Montali: "Incredibile lasciar andar via De Rossi, Si poteva costruire un percorso triennale con lui"

“De Rossi? Faccio molta fatica a capire come sia stato possibile arrivare a una situazione di questo tipo e come non si sia capito che tipo di importanza strategica abbia una persona come lui nella Roma”. Questo il commento di Gian Paolo Montali sulla situazione legata al capitano romanista. L’ex dirigente giallorosso, in esclusiva su Retesport, ha aggiunto:  "Ho lavorato solo in due squadre di calcio, Roma e Juventus, ma ho visto molti giocatori importanti. Pochi hanno dimostrato di avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi”.

Nel 2011, Montali ha rescisso consensualmente il contratto con la Roma. “Volevo rimanere alla Roma, ma ho capito che c’erano dinamiche completamente diverse e c’era un progetto nel quale non mi sono riconosciuto. Io non sono uno che rimane in un posto per lo stipendio e a dispetto dei santi. C’erano delle idee che non condividevo e che poi ho portato all’altra anima della società, che era Unicredit, perché non ritenevo assolutamente che ci fossero le condizioni per far fare il salto di qualità alla squadra e me ne sono andato, in punta di piedi. Se le persone che deleghi per comandare non hanno un imprinting per poter governare una squadra così importante come la Roma sicuramente anche la figura del presidente ne risente. Io credo che il presidente non debba essere necessariamente presente per ottenere risultati. Basti vedere il Manchester United, il Manchester City, l’Arsenal. Club che scelgono delle eccellenze, settore per settore, che hanno delle qualità, che si affidano a straordinari professionisti e dove c’è un’idea chiara. E’ possibile avere una società distante, ma deve delegare a un management importante. Specie in una squadra come la Roma che deve giocare per vincere”. 

Montali torna poi su De Rossi: "Ho allenato i migliori giocatori del mondo, solo una volta mi è capitato un giocatore, De Rossi appunto, che mi ha detto: ‘Sa qual è il mio unico cruccio direttore? Non avere due vite da dedicare alla Roma’. Come si fa a non capire il valore di un elemento così? Perché non preparare un percorso triennale con lui. Farlo giocare ancora un anno, affiancarlo un biennio al nuovo allenatore e poi affidargli il progetto in prima persona? Non è una cosa complicata da capire e da programmare”. Non dà ulteriori consigli Montali, ma si limita ad un’ultima raccomandazione: “Le componenti fondamentali per vincere sono tre: società, allenatore e giocatori, in ordine di importanza. Ma chi le fa le scelte nella Roma? Chi rappresenta la società? Di sicuro la Roma merita un allenatore di primissimo livello, che venga qui non solo per piazzarsi, ma per vincere”. 


Torino, Cairo scherza su Petrachi: "Dobbiamo stare insieme ancora molto tempo"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Hanno voluto esserci tutti, ieri sera, alla festa di compleanno di Urbano Cairo, evento organizzato tra i giardini e le colonne razionaliste della splendida villa Necchi Campiglio, a Milano, scelta per festeggiare i 62 anni del numero uno del Torino nonché presidente di Rcs Mediagroup. (...) I dirigenti del club sono arrivati dal capoluogo piemontese per abbracciare il presidente Cairo, tutti uniti da un orgoglio granata cementato da una stagione da record vissuta da protagonisti, nonostante la delusione per la mancata qualificazione in Europa: dall’allenatore Walter Mazzarri al diirettore generale Antonio Comi, dal direttore operativo Alberto Barile al capo della comunicazione Piero Venera, dal direttore del settore giovanile Massimo Bava al responsabile della scuola calcio del Toro Silvano Benedetti, dal segretario generale Pantaleo Longo al direttore sportivo Gianluca Petrachi. Simpatico siparietto tra Cairo e Uberto Fornara (a.d. della Cairo Communication): «Con Uberto siamo assieme da trent’anni, vedi Petrachi quanto tempo dobbiamo stare ancora insieme...». (...)


Olimpico sold out. L’addio di De Rossi con una maglia speciale

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Più di sessantamila per Daniele De Rossi. Sold out lo stadio Olimpico, compreso il distinto solitamente destinato agli ospiti, e per l’occasione assegnato ai romanisti. Come già successo due anni fa, per il saluto a Totti. Un muro giallorosso, di magliette col numero 16 e di  sorprese che la curva sud e gli altri settori stanno preparando. Una festa triste in notturna (col Parma si giocherà alle 20,30), per salutare il capitano della Roma, al termine di giorni pesanti, per la sommossa popolare che si è scatenata contro la società. Tutto esaurito, 38 mila i biglietti staccati, che si sommano ai 24 mila abbonati, con la squadra che indosserà la nuova maglia, quella della prossima stagione (in questi giorni in vendita negli store ufficiali). La divisa avrà un logo speciale, una patch da collezione cucita, per celebrare il saluto a Daniele. Scenderà in campo dal primo minuto, come anticipato da Ranieri al termine della partita col Sassuolo, dopo essere rimasto in panchina nelle ultime due gare. Sarà  celebrato dalla società attraverso Francesco Totti, l’unico non contestato dalla tifoseria al momento. L’ex numero 10 darà all’amico una targa, proprio come due anni fa aveva fatto De Rossi, commosso, con lui. Un altro passaggio di consegne che però porterà i due, dopo vent’anni, a separarsi. «Faccio molta fatica a capire come si sia arrivati a una situazione di questo tipo, pochi hanno dimostrato di avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi». A infilarsi nella questione del forzato addio del numero 16, è Gian Paolo Montali. L’ex dirigente giallorosso (ha rescisso nel 2011), attualmente attraverso Retesport, fa sapere il suo pensiero. «Come si fa a non capire il valore di un elemento di questo livello? Perché non preparare un percorso triennale con lui? Farlo giocare ancora un anno, poi affiancarlo per un biennio al nuovo allenatore, fino ad affidargli la panchina. Non è una cosa complicata da capire e programmare. Ma chi fa le scelte nella Roma? Chi rappresenta la società?». Domande che restano sospese, in attesa che possa sdoganarsi dal Torino il nuovo direttore sportivo, Petrachi, e che si definisca l’accordo con Gasperini. Intano la gara contro il Parma sarà verosimilmente l’ultima, con la maglia giallorossa, per Dzeko. L’attaccante saluterà dopo quattro stagioni e 87 gol in giallorosso, pronto a dividersi dal club di Trigoria a un anno dalla scadenza di un contratto che non gli sarà rinnovato.


L'Under 21 con i big? Di Biagio allo scoperto: "Si, potrebbero esserci"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Parte un coro dallo stadio, lo sente tutta la città». Così rappa Rocco Hunt in «Benvenuti in Italy», l’inno che accompagnerà gli azzurrini all’Europeo Under 21. Di fianco a Rocco, nella sede della Sony, il c.t. Gigi Di Biagio tiene il tempo con la gamba, abbraccia il rapper («Lo ascolto spesso, è uno dei preferiti di mio figlio») e se potesse correrebbe subito in ritiro con i suoi ragazzi. (...) Già, perché Di Biagio esce allo scoperto e conferma che potrebbe portare con sé chi, pur in età da Under, è già protagonista con Roberto Mancini: «Ci sarà la possibilità di riportare da noi i ragazzi che sono in Nazionale A, con Roberto e con i preparatori collaboriamo per portare al top della condizione quelli che saranno con lui». Mancini, Zaniolo, Chiesa, Kean, Barella, Lorenzo Pellegrini, magari Tonali e Luca Pellegrini (già impegnato con l’Under 20 al Mondiale): sarebbero «pesi massimi» da aggiungere al gruppo di Di Biagio, che peraltro deve valutare le condizioni di Calabria e Parigini, due colonne del biennio Under, attualmente infortunati. (...)


Addio De Rossi, poi un'estate da definire

IL TEMPO - BIAFORA - Meno cinque giorni a Roma-Parma. Mentre in città e a Trigoria fervono i preparativi per l’ultima serata di De Rossi in giallorosso, con la Curva Sud che gli dedicherà una coreografia nel pre-gara, non si placano le voci sul futuro del capitano. A parlane stavolta è stato direttamente Angelici, presidente del Boca Juniors, tra i club maggiormente accostati a DDR, che ha glissato sulla questione: «L'unico obiettivo che abbiamo è la semifinale di coppa, non pensiamo al mercato. A giugno parleremo degli acquisti». Oltre all'impegno di domenica la Roma è già proiettata al futuro e all’organizzazione dell'estate in caso di arrivo ai preliminari di Europa League. Con il sesto posto i giallorossi entrerebbero al secondo turno (25 luglio-1 agosto) costringendo quindi la società a rinunciare all’International Champions Cup. Appare improbabile anche un viaggio nella sola Boston, con il ritiro che, a meno di richieste specifiche del nuovo tecnico, prenderà il via a Trigoria tra fine giugno e i primi giorni di luglio. A salvare la Roma dai tanti impegni estivi potrebbe essere però la Uefa, pronta a sanzionare il Milan dopo averlo nuovamente deferito. I rossoneri, nell'eventualità di un arrivo al quinto posto davanti agli uomini di Ranieri, rischierebbero concretamente una squalifica dalla prossima coppa europea, permettendo ai capitolini di entrare direttamente ai gironi e di far disputare al Torino i preliminari. Prima di ogni discorso c'è l’ultima gara da giocare.


Scatta il valzer

IL TEMPO - AUSTINI - Chi resterà col cerino in mano? Arriva l'estate delle panchine più bollenti, mai così tanti allenatori «d'elite» coinvolti in un giro vorticoso di trattative, fin troppi calibri in gioco per poter trovare tutti una sistemazione gradita. Il campionato chiude i battenti nel weekend, poi il via alle danze, con tre settimane di fuoco fino a metà giugno, in cui ogni tessera del puzzle si incastrerà nella casella giusta. A fare la prima mossa che determinale altre è sempre la Juventus. Dopo l’esonero annunciato di Allegri, sono già iniziati i giorni cruciali per il futuro manager bianconero. E c'è un motivo: Antonio Conte ha dato una sorta di ultimatum ai dirigenti juventini, dopo aver vinto nel frattempo la causa con il Chelsea per ottenere il pagamento dell'ultimo anno di stipendio da 9 milioni di sterline nette. Sia Paratici sia Nedved lo vorrebbero di nuovo alla guida dei campioni d'Italia, ma si sono scontrati col rifiuto netto della famiglia Agnelli. Famiglia, sì, perché a opporsi al ritorno di Conte non è solo Andrea. Ieri nuovi contatti, il tecnico è disposto ad aspettare al massimo fino a domani: se Paratici e Nedved non saranno riusciti a convincere il presidente, allora l’ex ct azzurro onorerà la sua parola data ormai qualche settimana fa a Marotta per accasarsi all'Inter. Il dirigente nerazzurro ha battuto nel frattempo la concorrenza della Roma ed è convinto che non potrà accadere più nulla: è Conte il successore scelto per sostituire Spalletti. Ecco, l'ex Roma sembra proprio uno di quelli destinati al «cerino», ma è forte di due anni di contratto pesantissimi restanti con l'Inter, che renderanno molto meno faticoso l'eventuale periodo di stop. La Juve, intanto, ha contattato Sarri, che a prescindere dall'esito della finale di Europa League considera quasi scontato l'esonero da parte del Chelsea, pronto a puntare su Lampard. Il toscano, nonostante qualche attrito passato dovuto alla rivalità.


E l'ormai prossimo ds Petrachi fa già il mercato per Gasperini

LEGGO - BALZANI - Ancora cinque giorni poi Petrachi diventerà a tutti gli effetti il nuovo ds della Roma. Il dirigente è già al lavoro per avviare il progetto di rifondaione voluto da Pallotta e Baldini. Via i big Manolas, Dzeko e forse Kolarov, e dentro giocatori con ingaggio medio e possibilmente italiani. A guidare la squadra, con ogni probabilità, sarà Gasperini. Nel mirino sono finiti Di Lorenzo e Bennacer dell’Empoli, Willems dell’Eintracht e Mancini dell’Atalanta. In porta ballottaggio Cragno-Perin. Nella lista di Gasperini e Petrachi non ci sono soltanto giovani visto che l’atalantino ha ottenuto grandi risultati anche affidandosi a over 30 come Gomez, Ilicic e Masiello. Capitolo Zaniolo: il ds incontrerà presto il suo entourage con la Roma che non offrirà più di 2 milioni a stagione più bonus.


L'ira del Principe: "De Rossi scaricato con un tweet, Pallotta non ha avuto rispetto"

LEGGO - BALZANI - Sarà un Olimpico sold out. Come lo fu per Bruno Conti, Aldair e Totti. E come in Europa è stato per Gerrard, Terry e Del Piero. L'addio di De Rossi ha scosso la piazza di Roma ma non impedirà ai tifosi giallorossi di salutare l'ennesima bandiera che se ne va e che ha deciso di comprare una pagina di giornale per ringraziare la sua gente. Domenica sera contro quel Parma, che ricorda un lontano scudetto nel 2001, saranno in 62 mila (22 mila abbonati più 40 mila biglietti). Niente discorsi al microfono, ma una sobria celebrazione a fine partita e un giro di campo da lucciconi agli occhi. Conosce bene quella sensazione Giuseppe Giannini, detto il Principe. La sua festa d'addio, dopo pochi giorni dallo scudetto della Lazio, fu rovinata dalla contestazione anti Sensi e da un'invasione di campo che guastò una giornata iniziata nel migliore dei modi. C'è timore per una forte protesta anti Pallotta pure domenica sera. L'amato capitano degli anni '90, oggi opinionista a Centro Suono Sport nella trasmissione 1927 la Storia Continua, sa bene cosa si prova ad essere scaricato dopo anni di amore: «Ci sono analogie, ma non mi va di parlarne visto che non ci sono più alcune persone. Capisco i motivi della contestazione e temo rovinerà una bella serata. Fossi in De Rossi diserterei. Sinceramente la notizia mi ha sconvolto. Daniele meritava ben altro rispetto. Ma come si fa a scaricare un giocatore con 600 presenze tramite un tweet? Ci sarà sold out? Saranno felici a Trigoria, il fatto di comunicarlo prima mi sembra una furbata della società per fare cassa al botteghino».
Anche sulla scelta tecnica il Principe è scettico: «Non rinuncerei mai a uno come lui. Temo la scelta sia stata presa dal nuovo allenatore scelto da Baldini». Il consulente che avvierà l'ennesima rivoluzione: «Utilizzo il ciclismo. La Roma ha sempre viaggiato in pianura negli ultimi 4-5 anni, senza grosse complicazioni, adesso davanti a sé ha una salita impervia. Questo per dire che anche dalle parole di Ranieri si è compreso che la società dal punto di vista degli investimenti dovrà dismettere, non rilanciare». A dare l'addio (da dirigente) potrebbe esserci anche Totti per il quale non è arrivata alcuna offerta ancora: «Si dice possa diventare direttore tecnico. Forse è la nostra ultima speranza, è l'unico che può tirarci fuori da questo pantano». In tribuna ci saranno tanti ex per salutare l'amico De Rossi: da Dacourt a Osvaldo passando per Delvecchio e Toni.


De Rossi, il caso entra a Montecitorio

IL MESSAGGERO - CARINA - Per il saluto di De Rossi saranno presenti 63mila spettatori: ai quasi 24mila abbonati si aggiungono i 39mila tagliandi venduti e tra questi ci sono anche i Distinti Nord, settore dedicato solitamente agli ospiti. A premiare Daniele sarà Totti, ma non sarà soltanto una giornata di festa. La contestazione nei confronti del club non si placa e arriva anche in Parlamento. E’ previsto un incontro organizzato dai Roma Club palazzo Madama e Montecitorioper risolvere la questione.


Roma, Gasperini per forza

IL MESSAGGERO - TRANI - In piena volata, e a meno di una settimana dal possibile annuncio, c'è Gasperini davanti a qualsiasi altro candidato per la panchina giallorossa. E, con la Roma di mezzo, a comandare è sempre e comunque Testa Grigia, riconoscendo il copyright a Ranieri che, con l'appellativo cromatico, ha appena battezzato Baldini davanti ai tifosi in rivolta. In questo caso, però, è l'allenatore dell'Atalanta che, guardando al vantaggio accumulato negli ultimi 15 giorni, oscura chi lo insegue proprio come fa ombra il suggeritore di Pallotta su chi opera a Trigoria. Così, anche se manca la fumata bianca (e quindi, niente è ancora scontato), Gian Piero da Grugliasco, 61 anni, si prepara a diventare l'8°allenatore dell'éra a stelle&strisce.
AVANTI TUTTALa svolta ai primi di maggio, subito dopo la telefonata di Conte a Fienga in cui l'ex tecnico del Chelsea ha detto no alla proposta della proprietà Usa. In quel momento, non avendo Baldini ricevuto alcuna garanzia da Sarri, il management italiano ha deciso di concentrare ogni sforzo su Gasperini che, sotto contratto a Bergamo con la famiglia Percassi fino al 30 giugno 2021, è stato scelto in quanto sosia, nel metodo e nel carattere, dell'ex ct azzurro. Non potendo permettersi l'originale di lusso, ecco dunque l'imitazione quasi perfetta. «Replay» la sintesi offerta a Pallotta per ottenere il via libera sull'allenatore dell'Atalanta, vicino alla storica qualificazione in Champions e tentato al tempo stesso dalla chiamata di un grande club. Gian Piero, nell'approccio di partenza, ha mostrato la sua personalità, pretendendo di essere il candidato unico. Pronto, insomma, a chiamarsi fuori a priori davanti a qualsiasi ballottaggio. La Roma ha dovuto accettare l'aut aut pur non avendo alcuna certezza di andare a dama nella negoziazione. Che, con l'intervento di Petrachi, ha però preso subito la piega giusta.
NUOVO CORSODecisivo è stato pure Fienga, consapevole di non poter aspettare Sarri, in quel momento ancora convinto di restare al Chelsea. Oggi non è più così: Abramovic, a prescindere dal risultato nella finale di Europa League (29 maggio), gli ha fatto capire che lo saluterà a fine stagione. Sarà, dunque, libero. Ma la situazione, anche se la Roma avesse deciso di attenderlo, non sarebbe comunque cambiata. Perché, nonostante il pressing di Baldini, la società giallorossa è dietro alla Juve e al Milan. Giusto, dunque, puntare forte sul tecnico dell'Atalanta, inizialmente sul 3° gradino del podio. Petrachi non ha mai avuto dubbi, scartando Giampaolo, sponsorizzato dal principale interlocutore di Pallotta. E trovando l'accordo con Gasperini (triennale da 2,5 milioni più bonus): nessuno, nella Capitale, teme il ripensamento. Il tecnico ha già avvisato Percassi che, per la verità, ancora spera nel ribaltone. La Roma, anche per rispetto verso l'Atalanta, ha spinto Gian Piero ad essere chiaro con la dirigenza del club bergamasco. Sono pronti a seguirlo alcuni collaboratori. Lui vorrebbe pure qualche titolare nerazzurro: il centrale difensivo Palomino (più di Mancini, bloccato da Monchi), il terzino destro Castagne, il fluidificante mancino Gosens, il mediano de Roon e il jolly offenisvo Ilicic (vicino, però, al Napoli). Da scegliere il portiere, con Cragno ancora preferito a Gollini, e il sostituto di Dzeko, con Petrachi già al lavoro su Belotti. Dalla Germania: interessamento per Kruse, centravanti del Werder Brema. Dall'Inghilterra: proposto Llorente del Tottenham (parametro zero). Dall'Olanda: contatto con il terzino sinistro Willems dell'Eintracht. Ma prima viene il brindisi con l'allenatore.


C’è Willems ora si prova a svoltare a sinistra

GAZZETTA - CECCHINI - Non sappiamo se domenica prossima, in occasioni delle elezioni europee, la sinistra torni di moda. Una cosa è certa: a Trigoria va parecchio, anche perché su quella fascia – soprattutto in difesa – c’è da lavorare. E così, visto che Kolarov potrebbe essere anche salutato a fine stagione, la Roma sta pensando ai giocatori adatti per quel binario. E il primo della lista, al momento, sembra essere Jetro Willems, 25 anni, olandese, in forza all’Eintracht, con già 22 presenze nella nazionale «orange», anche se l’ultima risale al 2016. A rivelarlo è stato lo stesso manager del giocatore, che ha detto chiaro: «La Roma e il Newcastle sono interessati a lui».

 

Velocità e duttilità

Oltre al costo del cartellino non impossibile – ha il contratto in scadenza nel 2021 e costa circa 8-10 milioni – Willems è seguito per la sua velocità e duttilità, che gli consente, all’occorrenza, anche di giocare esterno alto e centrale difensivo, con il suo fisico imponente. Dopo aver iniziato la sua carriera di calciatore, nel 2006, nelle giovanili dello Spartaan, si è trasferito due stagioni più tardi allo Sparta Rotterdam. Nel 2011 il suo passaggio al PSV Eindhoven, dove ha esordito in Europa League, quindi nel 2017 viene ceduto definitivamente all’Eintracht, rivale in questa stagione di Lazio e Inter. In Nazionale ha giocato anche l’Europeo 2012 e in quella occasione ha conseguito un piccolo primato: essere il calciatore più giovane ad aver preso parte a quel torneo fino a quel momento, battendo il record che apparteneva al belga Vincenzo Scifo, ex Inter.

 

Torna Pellegrini

Ma anche se l’affare Willems andasse in porto, c’è un altro candidato per la fascia sinistra, ed è Luca Pellegrini, che dovrebbe tornare dal prestito al Cagliari. Le qualità (soprattutto offensive) del ventenne giallorosso, assistito da Mino Raiola, non si discutono, ma questa stagione per lui è stata piena di luci e ombre. La prima parte l’ha giocata alla Roma, mettendo in mostra ancora parecchie ingenuità che non gli hanno consentito di mettere insieme un minutaggio importante e, tanto meno, di pensare di scalzare Kolarov da titolare del ruolo. Dopo il prestito al Cagliari, però, le cose sono migliorate e il suo rendimento è cresciuto parecchio, tant’è che il club sardo lo terrebbe volentieri in prestito per un altro anno. L’impressione, però, è che la società giallorossa abbia altre idee, visto che sarebbe disposto a sacrificarlo solo per arrivare a Barella, che però per il momento pare un obiettivo difficile da raggiungere.

Gasperini e Petrachi

Per questo la cosa più probabile è che Pellegrini torni alla base, anche perché il futuro d.s. giallorosso, Gianluca Petrachi – che la scorsa settimana ha incontrato il presidente urbano Cairo per liberarsi che lo vincola col Torino fino al 2020 – così come Giampiero Gasperini, l’allenatore in pole per ereditare la panchina di Claudio Ranieri, pensano che possa essere un profilo giusto da poter valorizzare in una stagione che ha il sapore della ricostruzione.

Idea Perin

Parlando sempre di reparto difensivo, ci sono da registrare le voci che vogliono Perin nell’orbita della Roma, ma arrivano smentite in questo senso, anche se non si può escludere che al portiere ex Genoa stia stretto il ruolo di secondo alla Juventus, anche in vista delle convocazioni per il prossimo Europeo. Al momento, però, a Trigoria hanno altre idee, con Cragno in cima alla lista delle preferenze e con Sirigu sempre monitorato. Adesso però, soprattutto col cambio di consegne nella direzione sportiva (Massara sembra più vicino all’addio), è possibile che alcune strategie possano cambiare. Ma con una certezza: sulla fascia sinistra, pur calpestata anche dal jolly Santon, c’è bisogno di cambiare. E la Roma ci prova.


De Rossi saluta Olimpico esaurito ma la festa resta top secret

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Sembra dimagrito», il pensiero di parecchi tifosi sotto le immagini di De Rossi sui vari social. In parte è vero: il sorriso del capitano della Roma appare tirato; questa è la sua ultima settimana da calciatore giallorosso. «Ormai la macchina conosce benissimo la strada, viene da sola», ha detto qualche giorno fa. Sarà difficile, per lui, fare il tragitto dal centro, dove abita, al Fulvio Bernardini, ma ormai non può fare diversamente. E quindi, mentre procedono i preparativi per la festa di domenica sera, lui pensa al lavoro sul campo. Lasciare la Roma in Europa è l’obiettivo minimo, farlo in Champions sarebbe un miracolo. Tra fede e speranza, quindi, contro il Parma scenderà in campo per l’ultima volta. Avrà, come i suoi compagni, la maglia nuova, quella del prossimo anno (in vendita da domani o venerdì), con una scritta o un’immagine dedicata. La fascia sarà quella della Lega, ma sotto De Rossi indosserà la sua. Top secret quello che sta preparando la società, così come la curva che, come fu per Totti, sta organizzando un addio tutto suo. L’Olimpico sarà esaurito, con sessantamila tifosi. E a fine partita De Rossi farà il giro di campo. Da solo o con la famiglia, nulla viene fatto trapelare. Perché la celebrazione, organizzata in poco tempo, non sarà una vera e propria festa, vista la rabbia che si respira nell’aria (romanista) per la scelta della società.

Lacrime anche in Parlamento

In questa settimana è possibile, anzi probabile, che De Rossi organizzi una cena di saluto con tutti i compagni e lo staff tecnico, e non è escluso che qualcosa faccia anche Ranieri, per ringraziare i giocatori per la disponibilità con cui lo hanno accolto. Saranno giorni di lacrime e malinconia. Giorni che, secondo l’ex d.g. Gian Paolo Montali, si sarebbero potuti evitare: «Faccio molta fatica a capire come sia stato possibile arrivare a una situazione cosìe come non si sia capito che importanza strategica abbia una persona come lui nella Roma - dice a ReteSport -. Nella mia carriera ho visto poche persone avere lo spessore morale, umano e professionale di De Rossi». Difficile, per i romanisti, non essere d’accordo. E anche i parlamentari giallorossi oggi si riuniranno nel loro Roma Club per dare voce al loro dispiacere.