Dopo 14 anni in giallorosso Luca Franceschi se ne va
IL TEMPO - AUSTINI - Una storia professionale lunga 14 anni. È quella che ha legato il preparatore atletico Luca Franceschi alla Roma. A Trigoria era ormai di casa e si è occupato principalmente del recupero degli infortunati, passando dai due gravi stop di Totti fino alle ginocchia di Strootman e Rudiger. Arrivato a Trigoria nel 2005 con Spalletti, poi ha lavorato con tutti i suoi successori fino al Ranieri-bis e ora saluta il club giallorosso tra ricordi e rimpianti: solo pochi giorni fa i dirigenti gli hanno comunicato che il suo contratto non sarebbe stato rinnovato. Aspettando nuove offerte intanto saluta col garbo che lo ha sempre contraddistinto: «Con emozione e dispiacere - racconta - il mio tempo nella Roma è arrivato alla fine. Un abbraccio a tutti, faccio un grande in bocca al lupo alla squadra della città eterna. Viva il lupo!».
Nel nuovo staff di Fonseca, oltre ai due preparatori portati dal tecnico (Romano e Moreira), restano Maurizio Fanchini arrivato da Mapei con Di Francesco, lo storico Manrico Ferrari e Marco Barbato salito lo scorso anno dalla Primavera. Portieri ancora a Marco Savorani, Massimo Manara entra nello staff medico coordinato daAndrea Causarano con Vincenzo Costa confermato, Massimiliano Greco è il nuovo fisioterapista.
Per la difesa rispunta Nkoulou
IL TEMPO - BIAFORA - Petrachi è al lavoro per regalare un paio d'acquisti a Fonseca entro i prossimi giorni e sta inoltre preparando l'affondo per Mancini e Nkoulou, mantenendo sempre viva la pista Higuain.Per il Pipita c'è un accordo di massima con la Juventus per un prestito con diritto di riscatto e il ds della Roma, in coppia con Paratici, sta lavorando ai fianchi dell'argentino per convincerlo a spalmare il contratto con i bianconeri (a cui ha chiesto una buonuscita) ed accettare poi il corteggiamento dei giallorossi.
Gli altri nomi caldi sul taccuino di Petrachi sono il portiere Pau Lopez e soprattutto i due difensori centrali, visto che anche Marcano è in uscita ed è stato richiesto in prestito dal Porto. Per Mancini va trovata la quadra sui bonus e sulla formula con l'Atalanta, mentre per Nkoulou il Torino vuole ben 30 milioni di euro. Il camerunense, da tempo nelle mire giallorosse, in granata percepisce poco più di un milione: l'ingaggio non rappresenta un ostacolo per la Roma, disposta ad andare oltre il raddoppio, più difficile ottenere sconti da Cairo. Intanto il Milan, ad un passo da Bennacer, sembra essersi tirato fuori dalla corsa per Veretout, che sta spingendo con la Fiorentina per non andare in ritiro per motivi personali, il tutto qualche ora dopo la conferenza di Pradè: «Jordan ha chiesto di essere ceduto, ma noi non vogliamo contropartite tecniche». La Roma mantiene una posizione d'attesa, intenzionata a non svenarsi. Va avanti il tira e molla con lo Shanghai per El Shaarawy, mentre Zaniolo è atteso in ritiro il 22 luglio. Le parole di Petrachi sono state accolte positivamente dal ragazzo, che gradisce le critiche costruttive.
Petrachi: “Voglio una Roma di uomini”
IL TEMPO - BIAFORA - L'anno zero. Per Petrachi non sarà un compito semplice risollevare la Roma dopo il sesto posto, ma alla base della conferenza di presentazione ci sono concetti semplici e concreti che ispirano fiducia, soprattutto per l'onestà nel non promettere facili trionfi ai tifosi..
Che impressione le ha fatto Fonseca?
«Sono stato molto colpito dal suo Shakhtar, vedevo un'idea di gioco, una squadra corta, aggressiva, recupero di palla immediato. Una mentalità che adoro e amo. Dà dettami tattici precisi senza essere integralista. Ci vorrà tempo, però son molto ottimista, abbiamo le stesse idee di calcio».
Come si alza l'asticella?
«La Roma è all'anno zero e deve ripartire con dei valori e dei principi. Scelgo prima gli uomini, poi i calciatori. Chi viene qua deve farlo con voglia. Porterò disciplina e senso di appartenenza, che lo scorso anno è mancato. Voglio gente che corra per 90 minuti e il tifoso deve identificarsi nella squadra. Non posso dire alzo un trofeo, sarebbe da stupido, bisogna ricostruire e cercare di rendere questa squadra vincente. Non amo le chiacchiere. Sto già lavorando per prendere un calciatore oggi stesso, non so se ci riuscirò ma vediamo, non dico il nome».
Dzeko?
«Nessuno può decidere di andar via e ci ricatta, non mi piace essere preso per la gola. Se vuole andare l'Inter ci deve pagare bene, perché ci deve permettere di andare sul mercato e avere i soldi in tasca per il sostituto».
Su Manolas non c'è stato margine?
«Voleva andarsene e ho detto a Raiola che mi dovevano pagare la clausola, altrimenti il giocatore restava».
Diawara ha raccolto la sfida della Roma?
«È pronto a non fare le vacanze per venire in ritiro».
Higuain potrebbe essere il colpo dell'estate?
«Chi lo discute è un pazzo, potrebbe farci comodo qualora Dzeko andasse via. Il primo a crederci dovrebbe essere lui. Per ritrovare il vero Higuain non c'è soluzione migliore della Roma, potrebbe seguire le orme di Batistuta».
Com'è andata la questione Barella?
«Il procuratore ha parlato con la Roma prima di me ed avevano raggiunto un accordo. Era contento di venire, poi si è perso tempo. È il Cagliari che ci ha cercato dicendo che l'Inter stava traccheggiando. Giulini vorrebbe darlo a noi, ma il giocatore ha scelto l'Inter. O Barella mi chiama e dice che vuole venire e che ci ha ripensato, o per me è un capitolo chiuso».
Come si pone rispetto all'«eminenza grigia» Baldini?
«Lui mi ha proposto a Pallotta. Non sarà Baldini a condizionarmi o dirmi che devo fare, Franco può essere una risorsa».
Qui ha trovato molti giovani interessanti: uno su tutti Zaniolo?
«Ha avuto un exploit importante, ma un finale di stagione non all'altezza. È uscito un po' fuori dai parametri. Ha le qualità per diventare un top. Le cazzate a 20 anni le fanno tutti, ma deve capire che deve migliorare e che ancora non ha fatto nulla. Un contratto ce l'ha e la società vorrà adeguarglielo perché è un calciatore importante».
Come finisce con El Shaarawy?
«Vorrei che restasse e ho la volontà di rinnovargli il contratto a cifre adeguate, ma non bisogna strafare. Non posso competere con i soldi della Cina. Se vuole rimanere cercherò di accontentarlo, lo merita. Anche se non tengo nessuno con la forza».
Perché Conte non l'ha seguita?
«Vuole vincere immediatamente, arrivare secondo è una sconfitta per Antonio. Gli avevo detto che vincere la sfida qui poteva valere i 5 scudetti con la Juventus o l'Inter. Non sono stato li a pregarlo o convincerlo. Mi sarebbe piaciuto fosse venuto qui da noi, ma credo che Fonseca può essere una sorpresa per voi e per noi, non tutto viene per caso».
È arrivato a Roma e non ha trovato Totti?
«Mi è dispiaciuto per le sue dimissioni, rimane la bandiera. Mi sarebbe piaciuto averlo accanto. Qualora volesse tornare sono pronto ad accoglierlo».
Ha parlato con Florenzi?
«Ho sentito solo Kolarov. Florenzi rappresenta ed è il capitano. Io mi lego a quelli che hanno il senso di appartenenza, non a chiacchiere, con i fatti. Non è il caso di Florenzi, lui per la Roma può dare la vita. Se vedo qualcuno che fa il furbo ed il fenomeno non avrà vita lunga qui».
Ok, prezzo giusto: è fatta per Lopez
LEGGO - BALZANI - Petrachi lo ha annunciato (senza fare nomi) in conferenza, e dopo qualche minuto è arrivata la chiusura. Il prossimo portiere della Roma sarà Pau Lopez, lo spagnolo del Betis Siviglia che ha impressionato Fonseca soprattutto per la sua abilità nel giocare coi piedi. L’affare è stato chiuso dopo una trattativa durata un paio di settimane. Lopez, che prenderà il posto di Olsen, arriva per un totale di 20 milioni più la cessione del 50% sulla futura rivendita di Sanabria. Un affare da 25 milioni per il 24enne di Girona che ha superato la concorrenza di Perin. Il portiere è atteso già il 9 luglio al raduno della Roma mentre Fonseca sbarcherà oggi nella capitale dopo le vacanze.
In dirittura d’arrivo pure Mancini dall’Atalanta mentre c’è ancora distanza per Veretout. In uscita si tratta con lo Shanghai per El Shaarawy (distanza di 5 milioni) mentre in caso di partenza di Zaniolo si punta su Fekir del Lione.
Il diesse di ferro: “Higuain, il nostro Batistuta”
LEGGO - BALZANI - Faccia dura e messaggi chiari, incontrovertibili. Gianluca Petrachi, nuovo ds della Roma, cancella i sofismi di Sabatini e gli slogan di Monchi con una conferenza stampa aspra, battagliera.
SOGNO HIGUAIN - «Chi lo discute è pazzo. Potrebbe far comodo qualora Dzeko andasse via, ma le motivazioni contano moltissimo. Se si aprisse qualcosa con la Juve, deve essere lui a crederci. Per ritrovarlo il vero Higuain non ci sarebbe niente di meglio della Roma, potrebbe seguire le orme di Batistuta». Un invito ufficiale per il Pipita che ieri si è mostrato più morbido a trattare.
DZEKO AND CO - «Dzeko? Non è che uno si sveglia al mattino decide di andar via, si mette d'accordo con un'altra squadra e ci ricatta. Porti il grano se vuole andare. Non ci facciamo strozzare da nessuno. Manolas pure voleva andare via». Lo stesso vale per El Shaarawy: «Ho sentito il fratello. Vogliamo rinnovarlo, ma non bisogna strafare. Non posso competere con i cinesi».
MOTIVAZIONI - «Bisogna essere realisti, oggi è l'anno zero. È una squadra che deve ripartire portando giocatori che abbiano qualità morali e non la pancia piena o che pensino al dio denaro. L'esempio è Spinazzola che ha lasciato la Juve o Diawara che non farà un giorno di vacanza. Sono molto ambizioso. Fare il ds alla Roma vale il prezzo della vita professionale. Non posso dire alzo un trofeo, sarebbe da stupidi. Qui bisogna ricostruire».
ZANIOLO - «Il contratto ce l'ha, la società vorrà adeguarglielo. Qua però si fa presto a creare dei miti. Se ha le qualità sarà il fiore all'occhiello, ma deve stare con i piedi per terra perché a questa età si fa presto a perdere il senso della ragione. Nell'ultimo periodo ha smarrito questi concetti. Le cazzate le abbiamo fatte tutti a 20 anni, l'importante è che capisca che ancora non ha fatto nulla».
BALDINI - «Mi ha scelto lui, ma sono io che prendo le decisioni tecniche e su questo non transigo. Non sarà Baldini a dirmi chi prendere. Per me può essere una risorsa se fa il consulente. Se non dovesse andare così io me ne vado».
CONTE E FONSECA - Stoccate anche all'amico Conte. «Antonio lo conosco da 30 anni, ma lui per per vincere non guarda in faccia nemmeno ai fratelli. Ritiene che l'Inter è più pronta, e avrà le sue ragioni. gli ho detto che vincere la sfida a Roma non è paragonabile ai 5 scudetti con Juve o Inter. Non sono stato lì a pregarlo. Ora mi fido di Fonseca, l'ho scelto dopo aver visto alcune partite dello Shakhtar. Gioca corto, aggressivo ma non è un integralista. Darà identità».
BARELLA - «Prima che arrivassi, l'agente è venuto tante volte qua. Era contento di venire alla Roma, poi lo ha chiamato Conte che è bravo a motivare. E ci sta che il giocatore voglia giocare la Champions. Io non ho mai cercato Barella. È il Cagliari che ha cercato la Roma. Per me è un capitalo chiuso, se ci ripensa ne parliamo».
TOTTI E DE ROSSI - «Mi sarebbe piaciuto avere accanto Francesco e se un giorno volesse tornare sono pronto ad accoglierlo. Daniele magari un giorno sarà il nostro l'allenatore».
Chiarezza e regole, la ripartenza è ok
IL MESSAGGERO - TRANI - Gianluca Petrachi evita di sorridere. Quando accade, durante la sua corposa presentazione, è per educazione. La partenza è di forte impatto, bisogna riconoscerglielo. Si è calato alla perfezione nella realtà giallorossa. Meglio di chi l’ha preceduto, recentemente e in passato. Sulla Roma di questi tempi non c’è da scherzare. Non se lo può più permettere nessuno, dentro e fuori Trigoria. Il nuovo ds ha annunciato che sarà l’anno zero. Così ha proposto gli ingredienti migliori per dare sapore alla stagione che verrà. Ha usato la dose di sufficiente sincerità per spiegare il suo lavoro. E l’ha unita a quella più robusta della necessaria determinazione per svelare il suo metodo. «Non guardo in faccia nessuno», concetto che ha utilizzato, durante la conferenza stampa, solo per il suo amico Antonio Conte. Oggi sono distanti, ma restano uno accanto all’altro, cioè sempre vicini e coerenti, nel comportamento. Loro trattano ogni interlocutore allo stesso modo. Non solo l’avversario, anche chi li accompagna nella vita quotidiana. Accettano solo gente affamata. Non di euro. Di successo. Ecco che impongono la Regola. Una. Ampia, però. Dentro c’è il rispetto, la disciplina, la fatica, l’ambizione e il senso d’appartenenza.
Sono i mattoni per la ricostruzione della Roma. Li ha messi in piazza (e per la piazza) Petrachi che si è preso la responsabilità di voltare pagina. Non ha fatto il fanatico, sentendosi il migliore prima di scendere in campo. Non ha promesso il trofeo, piccolo o grande che sia, assente dalla bacheca giallorossa da 11 anni. Ha garantito qualcosa di più significativo. Sarà lui, in pubblico e in privato, a difendere la Roma, lasciata sola da chi non è riuscito ultimamente a governarla, scambiando spesso il ponentino con la tempesta (e viceversa). Muso duro del ds davanti ai giocatori di oggi e di domani. Stesso atteggiamento con procuratori e ovviamente club. Stop a ricatti e furbate. La missione non è impossibile. Ma solo perché qui finalmente è arrivato chi non accetta di farsi prendere a schiaffi da chiunque passi per Trigoria.
Pellegrini, la scelta di restare e il rinnovo che verrà
IL MESSAGGERO - TRANI - La priorità di Petrachi, giocatori e procuratori sono stati avvisati anche in pubblico, è il rafforzamento della rosa e non il possibile adeguamento di stipendio o il semplice rinnovo di chi è già sotto contratto. Non c’è alcuna urgenza e Zaniolo, anche per il trattamento che gli è stato riservato dal ds nella conferenza stampa, non sarà certo il primo calciatore ad essere accontentato. Anzi, rischia di doversi mettere in coda. Se non andrà in Cina, sarà chiamato prima El Shaarawy (e ovviamente trattato alle condizioni della Roma, secondo le nuove linee guida di Petrachi). E, sempre prima di Zaniolo, potrebbe essere convocato Pellegrini, vincolato fino al 30/6/2022. Lorenzo ha detto no all’Inter anche all’inizio della settimana, tranquillizzando indirettamente proprio il ds. Che sta pensando di premiare il suo senso di appartenenza. L’obiettivo, oltre che migliorare l’ingaggio, è cambiare la clausola: quei 30 milioni sono invitanti per gli altri club e rischiosi per la Roma.
Roma, ecco il piano per avere il Pipita
IL MESSAGGERO - Gianluca Petrachi ha tracciato la linea che la Roma seguirà sul mercato nei prossimi mesi: il nuovo direttore sportivo ha un'idea di calcio che vuole portare a Trigoria fatta anche di grandi colpi come quello di Gonzalo Higuain. Da ieri è certificato che l'attaccante è un obiettivo dei giallorossi, le parole del dirigente sono state un messaggio chiaro da recapitare al fratello procuratore non ancora convinto della Capitale. La Roma, però, non ha fretta perché quella del centravanti è una trattativa che si può chiudere anche verso la fine di luglio, sicuramente dopo aver ceduto Dzeko all'Inter (ieri si è scattato un selfie in costume con Perisic): Petrachi chiede 20 milioni, l'offerta dei nerazzurri è di 10-12. Quando il bosniaco si stabilirà a Milano, allora partirà l'attacco a Higuain (a Fonseca piace più di Icardi) che con la Juventus ha un contratto fino al 2021 a 6,5 milioni netti a stagione. Le strade per portare l'argentino all'ombra del Colosseo sono due: pagare il cartellino 36 milioni (è la cifra grazie alla quale i bianconeri non farebbero una minusvaleza), oppure convincere Paratici ad accettare il prestito di 12 milioni. Un'operazione, nel secondo caso, fattibile a patto che la Juve paghi una parte dello stipendio che supera - anche se di poco - quello attualmente percepito da Dzeko (11 lordi contro 13).
IL NUMERO UNO - C'è una terza via ed è quella che coinvolgerebbe nell'affare Zaniolo, ancora in attesa di una chiamata dal club per il rinnovo del contratto fermo a 600 mila euro. Restando in attacco, lo Shanghai Shenhua si è rifatto sotto per El Shaarawy proponendo alla Roma 15 milioni più 5 di bonus, un valore troppo basso per il club che vorrebbe una base fissa di 20 milioni. Al Faraone, invece, andrebbero 16 milioni netti a stagione, se dovesse accettare c'è pronto Brahimiclasse '90 ex Porto che arriverebbe a zero perché svincolato. Se l'attaccante è la questione che sta più a cuore ai tifosi, nell'immediato Petrachi deve pensare anche a porta, difesa e centrocampo. Nelle intenzioni del ds c'è quella di portare Pau Lopez a Trigoria in tempo per l'inizio del ritiro (è lui il giocatore a cui si riferiva ieri Petrachi): c'è già l'ok del portiere spagnolo. Al Betis andranno 20 milioni più il 50 per cento sulla futura cessione di Sanabria. Pau Lopez, invece, firmerà un quadriennale da circa 2 milioni a stagione.
INTRIGO VERETOUT - Il centrale che affiancherà Fazio si chiama Gianluca Mancini, il suo arrivo, però, non è imminente visto che l'Atalanta lo valuta 25 milioni e la Roma non ha intenzione di salire sopra i 20. Restando in difesa, Franco Baldini ha proposto Alderweireld del Tottenham in scadenza nel 2020, la cifra offerta è di 10 milioni ed è più bassa rispetto a quella richiesta dal Betis per Bartra (15-20 milioni). Nuovo tentativo pure per Nkoulou del Torino. Capitolo Veretout: il centrocampista avrebbe chiesto di non andare in ritiro, la Roma ha superato l'offerta del Napoli (18 milioni alla Fiorentina, 3 di stipendio al giocatore), ma il Milan ha messo sul piatto le contropartite di Biglia, Borini o Laxalt più 13 milioni.
L’amaro del capo
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Il signor Gianluca Petrachi si presenta a Trigoria. Quasi con la voce di Antonio Conte, suo amico e salentino come lui, che ha scelto un'altra strada. Non ride quasi mai, in effetti non c'era nulla da ridere, ha lo sguardo severo e si definisce un «direttore sportivo da campo». Sostiene che non parlerà con i giornalisti («sono omertoso»), e qui otterrà facili consensi dai tifosi, che vengono definiti tra i migliori, «quelli che ti fanno venire la pelle d'oca anche da avversario». Di cose ne dice, con molta sincerità. La sensazione è che il suo ingresso non sia proprio da definire in punta di piedi. Non sembra un timorato, uno che si fa travolgere dall'immenso nome di Roma o da proclami di vittorie. Sembra a suo agio, nel dire (lo abbiamo ascoltato) e nel fare (lo scopriremo, e qualcosa già abbiamo scoperto). Petrachi entra dalla porta principale, non bussa, irrompe e sistema in ordine sparso: Dzeko, Baldini, Barella, El Shaarawy, Zaniolo, poi via via tocca tutti, da Florenzi a Higuain, fino a Icardi. Segna il territorio: «Fienga è il mio unico referente». Punto. Chiarisce la posizione di Baldini e la sua posizione da consigliere del presidente: «Lui mi ha proposto, ma sono stato chiaro: non transigo sulle scelte. La società mi deve dire possiamo o non possiamo fare questa spesa, ma sul discorso tecnico sono io a prendere la decisione e la responsabilità degli acquisti, non ho un budget. Non sarà Franco Baldini a condizionarmi. Lui può essere una risorsa. Serve collaborazione: se non dovesse andare così non sarò più seduto su questa sedia». Carattere.
IL DECISIONISTA - Qui il campanello d'allarme inevitabilmente suona, visti i precedenti. A meno che non sia davvero cambiata la situazione e questo non può che essere auspicabile. Petrachi, così a guardarlo, non sembra uno che accetta compromessi. Ma uno, forse, l'ha già dovuto accettare, quando ha parlato di Fonseca, del quale ama il gioco «codificato e offensivo». Quindi, ok a Fonseca che, a suo dire, ci stupirà. Ben diverso il portoghese dal suo amico Conte, che ha provato a portare a Roma. Allenatori diversi tra loro. «Antonio vuole vincere subito e ha visto nell'Inter una squadra più pronta. Gli ho solo detto che farlo a Roma sarebbe stato bellissimo». E Petrachi proverà a farlo, ma non lo promette. «Bisogna essere realisti, sarei stupido se parlassi di vittorie. La Roma è all'anno zero, bisogna costruire. I miei colleghi mi dicevano: ma che vai a fare alla Roma? Mi piacciono le sfide, rispondevo. Questa è una squadra che deve ripartire con dei valori e nuovi principi. I giocatori devono avere qualità morali, non pensare solo al dio denaro o ad avere la pancia piena. Io scelgo prima gli uomini poi i calciatori. La Roma non è una succursale, chi viene a Roma deve avere entusiasmo».
LA VOCE DEL BOSS - Fa capire chiaramente che gli piace Higuain, così come Icardi, che la sua Roma dovrà ripartire dai giovani e non solo. «Un mix di gioventù ed esperienza, alla squadra serve un po' di sciabola e un po' di fioretto». Ma prima di spianare la strada a Gonzalo prepara l'uscita dirompente di Dzeko. «Non deve passare il messaggio che uno si sveglia il mattino, decide di andar via e ci ricatta. Non mi piace essere preso per la gola. Non mi interessa se un giocatore ha raggiunto un accordo con un'altra società (l'Inter, ndr), non deve pensare di stare a casa sua, non è il padrone. Diawara mi ha chiamato e mi ha detto che è pronto a non fare le vacanze per fare il ritiro. Questo è il senso di appartenenza e entusiasmo che voglio ritrovare in ogni giocatore. Higuain? Se vuole riemergere, la squadra migliore per farlo è la Roma. Qui potrebbe seguire le orme di Batistuta». Chiaro, no? Usa più o meno lo stesso tono con Barella. «Era contento di venire alla Roma, poi c'è stato l'addio di Monchi e si è perso tempo per chiudere. Si è inserita l'Inter e ha fatto la sua proposta e Conte, che è molto bravo a motivare i giocatori, lo ha chiamato. Io non ho mai cercato Barella. È il Cagliari che ha cercato la Roma dicendo che l'Inter traccheggiava. Per me era già difficile da prima: il giocatore vuole andare a Milano. Per me è un capitalo chiuso».
IL BABY D'ORO - Capitolo non chiuso con Zaniolo, sul quale versa parole non proprio dolcissime. «Ha avuto un grande exploit, ma non ha avuto un buon fine di campionato. Qui si fa presto a creare dei miti, io amo la concretezza, Nicolò ha le qualità per arrivare al top. Se le mette in mostra sarà il fiore all'occhiello, ma deve stare con i piedi per terra perché a questa età si fa presto a perdere il senso della ragione. Nell'ultimo periodo ha smarrito questi concetti, e quando tornerà ci parlerò. L'importante è che capisca che deve migliorare e che ancora non ha fatto nulla». In linea il discorso su El Shaarawy. «Mi piacerebbe se restasse, c'è la volontà di rinnovargli il contratto, poi non bisogna strafare: io non posso competere con la Cina. Se vuole restare cercherò di accontentarlo, se invece vuole andare io non lo trattengo». Infine, messaggio tutto da interpretare su Florenzi. Parole che arrivano legate al discorso sul senso di appartenenza, perso con gli addii a De Rossi e Totti. «È il capitano, il senso di appartenenza deve essere in ognuno di noi. I giocatori lo devono dimostrare con i fatti non con le chiacchiere. Ho visto giocatori che facevano un gol, baciavano la maglia e poi dicevano che non vedevano l'ora di andarsene. Per me esiste solo la Roma, se vedo che qualcuno fa il fenomeno non avrà vita lunga qui». Il territorio è tracciato. Auguri.
Boca Juniors su Pastore, ma la richiesta della Roma è troppo alta
Dopo le richieste dalla Cina, rifiutate, anche dall'Argentina si fanno vivi per Javier Pastore. Nicolas Burdisso, ex Roma ed oggi DS del Boca Juniors, ha chiesto il centrocampista ai giallorossi ma ritiene la cifra richiesta troppo alta. Infatti la Roma, come riferisce calciomercato.it, non vuole fare una minusvalenza ma ottenere dalla cessione di Pastore almeno la cifra spesa per l'acquisto.
Buffon: "Il cordone ombelicale tra la Roma, Totti e De Rossi non si spezzerà mai"
Gianluigi Buffon, ritornato alla Juventus dopo la stagione al PSG, ha parlato durante un evento allo Juventus Store di Milano. Tra gli argomenti trattati anche gli addii alla Roma di Totti e De Rossi. Questo uno stralcio delle sue parole riportato da cronachedi.it:
"È un qualcosa che dispiace, quando pensi a Roma e alla Roma la vedi rappresentata nei suoi simboli e calcisticamente parlando nessuno più di Francesco e Daniele la possono rappresentare. È chiaro che poi ci sono anche dinamiche che nessuno di noi conosce e sulla base di queste vengono prese certe decisioni. Ma io credo che il cordone ombelicale come è stato anche per me con la Juventus non si spezzerà mai".
Veretout chiederà alla Fiorentina di non andare in ritiro. La Roma non molla la presa (foto)
La Roma ed il Milan continuano a darsi battaglia a colpi di offerte per arrivare a Veretout. Il centrocampista, come riferito su Twitter dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe comunicato alla Fiorentina la decisione di non prendere parte al ritiro (inzierà il 6 luglio) per motivi personali. Un indizio che potrebbero far trasparire la volontà del giocatore di lasciare la Toscana.
Intanto l'offerta della Roma (18 milioni di euro) è ancora la più alta rispetto a quella del Milan. I rossoneri, infatti, sono fermi a 13 milioni più un giocatore tra Biglia e Laxalt; ma intanto stanno chiudendo per Bennacer dell'Empoli. Defilato il Napoli, che segue la situazione e potrebbe offrire alla Fiorentina soldi più Ounas.
#Veretout chiederà alla #Fiorentina di non andare in ritiro per motivi personali. L’ultima offerta #Milan (che prenderà un altro centrocampista) è 13 milioni più #Biglia. La #Roma in attesa. Il #Napoli resta in stand-by
— Alfredo Pedullà (@AlfredoPedulla) 4 luglio 2019