Pallotta sogna uno tra Conte o Sarri, però non sarà facile

IL TEMPO - BIAFORA - Nella nuova stagione sulla panchina della Roma siederà l’ottavo allenatore dell'era americana. Nel contratto di Ranieri non è stata inserita alcuna opzione di rinnovo in caso di arrivo tra le prime quattro in campionato e con ogni probabilità non si continuerà con lui. I dirigenti giallorossi sono quindi alla ricerca di un tecnico che possa far ripartire la squadra dopo un'annata più che travagliata. Il primo nome sulla lista di Pallotta è Conte, che in questi giorni risolverà il contenzioso con il Chelsea e sarà definitivamente libero. Il salentino piace però anche all’Inter e alla Juventus, che molto probabilmente chiuderà il rapporto di lavoro con Allegri. L'ex ct della Nazionale chiede un ingaggio che sembra fuori dai parametri giallorossi e ampie garanzie tecniche sulla costruzione della squadra. Il secondo nome sul taccuino è quello di Sarri, anche lui sotto contratto con la squadra di Londra a sei milioni di euro netti annui. Il toscano è il candidato più legato a
Baldini, consigliere di fiducia di Pallotta, ma al momento la sua prima opzione è quella di rimanere alla guida dei Blues. Se mai la potente Granovskaia, braccio destro di Abramovich, dovesse optare per l'esonero ecco che allora Sarri passerebbe in pole position per la panchina giallorossa. Nel ventaglio degli allenatori ci sono anche Gasperini e Giampaolo, autori di due stagioni convincenti con Atalanta e Sampdoria e pronti al salto in una grande squadra. Da non sottovalutare la situazione legata a Gattuso, in rotta con il Milan della gestione Leonardo-Maldini e molto gradito dalle parti di Trigoria.


Ranieri, ombre sul futuro o solo illazioni?

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - La Roma non va, o per meglio dire va, ma male. La sconfitta subita in casa della SPAL sembrava essere il picco di bruttezza raggiunto dai giallorossi ma così non è. Per assurdo, nonostante si stesse giocando contro una squadra più blasonata, il Napoli, il match contro i partenopei ha mostrato a tifosi ed addetti ai lavori un team allo sbando in tutto e per tutto. Infortuni che ormai arrivano come se piovesse, zero cattiveria, zero motivazione e ancora di più, zero trama. Undici giocatori, 14 se si considerano i cambi, arresi ancor prima di scendere in campo ed un'unica eccezione chiamata Daniele De Rossi. Proprio lui, metafora della Roma e dei romanisti. Singolare il fatto che a tirare la carretta sia lui, forse il più acciaccato tra gli acciaccati ma nonostante tutto, sempre l'ultimo a mollare. In panchina molti si aspettavano che con il cambio Di Francesco-Ranieri ci fosse una scossa immediata ma così non è stato. Per il testaccino in tre gare al timone giallorosso ha raccolto una vittoria, soffertissima con l'Empoli e ben due sconfitte, con SPAL e Napoli.

ED ORA? - Il Ranieri bis era cominciato con una sorta di promessa: portaci a fine stagione, magari facendoci arrivare in Champions e da giugno diventerai parte integrante dell'organigramma del club di Trigoria. Forse aspettarsi chissà quale partenza è stato il vero errore, fatto sta che nelle ultime ore, forse anche esageratamente, sul nome di Ranieri cominciano ad addensarsi dubbi, sia tra gli addetti ai lavori, sia tra i dirigenti. E' giusto mettere in discussione l'ex Leicester? Probabilmente no, anzi, mettiamolo per iscritto a caratteri cubitali: "NO". Il perché è tra le righe di una squadra sbagliata già in partenza ma cionostante è giusto spenderci qualche parola: la Roma, intesa come parco giocatori, è una squadra fatta male. Le cessioni degli ultimi due anni e della scorsa estate soprattutto, hanno lasciato spazio ad acquisti capaci di portare più punti interrogativi che certezze. Olsen il primo su tutti, un portiere 29enne arrivato dal campionato danese. Giusto non fermarsi alle apparenze ma a pensare che fino alla scorsa stagione a difendere i pali c'era Alisson, il fatto stride. A centrocampo, tra concordi e meno, Strootman e Nainggolan hanno salutato ed eccezion fatta per l'exploit Zaniolo, ecco che i nomi su cui si è puntato sono: Nzonzi, Cristante, Coric e Pastore. Su quattro probabilmente l'unico a salvarsi a fasi alterne è stato l'ex Atalanta. Per gli altri tre, molti errori e poca qualità, soprattutto in ottica Nzonzi, mentre per Pastore e Coric difficile esprimersi. L'argentino reduce da stagioni fatte di panchina ed infortuni al PSG, l'ex Dinamo Zagabria ammirato per lo più solo sui social tra palleggi con arance e palloni (perché non mandarlo in prestito a gennaio? ndr). In difesa poi un Federico Fazio irriconoscibile, coadiuvato da un Florenzi molto al di sotto dei suoi standard e con cambi alla Marcano spesso sembrati spaesati. In attacco uno Schick zio di quello arrivato dalla Sampdoria e un Dzeko inguardabile, con comportamenti da prima donna verso i compagni ed errori non da lui. L'unico a salvarsi è El Shaarawy assieme a quei pochi scampoli visti tra Perotti e Cengiz Under, che sarà finalmente della partita con la Fiorentina. In soldoni, non era totalmente colpa di Di Francesco quando c'era, non è completamente colpa di Ranieri ora. Bisogna guardare in faccia la realtà e rendersi conto che questa Roma non è una grande Roma e che probabilmente non merita la Champions League (chissà l'Europa League ndr). La vera domanda è questa: se ce ne siamo resi conto noi, come ha fatto a non rendersene conto il Presidente James Pallotta? Che forse i veri errori siano stati i suoi, piuttosto di quelli che si sono trovati ed ora si trovano sulla graticola? Ai posteri l'ardua sentenza.


InsideRoma DailyNews - Allenamento Roma, individuale per Elsha e Florenzi - Ranieri in conferenza stampa domani alle 15:00 - Roma-Fiorentina, ad arbitrare sarà Massa

NOTIZIE DEL GIORNO| 01 APRILE 2019

- La Roma torna sui prati di Trigoria dopo la sconfitta contro il Napoli, per prepararsi al match di mercoledì contro la Fiorentina. Il programma giornaliero della seduta ha visto il gruppo diviso tra chi ha giocato e chi non ha preso parte al match col Napoli. La squadra giallorossa inizia la seduta in palestra per poi sipostarsi in campo dove El Shaarawy e Florenzi hanno svolto una seduta individuale mentre Lorenzo Pellegrini è rientrato in gruppo.

- Il tecnico giallorosso, Claudio Ranieri, parlerà domani in conferenza stampa alle 15:00 in vista de match di mercoledì contro la Fiorentina. Ad annunciarlo è proprio il club tramite il profilo ufficiale Twitter.

- Davide Massa arbitrerà il match di Roma-Fiorentina, in programma mercoledì alle 21 allo Stadio Olimpico. Il fischietto di Imperia sarà coadiuvato da Di Liberatore e Alassio come assistenti mentre Calvarese sarà il IV uomo. Mazzoleni e Bindoni saranno rispettivamente Var e Avar dell'incontro. Questo quanto riportato da aia-figc.it.
ROMA – FIORENTINA
MASSA
ALASSIO – DI LIBERATORE
IV: CALVARESE
VAR: MAZZOLENI
AVAR: BINDONI

- Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus e Roma, ha parlato ai microfoni di tuttomercatoweb.com per analizzare il momento dei giallorossi: "Se la Roma non va considerata nella corsa Champions? È come se non esistesse. È una squadra fatta male, lo dimostra il fatto che Dzeko abbia segnato otto gol. E la difesa ne ha subiti quarantatré. Venduti Nainggolan e Strootman sono stati presi Nzonzi che va a tre all’ora e Cristante che non sa costruire e quindi chi ne soffre sono attacco e difesa. La Roma è stata fatta male. Serve un nuovo ds il prossimo anno? Credo che rimarrà Massara. Comunque decide Pallotta da Boston, poi c’è Baldini dal Sudafrica: non si capiscono bene perché la distanza è tanta. Se Baldini tornasse a fare il dirigente ufficialmente? Ha già dato le dimissioni una volta quando la Roma andava peggio di ora".

- IL TEMPO - MENGHI - L'arrivo della Fiorentina all'Olimpico nel turno infrasettimanale rievoca la figuraccia di 2 mesi fa in Coppa Italia, un 7-1 senza appello, e la Roma dovrà provare a prendersi la rivincita senza Manolas. Un problema in più per Ranieri, che si ritrova di nuovo senza il greco per colpa della trattenuta costata giallo e squalifica al difensore. Il principale indiziato per sostituirlo è Marcano, che sembra aver superato Jesus nelle gerarchie da quando è andato via Di Francesco e ieri lo spagnolo si è scaldato a lungo a bordocampo, a testimonianza del fatto che l’allenatore lo tiene in grande considerazione. Dzeko, affaticato dagli impegni con la nazionale, ha stretto i denti per giocare ed è stato condizionato anche da un colpo sopra la caviglia sinistra, doloroso ma non preoccupante. Dovrebbe toccare ancora a lui mercoledì, mentre Schick è in discussione per non aver svolto bene i compiti di Ranieri e rischia il posto: Under ha rimesso piede in campo nel finale col Napoli e ora punta alla maglia da titolare. La novità alla ripresa degli allenamenti, oggi alle 11, sarà il ritorno in gruppo di Pellegrini, almeno in panchina con la Fiorentina.


Roma, numeri da brividi. Di questo passo si rischia anche l’Europa League

INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – La sconfitta con il Napoli non è che il punto culmine della tremenda stagione giallorossa. Nessuno ha più alcun alibi, Pallotta dixit. I (presunti) colpevoli sono stati cacciati già quasi un mese fa: Di Francesco è stato esonerato e Monchi il dimissionario se n’è tornato a Siviglia. Ranieri si accolla una pratica suicida, mosso dalla passione per la sua città e per i colori giallorossi. Cerca di rimettere insieme i cocci di una squadra che non c’è da inizio stagione. Le partite non gli danno ragione, la striminzita vittoria con l’Empoli non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi, la sconfitta con la SPAL è la conferma che ormai in casa Roma c’è ben poco da salvare.

Una reazione d’orgoglio e carattere sarebbe servita nella partita contro il Napoli, per dimostrare che il cuore e la voglia di rivalsa contano più dei polpacci fuori uso, degli acquisti sbagliati, degli allenatori cambiati. Ma i lupi sono in realtà pecore, belano scuse davanti ai microfoni e la Roma sprofonda in classifica, guardando la Champions allontanarsi sempre di più. Nonostante i favori del Milan. A questo punto neanche l’Europa League è più così scontata. Lo stadio si ammutolisce e la Roma non è più magica.

Le chiacchiere sono inutili, i numeri parlano da soli. Perché la Roma non perdeva due partite di fila in Serie A da cinque anni, dal maggio 2014. La debacle con gli azzurri, inoltre, segna l’ottava sconfitta della Roma in questo campionato, bisogna tornare alla stagione 2012/13 per avere un dato peggiore. Parlando delle reti subite, i giallorossi non prendevano almeno quattro gol allo Stadio Olimpico dal famigerato Roma-Bayern Monaco (1-7). La Roma ieri ha tirato nello specchio della porta difesa da Meret soltanto tre volte, mentre agli avversari di occasioni ne ha concesse ben dieci, il massimo numero da inizio stagione. Il dato più sconcertante sono i 43 gol subiti, che fanno della Roma la settima peggior difesa della Serie A.

A culminare il quadro, ieri sera la Lazio ha vinto a San Siro contro l’Inter. Con una partita in meno, i biancocelesti hanno scavalcato la Roma e agganciato l’Atalanta, portandosi a tre punti dal Milan. La Roma scivola al settimo posto in classifica, con soli due punti di vantaggio su Torino e Samp. Mercoledì sera c’è la Fiorentina, si spera che i giocatori prenderanno Claudio Ranieri in parola, cercando di salvare il salvabile.


Il disastro di Monchi

INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma perde in casa per il terzo anno consecutivo contro il Napoli e questa volta in maniera netta sia nel punteggio che nel gioco e nell’atteggiamento. Il 4-1 rispecchia perfettamente l’attuale divario che c’è tra le 2 squadre al netto di infortuni, condizione fisica precaria dei singoli e degli errori enormi commessi da alcuni giocatori.

Inutile soffermarsi su una partita nata male e proseguita peggio con un unico balurme nel buio: il rigore concesso per un netto fallo di Meret su Schick e trasformato dal nuovamente implacabile dal dischetto Diego Perotti.

Per il resto, è la saga degli orrori: sin dal primo minuto quando Verdi fa un comodo lob per Milik, che ha il tempo di stoppare di tacco, girarsi e tirare in piena area di rigore senza esser disturbato con Olsen che rimane sorpreso.

Primo tempo a ritmi bassi ma con gli ospiti in totale controllo del match sin quando Schick non anticipa l'estremo difensore napoletano, che lo stende e l'arbitro Calvarese concede un sacrosanto penalty.

Si chiude così la prima frazione di gara e ci si aspetta che i giallorossi tornino in campo vogliosi di imporsi o almeno di provarci ed invece è nuovamente la squadra di Ancelotti a guidare l’incontro. Alla prima azione, anche stavolta, i partenopei vanno avanti per la seconda e definitiva volta.

Callejon aggira Kolarov senza faticare troppo e mette in mezzo un pallone destinato a finire tra le braccia di Olsen, che invece se lo passare sotto le ascelle e la sfera termina sui piedi di Mertens, che non ci sperava neanche. Poco dopo, arriva il colpo di grazia targato Verdi (che si è fatto perdonare dopo una conclusione addosso al portiere romanista che chiedeva solo di esser spedita in rete). Bravo Fabian Ruiz a superare De Rossi ed a mettere al centro dell’area di rigore, dove oltre all’ex Bologna ci sono altri 2 compagni ed il solo Kolarov per i giallorossi. L’esterno napoletano ha il tempo di controllare ed indirizzare il pallone alla destra del numero 1 romanista, che non può far molto.

Quarta ed ultima marcatura firmata da Younes, subentrato a Mertens, infortunatosi poco prima. L’ala di origine tedesca si libera dell’intera retroguardia romanista, tira in porta ma Olsen respinge, la palla finisce ancora sui suoi piedi e questa volta non sbaglia e trova la gloria personale.

Il Napoli non ha mostrato un gioco spettacolare o schiacciato nettamente la Roma ed è questa la cosa più grave. Gli è bastato fare un pò di “accademia” in mezzo al campo e lanciare le punte al momento giusto, visto che gli spazi erano sconfinati ed i giallorossi correvano a vuoto e nella ripresa erano anche piuttosto stanchi.

A fine gara, Ranieri parlerà di una squadra in condizioni precarie e con troppi infortuni avuti nel corso della stagione che non hanno permesso ai suoi calciatori di allenarsi con regolarità. Certamente, questo ha influito molto anche se probabilmente le responsabilità sono da ricercare in chi questa rosa l’ha costruita negli ultimi 2 anni.

Se andiamo a rivedere l'organico che aveva a disposizione Luciano Spalletti il giorno del suo addio nell'estate 2017 e lo confrontiamo con quello attuale, ci rendiamo conto di quanto il depauperamento tecnico sia evidente. Eppure i soldi spesi in queste ultime 2 stagioni sono quasi un record assoluto per la storia giallorossa. Szczęsny, Rudiger, Nainggolan, Strootman, Paredes, Salah, Alisson, Mario Rui, Emerson Palmieri sono alcuni dei nomi in organico in quella squadra ed al loro posto in questi 2 anni sono arrivati Olsen, Mirante, Fuzato, Santon, Karsdorp, Moreno, Marcano, Kolarov, Gonalons, Cristante, Nzonzi, Coric, Zaniolo, Pastore Under, Defrel e Schick. Il paragone risulta impietoso eppure per comprare questi giocatori dell’era Sabatini era stata spesa una cifra nettamente inferiore a quella messa a disposizione dalla società capitolina per i secondi.

Si continua a mettere sul banco degli imputati Eusebio Di Francesco (anche lui arrivato su esplicita richiesta di Monchi) per gli infortuni, una preparazione non all’altezza e per gli scarsi risultati.

Se però facciamo mente locale, da quando sono arrivati gli americani, i preparatori atletici sono cambiati con una cadenza al massimo biennale e nessuno ha dato grandi risultati; il medico sociale e molti fisioterapisti sono stati mandati via insieme al tecnico ed al direttore sportivo dopo 7 anni ed il presidente Pallotta ha dato loro grandi responsabilità dell’annata negativa sotto questi aspetti.

La dirigenza della Roma ha sempre detto di non considerare i primi 2 anni perché quelli erano di “assestamento” e quindi dal terzo anno in poi il club giallorosso ha sempre ottenuto il secondo o il terzo posto pur non portando a casa nessun titolo ma in ogni caso rimanendo stabilmente sul podio.

La scorsa estate, lo stesso Monchi disse che il primo mercato non era stato completamente suo ma bisognava giudicarlo dal secondo in poi ed infatti anche Sabatini ha sempre dichiarato che sino al passato campionato, riteneva la Roma ancora una sua creatura.

Ecco, nella prima ed a questo punto unica stagione vera in cui il ds spagnolo ha avuto totale carta bianca per fare mercato è riuscito nell’impresa più unica che rara di far fare alla società capitolina 3-4 passi indietro. Per rimediare agli errori dell’attuale direttore sportivo del Siviglia servirà una struttura societaria che si consolidi con alla guida persone preparate e che sappiano perfettamente come gestire una situazione del genere.

Servirà un ds magari non "di grido" come lo era Monchi ma che sappia dove mettere le mani e ricostruire dalle macerie e probabilmente ridisegnare l’organico in maniera quasi completa.

Dulcis in fundo ma a Roma è forse l’elemento cardine, bisognerà trovare un allenatore di spessore e non un buon tecnico in rampa di lancio. Se Di Francesco è stato fatto fuori dopo un anno e mezzo e la piazza la conosceva perfettamente per averci giocato, quanto potranno durare Gasperini, Giampaolo e lo stesso Sarri che ha bisogno di tempo e pazienza per fare apprendere il suo credo calcistico?

Quest’estate, al 99%, la Roma si ritroverà nuovamente senza i soldi della Champions League e dovrà nuovamente ripartire da 0 come accadde nel 2013. Al netto dei tanti errori e del mancato salto di qualità, anche per esigenze societarie, fu molto bravo Sabatini a costruire una rosa che arrivò appunto nell’estate 2017 ad avere tra le sue fila probabilmente il più forte centrocampo della serie A, un ottimo attacco ed una difesa che puntellata meglio avrebbe potuto regalare grandi soddisfazioni.

Questo scrivevamo il 28 agosto del 2018 e fummo, purtroppo, facili profeti: La Strategia di Monchi


La Roma vuole Benedetto. Nell'affare potrebbe entrare anche Perotti

La Roma continua a seguire Dario Benedetto e per arrivarci potrebbe nascere uno scambio con Diego Perotti, Questo è quanto riporta il quotidiano argentino Olé che spiega come l'interesse dei giallorossi per il classe '90 sia forte e la clausola col Boca Juniors di 21 milioni di euro non spaventerebbe. Il club di Buenos Aires, nei giorni scorsi, ha concordato un aumento salariale col giocatore, ma questo potrebbe non bastare. Il ds argentino Nicolas Burdisso e quello romanista Frederic Massara ne avrebbero già parlato e l'inserimento del Monito nella trattativa potrebbe esser un punto di svolta. 


Lanna: "Dopo il cambio d'allenatore e l'uscita dalla Champions, la squadra ha perso unità"

Marco Lanna, ex difensore della Roma, è stato intervistato in merito al momento complicato che stanno attraversando i giallorossi. Questo il suo pensiero:

La situazione della Roma?
"Dopo l'eliminazione dalla Champions e il cambio di allenatore, la squadra ha perso unità. Con Di Francesco c'erano problemi, però in qualche modo la squadra andava avanti. L'uscita dalla Champions e il cambio di tecnico, anche se Ranieri non c'entra, non hanno giovato. Manca una figura che unisca. Pare che ci siano delle divisioni che poi non aiutano certo per i risultati e per il gioco. Sembra una squadra anarchica. L'impegno c'è ma manca un assieme di gioco di squadra. Si è rotto qualcosa dall'eliminazione dalla Champions in poi. E forse il cambio del tecnico ha anche legittimato qualcuno a pensare di poter andar via il prima possibile".

Ora è dura anche entrare in Europa League?
"Può diventare complicato. Le prossime gare sono difficili, con Fiorentina e poi Sampdoria. E comunque ora per i giallorossi è dura con tutti. O si ricompattano come unità d'intenti oppure è complicato perché dietro spingono e hanno motivazioni".

L'allenatore del futuro come dovrà essere?
"A Roma stanno aspettando un tecnico che faccia giocare bene la squadra, che regali spettacolo. La strada di Monchi di puntare sui giovani doveva essere supportata da giocatori esperti e di spessore che aiutassero i ragazzi a crescere. Serve un tecnico di valore anche caratteriale: non è facile da trovare, deve essere un allenatore che abbia un bel credito anche nei confronti dell'ambiente".


La Roma ad un passo dal baratro

INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - La prestazione di ieri contro il Napoli è ancora viva nei ricordi dei tifosi giallorossi e degli addetti ai lavori. Una sorta di incubo a occhi aperti, non tanto per il risultato ma per la prestazione in sé della compagine giallorossa.
Una Roma priva di idee, di gioco, di determinazione e voglia di fare. Ieri pomeriggio all’Olimpico si è vista una squadra totalmente votata al caos. Ed il reparto che dovrebbe dare maggior sicurezza e forza alla squadra, il centrocampo, è stato il peggiore in assoluto. Colpa anche degli interpreti chiamati in causa, non in condizione fisica e mentale ottimale e con pochissime idee.
Non ce ne voglia mister Ranieri, ma ieri Nzonzi e Cristante hanno fatto molto meno del compitino da sei in pagella. Al di sotto della sufficienza la loro prestazione, con Nzonzi lento ed impreciso e Cristante che si è svegliato solo nel finale con due conclusioni personali. Troppo poco. Ma nemmeno il resto della squadra si è salvato, mettendo in campo una prestazione quasi imbarazzante.
Come già detto, non ce ne voglia Ranieri, esente da colpe e con un compito arduo da svolgere. Non è sua resonsabilità se a livello mentale i giocatori sono più che a terra e se in campo rendono meno rispetto a quanto potrebbero. Forse le uniche colpe del mister sono quelle di ragionare col cuore da tifoso della Roma più che con la testa di un allenatore internazionale. Ma si sa, al cuore non si comanda e Ranieri sta facendo di tutto per risollevare la Roma; anche se da due sue dichiarazioni in conferenza stampa post match si può capire come anche lui non sappia più cosa inventarsi.

ABBIAMO PAREGGIATO E, SONO SINCERO, NON SO COME – Una frase che fa riflettere, che fa capire come la Roma vista ieri in campo non sia piaciuta nemmeno a Ranieri. Che sia stato uno scatto di orgoglio da parte dei giocatori o il desiderio di rimettere il match sui binari giusti. La voglia di chiudere il primo tempo come se nulla fosse successo per poi nella ripresa provare a vincerla.
Qualunque cosa sia stato, Ranieri è stato sincero ammettendo di non sapere come la squadra sia arrivata al gol. Anche perché fino a quel momento i giallorossi avevano avuto solo due occasioni, entrambe con due colpi di testa; mentre il Napoli faceva gioco e avrebbe anche trovato il raddoppio se non fosse stato annullato per fuorigioco. Una frase che fa capire come la squadra non abbia idee, cosa che in campo ieri si è ampiamente vista con verticalizzazioni sbagliate, passaggi imprecisi e contrasti che non facevano altro che rimettere il pallone sui piedi degli avversari. I giallorossi non hanno avuto la forza fisica o la motivazione giusta per andare sulle seconde palle, ma non è una novità solo di ieri. Anche queste cose fanno capire come la squadra sia allo sbando, come vada avanti per inerzia, per chiudere questa stagione disastrosa. Peccato che la marcia si sia bloccata su una seconda, con un andamento lento e singhiozzante.

DOBBIAMO SALVARE IL SALVABILE – Questa è la frase che risalta di più nelle orecchie di chi l'ha ascoltata, “salvare il salvabile”, che detta da un allenatore fa capire come ormai le cose siano degenerate al punto tale da non avere altre alternative se non limitare i danni. Una frase che se collegata a “Anche una squadra in grande condizione avrebbe fatto fatica, figuriamoci noi che non siamo in salute” non promette nulla di buono per le partite a venire.
La Roma non è in salute, è a terra con tutte e cinque  le ruote compresa quella di scorta. E’ una squadra che deve rinascere dalle proprie ceneri come una fenice, ovvero ripartire da zero e rifare tutto da capo per tornare a competere ai massimi livelli del calcio italiano in primis.
E’ vero che il Napoli è in ottima forma, è secondo e lotta ancora per conquistare l’Europa League ma la Roma vista ieri ha messo in campo una resistenza minima, cedendo subito ai colpi degli azzurri. Tralasciando gli errori dei singoli, come quello di Olsen sul secondo gol, che pesano ma al momento non sono il male peggiore.
Dobbiamo essere come un pugile, stare coperti e prendere meno botte possibili, perché fanno male”. Fanno male sì, sia alla squadra e soprattutto al tifoso. Ma un pugile non resta coperto per tutti i 12 round, si difende ed attacca quando l’avversario lascia aperto un varco. Se la Roma deve essere come un pugile, è meglio che sia attiva su entrambe le fasi di gioco, perché altrimenti si limitano solo i danni ma si subisce comunque, mettendo a rischio anche la possibile qualificazione in EuropaLeague. Pugile sì, ma non essere uno sparring partner per allenare chi combatterà per il titolo.

Una Roma che è solo un pallido ricordo di quella vista un anno fa, è parente alla lontana di quella Roma che scorsa stagione sfiorava le vette della Champions League. Una Roma che ha rinunciato a combattere, che non ha motivazioni per invertire la rotta, che non ha idee e stimoli per chiudere al meglio questa stagione. Ranieri non ha colpe, è arrivato da poco e, per citare Batistuta: "non ha il tempo materiale per trasmettere le proprie idee di gioco e di squadra". Ranieri può solo motivare i ragazzi, spingerli a dare tutto quello che è rimasto per le prossime nove partite e “salvare il salvabile”. Perché ad oggi, per come stanno andando le cose, la Roma deve dimenticarsi della Champions o dell’Europa in generale. Deve fare quadrato, deve ritrovare se stessa e tornare ad essere squadra. Devono tutti: giocatori, staff tecnico e dirigenti, remare nella stessa direzione per risollevare una squadra che oggi è totalmente allo sbando.


Roma Primavera, Sdaigui: "A distanza di 10 mesi dall'ultimo trauma, ne affronto un altro" (Foto)

Zakaria Sdaigui verrà operato domani a Villa Stuart. Ha riportato una frattura scomposta di tibia e perone: non ha certamente aiutato la rottura del crociato e collaterale riportata la scorsa estate. Su Instagram il giocatore della Roma Primavera scrive:
"Nemmeno a distanza di 10 mesi dal mio ultimo trauma mi tocca affrontarne un altro, i due infortuni più temuti nel mondo del calcio, mi sembra di vivere un incubo ad occhi aperti e ancora fatico a credere a ciò che mi è successo, però solo chi mi conosce sa che ne uscirò a testa alta...un'altra volta".


Proietti: "La situazione della Roma è a dir poco tragica. I giocatori buoni ci sono ma la squadra non gira"

Gigi Proietti, noto attore e tifoso della Roma, è stato intervistato dal portale firenzeviola.it per parlare della sfida tra i giallorossi e i gigliati in programma mercoledì sera. Ecco le sue dichiarazioni:

Signor Proietti, che aria si respira in questi giorni in casa Roma? 
"La situazione è a dir poco tragica. Siamo tuti quanti un po' addolorati. Gli ultimi risultati della Roma hanno fatto scendere ogni minimo entusiasmo dei tifosi. Non c'è più la passione e il fervore di inizio stagione. Qualsiasi mio amico romanista che incontro per strada mi guarda in modo sconfortato e appena parliamo di Roma, insieme, sbuffiamo. Io, ormai, spengo sempre la televisione prima che finisca la partita. Non mi ricordo neanche l'ultima volta che ho vista una sfida della Roma fino al triplice fischio. Pensavo che con Ranieri la situazione migliorasse un po' ma invece è solo andata peggiorando. Come sempre i giocatori buoni ci sono ma la squadra non gira"

Quindi che partita si aspetta mercoledì?
"Sicuramente spero una migliore rispetto a quella di Coppa Italia (ride, ndr). Se si dovesse ripetere una gara come il 7-1 sarebbe la fine. Ormai noi tifosi abbiamo paura di tutte le squadre. Dalla Fiorentina al Chievo Verona. Non sarà facile per noi perché i viola sono giovani e e hanno un bel calcio. Mi è sempre piaciuta come squadra. Ai tempi di Montella ne ero innamorato. Io sono un po' montelliano". 

Si parla di Di Francesco come prossimo allenatore della Fiorentina. Che ne pensa del mister, ormai, ex Roma?
"Eusebio è un ottimo allenatore, come anche Ranieri. È sempre stato sottovalutato, con noi ha raggiunto una semifinale di Champions League e sfiorato un quarto di finale. Non so perché se ne sia andato, non sono un tifoso che indaga molto ma qualcosa all'interno della società c'è stato sicuramente. A Firenze potrebbe fare benissimo perché lui deve avere le mani libere e lavorare con i giovani. A Sassuolo fece benissimo e, secondo me, a Firenze può ripetersi".


Pruzzo: "Non credo nelle dimissioni di Ranieri se la Roma perdesse con la Fiorentina. Il mercato non ha dato un granché"

Roberto Pruzzo, ex centravanti della Roma del secondo scudetto, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com. Queste le sue dichiarazioni:

Il momento della Roma?
"Quello dei giallorossi è indubbiamente un momento difficile, si pensava che con l'avvento di Ranieri le cose potessero cambiare ma sono quasi peggiorate. I giocatori devono trovare la forza per reagire e quando ci sono partite così ravvicinate può essere l'occasione per rialzare la testa".

In caso di ko con la Fiorentina potrebbero esserci le dimissioni di Ranieri?
"Non credo, è venuto per dare una mano. Nemmeno lui forse si aspettava una situazione del genere, ma ha esperienza e ha la forza per arrivare in fondo. Peraltro anche la concorrenza ha i suoi problemi...".

I problemi di questa stagione quali sono stati?
"Il mercato non ha dato granchè e poi una serie di infortuni ha condizionato la squadra. E Di Francesco ha avuto problemi ad assemblare la squadra. Ci sono state varie ragioni".

La gara con la Fiorentina come la vede?
"Non è peggio che affrontare il Napoli. Quella viola è una squadra con tanti giovani, che regala buone prestazioni ma va anche incontro a qualche amnesia. Credo sia la gara giusta per rialzarsi".

Passando all'Inter che pensa del caso Icardi, ancora aperto?
"Spalletti difende lo spogliatoio e il rapporto col gruppo. La società ha preso una linea e la sta portando avanti. È una situazione che ha creato problemi a tutti ma l'Inter è sempre terza e ora deve recuperare Icardi e darsi una regolata in vista dello sprint finale. Nemmeno all'Inter si aspettavano che questa vicenda prendesse questa piega e ora prima ne escono meglio è. È durata anche troppo".


La Lega di Serie A pubblica anticipi e posticipi dalla 15esima alla 18esima giornata

Sono state pubblicate le giornate di campionato dalla Lega di Serie A. Dalla quindicesima alla diciottesima di ritorno la programmazione è stata resa nota: a dare il via alle danze sarà Roma-Cagliari che si disputerà il 27 aprile alle 18.30. Sarà la volta del Genoa contro i giallorossi il 5 maggio alle 18, per finire con il Sassuolo il 28 maggio alle 20.30.
Dazn manderà in onda Roma-Sassuolo, le altre si potranno vedere su Sky Sport.

15a GIORNATA - ROMA-CAGLIARI, Sabato 27 aprile ore 18.00

16a GIORNATA - GENOA-ROMA, Domenica 5 maggio  ore 18.00

17a GIORNATA - ROMA-JUVENTUS, Domenica 12 maggio 2019 ore 20.30

18a GIORNATA - SASSUOLO-ROMA, Sabato 18 maggio 2019 ore 20.30