che si è avvicendato a Roma e rimasto sempre una lontana chimera. Due soluzioni che, rispetto anche alla portata degli spettatori prevista per ogni partita (e non solo per le partite, visto che l'impianto con tutto ciò che gli ruoterebbe intorno sarebbe fatto per essere vissuto anche negli altri giorni della settimana), non sono state ritenute idonee dal Campidoglio.

L'IDEA DEL PRESIDENTE - Viste tutte queste difficoltà, nella testa di Pallotta (che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe irritato anche con la dirigenza italiana della Roma) si starebbe facendo sempre più strada un'ipotesi: non rinunciare allo stadio, ma provare a realizzarlo non più nel Comune di Roma. Tanto, ragionano gli uomini a lui più vicino, anche cambiando zona oltre alla difficoltà di ricominciare tutto da capo gli interlocutori politico-amministrativi resterebbero gli stessi. Per questo, ormai da qualche mese, si è fatta largo l'opzione Fiumicino: i dirigenti romanisti hanno già avuto diversi incontri con Montino, sindaco del comune con l'aeroporto. Ipotesi, naturalmente, ancora tutta da verificare nella sua reale fattibilità. Ed Euronova? In quel caso sarebbe fuori. Anche se la società, da qui a settembre, sarà chiamata ad affrontare il vuoto che si è creato con l'addio in blocco del Cda: Giovanni Naccarato e Giovanni Sparvoli dovrebbero rimanere come consulenti della società, mentre (dopo la ricapitalizzazione) l'amministratrice potrebbe diventare Flavia Parnasi, sorella del costruttore. La notizia del cambio ai vertici della società è stata presa da Pallottain contatto dall'America con una sorta di alzata di spalle: «Me lo ha aspettavo», ha fatto filtrare il patron giallorosso. Segno anche del gelo sceso con i privati, motivo per il quale il numero uno bostoniano non aveva ancora dato seguito al closing per l'acquisto dei terreni. Un modo in più per tenersi le mani libere e valutare, adesso, ipotesi alternative per proseguire un progetto che sembra sempre più su un binario morto.


La Roma spinge per Higuain

GAZZETTA DELLO SPORT - La rivoluzione è appena cominciata, e non solo in attacco: Moise Kean sarà solo il primo di una lunga serie di addii in casa bianconera. (...) In attacco, resta da definire la situazione di Gonzalo Higuain: la Roma lo vuole, la Juventus ha già un accordo con i giallorossi (prestito oneroso a 9 milioni con riscatto fissato a 27, cifra che consentirebbe ai bianconeri di non mettere a bilancio una perdita rispetto a quanto stabilito l’anno scorso con il Milan) ma manca quello con il giocatore. E’ previsto a breve un incontro con il fratello procuratore del Pipita, Nicolas: il diesse Gianluca Petrachi è certo di riuscire a convincerlo. (...)


Inter, subito Dzeko: si chiude per il bosniaco

GAZZETTA DELLO SPORT - Non c’è il regalo di compleanno per Antonio Conte, no. Ma il disperato bisogno di attaccante qualcosa lo deve pur produrre. L’Inter si riorganizza, dopo l’addio a Lukaku. Così prova a chiudere in tempi brevi l’affare Dzeko (...) È l’affare più vicino alla chiusura. Il bosniaco è tra i convocati per l’amichevole di oggi della Roma con il Perugia, ma l’Inter conta di chiudere a breve l’operazione. Il dialogo con la società giallorossa resta aperto: il rilancio a 15 milioni non ha sortito gli effetti sperati, il club giallorosso è fermo a quota 20 ma se l’Inter resta fiduciosa su una conclusione a breve vuol dire che ha in testa la possibilità di un ulteriore rilancio, magari attraverso dei bonus. Della possibilità di una trattativa ad ampio raggio che coinvolga anche Icardi parliamo nel pezzo a fianco. Di sicuro dalla partita va escluso il nome del giovane Vergani, che pareva tornato d’attualità nelle ultime ore. (...) Su Dzeko, intanto, vanno raccontati un po’ di retroscena. Il primo: nei giorni scorsi il d.s. giallorosso Petrachi ha provato a sondare il terreno con il bosniaco sull’ipotesi di un rinnovo del contratto in scadenza nel 2020, ricevendo in cambio un deciso rifiuto. Allo stesso tempo la Roma non vuole chiudere l’operazione prima di aver in pugno il sostituto del centravanti. E il club giallorosso si fa forte anche del fatto che il bosniaco per il futuro valuterebbe con attenzione anche le proposte provenienti dalla Cina, svincolandosi dal patto stretto con l’Inter. Come a dire: l’ipotesi che Dzeko possa davvero interessare a scadenza all’Inter è da escludere. (...)