Nasce la Roma di Fonseca

IL MESSAGGERO - CARINA - Paulo Fonseca è il nuovo allenatore della Roma«Responsabile tecnico» per rispettare la dicitura apparsa sul comunicato del club che ha confermato il contratto biennale (con opzione per il terzo) con il quale il tecnico si lega alla società giallorossa. Il portoghese ieri era a Milano dove ha incontrato Petrachi: i due oggi sono attesi a Londra. A pranzo il 46enne ex Shakhtar conoscerà il presidente Pallotta e rivedrà nuovamente Franco Baldini, già incrociato prima del summit di Madrid. Presenti anche il Ceo Fienga e il Chief Revenue Officer,Calvo. Assente invece TottiInizialmente convocato da Fienga a partecipare, Francesco ha declinato l'invito. La motivazione che trapelava ieri era che il summit servirà esclusivamente per far conoscere l'allenatore a Pallotta, ma non verranno affrontate tematiche di mercato. Spiegazione che verrebbe a cadere se, come sembra, sarà confermata la presenza di Petrachi (che la società, per chiari motivi d'opportunità, nega). Il fatto è che Totti attende ancora di capire il margine d'azione che avrà quando (e se) verrà ufficializzata la carica di responsabile dell'area tecnica. E a proposito di gialli: ieri sera De Rossi è stato avvistato a Londra nello stesso ristorante dove ha cenato Pallotta. Uscendo il calciatore (insieme alla figlia) ha assicurato di non aver incrociato il presidente anche se la circostanza appare quantomeno curiosa. Nelle ultime ore dagli Usa era rimbalzata l'indiscrezione di una sua firma con i Los Angeles Fc, smentita però dall'entourage di Daniele.

PAU LOPEZ PER LA PORTA -  Intanto Fonseca ha già le idee molto chiare: «Insieme faremo qualcosa di speciale», ha voluto promettere ai tifosi. Pur consapevole che dovrà rinunciare a dei calciatori che nella sua idea di calcio sarebbero stati molto utili (Dzeko e Manolas), è comunque convinto che la Roma possa allestire una squadra competitiva. Si ripartirà dal portiere. La Roma sta lavorando su una rosa ristretta di nomi: Cragno, Gollini e lo spagnolo Pau Lopez. Le piste italiane, almeno per ora, sono molto onerose. Gollini tra l'altro giocherà la Champions con l'Atalanta che non intende privarsene. Per il numero uno del Cagliari invece è soltanto una questione di soldi: il contratto rinnovato pochi giorni fa sino al 2022 non aiuta. C'è poi il profilo del portiere del Betis Siviglia, accostato nelle settimane scorse addirittura al Barcellona. Un anno fa (quando militava nell'Espanyol) si prendeva a parametro zero e Monchi ci aveva fatto un pensiero. Poi il Betis ha anticipato la concorrenza facendogli sottoscrivere un quinquennale. E' reduce da un'ottima stagione che gli ha permesso di entrare nel giro della nazionale iberica. Non costa poco (20 milioni) ma sempre meno di Cragno e Gollini ed è un profilo che piace molto a Petrachi.

Con la presumibile partenza di Manolas (direzione Juve) andrà ricostruito anche il pacchetto difensivo. Al momento il ds salentino è orientato a non chiudere le operazioni (Mancini e Guedes)che Monchi aveva impostato a gennaio, perché i profili prioritari vengono considerati altri. In primisquelli di Verissimo (Santos) e Vavro, classe 96 (Copenaghen). Sono entrambi due difensori molto alti (1,93 lo slovacco, 1,89 il brasiliano) e bravi nell'impostazione da dietro, una delle caratteristiche principali del gioco di Fonseca che ama anche avere in mezzo al campo un palleggiatore. La Roma è entrata di prepotenza nella corsa a Veretout non tralasciando altre piste (Florentino e B. Guimaraes). In attacco si attende la cessione di Dzeko all'Inter. Chieste informazioni su Petagna: la Spal lo valuta 25 milioni.


Stadio, l'As Roma vuole procedere. Già fissato un altro vertice

LA REPUBBLICA - D'ALBERGO -  La Roma non fa una piega. La notizia del rinvio del processo sul filone principale dell'indagine nata attorno alla trattativa per il nuovo stadio dei giallorossi non pare minacciare l'iter avviato con il Campidoglio. Dopo il via libera, seppur con forti prescrizioni, del Politecnico di Torino sulla mobilità e la conclusione positiva delle verifiche amministrative avviate dagli uffici su richiesta della sindaca Virginia Raggi, i proponenti si dicono “sicuri” di poter andare avanti senza ulteriori intoppi.

I punti fermi sono due. Come specificato più volte dal pm di piazzale Clodio, la procedura non è stata viziata dalle indagini. In più Eurnova, dopo l'arresto del proprietario e costruttore Luca Parnasi per corruzione, ha cambiato assetto societario. Anche i terreni di Tor di Valle di cui la società è titolare, insomma, non sono a rischio. Sotto, allora, con i nuovi incontri. Il prossimo sarà calendarizzato a breve e si terrà all'Eur, negli uffici del dipartimento Urbanistica, entro la prima metà della prossima settimana Sul tavolo resta sempre la questione delle opere pubbliche. Da una parte c'è la Roma che non vuole legare l'apertura dell'impianto alla conclusione degli appalti che il Comune bandirà per l'unificazione di via del Mare e di via Ostiense e per l'acquisto dei nuovi treni per la Roma-Lido. Dall'altra il Campidoglio a trazione grillina che ritiene indispensabile realizzare prima le opere pubbliche per poi inaugurare solo in un secondo momento lo stadio. La trattativa è aperta, il braccio di ferro pure.


Rivoluzione Fonseca: cambiare la Roma a partire da Trigoria

LA REPUBBLICA - PINCI - Ha pagato un milione e mezzo per liberarlo dal contratto con lo Shakhtar, aggiungendoci pure l'incasso di una futura amichevole. Ora che Paulo Fonseca è ufficialmente il suo nuovo allenatore, la Roma deve costruire una squadra adatta a lui. Ma l'allenatore è soltanto il primo tassello di una rivoluzione sostanziale, che stravolgerà oltre alto staff tecnico, anche la rete di osservatori e scouting. Due difensori centrali, un regista, un centravanti: queste le priorità elencate ai dirigenti dal tecnico portoghese, che ha firmato via Pec un contratto per 2 anni piu opzione sul terzo a 2 milioni più facili bonus, comunque molto meno dei 4 complessivi percepiti nell'ultimo anno in Ucraina. Ieri Fonseca era a Milano all'hotel Westing Palace, oggi sarà a Londra per conoscere il presidente Pallotta, a cui ha già detto che "insieme a Roma potremo creare qualcosa di speciale". Ieri cena tra il n.1, il Ceo Fienga, il consulente ombra Baldini, il direttore commerciale Calvo. Non Totti, che invitato solo nelle ultime ore, ha preferito declinare la proposta.

Il grande acquisto sarà però l'attaccante. Per sostituire Dzeko, promesso all'Inter che tenta di spuntare la cifra più bassa possibile, la Roma vuole assicurarsi una stella da presentare alla piazza. Un "nome" insomma, che sia però anche efficace. Icardi era una pista che non è decollata a causa del "no" del giocatore. In attesa del nome giusto, il Cagliari ha offerto Pavoletti in cambio di Defrel. Uno scambio che potrebbe anche prendere quota: i sardi hanno provato a richiamare la Roma nella corsa a Barella per inserire nell'affare proprio Defrel, ma il centrocampista vuole solo l'Inter e i giallorossi hanno perso interesse, viste le sue caratteristiche.

A Fonseca infatti serve più un regista. Come Bruno Guimaraes, 21enne brasiliano che l'Atletico Paranaense valuta 30 milioni. Offerto Thiago Mendes del Lille, 27 anni, valutato cifre lievemente più basse. Per la difesa seguiti Vavro (Copenaghen) e Verissimo (Santos) ma la prima scelta è Lyanco del Torino. Che presenta due criticità: lui ha dei dubbi sul "salto" in una big così caotica. E i rapporti tra Cairo e la Roma sono gelidi a causa di Petrachi, ds in pectore dei giallorossi ma ancora a libro paga del Toro. Petrachi ha comunque già avviato la rivoluzione di Trigoria. Che costerà il posto a tutte e 10 le persone dell'area scouting. «Da Balzaretti in giù licambio tutti», ha confidato il neo ds agli amici. Balzaretti ha già salutato, via anche Vallone, capo degli osservatori, nonostante due anni di contratto. Affiderà il ruolo al fidato Antonio Cavallo e sta cercando nomi per integrare l'area. Altri tasselli nel mosaico romanista.


Stadio e manette, spunta un cavillo: processo da rifare

LA REPUBBLICA - VINCENZI - Tutto da rifare, il processo sullo stadio della Roma che, esattamente un anno fa aveva portato agli arresti di nove persone (e di moltissime iscrizioni), deve ripartite. Ieri mattina, al termine dell'udienza preliminare, i difensori dell'uomo chiave dell'inchiesta hanno sollevato una questione di incompatibilità rispetto al giudice: il magistrato Costantino De Robbio l'estate scorsa, in sostituzione di un collega in ferie, aveva firmato una proroga di intercettazioni richiesta dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pubblico ministero Barbara Zuin.E questo lo rende incompatibile. Il che vuole dire che si ricomincia da capo.

Davanti al giudice, che aveva fissato un calendario strettissimo di udienze, erano imputate quattordici persone tra cui, oltre all'imprenditore Luca Parnasi, Adriano Palozzi, ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, Michele Civita, consigliere regionale del Pd, il soprintendente al beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti e Davide Bordoni e consigliere comunale di Forza Italia per la vicenda sul nuovo stadio della Roma. Mai nelle udienze precedenti era emerso alcunché su questa incompatibilità: la stessa difesa di Parnasi, affidata all'avvocato Emilio Ricci, ha detto di essersi accorta soltanto ieri di quel decreto nascosto nel mare di carte che compone questo processo. Tanto è bastato perché il giudice comunicasse la sua incompatibilità. Ora sarà lui a inviare il fascicolo al presidente del tribunale che dovrà affidare il procedimento ad un altro giudice. II che, vuole dire, appunto, ripartire da zero. Non solo.

Il colpo di scena di ieri farà slittare a dopo l'estate la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura e sui patteggiamenti a due anni di reclusione chiesti da tre ex manager della società Eurnova: Luca Caporilli, Giulio Mangosi e Simone Contasta (e sui quali il magistrato aveva aspettato a pronunciarsi per non incorrere in una incompatibilità). Nei confronti degli imputati i reati contestati dalla procura che ha coordinato le indagini dei carabinieri di via in Selci, a seconda delle posizioni, sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e finanziamento illecito. Tutto legato al nuovo impianto giallorosso che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. Eurnova, società del costruttore Luca Parnasi, è proprietaria dei terreni.

Questa battuta d'arresto non sembra compromettere, almeno per ora, il processo: si è ancora ben lontani dalla prescrizione, anche se andrà rifatto tutto, comprese le costituzioni di parte civile (tra le quali Comune e Regione) che hanno preso non poco tempo finora. Ora bisognerà augurarsi che il nuovo giudice al quale verrà affidato il fascicolo abbia la stessa voglia che aveva avuto De Robbio di arrivare a una soluzione in tempi celeri. Perché altrimenti sarà inevitabile un'ulteriore perdita dl tempo. Che potrebbe avere ripercussioni anche sui tempi del processo: non va dimenticato che ancora ci sono davanti tre gradi di giudizio.


Fonseca ufficiale, Petrachi quasi. La Roma riparte da Pinzolo

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Stamattina il club giallorosso ha ufficializzato l'arrivo del tecnico portoghese Paulo Fonseca. L'ex Shakhtar ha firmato un contratto che lo legherà al club capitolino per due anni, con l'opzione di rinnovo per un terzo. Per il trasferimento in giallorosso dell'allenatore ha lavorato in prima persona anche Gianluca Petrachi, presente nel blitz a Madrid insieme a Guido Fienga per incontrare l'entourage di Fonseca. Il direttore sportivo è ancora legato al Torino, Cairo sembra essere più che indispettito dalla nuova fede del suo ds e non cede ancora a liberarlo. Nonostante Petrachi abbia presentato le dimissioni alla fine del campionato, il presidente granata non intende lasciarlo partire senza un indennizzo e si direbbe addirittura pronto a prendere le vie legali. Nonostante la querelle con il Toro, anche per Petrachi si tratta ormai solo di ufficializzare ciò che è già un dato di fatto, considerando che il ds - seppur quasi in incognito - già opera da giallorosso.

Per la fine del mese, inoltre, è previsto anche un piccolo ritorno alle origini. I preliminari di Europa League da affrontare a fine luglio hanno costretto i giallorossi a cancellare la consueta tournée negli USA e a ripiegare su un ritiro nostrano: Pinzolo. Ieri il cda dell'azienda di promozione turistica della Val Rendena ha accettato la proposta del club di lavorare in Trentino dal 29 giugno al 7 luglio, con possibile prolungamento fino al 9. La squadra, senza i nazionali, si ritroverà a Trigoria con il nuovo tecnico il 24 giugno e, dopo le visite mediche di rito a Villa Stuart, partirà alla volta del Trentino. Sulle Dolomiti i giallorossi inizieranno a prendere confidenza con il nuovo tecnico e a prepararsi per i turni preliminari di Europa League: sono infatti previste due amichevoli.


E alla fine arriva la 'baldinata'. Storia e tattica del nuovo mister Paulo Fonseca

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - In principio fu Antonio Conte. Erano i primi giorni di maggio, quando la Roma giallorossa aveva iniziato a sognare l'avvento dell'ex tecnico di Juventus e Chelsea; un paio di settimane di tam-tam mediatico, coronato da un'isteria collettiva che lo vedeva un giorno sì e l'altro pure in qualunque angolo della Capitale per mettere nero su bianco l'accordo con il club di James Pallotta, poi la più classica delle 'docce gelate' con l'intervista dell'allenatore leccese a La Gazzetta dello Sport che, di fatto, ufficializzava il proprio passaggio all'Inter.

Si passò, così, a Maurizio Sarri, che dello stesso Conte aveva preso il posto appena dodici mesi prima sulla panchina del Chelsea; una soluzione fortemente caldeggiata dal consulente personale di Pallotta ed ex dirigente giallorosso Franco Baldini, ma in quella fase comunque considerata un brutale ripiego rispetto al totem Antonio Conte. A metà maggio, Sarri era ancora impegnato nelle ultime giornate di Premier e nelle battute finali di quell'Europa League che avrebbe successivamente conquistato contro l'Arsenal nel capitolo conclusivo a Baku. Dal canto suo, il club londinese era ancora tutt'altro che certo di confermare il mister toscano, quindi l'approdo in giallorosso pareva poter essere soluzione tutt'altro che improbabile. Tuttavia, dopo aver conquistato la già citata coppa europea in Azerbaigian, il Chelsea inizia a riflettere sull'effettiva correttezza della decisione di esonerare Sarri; come se non bastasse, la Roma si ritrova a dover fronteggiare l'imbattibile Juventus, nel frattempo separatasi da Max Allegri, per accaparrarsi l'ex Napoli, che dunque sfuma definitivamente. Un altro, pesante, no.

A questo punto, una volta terminato il campionato di Serie A, la Roma si tuffa con prepotenza su Gian Piero Gasperini, l'artefice della 'Atalanta dei miracoli' giunta incredibilmente terza in classifica e in Finale di Coppa Italia (poi persa) contro la Lazio. Per il club di Viale Tolstoj appare compito non impossibile raggiungere un accordo con l'ex mister genoano, il quale dal canto suo sembrerebbe desideroso di tornare ad allenare in una grande piazza dopo l'esperienza negativa con l'Inter nel 2011. Abbastanza a sorpresa, però, arriva il terzo rifiuto, stavolta ancor più duro da digerire per i tifosi, poiché trattasi di un allenatore con un palmarés non esattamente ricco di trionfi e impegnato sulla panchina di una compagine teoricamente non di pari blasone rispetto a quella capitolina.

Inizia a regnare la confusione, con i vari 'poli' (Boston, Londra, Roma) presenti nella società giallorossa focalizzati su obiettivi differenti: entra in gioco la figura di Sinisa Mihajlovic, reduce da un'ottima seconda parte di stagione sulla panchina del Bologna, grazie al ds in pectore Gianluca Petrachi, che con il serbo ha già lavorato a Torino, oltre a quelle di Roberto De Zerbi, assai gradito al resto della 'ala italiana' della dirigenza romanista e di Paulo Fonseca, l'esotico nome baldiniano secondo il dirigente di Reggello perfetto per ripartire senza alcun condizionamento ambientale.

Alla fine, la spunta proprio il portoghese, che in tre anni allo Shakhtar Donetsk è stato in grado di conquistare altrettanti campionati e coppe nazionali, oltre a una Supercoppa nel 2017.

Fonseca si guadagna la panchina della Roma grazie ai risultati raggiunti, ma anche per la sua capacità di far esprimere un bel calcio alle proprie squadre.

Il 4-2-3-1 come marchio di fabbrica del suo calcio: su Paulo Fonseca c'è innanzitutto da affermare questo aspetto, che lo accomuna a un grande ex come Luciano Spalletti. Il tecnico lusitano predilige, inoltre, una formazione in grado di mantenere il possesso palla per la maggior parte dei novanta minuti di gioco, elemento che è stato possibile notare anche nel doppio confronto di inizio 2018 in Champions League tra la Roma di Eusebio Di Francesco e il suo Shakhtar.

Un ruolo fondamentale nel calcio di Paulo Fonseca viene ricoperto dai due terzini difensivi, atti più a offendere che a difendere, ma soprattutto tenuti costantemente molto 'alti' anche durante la fase di non possesso palla della squadra.

Proprio da questo aspetto, nasce il più grande limite sin qui mostrato dall'allenatore di Nampula: la fase difensiva.

Se nel massimo campionato ucraino il notevole vantaggio tecnico rispetto alle avversarie non ha portato a grossi problemi da tale punto di vista (sono state, ad esempio, soltanto undici le reti subite nell'ultima stagione), lo stesso non si può affermare per la Champions League, dove la compagine di Paulo Fonseca è spesso andata in sofferenza in difesa, mostrando delle lacune organizzative talvolta preoccupanti.

Sarà necessario migliorare il proprio bagaglio tattico per non soccombere contro gli assai preparati avversari delle panchine di Serie A.

Infine, riguardo alla storia di mister Fonseca, bisogna dire che il suo ingresso nel cosiddetto 'calcio che conta' è piuttosto recente.

Era il 2013, infatti, quando con il piccolo Paços de Ferreira l'allenatore portoghese concludeva la Primeira Liga addirittura al terzo posto, al termine di una stagione contraddistinta da grande calcio, oltre che da ottimi risultati.

Un'annata che valse a Fonseca la chiamata del Porto. Dopo aver vinto il suo primo trofeo da allenatore, la Supercoppa portoghese, tuttavia, l'allenatore classe 1973 affrontò diverse difficoltà sulla panchina dei 'dragoni', culminate con l'esonero a marzo del 2014.

Il ritorno al Paços de Ferreira, poi un buon quarto posto con il Braga ed ecco l'esperienza ucraina allo Shakhtar Donetsk,con il quale, come già detto, Fonseca ha vinto praticamente tutto, oltre ad aver ben figurato in Europa.


Dzeko: "Inter? Sono ancora un calciatore della Roma. Poi vediamo"

Edin Dzeko, autore della rete del vantaggio della Bosnia contro l'Italia (poi vana), ha parlato al termine del match del suo futuro. Queste le sue parole ai microfoni della Rai:

"Penso sia un ko ingiusto, abbiamo giocato un buon primo tempo mentre l'Italia è uscita nella ripresa. Non siamo riusciti a segnare il secondo gol, ne abbiamo presi due in maniera troppo semplice".

Euro 2020?

"Speriamo di andarci, abbiamo perso anche contro la Finlandia. Oggi però abbiamo messo in difficoltà una grande squadra come l'Italia, speriamo di riuscire ad andarci insieme agli Azzurri".

Futuro all'Inter?

"Sono ancora un calciatore della Roma, finalmente vado in vacanza dopo una stagione molto lunga. Prima vado in vacanza, poi vediamo".


Qualificazioni Euro 2020, l'Italia batte la Bosnia in rimonta. 2-1

L'Italia di Roberto Mancini è riuscita ad avere la meglio anche contro la Bosnia, rimanendo imbattuta ed in testa al proprio girone a punteggio pieno.
Il match degli azzurri, però, è cominciato in salita con il vantaggio della Bosnia ad opera del giallorosso Dzeko. Nella ripresa però l'Italia sale in cattedra e ribalta il risultato con Insigne e Verratti, trovando altri tre punti che li avvicinano sempre di più all'Europeo.


Nord o Sud America? Los Angeles Fc e Boca per il bivio di De Rossi

GAZZETTA.IT - PUGLIESE - Boca Juniors o Los Angeles Fc? Il destino di Daniele De Rossi molto probabilmente si deciderà nei prossimi giorni, se non addirittura nelle prossime ore. Anche se voci sempre più insistenti lo danno oramai ad un passo dalla Major League Soccer e dal club californiano. Addirittura alcuni media americani lo danno già per fatto, con l’ex capitano della Roma che avrebbe detto il suo sì alla franchigia della liga statunitense. La realtà, invece, è che non c’è alcuna firma, anche se la tentazione di accettare l’offerta statunitense è davvero fortissima. Ma attenzione al Boca, perché Burdisso ci crede ancora e il club argentino ha un fascino tutto particolare sul centrocampista romano.

IL GIALLO - Insomma, la mattinata è stata un piccolo giallo, prima con i segnali positivi in arrivo dall’Argentina e poi con il tweet di Espn che annunciava invece la chiusura della trattativa con il Los Angeles Fc. Procedendo per gradi, ad inizio giornata sono rimbalzate in Italia le parole di Nicolas Burdisso, d.s. del Boca Juniors e grande amico di De Rossi, il quale e Radio Continental ha dichiarato: "Su De Rossi si è detto molto, lo conosco e mi ha dato la disponibilità a venire. Sarebbe la ciliegina sulla torta. Credo che possa giocare con il Boca, lo conosco bene, sono stato suo compagno di squadra per 5 anni. Stima molto il Boca, guarda un po’ tutte le partite. Qui ci sono cose che in Cina o nella Major League non può trovare, come la passione della gente". Ed, in effetti, De Rossi non ha mai nascosto la sua passione per il Boca, per quei colori e per quel tifo. E la voglia, un giorno, di provare l’emozione di giocare nella Bombonera. Poi, però, sempre dall’America sono rimbalzate anche le voci della chiusura di un accordo con il Los Angeles Fc. Con il presidente giallorosso James Pallottache avrebbe aiutato Daniele nei contatti con il club presieduto da Peter Gruber. Il Los Angeles Fc si è affacciato nella Major League da poco, nel 2018, e punta a rubare la scena in città ai Galaxy. Allenati da Bob Bradley, papà di Michael (ex compagno di De Rossi dal 2012 al 2014), è attualmente in vetta alla Western Conference ed ha tra i suoi principali giocatori il messicano Carlos Vela, il portoghese André Horta e l’uruguaiano Diego Rossi. Impressioni? Per capire come andrà a finire davvero non bisognerà aspettare poi molto.

Cangiano: "Siamo stati condizionati dall'arbitraggio, ma ringrazio i miei compagni"

Gianmarco Cangiano, attaccante esterno della Roma Primavera, ha parlato ai microfoni di Roma TV dopo la sconfitta contro l'Inter:

"Siamo stati sfortunati, secondo me siamo entrati con la giusta cattiveria. Ringrazio i miei compagni per averci provato fino alla fine, siamo stati condizionati dall’arbitraggio. Non siamo riusciti a concretizzare occasioni importanti, abbiamo dell’amaro in bocca. Assenze importanti? Sicuramente Riccardi ci sarebbe servito molto oggi, purtroppo si è fatto male e non ha potuto giocare. Celar è tornato dalla nazionale non al 100%, ma comunque eravamo tutti pronti per giocare ma è andata così".


Parodi: "Non è il risultato corretto. Nella ripresa non siamo entrati con la cattiveria giusta"

Stefano Parodi, terzino destro della Roma Primavera, ha parlato ai microfoni di Roma TV dopo la semifinale persa contro l'Inter:

"Non è il risultato corretto, gli episodi hanno deciso la partita. Il rigore forse ci stava, non è facile per me venire qua e parlare, è un momento brutto. Il risultato non si può cambiare, si deve guardare avanti. In questi casi ti senti come se tutto quello che hai fatto, sia stato perso. Bisogna però essere lucidi, sono cose che capitano. Tra primo e secondo tempo il mister non ha parlato degli episodi, è un grande allenatore e ci ha detto che l’avremmo ripreso, ma non siamo entrati con la cattiveria giusta".


InsideRoma Daily News: Fonseca è il nuovo allenatore della Roma "Sono entusiasta e motivato". Per la porta spunta Lopes del Lione. Si lavora al rinnovo di Lorenzo Pellegrini

NOTIZIE DEL GIORNO | 11 GIUGNO 2019

QUI ROMA
Adesso è ufficiale, Paulo Fonseca è il nuovo allenatore della Roma. Con i giallorossi è stato siglato un accordo biennale con opzione per un terzo anno.
Il portoghese è stato accolto con entusiasmo dal presidente Pallotta: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Paulo Fonseca nel Club. Paulo è un allenatore giovane e ambizioso con esperienza internazionale, mentalità vincente ed è conosciuto per la sua idea di calcio coraggiosa e offensiva che potrà entusiasmare i nostri tifosi. Dalla prima volta che ci ho parlato ha subito espresso il suo desiderio di venire alla Roma e il suo entusiasmo nell’accettare una nuova sfida, iniziando a lavorare con i nostri calciatori per impostare una squadra di cui i tifosi possano sentirsi orgogliosi”.
In seguito, lo stesso Fonseca, ha voluto presentarsi ai tifosi: “Sono molto felice di essere stato nominato nuovo allenatore dell’AS Roma e desidero ringraziare tutta la dirigenza del Club per l’opportunità che mi è stata data. Sono entusiasta e motivato dalla sfida che ci aspetta e non vedo l’ora di trasferirmi a Roma, di incontrare i nostri tifosi e di cominciare a lavorare. Credo che insieme potremo creare qualcosa di speciale”.

MERCATO
Edin Dzeko è sempre più lontano dalla Roma e vicino all’Inter. Ma dall’Inghilterra arriva un’indiscrezione secondo cui i giallorossi, pur di non rinforzare una concorrente, avrebbero offerto il bomber al Tottenham. Secco il no degli inglesi, che ritengono Dzeko un giocatore di non alto livello secondo i loro standard.
Si lavora, invece, per trattenere Lorenzo Pellegrini. La Roma vorrebbe rinnovargli il contratto annullando la clausola rescissoria e dandogli il ruolo di vice-capitano.
Da decidere il futuro di Olsen, che la Roma vorrebbe sostituire. Una scelta che trapela anche dal comportamento del portiere svedese che, alla domanda sul suo futuro alla Roma, ha ringraziato ed abbandonato l’intervista senza rispondere. Come sostituto la Roma segue Anthony Lopes del Lione, con cui ha un contratto in scadenza nel 2020 e non si è ancora trovato un accordo sul rinnovo. Dunque i francesi potrebbero decidere di cederlo per non perderlo a zero. Piace anche il giovane nerazzurro Radu, ma l’agente ha smentito contatti con i giallorossi: “Assolutamente no, non andrà alla Roma ma credo possa fare un altro anno al Genoa. Già in passato la Roma si era interessata a Radu ma non avevano avuto gli approcci giusti, quindi non penso che andrà lì”.

INTERVISTE
Belanov: "Fonseca è un tecnico brillante. Con il suo Shakhtar ha giocato un bellissimo calcio, ottenendo degli eccellenti risultati"

Stepanenko: "Fonseca? Fin dal suo primo giorno allo Shakhtar ha lavorato sodo, ha sempre voluto raggiungere il top del top"