Monchi, ten Hag e le colpe infinite

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Colpa di Monchi, tac. Un’altra volta, sempre sua. Dopo la lettera di Pallotta, anche lì, colpa di Monchi, ecco come dall’Olanda rimbalza una versione curiosa sul perché la Roma avrebbe in questi giorni incassato il no di ten Hag, stimatissimo allenatore dell’Ajax. Perché? Appunto, colpa di Monchi. Che in un paio d’anni a Roma e non solo è passato da ds vincente, talent scout infallibile a scemo del villaggio.

Di colpe il povero Ramòn ne ha, non ci sono dubbi ma è difficile pensare che l’Ajax - dicono in Olanda - abbia negato il proprio allenatore per la Roma perché lo scorso anno Monchi non ha più acquistato Ziyech dai Lancieri. Nel calcio ci sono storie meravigliose e verità mai svelate. Un paio di domande ce le facciamo su questa situazione. 1) Perché la Roma, interessata a ten Hag, contatta l’Ajax e non l’allenatore stesso? 2) Possibile poi, che i Lancieri si siano offesi così tanto per il mancato acquisto di un loro calciatore, che tra l’altro oggi vale il doppio di ieri e ieri, se non a Roma, poteva andare altrove? Ma tanto oggi è facile, basta dare la colpa a Monchi, anche se ten Han non vuole allenare a Roma.


Fonseca-roma, si fa - Adesso la firma con il portoghese è ad un passo

GAZZETTA - PUGLIESE - Il borsino stavolta sembra in netto rialzo. E chissà che non sia la volta buona per la Roma, dopo i no incassati da Conte e Gasperini e le perplessità di Mihajlovic e Gattuso. No, stavolta sembra davvero che a Trigoria possano tirare un sospiro di sollievo, iniziando a mettere il primo mattoncino della rinascita. Già, perché l’incontro di ieri tra gli emissari della Roma e l’entourage di Paulo Fonseca sembra esser andato bene. Ancora nessuna fumata bianca, per quella ci sarà da aspettare un po’. Ma le parte si sono date le rispettive disponibilità, laddove ovviamente la Roma ha presentato il suo piano e Fonseca fatto le sue richieste. Ora c’è da andare a trattare con lo Shakthar per aggirare l’ostacolo dei 5 milioni di euro della clausola rescissoria.

L’incontro

Ieri quindi un passo avanti verso la firma di quello che, a questo punto, diventa davvero il candidato più credibile per la prossima panchina giallorossa. Le alternative restano quelle, con Roberto De Zerbi che è la principale (ma oggi c’è un incontro con l’a.d. Giovanni Carnevali per fare il punto sul Sassuolo) e Gattuso ancora lì, anche per la stima che nutre per lui Francesco Totti. Nel caso in cui non si riesca a firmare con il portoghese, allora si virerà sulle altre piste. Ma l’incontro di ieri tra l’intermediario dalla Roma e Marco Abreu, l’uomo di fiducia di Fonseca, sembra aver avvicinato le parti. La Roma ha chiesto valorizzazione dei giovani, spavalderia nel gioco e regole ferree. Fonseca ha invece fatto capire come non voglia «bruciarsi» proprio ora, chiedendo che – compatibilmente con l’esigenza di far quadrare i conti – la squadra non venga indebolita in maniera forte. L’accordo tra le parti, una volta risolto l’eventuale problema della clausola, dovrebbe essere un biennale con opzione per il terzo anno, a circa 3 milioni di euro a stagione (bonus inclusi).

Tra Amsterdam e Kiev

Del resto, ieri è emerso anche un altro tentativo della Roma andato a vuoto nei giorni scorsi, quando i dirigenti avrebbero contattato l’Ajax per sondare un’eventuale disponibilità a trattare con Erik ten Hag, ricevendo però un no dai biancorossi, ancora infastiditi per il comportamento della Roma nella scorsa estate, quando di fatto aveva preso Ziyech, per poi «mollarlo» a un soffio dalla firma preferendogli Pastore. Fonseca, invece, nel frattempo a Kiev tracciava così il suo futuro: «Allo Shakhtar sono stato bene, tre anni splendidi – le parole di “Zorro” a una tv ucraina –. Ma sono ambizioso, voglio lavorare nei migliori campionati europei: Inghilterra, Spagna o Italia. Non ho preferenze per un club in particolare. Non sono ancora vecchio, credo che possa succedere. Per me non c’è differenza tra un diciottenne o un trentenne, l’importante è essere bravi, pronti e consapevoli di giocare per un grande club. Vincere non è la sola cosa che voglio, cerco anche qualità, possesso palla, un calcio offensivo. Voglio creare qualcosa di bello per i tifosi. Non ho l’ossessione del risultato: sono uno che ama la qualità, lo spettacolo, e non solo la vittoria». Insomma, per alcuni versi okay, per altri è da vedere. Nel senso che a Roma, ora come ora, quello che serve sono proprio i risultati, per il bel gioco ci sarà tempo. Ma presto Fonseca imparerà anche questo...


Perotti, messaggi d’amore «Voglio rispettare il contratto»

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Quando è a Roma Diego Perotti cerca sempre di evitare le interviste. In patria, invece, si sente evidentemente più a suo agio, tanto da essere intervistato con regolarità quando attraversa l’oceano per le vacanze in Argentina. Stavolta ha parlato a Fox Sports, ribadendo quanto già detto nelle scorse settimane: «A Roma sto bene, voglio rispettare il contratto». L’attuale accordo, da tre milioni a stagione, scade nel 2021, quando Diego avrà 33 anni. A quel punto probabile il ritorno a Buenos Aires per chiudere la carriera con gli amati colori del Boca. Colori che già avrebbe potuto indossare la prossima stagione, ma sembra difficile che si trovi l’accordo: un po’ per l’ingaggio, un po’ perché Perotti non vuole lasciare la Roma dopo un anno in cui ha visto più il lettino del fisioterapista che il campo. Adesso si sta riposando, ma già tra qualche giorno riprenderà ad allenarsi con un preparatore per essere pronto per la nuova stagione. Quella, almeno nelle intenzioni, del riscatto.


Il rinnovo non c’è ancora ma Bruno Conti resterà

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Dopo De Rossi, e con il ruolo di Totti ancora da definire nello specifico, la Roma sembra non avere intenzione di perdere un altro simbolo. Nonostante gli arrivino offerte da mezza Italia, dalla Fiorentina al Cagliari, dove c’è suo figlio, alla Figc, Bruno Conti vuole continuare a lavorare nella Roma e la Roma vuole continuare ad averlo in organico. La firma sul rinnovo di contratto, in scadenza il 30 giugno, però ancora non c’è. Arriverà, salvo sorprese, quando si insedierà il nuovo direttore sportivo e verrà messa a punto, definitivamente, tutta l’area. Fino al 2015, dal 1994, Bruno Conti era stato responsabile del settore giovanile, poi dall’anno successivo, è diventato responsabile della Academy giallorosse in giro per il mondo. Adesso il ruolo potrebbe e dovrebbe diventare leggermente più operativo a Trigoria, dove c’è il suo ufficio, ma questo si deciderà solo dopo una firma che appare inevitabile. Anche, e soprattutto, per il legame che ha con i tifosi e per la capacità di individuare giovani talenti.

Simbolo

Nella squadra del prossimo anno, ad esempio, i due Pellegrini e Florenzi sono stati scelti da lui, così come Riccardi. O anche quel Frattesi che tanto bene sta facendo nel Mondiale Under20. Non solo, però: Bruno Conti per i romanisti è un simbolo, non a caso c’era lui, con Totti, a premiare De Rossi il giorno della sua ultima partita con la Roma. Le sue lacrime, la maglietta di Daniele indossata sopra la divisa e la sua emozione sono state quelle di qualsiasi tifoso. Anche per questo appare impossibile immaginarlo lontano da Roma.


Barella ha scelto: vuole solo Conte e Dzeko dice sì a un triennale

GAZZETTA - STOPPINI - La posizione di forza in cui si è messa da tempo – da marzo, almeno – l’Inter con Edin Dzeko è parente stretta del vantaggio accumulato nella corsa a Nicolò Barella. Se non ci saranno intoppi, che pure nel mercato sono all’ordine del giorno, saranno loro due i prossimi acquisti per Antonio Conte. Operazioni accomunate da un’esigenza, quella dell’Inter di produrre plusvalenze entro il 30 giugno, e dunque da concludere nei prossimi giorni,

Nicolò avviato

Tra i due, c’è un po’ più di strada da fare per Barella. Si parte da un dato di fatto: l’Inter ha l’accordo con il centrocampista del Cagliari, il gradimento totale alla destinazione, ribadito anche ieri in un incontro tra il direttore sportivo Piero Ausilio e l’agente del calciatore, Alessandro Beltrami. Barella vuole l’Inter, l’Inter vuole Barella e in Italia oggi è difficile intravedere soluzioni alternative al club nerazzurro. Cosa manca al sì? Ovviamente l’accordo con il Cagliari. E in questo senso a breve andrà in scena un incontro tra le due società: inizialmente in programma in queste ore – domani era il giorno prescelto – il meeting potrebbe slittare alla prossima settimana. Ma la tempistica non sposta i termini della questione. Il Cagliari valuta Barella 50 milioni, l’Inter non vuole andare oltre i 30 di cash. La parte restante sarà coperta con alcune contropartite, cosa che consentirebbe all’Inter di realizzare una quota plusvalenze. E in questo senso il nome che potrebbe sbloccare l’operazione è quello di Federico Dimarco, di rientro dal prestito al Parma. Ma sul piatto, per ragioni puramente tecniche e non legate a questioni di bilancio, sono finiti anche i nomi di Eder (per il quale servirebbe una triangolazione con lo Jiansu) e quello assai gradito al Cagliari di Alessandro Bastoni, che l’Inter è orientata a dare in prestito ancora una stagione per proseguire il processo di crescita.

Edin c’è

Più vicina alla conclusione invece la trattativa Dzeko. Non è in dubbio l’esito,il bosniaco giocherà nell’Inter: l’attaccante ha un accordo da tempo per un triennale a 4,5 milioni più bonus, ha il gradimento totale di Conte che lo reputa centravanti ideale per caratteristiche tecniche e per esperienza. Il sì arriverà la prossima settimana, dopo gli impegni con la nazionale. E anche in questo caso sarà decisivo l’inserimento nella trattativa di un giovane, che andrà ad affiancare la cifra di 10-12 milioni che vuole spendere l’Inter. In sostanza, l’idea è ripetere più o meno la stessa operazione messa in piedi tra le due società un anno fa per Zaniolo, affare che poi ha provocato non poche polemiche. Magari, stavolta, con contorni diversi. In stand-by con la Roma il discorso legato a Kolarov: l’Inter interverrà in caso di rottura tra il serbo e i giallorossi. A proposito di plusvalenze: il Parma si è interessato a Karamoh, di rientro all’Inter dal prestito al Bordeaux. Smentite secche su Xhaka, accostato dai media svizzeri all’Inter. A centrocampo, oltre a Barella, arriverà sì un altro giocatore, ma con caratteristiche diverse.


Real su Zaniolo. Dzeko all'Inter: si cerca l'intesa

IL TEMPO - BIAFORA - Entro la fine di giugno si separeranno le strade della Roma e di Dzeko. Al termine di quattro stagioni fatte di alti e bassi ed il settimo posto (in coabitazione con Balbo) nella classifica dei migliori marcatori giallorossi di tutti i tempi, l'attaccante bosniaco e pronto a trasferirsi a Milano, sponda Inter. La rottura finale del rapporto tra la società e il bomber si è consumata nelle scorse settimane: a Trigoria l'idea era quella di puntare ancora su di lui, ma Dzeko non ha preso in considerazione l'ipotesi di un rinnovo triennale con ingaggio spalmato, insoddisfatto della stagione appena conclusa e delle prospettive future. Il centravanti, legato alla Roma fino al 2020, ha già trovato un'intesa di massima con i nerazzurri per un contratto di due anni con opzione per il terzo, con una base di stipendio di circa 4 milioni pin bonus. Ancora tutta da definire la trattativa tra i club, molto distanti tra domanda e offerta. L'Inter non vorrebbe andare oltre i 10-12 milioni di euro, Petrachi ne vuole almeno 20 per realizzare una buona plusvalenza. Una quadra si troverà, magari con l'inserimento di un giovane nerazzurro.

Nessun passo in avanti per il rinnovo di Zaniolo, con il ds leccese che non ha finora incontrato Vigorelli, il procuratore del classe '99, limitandosi ad un contatto telefonico. La Roma non ha aintenzione di cederlo e lo blinderà, resistendo agli assalti delle big europee, in particolare quello del Real Madrid. I blancos hanno puntato Pogba ed Eriksen come primi obiettivi, ma Zaniolo piace a Zidane. 


Roma, tutte le strade portano a Fonseca

INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Tanti dubbi si addensano sul futuro della Roma, dopo la fine di una stagione che ha portato come magro risultato un sesto posto in campionato, oltre all’addio di De Rossi. Una certezza però si fa sempre più largo nelle ultime ore. Paulo Fonseca, tecnico portoghese in forza agli ucraini dello Shakhtar Donetsk che, a meno di sorpresone dell’ultima ora, diverrà il nuovo allenatore della Roma. Fonseca è uno che sa come si vince. In Ucraina ha messo in bacheca 3 campionati, 3 coppe nazionali e una Supercoppa, a cui occorre aggiungere anche una Coppa e una Supercoppa di Portogallo (con Braga e Porto). Insomma, nonostante la giovane età l’esperienza non gli manca, così come l’ironia. Indimenticabile, infatti, la sua performance del dicembre 2017 in cui, per onorare una promessa di caso di vittoria col Manchester City e relativa qualificazione agli ottavi di Champions (ai danni del Napoli), si presentò vestito da Zorro in conferenza. Il suo Shakhtar ha mostrato sempre un buon calcio, improntato su un 4-2-3-1 che ha soprattutto nella fase offensiva il suo fiore all’occhiello. La Roma, comunque, in lui vede soprattutto una cosa: un allenatore straniero lontano dalla bufera scatenatasi nelle ultime settimane e proprio per questo senza scorie da dover metabolizzare per portare avanti il proprio lavoro. Se vogliamo, una scommessa simile a quella fatta con Rudi Garcia, arrivato nel 2013 - dopo la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio - e capacissimo di ricostruire il gruppo sia psicologicamente che tecnicamente.

CHI SE NON LUI? - Viste le recenti esperienze naufragate per motivi diversi (Conte, Gasperini, Mihajlovic), la società giallorossa si riserva un Piano B. Così, se le congiunture astrali si disponessero nel verso giusto, per De Zerbi il prossimo potrebbe essere uno dei compleanni più belli della sua vita. Il tecnico, che il 6 giugno compirà 40 anni, è il prediletto dal d.s. Petrachi, ma al momento è dietro nelle preferenze, anche se l’allenatore del Sassuolo sembra avere davvero le stimmate del predestinato. Finora ha guidato Darfo Boario, Foggia, Palermo, Benevento e Sassuolo, vincendo una Coppa Italia di Serie C proprio alla guida della squadra pugliese. Una cosa però è certa: in tutte le piazze in cui ha lavorato ha portato un’idea di calcio offensivo, spettacolare, assumendosi anche tutti i rischi del caso. Certo, De Zerbi sa bene che l’ambiente romanista – in fibrillazione dopo gli ultimi casi che hanno ulteriormente stressato i tifosi – non lo accoglierebbero come un salvatore della patria, ma con parecchio scetticismo, però le scommesse hanno un lato affascinante a cui la Roma, nella sua storia recente, non ha mai voluto sottrarsi. Intendiamoci, le qualità ci sono tutte, ma l’esperienza di Fonseca appare superiore. Occhio però ai colpi di scena. Se la situazione s’ingarbugliasse, ci sarebbe anche l’ipotesi di un (difficile) ritorno di Di Francesco, nonostante le offerte non gli manchino. Ma la Roma, si sa, è anche una questione di cuore. Ancora pochi giorni e i tifosi, sapranno su chi poter aggrappare, le proprie speranze di risalita dopo una stagione obiettivamente deludente.


Corini: "Ha dimostrato di avere grandi doti. Spero continui un altro anno"

Eugenio Corini, tecnico del neo promosso Brescia, ha parlato a Sky Sport di Tonali che piace anche alla Roma: "Sarebbe importante continuare in questo club per un altro anno ma ha dimostrato di avere grandi doti, mi ha stupito per la sua maturità, nel suo primo anno vero ha giocato con continuità. È un calciatore completo già oggi".


La Roma punta Zappacosta, ma il Chelsea potrebbe trattenerlo

La Roma guarda in casa Chelsea per rinforzare le proprie corsie difensive, con nel mirino l'italiano Davide Zappacosta. Il terzino, portato al Torino da Petrachi, non ha trovato molto spazio al Chelsea; con sole 17 presenze tra campionato e coppe. La Roma lo vorrebbe come alternativa a Florenzi sulla destra e per il giocatore sarebbe anche una grande occasione in chiave nazionale. Ma il Chelsea, come riferisce calciomercato.com, potrebbe rifiutare offerte visto il divieto di fare mercato.


Carvalho: "Fonseca è l'allenatore giusto per la Roma. Trincao è un grande talento, piace a molti grandi club"

Bruno Carvalho, agente di Trincao, ha parlato dell'attaccante 19enne del Braga e di Fonseca come possibile allenatore della Roma. Queste le sue parole a calciomercato.com:

Dopo Mourinho, Villas Boas, Jardim e Paulo Sousa il calcio europeo potrebbe conoscere un altro tecnico portoghese come Fonseca. Secondo lei è pronto per la Roma e a che punto è la trattativa?
 “Fonseca è uno dei migliori allenatori portoghesi in questo momento. Negli ultimi anni lui ha dimostrato proprio questo perché le sue squadre vincono titoli giocando un calcio bello e di alto livello. Credo che sia un allenatore completo e molto carismatico e riesce a farsi seguire dai suoi giocatori. È l’allenatore giusto per la Roma in questo momento".

Si parla anche di parecchi giovani che stanno emergendo nel calcio portoghese. Uno di questi è sicuramente Trincão . Ce lo descrive?
Trincão è uno dei migliori calciatori giovani al mondo. È un ragazzo molto ambizioso e molto esigente con se stesso. Lavora sempre al limite, ha capacità per driblare e segnare anche tanti goal come vediamo con le nazionali portoghesi. Vediamo cosa li reserva il futuro. Ma credo che farà cose importanti nel calcio. È un grande talento.”  

Si parlava di lui in ottica Napoli e Juve, l’eventuale approdo di Fonseca potrebbe spostarlo pure in ottica Roma? 
Trincao è un giocatore che piace a molti grandi club europei. Ci sono tanti club che seguono le sue partite e si interessano per lui. Non lo so cosa accaderà questa estate. Sarebbe certo affascinante vederlo in una squadra come la Roma, dove negli ultimi anni sono approdati tanti giovani di talento. Poi la Roma ha anche la tradizione di giocare un bel calcio e se l’allenatore sarà Fonseca, continuerà a giocare un calcio offensivo".


InsideRoma Daily News: Contatti positivi con Fonseca. Piace Cragno, ma il Cagliari chiede 25 milioni. Domani tavolo tecnico in Campidoglio per lo Stadio

NOTIZIE DEL GIORNO | 4 GIUGNO 2019

QUI ROMA
Domani in Campidoglio si terrà un tavolo tecnico per discutere dello Stadio. Decisa la Raggi, che ha dichiarato di volere il bene della città prima che della società: “Il mio unico interesse è che la AS Roma mantenga gli impegni presi con la città: prima le opere pubbliche per i cittadini poi il campo di calcio. Basta chiacchiere: domani è in programma un tavolo tecnico sullo Stadio tra uffici del Campidoglio e società”.

MERCATO
Oltre a Dzeko, Manolas ed Under ci sono voci di mercato che riguardano anche Kolarov. Il terzino è stato accostato alla Stella Rossa per un ritorno in patria, ma chiara è arrivata la smentita del diretto interessato: “Non c’è nulla di vero ad oggi".
In entrata continua la ricerca di un allenatore, con un incontro tenutosi oggi in Portogallo con l’entourage di Fonsesca. L’esisto del summit è stato positivo e c’è ottimismo per un accordo futuro. Ottimismo che filtra anche dalle parole del tecnico portoghese: “Adoro essere qui allo Shakhtar, ma sono ambizioso. Voglio lavorare nelle migliori leghe europee come Inghilterra, Spagna, Italia. Non sono vecchio, credo che succederà”. Sondato anche Ten Hag, tecnico dell’Ajax, ma il club olandese ha chiuso qualsiasi trattativa reputandolo incedibile. Un no dettato anche dai fasti della trattativa per Ziyech, prima cercato e contattato per un quinquennale e poi mollato da Monchi.
Per la porta, ed il dopo Olsen, piace Cragno del Cagliari. I sardi chiederebbero 25 milioni, rifiutando i 18 offerti dalla Roma. Inoltre vorrebbero discutere anche di Luca Pellegrini, ma distaccandolo dalla trattativa per Cragno.

INTERVISTE
Sarri: "L’ultima bandiera è stata Totti, in futuro ne avremo zero"


Raggi: "La Roma mantenga gli impegni. Prima le opere pubbliche, poi lo Stadio"

Virginia Raggi, sindaco di Roma, è tornata a parlare dello Stadio della Roma e dell'ipotesi di spostare il sito in cui sorgerà l'impianto da Tor Di Valle a Fiumicino. Queste le due dichiarazioni riportate dall'Ansa:

"Il mio unico interesse è che la AS Roma mantenga gli impegni presi con la città: prima le opere pubbliche per i cittadini poi il campo di calcio. Basta chiacchiere: domani è in programma un tavolo tecnico sullo Stadio tra uffici del Campidoglio e società".