La Roma segue Lyanco. Possibile rinforzo per la difesa
Con il campionato ormai terminato, l'attenzione dei dirigenti della Roma è volta tutta al mecato in cerca di rinforzi per la rosa. Per la difesa si è fatto anche il nome di Lyanco, difensore in prestito al Bologna ma di protietà del Torino. Il brasiliano, come riferisce calciomercato.com, potrebbe arrivare alla Roma tramite il DS Petrachi. Sempre ammesso che l'ex dirigente granata approdi in giallorosso.
Di Lorenzo ad un passo dal Napoli. Beffata la Roma
Giovanni Di Lorenzo, terzino dell'Empoli, è il primo obiettivo di mercato sfumato per la Roma. Infatti, come riferisce Sportitalia, l'esterno si sarebbe già accordato con il Napoli. All'Empoli dovrebbero andare 10 milioni di euro mentre le visite mediche sono fissate per giovedì. Già domani potrebbe arrivare l'ufficialità.
Ag. Dzeko: "Non so da dove vengano queste voci. E' in vacanza, non a Instanbul"
Nella giornata di oggi si è parlato molto di Dzeko e del suo incontro con il Fenerbahce. Un incontro che l'agente del giocatore ha prontamente smentito al sito sempreinter.it: "Ho sentito anche questi rumors dalla Turchia e non so da dove vengano. E’ in vacanza adesso e non a Istanbul".
Gravina: "La VAR è uno strumento fondamentale, anche se lavoriamo per migliorarla ulteriormente"
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto al Gran Galà del Calcio durante il quale ha parlato del VAR. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: "La tecnologia è un elemento indispensabile e fondamentale del calcio, anche se ovviamente qualche piccolo errore ci può essere, ma io penso che l’attività che svolgono gli uomini che stanno al VAR sia la migliore possibile, anche se lavoriamo per migliorarla ulteriormente. Stiamo lavorando molto ai nuovi principi a livello normativo e credo che ci saranno presto buoni risultati".
Lascia un vuoto nell'identità romanista
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Due anni meno due giorni: è la distanza che separa l’ultima partita di Totti dal ciao che De Rossi riserverà oggi al «suo» Olimpico. Storie diverse. E addii diversi. Quello di Totti fu lungo e annunciato. De Rossi non è un ragazzino, certo, ma la puntata finale della sua storia giallorosa ha qualcosa di improvviso. Pim pum pam: la notizia, le parole finali, il tutto esaurito di oggi. E se Totti salutò nel giorno in cui la Roma si qualificò per la Champions, stavolta quell’obiettivo è svanito. E l’addio di De Rossi rischia di moltiplicare un senso di vuoto. Perché al di là del valore tecnico, Daniele ci ha sempre messo la faccia, immergendosi nelle delusioni più grandi, facendo da ufficiale di collegamento fra epoche calcistiche e «romanistiche» diverse. Un prezioso caposaldo di un’identità. Parola che oggi fatica a vivere nel calcio, ma di cui la gente ha sempre un imbattibile bisogno. La Roma che verrà dovrà fare i conti anche con tutto questo.
Il saluto di De Rossi: "Nessun mai vi amerà più di me"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Nel dolore del saluto, arriva il raggio di luce. Ed è quell’arrivederci con cui Daniele De Rossi ha chiuso la sua lettera d’amore, affidata ieri pomeriggio al sito della Roma per salutare un po’ tutto l’universo giallorosso. Una lettera bella, intensa e commovente. Dove Daniele inizia dalla foto che lo ritrae da bambino con la maglia della Roma, inserendo una conversazione ideale risalente ad allora ed in cui manifestava tutta la sua felicità già solo per il fatto di indossare quella casacca lì. E finisce appunto con quell’arrivederci che per tutti è più di un segnale, una promessa sacra per un ricongiungimento futuro.
Le ultime parole
In quelle righe colme di sentimento ed emozioni, De Rossi ringrazia un po’ tutti quelli che gli sono rimasti nel cuore in questo lungo viaggio giallorosso: la famiglia Sensi e il presidente Pallotta, i dipendenti di Trigoria e gli allenatori, lo staff medico e Damiano (Stefanini, ndr, il fisioterapista che la Roma ha licenziato tre mesi fa). E poi i compagni («La parte più intima del mio lavoro, la mia famiglia. La quotidianità dello spogliatoio di Trigoria sarà la cosa che mi mancherà di più»), i genitori, Ostia («Che mi ha svezzato, accompagnato e riaccolto»), la famiglia («Papà e mamma, per i valori con cui mi hanno cresciuto. E poi Gaia, Olivia, Noah e soprattutto Sarah, senza di loro sarei la metà dell’uomo che sono oggi») e i tifosi («La ragione per cui tante volte ho scelto di nuovo Roma. Questa sarà la 616 volta in cui considererò questa scelta quella giusta. Nessuno mai vi amerà più di me»). Per finire con i pensieri speciali: a Bruno Conti («Che ha visto in me qualcosa di speciale»), a Simone e Mancio (Paoletti e Mancini, gli amici del cuore), a Davide Astori («Accanto a me per tutta la vita)» ed a Francesco Totti («Ho ricevuto la fascia dalle mani di un fratello, per 16 anni mio compagno e idolo»).
La festa
E in quella lettera De Rossi invita anche i tifosi a fargli l’ultimo regalo, mettere da parte la rabbia di questi giorni e ricominciare a soffiare insieme per spingere la Roma. Regalo che la gente gli donerà stasera, quando all’Olimpico ci saranno circa 60mila persone a tributargli l’ultimo saluto. La curva Sud ha deciso di stargli accanto fino in fondo, con un comunicato in cui ha invitato tutti a tifare e basta. Per Daniele, che alla fine farà solo un giro di campo e niente più. Un soffio di contestazione verso Pallotta e la società forse ci sarà lo stesso, ma sarà un alito di vento in un uragano d’amore. Che accoglierà De Rossi con una splendida coreografia: una sua immagine gigante con la scritta DDR e migliaia di bandierine giallorosse, insieme ad uno striscione celebrativo. Esattamente come il «Grazie Danié», l’instant song lanciata su youTube dal cantante romano Brusco.
A Trigoria
Del resto, almeno in 200 hanno provato a fargli sentire l’amore romanista anche durante l’ultimo allenamento, quello di ieri pomeriggio, quando a Trigoria si sono presentati in tanti. Volevano assistere dal vivo alle sue ultime fatiche, è stato possibile solo per una ventina che sono legati a De Rossi da un rapporto particolare. Il capitano della Roma è però uscito prima dell’allenamento a fare foto ed a firmare autografi e maglie. Tra queste anche una dove non c’erano proprio delle dolci dediche per James Pallotta, che Daniele ha accettato di firmare lo stesso. Stasera, poi, si prenderà il resto. Come amore si intende. E da domani, in vacanza, inizierà a pensare al futuro. «So che Daniele sta parlando con Burdisso – ha detto Daniel Angelici, il presidente del Boca Juniors – Dipende da lui, ma se vuole fare un anno al Boca le porte sono aperte». E chissà che non finisca proprio così...
Molestie sessuali su baby giallorosso: arrestato 53enne
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Circuiva i ragazzi cercando prima il loro consenso e provando poi a plagiarli ed a convincerli che li avrebbe anche aiutati nello sviluppo della loro carriera, probabilmente anche a diventare dei piccoli grandi campioni. E una volta conquistata la loro fiducia passava alla seconda parte del suo piano, quello che prevedeva le molestie sessuali. Per questo M.G., 53 anni, venerdì scorso è finito in manette, arrestato dalla polizia con l’accusa di abuso sessuale su minori. L’uomo cercava di adescare le sue vittime soprattutto a Trigoria, all’interno del centro sportivo della Roma, tra i tanti ragazzi delle giovanili giallorosse. Allo stato attuale sembra che siano almeno tre i baby romanisti avvicinati e molestati, sempre più o meno con la stessa tecnica e la stessa dinamica. L’uomo, infatti, cercava di conquistarsi anche la fiducia delle famiglie dei ragazzi e spesso e volentieri si offriva di accompagnarli agli allenamenti e, poi, di riaccompagnarli a casa. Alcune delle molestie sarebbero avvenute proprio così, in macchina, lungo il tragitto casa-Trigoria-casa.
Arresto in flagranza
Insomma, la cosa ha ovviamente scosso l’ambiente del calcio giovanile romano ma non solo, richiamando un po’ ovunque il rischio della pedofilia a livello giovanile. Ad arrestare l’uomo sono stati gli agenti della polizia della IV sezione della Squadra Mobile, diretti da Pamela Franconieri, che lo hanno colto in flagrante in atteggiamenti inequivocabili all’interno di una macchina, al fianco di una delle giovani vittime. M.G. è un dipendente di un’azienda municipalizzata romana e avrebbe anche un soprannome poco rassicurante già di per sé («Er monnezza»). Per arrotondare o anche provare a sbarcare il lunario, da qualche anno sta provando a inserirsi nel mondo del calcio, partendo proprio dai settori giovanili. E da un po’ collabora con un agente calabrese regolarmente iscritto al registro federale degli agenti sportivi e per lui si muoveva intorno al settore giovanile giallorosso, cercando di andare a scovare giovani talenti. Per fortuna, la sua attività si è conclusa venerdì scorso, attualmente M.G. è recluso all’interno del carcere di Regina Coeli in attesa del processo per abuso sessuale nei confronti di minore. La speranza è che i ragazzi coinvolti (e con loro le rispettive famiglie) possano superare immediatamente il trauma vissuto. E che per M.G. ci sia una pena esemplare, di quelle che lasciano il segno.
Notte d'amore
IL MESSAGGERO - TRANI - È la notte di De Rossi, ma anche di Pallotta. La Sud e il pubblico l'Olimpico abbracciano il capitano, 35 anni e 616 gare in giallorosso, spinto dal presidente e dal suo consigliere personale Baldini a sfilarsi la maglia del cuore dopo il match di fine torneo contro il Parma di Gervinho. E, proprio agli artefici del divorzio improvviso, la gente dedicherà la contestazione in questa serata in cui al pianto si unirà la rabbia. Daniele avrebbe voluto giocare ancora, e a differenza di Totti uscito definitivamente di scena 2 anni fa, cerca la squadra per allungare la sua carriera. Il 18° allenatore di club non avrà, dunque, addosso i colori della sua vita. Non chiamiamolo addio, però. Nella sua lettera, pubblicata sul sito della società, avvisa il popolo che ha più amato. Arrivederci. Perché tornerà, sì che tornerà. accanto a Francesco che è ancora qui, lui da dirigente in cerca di potere più che di gloria.
TENTATIVO DISPERATO - De Rossi, con la sua fascia al braccio, chiude da titolare. I genitori in tribuna. E con loro la moglie Sarah e i suoi gioielli Gaia, Olivia e Noah che li accompagneranno nel giro di campo a fine partita. Oltre alla commozione e alla rabbia, c'è pure la classifica. La Roma entra in campo al 6° posto e sicura di giocare l'Europa League, partendo da testa di serie nel 2° preliminare (25 luglio-1° agiosto) e sapendo che si dovrà comunque preparare pure per il 3° (8-15 agosto) e per l'eventuale playoff (22-29 agosto): estate di full immersion (6 match in più). I giallorossi entrerebbero direttamente alla fase a gironi solo se riuscissero a sorpassare il Milan (è avanti di 2 punti) o se il club rossonero rinunciasse alle coppe per azzerare il conto in sospeso con l'Uefa per il mancato rispetto del Financial Fair Play. Aritmeticamente Ranieri ha ancora la chance di prendersi il 4° posto: vittoria con il Parma e ko dell'Inter, dell'Atalanta e del Milan (a pari punti con Spalletti e Gasperini, classifica avulsa fatale a Lucio) o successo per 5-0 e sconfiita 1-0 dell'Inter(differenza reti).
VERSO IL FUTURO - Cala, insomma, il sipario sul campionato più deludente degli ultimi 6. La Roma si piazzò al 6° posto anche nella stagione 2012-2013 con Andreazzoli, subentrato a Zeman, ma raccogliendo solo 62 punti. La peggiore con questa proprietà, in 8 anni di gestione, resta però quella iniziale 2011-2012, con Luis Enrique: finì al 7° posto a quota 55. Fuori dall'Europa per 2 volte di fila. Da domani parte il nuovo ciclo. Bisogna aspettare il sì di Gasperini e l'ok della famiglia Percassi: a Trigoria, però, c'è la certezza di non dover assistere all'ennesimo ribaltone che impedirebbe al tecnico dell'Atalanta di diventare l'erede di Ranieri che saluta stasera con De Rossi, Dzeko e Kolarov. Al tempo stesso si attende il via libera di Cairo per ufficializzare pure Petrachi, pronto a prendere il posto di Massara che si prepara ad allungare la lista dei partenti. Il nuovo ds si porterà dal Torino il collaboratore Cavallo e il segretario generale Longo. Contemporaneamente sarà da verificare la posizione del vicepresidente Baldissoni (contratto in scadenza), ormai distante dall'area tecnica e spostato esclusivamente sulla questione stadio: possibile la separazione con l'unico dirigente che, a parte Baldini (pure lui sempre presente. ma dall'esterno come suggeritore di Pallotta), ha lavorato, fin dal giorno dello sbarco americano nella Capitale, per la proprietà Usa.
Daniele parla ai cuori: «Nessuno vi amerà più di me: arrivederci»
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Lui, l'appello lo ha lanciato: «Ora, il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l'unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene prima di tutto e tutti, la Roma. Nessun mai vi amerà più di me». Zac, una coltellata. Daniele De Rossi parla ai tifosi, al mondo calcio, alla vita, a chi chi non c'è più, ringraziando Sensi e Pallotta, poi parla gli amici chiamandoli per nome, da Davide(Astori) a Francesco (Totti), Alessandro (Florenzi) e non solo, anche la compagna Ostia. E' il closing di una lettera lanciata nell'etere, che fa il giro dei siti, dei social e soprattutto dei cuori. E' un po' di giorni che Daniele si sente dire ultimo, al maschile e al femminile: ultimo allenamento, ultima partita, ultima maglia, ultima lacrima e altro, altro ancora preceduto inesorabilmente da quell'ultimo. E non a caso, l'ultima maglia l'ha regalata al suo amico Ultimo, che di mestiere fa il cantautore e, guarda caso, è pure tifoso della Roma. Ultima notte all'Olimpico dopo l'ultima lettera di ieri e chissà, l'ultimo gol di stasera per chiuder il cerchio. L'ultimo cerchio. Ultimo ritiro, ultima protesta contro l'arbitro, si spera anche l'ultimo infortunio, ormai alle spalle, così come tutta la sua carriera nella Roma, lunghissima. E pensare che, a Daniele sarebbe bastata solo una partita con quella maglia. Questo confessa nella lettera, postando la ormai famosa foto in cui lui non è ancora Daniele ma Danielino, con addosso una maglia vintage della Roma, roba da primi anni 90. Scrivendo. «Che te ridi regazzi'? So' felice! Perché sei felice? C'ho la maglietta della Roma. Ma non è che è falsa? Ma no, il numero l'ha cucito mia zia E se te dico che la indosserai più di seicento volte? A me ne basterebbe una di partita. Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato. È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall'amore per questa squadra». L'amore per lui c'è da parte di tanti tifosi, che ieri a Trigoria lo sono andati a salutare personalmente. Il problema è che la follia positiva per lui si riversa negativamente sul presidente Pallotta: a Trigoria, ieri, cori contro Jim, stasera all'Olimpico replica. A seconda se l'appello di De Rossi abbia fatto centro. La lettera finisce con «arrivederci». Quindi di ultimo non proprio c'è niente.
Restano solo dolore e lacrime
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Oggi si vota anche all’Olimpico: Daniele De Rossi, numero 16 secco, senza esitazioni o dubbi. Alla fine di una stagione triste, questa Roma ci regala un’altraserata di dolore e lacrime, dopo lo straziante pomeriggio di Francesco Totti, che non dimenticheremo mai più. Non mi sento in grado di aggiungere aggettivi o commenti a ciò che tutti sappiamo su Daniele, siamo tifosi della Roma e ci chiediamo se è giusto che questa proprietà - straniera nel senso più letterale della parola e anche assente - ha davvero il diritto di farci soffrire, umiliando in successione due capitani romani e romanisti. Il taglio di Daniele non è neppure stato preceduto da quell’orribile sceneggiata mediatica che Baldini e Spalletti allestirono per settimane su Francesco. Ricordate? Lo tenevano in panchina, lui entrava e segnava punti decisivi, noi, in fondo, godevamo. Stavolta, si sono evoluti: colpo secco e ciao, alla faccia dei bei modi. La cosa migliore da fare è non dimenticare nulla: ricordiamo di salutare e ringraziare i giocatori, sballottati da questa società. E soprattutto, ringraziamo due allenatori perbene, due veri signori giallorossi nei modi e nella schiettezza: Claudio il Vecchio e Eusebio il giovane. Hanno fatto più di quanto potevano, hanno ereditato solo macerie di mercati assurdi e confusione di obiettivi. Grazie a chi lo merita, Daniele oggi più di tutti. E dei fantasmi di Boston e Londra oggi non ci curiamo.
Ranieri prova a finire in bellezza
IL TEMPO - BIAFORA - Quella di stasera contro il Parma sarà una partita dal sapore triste e amaro non solo per l’arrivederci a De Rossi e l'addio a Ranieri, ma anche per diversi altri elementi della rosa della Roma. Oltre al capitano e al mister anche Dzeko, Manolas, Kolarov e Under sono sul piede di partenza, con la dirigenza intenzionata a regalare una squadra rifondata a Gasperini, fiducioso nel riuscire a liberarsi senza troppi problemi dall’Atalanta. Il bosniaco ha un paio d’offerte, tra cui quella dell’Inter, ed è pronto a salutare la Capitale dopo quattro anni, nonostante a Trigoria qualcuno stia pensando di spalmargli il contratto. In uscita anche l’esterno turco ed il difensore greco, che può liberarsi mediante il pagamento della clausola ed è cercato dal Napoli. Toccherà a Petrachi, che finalmente ha ammesso l’interesse dei giallorossi (“La Roma mi ha cercato in modo molto insistente”), occuparsi delle cessioni entro il 30 giugno e dei rinnovi dei contratti. Guardando al campo Zaniolo è destinato a partire dalla panchina: il giovane di Massa ha vissuto una settimana complicata tra i fastidi al polpaccio e la rapina subita dalla madre ed entrerà a gara in corso. Senza di lui il modulo dovrebbe essere il 4-2-3-1, con il ritorno di Manolas al centro della difesa e la presenza di Cristante in mediana accanto a De Rossi. Davanti, confermati Dzeko, El Shaarawy e Pellegrini trequartista, l’unico dubbio riguarda la fascia destra, con Kluivert favorito su Under. Per il Parma esordio in porta di Frattali, cresciuto nel settore giovanile giallorosso.
De Rossi: ultimo atto, d’amore
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - In 65 mila per salutare De Rossi, all’interno di una serata sobria, come vuole il giocatore. Giro di campo, al termine della partita con il Parma, insieme alla sua famiglia, dopo il bagno di folla vissuto ieri a Trigoria. Con una lettera, il numero 16 ha ringraziati quanti lo hanno aiutato a diventare una bandiera della Roma. E l’ha chiusa con la dedica ai tifosi. “Mai come in questi giorni ho sentito il vostro affetto, ma ora il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l’unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene prima di tutto e tutti, la Roma”. In sessantacinquemila per una festa sobria, inevitabilmente triste. Tutti i gruppi della Sud hanno chiesto, attraverso un comunicato, di “Dare tutto a livello di tifo per 90 minuti. Fuori la voce per la Roma e per Daniele De Rossi, lasciamo un ricordo indelebile nel cuore di un Romanista come noi”. La gara col Parma di questa sera (ore 20,30) sarà un omaggio al capitano, nella sua ultima partita con la maglia giallorossa, cercando di evitare la durezza delle contestazioni vissute nell’ultima settimana, un saluto che lo vedrà in campo dal primo minuto, prima del giro di campo finale, insieme ai figli e alla moglie. La curva ha preparato una scenografia che rappresenta un’immagine identificativa del numero 16, che, da parte sua, non ha voluto preparare nulla, lasciando alla spontaneità tutto quello che accadrà al fischio finale. È molto provato, De Rossi, ha faticato a scrivere la lettera diffusa ieri dal sito ufficiale del club, fatica a mettere insieme i pensieri e ieri sera si è chiuso tra l’affetto dei compagni, in ritiro, per l’ultima volta, a Trigoria. Prima per lui un bagno di folla, con i tifosi che gli hanno regalato una targa e una maglietta. Occhi gonfi di lacrime, tanta fatica nel guardare in faccia le persone commosse. Stasera la Roma dovrà battere il Parma per provare a entrare in Europa League dalla porta principale, evitando quei preliminari che rischiano di condizionare tutta l’estate. E coltivando quella speranzella al lumicino che — se perderanno tutte le altre — potrebbe regalare il miracolo della Champions. Ma non sembra aria di miracoli calcistici, negli ultimi giorni la città romanista è crollata sotto una nube carica di pioggia (prevista anche per stasera), ma anche di negatività e rabbia. Più si avvicina l’addio e più a prevalere è la tristezza, mentre la Roma, vista l’enorme affluenza (quasi 65mila i biglietti venduti) chiede di arrivare presto allo stadio. I cancelli verranno aperti alle 18, saranno tantissime le nuove maglie già vendute agli store, alle quali da domani sarà possibile attaccare la patch-ricordo con cui i giocatori entreranno in campo stasera. Per quello che sarà un “arrivederci”, come conclusione alla lettera commovente scritta da De Rossinella quale ringrazia tutti. “Nessuno mai vi amerà più di me, arrivederci”, il saluto, di speranza, finale.