Ten Hag, all. Ajax su Kluivert: "E' perfetto per le partite europee, un peccato che sia andato via" (Video)
Ten Hag, trainer dell'Ajax, ha parlato di Justin Kluivert in un'intervista televisiva:
"Che peccato sia andato via - ha detto l'allenatore dei lancieri -. Justin è perfetto per le partite europee, è il giocatore ideale con la sua velocità estrema. Ed è un lottatore, un ragazzo cresciuto nel club".
'Zo jammer dat Justin weg is. Hij had met zijn extreme snelheid goed gepast bij Ajax dat Europa-proof is', aldus Ten Hag. Ideetje om hem terug te halen?pic.twitter.com/HQTL5BHRqb
— Ziggo Sport Voetbal (@ZS_Voetbal) 17 marzo 2019
Con la SPAL c'è Olsen ma Mirante scalpita
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Oggi alle 18:00 a Ferrara va in scena SPAL-Roma. Partita tutt’altro che scontata con i padroni di casa alla ricerca di punti salvezza ed i giallorossi del neotecnico Ranieri che non possono permettersi errori in oticca corsa Champions, con un occhio inoltre al derby di Milano. A difendere i pali giallorossi ancora lui: Robin Olsen. Ora non ha più scuse. Perché se con Di Francesco ci poteva essere l’alibi di una difesa alta (anche se negli ultimi tempi Eusebio ne aveva abbassato il raggio d’azione) e più esposta agli attacchi avversari, adesso con Ranieri anche questa attenuante viene meno. Difesa bloccata con tre centrali su quattro elementi nella prossima trasferta di Ferrara: più protetto di così, Olsen non può sperare. In un assetto del genere, con il Copenaghen, nella stagione 2016-17, non incassò reti in 27 partite, 19 in campionato, record in Danimarca. A Trigoria si accontenterebbero di molto meno. Perché la buona sorte che accompagna il portiere svedese rischia di non bastare più. Dopo l’acuto nel match contro il Bologna, le incertezze continuano a ripetersi. E se in stagione quelle più clamorose non sono (quasi) mai state influenti sul risultato finale (le ultime della serie: il momentaneo vantaggio di Ciano a Frosinone, il 3-0 di Cataldi al derby, il gol annullato a Krunic l’altra sera, con una parabola che tutto sembrava fuorché irresistibile) minano comunque la fiducia dei compagni.
MIRANTE ASPETTA – A Trigoria nessuno lo dice, ma la verità è che gli svarioni del portiere svedese, non sono rimasti indifferenti alla dirigenza oltre che alla tifoseria giallorossa. Non è un caso che appena arrivato, il tecnico di San Saba - anche pubblicamente - si sia preso un momento di riflessione: «Chi gioca in porta? Vediamo». Poi ha scelto Olsen che tuttavia anche contro l’Empoli non ha convinto. Quello che sorprende del gigante svedese è l’involuzione che lo ha portato negli ultimi match a non azzardare mai le uscite. Nemmeno quando il pallone vaga ad altezza uomo nell’area piccola del portiere, territorio di sua completa competenza. Nella corsa alla Champions, la Roma ha necessità di registrare la difesa (attualmente è la decima del torneo: 37 reti subite in 27 gare ndr). Ranieri lo sta facendo sia attraverso le scelte sia chiedendo ai difensori di giocare meno il pallone. Ora, però, serve che Olsen regali tranquillità ai compagni di reparto. Facendo quello che sa fare meglio: parare il parabile. Anche perché Mirante è pronto e continua a lavorare sapendo che prima o poi potrebbe arrivare la sua occasione. Novanta minuti che hanno un solo risultato per i capitolini: la vittoria e la stessa cosa vale per Olsen, una prestazione convincente, se chiamato in causa, per scacciare via le nubi che si stanziano sul suo nome.
Tifosi Roma in massa a Ferrara
GAZZETTA DELLO SPORT - Anche il secondo appello è andato a segno. Prima della partita contro l’Empoli, il tecnico della Roma Claudio Ranieri aveva chiesto ai tifosi di essere accanto alla squadra ed è stato ascoltato, visto che all’Olimpico, a parte qualche sporadico fischio, non si è avuta traccia di contestazione. Dopo il match contro i toscani, il tecnico aveva invece auspicato di vedere il settore ospiti del Mazza di Ferrara pieno di romanisti. Così sarà. Anzi, i tifosi oggi saranno anche più di 1500, circa 1900, perché non essendoci limitazioni alla vendita hanno potuto acquistare anche tagliandi adiacenti allo spicchio di stadio loro riservato. (…).
Nzonzi deve alzare i giri e Cristante sfida l’amico Petagna
GAZZETTA DELLO SPORT - Si racconta che Ranieri sia rimasto sorpreso dal differente rendimento di Nzonzi contro l’Empoli. Deficitario nei primi 20-25 minuti di gioco, dove il francese ha praticamente sbagliato un po’ tutto. Molto buono nel resto della partita, dove Steven (dopo un recupero a centrocampo) ha sostanzialmente cambiato marcia, prendendo per mano la Roma soprattutto nella fase di transizione. (…).Ranieri vuole capire se può affidarsi a lui, in attesa che in mezzo al campo rientri anche De Rossi. Da questo punto di vista, la sfida di oggi è un test importante, in attesa di un’eventuale controprova. Oggi Nzonzi farà coppia in mezzo al campo con Cristante, la cerniera di un centrocampo che dovrà essere bravo a dare copertura alla difesa ma anche ad accompagnare la manovra in fase offensiva. Cristante che, tra l’altro, vivrà una sfida particolare dentro la sfida, quella con il suo amico del cuore Petagna. (…).
Effetto Ranieri: là dietro adesso guida Marcano
GAZZETTA DELLO SPORT - Arrivato in estate a parametro zero, Ivan Marcano aveva scelto la Roma (anche) su consiglio dell’amico Casillas perché era convinto che la Serie A fosse un campionato adatto alle sue caratteristiche. La difesa alta di Di Francesco, e le difficoltà che hanno coinvolto il suo reparto e la squadra tutta, non lo hanno aiutato, tanto che lo spagnolo ha giocato appena 11 partite, di cui 8 in campionato. Da qualche settimana la storia è cambiata: con il vecchio allenatore, in Serie A, aveva giocato contro Atalanta, Chievo e Frosinone, col nuovo è stato invece impiegato contro l’Empoli. Non che Ranieri avesse molta scelta, visto l’infortunio di Manolas e la squalifica di Fazio, ma anche oggi a Ferrara toccherà a lui. Ha scavalcato nelle gerarchie Juan Jesus, complice il fatto che il brasiliano potrebbe essere dirottato a sinistra per l’assenza di Kolarov. Ancora emergenza, dunque. E ancora necessità di avere un giocatore con l’esperienza di Marcano in campo, a maggior ragione adesso che sembra aver preso confidenza con la nuova realtà. Tanto che durante gli allenamenti di questa ultima settimana è uno di quelli che meglio ha recepito le indicazioni di Ranieri. «In questa stagione ho giocato meno di quello che volevo - ha ammesso ai microfoni di Sky -, e la prima cosa è cercare di fare autocritica. Ma io voglio fare meglio e restare». Ogni decisione è stata rimandata all’estate, visto che la Roma non sa né chi sarà l’allenatore, né il direttore sportivo, né quale competizione europea giocherà. (…). Mai aveva giocato così poco in carriera in giro per l’Europa, tra Spagna, Portogallo, Russia e Grecia. Paesi diversi, allenatori diversi, modi di difendere diversi, come diversi, per non dire agli antipodi, sono quelli di Di Francesco e Ranieri: «Ogni allenatore ha le proprie idee e le proprie differenze, ma io non voglio rivelare troppo. Venivamo da un periodo con troppi gol presi e la priorità del nuovo tecnico è dare sicurezza alla difesa». (…).
Elsha si tinge di azzurro e guida la carica alla Spal
REPUBBLICA - FERRAZZA - Nove gol, nazionale e contratto. Tre mesi per prendersi tutto, tre mesi per la definitiva consacrazione. El Shaarawy e la sua stagione d’oro passano per la trasferta di oggi a Ferrara, nella quale l’attaccante vorrebbe trovare la sua decima rete in campionato e prepararsi così al suo ritorno in azzurro. In pratica, il commissario tecnico Roberto Mancini l’ha chiamato per la prima volta da quando è sulla panchina dell’Italia, visto che ai primi di febbraio il giallorosso aveva partecipato solamente a uno stage a Coverciano, senza che ci fossero partite ufficiali. Il Faraone è l’attuale capocannoniere della squadra giallorossa e non vede l’ora di andare in doppia cifra, come in carriera gli era accaduto solo un’altra volta, ai tempi del Milan, nel 2013. Sono passati sei anni all’interno dei quali ha lavorato molto per trovare continuità di rendimento, soprattutto caratteriale. E oggi, contro la Spal (ore 18), sarà confermato da Claudio Ranieri nella formazione titolare: esterno sinistro a sostegno di un attacco formato da Dzeko e Schick. E Stephan spera di trovare il suo secondo gol consecutivo, dopo quello realizzato nella vittoria (2-1) contro l’Empoli. Poi si potrà così godere fino in fondo la chiamata di Mancini (insieme a lui convocati Zaniolo, Cristante e Florenzi), arrivata per giocare le due gare di qualificazione a Euro 2020, contro Finlandia e Liechtenstein. L’azzurro gli è mancato tantissimo, sente di meritare quella maglia e vorrebbe che la sua crescita nella Roma lo aiutasse a consolidare anche la posizione con l’Italia. Poi il giocatore penserà a un rinnovo contrattuale del quale si parla pochissimo e che invece dovrà essere argomento di discussione non appena il club di Trigoria concluderà la sua fase di riassetto societario. El Shaarawy ha il contratto in scadenza nel 2020, a giugno entrerà quindi nel suo ultimo anno di legame con la Roma. Inevitabile che i giallorossi ridiscutano il tutto, allungandogli il contratto e adeguandogli l’ingaggio. Il suo manager, Pastorello, aveva già cominciato a parlare con Monchi. A tal proposito, uno dei nomi che si fanno per la poltrona da ds del futuro (ora c’è l’interregno di Massara), è quello di Petrachi, attualmente al Torino (il suo contratto con i granata scadrà nel 2020).
Taccola, calciatore e ragazzo perbene. L’amore giallorosso cinquant’anni dopo
GAZZETTA DELLO SPORT - Il 16 marzo del 1969 negli spogliatoi dello stadio Amsicora di Cagliari moriva Giuliano Taccola, centravanti romanista. Il caso vuole che proprio oggi la Roma disputi alle ore 18 a Ferrara, contro la Spal, una partita in trasferta. Infatti Taccola venne a mancare proprio intorno a quell’ora, precisamente alle 17.15 e per uno strano gioco del destino proprio contro la Spal egli aveva segnato l’8 ottobre 1967 il gol forse più bello della sua carriera, un’azione in profondità dopo un lancio di Peirò: il portiere Mattrel scartato e gol a porta vuota. (…).Per un gioco di calendari e di orari, la figura di Taccola ci dà appuntamento dopo 50 anni. Fu un grande calciatore. Scomparso prematuramente, non ebbe il tempo di dimostrare tutto il suo valore ma riuscì, con la Roma, a mettersi in luce quel tanto da far intuire le sue potenzialità di attaccante(…). Era un finalizzatore a tutto tondo e segnava di destro e di sinistro, di testa, di potenza e di precisione; veloce e scattante, potente e rifinitore, opportunista e tiratore dalla distanza, sapeva svariare su tutto il fronte. (…).
Alla Roma doveva essere un rincalzo di Peirò ma alla prima partita, contro l’Inter di Herrera, fece un gol strepitoso conquistandosi il posto da titolare e costringendo lo stesso Peirò ad arretrare nella posizione di trequartista. Herrera lo aveva già notato e l’anno successivo, quando andò alla Roma, lo volle al centro dell’attacco. Il Mago era arrivato per volontà di Franco Evangelisti, presidente e braccio destro di Andreotti, che nel 1968 si candidò in Parlamento e lasciò la guida dei giallorossi. (…).Taccola aveva delle disfunzioni cardiache leggere fin da ragazzo e (…) queste patologie erano passate al vaglio del Genoa prima, della Roma poi e del centro tecnico di Coverciano ma senza che ne scaturisse alcun approfondimento sulla sua idoneità. La prevenzione medico-sportiva era allora lasca, basata su una legge del 1950, aggirata da tutti. (…).Quel 16 marzo Taccola non giocò. Aveva dormito l’ultima notte all’Hotel Mediterraneo. Pallido e stanco aveva fatto una sgambata e pranzato leggero, aveva freddo e tremava in tribuna durante la partita. Alla fine del match (0-0) era sceso negli spogliatoi per salutare i compagni. Poche parole con Ginulfi, Santarini, Scaratti poi la crisi, il malore e i disperati quanto inutili tentativi di rianimarlo. Mancò in pochi attimi. Seguirono polemiche, un’inchiesta e tanto dolore. (…).
Nasce la Totti Championship League
MESSAGGERO - Francesco Totti fa il suo ingresso nel calcio virtuale, quello giocato davanti alla tv con un pad tra le mani. L'ex numero 10 scenderà in campo negli eSportsgrazie a un accordo siglato con Virtual Pro League che proprio ieri ha lanciato sul suo account Instagram la Totti Championship League, competizione esportiva che si disputerà su Fifa 19. «Sono contento di presentarvi la prima di lega di eSport con il mio nome», ha cinguettato Francesco su Twitter. Andiamo nel dettaglio: il torneo si svolgerà online su Fifa 19 e sarà aperto a tutti i giocatori possessori di Ps4, Xbox One e PC, chi conquisterà la finale si sfiderà un luogo ancora da definire nel mese di settembre (il Totti day) a cui parteciperà anche il dirigente giallorosso. Il tabellone sarà composto da giocatori 1vs1 e 11vs11, il vincitore del torneo 1vs1 avrà l'onore di sfidare Totti in persona, oltre a ricevere un premio in denaro e una maglietta firmata. La Virtual Pro League è una community a cui hanno aderito club ufficiali e star dei social network. Anche la Roma è rappresentata negli eSport con Alex ‘Alekzandur’ Betancourt, Simon ‘Zimme’ Nystedt, Conran ‘Rannerz' Tobin e Damian ‘Damie' Augustyniak. Nell'aprile 2018, la squadra giallorossa è diventata campione nella Gfinity Elite Series Season 3.
Ora conta solo vincere
MESSAGGERO - LIGUORI - Non sono necessari ragionamenti complicati per stabilire l’obiettivo della Roma di Claudio Ranieri. L’organico, la formazione, la tattica, il gioco sono tutte categorie del passato. Da adesso alla fine, conta soltanto vincere il più possibile. Non ci sono distrazioni infrasettimanali, non ci sono coppe, soltanto partite di campionato per arrivare, alla fine, al quarto posto. Oppure, chiudere una stagione in modo fallimentare. Ed aprire, alla fine, un bilancio inquietante, che non può riguardare soltanto l’ultima stagione,ma per forza almeno gli ultimi cinque anni della gestione Pallotta e Co. Si deve partire almeno dalla Roma di Garcia, forse la migliore per i due secondi posti consecutivi, che aveva Dzeko, Manolas, De Rossi, ma anche Salah, Gervinho, Pjanic e Rudiger che sono stati venduti. Poi Spalletti, che aveva il mandato di estromettere Totti,ma aveva ancora Strootman e Sczezsny, altrettanto venduti. A Di Francescoè rimasto Dzeko e, per fortuna, Kolarov, ma si è trovato con un buco in difesa, uno a centrocampo e uno in attacco (Schick). A Ranieri chiediamo solo di fare il possibile, da romanista quale è, per tentare di afferrare l’ultimo traguardo. Oggi, con la Spal, è una partita delicata e importantissima, perché a Milano c’è il derby. Guardando il calendario è una delle poche occasioni per rosicchiare punti, a una o tutte e due le milanesi.
Roma formula Leicester: Zaniolo si sposta sulla fascia
REPUBBLICA - PINCI - Mezzala. Poi trequartista. Addirittura falso nueve e come non bastasse attaccante esterno. E non è ancora finita. Il pellegrinaggio tecnico di Nicolò Zaniolo riparte da Ferrara: contro la Spal la Roma cerca la conferma alle buone sensazioni - alterne, a dire il vero - dell’esordio di Ranieri sulla panchina giallorossa. E stavolta in campo andrà la prima versione della squadra che ha in testa il tecnico: un 4-4-2 con due punte vere e due esterni che sappiano diventare attaccanti aggiunti, la formula che valse il titolo inglese col Leicester. Una veste in cui Zaniolo avrà un ruolo chiave: quello di laterale di centrocampo. Lì, da sempre, ha impiegato Ranierii propri uomini di fantasia: Rui Costa con la Fiorentina, Menez nella sua prima Roma, quasi 10 anni fa. L’esempio più simile però è quello di Mahrez, il mancino che a Leicester trasformò in un laterale implacabile anche sotto porta e che fece innamorare mezzo mondo, tra cui Monchi e Di Francesco che l’avrebbero voluto per la loro prima stagione con la Roma. Oggi - a meno che il doloretto al polpaccio non suggerisca prudenza - a destra nella linea di centrocampo giocherà Zaniolo, mancino come Mahrez. E quello soltanto: ha caratteristiche diverse, fisico diverso. Ma qualità e un tiro da sfruttare per poter fare la differenza sulla fascia. L’operazione rilancio per il fantasista che non segna da più di un mese, Roma-Porto del 12 febbraio, e che in trasferta ha inciso con assist, sì, ma ancora aspetta ancora il primo gol. Quelli, a dire il vero, Ranieri se li aspetta da Dzeko e Schick, che proprio a Ferrara segnò la prima volta in campionato con la Roma. Il tecnico ha scelto: li vede insieme e insieme giocheranno, per attuare quell’idea di attacco bicefalo che l’allenatore ha in testa da prima ancora di firmare. I due sono legati da un grande rapporto di amicizia, dopo la rete decisiva all’Empoli Dzeko è stato il primo a fare i complimenti a Schick. Che si è sempre chiesto che senso avesse dover rinunciare a giocare con l’amico. Non può far altro che dimostrare quanto fosse sbagliato.
Fifa contro Uefa, dal 2021 Mondiale per club a 24 squadre
MESSAGGERO - Via alla rivoluzione dei format Mondiali, ma non sarà pacifica. Il Consiglio della Fifa, riunitasi ieri a Miami, ha infatti dato l'ok al Mondiale per club a 24 squadre: il torneo allargato scatterà dal 2021 e sarà ovviamente molto diverso per durata e competitività rispetto a quello odierno, al quale partecipano le 6 squadre campioni delle confederazioni continentali più la squadra campione nazionale del Paese ospitante. La prima edizione del nuovo Mondiale per club si disputerà tra il 17 giugno e il 4 luglio 2021 e a lasciargli il posto sarà la Confederations Cup, che andrà in pensione anticipata. «Questa è una pietra miliare per la Fifa e per i club di tutto il mondo», ha detto con soddisfazione il presidente della Federcalcio mondiale Gianni Infantino. Ma il cambiamento epocale non piace affatto alla Uefa (il presidente Alekasnder Ceferin sarebbe stato l'unico a votare contro) e all'Eca, l'Associazione europea dei top club guidata dal presidente della Juventus Andrea Agnelli. Eca che, stando a un'indiscrezione del Sueddeutsche Zeitung, avrebbe inviato alla Uefa una lettera in cui ribadisce la contrarietà al progetto, minacciandone il boicottaggio.
STUDIO DI FATTIBILITÀ Meno burrascoso l'altro cambiamento, ovvero il progetto di un Mondiale per Nazionali a 48 squadre. È stato deliberato uno studio di fattibilità già per l'edizione del Qatar nel 2022. Per realizzare questo format sarà necessaria la disponibilità da parte di un paese confinante con il Qatar ad ospitare alcune partite. «Abbiamo mostrato al Consiglio lo studio di fattibilità secondo cui è possibile espandere il Mondiale a patto che siano soddisfatte alcune condizioni», ha spiegato Infantino, al termine della riunione. Servirà quindi almeno un paese disposto a collaborare con il Qatar, ma una decisione definitiva sull'allargamento sarà presa solo in occasione del Congresso della Fifa in programma a Parigi il 5 giugno. Secondo alcuni rumors che circolano ormai da diverse settimane il Kuwait e l'Oman sono tra i possibili Paesi che potrebbero fornire un assist al Qatar, e quindi alla Fifa. «Se decideremo di allargare il format dei Mondiali - ha spiegato Infantino - anche altri paesi dovranno ospitare delle partite. Quindi ora dobbiamo analizzare e capire quali possono essere queste nazioni pronte per i Mondiali del 2022. La decisione finale spetterà al Congresso, quando le 211 federazioni nazionali affiliate voteranno la proposta».
Lanzalone si dimette dal cda di Acea
MESSAGGERO - Luca Alfredo Lanzalone lascia anche il cda di Acea. L'avvocato travolto dall'inchiesta sullo stadio della Roma, per il quale è in corso già il processo col rito immediato, subito dopo l'arresto aveva lasciato la presidenza della multiutility restando però nel cda come consigliere. Una permanenza, nonostante i guai giudiziari, che aveva destato polemiche e critiche da parte dell'opposizione. Finisce così l'avventura nella partecipata per Lanzalone che comunque, precisa una nota dell'azienda, «possiede, alla data odierna, 3.070 azioni».