E il club ha chiesto a Dzeko di restare

LEGGO - BALZANI - Ci hanno ripensato, ma ormai era troppo tardi. La dirigenza romanista ha provato nei giorni scorsi a proporre a Dzeko una spalmatura dell’attuale ingaggio (da 4,5 milioni) sui prossimi tre anni. Il bosniaco nemmeno ha voluto ascoltare l’offerta. Edin, come tanti altri senatori, ha preso davvero male il comportamento della società nei confronti degli amici Nainggolan, Strootman e De Rossi. Per lui probabile il trasferimento all’Inter di Conte pronta a offrire 15 milioni più bonus, ma nell’affare potrebbe entrare Gagliardini. Non hanno trovato fondamento, infatti, le voci che ieri lo avrebbero voluto al Fenerbahce. Dzeko era ad Istanbul, ma solo in vacanza con la moglie.


A fine giugno la squadra va in ritiro ma il caso Milan può cambiare tutto

LEGGO - La stagione è appena finita, ma per la Roma quella nuova dovrebbe ripartire il 25 luglio col primo impegno dei preliminari di Europa League (e la rinuncia alla tournèe Usa). Il condizionale è d'obbligo visto che l'Uefa sta decidendo o meno di escludere il Milan dalle competizioni europee per un anno. Lo stesso club rossonero potrebbe rinunciare all'Europa League come sorta di compromesso. In questo caso la Roma accederebbe direttamente alla fase a gironi.

 


A tutto Gasp. Ha detto addio all'Atalanta: la Roma è la sua nuova sfida

LEGGO - BALZANI - L'alba del giorno dopo è triste, piovosa, malinconica. A poche ore dall'addio di De Rossi e Ranieri, che ha scatenato un mix di amore e rabbia domenica sera all'Olimpico, la città si è risvegliata interrogandosi sul futuro. La prima risposta si chiama Gianluca Petrachi, che tra poche ore diventerà a tutti gli effetti il ds della Roma e che incontrerà Pallotta il 3 giugno a Parigi a margine di una riunione dell'Eca. Quel giorno farà parte della nuova Roma pure l'ottavo tecnico della gestione Usa che - a meno di clamorosi colpi di scena - sarà Gian Piero Gasperini. Anche perché la stagione, causa preliminari di Europa League, inizierà praticamente tra un mese in vista del primo impegno europeo del 25 luglio. A meno che il Milan non decida di rinunciare alla competizione. Il sì del tecnico è arrivato da tempo, manca solo il via libera del presidente dell'Atalanta Percassi che domenica aveva spaventato i dirigenti giallorossi: «Do per scontato che resti a Bergamo». Parole dettate dall'euforia per una storica qualificazione in Champions. Gasperini ai microfoni era stato più cauto e ieri in un primo incontro col presidente ha ottenuto risposte confortanti. Percassi vorrebbe tenerlo, ma non si opporrà. Il tecnico piemontese firmerà un triennale da 2,5 milioni a stagione e porterà nella capitale parte del suo staff. Compreso l'ex Juventus Bangsbo. Il danese, specializzato nella preparazione atletica. Il progetto, presentato dal Ceo Fienga e da Petrachi, ha convinto quasi subito Gasperini pronto a una nuova sfida in una grande piazza dopo il fallimento con l'Inter nel 2011. Tre i punti fondamentali: preparazione atletica e allenamenti duri, taglio degli ingaggi e valorizzazione dei tanti giovani di Trigoria. Una rifondazione, o se vogliamo un ridimensionamento. Partiranno i big Dzeko, Manolas e Kolarov dai quali la Roma ricaverà parte dei 40 milioni di plusvalenza utili per chiudere il bilancio in attivo. La lista degli obiettivi è lunga. In porta si complica Cragno, mentre salgono le quotazioni di Perin e Vlachodimos del Benfica. Ma potrebbe restare come primo Mirante (ieri convocato in nazionale). In difesa Palomino più di Mancini e Lyanco più di Izzo oltre alla suggestione Glik in uscita dal Monaco. Il centrale brasiliano, dopo il prestito al Bologna, tornerà al Toro ma Petrachi vorrebbe portarlo a Trigoria. A centrocampo serve il sostituto di De Rossi: piace Barella ma la strada in salita, più facile arrivare a uno tra De Roon o Tonali. In attacco il dopo Dzeko non sarà facile. Belotti e Zapata sono al momento fuori budget. Si valutano Llorente (a parametro zero) e Pavolettiesploso proprio con Gasp al Genoa.


I preliminari annulleranno la tournée Usa

IL MESSAGGERO - L'estate della Roma, oltre ad essere malinconica per i tanti addii, sarà ricca di impegni ufficiali visti i preliminari di Europa League, che costringeranno il club a rinunciare alla tournée americana, sempre che l'Uefa non escludi il Milan. Se, però, tutto restasse così, la gara di andata del secondo turno preliminare si giocherà il 25 luglio, ritorno il primo agosto. La corsa ai gironi passerà poi dal terzo turno (8/8 e 15/8) e preliminari (22/8 e 29/8). La Roma si ritroverà a Trigoria i primi di luglio.


Pallotta, lo strappo difficile da ricucire

IL MESSAGGERO - CARINA - Domenica sera non c'era. Ma era come se fosse presente. I 63mila dell'Olimpico hanno invocato più volte James Pallotta e non certo per applaudirlo. La frattura che si è creata tra il presidente (ormai assente dalla Capitale da 13 mesi) e la tifoseria giallorossa è profonda. Lo strappo nato dalla mancata conferma di De Rossi come calciatore, è stato lacerante. Paradossalmente più incisivo e logorante di quello di Totti. Perché con Francesco, c'era stato un intero anno per abituarsi (male) all'idea. Con Daniele no. Quattordici maggio l'annuncio, due settimane dopo la partita d'addio: lacrime, abbracci e tanti cari saluti. Fine della storia. Che non viene riaperta nemmeno dalle dichiarazioni di ieri, rilasciate al sito in lingua inglese del club: «Voglio anche ringraziare i tifosi presenti ieri allo stadio per aver dato a Daniele l'addio che meritava. Dopo averli rappresentati in campo per 18 anni, l'amore e il sostegno dimostrato nei suoi confronti è stato qualcosa di incredibile». Parole che suonano fredde, incolori, inespressive. «Frasi di circostanza» le ha ribattezzate il mondo delle radio locali. Paradossalmente più caloroso il congedo da Ranieri: «Quando avevamo bisogno di qualcuno che venisse qui in una situazione davvero difficile, Claudio ha detto subito di sì. Non è solo un grande allenatore e un grande professionista, ma un vero gentiluomo e un romanista per sempre. Lo ringrazio da parte di tutto il club».

IL TENTATIVO - Pallotta - insieme al consigliere Baldini (al quale è stato dedicato uno striscione l'altra notte davanti la sua casa di Londra) - è riuscito in un'impresa che aveva appena sfiorato con la semifinale di Champions dell'anno prima: ricompattare una tifoseria divisa da una decina d'anni come nemmeno le famiglie dei Guelfi e dei Ghibellini nel 1300. Bastava ascoltare l'altra sera l'Olimpico. In passato ai cori contro il presidente, qualche fischio si levava, parte dello stadio rumoreggiava oppure non partecipava. Domenica il boato e la compattezza delle urla sarà arrivato probabilmente fino a Boston. E quello più forte è stato quando gli schermi hanno inquadrato Totti, De Rossi e Conti insieme. Quell'abbraccio, carico di commozione e romanità, per chi non è abituato a vincere vale più di uno scudetto. Difficile da capire per chi ha una cultura diversa e non conosce la storia della Roma. La domanda ora è lecita: visto che la ripartenza targata Petrachi-Gasperini(sempre che il tecnico si liberi dall'Atalanta) non sembra di quelle che possa far dimenticare in breve tempo gli otto anni senza vittorie più l'affaire De Rossi, cosa può fare Pallotta per provare a riavvicinarsi alla città? Dando per scontato che la cosa lo interessi, la prima mossa potrebbe essere quella d'investire di un ruolo operativo Francesco Totti. Il primo passo per dimostrare con i fatti che quello che è diventato ormai il manifesto delle rimostranze della tifoseria - l'azzeramento del romanismo - non è vero. Magari in molti la considererebbero esclusivamente una mossa scaltra per uscire dall'accerchiamento di media e tifosi ma intanto rappresenterebbe qualcosa di concreto. Perché al netto del timido mea culpa del Ceo Fienga («La Roma sa dove ha sbagliato») il giorno della conferenza d'addio di Daniele, quello che viene imputato al club è di ritenersi sempre dalla parte della ragione. Sono gli altri che non capiscono, che non apprezzano, che criticano a priori. Forse, dopo 8 anni, uscire dall'accerchiamento facendo un passo verso la tifoseria potrebbe aiutare. Forse.


Gasperini chiede garanzie tecniche per il si ai giallorossi

IL MESSAGGERO - TRANI - Pallotta si prepara a voltare pagina. Ma, al momento, non può ancora farlo. C'è da aspettare. L'attesa, a quanto pare tutt'altro che breve, non dipende comunque dall'immobilismo della proprietà Usa o del management italiano del presidente giallorosso. Perché la Roma, con la giusta apprensione, attende di conoscere la decisione dell'Atalanta su Gasperini. Che rimane il favorito per la panchina fino a domenica sera occupata da Ranieri. Il tecnico di Grugliasco, sotto contratto fino al 30 giugno 2021 con il club bergamasco, incontrerà oggi Percassi che, come ha ribadito pubblicamente dopo il successo contro il Sassuolo che ha certificato la storica partecipazione alla Champions, dà per «scontata» la conferma dell'allenatore. Che, però, è tentato dalla proposta ricevuta dalla Capitale. Si è mosso personalmente il Ceo Fienga per presentargli il progetto e lo ha contattato pure il futuro ds Petrachi per confrontarsi già sull'eventuali operazioni di mercato.

IN STAND BY - I colloqui avuti finora non sono, però, bastati per arrivare alla fumata bianca. L'Atalanta è l'ostacolo visibile. Ma non è l'unico. Gasperini non si è ancora impegnato con la Roma. E, anche se l'avventura nella Capitale lo intriga, è stato subito chiaro con i suoi interlocutori, fissando qualche paletto. Il tecnico non accetterebbe lo smembramento dell'attuale rosa che passa attraverso la cessione di alcuni big . Al tempo stesso vorrebbe giocatori adatti al suo calcio. Non farebbe, dunque, da spettatore durante il prossimo mercato. Andando sul concreto: Manolasincedibile e, se fosse possibile, pure Dzeko. Il difensore, in bilico anche per la clausola da 36 milioni, non è più sicuro di restare, come disse nella scorsa estate: «Non lo so, vedremo» ha ammesso dopo la partita contro il Parma. Sembra, invece, già certo l'addio del centravanti: l'Inter lo considera già preso. Insomma il possibile nuovo allenatore è da accontentare, non essendo disposto a ripartitre da zero o quasi. A quel punto, preferirebbe dar continuità al lavoro fatto a Bergamo. Così per la difesa vorrebbe Izzo, avuto già al Genoa, o Palomino, in attacco Zapata, magari cedendo Defrel all'Atalanta che provò a prendere l'attaccante in prestito alla Sampdoria lo scorso gennaio. Petrachi, a quanto pare, ha bloccato il play Ozyakup. In più potrebbe portare dal Torino anche Meitè. Ma la società giallorossa preferirebbe scegliere calciatori in altri club, senza andare a indispettire Cairo e Percassi.

COLLOQUIO DECISIVO - Gasperini, nel vertice con Percassi, chiederà carta bianca per operare da manager all'inglese. L'allenatore soffre la presenza del ds Sartori, legato al presidente che, pronto a pareggiare l'offerta di Pallotta (triennale da 2,5 milioni più bonus), fatica a far da mediatore: situazione delicata in cui sì è inserita la Roma che, senza il piano B per la panchina (Blanc crede nella chiamata di Baldini che comunque resta in pressing su Sarri, tiene in corsa Giampaolo e non snobba De Zerbi) non ha ancora la possibilità di annunciare nemmeno Petrachi che però ha presentato le dimissioni al Torino. Cairo punta a monetizzare la partenza del ds, ricevendo un titolare della Primavera giallorossa.


Gravina: "La VAR è uno strumento fondamentale, anche se lavoriamo per migliorarla ulteriormente"

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, è intervenuto al Gran Galà del Calcio durante il quale ha parlato del VAR. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: "La tecnologia è un elemento indispensabile e fondamentale del calcio, anche se ovviamente qualche piccolo errore ci può essere, ma io penso che l’attività che svolgono gli uomini che stanno al VAR sia la migliore possibile, anche se lavoriamo per migliorarla ulteriormente. Stiamo lavorando molto ai nuovi principi a livello normativo e credo che ci saranno presto buoni risultati".


Ag. Dzeko: "Non so da dove vengano queste voci. E' in vacanza, non a Instanbul"

Nella giornata di oggi si è parlato molto di Dzeko e del suo incontro con il Fenerbahce. Un incontro che l'agente del giocatore ha prontamente smentito al sito sempreinter.it: "Ho sentito anche questi rumors dalla Turchia e non so da dove vengano. E’ in vacanza adesso e non a Istanbul".


Di Lorenzo ad un passo dal Napoli. Beffata la Roma

Giovanni Di Lorenzo, terzino dell'Empoli, è il primo obiettivo di mercato sfumato per la Roma. Infatti, come riferisce Sportitalia, l'esterno si sarebbe già accordato con il Napoli. All'Empoli dovrebbero andare 10 milioni di euro mentre le visite mediche sono fissate per giovedì. Già domani potrebbe arrivare l'ufficialità.


La Roma segue Lyanco. Possibile rinforzo per la difesa

Con il campionato ormai terminato, l'attenzione dei dirigenti della Roma è volta tutta al mecato in cerca di rinforzi per la rosa. Per la difesa si è fatto anche il nome di Lyanco, difensore in prestito al Bologna ma di protietà del Torino. Il brasiliano, come riferisce calciomercato.com, potrebbe arrivare alla Roma tramite il DS Petrachi. Sempre ammesso che l'ex dirigente granata approdi in giallorosso.


Barella: "Per caratteristiche sono simile a De Rossi. Futuro? Le voci fanno piacere ma penso all'Europeo"

Nicolò Barella, centrocampista del Cagliari, è a Bologna per ricevere il premio "Bulgarelli" come miglior centrocampista della stagione. A margine dell'evento ha parlato del suo futuro e dell'interesse di grandi club fra i quali vi è anche la Roma. Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com:

In passato il premio "Bulgarelli" è stato vinto anche da De Rossi e Pogba.
"Per caratteristiche De Rossi è quello più simile a me, Pogba visto alla Juve era quasi un Pallone d'oro e io sfiguro (ride, ndr). Nel mio ruolo bisogna saper leggere i movimenti e le azioni in anticipo, ho fatto anche il trequartista in questa stagione".

Futuro?
"Non so cosa accadrà, le voci fanno piacere ma di questo ne parlano Giulini e il mio agente. Io penso all'Europeo, poi si vedrà".


InsideRoma Daily News: Pallotta elogia De Rossi e Ranieri. Si continua a seguire Cragno, Dzeko vola ad Instanbul

NOTIZIE DEL GIORNO | 27 MAGGIO 2019

QUI ROMA
Dopo l’ultima partita di campionato le lacrime sono ancora calde sul viso dei tifosi per l’addio di De Rossi. Ma, per stessa ammissione del Capitano e di Ranieri, il “vento continuerà a soffiare” e si dovrà pensare alla prossima stagione. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio la panchina, con Sarri che rimane un nome caldo. L’ex Napoli, che dovrà disputate la finale di Europa League con il suo Chelsea, è vicino all’addio ed il suo agente incontrerà la dirigenza londinese per capirne le intenzioni. Se, dunque, Sarri lascerà il Chelsea. La Roma è pronta a puntare su di lui. Ma occhio alla Juventus.

Un elogio al tecnico romano ed a De Rossi è arrivato anche dal presidente Pallotta: “Quando avevamo bisogno di qualcuno che venisse in questa situazione difficile, Claudio ha accettato immediatamente. Non è solo un grande allenatore e professionista, ma un vero gentiluomo e sarà per sempre un romanista. Lo voglio ringraziare a nome di tutto il club. Ringrazio anche i tifosi presenti allo stadio ieri sera, per aver dato a Daniele l'addio che ha meritato. Dopo aver rappresentato i tifosi sul campo per 18 anni, il supporto e l'amore da parte di tutti per lui è incredibile”.
Anche Mirante ha voluto ricordare De Rossi, tirando anche le somme sulla sua stagione alla Roma: “Non mi aspettavo questo finale di stagione da protagonista, sono contento al livello personale di quanto ho fatto. Speravo nella qualificazione alla Champions League, sarebbe stato il finale perfetto, ma dobbiamo ripartire. De Rossi? Riusciva sempre a darci quel qualcosa in più, a motivarci e ad arrabbiarsi nel tono giusto. Mi ha fatto impressione durante la prima in campionato, la sua carica agonistica negli spogliatoi prima di scendere in campo, non avevo mai visto tanta grinta. Dentro quella sua carica c'è l'amore per questa maglia”.

MERCATO
La Roma da tempo segue Cragno del Cagliari, portiere che ha fatto vedere ottime cose in stagione. L’idea sarebbe quella di convincerlo a giocare nella Capitale per prendere il posto di Olsen. Ma a Cagliari non sono dello stesso avviso e la dirigenza sarda sta lavorando ad un rinnovo con sostanzioso adeguamento contrattuale.

In uscita si registra la presenza di Dzeko a Instanbul per un presunto incontro con la dirigenza del Fenerbahce. Ma l’entourage del giocatore ha smentito incontri con il club turco, giustificando la presenza del bomber giallorosso a Instanbul per vacanza.

INTERVISTE
Premio Bearzot, Mancini: "Ranieri mi somiglia per calma ed esperienza"

Malagò: "De Rossi ha preferito l'amore della gente a qualche trofeo in più"

Lamela: "Strano pensare alla Roma senza De Rossi. E' un grande uomo ed era uno dei punti di riferimento"

Mancini: "Addio di De Rossi? Ha dato tutta la sua carriera alla Roma e credo sia qualcosa di importante"

Pellissier: "De Rossi? A volte le società vengono prese da imprenditori che vogliono guadagnare e la classica bandiera non può esserci"