«I dettagli decideranno chi finirà tra le migliori»

IL MESSAGGERO - CARINA - Secondo successo consecutivo e la Champions non appare più una chimera. La Roma non ruba certamente l’occhio ma continua a racimolare punti. A Ranieri va bene così: «Devo fare i complimenti ai ragazzi perché non si sono mai disuniti.È stata una partita difficilissima, abbiamo sofferto molto all’inizio, poi abbiamo preso bene le misure.Adesso i giocatori hanno compreso quello che voglio da loro, di essere squadra. Credo mi stimino e stanno cercando di fare quello che chiedo. Io vorrei di più ma va bene così. Qui ci dobbiamo sacrificare tutti per il bene della Roma». La lotta al quarto posto è più viva che mai, Dzeko ha parlato di «miracolo», il tecnico di San Saba non si illude: «Credo che tutte le squadre che stanno lì in classifica,Milan,Lazio e Atalanta, lotteranno fino in fondo. Sarà un particolare a mandarne una in Champions e le altre in Europa League. Ci sarà da lottare fino all’ultimo».

L’IMPORTANZA DELLA DIFESA - Se però la Roma, come accaduto per la seconda volta consecutiva ieri, non subisce gol diventa tutto più facile: «È quello che dico dall’inizio alla squadra, prima o poi il gol lo facciamo. L’importante è non subirlo. Nel primo tempo abbiamo rischiato: loro sono bravi a ripartire e buon per me che ho giocatori veloci. Avevamo un uomo in meno a centrocampo ma dovevo fare i conti con i minutaggi».Torna sulle scelte e sul fatto che nell’antivigilia avesse escluso di far giocare insieme Dzeko e Schick: «Non è stata pretattica. Avevo sinceramente pensato di schierare Pellegrini dall’inizio ma quando faccio i conti la sera prima, vado a pesare anche quanto può giocare un giocatore. Sapevo che De Rossi non poteva reggere per 90’. Ho dovuto così mettere le due punte anche se a lungo c’è mancato un uomo di raccordo». Trovato con l’ingresso di Pellegrini, proprio al posto del ceco. Senza di lui, Dzeko è sembrato giocare meglio. Ranieri non raccoglie la provocazione: «Edin è il goleador principe, scelgo lui perché non è possibile che renda sotto la media. Il gol comunque nasce da una grande invenzione di El Shaarawy».


Stadio, percorso a ostacoli per il M5S

LA REPUBBLICA - D'ALBERGO, FAVALE - Nel lungo e tortuoso percorso verso lo stadio della Roma, la tappa intermedia di domani potrebbe dire molto sul futuro del progetto dell’impianto a Tor di Valle. Dopo il parere del IX Municipio (prima quello della commissione urbanistica, poi quello dell’assemblea) che si è espresso favorevolmente sull’annullamento in autotutela dell’interesse pubblico sull’opera, ora tocca alla Commissione sport del Campidoglio. Appuntamento alle 11 per una discussione e un voto che, seppur anch’esso non vincolante da un punto di vista tecnico, metterà alla prova la maggioranza M5S che in Aula Giulio Cesare sarà chiamata tra qualche settimana a decidere se proseguire o stoppare tutto. Dall’esito della commissione di domani si capirà se i 5 Stelle potranno contare su tutti i consiglieri o dovranno, pallottoliere alla mano, affrontare qualche defezione. Complessivamente, nonostante la compattezza sbandierata da più parti in Comune, dubbiosi e contrari tra le fila della maggioranza sarebbero 7 o 8. Alcuni di questi siedono in Commissione sport che esaminerà la delibera presentata nei giorni scorsi dall’ex dissidente Cristina Grancio (espulsa dal Movimento e confluita in De.Ma, la formazione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris) e da Stefano Fassina (Sinistra per Roma). Un atto che nella riunione di domattina potrebbe trovare una sponda in Gemma Guerrini — 5 Stelle ultraortodossa che già in passato ha dimostrato con assenze “rumorose” la sua diffidenza nei confronti dello Stadio — e in Carlo Chiossi (sostituto di Marcello De Vito, architetto, vicino al Tavolo dell’Urbanistica M5S già molto critico sull’opera). «Speriamo siano presenti e non si facciano sostituire — sottolinea la Grancio — in questo modo si chiarirà se anche loro hanno deciso finalmente di fare politica e metterci la faccia o proseguire con un atteggiamento pilatesco». A fronte dei tormenti interni alla maggioranza, però, la linea dei fedelissimi di Virginia Raggi sarebbe quella di andare avanti ugualmente anche in presenza di dissidenti che potrebbero venire più o meno allo scoperto. Per questo si sta studiando, regolamento alla mano, la possibilità di giocare sul numero dei presenti quando arriveranno in Aula non solo la delibera Grancio-Fassina ma, soprattutto, la variante urbanistica, l’atto decisivo per consentire poi l’avvio dei lavori sull’area di Tor di Valle. L’ipotesi è quella di far cadere il numero legale così da arrivare a una seconda convocazione dove i numeri richiesti per la maggioranza in Aula sono più bassi, così da ammortizzare eventuali defezioni. Su tutto, aleggia lo spettro di possibili penali da parte della As Roma alle quali i consiglieri potrebbero essere sottoposti se decideranno per una retromarcia. Uno spauracchio sul quale i legali, anche quelli del Comune, non sembrano avere una linea univoca.


Dzeko si sveglia: “È un miracolo. Per la Champions ci siamo anche noi”

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Un anno dopo, bentornato Edin. È di Dzeko il gol — vittoria che regala la seconda vittoria consecutiva alla Roma, dopo quella contro la Sampdoria, ancora una volta per 1-0. È di Dzeko la rete che batte l’Udinese, e torna a far sorridere il centravanti all’Olimpico dove non segnava dall’aprile dello scorso anno (avversario il Chievo) in cui in campionato. Il numero nove, a fine gara, non trattiene la sua gioia. «Ci siamo anche noi per la Champions — la carica di Dzeko — è quasi un miracolo che sia così, ma siamo ancora in corsa. Per riuscirci, però, dobbiamo giocare tutte le partite come abbiamo fatto nel secondo tempo di oggi».Nella ripresa, la squadra ha infatti cambiato faccia, giocando molto meglio rispetto al primo tempo, grazie anche all’ingresso di Pellegrini e Florenzi. «Hanno cambiato la partita — ammette il centravanti bosniaco — abbiamo giocato alla grande, di corsa e di tecnica e alla fine è arrivato il gol meritato. Questa vittoria vale tanto. Con Ranieri cosa è cambiato? Sicuramente siamo una squadra che vuole vincere e non prendere gol, ne abbiamo già presi tanti. Avevo detto alla squadra, prima della partita, di non subire reti, come a Genova». È contento, Ranieri, che sotto il diluvio ritrova il sorriso di Dzeko, di nuovo in pace con l’Olimpico e con El Shaarawy, che gli ha servito un assist di altissimo livello. «Doveva ritrovare fiducia e serenità — spiega il tecnico — quando si perde, il nervosismo va a mille, tutti vogliono dare di più e non riescono a essere squadra. Credo che i giocatori mi stimino, io ho cambiato il loro modo di giocare, soprattutto degli esterni e ora si sacrificano». Il mister di Testaccio, alla seconda vittoria consecutiva senza prendere gol, riapre in maniera insperata la corsa Champions. «Tutte quante lotteremo fino in fondo, sarà un particolare a decidere chi arriverà tra le prime 4. Tutte quante stanno bene, sono ottime squadre, c’è da lottare fino alla fine». De Rossi è uscito dolorante per un fastidio muscolare alla coscia destra. È stato costretto a lasciare il campo al minuto numero 67 e nei prossimi giorni verranno valutate le sue condizioni.

 

E le ragazze giallorosse ora giocano per il Mozambico

LA REPUBBLICA - Un hashtag sui social, #ForzaCocoricoo, per supportare l’iniziativa di Medici Senza Frontiere, impegnati ad assistere la popolazione del Mozambico, colpita un mese fa dal ciclone Idai. Le giocatrici dell’As Roma femminile hanno adottato la campagna di Msf, rilanciandola sui loro profili social. Un modo per stare vicini alla squadra “Cocoricoo” di Beira, la città più colpita, che ha ceduto il proprio campo di gioco e contribuito in prima persona alla costruzione di un Centro di trattamento per il colera, per contenere l’epidemia in città. «Il ciclone è arrivato con una forza che non ci aspettavamo. Ha coinvolto tutti e distrutto quasi ogni cosa. Ora sono contenta di aiutare, di essere parte del progetto. Io e le mie compagne stiamo imparando tanto», racconta Silvia Emilia Augusto, giocatrice della squadra di calcio femminile di Beira. «È stato un bellissimo lavoro di squadra», racconta Gabriele Santi, vice coordinatore di MSF a Beira. «Molte delle giocatrici hanno subito danni alle proprie case. Eppure hanno unito le forze e ci hanno dato una grossa mano per costruire il nuovo centro, anche se per un po’ non avranno il loro campo per partite e allenamenti». Il 14 marzo il ciclone Idai ha devastato un’ampia area in Mozambico, Zimbabwe e Malawi, distruggendo case, ospedali e infrastrutture e lasciando centinaia di migliaia di persone sfollate, con scarso accesso a beni essenziali e cure mediche. Il 27 marzo il governo ha dichiarato un’epidemia di colera a Beira, che ha registrato oltre 3.500 casi confermati.


Calciomercato Roma, Dzeko offerto all'Inter dai suoi agenti. I nerazzurri valutano

Edin Dzeko vicino all'addio. Il gol di ieri è servito per aiutare la squadra ad avvicinarsi all'obiettivo quarto posto, che ancora dista un punto ma di rinnovare il contratto all'attaccante bosniaco la Roma non ci pensa. Secondo quanto riportato dal sito fcinternews.it, l'entourage dell'ex City vorrebbe prolungare ma con scadenza 2022 a 5 milioni netti a stagione. Queste cifre sono troppo alte per un 33enne, secondo il club di Pallotta. Il giocatore è stato quindi offerto un mese fa all'Inter, che ci sta seriamente pensando ma anche ad alcuni club cinesi ed al West Ham


Dzeko ringrazia El Shaarawy un’alleanza nata dopo la lite

LA REPUBBLICA - PINCI - Soltanto un mese fa si erano presi a spintoni nello spogliatoio di Ferrara: era la Roma che annegava e che ora Dzeko ed El Shaarawy hanno riportato fuori dall’abisso. Non ancora del tutto, a dire il vero: il quarto posto è durato soltanto un paio d’ore, ma se chi verrà dopo dovesse trovare una Roma in Champions, dovrà spedire un mazzo di fiori a Ranieri. Sono bastati 40 giorni all’aggiustatore di Testaccio per prendere i cocci di Oporto e farne una squadra. Che magari non entusiasmerà chi ha il compito di pensare l’ennesima rivoluzione romanista a stelle e strisce: ma almeno ha restituito un’anima a quel gruppo di calciatori sfiduciati e litigiosi, che ora si scambiano assist e gol. E non è un caso se in 90 minuti sono crollati due tabù: l’1-0 all’Udinese è il secondo consecutivo della Roma, che due partite di fila senza subire gol non le aveva ancora messe in archivio. Né mai, dall’inizio della stagione, Dzeko aveva trovato il gol all’Olimpico in campionato. Quel destro in corsa a tradurre in 3 punti un corridoio inventato dall’ex “nemico” El Shaarawy ha interrotto un digiuno di 350 giorni esatti. E a rispedire all’inferno l’Udinese, costretta alla prima sconfitta dell’éra Tudor e al rischio di finire riassorbita dalla zona B. Ma l’1-0 ha pure ridato speranze a Pallotta, che aveva già dato mandato ai contabili di Trigoria di immaginare risorse alternative alla pioggia di soldi della Champions. Normale in fondo che la Roma, come tutti, stia costruendo le basi della prossima stagione: domani l’attuale direttore sportivo Ricky Massara prenderà un volo con destinazione Boston proprio per parlare col presidente americano: da una parte la speranza dell’incoronazione, dall’altra il timore di sentirsi chiedere di fare da spalla a un altro dirigente straniero, visto che la proprietà flirta da tempo col ds portoghese del Lille, Luis Campos. In realtà, tutto è fermo in attesa di capire chi s’assumerà l’onere di guidare dalla panchina la squadra del futuro: il sogno Conte, la tentazione Sarri, le alternative Gasperini e Giampaolo. Nomi che possono spostare anche il peso delle influenze dirigenziali. Ma a prescindere dall’esito della missione statunitense, ogni mossa passa dal campo. Di certo c’è che qualcosa dovrà cambiare dal punto di vista della preparazione fisica, visto che la partita di ieri ha finito per mietere l’ennesima vittima – sono 45, per l’esattezza – di un infortunio muscolare: De Rossi è uscito per un problema alla coscia, figlio di un contrasto nell’azione del gol. Un guaio da valutare, ma che a 35 anni e con il contratto in scadenza, rischia di diventare un segnale allarmante non solo per il presente del capitano romanista. Ma pure se le voci su un futuro incerto toccano tanti – da Manolas allo stesso Dzeko, da Pellegrini fino all’ambitissimo Zaniolo – la percezione è nuovamente di una squadra che ha voglia di lottare per raggiungere un traguardo: «I ragazzi non si sono mai disuniti», ha riconosciuto Ranieri, analizzando la ripresa dopo quel primo tempo di apnee. Ora serve ritrovare il vero Zaniolo, «che si sta disimpegnando in un ruolo non suo», come da analisi dell’allenatore. Quello che chiede Ranieri: «Conta il sacrificio: dobbiamo farne tutti, per il bene della Roma». Come hanno fatto El Shaarawy e Dzeko.


Roma, Dzeko risorge dopo un anno: «In Champions con la faccia cattiva»

CORRIERE DELLA SERA - «Dobbiamo giocare tutte le partite con la faccia cattiva». È questa la ricetta di Edin Dzeko per portare la Roma in Champions League. La sua, di faccia, al termine della vittoria 1-0 contro l’Udinese era sorridente perché è stato lui a regalare i tre punti alla formazione giallorossa con un gol, l’ottavo in campionato e il tredicesimo in stagione, che all’Olimpico in serie A mancava da quasi un anno: gli ultimi (una doppietta)li aveva realizzati il 28 aprile del 2018 contro il Chievo. Quello di ieri è stato pesantissimo. «È un gol che vale tre punti - le parole del centravanti - ossia la cosa più importante per la squadra». È stata una Roma a due facce. «Se giocheremo come nel secondo tempo, nelle ultime giornate faremo bene. Nella ripresa siamo andati alla grande: ci abbiamo messo corsa, tecnica, alla fine abbiamo fatto il gol e ce lo siamo meritati. È una vittoria vale tanto». Per la seconda volta consecutiva, la Roma non ha subìto gol. «Ranieri ci sta trasmettendo una grande convinzione e attenzione difensiva. Per vincere le partite non devi prendere gol e noi ne abbiamo subiti troppi. Ho detto ai miei compagni che se avessimo giocato come contro la Sampdoria, senza subire reti, alla fine uno lo avremmo fatto. La Champions? Siamo ancora in corsa nonostante una stagione un po’ così, dove non siamo stati alla grande: è un mezzo miracolo esserci ancora». 

 


Roma-Udinese, le pagelle dei quotidiani

INSIDEROMA.COM - La Roma vince all'Olimpico contro l'Udinese e continua così a credere a un posto nella Champions League del prossimo anno. In base ai voti dei principali quotidiani nazionali, il migliore in campo risulta essere il 'Faraone' Stephan El Shaarawy, autore di una prestazione di livello, condita dall'assist a Dzeko sul gol del decisivo 1-0. Bene anche il bosniaco e Manolas. Lievi insufficienze per Jesus, il subentrato Under e come al solito Patrik Schick.

IL MESSAGGERO

Mirante 6
Jesus 5
Manolas 7
Fazio 6
Marcano 6
Cristante 6
De Rossi 6
Zaniolo 6
Schick 5
El Shaarawy 7,5
Dzeko 7,5

Florenzi 6,5
Pellegrini 6,5
Under 5,5

Ranieri 6,5

 

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Mirante 6
Juan Jesus  5,5
Manolas 7
Fazio 6,5
Marcano 6,5
Zaniolo 6
Cristante 6,5
De Rossi 6
El Shaarawy 7
Schick 5,5
Dzeko 7

Florenzi 6,5
Pellegrini 6,5
Under 5,5

Ranieri 6,5

CORRIERE DELLO SPORT

Mirante 6,5
Juan Jesus  6
Manolas 6,5
Fazio 6,5
Marcano 6
Zaniolo 6
Cristante 6
De Rossi 6
El Shaarawy 7,5
Schick 5,5
Dzeko 7

Florenzi 6
Pellegrini 6,5
Under 6

Ranieri 6,5

IL TEMPO

Mirante 6
Juan Jesus  6,5
Manolas 7
Fazio 6,5
Marcano 6,5
Zaniolo 6
Cristante 6
De Rossi 6
El Shaarawy 7
Schick 5,5
Dzeko 7

Florenzi 6,5
Pellegrini 7
Under NG

Ranieri 6,5

CORRIERE DELLA SERA

Mirante 6
Juan Jesus  5,5
Manolas 7
Fazio 6
Marcano 6
Zaniolo 6
Cristante 6
De Rossi 6
El Shaarawy 7,5
Schick 5,5
Dzeko 7

Florenzi 6
Pellegrini 6,5
Under 5

Ranieri 6

IL ROMANISTA

Mirante 6
Juan Jesus 6
Manolas 7
Fazio 6,5
Marcano 6,5
Zaniolo 6
Cristante 6,5
De Rossi 6
El Shaarawy 7,5
Schick 5,5
Dzeko 7

Florenzi 6,5
Pellegrini 7
Under 6

Ranieri 6,5


Il Bayern offre 50 milioni per Zaniolo

Il Bayern Monaco mostra interesse per Zaniolo. Secondo il quotidiano Bild, la squadra tedesca offrirebbe 50 milioni di euro per il giocatore giallorosso che sta facendo scintille in campo.


Massara vola da Pallotta. Si decide sul ds e Campos

IL TEMPO - AUSTINI - Il viaggio della chiarezza. Domani Frederic Massara, direttore sportivo della Roma attualmente in carica con deleghe piene ereditate da Monchi, vola da Pallotta a Boston. Per parlare di futuro, ovviamente. Una volta per tutte si deve decidere chi guiderà la (ri)costruzione della squadra giallorossa per la prossima stagione, dopo i colloqui e le riunioni delle scorse settimane.  Tocca a Pallotta nominare ufficialmente il nuovo punto di riferimento dell’area sportiva di Trigoria. Le opzioni rimaste sul tavolo sono sostanzialmente due ed entrambe poggiano sulla conferma di Massara nel ruolo di diesse. La prima lo vedrebbe affiancato, o meglio guidato, dal portoghese Luis Campos, da capire se come consulente a distanza (ha la residenza a Montecarlo) oppure spostando la sua base a Roma: a quel punto il diesse potrebbe essere lui. Nell’altra ipotesi, il dirigente torinese cresciuto al fianco di Sabatini resterebbe invece come unico punto di riferimento centrale per gli affari di mercato. Detto che sullo sfondo c’è sempre la figura di Baldini, il consulente a cui Pallotta non vuole comunque rinunciare, in queste ore si sta riflettendo sulla nuova organizzazione e gli inevitabili dubbi sull’asse «Campos più Massara più Baldini» che di certo non favorirebbe i processi decisionali. I dirigenti che vivono la quotidianità a Trigoria non hanno dubbi: non c’è bisogno di ingaggiare nessun altro «uomo della provvidenza», tantomeno di ingolfare la macchina societaria con consulenti esterni che finirebbero per depotenziare i ruoli degli interni. Ma Pallotta, deluso dal lavoro di Monchi, è parecchio intrigato da Campos, che al Monacoe al Lille ha lavorato a suon di mega-plusvalenze, prendendo percentuali sugli affari e senza avere uno stipendio fisso. Lo ha convocato qualche settimana fa a Boston, oltre a lui ha ascoltato il diesse del Torino Gianluca Petrachi e il tedesco Sven Mislintat che nel frattempo ha però scelto di accettare la proposta dello Stoccarda, ora è arrivato il momento della scelta. In parallelo, Massaraha preso in mano la situazione a Trigoria sin dal giorno dell’addio di Monchi, ha iniziato a incontrare agenti e operatori vari, a imbastire trattative e a riattivare i viaggi degli scout per visionare giocatori dal vivo in giro per l’Europa. Domani mostrerà il suo piano a Pallotta, col budget legato all’eventuale accesso alla prossima Champions, che prevede cessioni da spalmare tra fine giugno (in ottica bilancio per il fair play Uefa) e il resto dell’estate, acquisti mirati, il rinnovo di Zaniolo e, ovviamente, la scelta di un allenatore. A Boston si parlerà anche dell’opzione Conte, il preferito di Pallotta e dei dirigenti e già contattato per un sondaggio preliminare, e delle alternative Sarri, Gasperini e Gattuso, mentre Giampaolo è al momento in ribasso.  Il presidente comunicherà contestualmente il suo piano a Massara, che a sua volta dovrà prendere una decisione. È pronto a iniziare una carriera da «primo» dopo anni vissuti da spalla di Sabatini e poi di Monchi, accetterebbe di buon grado di avere vicino Totti come uomo simbolo del club, mentre non è detto che acconsenta ad affiancare Campos. Sabatini potrebbe portarlo al Bologna (se resta in serie A) ma la priorità di Massara è la Roma. Dipende più da Pallotta che da lui, a metà settimana le nubi si dovrebbero diradare. Sarebbe ora.


Addio a Giuseppe Ciarrapico

Giuseppe Ciarrapico ci lascia a 85 anni. L’ex presidente della As Roma ed ex senatore Pdl è morto questa mattinata nella clinica romana alla Quisisana dove era ricoverato.


La Roma saluta Ciarrapico (Foto)

Dopo la notizia della morte di Ciarrapico, il club romanista si unisce al dolore per la scomparsa. L’ex senatore pdl aveva acquistato la Roma nel 1991 e ci rimase fedelmente fino al 1993: ora la società giallorossa lo ricorda con un post su Twitter.