Davide Lippi: "Penso che ci siano buone possibilità che Conte sieda sulla panchina giallorossa"
Davide Lippi, come rivelato da Sky Sport, ha parlato dei possibili movimenti di allenatori sulle panchine del campionato italiano per la prossima stagione. Tra questi, il figlio dell'ex CT della nazionale, si è soffermato anche sulla figura di Antonio Conte:
Conte?
"Io penso che alla fine possa andare alla Roma. È una sensazione, non una notizia. Ma ci sarà un buon movimento a livello di panchine, a partire da questo mese ci divertiremo".
Cairo chiede un indennizzo economico o qualche Primavera per liberare Petrachi
Cairo non lascerà partire Petrachi senza avere qualcosa in cambio. Questo è quanto riferisce Radio Radio, che spiega come il presidente del Torino vorrebbe un indennizzo economico o qualche giovane Primavera giallorosso per permettere all'attuale ds granata di cominciare la sua avventura in giallorosso al termine della stagione.
Perinetti: "Roma e Atalanta le squadre più in forma del momento"
Giorgio Perinetti, direttore generale del Genoa, è stato intervistato da Radio Sportiva. Queste le sue parole:
"Il punto con la SPAL è stato importante, per la prestazione e perché abbiamo guadagnato una lunghezza sull'Empoli, ma non dobbiamo dormire sugli allori: il nostro calendario è meno proibitivo ma sarà importante continuare a far bene. Non potevamo prevedere di essere ancora in lotta per la salvezza, ma ci sono state diverse situazioni negative e le cose non sono andate come speravamo: è servito alla squadra per ritrovare compattezza e adesso speriamo di continuare su questa linea. È vero che abbiamo Roma e Atalanta, le squadre più in forma del momento, ma l'Empoli avrà partite altrettanto se non più dure e in questo mini torneo di quattro partite partiamo con un certo vantaggio dato dal +6. A Pasqua abbiamo avuto un confronto, è giusto che la società faccia le verifiche quando la squadra vacilla, ma non siamo scesi in profondità sul futuro perché dobbiamo conquistare la salvezza, poi ci sarà tempo per pianificare la prossima stagione. Ci stanno mancando i gol di Piatek ma la sua cessione è stata inevitabile, anche per la volontà del giocatore. Per me il tifoso è sempre legittimato a esprimere il proprio dissenso, però in casa Samp c'è contestazione per Ferrero, a Firenze per i Della Valle, a Napoli per De Laurentiis, allora mi domando: è un problema nostro o di sistema?".
Romero?
"Sta facendo bene, la Juventus ha una posizione di vantaggio forse perché l'ha visto per prima: i rapporti sono ottimi e vedremo a fine campionato cosa fare".
Allenamento Genoa. Stagione finita per Sturaro, in gruppo Sanabria e Veloso
Il Genoa si è allenato quest'oggi in vista della sfida di domenica alle ore 18 contro la Roma. Gli uomini di Prandelli hanno svolto soprattutto un lavoro tattico con Veloso e Sanabria tornati stabilmente in gruppo e saranno quindi a disposizione per la gara coi giallorossi. Out, invece, Sturaro che ha concluso la sua stagione anzitempo. Questo è quanto riportato dal sito dei rossoblu, genoafc.it.
Stagione finita per Sturaro per un trauma al ginocchio. Out con la Roma
Campionato finito per Stefano Sturaro. Il centrocampista del Genoa ha subito un trauma distorsivo del ginocchio nel corso della sfida con il Torino. Questo il comunicato del club ligure, genoafc.it:
"Il Genoa Cricket and Football Club comunica che il calciatore Stefano Sturaro verrà sottoposto, nella giornata di venerdì 3 maggio, a visita di controllo specialistica per stabilire la necessità diintervento chirurgico. Il consulto è previsto presso la struttura di Villa Stuart a Roma con il professor Pier Paolo Mariani. Il centrocampista aveva riportato un trauma distorsivo del ginocchio durante la partita con il Torino Fc".
Defrel: "Il mio futuro? Presto per dirlo. Sono contento dopo l'anno difficile che ho passato"
Gregoire Defrel, attaccate della Roma in prestito alla Sampdoria, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com in merito al suo futuro. Queste le sue parole:
Il suo futuro sarà a Genova?
"Ancora è presto per dirlo, ho obiettivi da raggiungere e poi penserò al mercato. Sono abbastanza contento dopo l'anno difficile che ho passato, ma potevo fare meglio visto che il calo fisico è durato un po' troppo".
Ecco il Dream team di Cristante. Presenti Cafu e Totti
Bryan Cristante, centrocampista della Roma, ha fatto la sua formazione ideale attraverso il canale Youtube giallorosso. Queste le scelte del numero 4 romanista:
"Giochiamo con un 4-3-3 basico. In porta Buffon, è la storia del calcio italiano. Come terzini due laterali brasiliano di spinta: Marcelo e Cafù. Centrali Maldini e Nesta, due italiani, fisici, tosti e sempre sul pezzo. Davanti alla difesa Pirlo, il centrocampista con più inventiva in quel ruolo. Mezze ali Lampard e Gerrard, due giocatori che sanno fare tutto. In avanti Totti, ha fatto delle giocate che per altri giocatori erano difficili da vedere. Poi Ronaldinho, mi ricordo da bambino i vari numeri con cui scartava 3/4 della squadra. Il pezzo grosso lì davanti è Ibrahimovich: ha tutto".
Il Dream Team di Cristante: Buffon; Cafù, Maldini, Nesta, Marcelo; Pirlo, Gerrard, Lampard; Totti, Ronaldino, Ibra.
Bonucci: "Totti è un'icona. In campo ci siamo beccati ma dopo una vacanza insieme, andiamo d'amore e d'accordo"
Leonardo Bonucci, difensore della Juventus, è stato ospite di Raffaellà Carrà nel programma A raccontare comincia tu. Questo è quanto riporta il sito tuttojuve.com in merito al rapporto del bianconero con Francesco Totti:
"È un'icona. In campo ci siamo beccati più di una volta, poi abbiamo passato una vacanza insieme e siamo andati d'amore e d'accordo".
Europa League. L'Arsenal vince 3-1 a Valencia, 1-1 tra Eintracht e Chelsea
L'Arsenal di Unai Emery ad un passo dalla finale di Europa League. I Gunners, infatti, si sono imposti per 3-1 al Mestalla di Valencia grazie alla doppietta di Lacazette al 18' e al 26' e la rete al 90' di Aubameyang. Eppure i padroni di casa erano passati in vantaggio all'11 con Diakhaby ma non c'è stato nulla da fare.
Prezioso 1-1 in trasferta per il Chelsea di Sarri in vista del ritorno a Stanford Bridge. I Blues sono andati in svantaggio contro l'Eintracht di Francoforte per la rete siglata dal talento Jovic al 23', richiesto da tanti top team europei. Pari degli ospiti a fine primo tempo con Pedro, che al 45' sigla il gol del pari.
La spinta dei giovani per puntare alla Champions
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma si gioca la stagione in 4 partite. I giallorossi devono provare a vincerle tutte e sperare che l'Atalanta non faccia lo stesso per tornare in Champions League e riprendere il cammino interrotto a Porto la sera del 6 marzo quando l'arbitro Cüneyt Çakir decise di non assegnare il rigore per il fallo di Marega su Schick alla fine del secondo tempo supplementare e che costò il passaggio del turno ai giallorossi. Sino a qualche settimana fa, le speranze di giocare la più importante manifestazione europea il prossimo anno erano ridotte al lumicino ma, complice il periodo nero del Milan ed il nuovo corso tecnico in casa romanista, oggi le possibilità sono aumentate.
Mister Ranieri ha dovuto fare costantemente i conti con gli infortuni, che ne hanno ridotto le scelte ma ha rigenerato alcuni giocatori che con Di Francesco erano in difficoltà o ai margini come Kluivert e Pastore. Proprio l'olandese sembra essersi trasformato dall'avvento dell'allenatore romano e mette in campo una voglia che prima sembrava non possedere. Il figlio dell'ex milanista Patrick ha accusato dei guai fisici nel corso della gara contro il Cagliari ma sta facendo di tutto per esser presente domenica nel match al Ferraris contro il Genoa ma in caso di forfait, potrebbe esser riproposto Cengiz Under.
Il turco, invece, era un punto fermo del precedente trainer giallorosso ma l'infortunio lo ha messo fuori dai giochi per più di 2 mesi ed ora cerca l'occasione per riprendersi il posto sulla fascia destra. Proprio di loro la Roma ha bisogno, così come di Nicolò Zaniolo, esploso con Di Francesco ma che sta avendo un calo fisico, notato anche dal ct Mancini che lo ha avuto a disposizione nello stage effettuato a Coverciano a fine aprile. L'ex Inter aveva cominciato alla grande ma nelle ultime circostanze in cui è stato impiegato, non ha reso come ci si aspettava. Forse, oltre ad una forma non eccelsa, c'è da considerare anche che con Ranieri raramente ha avuto la chance di giocare nel suo ruolo naturale e che sia Pellegrini che Pastore hanno offerto garanzie fisiche, tecniche e tattiche che prima non davano.
Proprio Lorenzo Pellegrini dovrà esser un valore aggiunto per la sua duttilità in mezzo al campo ma a cui manca qualche rete in questa stagione, che ne hanno caratterizzato i campionati precedenti. Stesso discorso vale per Bryan Cristante: il talento friulano ha avuto troppi alti e bassi al primo anno di Roma, dovuti sì ai continui cambi di ruolo anche nel corso dello stesso incontro ma pure per sue responsabilità.
La Champions passa dai giovani, che per 4 partite dovranno trasmettere ai compagni quella freschezza psico-fisica necessaria per chiudere al meglio. Ne vale pure per la prossima annata, che dovrà esser migliore dell'attuale ma servirà concludere bene questa per guardare al futuro con grande fiducia.
Kolarov, l'arma in più dell'attacco giallorosso
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Se comincia a far gol pure di destro, è la fine. Per gli avversari, ovviamente. Aleksandar Kolarov è arrivato a 8 reti, esattamente le stesse segnate da Edin Dzeko. E il dato, inutile negarlo, colpisce e va analizzato con attenzione. Non tanto per il rendimento deficitario del bosniaco, quanto per l'exploit del suo amico serbo. Otto gol non sono assolutamente pochi per uno che di mestiere fa il difensore. Certo, qualche rigore, qualche calcio di punizione per dare e darsi una mano non sono mancati, ma non si segna mai per caso. Anche da palla inattiva. E, poi, otto gol Kolarov in carriera non li aveva segnati neppure da ragazzino: riuscirci a 33 anni molto abbondanti, perciò, è un'impresa notevolissima. Soprattutto se uno ricorda che Alex è stato costretto per molto tempo a giocare con un piede fratturato e la cosa, ne converrete, non è il massimo della vita. Il suo contributo, perciò, è stato spesso altalenante, non sono mancate le figuracce e le critiche ma non sempre il tutto è accaduto per colpe esclusivamente sue.
COME UN CERTO SINISA - A conti fatti, finora ha dato quello che doveva dare. E in tema di gol si è addirittura superato. Al punto che nell'ultima gara ha agganciato il suo idolo Sinisa Mihajlovic (8 centri con la Lazio nella stagione 1998-99 ndr) in testa alla classifica all time dei difensori stranieri a segno nel nostro campionato. E pensare che la partita contro il Cagliari per lui poteva essere una sorta di trabocchetto, visto che dall'altra parte della barricata c'era Luca Pellegrini, indicato un po' da tutti come l'esterno sinistro della Roma del futuro. Il confronto, in realtà, è stato impietoso, con il serbo stravincitore della sfida a distanza. E non soltanto per il gol che ha blindato il risultato finale. Pellegrini ha talento, ma deve ancora crescere parecchio; Kolarov è cresciuto abbastanza, ma - se sta bene - ancora se la comanda in scioltezza. Questo non vuol dire che il serbo deve essere una delle basi su cui fondare la Roma del futuro, ma di certo non va buttato senza pensarci troppo nel secchio dell'immondizia. Non si può pensare di progettare la nuova Roma partendo da un ragazzo che a novembre compirà 34 anni (contratto in scadenza nel 2020, come Dzeko ndr), ma non si deve neppure dare troppo retta alla carta d'identità. Specie se l'età, come nel suo caso, è semplicemente una bugia.
Volata Champions nel segno del gol
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Quattro giornate al fischio finale del campionato, 12 punti a disposizione, sei squadre in corsa per i due posti Champions ancora disponibili. Sei squadre raccolte nel giro di sette punti: comanda il gruppo l'Inter (62 p), lo chiude la Lazio sette punti sotto. Tra la squadra di Luciano Spalletti, terza, e quella di Simone Inzaghi, ottava, ecco la sorprendente Atalanta di Gian Piero Gasperini al quarto posto (59), a seguire la Roma di Claudio Ranieri (58) e, a braccetto il Torino di Walter Mazzarri e il depresso Milan di Rino Gattuso (56). Nella volata finale conteranno diversi fattori: la condizione atletica, innanzi tutto. Difficile ipotizzare, del resto, che ci sia un gruppo che non sia pronto a tutto sotto l'aspetto psicologico: la possibilità di giocare in Champions, con ciò che di economico ne consegue, è troppo ghiotta per essere affrontata con un'alzata di spalle, tipo succeda quel che succeda. Sarà determinante il lavoro, l'abilità e anche l'esperienza degli allenatori, ma saranno ancor più decisivi i protagonisti in campo. Con un occhio attento su quanti, da sabato al 26 maggio, saranno chiamati a dare forza e sostanza alla propria squadra.
IL FATTORE JUVENTUS - E qui il discorso non può non chiamare in causa chi di professione fa (o dovrebbe fare...) i gol. E, analizzando il momento delle sei squadre coinvolte nella lotta per la Champions forse soltanto una, al massimo due possono dormire sonni più o meno tranquilli. Di certo, chi non fa salti di gioia per lo stato di forma del proprio bomber sono Inter, Roma, Milan e Lazio. Spalletti, ad esempio, non ha chiaro chi debba essere il centravanti dei nerazzurri: Icardi appare una specie di sopportato dalle polveri bagnate e Lautaro Martinez una promessa e poco più. Ecco perché l'Inter ha cominciato a segnare poco, e i tre pareggi nelle ultime quattro partite lo stanno a confermare. Dzeko e Immobile a Roma sono praticamente sulla stessa lunghezza d'onda: il romanista, un solo centro all'Olimpico in campionato, ha segnato gli stessi gol di Kolarov e due meno di El Shaarawy; il laziale ha firmato 14 reti, ma solo 5 nelle ultime 20 giornate (due volte assente, però). Poche. Inzaghi, per sua fortuna, ha trovato Caicedo che gli sta dando una grossa mano, 7 gol nelle ultime 13 gare. A Milano, sponda rossonera, il polacco Piatek, 21 reti a referto, è finito addirittura in panchina: segno che non è in grande forma, perché il suo accantonamento non può avere matrici tecniche. Il Milan ha vinto solo una volta nelle ultime cinque partite: ultima rete pesante del polacco per il deludente pareggio casalingo contro l'Udinese, lo scorso 2 aprile. Meno problemi, lì davanti, li stanno avendo il Toro del ritrovato Belotti e, soprattutto, l'Atalanta che è arrivata a quota 68 reti complessive dopo il posticipo contro l'Udinese: miglior attacco del campionato con la Juventus. A guardare il calendario, nessuno scontro diretto in programma per Inter, Roma e Milan ma in tre (Atalanta, Roma e Torino) dovranno affrontare la Juventus. La Lazio, invece, dovrà vedersela sia con il Torino sia con l'Atalanta. Quattro su sei chiuderanno in casa: fari puntati già da adesso sull'Olimpico Grande Torino dove, domenica 26, si sfideranno Mazzarri e Inzaghi. Ed è facile ritenere che non sarà un match di poco conto, anche in chiave Europa League.