I club degli Scambisti. Roma-Napoli, il mercato è infinito: tocca a Mertens e Luca Pellegrini

LEGGO -  BALZANI - L'autostrada del Sole non è mai stata così bollente. E non ci riferiamo solo alle temperature record di questi giorni. Tra Roma e Napoli, infatti, si stanno per consumare altri affari di mercato dopo quello che ha portato Manolas sotto il Vesuvio e Diawara all'ombra del Colosseo. L'operazione sarà ufficializzata oggi: il greco è stato valutato 36 milioni (di cui 2,7 vanno al difensore), il centrocampista - che percepirà 2 milioni a stagione - 20 più 2 di bonus. Di fatto, quindi, la Roma si mette in tasca poco più di 12 milioni. Decisamente poco, ma c'è di più come detto. In caso di mancato rinnovo di Mertens, infatti, i giallorossi avrebbero una corsia preferenziale verso il belga. Stesso discorso per Hysaj che piace a prescindere dal futuro di Florenzi. Il terzino albanese ha lo stesso procuratore di Veretout che dovrebbe finire proprio al Napoli. Potrebbe rientrare in questo complesso giro di mercato Luca Pellegrini che piace pure alla Juve.
BARTRA VICINO - Altro asse caldo è quello col Betis Siviglia da dove potrebbe arrivare il sostituto di Manolas. Ieri Petrachi ha incontrato l'agente di Bartra, il difensore ex Barça. La chiacchierata è stata positiva, ora bisogna parlare col Betis che chiede 25 milioni. Col club andaluso la Romatratta pure il portiere Pau Lopez avvalendosi di una percentuale di incasso dalla cessione di Sanabria al Genoa. Ma Petrachi tiene in ballo altri tre difensori: Mancini, Andersen e soprattutto Romero del Genoa.
EL SHAARAWY FRENA - E si è fatta complicata pure la strada che doveva portare El Shaarawy in Cina. Sono sorti, infatti, problemi di garanzie tecniche e bancarie tra il giocatore e lo Shanghai. Il Faraone ha rifiutato nonostante i 15 milioni a stagione e ora pensa al rinnovo. «Non me la sento di lasciare l'Europa. Ho ancora voglia di giocare nel calcio più importante. È troppo presto, a nemmeno 27 anni, per fare una scelta così drastica», dice il Faraone. Più in discesa Dzeko verso l'Inter. La Roma ha detto no a Vergani e chiede uno tra D'Ambrosio e Esposito. Oppure 20 milioni cash.
PINZOLO COSTA - Capitolo Pinzolo: la penale per l'annullamento del ritiro è di 400 mila euro.
KARSDORP PAPÀ - Infine auguri a Karsdorp che ieri è diventato papà di Kylian avuto con la moglie Astrid.


La Roma su Bartra, ma per il bunker c'è anche Pau Lopez

GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma ricomincia la ricostruzione dall'asse con il Betis Siviglia per la difesa. Gli agenti di Marc Bartra ieri si sono incontrati a Milano col d.s. giallorosso Gianluca Petrachi, gettando le basi del trasferimento. Nel mirino anche il portiere Pau Lopez. Il difensore arriverebbe con la formula del prestito con obbligo di riscatto nella prossima stagione, per una cifra oscillante intorno ai 20 milioni. Lo stesso costo di Pau Lopez, ma per il portiere la Roma è pronta a concedere una percentuale di circa il 20 per cento su una futura rivendita. In questo complessa operazione che verrebbe messa in piedi con la società spagnola potrebbe entrare anche Antonio Sanabria, per il quale si potrebbe abbonare la percentuale del 50% sulla futura cessione.

Si attende anche l’ufficializzazione dell’operazione Diawara con il Napoli. Ieri gli agenti del centrocampista della Guinea si sono incontrati con i dirigenti giallorossi per trovare l’accordo sull’ingaggio. Probabile che si chiuda con un quinquennale da circa 1,8 milioni a stagione.

In uscita: Nzonzi piace al Lione, ma il club smentisce le voci su un’offerta da 20 milioni. Olsen ha una proposta del Watford ma interessa anche in Turchia. Verde è sempre nel mirino del Valladolid, che per averlo deve spendere 2,5 milioni. In uscita anche Karsdorp: ha un’offerta del Psv. Non è escluso che anche Santon possa cambiare aria e questo farebbe tornare ancor più d’attualità la candidatura di Hysaj (non si esclude il nome di D’Ambrosio. Marcano potrebbe tornare al Porto.


ElSha resta, richieste monstre dietro alla sua voglia d'Italia

IL MESSAGGERO - CARINA - Ogni sessione di mercato, vede con sempre maggior frequenza i club della Chinese Super League provare a fare spesa in Europa. Non sempre con successo. Per Hamsik, Pellè e Gervinho che vanno, ci sono trattative che naufragano. Luxury tax, garanzie economiche, yuan che vengono meno sul più bello, richieste sempre più esose dei club e dei calciatori coinvolti. E così, ai vari Nainggolan e Aubemayang, passando per Kalinic e Luiz Adriano (che addirittura sbarcò in Cina e dopo le foto di rito con tanto di sciarpa, la sera riprese l'aereo per tornare a Milano perché lo Jiangsu non era in grado di sostenere i termini dell'accordo), si aggiunge, tra chi dice no, El Shaarawy.

LE DUE VERSIONI Prima 13, poi 15, c'è chi addirittura ha prospettato un triennale da 16 milioni per il Faraone che inevitabilmente s'è messo seduto ad ascoltare la proposta dello Shanghai. Ieri l'ultimo incontro che ha sancito, a sorpresa, la rottura. Sui motivi del mancato accordo, sono trapelate due versioni opposte. Molto semplice quella che arriva da chi rappresenta il calciatore: Stephan ha preferito rimanere in Italia, dopo aver ragionato sulle prospettive tecniche (un Europeo alle porte e la competitività del torneo), anagrafiche (26 anni: avrà eventualmente tutto il tempo in futuro per riconsiderare la meta cinese) e non avendo ricevuto quelle garanzie economiche che chiedeva per trasferirsi a Shanghai. «Non me la sento di lasciare l'Europa. Ho ancora voglia di giocare nel calcio più importante. È troppo presto per fare una scelta così drastica», le parole di Elsha. Spiegazione diversa da chi, al tavolo delle trattative, rappresentava i cinesi. El Shaarawy, infatti, oltre a chiedere un ingaggio monstre, ha esagerato con le richieste: 1) ulteriori bonus per gol e assist; 2) un fisioterapista personale, scelto da lui ma stipendiato dal club; 3) La possibilità di svincolarsi gratis nel caso di retrocessione. Quale sia la verità, ora per l'attaccante si riapre il discorso rinnovo con la Roma. Petrachi gli vuole venire incontro, lavorando sui bonus a raggiungimento dell'obiettivo (a Veretout era stato offerto un milione per la qualificazione Champions).

EDIN ATTENDE Con questa cessione saltata in extremis, mancano 15 milioni di plusvalenzeper tagliare il traguardo (45) che il club s'è posto come obiettivo. Ai 29,4 di Manolas, i 360 mila per Ponce e i circa 2 milioni per il portiere Romagnoli, il resto deve arrivare da un'altra partenza. Gli indiziati: in primis Dzeko (ora a bilancio a 4,6). La Roma lo valuta 20 milioni ed è disposta ad incassare un cash (12) più un giocatore. L'Inter offre il giovane Vergani, Petrachi - dopo il no per Esposito - chiede il terzino D'Ambrosio, 31 anni a settembre. Conte nicchia. Altre operazioni in uscita: Gerson (il cui valore netto contabile è di 8,1) è destinato al Genoa(Zennaro come contropartita), Nzonzi al Lione. Marcano tra Porto e Valencia, Olsen piace a Watford, Fenerbahçe e Werder Brema, Verde verso l'Aek. Luca Pellegrini rimane nel mirino della Juventus. Del terzino e altro (Perin, alternativa a Pau Lopez, e Spinazzola) hanno parlato mercoledì Petrachi e Paratici.


Delio Rossi: «Diawara sarà grande se imparerà a rischiare»

LEGGO - BALZANI - A 14 anni prese uno schiaffo dal papà solo per aver detto che voleva fare il calciatore. Due anni dopo Amadou Diawara è sbarcato in Italia e nel 2015 (a 18 anni) è stato tra i protagonisti col Bologna giocando 34 partite e attirando le attenzioni del Napoli. Ad allenarlo Delio Rossi che oggi ne parla così. Cosa gli è mancato per l’esplosione a Napoli? «Ha sempre avuto grande personalità. Se vuole fare il titolare in una grande squadra però deve crescere in fase di possesso palla, deve saper guidare anche gli altri e saper rischiare. Cosa che non ha fatto a Napoli». Chi ha fatto l’affare tra Roma e Napoli? «A Fonseca manca uno con le caratteristiche di Diawara. Hanno tutti giocatori monopasso. Uno col suo dinamismo farà bene. Detto questo la Roma vendendo Manolas perde uno dei difensori più forti d’Europa».


Elisa, gladiatrice dal core azzurro

IL MESSAGGERO - Qualche mese fa ha scritto su Instagram: Basta poco per essere felici, Roma città eterna. La felicità di Elisa Bartoli in questi giorni è forte come non mai, perché ha finalmente visto ripagati i sacrifici di una vita. Della Roma, la sua Roma, è il capitano. Dell'Italia, quell'Italia che sta facendo innamorare tutto il Paese con la qualificazione ai quarti del Mondiale in Francia, è un leader. E leader ci è diventata con il tempo, il sacrificio e la dedizione: basti pensare che nella prima partita del girone con l'Australia non era titolare. Poi la Bertolini si è resa conto di quanto fosse determinante e l'ha confermata nel reparto con Guagni, Gama e Linari. È sarà lì a difendere la causa azzurra anche domani contro i Paesi Bassi. Le ragazze dei Mondiali sono tutte gladiatrici in campo proprio come gladiatrice è Elisa, terzino azzurro e giallorosso. Classe '91 e una passione, quella per la Roma, che le ha trasmesso il papà, lo stesso che l'ha incoraggiata a soli 7 anni mentre giocava a calcio con il cugino nel cortile della nonna, a Ponte Milvio, prima portiere poi difensore.

IL NO AI CUGINI L'amore per il pallone era irrefrenabile e si è iscritta alla squadra maschile della Nuova Milvia, una società che disputava le partite in campi di pozzolana. Un banco di prova che le ha permesso di ricevere la prima chiamata dalla Lazio a cui, però, ha detto di no. A 13 anni è arrivata la Roma Femminile con Serafini allenatore e Gioia Masia in campo (suo idolo che le ha dato il soprannome Gattuso), una squadra in cui è rimasta per 6 anni scalando le categorie dalla B alla A. Nel 2012 è volata in Sardegna per giocare nella Torres, e da ragazza è diventata donna. L'anno al Mozzanica non è stato entusiasmante per via del clima rigido, ma quelli trascorsi alla Fiorentinal'hanno consacrata. Con il club toscano ha vinto uno scudetto, ma quando l'ha chiamata la Roma non ha saputo dire di no, anche perché per convincerla le hanno fatto vedere la maglia con scritto il suo nome e la fascia da capitana.

MANO NELLA MANO Ha detto sì, ha sceso le scale di piazza di Spagna mano nella mano con De Rossi, una delle prime cose che ha fatto è stato chiedere di vedere l'ufficio di Totti per fare una foto con lui. Di Florenzi è amica e compagna di sponsor, ha scelto di crescere come immagine aprendo un profilo ufficiale e un sito e ama quando le bambine la cercano. Poco tempo fa una piccola tifosa della Roma, di sei anni, ha ricevuto la sua maglia in regalo e ha chiesto alla mamma di mandarla, via Instagram, ad Elisa. Lei ha ringraziato e condiviso la foto. Felice. Emozionata. Grata, che le bimbe di oggi non vivano i pregiudizi di ieri. Ora la Bartoli vive nella Capitale, della sua vita privata si sa poco, se non che ha frequentato il liceo artistico e le piace sdraiarsi sul divano a guardare i film da Oscar che hanno fatto storia. Il preferito? Neanche a dirlo: Il Gladiatore.

 

 


Il Faraone resta. E c'è Barella

IL TEMPO - AUSTINI - Un dietrofront e diversi passi in avanti. Il primo è di El Shaarawy, che a sorpresa rifiuta la Cina e decide di restare (almeno per ora) alla Roma, il resto sta cercando di farlo Petrachi, volato a Milano per il rush finale delle trattative da chiudere entro il 30 giugno e non solo. Il Faraone ha dunque scelto di non accogliere l'offerta mostruosa dello Shanghai Shenhua - 48 milioni netti in soli tre anni - un po’ perché non si fida delle modalità di pagamento e delle fiscalità cinesi (spesso sono gli sponsor a pagare gran parte degli emolumenti al di fuori del contratto ufficiale), un po’ perché, come spiega lui stesso, «è troppo presto a nemmeno 27 anni per fare una scelta così drastica. Non me la sento di lasciare l'Europa, ho ancora voglia di giocare nel calcio più importante». È stato Stephan a comunicare da Ibiza il «no» definitivo al fratello Manuel ieri mattina dopo varie riunioni tra le parti. La Roma avrebbe incassato 15 milioni più 3 di bonus per il cartellino, ma non se ne farà più nulla e adesso il Faraone si aspetta che Petrachi gli offra il rinnovo: chiede 4 milioni netti, la Roma non si è mai spinta oltre i 3 bonus compresi, ma ora il club ha interesse a blindarlo per non perderlo tra un anno a parametro zero.

El Shaarawy sarebbe felice di continuare a vestire giallorosso, l’obiettivo di Petrachi è di aggiungere un altro azzurro di prestigio nella rosa: Barella. Il cagliaritano è d’accordo con l'Interma i nerazzurri non sono riusciti a convincere il presidente dei sardi Giulini e le trattative si sono interrotte da una ventina di giorni dopo l'offerta da 40 milioni (di cui 4 di bonus sicuri) più altri 10 con i premi «difficili» rifiutata dal Cagliari. Giulini, infatti, preferisce la proposta giallorossa: 30 milioni cash a cui aggiungerne 5 di bonus e, soprattutto, il cartellino di Defrel valutato 18 milioni e graditissimo ai rossoblu. Ma serve l’ok di Barella, che ha dato la parola a Conte e ha un'intesa per un contratto quinquennale da 3 milioni netti con l'Inter. Difficile immaginare un sorpasso della Roma nei prossimi giorni anche se l’obiettivo di Petrachi sarebbe chiuderla entro il 30, se l’asse Cagliari-Inter dovesse rompersi definitivamente allora ecco che lo scenario potrebbe cambiare. Magari ad agosto.

Intanto durante il ritiro dell’Under 21 Lorenzo Pellegrini ha provato a corteggiare il compagno, che non scarta a priori la Roma. Il Napoli potrebbe defilarsi perché sta per prendere Veretout, altro obiettivo giallorosso. La Roma, intanto, ieri ha raggiunto l'accordo con gli agenti di Diawara: quinquennale da circa 2 milioni bonus compresi. Il centrocampista arriverà a luglio inoltrato essendo impegnato in Coppa d'Africa mentre Manolas potrà andare subito a Napoli: lo scambio è cosa fatta, con plusvalenza da 29 milioni per il greco utilissima alla Roma.

Al suo posto Napoli Fonseca ha dato il gradimento per l'acquisto di Bartra valutato dal Betis Siviglia 25 milioni: ieri bozza d'accordo tra Petrachi e i procuratori del centrale spagnolo, che potrebbe rientrare in un affare più ampio tra giallorossi e andalusi che comprenda il portiere Pau Lopez (al momento il favorito, scartato Perin) e un'intesa su Sanabria, di proprietà del Betis ma su cui la Roma vanta il diritto di incassare il 50% del prezzo di vendita del ragazzo girato intanto al Genoa. Proprio il club di Preziosi ha offerto ieri 10 milioni per Gerson, che frutterebbe una plusvalenza da 2 milioni alla Roma: parola al brasiliano. Per la difesa Petrachi punta anche il romeno dell’Under 21 Ionut Nedelcearu ora in Russia all’Ufa. Ancora arenata invece la trattativa con l'Inter per Dzeko (Vergani in calo come possibile contropartita, occhio a D'Ambrosio) mentre con la Juve si continua a parlare di tanto, senza quagliare niente. Per ora.


Schiaffi, multe e un talento super: Diawara è pronto a diventare leader

GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma lo voleva già tre anni fa. Il matrimonio con Amadou Diawara si celebrerà in questi giorni. A Napoli prometteva bene ma poi, con due allenatori diversi, non è riuscito ad esprimere il suo potenziale. Ci riproverà a Trigoria, non fosse altro che per dare ragione a Sira, la sorella maggiore, che gli comprava le scarpe da calcio di nascosto e lo difendeva dalle perplessità del padre.

A scoprirlo Numeku Tounkara, talent scout africano che lo consiglia all’agente Robert Visan. Con il Napoli gioca 74 partite. Per Sarri non è indispensabile, per Ancelotti ancora meno, per Fonseca, invece, un ragazzo su cui puntare senza se e senza ma. Non a caso, la scorsa stagione tra i centrocampisti con almeno 10 presenze, solo Borja Valero (93.7%) ha registrato una percentuale di passaggi riusciti migliore rispetto a lui (92.8%).

Regista che ama giocare in tutte le zone del campo, quando serve mette il piede e quando serve il fisico, rappresenta il prototipo del centrocampista centrale moderno, che occupa le linee di passaggio e si fa sentire in fase di non possesso.


Inchiesta sullo stadio, concessi i domiciliari al legale socio di De Vito

IL MESSAGGERO - PIERUCCI - Ai domiciliari dopo novantasette giorni di Regina Coeli.Prima scarcerazione eccellente, per il troncone dello scandalo stadio che ha fatto tremare il Campidoglio, per l'avvocato Camillo Mezzacapo, l'amico fedelissimo ed ex collega di studio di Marcello De Vito, il presidente dell'assemblea capitolina (M5S) con lui finito in manette il 20 marzo. Il giudice per le indagini preliminari Maria Paola Tomaselli ha autorizzato gli arresti domiciliari ieri pomeriggio. A un passo dalla chiusura delle indagini non si correrebbe più il rischio dell'inquinamento delle prove, così, anche i due pm titolari delle indagini, Luigia Spinelli e Barbara Zuin, hanno dato parere favorevole alla richiesta avanzata dai legali di Mezzacapo, i penalisti Fabio Frattini e Francesco Petrelli.

Il giorno dopo essere stato arrestato, davanti al gip, Mezzacapo aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Si era limitato a dichiarazioni spontanee per cercare di respingere, almeno in parte, le accuse. Nelle ultime settimane, invece, ha deciso di fare un passo in più e si è sottoposto a due interrogatori, «per chiarire», non collaborare. Mezzacapo, come De Vito, è accusato di corruzione e traffico di influenze, per avere incassato tangenti destinate al politico dagli imprenditori Luca Parnasi, Claudio e Pierluigi Toti e Giuseppe Statuto.«Conosco Marcello da quasi 20 anni, abbiamo studiato insieme - aveva raccontato - Solo amicizia la nostra». Aveva sostenuto di non avere mai pagato o ricevuto mazzette o ottenuto incarichi insieme all'amico: «Di politica non parlavamo più di tanto, l'unica cosa che ho fatto con Marcello è uscire, andare a delle cene con lui, perché facevamo attività di promozione professionale».

Mezzacapo aveva sostenuto pure che De Vito non avesse un ruolo decisionale: «È un personaggio pubblico, ma di quelli che tagliano i nastri, senza poteri». Per i giudici del Riesame De Vito, invece non era un uomo che «tagliava solo nastri», come aveva sostenuto il socio in affari Mezzacapo, ma era «l'amico potente», capace di sfruttare la sua influenza all'interno dei Cinquestelle e al Comune, riuscendo così a condizionare le scelte degli assessori e andando oltre le proprie competenze, per perseguire l'interesse di gruppi imprenditoriali privati, «con un profondo disprezzo per la funzione pubblica svolta». De Vito, ancora in carcere, avrebbe ideato un format corruttivo: incarichi legali allo studio Mezzacapo per promuovere i progetti di gruppi Parnasi, Statuto e Toti. È ormai nota l'intercettazione di Mezzacapo che illustra l'intreccio con l'amico politico. «Questa congiunzione astrale... è tipo l'allineamento della cometa di Halley, hai capito?... Cioè guarda... ci rimangono due anni». Risale al 2 febbraio, un mese prima dell'arresto.


Pallotta torna in Italia a luglio, ma in vacanza

IL TEMPO - AUSTINI - Chi si rivede. James Pallotta ha prenotato un viaggio in Italia dopo oltre un anno dalla visita del giugno 2018 a Napoli e dintorni e dall'ultima apparizione a Venezia del settembre successivo. Anche stavolta il motivo del blitz del presidente romanista non è lavorativo: come l’anno scorso, intende trascorrere un periodo di vacanza a luglio nel Belpaese (mete da definire) insieme a famiglia e amici. Da capire se deciderà di farsi vedere anche a Roma e a Trigoria, dove l’ultima apparizione risale al maggio del 2018 mentre non ha ancora mai visitato i nuovi uffici dell'Eur. Di sicuro nella Capitale non lo attende un clima favorevole, stando alla miriade di scritte e striscioni vari sparsi per la città negli ultimi mesi in cui gli insulti si sprecano.

Intanto ha affidato l'ennesima ricostruzione della squadra a Fonseca, che ha spinto molto per annullare il ritiro di Pinzolo, e al diesse Petrachi, al cui fianco ora c’è Morgan De Sanctis come vice: l'ex portiere, dotato di patentino da direttore sportivo, sta crescendo di anno in anno e ha già iniziato a lavorare a tempo pieno sul mercato. Sarà Gianluca Gombar a salire nel ruolo di team manager, con l’aiuto dell’ucraino Vitaliy Khlivnyuk che ha seguito Fonseca dallo Shakhtarinsieme al resto dello staff. Rinnovo in arrivo per i romani Bruno Conti e Vito Scala, quest’ultimo confermato nonostante l’addio polemico di Totti: da due anni si occupa di aiutare i nuovi calciatori nella logisitica. È passato a salutare a Trigoria, fra i tanti, Federico Balzaretti che ha rifiutato la proposta della Spal e ora valuta nuove opzioni.


El Shaarawy, niente Cina. Trigoria sogna Higuain mentre tratta per Bartra

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Colpo di scena sul fronte El Shaarawy: è saltata la trattativa per il trasferimento dell’attaccante in Cina, allo Shangai, e le motivazioni sembrano legate alle richieste del ragazzo considerate eccessive.

Lo stop è arrivato dopo giorni di colloqui tra i rappresentanti del Faraone e quelli della Roma, che avrebbe incassato dall'operazione 18 milioni (rateizzati in tre anni), cifra più bassa rispetto al reale valore di mercato dell’attaccante, arrivato a un anno dalla scadenza. Gli stessi soldi che El Shaarawy(15) avrebbe preso, netti, a stagione, ma che da soli non sono stati sufficienti a levare tutti i dubbi al ragazzo, che avrebbe chiesto anche un ruolo decisionale nelle scelte tecniche del club cinese. Adesso Petrachi dovrà sedersi al tavolo con il manager dell’attaccante per gettare serie basi di un rinnovo contrattuale complicato (il Faraone chiede 4 milioni a stagione) ma necessario per blindare quello che è stato l’attaccante della Roma con il miglior rendimento la scorsa stagione.

Non è destinato a saltare il trasferimento di Dzeko all’Inter (10 milioni più il 2001 Vergani), mentre da Trigoria sono alla ricerca di un centravanti importante, per sostituire il bosniaco. E tutte le strade sembrano portare ancora alla suggestione Higuain. L’argentino, di rientro alla Juventus dopo il prestito al Chelsea, non vorrebbe restare in Italia, preferendo giocare ancora all’estero. Ma la Roma lo prenderebbe molto volentieri - in prestito e spalmando su tre anni il suo oneroso ingaggio (7 milioni a stagione) - per affidargli il rilancio di una squadra che ha bisogno di ritrovare entusiasmo. Sull’asse Roma-Torino, si trasferirà alla Juve Luca Pellegrini, non Zaniolo, che sta per trattare, come El Shaarawy, il suo rinnovo contrattuale con i giallorossi.

Rifiutato Perin, Fonseca preferirebbe avere tra i pali Pau Lopez, portiere del Betis Siviglia, club con il quale Petrachi sta trattando il difensore Marc Bartra. Ieri a Milano, il ds giallorosso ha incontrato gli agenti dello spagnolo, trattando sulla base di un prestito oneroso, con obbligo di riscatto fissato a 20 milioni. Si cerca, intanto, di sistemare Gerson, che, di rientro dal prestito alla Fiorentina, ha rifiutato il trasferimento al Genoa.

Sul fronte Manolas, a un passo la definizione del trasferimento del greco a Napoli. Nell'ambito della trattativa, arriverà nella capitale il centrocampista Diawara. Valutato 20 milioni (più 2) dai due club, il giocatore - impegnato in coppa d’Africa con la sua Guinea - sta trattando un contratto di cinque anni a 2,2 milioni netti a stagione, più bonus.


La società ora vuole blindare Lorenzo Pellegrini

CORRIERE DELLA SERA - L'obiettivo della Roma è quello di blindare Lorenzo Pellegrini. Gianluca Petrachi vuole spazzare via tutte le voci riguardo al futuro del capitano del futuro designato da Francesco Totti. Ieri il diesse pugliese ha incontrato Giampiero Pocetta, agente di Pellegrini, a cui ha ribadito la centralità di Lorenzo nel progetto della Roma. Per questo motivo le parti stanno lavorando per eliminare la clausola di rescissione di 30 milioni di euro dal contratto del centrocampista, che lo rende appetibile per tutte le big. Pellegrini ha sempre detto che la sua intenzione è di rimanere nella Roma: il suo contratto è in scadenza nel 2022, sarà prolungato con un ingaggio superiore agli attuali 2 milioni netti a stagione. Nell’incontro si è parlato anche del futuro di Defrel, che la Roma vorrebbe inserire in qualche trattativa per arrivare ad altri calciatori: è stato proposto al Cagliari nell’offerta per Barella, ma non è escluso che possa rimanere alla Sampdoria dove è arrivato Eusebio Di Francesco. Se il futuro di Lorenzo Pellegrini sembra ancora a tinte giallorosse, lo stesso non si può dire dell’altro Pellegrini, Luca. Il difensore seguito da Mino Raiola è sempre nel mirino della Juventus, pronta a mettere sul piatto per il suo cartellino 10 milioni.


Respinto il ricorso della Rai contro Sky: Mediaset punta alla Champions in chiaro

LA REPUBBLICA - La Champions può passare dalla Rai a Mediaset. Il Tribunale di Milano ha respinto il ricorso d’urgenza depositato dalla tv di Stato contro Sky per continuare a trasmettere una partita in chiaro il mercoledì fino al 2021. Sky, titolare della Champions nel triennio 2018-21, a maggio 2018 ha ceduto in sublicenza alla Rai 14 partite (più finale di Champions e Supercoppa) per 40 milioni: accordo di un anno, con opzione per gli altri due subordinata all’acquisizione, da parte di Sky, dei diritti di Serie A a condizioni “non significativamente inferiori” al triennio precedente. Poco dopo, Sky ha ottenuto la A ma ha lasciato il 30% delle partite a Dazn (prima le trasmetteva tutte). Da qui la lite. Sky ha invitato la Rai a fare una nuova proposta al rialzo e ha ricevuto un’offerta di Mediaset. Per la Rai, l’opzione invece è ancora valida perché il valore economico dei diritti di A comprati da Sky è comunque cresciuto (ha speso il 36% in più). Il Tribunale ha rigettato il ricorso solo perché non sussistono motivi di urgenza e ha invitato le parti a negoziare. La Rai ha annunciato subito un nuovo reclamo. Sky, seccata, medita di chiudere con Mediaset in pochi giorni, fino al 2021.