Qualificazioni Euro 2020. Under sigla la rete del definitivo 2-0 con la Francia
La Turchia batte 2-0 la Francia anche grazie a Cengiz Under. L'esterno offensivo giallorosso è partito titolare nella sfida di questa sera valida per le qualificazioni a Euro 2020 e ha segnato la seconda rete al 40'. Il match contro la Francia campione del mondo si è disputato allo stadio Yeni Konyaspor a Konya, senza Steven Nzonzi, non convocato dal ct Deschamps.
Under è rimasto in campo 84', sostituito da Yazici. Il vantaggio, invece, al 30' è stato siglato da Ayhan.
Qualificazioni Euro2020, l'Italia vince 3-0 in Grecia. In campo Florenzi e Manolas (Foto)
L'Italia vince 3-0 il primo incontro di qualificazione a Euro 2020. Gli azzurri si sono imposti in trasferta allo stadio Spyros Louis di Atene contro la Grecia. Sfida nella sfida quella tra i romanisti Alessandro Florenzi e Kostas Manolas, entrambi in campo dal primo minuto. Lorenzo Pellegrini è entrato all'81' al posto di Verratti mentre Bryan Cristante è rimasto in panchina per tutta la gara. Tribuna per Zaniolo, Mirante ed El Shaarawy. Questa la formazione titolare schierata dal ct Roberto Mancini:
4-3-3: Sirigu; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Emerson Palmieri; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Belotti, Insigne.
I marcatori italiani sono stati: Barella, che ha sbloccato la partita al 23' e raddoppio al 29' di Insigne. Terza rete di Bonucci al 33'.
Gli 11 #Azzurri scelti dal ct #Mancini!
#GreciaItalia
#SpyrosLouīs Stadium - #Atene⁰ #RaiUno :#EuropeanQualifiers #Euro2020 #Nazionale #VivoAzzurro pic.twitter.com/jkxFlBnPBG— Nazionale Italiana (@Vivo_Azzurro) 8 giugno 2019
Nainggolan: "Sarebbe strano che dopo un anno io possa andare via da una società"
Radja Nainggolan, centrocampista dell'Inter, è stato intervistato da Sky Sport e ha parlato anche delle voci che lo vorrebbero lontano dai nerazzurri e desideroso di tornare alla Roma. Queste le sue dichiarazioni:
"Di mercato non parlo. Io sono sempre stato uno che ha giocato tanti anni in ogni squadra, adesso sono stato un anno all’Inter e sarebbe strano pensare che dopo un anno io possa andare via da una società che mi ha voluto e che comunque sta cercando di crescere. Io vorrei crescere con l’Inter, quindi vediamo come va. Io sono sempre stato felice dove sono stato, ho sempre lasciato tanto dove sono stato e spero di poter fare la stessa cosa all’Inter".
Infine, ai suoi tifosi dice:
"Li saluto e dico loro di continuare a seguirmi".
Dove?
"Ho tre anni di contratto, quindi sono tranquillo".
Infine, sull'addio a Spalletti e l'arrivo di Antonio Conte sulla panchina dell'Inter: "Nella mia carriera ho avuto tanti bravi allenatori e tante brave persone, ma anche persone meno brave e allenatori meno bravi. Bisogna vivere le persone, poi capita che sta più simpatico uno rispetto a un altro. Io sono uno che vuole vincere, quindi se la società ha deciso di cambiare evidentemente pensa di migliorarsi. Lo ripeto, per me Spalletti è una persona speciale e sono sempre stato bene con lui, ma adesso per me sarà una cosa nuova. Mi hanno parlato tutti bene di Conte, mi hanno detto che è uno bello tosto e inquadrato, ci metteremo tutti a disposizione".
Mancini: "El Shaarawy in tribuna? Merita di stare qui ma devo fare una lista"
Roberto Mancini, ct dell'Italia, era presente in conferenza stampa alla fine del match vinto 3-0 dagli Azzurri con la Grecia e ha parlato anche della decisione di mandare in tribuna El Shaarawy e Immobile. Queste le sue dichiarazioni riportate dal sito tuttomercatoweb.com:
"Tutti possono tornare, visto che sono qui, se lo meritano. Però purtroppo dobbiamo fare una lista. È la cosa più difficile del nostro lavoro, soprattutto quando sono bravi".
Colpo di Manolas. Kostas pronto per la Juve e la Roma perde un altro pezzo
LEGGO - BALZANI - Sogni di inizio estate e il solito incubo di rinforzare la concorrenza. Dopo l'Inter di Nainggolan e Dzeko, infatti, c'è la Juventus a tentare uno degli ultimi big rimasti a Roma. I bianconeri, considerate le difficoltà per arrivare a Koulibaly, hanno virato su Manolas (che piace a Sarri) e non avrebbero problemi a pagare la clausola rescissoria da 36 milioni. Paratici attende solo il ritorno dalla vacanze del greco per una tavola rotonda con l'agente Raiola e la proposta di un quadriennale da 4,5 milioni a stagione al giocatore che preferirebbe restare in Italia anziché andare in Premier dove è richiesto da Arsenal e United. Lo stesso Raiola ha offerto il cartellino di Manolas pure all'Inter che però ha risposto negativamente vista l'abbondanza di centrali in rosa.
Dopo 5 anni, quindi, Kostas lascerà la Roma. Il nome del suo sostituto non è stato ancora deciso, ma piacciono Lyanco e Bonifazi del Torino. Il mercato targato Petrachi (e Fonseca) partirà quindi con le cessioni vista la necessità di rientrare di circa 60 milioni per chiudere in attivo il bilancio. Quella di Dzeko è stata di fatto già digerita nonostante non sia ancora arrivato l'accordo definitivo con l'Inter. I nerazzurri offrono 15 milioni, la Roma ne vuole 22. La prossima settimana ci saranno nuovi sviluppi magari con l'inserimento di una contropartita che però non sarà Icardi. Ieri in città è impazzata la voce di un interessamento per Maurito, ma secca è arrivata la smentita da Trigoria. Icardi - proposto da un intermediario - guadagna troppo (ne guadagna 4,5 ma ha chiesto 7 milioni all'Inter), costa di più (80) e vuole giocare la Champions.
Quasi impossibile arrivarci. Petrachi dovrà puntare più in basso per sostituire il bosniaco ed accontentare Fonseca che oggi dovrebbe ottenere il via libera dallo Shakhtar. Ballano ancora 3 milioni (quelli relativi allo stipendio dell'ultimo anno del portoghese validi come clausola rescissoria), ma l'agente del tecnico è convinto di tornare in Italia con l'ok del club ucraino che potrebbe recuperare parte dei soldi cedendo alla Roma Ismaily o Marcos Antonio. L'obiettivo è chiudere la storia entro il week end e programmare il ritiro anticipato (causa Europa League) con Fonseca. A Roma o a Pinzolo.
Ranieri, ultimi veleni: “Totti? Spero lo facciano contare di più”
LEGGO - BALZANI - Totti, De Rossi, i tifosi e un’altra frecciata. L’imminente arrivo di Fonseca chiude ufficialmente la mini avventura di Ranieri sulla panchina della Roma, ma ieri il tecnico di Testaccio ha usato la consueta sincerità per i saluti: «Di Roma mi rimarrà per sempre l’abbraccio del pubblico. Mi auguro che possa lottare per il quarto posto. Il suo futuro è legato dallo stadio mentre io aspetto un buon progetto. Non importa se all’estero o in Italia. La proprietà sta lavorando bene, poi ovviamente il pubblico vuole vedere i risultati. L’importante ora è trovare allenatore, direttore sportivo e operare affinché si remi dalla stessa parte». Proprio a proposito di questo Ranieri sottolinea: «A De Rossi auguro di trovare una squadra adatta alla sua dimensione. L’articolo di Repubblica? Mi è sembrato ad hoc, fatto da chi voleva fare un po’ di caos. Lo sappiamo tutti da dov’è partito e sicuramente lo sanno anche i tifosi». Infine su Totti, sempre meno decisivo nelle scelte future del club: «Ci ho parlato a lungo, sa come la penso. Scegliendo me ha inciso molto, c’era chi voleva Paulo Sousa e lui invece ha detto che voleva me. Spero che possa continuare ad incidere».
Dominio degli spazi e possesso: ecco Paulo, l'ispirato da Queiroz
IL MESSAGGERO - ANGELONI - C'era una volta Carlos Queiroz, che ha fatto da padre calcistico a José Mourinho prima e a Luís André de Pina Cabral de Villas-Boas poi. Quindi, ecco Paulo Fonseca, che è l'incarnazione moderna dei principi del maestro Carlos: tutti portoghesi che hanno conquistato l'Europa. Chi come Mourinho ha vinto tutto, chi come Villas Boas, tra alti e bassi, si è fatto apprezzare qualche anno fa sulla panchina del Porto e chi, come Fonseca, ha cercato e trovato fortune in Ucraina. E tutti portando avanti il metodo della periodizzazione tattica, ovvero addestramenti per sviluppare attitudini di gioco sia se si lavora sulla parte atletica sia su quella tattica sia sull'aspetto psico emotivo: tutto, insomma, viene svolto nello stesso momento e in funzione del gioco. Come voleva Di Francesco, poi in difficoltà con uomini poco adatti (non benissimo nemmeno il semplificatore Ranieri, tra l'altro). Ecco perché a Fonseca ne serviranno di adatti, altrimenti il problema - come sempre - diventano le teorie, mentre la soluzione è la loro semplificazione. E non è così.
INDIPENDENZA - L'idea di gioco di Paulo, che non è conosciuto solo per essersi travestito da Zorro: un calcio offensivo e indipendente. Indipendente dall'avversario. La base, poi esiste l'adattabilità: nel Braga faceva anche 4-4-2, ad esempio, e il suo Shahktar, nel ritorno dell'ottavo di Champions contro la Roma lo scorso anno, si è presentato molto più abbottonato rispetto all'andata (squadra compatta, con attaccanti a fare pressing per filtrare le linee di passaggio). Le sue formazioni sono sempre schierate per avere il controllo, sia del gioco sia degli spazi, con tanti uomini vicini alla palla, proprio per gestire in libertà il possesso. Il motto: creare disordine negli avversari, per poi colpirli. L'impostazione passa da un regista (la Roma non ne ha nemmeno uno, forse Nzonzi può adattarsi) il possesso deve essere ragionato. Coinvolto - nell'organizzazione del gioco - anche il portiere, che spesso apre lungo sui terzini, sempre alti a cercare i continui uno contro uno o le sovrapposizioni con le ali. La verticalizzazione è obbligatoria negli ultimi venti, venticinque metri, per le imbucate. Il suo modulo standard è il 4-2-3-1 (o 4-3-3), con passaggi anche al 3-4-3. Quando gli avversari sono stretti e bassi, le squadre di Fonseca cercano un offensiva con cinque uomini: i due terzini alti, le ali strette vicino al centravanti che, per agevolare il suo gioco, dovrà essere di movimento. I due centrali di difesa devono essere veloci, o almeno uno di loro. Manolas è perfetto, ma chissà se riuscirà a trattenerlo, Fazio lo è molto meno. Florenzi va bene, dall'altra parte vorrebbe Ismaily. Come detto, serviranno due mediani, e uno è stato individuato: Florentino del Benfica, classe 99. Insomma, teorie sì, anche affascinanti. Ma poi ci vogliono gli uomini. Quelli giusti.
Fonseca chiama Akhmetov: “Shakhtar, voglio liberarmi”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - (...) Paulo Fonseca è anche in contatto con il presidente dello Shakhtar per cercare di liberarsi il prima possibile. I rapporti sono buoni, si sono sentiti anche ieri, Fonseca punta a svincolarsi senza pagare la clausola da tre milioni (...), magari rispettando le esigenze di un club che gli ha dato tanto e ora sta cercando il suo sostituto.
Nel frattempo, sull’asse Italia-Portogallo-Ucraina si continua a lavorare anche per lo staff che Fonseca dovrà avere. Prima dei nomi, per l’allenatore conta sapere di avere a disposizione uomini di sua totale fiducia, pronti per lui 24 ore al giorno. Proprio in tema di telefoni incandescenti, sembra che Fonseca ami chiamare i suoi collaboratori a qualsiasi ora, quando ha un dubbio o magari un’intuizione. (...)
Oltre a Fonseca, quindi, pare che a dover acquistare una scheda italiana siano sicuramente Max Nagorski, assistente ma anche, se non soprattutto, traduttore, che se confermato si occuperà di mettere in campo concetti più pratici e calcistici. Altro fedelissimo di Fonseca è Tiago Leal, con lui dal 2014, di professione video analyst, inserito, al contrario di Nagorski, ufficialmente nello staff dello Shakhtar. (...)
Il resto del gruppo è ancora in via di definizione. La certezza è che i portieri saranno allenati ancora da Marco Savorani, che ormai da tre anni è una garanzia a Trigoria. Come preparatore atletico resterà Maurizio Fanchini, arrivato un anno fa, ma non è chiaro se la società gli affiancherà o meno altre professionalità. (...) Il ruolo di secondo potrebbe essere affidato a Nuno Campos, 44 anni, assistente storico di Fonseca. (...)
Il Boca insiste per avere De Rossi. “Peró non è facile”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Sembra strano che parlare di Daniele De Rossi significhi ormai uscire fuori dal terreno della Roma nel senso più stretto del termine. Ma l’ex capitano giallorosso, pur in vacanza, sta riflettendo su quale strada scegliere per l’immediato futuro. Non è un mistero che la società che più sta pressando De Rossi è il Boca Juniors, forte di una antica simpatia che il centrocampista ha sempre mostrato nei confronti del club argentino (...). Visto che il direttore sportivo del il presidente del Boca è l’amico Nicolas Burdisso, ex difensore di Inter, Roma, Genoa e Torino, il corteggiamento è serrato, ma è uscito allo scoperto anche il presidente della società di Buenos Aires, Daniel Angelici: «Il suo arrivo è difficile – ha detto –. Deve prendere una decisione se giocare il suo ultimo anno di carriera qui da noi. Le nostre porte restano aperte, ma è lui che deve scegliere». (...) Occhio però alle piste Usa, una destinazione (fronte New York e Los Angeles) gradita al campione giallorosso.
Roma, tre milioni per dire Fonseca
IL MESSAGGERO - CARINA - Nessuno sconto ma semplicemente il pagamento della clausola rescissoria, l'equivalente del totale del compenso che avrebbe ricevuto restando allo Shakhtar (il contratto scade nel giugno del 2020). Tre milioni dividono Fonseca e la Roma a meno che il tecnico non riesca a far valere quel gentlemen's agreement del quale ha parlato martedì a Fienga e Petrachi nella riunione di Madrid. Ieri il portoghese ha avuto una lunga conversazione telefonica con il presidente Akhmetov provando a convincerlo di liberarlo gratis. I segnali però che arrivano dall'Ucraina, non registrano ancora il via libera. La situazione appare chiara: lo Shakhtar, come dichiarato pubblicamente dal magnate qualche giorno fa, non si metterà di traverso nel lasciar partire l'allenatore ma esige il pagamento dovuto. La palla passa al club giallorosso. Che ancora una volta, come già accaduto con Conte e Gasperini, è in una posizione dove non può dettare condizioni. Si fa come decidono gli altri. E se Akhmetov, come sembra, non farà passi indietro, per liberare Fonseca dovrà versare tre milioni. Probabilmente è per questo motivo che ieri sera l'entourage del tecnico di Nampula ha negato un viaggio imminente del loro assistito in Ucraina per sbloccare la situazione. Se dovesse servire in un secondo momento, sarà fatto ma almeno per ora il quadro è molto chiaro. Fonseca rimane dunque in Portogallo dove si sta godendo un periodo di vacanza, aspettando un segnale da Trigoria.
LA PROVOCAZIONE - Più difficile si sta rivelando invece per Petrachi liberarsi dal Torino. Il presidente Cairo continua a fare muro nel non accettare le dimissioni presentate dal ds. Dopo aver visto il filmato che ritrae il dirigente salentino con il Ceo Fienga all'aeroporto di Fiumicino martedì notte, la situazione s'è complicata oltremodo. Petrachi - al quale è stato chiesto di rinunciare alle ultime tre mensilità e ad altri compensi maturati nella sua esperienza quasi decennale in granata - continua a sperare che a fronte di questa rinuncia la situazione possa sbloccarsi a breve. Altrimenti, come extrema ratio, potrebbe decidere di giocarsi l'ultima carta e accettare in modo provocatorio di restare a Torino per l'ultimo anno di contratto. A quel punto Cairo si ritroverebbe in casa un ds con il quale ha rotto ogni rapporto che dovrebbe costruire la squadra per la prossima stagione. Situazione a dir poco surreale. A Trigoria sono consapevoli che l'intransigenza del Torino potrebbe ammorbidirsi a fronte di un indennizzo di un calciatore.
RANIERI, RADU E PINAMONTI - Il nome individuato dai granata è Cangiano. Il problema, però, è che nessuno fa la prima mossa. Cairo perché risentito con la Roma e con il dirigente. La Roma invece perché conoscendo il gelo intercorso tra le parti nell'ultimo anno, ritiene - ingaggiando Petrachi - di risolvere un problema al Torino. E così lo stallo continua. Chi invece ha agito in anticipo è stato Ranieri. Che quando ha capito che non sarebbe stato confermato, ha fatto da solo un passo indietro. Da quel momento, l'allenatore s'è trasformando in un libro aperto, parlando apertamente di tutto ciò che riguarda il club. Anche ieri non è stato da meno: «L'inchiesta su De Rossi? Ad hoc, fatto da chi voleva fare un po' di caos. Lo sappiamo tutti da dov'è partita e sicuramente lo sanno anche i tifosi». Epilogo su Totti (immortalato a Monte Carlo mentre Fienga e Petrachi erano a Madrid): «Scegliendo me ha inciso. C'era chi voleva Paulo Sousa e lui invece ha detto che voleva me». Vero, in parte. In realtà la Roma ha virato sul tecnico romano soltanto quando Paulo Sousa non ha accettato i 3 mesi proposti dal club che subordinava un altro anno di contratto all'ottenimento della Champions. Ranieri è stato l'unico a dire di sì senza porre condizioni. Mercato: l'Inter oltre a Dzeko chiede anche Kolarov, la Roma disposta a trattare ma oltre al cash vuole anche un giovane tra Radu e Pinamonti. Individuato il mediano: Florentino del Benfica, portoghese, classe 99.
Fonseca alla Roma. È questione di ore
IL TEMPO - BIAFORA - Due milioni separano la Roma e Fonseca. I primi contatti tra Abreu, agente del tecnico portoghese, e il presidente dello Shakhtar Donetsk hanno portato a dei sostanziali passi in avanti sulla trattativa per rescindere il contratto dell'allenatore, valido fino a giugno del 2020. Akhmetov, che può vantare un patrimonio di sedici miliardi di dollari, aveva inizialmente preteso il pagamento integrale della clausola da cinque milioni presente nell'accordo con Fonseca, salvo poi scendere fino ad una richiesta di due milioni di euro. La linea della Roma è la stessa già adottata per Petrachi e la risoluzione con il Torino: i giallorossi non verseranno alcunché nelle casse degli ucraini, fiduciosi di raggiungere un'intesa a costo zero. Le parti si rivedranno in giornata, con l'entourage dell'ex Porto convinto che non ci saranno colpi di scena e che si arriverà ad un patto definitivo, magari con un passo in avanti di Fonseca, che potrebbe rinunciare (come ha intenzione di fare il ds in pectore) ad alcune spettanze già maturate nel corso della stagione appena terminata, nella quale lo Shakhtar ha vinto la coppa e il titolo nazionale per la terza volta consecutiva.
Uno dei primi compiti del futuro mister giallorosso sarà quello di decidere il luogo in cui effettuare il ritiro estivo, destinato ad iniziare a fine giugno dopo il rinvio della sentenza Uefa sul Milan. A Trigoria hanno praticamente rinunciato a disputare la tournée negli Stati Uniti, che la scorsa stagione aveva portato un incasso di 1,7 milioni. Stillitano e gli altri organizzatori dell'ICC hanno atteso la possibile squalifica dei rossoneri, che avrebbe permesso alla Roma di entrare direttamente ai gironi di Europa League e di non disputare i preliminari a luglio, ma non aspetteranno oltre il fine settimana e difficilmente entro
tale data arriverà il responso del TAS sul ricorso presentato dal Milan. Il Tribunale dello Sport non ha vincoli temporali per la pronuncia sul club di Elliott, che starebbe pensando anche ad una procedura d'urgenza per sbrogliare la matassa. Di certo la dirigenza romanista ha da tempo iniziato a programmare le alternative: un intenso luglio di lavoro a Trigoria o il ritiro a Pinzolo dopo il raduno nella Capitale. La scelta sarà affidata al nuovo allenatore, libero di optare per la migliore soluzione a propria discrezione. Chi salterà i primi giorni di lavoro della nuova stagione saranno sicuramente Lorenzo Pellegrini e Zaniolo, convocati da Di Biagio per l'Europeo Under 21, che inizierà domenica 16 e si concluderà il 30 giugno. Gli altri nazionali disputeranno le ultime partite dell'anno lunedì o martedì della prossima settimana e avranno poi diritto a tre settimane di ferie, rischiando di arrivare con pochi giorni di ritardo rispetto agli altri compagni.
Sul fronte calciomercato è spuntato il nome di Icardi, al momento soltanto un'idea di uno degli intermediari incaricati di portare a termine la trattativa Dzeko-Inter, che richiederà altri 10-15 giorni di lavoro per essere concretizzata. Conferme sull'interesse per Obiang, centrocampista del West Ham ad un passo dalla Fiorentina nella sessione invernale di mercato: il suo agente ha già incontrato i dirigenti della Roma nei giorni passati.
Ranieri picconatore: “Caos De Rossi? Sappiamo tutti da dove arriva”
IL TEMPO - BIAFORA - Il ritorno del picconatore. Ad oltre dieci giorni di distanza dalla fine del campionato, Ranieri ha nuovamente parlato delle vicende legate alla Roma dopo aver ricevuto il premio «Piero Santin» a Cava de'Tirreni: «Mi ricorderò per sempre l'abbraccio del pubblico, è stato un orgoglio aver allenato la squadra del mio cuore». Il tecnico, sotto contratto fino al 30 giugno con i giallorossi, ha parlato di ciò che si devono aspettare dal futuro i tifosi romanisti, usando un tono abbastanza pessimista sulla possibilità di entrare in Champions: «Mi auguro che la squadra possa lottare per il quarto posto, poi nel calcio nulla è scritto. Credo che molto dipenda dallo stadio e dalla possibilità di costruirlo, ci sarebbero introiti maggiori. È logico che una società vuole fare le cose fatte bene, anche perché il Fair Play finanziario te lo impone. La proprietà sta lavorando bene, poi ovviamente il pubblico vuole vedere i risultati sul campo. L'importante ora è operare affinché si remi dalla stessa parte».
Ranieri, che non ha ancora alcuna offerta concreta per la prossima stagione, ha detto la sua sul ruolo di Totti e sull'inchiesta de La Repubblica che ha chiamato in causa De Rossii: «Mi è sembrato un articolo ad-hoc, fatto da chi voleva fare un po' di caos. Lo sappiamo tutti da dov'è partito e sicuramente lo sanno anche i tifosi. Francesco scegliendo me ha inciso molto, c'era chi voleva Paulo Sousa e lui invece ha detto che voleva me. Per cui spero che possa continuare ad incidere». Ogni riferimento a Baldini non è puramente casuale.