L'addio di De Rossi: tensione capitale

IL MESSAGGERO - TRANI - Festa fa rima con protesta, nel match program di domenica sera. Meteo scontato: la notte sarà buia, per lo strappo inconcepibile e, come se non bastasse, anche tempestosa e non solo per la pioggia già annunciata. Mai come stavolta il pubblico dell'Olimpico si farà sentire, prendendo posizione e quindi usando la voce per centrare contemporaneamente il doppio obiettivo: salutare De Rossi e contestare Pallotta.

MIRINO SPOSTATO - Sono passati 2 anni esatti dall'addio di Totti, 28 maggio 2017, alla Roma e anche al calcio (giocato). Quel pomeriggio, caldo e lunghissimo, non ha niente a che vedere con la notte del 26 maggio 2019. Lacrime più che insulti, incassati comunque da Spalletti, quando fu inquadrato sui maxischermi, nonostante la qualificazione diretta in Champions e il record di punti in A del club giallorosso. In campo si presentò, udite udite, addirittura Pallotta per premiare Francesco e commuoversi come qualsiasi altro spettatore dell'interminabile abbraccio al fuoriclasse che ha vestito per 25 campionati la stessa maglia. Il presidente prese poi qualche offesa, perché la gente fece blocco nel saluto e nel pianto per l'uscita di scena che, pure se diluita in un anno e mezzo, era stata messa ampiamente in preventivo. Fu soprattutto amore. E disperazione, anche conoscendo il finale da tempo. Non sarà così, invece, tra tre giorni.

PAGINA SCURA - Il fine corsa di Totti fu, dunque, metabolizzato. Questo, no. Nessuno ha avuto il tempo di elaborare il lutto. De Rossi e, con lui, i tifosi hanno avuto l'ufficializzazione del divorzio pronunciato quasi sotto traccia e a bassa voce (anzi, nemmeno: solo qualche riga formale), a meno di 2 settimane da quella che è subito diventata l'ultima partita del capitano, trattato come fosse uno solo di passaggio. Il timbro che Pallotta piazza con ferocia e arroganza sulla stagione iniziata male e finita peggio. Stravolto Daniele, perché ancora convinto di poter fare il giocatore e quindi costretto contro la sua volontà a sfilarsi la maglia giallorossa. L'alba del 14 maggio è diventata la coltellata al cuore della città. Il tweet asettico, quasi anonimo, del club per staccare improvvisamente la spina e interrompere qualsiasi battito. Pochi caratteri per chiudere la favola che è stata raccontata per 15 anni. Dichiarazione di guerra per sfidare i tifosi. E mettere ansia alle forze dell'ordine. Che vigilano sui siti, dove c'è chi già boicotta la campagna abbonamenti, e che controllano le firme sui muri, dove c'è invece chi va oltre l'insulto da stadio.

POPOLO IN RIVOLTA - Monta la rabbia e non c'è da stuprisi. Quella del giocatore, scaricato e umiliato. E della gente. Di strada in strada, nella Capitale. E di nazione in nazione. Coinvolto il pianeta: i giallorossi nel mondo si sono schierati contro la proprietà Usa. Striscioni e murales. Anche a Boston, dove risiede Pallotta. Lontano e assente. Sono passati quasi 13 mesi dalla sua ultima presenza all'Olimpico: la notte del 2 maggio del 2018, semifinale di ritorno di Champions contro il Liverpool. L'unica partita in cui, negli ultimi 2 anni, ci sono stati più spettatori (61.889) che per il giorno dedicato a Totti (59.713). In questa stagione il pienone solo con il Real, il 27 novembre, nella fase a gironi di Champions. Non l'esaurito (59.124 ), non come per Francesco. Ma per De Rossi è stato subito sold out. Attesi circa 63.000. E con loro i compagni dell'83, l'anno di nascita di Daniele,.Che rifiuta l'esagerazione. Giro di campo con la moglie Sarah, la primogenita Gaia, la piccola Olivia e il pupetto Noah. Musiche e immagini. La targa che, assente il presidente (a Trigoria non ipotizzano lo sbarco a sorpresa), gli potrebbe consegnare Totti. Cerimonia breve e intensa. Se Daniele non ce la farà a parlare , pronta la lettera sul sito della Roma. La coreografia della Sud e lo stadio per lui. Come in ogni quartiere. Il manifesto di Testaccio, opera dello street artist Laika, è inequivocabile per il doppio messaggio sopra e sotto la foto del capitano: Yankee go home da spedire oltre oceano, In hoc signo vinces per chi si alimenta di romanità.

ECCE DS - Petrachi, intanto, si è dimesso da direttore sportivo del Torino per la nuova avventura in giallorosso. Non gli tocca il compito peggiore, quello capitato al suo precedessore: Monchi che arrivò e accompagnò alla porta Totti. Qui l'ex granata non troverà più De Rossi.


De Rossi, l'addio si infiamma: rischio di guerriglia ultrà

IL MESSAGGERO - MANGANI - Un giro di campo, il saluto d'amore: sarà una festa sobria, annunciano gli amici di Daniele De Rossi. Almeno nelle intenzioni. Perché, se dentro l'Olimpico i tifosi hanno già acquistato ogni ordine di posto pur di essere presenti ai festeggiamenti del loro idolo, fuori dallo stadio la minaccia di scontri è molto elevata. I toni si sono alzati e di parecchio, dal momento in cui il calciatore ha annunciato il mancato rinnovo del contratto da parte della società. Da Monteverde a San Basilio sono comparse delle scritte che vanno ben oltre la protesta, e la firma a stampo è quella di gruppi come Rivolta giallorossa e Romanisti armati. Formazioni che adottano simbologie aggressive e poco pacifiche. Ma non è tutto, perché accanto ai più esasperati del tifo - causa vendita dei campioni, capitani mandati via e nessun obiettivo centrato - sono in agitazione anche gli spalti generalmente più tranquilli. I gruppi ultrà hanno lanciato l'ipotesi di uno sciopero degli abbonamenti e, dalla Sud, la proposta si è diffusa alla Tevere e a molti vip della Monte Mario. La festa per De Rossi potrebbe diventare una vera escalation contro Pallotta.
Il Viminale e la Questura hanno ben chiara la situazione e tendono a minimizzare: «Sarà in vigore il protocollo adottato per questo tipo di partite - spiegano - I simboli comparsi sono di tifoserie già note e monitorate». In questi giorni i controlli sono massicci, e la protesta degli striscioni potrebbe anche portare a qualche denuncia o daspo per gli autori. «Uno a Boston, l'altro a Londra, speriamo presto insieme in una tomba», firma DDR16, lascia poco spazio a dubbi. Così come «Diffidati con noi», con tanto di svastica accanto. Le forze dell'ordine, poi, avranno il compito di controllare in maniera accurata tutti gli striscioni che entreranno nello stadio, in modo da poter bloccare quelli che sconfinano nelle minacce e nella violenza.

IN SENATO - Anche se il malessere giallorosso ha ormai varcato ogni luogo possibile. E un paio di giorni fa in un'aula del Senato, una ventina di parlamentari (tra deputati e senatori dei Roma club Montecitorio e Palazzo Madama) si sono radunati per protestare contro la società. «Siamo qui per dire basta - è stato il commento di Paolo Cento di Sinistra Italiana -. La Roma ha bisogno di un presente e di un futuro. Totti e De Rossi, sono due bandiere che si vogliono ammainare e noi le vogliamo rialzare. Questa proprietà deve ascoltare i tifosi». Nella protesta bipartisan si è inserito Maurizio Gasparri di Forza Italia che ha attaccato: «Non possiamo non esprimere lo sdegno per come è stato trattato un simbolo e una bandiera come De Rossi. L'insoddisfazione verso Pallotta è totale, la speranza è che le forze imprenditoriali della città prendano a cuore la Roma e finalmente ci sia una proprietà non più estranea e ostile alla Capitale».

I DIVIETI - Per la finale di campionato Roma-Parma l'area dello stadio sarà pedonalizzata e l'Olimpico si potrà raggiungere solo a piedi. Vietata la vendita e il consumo delle bevande in vetro. Mentre la Digos si sta occupando di tenere sotto controllo le tifoserie più violente. Ma tutti sanno che i rischi sono molto elevati: la storia rischia di ripetersi. Era il 17 maggio del 2000, quando i tifosi dovevano celebrare il principe Giuseppe Giannini che per 15 stagioni aveva portato sulla pelle la maglia giallorossa. Una serata ad alto tasso di emozione per i cuori romanisti che si è trasformata in un inferno: risse, cariche, devastazioni. Era l'epoca Sensi, patron amato e odiato, molto pianto il giorno della morte. Oggi a Pallotta i tifosi contestano praticamente tutto, a cominciare dall'ipotesi del nuovo stadio di Tor di Valle, che considerano l'unico suo vero interesse nella Capitale.


C'è la nuova maglia, l'ultima per De Rossi: ieri cena con la squadra

IL MESSAGGERO - Non è un caso che proprio ieri la Roma abbia presentato la maglia ufficiale che indosserà nella prossima stagione. E non è nemmeno una coincidenza che sarà l’ultima che vestirà De Rossi in occasione del match contro il Parma di domenica sera alle 20,30 (apertura cancelli ore 18 e avviso del club: «Presentatevi in anticipo»). Sono partite ieri mattina le vendite nei Roma store della prima maglia 2019-20, caratterizzata da un fulmine che decora il colletto, le maniche e i calzettoni, riferimento a Giove, il “Re degli Dei” secondo gli antichi romani. Ieri sera cena di squadra a base di sushi in un ristorante in via del Corso per celebrare l’addio di De Rossi.


Capitan Ultimo: tutto pronto per la festa d'addio

LEGGO - BALZANI - Quarantotto ore al grande addio, all'ultimo giro di campo di Daniele De Rossi che domenica sera contro il Parma chiuderà la sua carriera in giallorosso con 616 presenze. Quasi un segno del destino visto il suo numero di maglia (il 16). Di certo un saluto amaro che ha sconquassato non solo l'animo del calciatore, ma pure quello di un'intera città. L'Olimpico è già sold out e ribollirà di passione e rabbia nei confronti di Pallotta e Baldini che a Roma non si fanno vedere da un pezzo. La festa sul campo (prevista pioggia tanto per rendere più malinconica la notte) è già organizzata, ma sarà più soft rispetto al Totti day di due anni fa: video di De Rossi sui maxi schermi, il ricordo dello speaker, una maglia celebrativa indossata dai compagni e il giro di campo con tappa finale sotto la curva Sud.  Le parole d'amore Daniele le scriverà su una pagina di giornale. Come detto è alto il rischio contestazione che peraltro non si è mai fermata da una settimana a questa parte tra sit-in, striscioni in ogni parte del mondo, proteste social e addirittura murale come quello apparso ieri a Testaccio in onore di DDR. Tra oggi e domani alcuni tifosi lo accoglieranno per l'ultima volta con cori e uno striscione a Trigoria, poi la lunga attesa di domenica quando saranno affissi altri manifesti in giro per la città. Il numero 16 ha passato questi giorni col sorriso in faccia, ma ad amici e parenti non ha nascosto tutta la sua amarezza per il mancato rinnovo che lo spingerà a giocare gli ultimi due anni altrove. Difficilmente in Italia, più probabilmente negli Usa o al Boca. Una decisione sarà presa solo dopo il 26 maggio. Ma Daniele non sarà l'unico a salutare. Sarà, infatti, l'ultima partita - che vale peraltro ancora una residua speranza Champions - pure per Ranieri e Massara. E probabilmente lo sarà per Dzeko, Manolas e Kolarov. Il greco ieri è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà quindi titolare contro il Parma. Da chiarire, invece, la posizione di Totti (ieri prime riprese del docufilm a lui dedicato) che abbraccerà De Rossi all'Olimpico. Il club non gli ha ancora proposto un ruolo tecnico, e la voglia di prendersi una pausa di riflessione è tanta. Per un presente che svanisce c'è un futuro da raccontare: il prossimo allenatore sarà quasi certamente Gasperini che nelle ultime ore, però, ha ricevuto pure le avance del Milan. Petrachi, invece, si è dimesso da ds del Torino e sarà a Trigoria nei prossimi giorni.

 

 

 

Derubata la mamma di Zaniolo. E lui fa tremare i tifosi sui social

LEGGO - BALZANI - «Poi non lamentatevi». Sono bastate tre parole, alla fine di una storia su Instagram in cui denunciava la rapina ai danni della mamma, per gettare nel panico una tifoseria già alle prese con addii e malumori. Nicolò Zaniolo ieri ha mandato un messaggio preciso, forse dettato dall'impeto ma di sicuro allarmante per il futuro del baby fenomeno cercato da Tottenhame (soprattutto) Juventus. E non è bastata a placare i malumori la scelta del giocatore di rimuovere successivamente il post. La causa scatenante è stata una rapina ai danni della madre Francesca Costa a un mese di distanza dal furto della Bmw poi riconsegnata dagli stessi ladri. Lady Zaniolo, romana di nascita e ormai star del web, è stata aggredita alle 10 di mattina in via dell'Areonautica, zona Eur, dove abita insieme al figlio. Due persone con il casco in testa si sono avvicinate alla 42enne su uno scooter e dopo averla minacciata, le hanno rubato la borsa oltre a un prezioso orologio Rolex e alcuni gioielli. Francesca è tornata a casa in stato di choc e il figlio su Instagram ha scritto il duro post «Mia mamma per la seconda volta ringrazia chi si è permesso di rubare qualcosa che non gli appartiene. Troppo facile vedere una donna sola, minacciala e derubarla delle sue cose. Poi non lamentatevi...». Non inganni quindi la scelta della Roma di usare Zaniolo come testimonial della nuova maglia. Era già successo con Salah e Nainggolan, regolarmente venduti alcuni giorni dopo. La prossima settimana il procuratore Vigorelli (che 4 giorni fa ha visto il ds bianconero Paratici) si incontrerà con Petrachi per discutere del rinnovo con adeguamento. Le due parti però sembrano ancora distanti, e l'umore di Nicolò non è dei più sereni. In entrata, intanto, è duello traZapata e Belotti per il dopo Dzeko.


Graziani: "Roma, scegli Gasperini"

LEGGO - PONCIROLI - Campione del Mondo nel 1982, Francesco Ciccio Graziani, ex attaccante, tra le altre, di Roma e Fiorentina, è oggi un apprezzatissimo opinionista. Ecco i suoi pensieri sulla stagione in corso e sull'ultimo turno di campionato che porterà in dote gli ultimi verdetti relativi alla volata Champions League e alla lotta per non retrocedere.
Graziani, siamo arrivati all'ultima giornata.

Chi festeggerà, secondo lei, la conquista di un posto nella prossima Champions League?
«Credo che Inter e Atalanta abbiano tutto per riuscire a conquistare la Champions League. Mi sembrano nettamente avvantaggiate rispetto al Milan. Non solo perché sono messe meglio in classifica ma anche per quello che hanno espresso per tutta la stagione. Credo che, alla fine, si meritino la Champions».

Matematica a parte, la Roma non è più in corsa per un posto in Champions League. Stagione fallimentare?
«La Roma doveva dare molto di più quest'anno. Ci sono stati troppi alti e bassi, davvero troppi. È mancata la continuità nei risultati e nelle prestazioni».

A quale allenatore affiderebbe il nuovo progetto giallorosso?
«A Gasperini. Mi sembra il profilo giusto. In alternativa, penso che l'altro nome da fare sia quello di Sarri».

La Lazio ha, invece, conquistato la Coppa Italia. Si andrà avanti con Simone Inzaghi?
«La vittoria di un trofeo è sempre qualcosa di molto importante che dà un significato diverso alla tua stagione. Credo che il futuro di Inzaghi dipenderà molto da cosa deciderà Lotito».

Parlando sempre di allenatori. Al Milan si discute moltissimo sul futuro di Gattuso. Graziani lo riconfermerebbe anche per il prossimo anno?
«Assolutamente sì. Non ho dubbi a riguardo».

Volata Champions League ma anche tanta bagarre per la lotta retrocessione. Con anche la Fiorentina nei guai
«Anche il Genoa è in una situazione difficile e nessuno lo avrebbe mai previsto due mesi fa. Il calcio è imprevedibile. Credo che siano stati fatti tanti errori alla Fiorentina, così come al Genoa. Comunque penso che la Fiorentina si salverà. Ci sono tante combinazioni e poi l'Inter credo che vincerà la sua partita con l'Empoli».


Iniziate le riprese del documentario su Totti: prima tappa Porta Metronia

LEGGO - PASQUALETTI - «La vedete quella finestrella? Quando andavo alle elementari il mio gioco preferito era calciare come se quello fosse un tiro a segno. Riuscivo a fare centro almeno 95 volte su 100». Ha dominato gli stadi di mezzo mondo. È, insieme a Maradona e Baggio, l'ex calciatore più conosciuto nel globo. Eppure nel salire quei sei gradini dell'elementare Manzoni, nel cuore di Porta Metronia, si emoziona come un bambino. «Ho i brividi, ci credete?». Francesco Totti è questo. Re e bimbo. Semplicità nell'essere un divo. Praticamente unico. Rientrando in via Vetulonia, dove è nato e cresciuto, Totti torna Francesco. Abbraccia il ristoratore sotto casa, il barista, dà il cinque al pizzettaio, saluta il giornalaio, bacia la vecchia vicina di casa.  Un quartiere paralizzato per lui. Prima di entrare nella scuola dove ha frequentato le elementari - dove è stato realizzato un murales con un San Francesco da Trigoria - quel fazzoletto di strade alle spalle di piazza Epiro diventa più affollato dello stadio il giorno del Derby. Tutti lì per lui. Per una foto, un selfie, un saluto, un autografo e... per un prestito: «A France' sto in bianco, mi alzi 100 euro», gli urla un anziano. Lui sorride, poi lo chiama da parte e chiede a un ragazzo della produzione di dare quei soldi al vecchietto: «Grazie, così ci arrivo a fine mese...». Totti entra nel cortile e iniziano le riprese. Attorno a lui tutti i ragazzini della Manzoni. Uno tira fuori un pallone. Francesco non resiste, proprio come tutti noi quando siamo al parco coi nostri figli e dalla comitiva vicino arriva la pallonata: «Passa sghì», dice a Matteo, un bambino della 5 A. Inizia a palleggiare e capisci perché il Dio del pallone lo ha preso in braccio da sempre. Tutti a bocca aperta: il regista ordina di non interrompere le riprese. È la scena più bella della giornata. La registrazione docufilm - diretto da Alex Infascelli, vincitore del David di Donatello per Sis for Stanley, e tratto dal libro Un Capitanoscritto da Francesco Totti con Paolo Condò - proseguirà per le prossime settimane. E farà tappa, con il racconto in prima persona del Capitano, nei luoghi più significati per la vita di Francesco.

 

 

 

Zaniolo, la mamma e il futuro "scippato"

IL MESSAGGERO - CARINA - Un mese dopo la restituzione dell'automobile rubata, la famiglia Zaniolo è stata nuovamente vittima di un furto. Stavolta però è stata una vera e propria rapina che ha visto coinvolta, suo malgrado, la madre di Nicolò, Francesca Costa, che ieri mattina è stata derubata degli oggetti di valore che aveva addosso. Furto che ha provocato la reazione del calciatore sui social: «Mia mamma per la seconda volta ringrazia chi si è permesso di rubare qualcosa che non gli appartiene. Troppo facile vedere una donna sola e minacciarla e di conseguenza derubarla delle sue cose. Poi non lamentatevi». Ora senza voler fare l'esegesi delle parole di un ragazzo di 19 anni, arrabbiato e preoccupato per quanto accaduto alla madre, quel poi non lamentatevi' non può non essere accostato alle voci di mercato che da tempo lo vogliono obiettivo di Tottenham, Juventus e Manchester City. E questo deve essere stato il pensiero anche di chi è vicino al ragazzo visto che poco dopo, la frase incriminata è sparita da Instagram. Troppo tardi: il dibattito in città s'era già aperto con un'interpretazione (quasi) univoca da parte dei tifosi: «Cerca una scusa per andarsene». 

NUOVO APPUNTAMENTO - Di certo c'è che dall'incontro andato in scena i primi di aprile, non c'è stato un seguito. L'offerta della Roma è lì sul piatto: 1,7 milioni più bonus e prolungamento sino al 2024. Inizialmente accolta con enfasi, con il trascorrere delle settimane l'entusiasmo è andato via via scemando. Un po' perché qualcuno ha iniziato a lusingare Nicolò promettendogli guadagni maggiori. A questo si è aggiunto il feeling mai sbocciato con Ranieri che sommato al silenzio strategico della società (per abbassare le richieste del calciatore) più il calo di rendimento del ragazzo e l'avvicendamento del ds, ha portato ad una situazione di stallo. Nel frattempo le parole di Totti («I contratti si fanno in due») più alcuni rumors su possibili offerte recapitate alla società (che però smentisce di aver ricevuto), hanno fatto il resto. E così le acque attorno al calciatore hanno continuato ad agitarsi. Lunedì il ds bianconero Paratici e l'agente Vigorelli, a margine del premio Gentleman tenutosi a Milano, si sono intrattenuti a lungo a parlare. Una mossa che si somma ai contatti avuti dall'entourage del calciatore con il Tottenham, ora con la testa alla finale di Champions. In più c'è sempre il City che lo vorrebbe far crescere dietro De Bruyne. Zaniolo - pur lusingato - vorrebbe però rimanere in Italia, soprattutto nella stagione che porterà all'Europeo. Una preferenza, non certo un vincolo. Per questo la palla, mai come adesso, passa alla Roma e a Petrachi che ha dato appuntamento a Vigorelli per la prossima settimana. Intanto ieri Nicolò, insieme a Pellegrini, è stato il testimonial del lancio della nuova maglia.

LA RAPINA - Tornando alla brutta disavventura della signora Francesca (raggiunta nella Capitale dal marito, titolare di un bar a La Spezia) il tutto all'Eur, in viale dell'Aeronautica. Ieri mattina, intorno alle 10, due uomini in moto con il casco si sono avvicinati minacciandola. Senza esitare la donna ha consegnato il Rolex, i soldi e le chiavi della macchina che però i due banditi non hanno portato via. Secondo le informazioni riferite dalla mamma del giocatore si tratta di «due italiani». Che in serata ha poi accusato su Instagram: «Ogni violenza, qualsiasi essa sia, priva un po' la persona della propria libertà. Oggi mi sono sentita così. Ringrazio voi due che avete mostrato un coraggio da leoni con me. Spero almeno possiate essere orgogliosi di voi. E le vostri madri anche...».


Pellegrini e Zaniolo giocatori-modelli: si punta ai loro rinnovi

REPUBBLICA - FERRAZZA - In un clima generale di rifondazione, la Roma sceglie Zaniolo e Lorenzo Pellegrini come testimonial per il lancio della nuova maglia. La squadra la indosserà domenica, con incollata una patch dorata dedicata a De Rossi (l’immagine stilizzata dell’esultanza di Daniele arrampicato alla cancellata della Sud dopo il derby del 2010/11, vinto 2-0), indicando per il lancio due simboli di quella che si preannuncia come una rifondazione. I senatori (Dzeko, Manolas, Kolarov) andranno via, almeno nelle intenzioni. E si ripartirà con una squadra imbottita di ragazzi, per un restyling che dovrà però risultare convincente agli stessi protagonisti.  Dopo che saranno annunciati l’arrivo del nuovo tecnico (Gasperini) e del nuovo ds (Petrachi), dentro Trigoria si convocheranno i manager dei due centrocampisti, entrambi in attesa di un incontro da tempo. Per Pellegrini c’è in ballo la clausola rescissoria da ridiscutere (al momento è di 30 milioni pagabili in due rate), contestualmente all’aumento di contratto. Aumento che attende anche Zaniolo, ancora fermo su un ingaggio da Primavera. La Juventus continua il corteggiamento al ragazzo, la Roma non sembra però intenzionata a privarsi del talento, a qualunque costo. Zaniolo sarà l’immagine anche della campagna abbonamenti, che partirà martedì prossimo (28 maggio) in un clima di tensione da parte della tifoseria verso la società. I prezzi resteranno invariati e le tessere saranno soltanto per il campionato (con la qualificazione alla Champions si era studiato un abbonamento comprensivo anche della coppa). Ci si potrà abbonare in tre modi diversi: attraverso un’applicazione direttamente sul telefonino, o sulla as Roma Card, oppure su una tessera “souvenir”. Mentre De Rossi ha portato ieri sera tutti i compagni a cena in un locale del centro, tra commozione e abbracci (dopo la partita ci sarà il rompete le righe per le vacanze), è Carlo Verdone a criticare la società proprio per la separazione forzata dal numero 16. «Ma si può scaricare uno così con un tweet? È una questione di eleganza e di stile, è stata una cosa offensiva», le parole durissime dell’attore rilasciate a Retesport. Intanto sono cominciate ieri le riprese del docu-film dedicato alla carriera di Totti. Il primo ciak è stato alla scuola Manzoni, di via Vetulonia, dove l’ex calciatore ha trascorso la sua infanzia, dando i primi calci al pallone nel cortile dell’istituto. Bagno di folla e strada bloccata, con Francesco che ha postato sul suo profilo i video dei piccoli studenti impazziti per la sua visita.


Da De Rossi al Papa: così i nuovi murales diventano Pasquino

REPUBBLICA - DI PAOLO - L’anima della città è impressa sui muri. No, non si tratta di scritte e graffiti, stavolta. Si tratta di costanti apparizioni cartacee: murales in cellulosa che nottetempo spuntano qua e là nella Capitale. Qualcosa in meno che semplici affissioni, ma forse anche qualcosa in più. Installazioni visive. L’evoluzione — graficamente sofisticata — delle intramontabili pasquinate. Diciamo pure così: Pasquino 3.0, situazionismo da parete per il ventunesimo secolo. Provocatorio? Quasi sempre, ma non necessariamente politico. Talvolta, è pura emozione. Così, ieri mattina, sul presto, nel cuore di Testaccio — piazza del vecchio mercato, lato via Bodoni — è apparsa, in vista della sua ultima partita in veste giallorossa, l’effigie di Daniele De Rossi. Sigla DDR, braccia al cielo, espressione da gladiatore. Una frase in latino, proverbiale, facile: “In hoc signo vinces”; una in inglese, allusiva ma altrettanto trasparente: “Yankee go home!”. L’opera, realizzata da un collettivo di street-art, Laika, ha destato subito attenzione. Foto, selfie, sorrisi — e un ghigno infastidito dai titolari di negozi e vetrine contigue. Ma è un dettaglio. Conta di più questa manifestazione direi epidermica degli stati d’animo: quasi che la città si tatuasse addosso le sue ansie, preoccupazioni, i suoi umori e malumori. La pelle di Roma racconta, rivela; è un libro aperto con figure, è carta da parati narrativa. Bisogna prestare attenzione, non distrarsi. DDR maltrattato dalla società in mani Usa viene così, almeno in parte, riscattato dalla fedeltà dei suoi tifosi. Murale meno enigmatico di quel Pasolini che teneva in braccio sé  stesso cadavere, apparso più volte. E meno politico di Matteo Salvini ritratto con pistola ad acqua, di Giorgia Meloni con bambino nero in braccio, di Luigi Di Maio rider, o di papa Francesco armato di pennello e vernice. Opere evidentemente clandestine, che il più delle volte vengono rimosse in fretta e furia: ricordate il Super Pope, il pontefice in veste di supereroe, già tre anni fa? L’Ama se ne sbarazzò senza remore né rimorsi. La sindaca Raggi e l’assessore Luca Bergamo ricevettero l’autore in Campidoglio, e tutto finì con un bonario scappellotto pubblico. La storia, naturalmente, non è finita lì. Arte proibita? Meno di quel che divenne nei secoli la pittura erotica pompeiana, fatta intonacare con solerzia dai bacchettoni a venire. Le nuove pasquinate creano meno imbarazzo. E il tassello DDR è un nuovo capitolo di questa originalissima saga parietale sui miti della squadra cittadina: il volto del centrocampista era già stato dipinto a Ostia nelle scorse settimane (sfregiato e poi recuperato); e nel frattempo su un muro della scuola Manzoni, quella a suo tempo frequentata da Francesco Totti(e dove ha rimesso piede per il documentario sulla sua storia), è apparso l’eterno Capitano con tanto di aureola in veste di santo laico, santo subito. I puristi del decoro urbano avranno legittime obiezioni, ma per chi ha voglia di leggere la città come un «impero dei segni», questa graphic novel a puntate e senza parole ha il suo fascino. È gratuita, e ci dice in qualche modo che la vox populi, la voce di tutti, non sta tutta nella sua esponenziale versione social. Ogni tanto ha bisogno di tornare a essere più concreta, tangibile: carta, colla, stupore. Alla luce del sole.


Il ds Petrachi vedrà Pallotta a Parigi

IL TEMPO - BIAFORA - Dopo nove anni e mezzo alla guida della direzione sportiva del Torinovolge al termine l’esperienza di Petrachi all'ombra della Mole. Mercoledì sera il dirigente leccese ha consegnato la lettera di dimissioni al presidente Cairo ed è pronto ad iniziare la sua esperienza alla Roma (la prossima settimana è atteso l'addio di Massara). Dai
granata non è arrivato nessun comunicato sulla vicenda, perciò Petrachi prima di essere annunciato ufficialmente dalla società giallorossa dovrà aspettare di definire tutte le questioni in ballo con il Toro, che come parziale risarcimento per l'interruzione anticipata del rapporto di lavoro vorrebbero il giovane Pezzella, uno dei pezzi più pregiati della Primavera di Alberto De Rossi. Nella Capitale porterà con sé Antonio Cavallo, che in Piemonte ricopriva il ruolo di capo scout. Nei primi giorni di giugno Petrachi dovrebbe incontrare Pallotta, che sarà a Parigi per una riunione dell’Eca, organizzata nella città francese negli stessi giorni del Congresso Fifa. L'imprenditore di Boston non passerà però per Roma, da cui manca da oltre un anno.


La vita di Totti, i primi ciak del documentario

CORRIERE DELLA SERA - «Un nuovo grande progetto è alle porte! Iniziano le riprese del documentario che racconterà la mia storia». Le parole sono di Francesco Totti, che con un post su Instagram ha ufficializzato l’inizio delle riprese del documentario sulla sua vita. Ieri mattina l’ex capitano giallorosso è andato a fare visita alla scuola elementare Alessandro Manzoni, in via Lusitania, che ha frequentato da bambino: inevitabile il bagno di folla nel suo vecchio quartiere per un Totti visibilmente emozionato nel rivedere tanti amici d’infanzia. Il documentario, tratto dal libro «Un Capitano» scritto insieme con il giornalista Paolo Condò e vero caso letterario dell’anno, sarà distribuito nei cinema: il primo ciak c’è stato due giorni fa allo stadio Olimpico con il regista Alex Infascelli. (...) Come «La Notte dei Re», in programma il prossimo 2 giugno allo stadio del tennis del Foro Italico. Le due squadre che si affronteranno saranno capitanate da Totti e Luis Figo. Il romanista ha voluto al suo fianco gli amici di tutta la carriera: Peruzzi, De Sanctis, Aldair, Candela, Cassetti, Chivu, Zambrotta, Aquilani, Perrotta, Pirlo, Pizarro, Tommasi, Borriello, Cassano e Toni. Con il portoghese nomi altrettanto importanti come Hierro, Stankovic, Seedorf e Patrick Kluivert. Lo spettacolo, insomma, è assicurato.