Lo stadio a Tor di Valle, De Vito sceglie il silenzio. I giudici: "resti in carcere"
IL MESSAGGERO - ERRANTE - Istanze respinte. Il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo, ritenuto dalla procura il suo braccio destro nella realizzazione di un «format» corruttivo per facilitare alcuni imprenditori romani - da Parnasi ai fratelli Toti - restano in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, che ha confermato anche i domiciliari per Gianluca Bardelli l'influencer Cinquestelle, e per l'architetto Fortunato Pititto, del gruppo Statuto.
L'INTERROGATORIO - Le motivazioni dei giudici non arriveranno prima di un mese e se per il Tribunale del Riesame il pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato è ancora concreto, adesso sarà proprio il presidente del Consiglio comunale, che davanti al gip si era avvalso della facoltà di non rispondere, a tentare di alleggerire la propria posizione. Il suo silenzio evidentemente non è piaciuto e in questa settimana, De Vito risponderà alle domande dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli. Il suo avvocato, Angelo Di Lorenzo, aveva sollecitato un interrogatorio ancor prima della decisione del Riesame. Se fornisse elementi utili alle indagini potrebbe ottenere un'attenuazione della misura cautelare, ma è chiaro che per ottenere un simile risultato non potrà limitarsi a giustificare le contestazioni mosse dalla procura.
LA RETE - A fronte dell'assoluta mancanza di collaborazione da parte degli indagati (nessuno dei tre, finora, ha fornito elementi utili all'indagine) a rendere concreto il pericolo di reiterazione del reato, anche per il Tribunale, è probabilmente la rete di relazioni di cui aveva parlato il gip nell'ordinanza lo scorso 20 marzo. «I legami che De Vito e Mezzacapo con il contesto illecito di riferimento», scriveva il giudice Maria Paola Tomaselli, che aveva parlato di «una rete di relazioni, spesso opache», all'interno della quale si sarebbero mossi il presidente del Consiglio Comunale e il suo braccio destro. Quei contatti avrebbero potuto, e probabilmente secondo il Tribunale delle Libertà potrebbero ancora, consentire «lo svolgimento dell'illecita attività attraverso i molteplici appoggi che i due indagati hanno dimostrato di avere all'interno dell'amministrazione comunale e che sono in grado di attivare anche ricorrendo all'ausilio di terzi». Dagli atti emergerebbe come il pressing sui consiglieri comunali abbia consentito a De Vito di portare avanti i progetti dei costruttori disposti ad affidare a Mezzacapa cospicue consulenze. Un sistema di corruzione che la procura ha già contestato per il progetto dello stadio di Tor di Valle a Luca Parnasi e a Luca Lanzalone, il consulente plenipotenziario del Comune, a processo.
Ma c'è anche un altro aspetto che pesa sicuramente sulla decisione di ieri e riguarda le indagini ancora in corso. Le acquisizioni successive agli arresti non hanno attenuato la gravità del quadro indiziario. Gabriella Raggi, capo segreteria dell'assessore all'Urbanistica Luca Montuori ha raccontato come De Vito e Mezzacapo le chiedessero informazioni sui progetti.
«Daniele anima di questa Roma»
IL MESSAGGERO - TRANI - «Daniele ci piace vederlo ancora in campo». L'assist di Totti è no look. Cioè prima del match e di sapere che De Rossi avrebbe firmato il successo della Roma contro la Sampdoria. Francesco, da dirigente, allunga la carriera all'amico. Lo vede sempre giocatore, non c'è fretta di promuoverlo allenatore. Il capitano di oggi dà subito ragione a quello di ieri. E, ritrovando dopo 13 mesi il gol in serie A (l'ultimo contro il Torino il 9 marzo del 2018), rilancia i giallorossi nella corsa per il 4° posto. Segnò lui, la notte dell'eliminazione all'Estadio Dragao contro il Porto, il rigore del momentaneo pari. Quella prima di far centro a Marassi, era stata l'unica rete stagionale. Proprio al momento di dare l'addio alla Champions. Che adesso vuole ritrovare con i compagni. «Abbiamo vissuto questa sfida come una battaglia. Loro, giocano bene. L'intensità doveva essere più alta di quella messa in campo con il Napoli, dovevamo fare di più. Abbiamo lottato e dato tutto quello che avevamo» spiega il protagonista. Che crede nella ricorsa: «Con questi 3 punti tornano l'entusiasmo e la consapevolezza che possiamo fare anche noi partite da squadra vera. Con gli attributi. Il Milan ha perso, c'è Inter-Atalanta e non possono vincere entrambe. Il nostro successo vale il doppio». L'esultanza senza aspettare la verifica del Var: «Pensi di fare la figura dello scemo se poi lo annullano. Però ben vengano questi strumenti che aiutano a sapere se il gol è buono o no, evitando furti e polemiche. Abbiamo esultato poco perché ci siamo un po' trattenuti per la paura che potesse esserci fuorigioco».
RIVINCITA PERSONALE - Dal rosso contro il Genoa, nel torneo scorso, alla rete da 3 punti contro la Sampdoria. De Rossi adesso sorride: «Questo successo fa bene alla classifica, al morale della squadra, della gente. Nel campionato passato ero venuto qui in conferenza spiegando l'espulsione che ci era costata due punti, quest'anno vengo a raccontare un gol che ne è valso due. Ok l'approccio della squadra, si può giocare meglio e ci arriveremo. Dobbiamo portare a casa più punti possibili. Purtroppo c'è mancata la continuità: partite del genere le avevamo già fatte».
NUOVO CORSO - «Non faccio l'allenatore in campo, ma il portavoce: riporto le indicazioni dell'allenatore». Daniele sminuisce il suo ruolo. Ci pensa Ranieri a esaltarlo: «E' il nostro condottiero, l'anima della squadra. Ho bisogno di leader come lui». E' la notte più bella per l'allenatore che, al 5° match, vede finalmente la Roma non subire reti dopo averne prese 9 in 4 partite. Il gol di De Rossi viene da corner: il 21° di questo torneo su calcio piazzato, nessuna squadra in A ha fatto meglio dei giallorossi. «Sono felice per lo spirito del gruppo. Ho visto i giocatori aiutarsi uno con l'altro. Ho chiesto la compattezza e qui l'abbiamo trovata, anche se abbiamo rischiato di prendere gol al novantacinquesimo su rinvio del nostro portiere» ha ammesso. I giallorossi subirono così il pari alla Sardegna Arena contro il Cagliari. A Marassi si è invece riaperta per la zona Champions: «Non guardo la classifica, anche se i ragazzi ci pensano. Facciamo un passo alla volta, poi tireremo le somme alla fine».
Schick, dolore e gioia. Mette la testa a posto
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Ci pensa il capitano, il malconcio De Rossi a tenere in vita la Roma verso la zona Champions. Una gran bella storia di sport, se vogliamo, Ed è giusto che la firma sulla vittoria sia quella del simbolo della Roma. Un uomo infinito. Anche di sentimenti, vedi il sincero abbraccio pre gara all’ex Walter Sabatini. Un successo tutto da raccontare, anche per la storia di un protagonista diretto/indiretto dei tre punti: Patrik Schick, prima dolore e poi gioia della gente romanista.
LA METAMORFOSI - Come per magia, Roma - nella prima frazione - più squadra rispetto alle ultime, orribili prestazioni. Un po’di ordine tattico,qualche lampo di gioco, un paio di giocate e l’uomo campa. Solo che, nonostante tutto questo, pochi pericoli per Audero, aitante portieredoriano. E, sotto questo aspetto, non si può non dire qualcosa sulla prestazione di Schick, chiamato a guidare l’attacco con Dzeko (inizialmente) in panchina. Ci si aspettava, per una dose infinita di motivi,che il ceco riuscisse finalmente a proporre una partita vera, da protagonista contro la sua ex squadra; invece, Patrik per un tempo non si è presentato. O meglio; c’era ma non si è visto. E quandosi è visto, è stato solo per alcune giocate al rallentatore o avviate verso l’inutilità. E, allora, uno fa l’ennesima riflessione,stavolta dettata anche dal più o meno recente passato: sta a vedere che ‘sto ragazzo è davvero più un peso che una risorsa per la Roma? Se gioca in tandem con Dzeko non la becca mai; se gioca da solo al centro dell’attacco idem. Da sempre, o quasi. E, quindi, a che cosa serve?E il discorso, proprio perché legato alla partita contro la “sua” Sampdoria, assume una connotazione più critica. Per forza di cose. Non ci possono; anzi, non ci devono essere sempre giustificazioni per analizzare la faccenda. Una domanda, però, sì: ma il suo mental coach è andato in pensione? Poi, però, le partite possono cambiare in un attimo.E tutto quello che è brutto diventa bello. Al volo. Schick nella ripresa diventa un altro, con Dzeko dentro forse sente meno responsabilità si inventa un paio di cose buone nel gioco aereo, si fa vedere, fa capire a compagni e avversari che lui c’è. E la rete di De Rossi nasce proprio grazie ad una sua capocciata, con pallone poi toccato dal capitano alle spalle di Audero. Un miracolo sportivo? No, solo questione di logica. Che nel calcio è spesso illogica.
Roma, c'è ancora speranza
IL MESSAGGERO - TRANI - Improvvisamente la Roma. Che, a 7 tappe dal traguardo, riappare nella corsa Champions. La vittoria di Marassi contro la Sampdoria (0-1), dopo il ko del Milan allo Stadium contro la Juventus, è pesantissima. Basta guardare la classifica per rendersene conto: Ranieri sale a - 1 dal 4° posto. De Rossi, ritrovando il gol in serie A dopo 13 mesi, riapre dunque la stagione dei giallorossi che, tornando a vincere in trasferta dopo 3 ko di fila (compreso quello di Oporto), riescono finalmente a uscire dal campo imbattuti. L'ultima volta due mesi fa, l'8 febbraio al Bentegodi contro il Chievo (0-3).
MODULO SCHERMATO - La prestazione è da provinciale, ma di sostanza. Con equilibrio e carattere. Senza mai scoprirsi. Il successo è costruito sulla pazienza e sull'attenzione. E con la distribuzione delle energie fisiche e mentali. L'ingresso di Dzeko per Pellegrini, a metà della ripresa, risulterà decisivo. In partenza Ranieri, pur cambiando la metà dei giocatori di movimento dopo il pari inutile di mercoledì contro la Fiorentina, ha riproposto lo stesso sistema di gioco, cioè il 4-2-3-1. Ma sempre truccato. Perché, in fase di non possesso palla, è sempre scattato il programma più gettonato in questo periodo: indietro tutta. Baricentro basso, Zaniolo e Kluivert in linea con De Rossi e Cristante, Pellegrini qualche passo dietro Schick a guardare a vista il play avversario Viera o al massimo a salire su Tonelli, i 4 quattro difensori appostati davanti all'area di rigore, con Karsdorp e Kolarov sentinelle sui lati del fortino e con Manolas e Fazio a presidiarlo in mezzo. Dietro di loro, il cannone caricato a salve: Mirante obbligato a calciare sempre oltre la metà campo, sempre su Schick che fa il possibile per controllarlo o indirizzarlo. Entrano, dunque, in 5: Karsdorp, Manolas, De Rossi, Pellegrini e Schick. Infortuni e impegni ravvicinati impongono la rotazione. Il 4-3-1-2 della Sampdoria è abbastanza organizzato, ma senza Ekdal la gestione è senza ritmo. Solo Saponara, chiamando il fluidificante Murru in avanti, prova ad accelerare.
EX PERICOLOSO - La Roma rischia meno del solito tant'è vero che chiude con il 6° clean sheet stagionale. L'assetto sembra meglio calibrato negli interpreti. La serata di Manolas e Fazio è chic. L'ex Defrel, schierato da Giampaolo accanto a Quagliarella, calcia da fuori e chiama al volo Mirante. E' la chance più spettacolare del 1° tempo, anche se in avvio c'è la conclusione ravvicinata e pericolosa di Quagliarella a sfiorare la traversa e più tardi quella larga di Cristante. L'unico giallorosso a inquadrare la porta è Kluivert: tiretto sporcato e centrale. Pellegrini sale ad aiutare Schick, ma di testa sbaglia sul più bello.
SVOLTA FINALE - Si fa male, subito dopo l'intervallo, Karsdorp: ecco Jesus. Giampaolo va all'attacco: dentro Jankto e Gabbiadini rispettivamente per Linetty e Saponara. Defrel arretra da trequartista. Ranieri replica con Dzeko per Pellegrini, chiedendo a Schick di mettersi dietro al centravanti. Dentro anche El Shaarawy per Kluivert. Il doppio intervento fa la differenza. Dal corner di Kolarov, spizzata di Schick e respinta di Audero. De Rossi irrompe e accompagna, con gli addominali, la palla in porta per il vantaggio. Mazzoleni ha l'ok dal Var: Gabbiadini tiene in gioco il capitano giallorosso. Che firma il 1° successo esterno con il nuovo allenatore: l'ultimo, un mese e mezzo fa, il 23 febbraio a Frosinone. Gol di Dzeko, simile proprio a quello del capitano.
Per diesse e allenatore continuano le "primarie"
IL TEMPO - BIAFORA - È ancora nebuloso il cielo sulla poltrona di direttore sportivo della Roma. Domani sarà un mese esatto dalla rescissione consensuale dell’accordo con Monchi e non è ancora chiaro chi sarà l’uomo chiamato a raccoglierne la pesante eredità. I nomi che vengono fatti con maggiore frequenza, in vista di una decisione finale attesa entro aprile, sono quelli Massara, Campos e Petrachi. Le quotazioni del dirigente del Torino sono in calo negli ultimi giorni, la volontà di Cairo infatti sembra quella di non liberarlo per il salto in una big. Restano quindi due i candidati in pole position: l’attuale diesse giallorosso e l’uomo mercato del Lille. Dal Portogallo è rimbalzata la notizia della presenza di una clausola rescissoria da tre milioni di euro nel contratto di collaborazione che lega Campos ai francesi, impegnati nella corsa alla Champions League in Ligue 1. I «mastini» hanno quattro punti di vantaggio sul terzo posto del Lione e mantenendo la seconda piazza raggiungerebbero la qualificazione diretta al torneo europeo, con la partecipazione ai gironi di Champions che manca dall’epoca Garcia. Il piano del dirigente portoghese è quello di pensare prima a raggiungere l’obiettivo con il suo club attuale per poi dedicarsi ad ogni eventuale trattativa per un approdo in giallorosso o in qualsiasi altra società. Oltre all’interesse della Roma, sotto la regia di Baldini, c’è da segnalare quello di Chelsea (nei Blues il ruolo è vacante dalla rottura con Emenalo) e Marsiglia, che potrebbe perdere il ds Zubizarreta, attratto dalla proposta dell’Arsenal. Detto di Campos, non è da sottovalutare la posizione di Massara, promosso nuovamente direttore sportivo dopo l’addio di Monchi alla Capitale e il contestuale ritorno a Siviglia. Il «sabaudo», come lo definiva Sabatini, ha portato a termine il rinnovo fino al 2023 del giovane Riccardi, si sta occupando del contratto di Zaniolo e ha avviato numerose trattative in entrata e in uscita. Non è certamente da scartare l’ipotesi di una sua conferma, magari affiancato da Totti nella veste di direttore tecnico. Situazione in stand-by pure sul fronte allenatore. Conte (cercato da tutte le big italiane) e Sarri sono i profili preferiti, Gasperini, Giampaolo e Gattuso le opzioni di riserva. Difficile fare previsioni: tranne il salentino sono tutti allenatori con un contratto anche per la prossima stagione e prima di qualche settimana risulta difficile parlare di accordi chiusi. Per quanto riguarda i movimenti di mercato dei calciatori, è in forse il riscatto di Defrel da parte della Samp. I blucerchiati hanno acquistato a titolo definitivo Gabbiadini a gennaio e non sembrano intenzionati a spendere i 12,75 milioni di euro (un milione già pagato per il prestito oneroso annuale) previsti per completare l’acquisizione della punta di proprietà dei giallorossi. Da tenere d’occhio la situazione legata a Dzeko, che piace in Premier League e all’Inter, che ha messo gli occhi pure su Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista di Cinecittà ha una clausola di 30 milioni di euro pagabile in due rate che fa gola a più di una squadra. Tutti i nodi saranno però sbrogliati solo dopo la nomina definitiva di un ds e di un allenatore.
Saluto a Sabatini, gol e speranza. De Rossi: "Ora siamo squadra"
IL TEMPO - BIAFORA - Non molla mai. Daniele De Rossi come un condottiero (copyright Ranieri) guida la Roma alla vittoria, nella prima delle otto battaglie rimaste da qui a fine campionato. Il capitano, autore della prima rete stagionale in campionato dopo quella in Champions Leaguecontro il Porto, ha regalato tre punti fondamentali ai giallorossi nella corsa al quarto posto, ora distante solo un punto dopo il ko di ieri del Milan all’Allianz Stadium. In attesa delle partite di oggi di Lazio e Atalanta il numero 16 si gode il successo ritrovato a Marassi contro la Sampdoria dopo sei anni: “Fa bene alla classifica, ma anche al morale della squadra e della gente, erano entusiasti. Siamo contentissimi, si devono portare a casa più punti possibili”. La foto della serata di De Rossi è senza dubbio quella dell’esultanza sorridente sotto al settore occupato dai tifosi romanisti, accompagnato dall’abbraccio scatenato di Zaniolo. Dopo l’esplosione di gioia vissuta insieme agli oltre mille fan, si è palesato qualche istante di timore per l’intervento del VAR. Guida ha però poi confermato la posizione regolare: decisiva la mancata salita di Gabbiadini sul corner impattato da Schick e poi ribadito in rete da DDR. “Ben venga il fatto che l’arbitro controlli e che non si subisca un furto - il commento del match-winner sulla tecnologia -. Si sono eliminati tanti problemi, ingiustizie e polemiche. Quando esulti credi sempre di fare la figura da scemo se lo annullano. Penso che in pochi anni arriveremo alla perfezione”. De Rossi autore di una prestazione fatta di tanto cuore e spirito di sacrificio, soprattutto nel finale tutto targato Sampdoria, ha scaricato la rabbia di una stagione travagliata andando ad esultare nuovamente sotto allo spicchio di Marassitutto tinto di giallorosso. Il capitano ha parole di elogio per tutti i compagni, bravi a tirare fuori gli attributi nella terza partita della settimana, e manda un avvertimento alle avversarie: “Magari non giochiamo benissimo, ma i punti si fanno così e ce li teniamo stretti. Per gli altri non sarà facile venire all'Olimpico a passeggiare come è successo in passato”. Il mediano di Ostia, durante il riscaldamento pre-partita, ha avuto un gesto di grande sentimento nei confronti di Sabatini, suo ex direttore sportivo, accolto con calore anche da Manolas: “Lo saluto sempre con affetto, ci siamo promessi di fare un pranzo nel prossimo futuro. Mi fa piacere che stia bene”. Dopo la sudata vittoria De Rossi ha dribblato le insistenti domande su un possibile futuro da tecnico, visto che la voglia di giocare è ancora tanta. Il numero 16 della Roma ha lasciato all’amico fraterno Totti, che ha parlato a pochi minuto dal fischio di inizio, l’incombenza di rispondere sul domani: “Se dovesse fare l’allenatore, incitare ed esultare non sono le cose migliori da fare. Sappiamo tutti il suo carisma ed essendo romanista ha qualcosa di più. La sua veemenza verso questi colori risalta da questi risultati. Ci piace vederlo così”. Parole quasi profetiche per come è andata poi la partita.
Le esultanze social dei giallorossi dopo Samp-Roma. Manolas: "Forza Roma sempre". Kluivert: "Continuamo così"
La Roma, con la vittoria di stasera con la Sampdoria, rimane in corsa per la lotta Champions League. I giocatori giallorossi hanno esultato per il risultato sui propri profili social. Zaniolo, ha postato una foto che lo ritrae esultare con De Rossi, ha espresso così tutta la sua contentezza: "Magica Roma!". Felice anche Manolas che ha condiviso il messaggio: "Complimenti a tutti !! Grande vittoria! Forza Roma sempre!!". Si uniscono al coro di esultanze anche Pellegrini e Kluivert che hanno scritto rispettivamente: “Daje ragazzi!” e “Continuiamo così”.
Le pagelle di Sampdoria-Roma
La Roma di Ranieri torna a casa con i 3 punti in tasca e lo fa in una delle trasferte più insidiose della stagione. I giallorossi, infatti, passano a Genova contro la Sampdortia grazie alla rete siglata al 76' dal suo capitano: Daniele De Rossi. Bene anche Kluivert, Schick e Manolas.
Mirante 6.5 - Dà sicurezza al reparto, cosa che mancava da un pò di tempo ed in più compie una bella parata nel primo sul tiro di Defrel. Poi è ordinaria amministrazione che gestisce con intelligenza, merita la conferma tra i pali concessagli dal mister.
Karsdorp 6.5 - Finalmente una buona gara in entrambe le fasi di gioco ma la sua giornata non poteva esser perfetta e così al minuto 51 è costretto a dare forfait. (51' Juan Jesus 6 - Fa il compitino sino all'ultima azione, quando di mestiere e senza far fallo impedisce a Quagliarella di trovare la rete del pari. Non era facile entrare a freddo e giocare da terzino destro, per lui mancino puro).
Manolas 7 - Un vero guerriero della difesa. Dalle sue parti non si passa ed infatti impedisce ogni giocata al capocannoniere della serie A. Quagliarella ha pochi spunti per mettersi in mostra ed il merito è tutto suo. Se la Roma raggiunge finalmente il sesto clean sheet stagionale, lo si deve in gran parte a lui. Da blindare ad ogni costo.
Fazio 6.5 - Un'ottima partita la sua dall'inizio alla fine. Per un giorno, sembra esser tornato il comandante della scorsa stagione. Sicuro, mai in difficoltà ed interventi puliti ed eleganti. Se svolta anche lui, si comincia ad incassare qualche rete in meno.
Kolarov 6 - Inizia contratto e molto sulle sue al punto che i giallorossi giocano più sull'altro lato del campo. Cresce nella ripresa e sforna diversi cross interessanti ma non sfruttati dagli attaccanti centrali.
Cristante 5.5 - Ci mette tutto l'impegno del mondo ma fa una grande fatica ad impostare ed in fase di copertura è spesso in ritardo. E' una mezzala o un trequartista, il regista è l'anello mancante di questa squadra costruita male.
De Rossi 7 - E' suo il gol della vittoria. Questi 3 punti portano un pò di serenità e di speranza ad un gruppo apparso in crisi e senza di lui spaesato. Dentro il numero 16 fuori Nzonzi, è un'altra Roma.
Zaniolo 6 - Inizia mostrando sprazzi da grande giocatore ma dà tutto troppo presto e va in calando. Forse, sarebbe potuto uscire al posto di Pellegrini ed infatti l'ultimo quarto d'ora lo fa boccheggiando ma la sua presenza costringe sempre i blucerchiati al radoppio lasciando liberi i compagni.
Pellegrini 6 - Tornava dopo tanto tempo a giocare da titolare e non aveva i 90 minuti nelle gambe ma fa il suo e dà maggior dinamismo al centrocampo e fa da raccordo con l'attacco andando anche a pressare i portatori di palla della Sampdoria. (66' Dzeko 6 - Entra in campo che sembra stia facendo un favore a qualcuno ma piano piano carbura e distribuisce palloni sulle fasce, difende la sfera e fa ripartire la squadra e si rende utile in copertura).
Kluivert 6.5 - Dopo la gara con la Fiorentina in cui ha sfornato 2 assist e prodotto qualche bella giocata, si ripete anche a Genova. In più, si rende anche utile alla causa con alcuni recuperi, raddoppi e ripiegamenti difensivi che permettono a Kolarov di non difendere in inferiorità numerica. (72' El Shaarawy 6 - Non ha grandi occasioni per farsi vedere davanti ma si fa tutta la fascia per tutto il tempo che gli viene concesso ed è bravo a chiudere in scivolata difensiva impedendo una conclusione a botta sicura. Difensore aggiunto fondamentale).
Schick 6.5 - Va vicino al gol, lotta, si impegna e quando entra in campo Dzeko, si traveste da Pellegrini e fa anche il centrocampista. Peccato per un colpo di testa termina a lato di pochissimo. Sarà lo stadio, l'atmosfera ma anche lo scorso anno contro la Samp gioca sempre belle gare.
Ranieri 6.5 - Una vittoria testaccina in tutto e per tutto. Cuore, grinta, determinazione, il mix perfetto in una squadra con tanti problemi ma che ce l'ha messa tutta per regalare questa soddisfazione ai 1000 tifosi arrivati a Marassi per l'incontro ed a tutti i romanisti. Serviva per il morale e per la classifica, che potrebbe ancora riservare qualche bella sorpresa e tornare a sognare il quarto posto.
Il redivivo Schick prova a rinascere contro la sua Samp
Questa sera alle 20:30 allo stadio Marassi di Genova, la Roma è chiamata ad invertire una rotta decisamente negativa. Dall'arrivo di mister Ranieri, i giallorossi hanno portato a casa 4 punti in 4 gare e ben 3 giocate in casa.
Le avversarie, Napoli a parte, non erano di quelle da far tremare i polsi e se pensiamo che l'unica trasferta di questo ciclo si è giocata (e persa) a Ferrara contro la SPAL, il quadro si fa ancora più desolante. La vittoria è arrivata in maniera fortunosa all'esordio dell'ex tecnico del Leicester sulla panchina romanista quando i suoi si sono imposti per 2-1 contro l'Empoli. Poi, un solo punto tra SPAL, Napoli e Fiorentina.
Un bottino molto magro e se pensiamo che con la sola conquista dei 3 punti contro gli uomini di Semplici la Roma poteva esser a -1 dal quarto posto e col Milan che oggi affronta la Juventus all'Allianz Stadium, il morale del tifoso della Roma non può esser dei migliori.
A peggiorare la situazione, ci sono stati i tanti infortuni che non smettono mai di verificarsi ad ogni partita ma anche tra un match e l'altro. Stavolta, a restar fuori saranno Santon e Perotti, col primo che ne avrà per almeno un mese a cui si aggiungono Florenzi, Pastore e Coric. Torna El Shaarawy e si spera finalmente di vedere Under e Lorenzo Pellegrini dall'inizio o con un minutaggio superiore a quello dell'ultima sfida contro i Viola.
Vincere a Genova in queste condizioni, sia fisiche che mentali, sarà un'impresa ma se la Roma dovesse riuscirci, al termine di questa giornata i risvolti di classifica potrebbero esser inaspettati. Claudio Ranieri si affiderà a Patrik Schick come punta centrale al posto di Edin Dzeko, visto che il bosniaco ha dimostrato tanta, troppa indolenza nelle ultime gare disputate non rendendosi utile alla causa ma risultando a tratti un peso. Il ceco, dal canto suo, spera di ritrovarsi proprio nella città che lo ha fatto conoscere e contro la squadra che sinora gli ha dato di più. Se così sarà, una speranza per questo finale di stagione di non fallire anche l'ultimo obiettivo, potrebbe verificarsi, altrimenti sarà un'agonia che durerà altre 7 giornate.
Sampdoria-Roma, emissari del Lipsia presenti per visionare Schick (Foto)
Patrik Schick, attaccante della Roma, ha giocato stasera 90 minuti nella partita contro la Samp. Secondo quanto riferisce il giornalista de La Gazzetta dello Sport Nicolò Schira attraverso il proprio profilo Twitter, alcuni emissari del Lipsia erano questa sera al Ferraris ad assistere alla partita per visionare il numero 14 giallorosso.
Stasera c’era un emissario del #RBLeipzig a Marassi per visionare Patrick #Schick. I tedeschi sono interessati per la prossima stagione alla punta della #Roma. Sarà uno dei nodi da sciogliere in casa giallorossa dal nuovo allenatore. #calciomercato
— Nicolò Schira (@NicoSchira) 6 aprile 2019
Sala: "Stasera è mancato solo il gol. La Roma ha fatto una grande partita"
Jacopo Sala, terzino della Sampdoria, ha parlato in zona mista al termine del match perso 1-0 con la Roma. Queste le sue dichiarazioni:
"Stasera è mancato solo il gol. La Roma ha fatto una grande partita ma c’è grande rammarico per la prestazione e le occasioni avute. Abbiamo fatto una grande gara sia dietro che in attacco. È strano non portare a casa dei punti dopo stasera. Ora dobbiamo voltare pagina e pensare al derby. I tifosi sono sempre carichi ma domenica lo saranno ancora di più e siamo convinti che ci trasmetteranno la giusta carica per preparare al meglio questa gara così importante".
Sabatini: "Meritavamo un altro risultato. Escludo un ritorno alla Roma"
Walter Sabatini, responsabile dell’area tecnica della Sampdoria, al termine della partita contro la Roma ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:
Potevano vincerla entrambi…
"Stranamente l’ha vinta la Roma, non siamo tanto contenti del contesto degli episodi contro la Roma. Ho avuto qualche piccolo sospetto che non tutto sia andato come sarebbe dovuto. C’è stato qualcosina nelle aree di rigore che a rivederlo avremmo potuto evitare la sconfitta. Va avanti la Roma come è giusto che sia e come merita, non stasera, ma in generale la Roma deve andare avanti, non esiste calcio italiano senza la Roma protagonista".
Sa chi sarà il prossimo ds della Roma?
"Potrei anche saperlo ma non te lo dirò mai".
Cosa c’era nell’abbraccio con De Rossi?
"Affetto, un affetto grande, antico, che ho per lui e per il padre e tutta la famiglia. Gli voglio tanto bene e credo di essere ricambiato".
A fine partita lo ha riabbracciato?
"Sì, con un po’ più di fastidio (ride, ndr). Anche con Kolarov, che non vedevo da tantissimi anni, lo avevo visto alla Lazio tantissimi anni fa".
Che effetto le fa Totti dirigente?
"Gli auguro una grande carriera, non credo potrà ripetere da dirigente quello che ha fatto in campo ma ha il piglio, la forza e la voglia di farlo. E’ capitato in un brutto momento, avrebbe potuto iniziare in un momento meno delicato. E’ un momento di decisioni immediate".
L’obiettivo è l’Europa..
"Non è un sogno ma una possibilità che non dobbiamo toglierci e deve essere nella testa dei calciatori. Sono forti e meritano di pensare a un obiettivo serio. La differenza nel calcio la fa l’idea che abbiamo di noi stessi di volta in volta. Il nostro valore lo attribuiscono gli opinionisti e i tifosi. Ti dicono che sei da decimo posto e i tifosi magari ci credono. La Sampdoria è per i posti privilegiati del calcio italiano".
Escluderebbe un ritorno alla Roma?
"Sì, lo escludo".
Ha ancora tanto da fare alla Samp?
"Solo cose belle, ma solo se resta questa proprietà. Se cambia di mano non sarò io a fare le cose, chi compra la società è giusto porti uomini di sua fiducia, non deve trovare intralci e io lo sarei. Anche perché sono prepotente e non vivo le cose passivamente. Chi arriverà troverà terreno fertile".
Ferreo vende?
"Il giorno in cui Ferrero mi dirà che ha venduto, mi farò da parte senza discussioni".
Il rimpianto per stasera è grande…
"Meritavamo un altro risultato, non meritavamo di perderla ma non ho nulla da dire alla squadra se non bravi".