Arresto De Vito, continuano gli interrogatori

Continuano gli interrogatori per il caso che ha portato in prigione Marcello De Vito. Secondo l'Ansa, sono state ascoltate oggi la presidente della Commissione urbanistica, Donatella Iorio, e la presidente della commissione lavori pubblici, Alessandra Agnello: il motivo potrebbe essere che le rispettive commissioni hanno avuto a che fare con progetti al centro dell'indagine come lo stadio della Roma. Interrogata anche Gabriella Raggi, capo segreteria all'assessorato capitolino all'Urbanistica. Il gip Maria Paola Tomaselli parla delle pressioni che De Vito faceva a Gabriella Raggi per il rilascio del permesso per la costruzione del progetto dell'ex stazione di Trastevere.


La Raggi tranquillizza i presidenti dei municipi 5Stelle

La sindaca Raggi tranquillizza l'entourage dei Cinque Stelle. Ha convocato gli undici presidenti dei Municipi capitanati dai pentastellati e li ha invitati a rimanere uniti e non ha evitato l'argomento del nuovo stadio della Roma.
Secondo le dichiarazioni di alcuni dei partecipanti "La sindaca ha spiegato della vicenda delle penali in caso di mancata realizzazione dello Stadio. La sindaca ha voluto anche fare il punto sul lavoro fatto nei territori. Di certo ci ha rassicurati, ora siamo più tranquilli".


Per i bookmakers inglesi Sarri sarà esonerato a breve

ANSA - Maurizio Sarri è sempre più vicino all'addio alla panchina del Chelsea. Secondo il Mail, l'allenatore italiano è considerato già 'out': per i bookmakers inglesi sarà il prossimo allenatore licenziato fra quelli di Premier League. Per la sua successione sulla panchina del Chelsea, nell'immediato, circolano due nomi: quelli del portoghese Nuno Espirito Santo, attualmente sulla panchina del Wolverhampton, e dell'inglese Frank Lampard, grande ex dei 'Blues', che allena il Derby County, squadra della Championship, la II Divisione inglese.


Gli azzurri di Totti battuti dalla Francia per 7-4 alla Football Legends Cup

Gli azzurri, guidati da Totti, attuale manager della Roma, hanno perso contro la Francia, capitanata degli ex giallorossi Candela, Zebina e Giuly. Il match degli azzurri era il primo all’interno del Football Legends Cup, manifestazione che vede protagoniste le leggende del calcio in programma in Cina fino al 24 marzo.


Dzeko festeggia le 100 presenze con la maglia della Bosnia: "Farò del mio meglio"

L'attaccante della Roma e capitano della Bosnia, Edin Dzeko, sarà in campo domani a Sarajevo nella sfida tra Bosnia e Armenia, gara valida per le qualificazioni a Euro 2020. Il bomber giallorosso, domani festeggerà la 100esima presenza con la maglia della selezione del suo paese, giocando allo stadio Grbavica, campo dello Zeljeznicar, club in cui Dzeko ha militato da giovanissimo. Queste le sue parole in conferenza stampa: "Sarà una motivazione in più per giocare la mia miglior partita di sempre. Sarà ancor più importante se riusciremo a vincere. Arriviamo alla partita con la massima serietà e la massima concentrazione, sarà importante iniziare bene. Non conta il punteggio, conta solo vincere"

 


Stadio della Roma, Bellinazzo: “La Roma ha il diritto ad avere il suo stadio. Il nuovo impianto determinerà un incremento del 40% sul fatturato del club"

Dopo i fatti di questi giorni, con la confusione in Campidoglio, provocata dall’arresto di Marcello De Vito, ex presidente dell'aula consiliare, è intervenuto ai microfoni di Tele Radio Stereo il giornalista del Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, che ha fornito un quadro tecnico sulla questione dello Stadio della Roma: “C’è un doppio piano che va evidenziato per non fare un enorme calderone di questa brutta faccenda, che mette in risalto le debolezze del sistema-Italia di fare grandi investimenti e opere importanti per settori industriali e città. C’è stato un iter amministrativo che ha coinvolto enti, persone ecc… che hanno contribuito a formare la volontà amministrativa, che ha riconosciuto al progetto l’interesse pubblico. Questa volontà amministrativa non viene scalfita da questa vicenda giudiziaria, sono singoli soggetti che hanno provato a lucrare e speculare per arricchirsi a vario titoli in un disegno criminoso, che resta alla procura dimostrare ed al tribunale giudicare. Io non sono un esperto di urbanistica o idrogeologico e quindi non ho mai preso posizione sull’opportunità di fare lo stadio a Tor di Valle o meno. Ma sono intervenuti dei tecnici che hanno giudicato se fare o meno in quell’area lo stadio ed è stato anche rivisto con Virginia Raggi. La Roma ha maturato un diritto ormai a veder realizzata l’opera a meno che non vengano fuori nei prossimi mesi un elemento che ci dica che il processo amministrativo che ha portato all’approvazione è stato inficiato da opere corruttive che hanno riguardato centinaia di persone o che hanno avuto scelte determinanti nel progetto. Mi auguro che non ci siano ulteriori ritardi e che la Roma abbia la possibilità di aprire il cantiere e fare il suo stadio. L’esperienza in Europa di stadio nuovi che determinano l’inizio di una nuova era per i club determina un incremento del 30 o 40% del fatturato nell’immediato. Il beneficio diretto sul conto economico lo si vede subito perché chiaramente sin dalla prima stagione possono essere fatte politiche di prezzo diverse, perché ci sono più servizi e perché con uno sfruttamento intensivo dell’impianto con una serie di attività commerciali e servizi che vengono resi a privati e aziende si innesca un circolo vizioso per cui il bilancio ne giova subito”.


Olsen: "Sono in nazionale e non parlo della Roma, abbiamo una partita domani"

In previsione della sfida contro la Romania, il portiere della Roma e della Svezia, Robin Olsen, ha parlato alla stampa locale, evitando di fare dichiarazioni sul suo club di appartenenza: “Sono qui e parlo della nazionale, abbiamo una partita domani. Non vedo l’ora che arrivi, arrivo qui con una buona dose di sicurezza


Mezzacapo, le intercettazioni: “Pallotta se ne deve andare, lui deve capire che qua lo stadio non lo fa...”

IL TEMPO - Camillo Mezzacapo, l’avvocato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo per corruzione insieme all’ex presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, è stato intercettato a parlare dello Stadio della Roma lo scorso 4 febbraio. Queste le parole pronunciate insieme a Gianluca Bardelli, finito ai domiciliari e riportate oggi in edicola dal quotidiano: “Pallotta se ne deve andare, lui deve capire che qua lo stadio non lo fa… via. Io sono contro lo stadio da sempre (…) loro credo che politicamente vogliono arrivare a fare sto stadio per non dire che hanno detto no a tutto. Se no, le Olimpiadi no, lo stadio no. Ma non lo devi fare là“. Bardelli: “Adesso domattina fa la conferenza stampa lei (presumibilmente Virginia Raggi, ndr)“Mezzacapo: “Ma lei ormai, quella è una squilibrata, quella deve essere denunciata mille volte. ‘È fatto, è fatto’… quel giorno che ha mandato l’sms ‘stadio autorizzato’, la sera hanno arrestato Parnasi… sembra una barzelletta. Dicevo a lui… a Rossi: ‘ste teste di ca..o che vogliono fare la battaglia politica sull’autorizzazione a Salvini’".


Da Dzeko a Belotti, la Roma che verrà

INSIDEROMA.COM- SARA BENEDETTI – Edin Dzeko e la Roma si separeranno a fine stagione. Non c’è ancora nessuna ufficialità ma i segnali vanno interpretati. Il rendimento della punta bosniaca è in netto calo e la Roma comincia a guardarsi intorno. Il gallo Belotti per far dimenticare il Cigno di Saravejo. Tra esoneri, dimissioni e grane stadio si pensa anche al futuro a Trigoria. E non solo in panchina dove è corsa a tre (Sarri-Gasperini-Giampaolo) per il posto di Ranieri. Ci sarà, infatti, da ereditare una maglia pesante: la numero 9 di Edin Dzeko. L'attaccante più prolifico dell'era americana, l'ottavo della storia romanista è ormai con le valigie pronte direzione Inter o Premier League. La Roma ha deciso di non rinnovargli il contratto in scadenza 2020 e ha l'occasione di ottenere una piccola plusvalenza per un 33enne. Il suo posto potrebbe essere preso da Andrea Belotti, il Gallo del Torino che all'alba dei 26 anni vorrebbe provare il salto in una big. Piaceva a Monchi (che ieri si è rivisto a Roma per un incontro fugace con Massara) e piace ovviamente a Petrachi che nel 2015 l'ha portato da Palermo a Torino. L'attuale ds granata è il primo nome della lista di Pallotta e Baldini per ricostruire la Roma del futuro e non è casuale la presenza dello stesso Petrachi a Londra (dove vive Baldini e dove lavora Sarri ndr) di due giorni fa. Sarebbe una carta in più per arrivare a Belotti che ha una clausola per l'estero fuori mercato da 100 milioni. Il cartellino del Gallo, esploso nel 2017 quando concluse la stagione con 28 gol, ha subito una deflazione negli ultimi mesi tra esclusioni dalla Nazionale, infortuni e un andamento discontinuo. Anche per questo Belotti vorrebbe cambiare aria. Lo stipendio rientra in pieno nei parametri romanisti: 1,8 milioni a stagione fino al 2021. Pallotta gliene offrirebbe 3 più bonus fino al 2023

IL FUTURO DI EDIN - Dzeko o Lewandowski come chiocce per Lautaro Martinez. Il dopo Icardi per l'Inter porta a Roma o Monaco di Baviera dove (ancora per poco) giocano il bosniaco e il polacco. In attesa di capire se fra l'argentino e l'Inter sarà tregua almeno fino a giugno, in corso Vittorio Emanuele prosegue il monitoraggio a 360 gradi del parco attaccanti continentale, per farsi trovar pronti in caso di divorzio da Maurito a stagione conclusa. I profili più gettonati sono proprio quelli di Dzeko e Lewandowski. Il primo è il preferito dal club nerazzuro a dispetto dell'elevata valutazione (tra i 60 e i 70 milioni di euro) del classe '88 del Bayern e di un ingaggio da top player (12 milioni a stagione) a Monaco. Ma non impossibile per il portale polacco Onet.pl, per l'imminente restyling dei bavaresi e la voglia di nuove sfide di Lewandowski. Il bosniaco è stato già contattato da Marotta e Ausilio e disponibile al trasferimento in nerazzurro anche perché la Roma non intende rinnovare il contratto in scadenza nel 2020. A favore del bosniaco, esperienza (33 anni appena compiuti e 9 stagioni di Champions League tra Wolfsburg, City e Roma) e un cartellino da circa 20 milioni decisamente meno oneroso rispetto allo stesso Lewandowski. Altra soluzione, per il rosarino, uno scambio con Paulo Dybala, possibile fonte di doppia plusvalenza per Inter e Juventus. Con valutazioni da decidere, come l'eventuale conguaglio cash e a favore di chi. Storie di mercato che si intrecciano, per uno che va, un altro viene, con un occhio già al futuro.


Roma, il futuro ora si impunta

IL MESSAGGERO - CARINA - Il futuro, a Trigoria, passa inevitabilmente da una rivoluzione. A fine stagione cambierà l'allenatore e arriverà presumibilmente un nuovo ds che dovrà metter mano alla squadra. Champions o meno, uno dei reparti che verrà maggiormente intaccato è l'attacco. Dzeko, El Shaarawy, Perotti, Kluivert, Under e Schick: per cause diverse sono tutti in discussione. I motivi sono molteplici: rendimento, carta d'identità e/o aspetto economico. Partiamo con il centravanti bosniaco che vede coincidere i tre aspetti. Edin ha 33 anni, gode del contratto più oneroso del club (ingaggio lordo 8,3 milioni, 4,5 netti) che scade nel 2020 e in questa stagione è apparso in calo. Appena 7 gol in 23 presenze in campionato ai quali vanno sommati i 5 in Europa contro avversari di bassa levatura (tripletta al Viktoria Plzen e doppietta al Cska Mosca). Da tempo Dzeko è consapevole che la Roma non gli rinnoverà il contratto. Se questo influisce con il suo nervosismo in campo, non è dato sapere. Di certo c'è che a giugno l'attaccante dovrà prendere una decisione: proseguire un'altra stagione e liberarsi a parametro zero a 34 anni oppure anticipare l'addio e strappare, anche contrattualmente, un ingaggio più lungo al nuovo club.

DIEGO E IL BOCA - Lo scenario che si va profilando è il secondo. Oltre alle sirene della Premier (West Ham), l'Inter è alla finestra. Quella milanese è una meta che il bosniaco gradirebbe: rimarrebbe in Italia, giocherebbe (molto probabilmente) in Champions e riuscirebbe a strappare un ingaggio in linea con quello che percepisce attualmente. È il turno di Perotti (classe 88) che 15 mesi fa ha rinnovato sino al 2022. Il papà del calciatore nei giorni scorsi ha lasciato intendere come l'ipotesi di un ritorno al Boca Juniors non sia così peregrina: «Se Diego sta bene potrebbe tornare». Il problema, non secondario, rimane l'ingaggio: Perotti guadagna 5,2 milioni lordi (2,7 netti), somma che in Argentina si sogna. In Italia c'è il Torino che lo corteggia da tempo ma l'ipotesi non è mai decollata. Tocca al duo El Shaarawy e Under. I due vanno accomunati perché entrambi sono in attesa del rinnovo. Il Faraone - top scorer in campionato con 9 reti - percepisce 3,7 milioni lordi (2 netti) e ha l'accordo in scadenza nel 2020. Il turco (out dal 19 gennaio), invece, è uno degli elementi della rosa che guadagna meno: appena un milione netto (1,9 lordo) sino al 2022. L'attesa del club nel mettersi seduto e intavolare una trattativa, è indice che al momento la Roma vuole prima capire come andrà a finire la stagione. Soprattutto Under ha offerte dall'estero e potrebbe rivelarsi prezioso in ottica plusvalenze. Ci sono poi Schick (3 gol in 19 partite) e Kluivert (1 rete in 21 gare). I due continuano a deludere. L'ultima prova di Ferrara, è la fotografia della loro stagione. Se il giudizio fosse semplicemente tecnico, anche loro rischierebbero la permanenza nella capitale.

MONCHI, CENA CON I DIRIGENTI - Ma nel gioco delle plus/minus valenze, è molto probabile che invece l'attacco della Roma possa ripartire proprio da loro. L'aspetto anagrafico gioca a favore dei due (23 e 19 anni) e anche quello economico non è secondario. Se la volontà del club è abbassare il monte-ingaggi (ora a quota 92,7 milioni) avere a bilancio due attaccanti che guadagnano 2,5 e 1,8 milioni netti, sarebbe una buona ripartenza. A giugno, poi, si aggiungerà il rientro di Defrel che difficilmente la Sampdoria riscatterà. Sette gol in campionato, il francese ha mercato sia in Italia che in Inghilterra e Spagna: trovargli (eventualmente) una sistemazione non sarà un problema. Chissà se di questo o altro avranno parlato Monchi e Massara, intercettati ieri mattina in un bar in zona Mostacciano-Torrino. E la sera, l'ex ds è stato a cena con tutta la dirigenza della Roma in un ristorante sulla Salaria.


La variante da votare subito che rischia di paralizzare il quadrante Sud della Capitale

IL MESSAGGERO - DE CICCO - La variante urbanistica che Marcello De Vito avrebbe dovuto mettere ai voti in Assemblea capitolina, «tempo due mesi» dicevano fino all'altro ieri in Campidoglio, avrebbe concesso ai privati 670mila metri cubi per negozi, uffici e alberghi. Il doppio di quanto scritto nel Piano regolatore, che a Tor di Valle prevedeva un'area di «verdepubblico attrezzato», insomma un parco a tema o qualcosa di simile. Certo non un nuovo quartiere con palazzine alte fino a sette piani, il vero core business dell'operazione calcistico-immobiliare, in cui lo stadio è solo la testa di ponte di un affare infinitamente più grosso: «L'impianto sportivo? Appena il 20% delle cubature totali», ha calcolato il Tavolo della Libera Urbanistica, formato in buona parte da ex attivisti grillini, usciti dal Movimento dopo la capriola di Raggi sul progetto di Parnasi.

Col varo dell'ultima delibera, con tanto di variante allegata, sparirebbero definitivamente alcune opere giudicate fondamentali dai tecnici per evitare che tutto il quadrante Sud di Roma vada in tilt. Addio prolungamento della metro B - sbianchettato dal progetto nel 2016 - e addio anche al Ponte di Traiano, decisivo per scongiurare gli ingorghi. Quel collegamento sul Tevere lo avrebbero dovuto pagare i privati, almeno fino a due anni fa. Poi, quando il M5S ha sforbiciato parte delle volumetrie monstre (che però continuano a scavallare largamente i limiti del Piano regolatore), è rimasto scoperto, senza finanziamenti.
Se la variante passasse, si concretizzerebbe insomma quel rischio «catastrofe» ipotizzato solo poche settimane fa dai prof del Politecnico di Torino, chiamati da Raggi per fare chiarezza dopo la prima retata di arresti, quella di giugno 2018. Gli esperti hanno bollato come inutili tutte le opere pubbliche rimaste nel progetto: «Non sufficiente il massiccio rafforzamento dell'offerta dei trasporti pubblici», «non sufficiente l'unione della Via del Mare e della via Ostiense», «non sufficiente il ponte dei Congressi», peraltro pagato dallo Stato. Si eviterebbero gli imbottigliamenti a catena solo se cambiassero le «abitudini» dei romani, in tutta la città, se insomma si riuscisse a «contenere la mobilità privata», cioè l'uso delle automobili. Con tempi lunghissimi: fino a «10 anni», minimo tre, «se si vuole evitare un aggravio del traffico».

Va detto che dopo l'arresto di De Vito, molti grillini schiacciano sul freno. Soprattutto tra i consiglieri che dovrebbero votare la variante in Aula. In tanti sono ancora scettici o proprio contrari, del resto fino al 2016 tutto il Movimento - e lo stesso presidente arrestato ieri - parlava dell'opera come di una «speculazione» da fermare. Difficile, se non impossibile, che la pratica si chiuda entro un paio di mesi. Si prenderà tempo, come avvenuto dopo l'arresto di Parnasi e Lanzalone, quasi un anno fa. Tutto rinviato a dopo l'estate. Sperando che la burrasca giudiziaria si quieti un po'. E che non riservi altre sorprese.


Patrik: “Ranieri sta pulendo l’ambiente”

IL MESSAGGERO - Patrik Schick parla come se si fosse liberato: con l’esonero di Di Francesco ha una nuova opportunità: «Il primo compito di Ranieri è stato quello di ripulire l’ambiente e rimettere insieme i pezzi, e ci sta riuscendo. Sta provando a infonderci positività, è un allenatore onesto anche se lo conosco da pochi giorni». La riorganizzazione della Roma non ha colpito solo il tecnico, ma anche altri 9 dipendenti: «Non è mai piacevole quando un allenatore se ne va e altre persone perdono il lavoro. E adesso anche Monchi», ha detto l’attaccante a isport.cz.

Ed è stato proprio l’addio dello spagnolo a lasciare tanta amarezza in Schick: «Ha colpito tutti, non ci aspettavamo che se ne andasse. E’ un dirigente molto onesto, ci sosteneva e ci difendeva sempre. Sono dispiaciuto. Nessuno aveva problemi con lui, e chiunque avesse avuto una difficoltà sapeva dove trovarlo».