Dopo Pau Lopez c'è Alderweireld
IL TEMPO - BIAFORA - Pau Lopez è pronto a diventare l'undicesimo portiere acquistato dalla Roma americana. L’estremo difensore spagnolo è atteso nella Capitale nel weekend e lunedì a Villa Stuart per le visite mediche, ma prima vanno definiti gli ultimi dettagli di una trattativa a grandi linee chiusa giovedì notte. Raccoglierà l'eredità della coppia Olsen-Mirante (l'italiano resterà a fare il secondo) e cercherà di ripercorrere le orme di De Sanctis, Szczesny e soprattutto Alisson, piuttosto che quelle dei flop Stekelenburg, Svedkauskas, Goigoechea e Skorupski. Il ventiquattrenne di Girona costerà 20 milioni più bonus e la rinuncia al 50% del cartellino di Sanabria valutato circa 7 milioni, e sarà anche il portiere più caro della storia giallorossa, superando il record di Pelizzoli, allora pagato 27 miliardi di lire. Ieri Pau Lopez, che ha deciso di rinunciare a 2.5 milioni le complessivi d’'ingaggio pur di vestire giallorosso, inizialmente non si è sottoposto ai test fisici come gli altri giocatori del Betis, poi è partito per il ritiro di Montecastillo, segno di un affare ancora non concluso, con gli andalusi che cercano di spuntare ancora qualche milione e una formula di pagamento più rapida. Poi Petrachi si concentrerà su Higuain e sul reparto difensivo. Il ds leccese, oltre a trattare Mancini e Nkolou, sta provando l'affondo su Alderweireld del Tottenham, primo obiettivo del diesse. I costi sono alti - clausola da 30 milioni e ingaggio da oltre 4 netti - ma Baldini può diventare un prezioso alleato nella trattativa e intanto sta pressando il presidente del Cagliari Giulini per convincere Barella a scartare l'Inter e abbracciare la Roma. Proseguono i discorsi su Veretout, per il quale, al contrario del Milan, non è stata formalizzata alcuna offerta ufficiale alla Fiorentina. In uscita la Juventus non molla la presa sul giovane Cangiano e gli ha offerto un importante ingaggio, che raddoppia dopo la prima e quadruplica dopo la seconda stagione. Sfuma definitivamente il passaggio di Gerson alla Dinamo Mosca, mentre l'offerta per lui del Flamengo è reputata insufficiente e il suo futuro sarà in Germania o in Spagna. Definita una prima bozza delle amichevoli estive: a luglio verranno affrontati alcuni impegni tra Roma e dintorni, mentre ad agosto sono previsti due-tre match internazionali, tra cui la probabile sfida con il Lille di Campos il 3 agosto.
Pastore, vacanza di sudore per non lasciare da flop
GAZZETTA DELLO SPORT - Tutto si può dire a Javier Pastore - e in questi ultimi mesi non è che i romanisti siano stati teneri con lui -, ma certo non lo si può accusare di non aver pensato alla Roma in queste settimane estive. Se, da una parte, non trovano troppa conferma le voci secondo le quali avrebbe rifiutato un paio di offerte dalla Cina (a Petrachi non è arrivato niente di ufficiale, anche per il calciatore per ora solo timidi sondaggi), dall’altra trova invece conferma la volontà dell’argentino di giocarsi le sue carte nei prossimi due mesi per convincere Fonseca e il club. Non a caso, da giugno non è mai stato fermo: a Roma si è allenato, in Sardegna si è allenato (con il preparatore personale), a Ibiza si è allenato, insieme al Papu Gomez, Romagnoli e altri. (...) Non conteranno, però, soltanto allenamenti e test fisici: Javier dovrà farsi vedere carico e pronto mentalmente sia con Petrachi - che nella conferenza di presentazione ha lanciato parecchi avvisi ai naviganti - sia con Fonseca. Potrebbe essere trequartista nel 4-2-3-1, magari alternandosi con Zaniolo se Pellegrini dovesse fare il mediano, ma dovrà metterci corsa, grinta e la testa giusta. Quella che, per troppi mesi, lo scorso anno gli è mancata, a fronte di tanti infortuni e di un rapporto complicato con Di Francesco.
Pau Lopez, è Roma. Mani forti e piedi buoni: alla corte di Fonseca un portiere da record
GAZZETTA DELLO SPORT - Un consiglio? Mai fare arrabbiare quelli nati a Girona. D’altronde lo dice la tradizione. Nel XIII secolo, ad esempio, bastò che i francesi invasori di Filippo l’Ardito mancassero di rispetto alle spoglie del patrono, San Narciso, che migliaia di mosche assalirono gli empi, facendone morire ventimila. Ecco, Pau Lopez da Girona è uno che di voli se ne intende parecchio e per gli attaccanti avversari pare essere fastidioso almeno quanto una mosca. Per questo la Roma lo ha scelto come nuovo portiere titolare, acquistandolo dal Betis Siviglia per quasi 20 milioni più la percentuale di rivendita sul cartellino di Sanabria, valutata più o meno 7,5 milioni. (...) L’ormai ex portiere del Betis, infatti, ha avuto un valore di «expected goals» (la misura della probabilità che ha un determinato tiro di essere trasformato in goal) pari a 46,37. Non basta. In carriera ha realizzato una media di 2,6 parate a partita, totalizzando 46 clean sheet su 155 partite in carriera, quasi il 30%. Niente male. Se a questo si aggiunge che il nuovo allenatore Paulo Fonseca cerca un estremo difensore bravo con i piedi per impostare l’azione dal basso, la sensazione è che sia approdato alla scelta giusta, visto che nell’ultima stagione ha realizzato 32,5 passaggi di media a partita, il secondo in tutta la Liga, mentre è stato il migliore per passaggi corti con 20,9 a partita, riuscendoci il 79% delle volte. (...) Chi invece non è più sicuro del suo futuro è El Shaarawy, pronto ad accettare la super offerta dello Shanghai Shenua, ma il club cinese deve trovare l’accordo con la Roma: possibile sulla base di 15 milioni più 5 di bonus. Detto che Gerson vuole andare al Flamengo e Veretout resta vivo, è valido l’impianto che Petrachi ha tratteggiato due giorni fa. Ovvero, se Dzeko andrà all’Inter, potrà partire l’operazione Higuain, sulla base di 9 milioni per il prestito e 27 per il riscatto. A meno che la questione del rinnovo di Zaniolo non diventi un caso vero e proprio, spingendo la Roma a cedere il giocatore, che la Juve accoglierebbe a braccia aperte.
Totti: "Ipotesi estero". C'è il Real Madrid
GAZZETTA DELLO SPORT - Il Real Madrid non si arrende mai e così – oltre alle tentazioni rappresentate dal Qatar e dalla Figc – per Francesco Totti c’è anche l’ipotesi di fare quello che non ha fatto da calciatore: diventare madridista, anche se da ambasciatore, come gli ha proposto Florentino Perez dopo l’addio alla Roma. «Sto valutando – ha detto ieri l'ex Capitano. (...)
Milan, offerta alzata per Veretout: rossoneri davanti a Roma e Napoli
GAZZETTA DELLO SPORT - La ricostruzione del centrocampo è finora passata da Empoli: da qui sono arrivati Krunic e Bennacer, considerati tra i giovani con miglior potenziale. Il Milan ha investito otto milioni per il primo e quindici (più uno) per il secondo: ha speso per due giocatori quello che avrebbe dovuto spendere per il solo Torreira. Ora la strada si sposta di poco e porta a Firenze: una strada in salita e piena di ostacoli che il Milan ha scelto lo stesso di seguire. La salita è il prezzo e gli ostacoli sono la concorrenza. Sul prezzo sta cercando di trattare convertendo una delle sue contropartite tecniche in uno sconto: nel pacchetto aveva pensato di inserire Cutrone (prima di toglierlo dal mercato, mentre ancora prima la Fiorentina aveva ammesso di voler puntare su Simeone) poi ha indicato Biglia e promesso altri 15 milioni (...) SU Veretout la Fiorentina non ha fretta: Biraghi partirà se e quando le condizioni poste dal d.s. Pradé saranno soddisfatte. Nel frattempo Veretout ha evitato la rottura coi viola: pensava di chiedere di essere esentato dal ritiro, invece è tra i convocati che oggi partiranno per Moena. In montagna aspetterà notizie sul futuro, che resta sospeso tra varie soluzioni. Milan, Napoli, Roma: si annunciano novità a brevissimo (...)
De Vito, concessi i domiciliari. Verso il processo immediato
MESSAGGERO - SCARPA - Marcello De Vito esce dal carcere di Regina Coeli. L'ex presidente dell'Assemblea capitolina arrestato il 20 marzo per corruzione nell'ambito di un filone dell'inchiesta sullo stadio della Roma ha ottenuto i domiciliari. A deciderlo è stato il gip Maria Paola Tomaselli:non sussiste un pericolo di inquinamento delle indagini perché l'inchiesta è praticamente chiusa ed è, inoltre, esclusa l'ipotesi di reiterare i reati, dal momento che De Vito viene comunque sottoposto ad una misura cautelare. Sono queste, in sostanza, le motivazioni che hanno spinto il giudice ad accogliere la richiesta dei legali dell'ex esponente grillino. Nei giorni scorsi, aveva ottenuto i domiciliari anche l'avvocato Camillo Mezzacapo ritenuto dai magistrati il braccio destro di De Vito. Adesso all'orizzonte si profila il processo. Con ogni probabilità si andrà verso l'immediato. Un rito che, scavalcando l'udienza filtro del gup, permette di andare subito a dibattimento.
LA VICENDA - Favori e soldi per oliare i provvedimenti amministrativi sulla costruzione dello stadio del club giallorosso e altri progetti immobiliari, come un albergo vicino alla ex stazione ferroviaria di Trastevere e la riqualificazione dell'area degli ex Mercati generali di Ostiense. Corruzione, insomma. Con questa accusa era stato arrestato il presidente dell'assemblea capitolina De Vito coinvolto in un'inchiesta nata da quella sul progetto dell'impianto della Roma a Tor di Valle in cui sono indagati il costruttore Luca Parnasi e l'avvocato Luca Lanzalone. Ma le contestazioni dei pm non si limitano solo allo stadio della Roma, coinvolgono anche due progetti dei costruttori Claudio e Pierluigi Toti e dell'immobiliarista Giuseppe Statuto. I primi due sono chiamati in causa per la riqualificazione degli ex Mercati generali perché «a titolo di prezzo della mediazione illecita» per «intervenire nell'iter amministrativo» conferivano un incarico professionale allo studio dell'avvocato Camillo Mezzacapo la somma di 110.620,80 euro. Poco meno della metà di quella cifra (48.800 euro) era poi stata trasferita «su un conto intestato alla società Mdl srl» che è «riconducibile» allo stesso legale e proprio a De Vito.
IL SISTEMA - Uno schema replicato, secondo i carabinieri di via In Selci, anche con Statuto: in quel caso, per la costruzione di un albergo vicino all'ex stazione ferroviaria di Trastevere, l'incarico professionale a Mezzacapo avrebbe avuto un valore di 24.582,40 euro e la cifra spostata sul conto della Mdl sarebbe stata pari a 16.640 euro. «Soddisfatti dell'accoglimento dell'istanza difensiva e felici che De Vito possa tornare all'affetto dei suoi cari e che allo stesso tempo spiegano i suoi legali, Angelo Di Lorenzo e Guido Cardinali si possa preparare al meglio per i prossimi sviluppi processuali. Saremo comunque pienamente soddisfatti solo quando De Vito riacquisterà la piena libertà e solo dopo che sarà stato chiarito ogni aspetto di questa vicenda».
Da Stekelenburg a Pau Lopez: se la porta è sempre aperta
MESSAGGERO - ANGELONI - Più che una porta, un soffietto. Apri e chiudi, ricordando anche di aver visto difendere i pali giallorossi da ottimi portieri come De Sanctis e Szczesny e da straordinari come Alisson, ma anche no. Comunque ne abbiamo conosciuti tanti. Una decina. Tutti stranieri tranne De Sanctis e Mirante. Il prossimo in arrivo, spagnolo, Pau Lopez, per la cronaca il più pagato nella storia della Roma. Una bella responsabilità. Certo fa strano pensare che i giallorossi, per sostituire il numero uno dei numeri uno, cioè Alisson, abbia speso quasi quaranta dei settanta milioni incassati (e quest'anno ne mancano sempre una settantina della mancata Champions League, ma vale sempre la pena privarsi dei migliori?) per la cessione del brasiliano.
IN PRINCIPIO - Olsen lo scorso anno è costato una decina di milioni ed è finito in panchina (oggi pronto a partire), Pau Lopez tra fisso e bonus (più la rinuncia ai soldi della rivendita di Sanabria) siamo a 25 spesi su una valutazione complessiva del calciatore intorno ai trenta. Gli appassionati ricorderanno pure Maarten Stekelenburg, 37 anni a settembre, la Roma lo pagò 6,325 milioni di euro più bonus. Lui, il primo della saga. Era quotatissimo, veniva da un bel mondiale giocato con l'Olanda, perdendo in finale con la Spagna. Qui a Roma non ha mai convinto: non è stato più lui dopo il tremendo colpo alla testa subito su un'uscita bassa su Lucio, in un Inter-Roma di inizio campionato. Non ha funzionato nè con Luis Enrique il primo anno, né il secondo con Zeman, che addirittura gli preferì lo sconosciuto Mauro Goicoechea, che ricordiamo per la paperona nella partita che ha determinato l'esonero proprio del boemo, Roma-Cagliari.
ESPERIENZA - Addirittura, dopo Zdenek, Aurelio Andreazzoli rimischia le carte: si libera sia di Stek sia di Goicoechea e punta sull'usato sicuro, Lobont, schierato pure nella finale di Coppa Italia contro la Lazio. Ahi! Con Rudi Garcia andiamo quasi alla normalizzazione. Portiere esperto titolare e giovane di belle speranze alle sue spalle: De Sanctis e Skorupski, la coppia. Nel primo ritiro di Rudi, a Riscone di Brunico, ci sono anche Julio Sergio e l'immancabile Lobont. Il secondo anno di Garcia, ancora De Sanctis, reduce da un intervento al gomito, e Skorupski. Il polacco stava crescendo bene ma la Roma ci crede poco e lo gira l'anno dopo all'Empoli, chiamando Szczesny, che non trova spazio all'Arsenal e diventa il primo sia con Garcia sia con Spalletti che ne chiede la conferma pur avendo in rosa Alisson, pagato 8 milioni di euro. Che con Lucio, gioca solo le coppe (Europa League soprattutto e l'andata del preliminare di Champions contro il Porto, 15 presenze in tutto). Il portiere brasiliano - con Wojciech alla Juve - si prende la scena il primo anno di Di Francesco, con Skorupski alle sue spalle. Un'annata talmente convincente che la Roma lo vende al Liverpool, appunto, per settanta milioni. Non bene la successione del brasiliano: male Olsen, comunque affidabile Mirante, che anche quest'anno farà il secondo. A Pau Lopez. E si ricomincia.
Arriva Veretout, stand-by Mancini
MESSAGGERO - CARINA - Definito l'acquisto di Pau Lopez (al Betis 23 milioni più la rinuncia della percentuale del 50% sulla futura rivendita di Sanabria, per un minimo di 7,5 milioni) il prossimo obiettivo del ds salentino riguarda la mediana. Con il Milan ad un passo da Bennacer, la Roma ha un'autostrada davanti a sé per il francese. L'offerta giallorossa al calciatore è la più alta ricevuta dal suo entourage: quinquennale da 2,7 milioni più un bonus di 1 milione al raggiungimento della qualificazione in Champions. Da limare, invece, la richiesta della Fiorentina che valuta il centrocampista 25 milioni. A differenza di quanto accaduto con il Milan (dove sono state rifiutate le contropartite tecniche Laxalt, Biglia e Borini), a Firenze - al netto delle dichiarazioni pubbliche - sono disposti a parlare di Defrel. Come già successo nel duplice affare Manolas-Diawara con il Napoli, la differenza sul cash la farà la valutazione dell'attaccante. Dopo gli 11 gol con la Sampdoria, Petrachi punta ad ottenere almeno 15 milioni, ai quali poi aggiungere il conguaglio economico. Pradè fa il suo lavoro e gioca al ribasso. Trattativa in corso. Veretout, intanto, andrà regolarmente in ritiro a Moena, aspettando novità.
RIFLESSIONI SUL DIFENSORE - A sorpresa, invece, quella che sembrava una trattativa in via di definizione ha subito uno stop. Il che non vuol dire che non possa ripartire ma al momento per Mancini c'è da registrare una frenata. Un po' per le richieste dell'Atalanta (25 milioni più bonus) ma non va sottovalutata una riflessione in atto da parte della Roma che considerata l'entità dell'investimento non vuole sbagliare. Senza dimenticare che Mancini è l'alternativa a Lyanco, pallino del ds salentino, per il quale bisognerà però attendere di capire il cammino del Torino in Europa League. Qualora i granata non riuscissero a superare i preliminari, Petrachi tornerebbe alla carica.
TOTTI E IL FUTURO - S'è riaperto intanto il canale Shanghai-El Shaarawy. Il Faraone - che inizialmente aveva detto no al trasferimento - non appare più così contrario all'addio alla Roma. Che però per cedere l'attaccante chiede almeno 26 milioni. Club cinese - considerando che il nazionale azzurro ha appena un anno di contratto - è fermo a 20. Se lo stallo non si sblocca, lo Shanghai è pronto a virare su Cuadrado. Dal Brasile il papà di Gerson assicura che il figlio «giocherà all'80% nel Flamengo». Percentuali non buttate lì a caso. A gennaio, infatti, quando a guidare la direzione sportiva della Roma c'era ancora Monchi, il club rubronegro aveva offerto 8 milioni proprio per l'80% del cartellino. In quel periodo il centrocampista sembrava essere in ascesa e considerando il valore residuo a bilancio a giugno (8 milioni) sommato alla speranza di una seconda parte di stagione altrettanto positiva - senza considerare che con i viola c'era un accordo per il prestito annuale - il ds spagnolo declinò l'offerta. Il flop dei viola - salvi all'ultima giornata - è coinciso con quello di Gerson. E ora il Flamengo ha fatto marcia indietro, chiedendo soltanto il prestito. Offerta declinata da Petrachi che attende il rilancio dei brasiliani, almeno sulle cifre proposte 6 mesi fa. Pillola finale su Totti. In vacanza a Sabaudia, l'ex Capitano a Sky accenna al suo futuro: «Sto valutando, ho diverse offerte. In Italia? Sì, anche. O da noi oppure in Europa. Ruolo? L'importante è lavorare. È un'estate strana, non avrei mai pensato di lasciare la Roma né che Buffon tornasse. Se penso ancora le cose dette il giorno dell'addio? Quando dico o prendo una posizione vuol dire che ci ho pensato tanto tempo. Icardi e Higuain? Non lo so, può darsi pure che facciano uno scambio». Il 3 agosto è in ballo un'amichevole contro il Lille.
Braccio di ferro Petrachi-Dzeko, il ds: "La Roma non si ricatta". E il bosniaco va al mare con Perisic
INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Petrachi ha finalmente fatto il suo ingresso a Trigoria dalla porta principale e non esattamente in punta di piedi. Il ds giallorosso, da poco ufficializzato, ha tenuto ieri pomeriggio la sua conferenza stampa di presentazione presso il centro sportivo giallorosso. Piccola introduzione del CEO Fienga, che si è detto felice di lasciare all'ex Torino "la guida di tutte le decisioni sportive di questa società” e Petrachi ha iniziato a dire la sua.
Tanto realismo e piedi per terra, si è parlato di ricostruire le fondamenta, di anno zero e, soprattutto, di senso di apparteneza. "Scelgo prima gli uomini, poi i giocatori", una delle battute più significative di Petrachi. Dopo aver tessuto le lodi di Fonseca, il ds ha parlato - seppur senza fare nomi - di Edin Dzeko. Il bosniaco amoreggia a distanza con l'Inter già da qualche mese, tanto che il suo trasferimento a Milano sembrasse cosa fatta a campionato ancora in corso. Non sono piovuti a caso i fischi di Roma-Parma, alla sua uscita dal campo, durante l'ultima di De Rossi. Come a sottolineare che c'è chi viene messo alla porta contro la sua volontà e chi, invece, quella porta non vede l'ora di varcarla.
La trattativa con i nerazzurri, però, procede a rilento ed ha incontrato più di una battuta d'arresto. Prima su tutti la questione econmica, l'Inter cerca l'affare low cost per l'ultratrentenne, la Roma dal canto suo non vuol lasciar partire il suo bomber per pochi spiccioli. Se ne sono dette di tutti colori, dallo "scambio" con Icardi, all'inserimento di Kolarov nella trattativa, Pinamonti (ormai al Genoa) come contropartita, ma la fumata bianca non è ancora arrivata.
Dure le parole del neo ds: "Deve passare il messaggio che non è che uno si sveglia il mattino e decide di andar via, si mette d’accordo con un’altra squadra e ci ricatta: la Roma non deve essere ricattata da nessuno. Qualora un giocatore non volesse più stare alla Roma o decida di non avere più gli stimoli giusti si deve presentare con una squadra che lo vuole, che presenta il grano, che lo paghi il giusto e poi può andare. Non trattengo nessuno con la forza. Non mi piace essere preso per la gola, strozzato come si suol dire perché non mi interessa se un giocatore ha raggiunto un accordo con un’altra società, che già è deontologicamente è scorretto, mi interessa che il giocatore sappia che non deve pensare di stare a casa sua, lui deve essere uno che dà una mano a quella casa per farla vivere bene: non è il padrone di quella casa. E’ la proprietà che decide e la Roma come società da questo punto di vista, vi posso garantire che non si farà strozzare da nessuno: cercheremo di fare faremo le migliori scelte e credo che le prime soluzioni che abbiamo trovato abbiano un senso logico e calcistico".
E' la Roma, dunque, a tenere il coltello dalla parte del manico. Dzeko sceglie una risposta sibillina e via social: uno scatto al mare insieme a Ivan Perisic, giocatore, guarda caso, nerazzurro.
Da "Aquì se gana" a "Bisogna essere realisti, siamo all'anno zero". Petrachi 'cancella' Monchi
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - Era il 3 maggio del 2017 quando Ramón Rodríguez Verdejo, noto a tutti semplicemente come Monchi, si presentava alla stampa come nuovo direttore sportivo giallorosso. Le aspettative erano alte, anzi altissime: il dirigente spagnolo portava in dote una valanga di trofei vinti con il 'suo' Siviglia, storicamente non certo una delle regine di Spagna, tanto economicamente quanto sportivamente.
Erano giorni caldi nella Capitale: poche settimane dopo, al termine dell'ultima gara di campionato contro il Genoa, Francesco Totti avrebbe salutato lo Stadio Olimpico, divenuto per l'occasione una valle di lacrime, ma ufficialmente ancora non il calcio giocato e toccò proprio a Monchi all'interno della sala stampa di Trigoria mettere nero su bianco agli occhi del popolo romanista che per l'ex capitano la storia in giallorosso con gli scarpini ai piedi era davvero giunta al termine.
Inoltre, era ancora da chiarire la posizione del tecnico Luciano Spalletti. Il mister di Certaldo, infatti, con il contratto in scadenza il 30 giugno seguente, aveva sempre rimandato "a fine stagione" il discorso su una sua possibile permanenza a Trigoria: in realtà, anche i sassi erano a conoscenza del fatto che l'ex Zenit, soprattutto dopo l'ultima annata colma di veleni in merito al rapporto con Francesco Totti, non aveva la minima intenzione di proseguire il proprio rapporto con la Roma ed era già pronto per raggiungere un altro ex giallorosso, Walter Sabatini, all'Inter del gruppo Suning.
In un panorama tanto frastagliato, Monchi tentò di 'scaldare' l'ambiente con qualche frase a effetto. La più importante riguardò il tema delle cessioni, in sede di calciomercato il vero tallone d'Achille degli ultimi anni giallorossi. L'ex Siviglia affermò che "la Roma non ha un cartello su cui è scritto che qui si vende, ha un cartello in cui c‘è scritto che qui si vince".
Già, la vittoria. L'aspetto che, oltre ai contrasti profondi nati con il presidente James Pallotta, costò il posto al predecessore di Monchi, ovvero Walter Sabatini. Tante plusvalenze, vitali per il malandato bilancio societario, ma zero trofei.
Dopo sei anni di gestione a stelle e strisce, Pallotta pensò bene di puntare su colui che sulla carta era ritenuto il miglior ds in circolazione: molti successi portati in Andalusia e altrettante plusvalenze generate da cessioni di calciatori acquistati a poco prezzo e poi diventati campioni. Il mix perfetto per un club come la Roma non guidato da sceicchi.
I proclami, tuttavia, lasciarono presto spazio alle polemiche.
Se parli di nuovo corso e in poche settimane cedi calciatori come Rudiger, Salah e Paredes, ovviamente non si può che partire con il piede sbagliato.
Nella conferenza stampa di presentazione, inoltre, Monchi confessò che "il problema maggiore nel nostro lavoro non è vendere, ma comprare male": a posteriori, una sorta di profetica e beffarda ammissione di colpa.
Come è finita lo sappiamo tutti, con lo spagnolo che dopo neppure due anni di Roma riapre la sua valigia e acquista un biglietto di ritorno verso Siviglia. Inizia così l'interregno di Ricky Massara.
Si tratta, comunque, soltanto di una soluzione tampone. Al termine di settimane contraddistinte da uno stucchevole tira e molla con il Torino del presidente Cairo, infatti, i giallorossi ufficializzano come nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi.
L'ex centrocampista, tra le tante, del Perugia si presenta quindi davanti ai microfoni della sala stampa di Trigoria e la discontinuità con il suo predecessore spagnolo appare lampante.
Zero proclami e tanta sincerità.
Se Monchi affermò che "la Roma è un club con un margine di crescita grande, qui la base esiste: non ricominceremo da zero. Credo ci siano enormi possibilità di crescita, per entusiasmarci e per sognare", Petrachi ha invece sentenziato che "bisogna essere realisti, fa parte del mio carattere. Oggi la Roma è all’anno zero, deve ripartire con dei valori e dei principi".
Meglio una dura verità che una bella bugia.
In bocca al lupo, direttore.
Ag. Gerson: "Non piace solo al Flamengo, ma 80% di probabilità che torni in Brasile"
Il centrocampista Gerson, dopo aver rifiutato la Dinamo Mosca, sembra essere vicino al Flamengo. Il club brasiliano, come riferisce il padre-agente Marcos Antonio ai microfoni di Radio Brasil, sarebbe una destinazione gradita:
"La situazione è questa. Il giocatore non interessa soltanto al Flamengo, ma anche ad altri club, nonostante abbiamo attualmente ancora un contratto con la Roma. Vogliamo solo il bene del ragazzo e non stiamo ragionando a livello economico. Abbiamo avuto un incontro e una bella chiacchierata con il Flamengo, una squadra dove ogni giocatore vorrebbe giocare. La nostra intenzione è ritrovare la convocazione con la Seleção e il Mengão sarebbe una grande vetrina. Ad oggi c’è l’80% di probabilità che Gerson giochi nel Flamengo, anche se alcuni credono che per lui non sia un bene tornare in Brasile ma io non la penso così. Credo che giocando nel campionato Brasiliano o nel Flamengo ci sarebbero più possibilità per lui di entrare in Nazionale".
Lunedì alle ore 15 la conferenza di presentazione di Fonseca
Lunedì il tecnico Fonseca si presenterà ai nuovi tifosi ed alla Roma parlando in conferenza stampa. La notizie era già nota, mentre non si avevano lumi sull'orario della conferenza. Oggi è stato reso noto che il neo tecnico giallorosso parlerà alla stampa alle ore 15.