Il redivivo Schick prova a rinascere contro la sua Samp

Questa sera alle 20:30 allo stadio Marassi di Genova, la Roma è chiamata ad invertire una rotta decisamente negativa. Dall'arrivo di mister Ranieri, i giallorossi hanno portato a casa 4 punti in 4 gare e ben 3 giocate in casa.

Le avversarie, Napoli a parte, non erano di quelle da far tremare i polsi e se pensiamo che l'unica trasferta di questo ciclo si è giocata (e persa) a Ferrara contro la SPAL, il quadro si fa ancora più desolante. La vittoria è arrivata in maniera fortunosa all'esordio dell'ex tecnico del Leicester sulla panchina romanista quando i suoi si sono imposti per 2-1 contro l'Empoli. Poi, un solo punto tra SPAL, Napoli e Fiorentina.

Un bottino molto magro e se pensiamo che con la sola conquista dei 3 punti contro gli uomini di Semplici la Roma poteva esser a -1  dal quarto posto e col Milan che oggi affronta la Juventus all'Allianz Stadium, il morale del tifoso della Roma non può esser dei migliori.

A peggiorare la situazione, ci sono stati i tanti infortuni che non smettono mai di verificarsi ad ogni partita ma anche tra un match e l'altro. Stavolta, a restar fuori saranno Santon e Perotti, col primo che ne avrà per almeno un mese a cui si aggiungono Florenzi, Pastore e Coric. Torna El Shaarawy e si spera finalmente di vedere Under e Lorenzo Pellegrini dall'inizio o con un minutaggio superiore a quello dell'ultima sfida contro i Viola. 

Vincere a Genova in queste condizioni, sia fisiche che mentali, sarà un'impresa ma se la Roma dovesse riuscirci, al termine di questa giornata i risvolti di classifica potrebbero esser inaspettati. Claudio Ranieri si affiderà a Patrik Schick come punta centrale al posto di Edin Dzeko, visto che il bosniaco ha dimostrato tanta, troppa indolenza nelle ultime gare disputate non rendendosi utile alla causa ma risultando a tratti un peso. Il ceco, dal canto suo, spera di ritrovarsi proprio nella città che lo ha fatto conoscere e contro la squadra che sinora gli ha dato di più. Se così sarà, una speranza per questo finale di stagione di non fallire anche l'ultimo obiettivo, potrebbe verificarsi, altrimenti sarà un'agonia che durerà altre 7 giornate. 


Le pagelle di Sampdoria-Roma

La Roma di Ranieri torna a casa con i 3 punti in tasca e lo fa in una delle trasferte più insidiose della stagione. I giallorossi, infatti, passano a Genova contro la Sampdortia grazie alla rete siglata al 76' dal suo capitano: Daniele De Rossi. Bene anche Kluivert, Schick e Manolas. 

Mirante 6.5 - Dà sicurezza al reparto, cosa che mancava da un pò di tempo ed in più compie una bella parata nel primo sul tiro di Defrel. Poi è ordinaria amministrazione che gestisce con intelligenza, merita la conferma tra i pali concessagli dal mister. 

Karsdorp 6.5 - Finalmente una buona gara in entrambe le fasi di gioco ma la sua giornata non poteva esser perfetta e così al minuto 51 è costretto a dare forfait.  (51' Juan Jesus 6 - Fa il compitino sino all'ultima azione, quando di mestiere e senza far fallo impedisce a Quagliarella di trovare la rete del pari. Non era facile entrare a freddo e giocare da terzino destro, per lui mancino puro). 

Manolas 7 - Un vero guerriero della difesa. Dalle sue parti non si passa ed infatti impedisce ogni giocata al capocannoniere della serie A. Quagliarella ha pochi spunti per mettersi in mostra ed il merito è tutto suo. Se la Roma raggiunge finalmente il sesto clean sheet stagionale, lo si deve in gran parte a lui. Da blindare ad ogni costo.

Fazio 6.5 - Un'ottima partita la sua dall'inizio alla fine. Per un giorno, sembra esser tornato il comandante della scorsa stagione. Sicuro, mai in difficoltà ed interventi puliti ed eleganti. Se svolta anche lui, si comincia ad incassare qualche rete in meno.

Kolarov 6 - Inizia contratto e molto sulle sue al punto che i giallorossi giocano più sull'altro lato del campo. Cresce nella ripresa e sforna diversi cross interessanti ma non sfruttati dagli attaccanti centrali. 

Cristante 5.5 - Ci mette tutto l'impegno del mondo ma fa una grande fatica ad impostare ed in fase di copertura è spesso in ritardo. E' una mezzala o un trequartista, il regista è l'anello mancante di questa squadra costruita male.

De Rossi 7 - E' suo il gol della vittoria. Questi 3 punti portano un pò di serenità e di speranza ad un gruppo apparso in crisi e senza di lui spaesato. Dentro il numero 16 fuori Nzonzi, è un'altra Roma.

Zaniolo 6 - Inizia mostrando sprazzi da grande giocatore ma dà tutto troppo presto e va in calando. Forse, sarebbe potuto uscire al posto di Pellegrini ed infatti l'ultimo quarto d'ora lo fa boccheggiando ma la sua presenza costringe sempre i blucerchiati al radoppio lasciando liberi i compagni.

Pellegrini 6 - Tornava dopo tanto tempo a giocare da titolare e non aveva i 90 minuti nelle gambe ma fa il suo e dà maggior dinamismo al centrocampo e fa da raccordo con l'attacco andando anche a pressare i portatori di palla della Sampdoria. (66' Dzeko 6 - Entra in campo che sembra stia facendo un favore a qualcuno ma piano piano carbura e distribuisce palloni sulle fasce, difende la sfera e fa ripartire la squadra e si rende utile in copertura). 

Kluivert 6.5 - Dopo la gara con la Fiorentina in cui ha sfornato 2 assist e prodotto qualche bella giocata, si ripete anche a Genova. In più, si rende anche utile alla causa con alcuni recuperi, raddoppi e ripiegamenti difensivi che permettono a Kolarov di non difendere in inferiorità numerica. (72' El Shaarawy 6 - Non ha grandi occasioni per farsi vedere davanti ma si fa tutta la fascia per tutto il tempo che gli viene concesso ed è bravo a chiudere in scivolata difensiva impedendo una conclusione a botta sicura. Difensore aggiunto fondamentale).

Schick 6.5 - Va vicino al gol, lotta, si impegna e quando entra in campo Dzeko, si traveste da Pellegrini e fa anche il centrocampista. Peccato per un colpo di testa termina a lato di pochissimo. Sarà lo stadio, l'atmosfera ma anche lo scorso anno contro la Samp gioca sempre belle gare.

Ranieri 6.5 - Una vittoria testaccina in tutto e per tutto. Cuore, grinta, determinazione, il mix perfetto in una squadra con tanti problemi ma che ce l'ha messa tutta per regalare questa soddisfazione ai 1000 tifosi arrivati a Marassi per l'incontro ed a tutti i romanisti. Serviva per il morale e per la classifica, che potrebbe ancora riservare qualche bella sorpresa e tornare a sognare il quarto posto.


Roma-Zaniolo prove d’intesa

IL MESSAGGERO - CARINA - La Roma e Zaniolo rompono gli indugi e (anche) a livello mediatico danno il via ad una serie d'incontri che porteranno al prolungamento dell'accordo di Nicolò sino al 2024, con sostanzioso adeguamento contrattuale. Come in ogni trattativa, il primo appuntamento di ieri (dopo quello intercorso a gennaio) è servito per ufficializzare la proposta del club giallorosso. Zaniolo attualmente guadagna 270 mila euro annuali ai quali aggiungere i bonus: 70mila ogni 5 presenze (ora sono 30, quindi 420 mila in più) più quelli legati ai gol (con quello alla Fiorentina sono diventati 6, 2 in Champions e 4 in campionato). In un colloquio andato in scena nel tardo pomeriggio tra il ds Massara e l'agente Vigorelli, la Roma ha offerto un contratto di 1,6milioni, senza clausola rescissoria, più benefit. Il punto d'incontro sarà trovato a 2 milioni ma la proposta del club è stata recepita con soddisfazione dall'entourage del ragazzo. Le parti si sono date appuntamento fra un paio di settimane.

LE TRE TENTAZIONI - Quello di ieri è stato dunque il primo di una serie di colloqui che porterà inevitabilmente all'intesa. L'utilizzo dell'avverbio non è casuale. Perché la volontà di Zaniolo e di chi lo segue è rimanere (per ora) a Roma. E in quest'ottica, le parole del ct Mancini sono un assist: «Il futuro di Nicolò? L'importante è che adesso giochi con continuità». Con gli Europei nel 2020, nessun club viene ritenuto migliore di quello giallorosso, capace di garantirgli una vetrina importante e una possibilità d'impiego superiore alle tre società che lo seguono concretamente: Juventus, Real Madrid e Manchester City. Guardiola ad esempio vorrebbe farlo crescere dietro De Bruyne, falcidiato dagli infortuni. È proprio il club inglese, attraverso Beguiristain e suoi emissari, ad averlo fatto visionare più volte. Ma la sirena bianconera rimane la più pericolosa. La valutazione del ragazzo è di 50 milioni. Nel tour mediatico tra radio e siti effettuato ieri dal papà Igor, non è passata inosservata una frase ripetuta in ogni intervento: «Nicolò resterebbe in giallorosso a vita. Poi se i programmi della società sono altri non dipende da lui». Un modo elegante per salvaguardare il figlio (che è stato costretto a rettificare sui social il «vedremo» sibillino e temporeggiatore sul rinnovo, pronunciato nel post-gara con la Fiorentina) rimettendo così la palla al club. Che inutile girarci intorno: senza la qualificazione alla Champions, dovrà coprire entro il 30 giugno 50-60 milioni di plusvalenze. L'intenzione è quella di sacrificare Manolas e Under. Nel caso non si riuscisse con i due (i due mesi e mezzo di stop, rischiano di pesare sulla valutazione del turco), i calciatori che hanno più mercato sono Pellegrini e El Shaarawy. Lorenzo è padrone del suo destino e ha in Pallotta il suo più accanito fan; il Faraone ha diversi estimatori. Soltanto in extrema ratio, si ricorrerebbe a Zaniolo. Due scenari che la Roma però non vuole prendere in considerazione. Nelle idee della società, il prossimo anno si ripartirà da Pellegrini e Nicolò, ai quali aggiungere giovani di valore: in primis Mancini. Nel mirino anche Tonali. In avanti, con la partenza di Dzeko, si punterà a Belotti. In panchina salgono le quotazioni di Gattuso. La prima scelta rimane però Sarri.


El Shaarawy in gruppo. Riccardi firma per 4 anni

IL MESSAGGERO - Mercoledì sera lo stadio Olimpico lo ha applaudito per il suo 18esimo compleanno e ieri Alessio Riccardi ha firmato il rinnovo contrattuale con la Roma con scadenza 2023 (primo anno 500 mila euro, poi a salire). «Felice e onorato di proseguire il mio cammino in giallorosso», le sue parole affidate a un post su Instagram. Il centrocampista, che ha esordito in prima squadra nella partita contro l’Entella dello scorso 14 gennaio, percepirà 400 milaeuro più bonus a stagione e ha già un pre accordo per il prolungamento fino al 2024.

Buone notizie per Claudio Ranieri che in vista della partita contro la Sampdoria (stadio Ferraris, domani ore 20.30) convocherà El Shaarawy rientrato in gruppo dopo il risentimento al polpaccio rimediato in Nazionale. Resta in infermeria Florenzi a cui si aggiungono Santon e Perottientrambi per un problema al bicipite femorale. Oggi saranno sottoposti a controlli strumentali per verificare l’entità dell’infortunio muscolare. Coric non si è allenato causa febbre, mentre ZaccariaSdaigui, centrocampista della Primavera, si è operato con successo a Villa Stuart in seguito alla frattura scomposta di tibia e perone riportata durante la partita contro il Genoa dello scorso 30 marzo.


Pellegrini dall’inizio, El Shaarawy recupera

LEGGO - Dall'Olimpico a Marassi. La Roma domani sera contro la Samp cambia aria per provare a ritrovare i tre punti che mancano dall'undici marzo e che porterebbe un minimo di speranza in una difficile corsa Champions. La notizia più bella arriva da Lorenzo Pellegrini che, dopo la buona mezz'ora con la Fiorentina, è pronto a riprendere il posto da titolare al fianco di DeRossi. Turno di riposo quindi per Nzonzi e Cristante.

Ranieri può tornare a contare pure su El Shaarawy che ieri si è allenato in gruppo, anche se partirà dalla panchina. Sembra finalmente pronto dal primo minuto Under, mentre Perotti è uscito con forti crampi dopo la partita con la Fiorentina e ieri ha svolto solo terapie. Così come Santon che invece starà fuori almeno 10 giorni a causa del problema muscolare al flessore rimediato mercoledì. Al suo posto Karsdorp, visto che Florenzi tornerà a disposizione la prossima settimana.


Tra Roma e Zaniolo c’è un milione di troppo

LEGGO - «Diciotto anni sono pochi per promettersi il futuro», canta Venditti in Sotto il segno dei pesci. Nicolò Zaniolo è nato il 2 luglio (Cancro) e di anni ne ha 19, comunque pochi per giurare amore eterno alla Roma. Per ora, però, basterebbe trovare un compromesso per allungare una storia d'amore nata a metà di una stagione drammatica per il club giallorosso. Zaniolo lo ha fatto capire a chiare lettere dopo il gol alla Fiorentina: «Il rinnovo? Vedremo, devo parlarne con la società». Poche parole che hanno scatenato dubbi e paure tra i tifosi. Ieri mattina Zaniolo ha effettuato una retromarcia su Instagram: «Mi sono espresso in una maniera che è stata male interpretata. Ho sempre pensato a giocare impegnandomi al massimo. Poi ci sono il mio agente e la dirigenza che si occupano dei contratti e che sapranno gestire al meglio la situazione». Qualche ora dopo papà Igor ha ribadito: «Merita un contratto migliore di quello che ha. Le sirene sono tante, ma lui vuole restare alla Roma. Poi se per questione di bilancio il club decidesse di venderlo non sarebbe più colpa sua». Insomma la situazione è chiara: la Roma per tenere il suo gioiello deve farlo sorridere. Almeno da un punto di vista economico visto che la Champions è lontana.

L'offerta è da 2 milioni più bonus a stagione. Come Cristante e Pellegrini. Poco, considerato il valore di mercato. La Juve, infatti, è disposta ad arrivare a più di 3 milioni (offrendone 50 alla Roma) ed è sulle sue orme da mesi. L'amico Kean lo accoglierebbe a braccia aperte e fuori dall'Allianz già vendono le maglie col suo nome. Poi c'è il Real Madrid alla finestra. Ombre pesanti, ma la Roma non vuole perdere (almeno per la prossima stagione) Zaniolo, che nell'immaginario collettivo è pronto a raccogliere l'eredità di Totti. Ieri c'è stato un altro incontro tra l'entourage e il ds Massara. Un piccolo passo per la sospirata firma che potrebbe arrivare entro fine mese. Andrà trovato un accordo anche per i diritti d'immagine, viste le tante richieste di marketing per il giovane volto azzurro. Anche il ct Mancini ha commentato: «Non so se sia consigliabile per lui rimanere a Roma anche senza Champions, quello che so è che l'importante è che continui a giocare sempre». Intanto è stato ufficializzato ieri il contratto del 18enne Riccardi fino al 2023 a 400 mila euro.


Ranieri chiama e i tifosi ci sono: in 1000 a Marassi

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Claudio Ranieri ha chiesto ai tifosi di essere vicini alla squadra e i romanisti rispondono presente. Saranno circa un migliaio, infatti, a riempire domani il settore ospiti contro la Sampdoria: una trasferta lunga, ma che i tifosi della Roma fanno sempre volentieri. In questo caso, con la partita di sabato sera, ancora di più. Molti andranno in treno, e in alcuni casi si fermeranno a dormire per poi rientrare a Roma domenica, la maggior parte invece partirà in macchina verso la Liguria e rientrerà a casa subito dopo il fischio d’inizio.


Zaniolo mette la retromarcia «Scusa Roma qui sto bene»

GAZZETTA - CECCHINI - «Le parole sono importanti». E non lo diceva solo Nanni Moretti, alias Michele Apicella nel film «Palombella Rossa». Adesso a Roma lo dicono tutti, dopo che le dichiarazioni di fine partita di Nicolò Zaniolo avevano fatto venire i brividi ai tifosi giallorossi. «Il mio rinnovo? Vedremo quello che succede». Per la prima volta da quando è assurto agli altari, perciò, il Predestinato è entrato nel mirino delle critiche e così ieri, sui social, ha corretto il tiro. Il tutto, proprio nel giorno in cui il suo agente Claudio Vigorelli ha incontrato il d.s. Massara per parlare del futuro, con aggiornamento fissato al 15-20 aprile.

LE PRECISAZIONI «Mi sono espresso in una maniera che è stata male interpretata», ha scritto Zaniolo Jr. «Sono un giocatore della Roma, un professionista e mi esprimo in campo. Ho sempre pensato a giocare impegnandomi al massimo per aiutare la squadra e la società a raggiungere gli obiettivi stagionali. Poi ci sono altri professionisti, come il mio agente e la dirigenza, che si occupano dei contratti e che sapranno gestire al meglio la situazione». Assai più eloquente, invece, è stato papà Igor, che così ha chiarito. «Nicolò è giovane, non è abituato alle interviste. Ha detto una cosa che non voleva dire ed è stato male interpretato. Stamattina (ieri, ndr ) era molto scosso e la sua preoccupazione era che il suo rapporto con la tifoseria si potesse incrinare. Lui vuole continuare con la Roma e sottoscrivere sicuramente un buon contratto. Ha chiaramente dimostrato di meritare un ingaggio diverso da quello che ha (300 mila più bonus, ndr ). A Roma sta benissimo anche se, lo sappiamo tutti, le sirene sono tante. Però la sua opzione principale è restare. Il rinnovo arriverà a breve e sarà una formalità. Poi, se per questione di bilancio il club decidesse di venderlo, lì non sarebbe più colpa sua. Ma c’è ottimismo. Penso che l’interesse di tutte le parti sia quello di continuare. Ha un debito morale con la città e la società. Se rinnova resta al cento per cento».

LE SIRENE Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo alle «sirene». Quali? Innanzitutto tre: Juventus, Real Madrid e Manchester City, tutti pronti a offrire 50 milioni. Inutile dire che offrirebbero uno stipendio più alto, ma nel 2020 ci sarà l’Europeo e a Zaniolo serve stare in campo. Non è un caso che il c.t. Mancini ieri abbia detto: «Non so se sia consigliabile rimanere a Roma anche senza Champions. Ciò che so è che l’importante è che continui a giocare sempre come sta facendo ora. È bravo ma deve imparare tanto».

MOU E QATAR: CHE VOCI Perciò il nuovo contratto è d’obbligo, con un punto d’incontro tra domanda (2,3) e offerta (1,6) intorno ai due milioni più bonus che lo porti a firmare un quinquennale fino al 2024. Poi, tutto dipenderà dal bilancio (si parla della necessità di realizzare 60 milioni di plusvalenze), anche se i primi indiziati all’addio sono Manolas e Under, sperando di poter dare via anche Nzonzi e Pastore. In mediana, tra l’altro, resta forte l’obiettivo Tonali, un altro baby a caccia di gloria. Il prezzo? 30 milioni bonus compresi. Ma prima c’è da pensare ai conti, e in questo senso la Roma smentisce interessi dal Qatar per il club, come l’ipotesi Mourinho. Una cosa è certa: al portoghese Zaniolo piacerebbe eccome.

 

 


Dzeko, quando il bomber non è da Champions

GAZZETTA - CECCHINI - A pensarci bene, le strade che portano al gol sembrano essere solo di poco inferiori alle vie del Signore, notoriamente «infinite». La Roma, in fondo, potrebbe scrivere un trattato sul tema, se si pensa che – pur essendo in posizioni di rincalzo nella lotta per entrare nella prossima Champions League – l’attacco della squadra giallorossa, con 55 reti all’attivo, sarebbe potenzialmente da prime quattro posizioni, essendo dietro solo a quelli di Juventus, Napoli ed Atalanta, e nettamente più avanti rispetto a a quelli di Inter, Milan, Lazio e Torino. Ma il paradosso, ovviamente, è dietro l’angolo.

UN ANNO DI STOP Infatti, nonostante la Roma non faccia fatica a trovare la via della porta avversaria – pur naturalmente subendo troppo in fase difensiva – tra le squadre a caccia della Champions è quella che ha il centravanti di riferimento con meno reti all’attivo e con la media gol-minuti più alta rispetto agli altri colleghi di reparto alla caccia dell’Europa che conta di più. Parliamo di Edin Dzeko (neanche a dirlo, l’ingaggio più alto della rosa con 4,5 milioni), la cui crisi in campionato è certificata dai soli 7 gol segnati in 1.950 minuti giocati, che danno una media di una rete ogni 279 minuti disputati. Da Icardi a Piatek, da Zapata a Immobile fino a Belotti, tutti hanno fatto meglio di lui, e per il dettaglio potete leggere il rosario di cifre nella tabella qui accanto. Ma a sancire emotivamente, se così si può dire, il flop del rendimento del bosniaco fino a questo momento è un dato inquietante: se i prossimi impegni interni contro l’Udinese (subito dopo la trasferta di Genova contro la Sampdoria) e il Cagliari (dopo la partita di San Siro contro l’Inter) non porteranno ad una svolta, il 28 aprile si consumerà esattamente un anno che Dzeko non trova il gol all’Olimpico in campionato. Quel giorno del 2018, infatti, il centravanti realizzò una doppietta ai danni del Chievo e neppure un antipatizzante poteva mai immaginare che sarebbe passato quasi (o almeno) un anno prima che «l’evento» si ripetesse.

VERSO L’ADDIO Soprattutto se il traguardo Champions non fosse centrato, non è un mistero che la Roma vorrebbe trovare acquirenti per Dzeko, gradito a Inter (soprattutto), West Ham, Everton, Sunderlandm Fenerbahce e alcuni club cinesi. D’altronde l’obiettivo sarà quello di abbassare il monte ingaggi di circa il 20% e quindi il bosniaco potrebbe essere sacrificato. Ma c’è ancora un paradosso da consumare. Ovvero, quello che vede in corsa per sostituirlo proprio uno dei colleghi-rivali in queste settimane di sprint per l’Europa: Belotti, a meno che non sia proprio il club granata ad entrare nel paradiso delle grandi d’Europa. Una cosa è certa: se la Roma vuole anabolizzare le sue speranze di rincorsa, ha bisogno del miglior Dzeko. Quello che in campionato si è perso da un anno o giù di lì. Trasferte escluse, naturalmente.

 

 


Domani con la Samp: Perotti out, Under sfida Schick

IL TEMPO - BIAFORA - Esce El Shaarawy, entrano Santon e Perotti. Quando l’infermeria di Trigoria era sul punto di svuotarsi, ecco che subito arrivano dei nuovi infortuni. Nel corso della partita contro la Fiorentina Santon ha dovuto lasciare il campo per un problema al flessore destro, mentre Perotti è rimasto sul terreno di gioco tutta la gara nonostante i crampi al bicipite femorale della coscia destra. Entrambi salteranno la trasferta di domani con la Sampdoria (a rischio anche Coric per qualche linea di febbre) e, dopo le terapie di ieri, oggi sosterranno gli esami. Se per il terzino è più che probabile una lesione muscolare (a Marassi tocca a Karsdorp), per l’esterno argentino c’è la speranza che lo stop non sia grave, in modo da riaverlo a disposizione già dall’Udinese.

Altre situazioni da tenere sotto controllo sono quelle di Pastore e Under, ancora non al meglio della condizione. Il Flaco avverte un leggero fastidio al solito polpaccio: benché la risonanza magnetica a cui si è sottoposto abbia dato esito negativo, resterà a casa senza partire per Genova. Non preoccupa invece la gestione dell’esterno turco: è guarito, ha giocato due spezzoni con Napoli e viola, ma non si sente al 100%. Ranieri, che dovrebbe convocare El Shaarawy per la sfida domani e ritrovare Florenzi in gruppo all’inizio della prossima settimana, deve quindi scegliere uno tra Under e Schick accanto a Dzeko in attacco, schierando Kluivert nella sua posizione naturale di esterno sinistro. A centrocampo c’è De Rossi, con uno tra Nzonzi e Cristante a riposo. Rientra Manolas, si candida anche Pellegrini


La Roma riparte da Zaniolo

IL TEMPO - AUSTINI - Si sono visti. E di Zaniolo hanno parlato poco o nulla, perché non c’è nessun problema da risolvere ma solo una trattativa che, con i suoi tempi, porterá alla fumata bianca con ogni probabilità. L’incontro tra la Roma, rappresentata dal ds Ricky Massara, e il procuratore del ragazzo, Claudio Vigorelli, è andata in scena come da programma ieri pomeriggio a partire dalle 17 a Trigoria. Zaniolo prolungherà il suo accordo con la Roma fino al 2024 (annuncio quindi in estate), ottenendo un sostanzioso aumento che si è guadagnato sul campo. Ora ha un ingaggio da Primavera - 270mila euro più bonus - dalla prossima stagione potrebbe arrivare a toccare i due milioni di euro netti con i premi. Sono questi, all’incirca, i numeri su cui si ragiona, col solito gioco delle parti: Vigorelli è partito da una richiesta superiore, forte delle offerte già ricevute da altre squadre compresa la Juventus che deve peró arrendersi in partenza, la Roma ha iniziato offrendo un milione ma ha giá alzato la posta. Perché Zaniolo è il presente e il futuro, almeno a breve termine.

Il rinnovo equivale alla sua permanenza il prossimo anno, come confermato ieri dal padre ex calciatore del ragazzo, intervenuto per stoppare le polemiche scaturite da una frase che non aveva alcun retro-pensiero polemico pronunciata da Nicoló dopo Roma-Fiorentina: “Per il contratto vedremo, io penso solo a giocare”. E lo stesso ha ribadito ieri sui social dopo aver ricevuto tanti messaggi di tifosi preoccupati e irritati: “È importante per me chiarire il mio pensiero - ha scritto Zaniolo - sono un giocatore della Roma, un professionista e mi esprimo in campo. Poi ci sono altri professionisti, come il mio agente e la dirigenza, che si occupano dei contratti”.
“Nicoló resterebbe in giallorosso a vita - ha aggiunto il padre - il ‘vedremo’ era inteso unicamente per il contratto. Poi se i programmi della societá sono altri non dipende da lui”. Al momento, invece, i programmi coincidono e vedono la Roma impegnata a blindare i giovani: annunciato ieri il rinnovo di Alessio Riccardi, capitano della Primavera che ha firmato fino al 2023 con stipendio da 7-800 mila euro netti bonus compresi. Un altro romano uscito dal vivaio per cementare la tradizione. Con Vigorelli, mediatore con parecchi canali aperti in Premier, Massara ha parlato invece di altre potenziali cessioni: Manolas, Dzeko e Under sono sul mercato, per il greco il prezzo è giá fissato dalla clausola (38 milioni, ci sono anche Atletico Madrid e Juventus), sugli altri due si attendono offerte da accettare entro il 30 giugno. C’è movimento anche attorno a Gerson, di rientro dalla Fiorentina e a bilancio per 8 milioni: un’altra potenziale plusvalenza.


Le cose semplici

INSIDEROMA.COM - PAPITTO - Mister Claudio Ranieri al momento del suo secondo insediamo sulla panchina della Roma ha predicato fin da subito “le cose semplici”. In campo, nei comportamenti, nella società e in tutto quello che gira intorno al mondo Roma.

Semplicità. Una parola tanto banale ma potente, a volte risolutiva per poter cercare di tornare il prima possibile ad essere quello che si era. La Roma ora ha bisogno di questo. Di stabilità. Di chiarezza. Di avere la possibilità di appoggiarsi alle sue “colonne”. Francesco Totti in dirigenza, Claudio Ranieri in panchina e Daniele De Rossi in campo. La Roma ai romani. Sembra uno slogan già troppe volte usato ma questa volta però, mai come questa volta, vera e propria verità.

Cambiare il corso sportivo della Roma in questa stagione è difficile, complicato. Il percorso verso la Champions del prossimo anno è tortuoso e pieno di insidie. Per arrivarci, viste le condizioni in cui versa la squadra in questo momento, serve una vera e propria impresa. Infortuni, scarsa convinzione nei propri mezzi e problemi regressi non stanno per niente aiutando mister Ranieri.

“Si fa quel che si può”, un vecchio detto che in questo momento a Roma è più che mai attuale. La fortuna in questo momento è che le altre, a parte l’Atalanta, non sono in grande condizione fisica e mentale. Il Milan e la Lazio procedono a rilento e sembrano aspettare la Roma. In quattro punti ci sono quattro squadre compreso il Torino che deve ancora decidere se unirsi alla festa della lotta Champions.

Un miscuglio di squadre per un solo grande obiettivo che cambierebbe i programmi futuri societari e tecnici. Quelli della Roma in particolar modo sicuramente. Entrare in Champions permetterebbe di tornare a programmare il futuro con semplicità. Poter fare un mercato importante e poter convincere un allenatore di livello internazionale (Antonio Conte su tutti) a sposare il nuovo progetto tecnico Roma.

Affidare la squadra ad un mister che sa cosa fare e dove farlo sarebbe il primo passo per ricostruire e per ricostruirsi.  Insieme a Francesco Totti e a Daniele De Rossi ci sarebbe una figura forte e rassicurante, il Conte di turno per l’appunto. Sarebbe un segnale forte, un dire a tutti: la Roma non si ferma, la Roma rilancia.

Per poterlo mettere in atto però questo rilancio bisogna prima passare dalla tappa di Genova sponda Sampdoria di domani sera. Vincere lì consegnerebbe ancora speranze di grandezza. Se così non fosse il ridimensionamento sarebbe purtroppo lì, dietro l’angolo.

Per questo e per tanti altri motivi fare “le cose semplici” ora è diventato un dovere.

Forza Roma.