Pellegrini, la scelta di restare e il rinnovo che verrà
IL MESSAGGERO - TRANI - La priorità di Petrachi, giocatori e procuratori sono stati avvisati anche in pubblico, è il rafforzamento della rosa e non il possibile adeguamento di stipendio o il semplice rinnovo di chi è già sotto contratto. Non c’è alcuna urgenza e Zaniolo, anche per il trattamento che gli è stato riservato dal ds nella conferenza stampa, non sarà certo il primo calciatore ad essere accontentato. Anzi, rischia di doversi mettere in coda. Se non andrà in Cina, sarà chiamato prima El Shaarawy (e ovviamente trattato alle condizioni della Roma, secondo le nuove linee guida di Petrachi). E, sempre prima di Zaniolo, potrebbe essere convocato Pellegrini, vincolato fino al 30/6/2022. Lorenzo ha detto no all’Inter anche all’inizio della settimana, tranquillizzando indirettamente proprio il ds. Che sta pensando di premiare il suo senso di appartenenza. L’obiettivo, oltre che migliorare l’ingaggio, è cambiare la clausola: quei 30 milioni sono invitanti per gli altri club e rischiosi per la Roma.
Roma, ecco il piano per avere il Pipita
IL MESSAGGERO - Gianluca Petrachi ha tracciato la linea che la Roma seguirà sul mercato nei prossimi mesi: il nuovo direttore sportivo ha un'idea di calcio che vuole portare a Trigoria fatta anche di grandi colpi come quello di Gonzalo Higuain. Da ieri è certificato che l'attaccante è un obiettivo dei giallorossi, le parole del dirigente sono state un messaggio chiaro da recapitare al fratello procuratore non ancora convinto della Capitale. La Roma, però, non ha fretta perché quella del centravanti è una trattativa che si può chiudere anche verso la fine di luglio, sicuramente dopo aver ceduto Dzeko all'Inter (ieri si è scattato un selfie in costume con Perisic): Petrachi chiede 20 milioni, l'offerta dei nerazzurri è di 10-12. Quando il bosniaco si stabilirà a Milano, allora partirà l'attacco a Higuain (a Fonseca piace più di Icardi) che con la Juventus ha un contratto fino al 2021 a 6,5 milioni netti a stagione. Le strade per portare l'argentino all'ombra del Colosseo sono due: pagare il cartellino 36 milioni (è la cifra grazie alla quale i bianconeri non farebbero una minusvaleza), oppure convincere Paratici ad accettare il prestito di 12 milioni. Un'operazione, nel secondo caso, fattibile a patto che la Juve paghi una parte dello stipendio che supera - anche se di poco - quello attualmente percepito da Dzeko (11 lordi contro 13).
IL NUMERO UNO - C'è una terza via ed è quella che coinvolgerebbe nell'affare Zaniolo, ancora in attesa di una chiamata dal club per il rinnovo del contratto fermo a 600 mila euro. Restando in attacco, lo Shanghai Shenhua si è rifatto sotto per El Shaarawy proponendo alla Roma 15 milioni più 5 di bonus, un valore troppo basso per il club che vorrebbe una base fissa di 20 milioni. Al Faraone, invece, andrebbero 16 milioni netti a stagione, se dovesse accettare c'è pronto Brahimiclasse '90 ex Porto che arriverebbe a zero perché svincolato. Se l'attaccante è la questione che sta più a cuore ai tifosi, nell'immediato Petrachi deve pensare anche a porta, difesa e centrocampo. Nelle intenzioni del ds c'è quella di portare Pau Lopez a Trigoria in tempo per l'inizio del ritiro (è lui il giocatore a cui si riferiva ieri Petrachi): c'è già l'ok del portiere spagnolo. Al Betis andranno 20 milioni più il 50 per cento sulla futura cessione di Sanabria. Pau Lopez, invece, firmerà un quadriennale da circa 2 milioni a stagione.
INTRIGO VERETOUT - Il centrale che affiancherà Fazio si chiama Gianluca Mancini, il suo arrivo, però, non è imminente visto che l'Atalanta lo valuta 25 milioni e la Roma non ha intenzione di salire sopra i 20. Restando in difesa, Franco Baldini ha proposto Alderweireld del Tottenham in scadenza nel 2020, la cifra offerta è di 10 milioni ed è più bassa rispetto a quella richiesta dal Betis per Bartra (15-20 milioni). Nuovo tentativo pure per Nkoulou del Torino. Capitolo Veretout: il centrocampista avrebbe chiesto di non andare in ritiro, la Roma ha superato l'offerta del Napoli (18 milioni alla Fiorentina, 3 di stipendio al giocatore), ma il Milan ha messo sul piatto le contropartite di Biglia, Borini o Laxalt più 13 milioni.
L’amaro del capo
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Il signor Gianluca Petrachi si presenta a Trigoria. Quasi con la voce di Antonio Conte, suo amico e salentino come lui, che ha scelto un'altra strada. Non ride quasi mai, in effetti non c'era nulla da ridere, ha lo sguardo severo e si definisce un «direttore sportivo da campo». Sostiene che non parlerà con i giornalisti («sono omertoso»), e qui otterrà facili consensi dai tifosi, che vengono definiti tra i migliori, «quelli che ti fanno venire la pelle d'oca anche da avversario». Di cose ne dice, con molta sincerità. La sensazione è che il suo ingresso non sia proprio da definire in punta di piedi. Non sembra un timorato, uno che si fa travolgere dall'immenso nome di Roma o da proclami di vittorie. Sembra a suo agio, nel dire (lo abbiamo ascoltato) e nel fare (lo scopriremo, e qualcosa già abbiamo scoperto). Petrachi entra dalla porta principale, non bussa, irrompe e sistema in ordine sparso: Dzeko, Baldini, Barella, El Shaarawy, Zaniolo, poi via via tocca tutti, da Florenzi a Higuain, fino a Icardi. Segna il territorio: «Fienga è il mio unico referente». Punto. Chiarisce la posizione di Baldini e la sua posizione da consigliere del presidente: «Lui mi ha proposto, ma sono stato chiaro: non transigo sulle scelte. La società mi deve dire possiamo o non possiamo fare questa spesa, ma sul discorso tecnico sono io a prendere la decisione e la responsabilità degli acquisti, non ho un budget. Non sarà Franco Baldini a condizionarmi. Lui può essere una risorsa. Serve collaborazione: se non dovesse andare così non sarò più seduto su questa sedia». Carattere.
IL DECISIONISTA - Qui il campanello d'allarme inevitabilmente suona, visti i precedenti. A meno che non sia davvero cambiata la situazione e questo non può che essere auspicabile. Petrachi, così a guardarlo, non sembra uno che accetta compromessi. Ma uno, forse, l'ha già dovuto accettare, quando ha parlato di Fonseca, del quale ama il gioco «codificato e offensivo». Quindi, ok a Fonseca che, a suo dire, ci stupirà. Ben diverso il portoghese dal suo amico Conte, che ha provato a portare a Roma. Allenatori diversi tra loro. «Antonio vuole vincere subito e ha visto nell'Inter una squadra più pronta. Gli ho solo detto che farlo a Roma sarebbe stato bellissimo». E Petrachi proverà a farlo, ma non lo promette. «Bisogna essere realisti, sarei stupido se parlassi di vittorie. La Roma è all'anno zero, bisogna costruire. I miei colleghi mi dicevano: ma che vai a fare alla Roma? Mi piacciono le sfide, rispondevo. Questa è una squadra che deve ripartire con dei valori e nuovi principi. I giocatori devono avere qualità morali, non pensare solo al dio denaro o ad avere la pancia piena. Io scelgo prima gli uomini poi i calciatori. La Roma non è una succursale, chi viene a Roma deve avere entusiasmo».
LA VOCE DEL BOSS - Fa capire chiaramente che gli piace Higuain, così come Icardi, che la sua Roma dovrà ripartire dai giovani e non solo. «Un mix di gioventù ed esperienza, alla squadra serve un po' di sciabola e un po' di fioretto». Ma prima di spianare la strada a Gonzalo prepara l'uscita dirompente di Dzeko. «Non deve passare il messaggio che uno si sveglia il mattino, decide di andar via e ci ricatta. Non mi piace essere preso per la gola. Non mi interessa se un giocatore ha raggiunto un accordo con un'altra società (l'Inter, ndr), non deve pensare di stare a casa sua, non è il padrone. Diawara mi ha chiamato e mi ha detto che è pronto a non fare le vacanze per fare il ritiro. Questo è il senso di appartenenza e entusiasmo che voglio ritrovare in ogni giocatore. Higuain? Se vuole riemergere, la squadra migliore per farlo è la Roma. Qui potrebbe seguire le orme di Batistuta». Chiaro, no? Usa più o meno lo stesso tono con Barella. «Era contento di venire alla Roma, poi c'è stato l'addio di Monchi e si è perso tempo per chiudere. Si è inserita l'Inter e ha fatto la sua proposta e Conte, che è molto bravo a motivare i giocatori, lo ha chiamato. Io non ho mai cercato Barella. È il Cagliari che ha cercato la Roma dicendo che l'Inter traccheggiava. Per me era già difficile da prima: il giocatore vuole andare a Milano. Per me è un capitalo chiuso».
IL BABY D'ORO - Capitolo non chiuso con Zaniolo, sul quale versa parole non proprio dolcissime. «Ha avuto un grande exploit, ma non ha avuto un buon fine di campionato. Qui si fa presto a creare dei miti, io amo la concretezza, Nicolò ha le qualità per arrivare al top. Se le mette in mostra sarà il fiore all'occhiello, ma deve stare con i piedi per terra perché a questa età si fa presto a perdere il senso della ragione. Nell'ultimo periodo ha smarrito questi concetti, e quando tornerà ci parlerò. L'importante è che capisca che deve migliorare e che ancora non ha fatto nulla». In linea il discorso su El Shaarawy. «Mi piacerebbe se restasse, c'è la volontà di rinnovargli il contratto, poi non bisogna strafare: io non posso competere con la Cina. Se vuole restare cercherò di accontentarlo, se invece vuole andare io non lo trattengo». Infine, messaggio tutto da interpretare su Florenzi. Parole che arrivano legate al discorso sul senso di appartenenza, perso con gli addii a De Rossi e Totti. «È il capitano, il senso di appartenenza deve essere in ognuno di noi. I giocatori lo devono dimostrare con i fatti non con le chiacchiere. Ho visto giocatori che facevano un gol, baciavano la maglia e poi dicevano che non vedevano l'ora di andarsene. Per me esiste solo la Roma, se vedo che qualcuno fa il fenomeno non avrà vita lunga qui». Il territorio è tracciato. Auguri.
Boca Juniors su Pastore, ma la richiesta della Roma è troppo alta
Dopo le richieste dalla Cina, rifiutate, anche dall'Argentina si fanno vivi per Javier Pastore. Nicolas Burdisso, ex Roma ed oggi DS del Boca Juniors, ha chiesto il centrocampista ai giallorossi ma ritiene la cifra richiesta troppo alta. Infatti la Roma, come riferisce calciomercato.it, non vuole fare una minusvalenza ma ottenere dalla cessione di Pastore almeno la cifra spesa per l'acquisto.
Buffon: "Il cordone ombelicale tra la Roma, Totti e De Rossi non si spezzerà mai"
Gianluigi Buffon, ritornato alla Juventus dopo la stagione al PSG, ha parlato durante un evento allo Juventus Store di Milano. Tra gli argomenti trattati anche gli addii alla Roma di Totti e De Rossi. Questo uno stralcio delle sue parole riportato da cronachedi.it:
"È un qualcosa che dispiace, quando pensi a Roma e alla Roma la vedi rappresentata nei suoi simboli e calcisticamente parlando nessuno più di Francesco e Daniele la possono rappresentare. È chiaro che poi ci sono anche dinamiche che nessuno di noi conosce e sulla base di queste vengono prese certe decisioni. Ma io credo che il cordone ombelicale come è stato anche per me con la Juventus non si spezzerà mai".
Veretout chiederà alla Fiorentina di non andare in ritiro. La Roma non molla la presa (foto)
La Roma ed il Milan continuano a darsi battaglia a colpi di offerte per arrivare a Veretout. Il centrocampista, come riferito su Twitter dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe comunicato alla Fiorentina la decisione di non prendere parte al ritiro (inzierà il 6 luglio) per motivi personali. Un indizio che potrebbero far trasparire la volontà del giocatore di lasciare la Toscana.
Intanto l'offerta della Roma (18 milioni di euro) è ancora la più alta rispetto a quella del Milan. I rossoneri, infatti, sono fermi a 13 milioni più un giocatore tra Biglia e Laxalt; ma intanto stanno chiudendo per Bennacer dell'Empoli. Defilato il Napoli, che segue la situazione e potrebbe offrire alla Fiorentina soldi più Ounas.
#Veretout chiederà alla #Fiorentina di non andare in ritiro per motivi personali. L’ultima offerta #Milan (che prenderà un altro centrocampista) è 13 milioni più #Biglia. La #Roma in attesa. Il #Napoli resta in stand-by
— Alfredo Pedullà (@AlfredoPedulla) 4 luglio 2019
Martedì il tecnico Fonseca si presenterà ai nuovi tifosi
Dopo Gianluca Petrachi, toccherà al mister Fonseca presentarsi ai nuovi tifosi. La conferenza stampa del tecnico, come riferisce Sky Sport, si terrà martedì 9 luglio durante la pausa tra le due sessioni di allenamento.
Umar Sadiq al Partizan Belgrado (Foto)
Umar Sadiq è ufficialmente in forze al Patrizan Belgrado. La società lo rende noto tramite il suo profilo Twitter ufficiale:
Umar Sadik je dao prvi intervju za našu televiziju, šta je rekao o Partizanu, detinjstvu u Nigeriji, Romi, Olimpijskim igrama....pogledajte na našem sajtuhttps://t.co/JkURFww3j4 pic.twitter.com/6Srd9mPhe8
— FK Partizan (@FKPartizanBG) 4 luglio 2019
Conferenza stampa, Petrachi: "Cercherò di raggiungere obiettivi importanti. Io vado per una squadra giovane"
Gianluca Petrachi e Guido Fienga hanno tenuto la conferenza stampa.
In occasione dell'insediamento del nuovo direttore sportivo, si è svolto a Trigoria l'incontro con i giornalisti.
Il CEO della Roma esordisce così:
"Siamo molto contenti di presentare il nostro nuovo direttore sportivo, è stato un corteggiamento breve, anche se abbastanza intenso. Finalmente Gianluca può operativamente lavorare con noi, dal primo luglio in carica. Ho avuto modo di confrontarmi con lui e devo dire che i primi giorni sono parecchio soddisfacenti per il feeling avuto con tutta la struttura Roma. Entriamo nella fase calda del mercato, lascio la parola a lui con grandissima soddisfazione, da qui in poi lascio a lui la guida per tutte le operazioni sportive di questa società".
Petrachi è entusiasta del suo nuovo incarico:
"Sono molto onorato di essere arrivato qui alla Roma, voglio ringraziare tutto il popolo granata che mi ha sostenuto in questi dieci anni di lavoro. Ci tenevo a farlo perché da oggi per me parte una nuova sfida ed ho l'ambizione di poter far bene".
Quali sono le sue prime impressioni dell'ambiente Roma?
"Il centro sportivo lo conoscevo già perché una delle mie primissime trattative quando ero ds del Pisa le ho fatte qui a Trigoria. È un ambiente che già conosco, si sta rifacendo il look e credo che dia la dimensione di questa società".
Come vi rapporterete in questa fase di calciomercato con mister Fonseca?
"Sono stato molto colpito da Paulo Fonseca. Lo seguivo negli ultimi anni perché c’era un giocatore dello Shakhtar che volevo portare al Torino e ho visto giocare bene la sua squadra. In queste tre partite ho avuto la dimensione dell’allenatore: si vedeva una squadra corta, aggressiva, recupero di palla immediato. Una mentalità che adoro e amo. Siccome ho fatto il calciatore, seppur non di grandissimo prestigio, ma con qualche presenza in Serie A, ma se avessi avuto un allenatore come Fonseca la mia carriera poteva essere diversa. E’ un allenatore che dà dettami tattici precisi senza essere integralista, uno elastico e molto attento ai giocatori che ha e questa voglia e determinazione mi ha stregato. Credo che Fonseca possa dare a tutti i tifosi della Roma un’identità ben precisa di come la squadra giochi la domenica. Mi auguro che la gente dalle prime partite capirà ciò che sto dicendo. Ci vorrà tempo, non sarà facile, però sono molto ottimista in Fonseca. Abbiamo idee chiare, ci confrontiamo spesso e abbiamo le stesse idee di calcio e questo è fondamentale in un rapporto tra allenatore e direttore affinché tutto possa funzionare bene".
Quali sono le strategie di mercato per alzare l'asticella?
"Bisogna essere realisti. Questo è l'anno zero per la Roma, un club che deve ripartire con dei valori e con la consapevolezza di avere giocatori con qualità morali. Niente giocatori con la pancia piena, che vengono qui solo per soldi, scelgo uomini e non giocatori. Per alzare il livello serve questo tipo di caratteristiche. Leggo di pseudo rifiuti, ma Roma non è una succursale, chi arriva deve averne la voglia. Guardate Spinazzola, il suo entusiasmo col quale si è presentato. Serve gente con quel tipo di entusiasmo che gli scorsi anni è venuto meno. Il tifoso si deve identificare nella squadra, è questo il mio messaggio che darò allo spogliatoio".
Capitolo centravanti, cosa faranno Dzeko e Schick in futuro?
"Non accettiamo ricatti, non trattengo nessuno con la forza. Allo stesso tempo non mi piace essere preso per la gola. Non mi piace sapere che un mio giocatore abbia preso accordi con un'altra società che già di per sé è scorretto. Nessun giocatore è il padrone in questa casa, la Roma non si farà strozzare da nessuno. Cercheremo di fare le migliori scelte, le prime soluzioni trovate hanno già un senso logico. Abbiamo preso Diawara, un giocatore che rappresenta un profilo giusto con voglia ed entusiasmo. Ieri mi ha chiamato dicendomi che è disposto a non fare neanche un giorno di vacanza per cominciare con la Roma. È questa la caratteristica che cerco nei miei giocatori".
Higuain è un profilo adatto?
"Chi discute Higuain è un pazzo, è logico che possa fare comodo a questa Roma se partisse Dzeko. Deve essere il primo a crederci qualora si aprisse qualcosa con la Juve. Sto lavorando per portare questo tipo di giocatori, cerco motivazioni anche in questo tipo di campioni. Per ritrovare il vero Higuain serve la Roma, potrebbe ripercorrere le orme del suo connazionale Batistuta, ma queste sono cose di mercato che vanno valutate più avanti. Mi piace pensare però che Dzeko sia l'attaccante della Roma, che venga in ritiro con la consapevolezza che qui le cose stanno cambiando. Se vuole andare via, all'Inter, serve un'offerta adeguata".
Su Barella e il budget di mercato?
"Non sono abituato a lavorare con un budget. Dobbiamo lavorare con giovani che hanno voglia, ci sarà da aspettare qualcuno con pazienza e consapevolezza. Oggi ho dato qualche parametro su giocatori che vorrei prendere e nessuno mi ha mai detto di no, anzi. Tutto ciò che faccio è condividere con gli allenatori l'ingaggio di un giocatore. Sto lavorando oggi stesso per chiudere e ingaggiare un giocatore. Su Barella sono state dette tante inesattezze. Il giocatore era molto contento di venire alla Roma, dopo un accordo precedente tra le due società. Nell'intermezzo dopo l'addio di Monchi si sono perse per strada le ipotesi di mercato e si è perso tempo. Si è inserita l'Inter, ha fatto la sua proposta al Cagliari e al giocatore. Conte lo ha chiamato personalmente, su questo il mister è molto bravo. Non riteneva la Roma al livello dell'Inter, ci sta che abbia scelto la meta della Champions. Non ho mai chiamato Barella, ma ha scelto l'Inter. O Barella chiama Petrachi che ci ripensa, a quel punto si può parlare, ma per me oggi è un capitolo chiuso, perché strappare un giocatore che ha dentro altre ambizioni significa sbagliare. Col dio denaro non si comprano giocatori, deve avere motivazioni di venire alla Roma".
Si discute molto della figura di Baldini, ha parlato col consulente?
"Sono stato contattato da Franco Baldini, rimane un consulente del presidente e come tale gli ha proposto dei direttori sportivi. Credo abbia stima del sottoscritto, con lui e col presidente sono stato chiaro. Non transigo su un discorso di scelte, condivise da un punto di vista economico se posso o non posso fare un investimento. Per quanto riguarda la scelta tecnica invece resta mia e di responsabilità mia. Il presidente Cairo, al dì là delle ultime discrepanze, non mi ha mai imposto nulla. Non sarà Franco Baldini a dirmi cosa devo fare o a condizionarmi. Ho posto le mie condizioni, Baldini può essere una risorsa, sa le mie difficoltà e problematiche avendo ricoperto in passato il mio stesso ruolo".
Ha parlato con Zaniolo di rinnovo? Ha entusiasmo nel rimanere?
"Ha fatto un finale di campionato non all'altezza delle sue possibilità. Credo sia già uscito dai parametri di un giovane. La società vuole adeguargli il contratto, lo vuole portare a cifre da giocatore importante. Ma qui si tende a far diventare dei miti chi ha sole 15 presenze in Serie A. Mi piacciono le cose concrete, ma serve umiltà e lavoro per diventare un top. Dobbiamo farlo restare coi piedi per terra, a questa età si fa presto a perdere la testa. Nell'ultimo periodo ha smarrito un po' di questi concetti e la prima chiacchierata che farò con lui gli farò capire dove migliorare e che ancora non ha fatto nulla".
Lei viene qui per vincere scudetti di bilanci o qualche trofeo?
"L'ambizione fa parte della mia vita e le sfide mi appassionano. In tanti mi hanno chiesto chi me lo facesse fare a venire qui, gli ho risposto che questo vale il prezzo della vita professionale. Cercherò in tutti i modi di raggiungere obiettivi importanti. Non posso dire che alzerò un trofeo, bisogna ricostruire e mettere delle fondamenta per rendere questa squadra vincente. Sono concreto, voglio i fatti, non faccio proclami. Al momento c'è solo da lavorare".
C'è un intoccabile in questa Roma? Vicenda El Shaarawy, rinnovo o cessione?
"Il mister mi ha dato delle indicazioni che ovviamente non svelerò. Ci sono dei giocatori su cui puntiamo. El Shaarawy mi piacerebbe restasse, ho sentito l'entourage, da parte della società c'è la volontà di rinnovare il contratto. Qui però bisogna capire che non possiamo strafare, a tutto c'è un limite. Merita un buon rinnovo, ma non posso competere con i soldi della Cina. Se vuole rimanere posso accontentarlo, ma se vuole andare perché lì gli danno più soldi non trattengo nessuno".
Ci spiega cosa ha trovato Conte all'Inter che non c'è qui a Roma?
"Antonio lo conosco da più di trent'anni. Vuole vincere immediatamente, è entrato in una dimensione che il secondo posto è una sconfitta. Ha visto l'Inter come una squadra che ha qualcosa in più per l'organico e per ambire allo scudetto. Sicuramente qualche piccola ragione ce l'avrà, magari sul fatto che qui bisogna un po' ricostruire i perni sul quale improntare le prossime stagioni, però gli ho detto che vincere la sfida a Roma poteva valere i cinque scudetti alla Juve o all'Inter. Non sono stato lì a pregarlo o a convincerlo, ho cercato di fargli capire che potevamo tornare a correre insieme. Sono stato il primo a credere in lui, gli ho dato una prima panchina. Ma Antonio non guarda in faccia nessuno quando si tratta di vincere. Sono passionale e professionale, voglio respirare il popolo, abitare in centro, per dare ai giocatori il senso di questo club. Il fatto che Antonio abbia fatto altre scelte mi è dispiaciuto, ma Fonseca può essere una bella sorpresa, è una scelta che mi dà tanta forza".
Ha parlato con Totti in questi mesi? Esistono delle possibilità per il ritorno di Strootman?
"Mi è dispiaciuto per Totti, rimane il simbolo di questa città. Il suo senso di appartenenza è grandioso, mi sarebbe piaciuto averlo accanto. Lo conosco bene, mi dispiace, è un ottimo ragazzo. Da avversario mi ha sempre fatto rosicare (ride, ndr), poteva essere un valore aggiunto per me. Qualora un giorno volesse tornare sono pronto ad accoglierlo. Strootman? In questo momento si dicono tante cose, ci sono dei giocatori che devono uscire e si fanno tante valutazioni".
La situazione di Florenzi?
"Non ho parlato con nessuno dei giocatori, se non con Kolarov che mi ha cercato più volte. Florenzi è il capitano, il suo senso di appartenenza deve essere in ognuno di loro. Io mi lego a questi giocatori, li faccio miei quelli che mi fanno capire coi fatti cosa stiamo vivendo. Florenzi è romano, può dare la vita. Non si fanno proclami, ma con quello che si fa in mezzo al campo. Dare la vita per la Roma. Esiste solo la Roma, se qualcuno fa il furbo e il fenomeno non avrà vita lunga".
Un commento su De Rossi?
"Mi dispiace abbia scelto di smettere o di continuare altrove, magari più avanti lo vedremo allenare la Roma".
C'è del rammarico per non avere De Rossi nello spogliatoio? Mauro Icardi un nome da fantamercato?
"Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, oggi bisogna guardare avanti. Dovviamo basarci su quello che andremo a fare, identificarsi in una squadra che sta nascendo con un coraggio diverso. Bisogna avere la forza di giocare a calcio. Icardi è un ottimo attaccante, un giocatore forte con delle problematiche all'Inter. Non so cosa faranno, non rispondo a queste domande esplicite perché mi ritengo molto omertoso".
La sua filosofia per gli acquisti o cessioni?
"Le grandi squadra si possono costruire con giocatori di esperienza e giovani. Mi piacerebbe inserire qualche giocatore con esperienza perché ti aiuta a far crescere il giovane, quindi bisogna creare il mix giusto secondo me. Prevalentemente io vado per una squadra giovane, di gamba, di forza, perché la nuova generazione parla anche di un calcio fisico e meno di qualità. Io cerco di impostare una squadra che abbia struttura e fisicità. Dico anche che l’idea tattica è quello che fa la differenza: abbiamo visto tutti cosa ha fatto l’Ajax, perché sapeva cosa doveva fare e aveva il coraggio di andare a Torino allo Stadium e giocare a calcio. Io credo che il gap tecnico che Conte ritiene ci sia possa essere anche colmato con la forza tattica".
Ti piace di più una Roma di sciabola e di fioretto?
"Non puoi scegliere, entrambe le cose servono in determinati momenti della gara. È un binomio che va unito, amo un calcio offensivo, con recupero di palla immediato su cui Fonseca mi ha stregato. Un calcio codificato, in cui ogni singolo giocatore sa cosa deve fare. I tifosi devono rendersi conto che questa Roma ha una sua identità di calcio".
La Roma augura buona festa del 4 luglio ai suoi tifosi americani
Il 4 luglio ricorre la festa dell'indipendenza americana. In vista di tale occasione la Roma, attraverso i propri canali social, non poteva non fare gli auguri ai suoi supporters d'oltreoceano. “Felice Indipendence Day a tutti i nostri fan americani che oggi stanno festeggiando in giro per il mondo” scrive il club giallorosso che aggiunge: “Ci di spiacere non essere qui quest’anno, ma non vediamo l’ora di rivedervi presto”. I capitolini, infatti, hanno dovuto rinunciare alla tournée visti i preliminari di Europa League inizialmente in programma il 25 luglio.
Continua il pressing dello Shanghai Shenhua per El Shaarawy
Lo Shanghai Shenhua continua il suo pressing per portare in Cina l'attaccante Stephen El Shaarawy. Il club del grande paese asiatico, infatti, per convincere il Faraone giallorosso ha presentato un nuova offerta pari a 20 milioni di euro (15 più 5 di bonus), ma i giallorossi vogliono 20 milioni più bonus. Al giocatore, invece, sarebbe stato offerto un triennale da 16 milioni netti all’anno. A riportarlo è il giornalista della Gazzetta dello Sport Nicolò Schira tramite il suo profilo Twitter.
Nela: " La madre e il padre di Zaniolo non devono più parlare. Lui deve rimanere umile"
Sebino Nela, storico giocatore della Roma del secondo scudetto, ha voluto dire la sua sulla questione riguardante Nicolò Zaniolo. L'ex difensore giallorosso, intervenuto su TMW Radio nel corso della trasmissione Maracanà, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: " La madre e il padre non devono più parlare. Lui dovrebbe rimanere umile, essere il meno possibile al centro dei riflettori e lavorare tanto. Dovrebbe rimanere alla Roma per crescere e maturare".