Allerta alta, ma saranno soltanto 300 i tifosi ospiti

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - L’Allerta è sempre alta perché i rapporti tra le tifoserie di Roma e Napoli erano e restano molto tesi, e il gemellaggio negli anni del derby del sole è ormai solo un ricordo. All’Olimpico, però, domani non ci sarà il pubblico delle grandissime occasioni, anche se, per come è andata la stagione della Roma, 40mila presenze scarse non sono poche. Le misure di sicurezza saranno importanti, anche se i tifosi del Napoli non arriveranno a 300, nonostante la vendita del settore ospiti fosse vietata ai soli residenti nel capoluogo e provincia (non nella Regione). I cancelli apriranno alle 13, e il consiglio è quello di arrivare in anticipo (pur essendo giorno festivo e con la partita alle 15) perché i controlli agli ingressi saranno accurati e dettagliati. Partita dal sapore speciale per il nuovo Questore Carmine Esposito, che aveva debuttato nel derby e si troverà a dover gestire il suo primo Roma-Napoli, lui che nella città campana è nato e cresciuto.

SICUREZZA Circa 800 gli steward impegnati, stesso numero da parte delle forze dell’ordine, ai tifosi ospiti si raccomanda, come in passato, di non ostentare bandiere e sciarpe nei luoghi di solito frequentati dai romanisti. In ogni caso, Polizia e Carabinieri hanno predisposto un piano di accesso allo stadio per evitare che le due tifoserie entrino in contatto, con ingressi ed uscite dallo stadio separate, sia come percorso che come orari.


La Raggi non cita lo stadio ma dice: "Si va avanti"

GAZZETTA DELLO SPORT - PICCIONI - Non ha parlato dello stadio della Roma, Virginia Raggi. In una giornata da corrida nell’aula Giulio Cesare, con le opposizioni scatenate nel chiedere le sue dimissioni e la seduta ripetutamente sospesa, la Sindaca ha preferito tenere da parte Tor di Valle. Anche se in quel «noi vogliamo andare avanti e lo faremo come sempre a testa alta, abbiamo gli anticorpi per resistere a questi attacchi e lo abbiamo dimostrato», le parole con cui ha introdotto il dibattito in Campidoglio, c’è probabilmente anche il progetto stadio. Su cui, dopo l’inchiesta «congiunzione astrale» con l’arresto del presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito, sono in corso le «verifiche», la cosiddetta due diligence, per scongiurare il pericolo che alcuni atti amministrativi possano risultare inquinati.

DA UN’ALTRA PARTE A tornare alla carica sul no a Tor di Valle sono stati invece Cristina Grancio e Stefano Fassina, i due consiglieri che hanno firmato una proposta di delibera per «l’annullamento dell’interesse pubblico». Per ora il documento si trova all’attenzione dei Municipi, ma alla fine del prossimo mese potrebbe arrivare in Aula. «Secondo noi prima della variante urbanistica». I due precisano che nella proposta, al secondo punto c’è l’invito ad individuare un’altra area per la costruzione della stadio giallorosso. «E nel dibattito porteremo anche degli amministrativisti super partes - dice Fassina - per dimostrare che non c’è alcun rischio di risarcimento». Ma è chiaro che uno stop a Tor di Valle significherebbe rifare se non tutto, molto da capo. «Tre anni? Se le cose si fanno bene molto meno», dice la Grancio, che proprio sullo stadio ha rotto con i 5 Stelle. 5 Stelle che il capogruppo Gianluca Pacetti assicura «compatti». Anche se si moltiplicano le voci sulla consistenza della fronda dei dubbiosi pentastellati sul fronte stadio.

NIENTE FIRMA Intanto, l’inchiesta dei pm prosegue. L’avvocato Camillo Mezzacapo, finito in carcere con l’inchiesta «Congiunzione astrale», cerca di smontare le accuse: «De Vito tagliava solo nastri, non aveva potere. E Parnasi l’ho visto solo tre volte in vita mia». Mentre è stato revocato l’obbligo di firma per il consigliere regionale Michele Civita, coinvolto nella prima inchiesta, l’operazione «Rinascimento». Per i pm aveva chiesto una raccomandazione per il figlio a Parnasi. Che aveva però precisato ai pm: «Civita ha fatto sempre gli interessi dell’amministrazione e l’episodio è avvenuto quando la conferenza dei servizi era stata già chiusa».


Occasione Schick: "E' un talento, può diventare una stella mondiale"

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Abbiamo un sogno. Che col calcio c’entra solo parzialmente, ma che grazie al calcio può avere ali robuste per diffondersi. A prescindere da come finirà Roma-Napoli, immaginate se domani, 31 marzo, Patrik Schick facesse gol e lo dedicasse non alla famiglia o alla fidanzata (troppo banale, no?), bensì a Milan Kundera, il più celebre scrittore ceco dei nostri giorni, che il primo aprile compirà 90 anni. Storico: il baby talento della Repubblica che accende un potente riflettore – come solo il pallone sa fare – sulla «insostenibile leggerezza dell’essere» scrittori nei nostri giorni tiepidi. La Roma ne guadagnerebbe in fascino e forse lo stesso 23enne attaccante potrebbe incamerare sicurezza in se stesso. Perché di doti ne ha di sicuro, come certifica anche il c.t. della sua nazionale, Jaroslav Silhavy. «Schick è un grande talento, e ora con il nuovo allenatore nella Roma sembra che possa avere più spazio. Ha giocato bene nelle ultime gare, può crescere ancora e diventare un grande calciatore, una stella del calcio internazionale, ne sono convinto».

RANIERI E L’ATTACCO E allora la palla passa a Claudio Ranieri, chiamato a trasformare il brutto anatroccolo di quasi due stagioni giallorosse (appena 5 gol in 41 partite di campionato) nel cigno delle speranze romaniste, abbagliate dal fatto di essere stato l’acquisto più caro della storia del club (42 milioni). Contro il Napoli quindi toccherà a lui, forse ancora più responsabilizzato del consueto, visto che Dzeko non è al meglio per via del problema muscolare occorsogli in nazionale, El Shaarawy è fermo per infortunio e Under tornerà in panchina dopo più di due mesi di assenza. D’altronde, visto che la tecnica che l’attaccante ceco dimostra di avere è indiscutibile (per informazioni, notare il colpo di tacco con cui ha mandato in gol un compagno in nazionale), quello che Ranieri chiede a lui e ai suoi compagni è innanzitutto una cosa: avere carattere. E proprio per stimolarli, dopo il k.o. con la Spal aveva usato parole taglienti. «Ho usato una comunicazione forte – spiega il tecnico – e mi aspetto una risposta forte, un allenatore non fa nulla per nulla. Voglio cose importanti dai calciatori che giocano nella Roma, risposte di carattere e personalità. Io credo che questa squadra abbia le potenzialità per lottare per entrare in Champions League. Le altre, davanti e dietro, spingono forte. Quindi mi auguro che i miei reagiscano forte alle avversità dell’ultimo periodo».

MULTA DOPPIA Proprio per questo non fa drammi sulla lite di Ferrara tra El Shaarawy e Dzeko, che costerà ad entrambi la multa (anche se al Faraone solo simbolica, mentre il bosniaco è dovuto passare dalle scuse pubbliche). «È uno scazzo normale che avviene in ogni famiglia, ora è tutto a posto. La sostituzione di Stephan all’intervallo non è stata punitiva. Avevo già parlato con lui prima, gli avevo chiesto determinate cose come quarto di sinistra di un 4-4-2. Non facendole e avendo già in mente di mettere Perotti, ho fatto questo cambio. Solo una motivazione tattica; non riguardava la discussione che hanno avuto».

TUTTO O NIENTE Ecco, e se Ranieri giura di non aver mai pensato «Chi me l’ha fatto fare?» («Mai. La Roma l’ho sempre seguita, anche da lontano. Sapevo dove venivo, sapevo che era una situazione eccezionale»), a fine stagione toccherà a Schick ammettere se quel concetto gli ha attraversato la mente, perché questo ottovolante di speranze e delusioni vissute in maglia giallorossa finora gli abbia nuociuto. Perciò, se non ora quando? E poi, dove troverà un altro come Ranieri che, fin dal primo giorno, ha puntato pubblicamente sulla coppia composta da lui e Dzeko? Insomma, a cominciare da domani, meglio non deluderlo. Altrimenti, inizierà davvero «il valzer degli addii». A pensarci bene, proprio come scriveva Milan Kundera.


Batistuta: "Volevo vincere uno Scudetto, per questo ho lasciato la Fiorentina per la Roma"

GAZZETTA DELLO SPORT - Il Re Leone all’ombra del David. Tutto è pronto per la festa dei 50 anni di Gabriel Batistuta,domani in piazza Signoria. «Ho dato tanto ai fiorentini ma Firenze ha dato di più a me. Volevo vincere lo scudetto con la maglia viola e conquistare il Mondiale con la Selección. Sono stato tanti anni arrabbiato con me stesso per aver fallito questi due traguardi. Ora ho ritrovato un pizzico in più di serenità e mi godo la vita» (...)

E dello scudetto vinto a Roma?

«Se avessi conquistato il titolo a Firenze non me ne sarei mai andato. Ma volevo vincere uno scudetto e ho accettato la sfida della Roma. Dimostrando a me stesso che potevo essere importante anche in un club che aveva tanti grandi giocatori».


Roma-Napoli è anche Barella

INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Autore di una grande prestazione ieri sera nella vittoria corsara del suo Cagliari a Verona, Nicolò Barella sembra far appetito a molti club, tra questi sicuramente Roma e Napoli. Ecco perché la sfida alla Roma non è solo sul terreno dell'Olimpico, ma anche sul mercato. Il Napoli non ha mai mollato Nicolò Barella: ma, la presa sul ventiduenne sardo non l'hanno attenuata né la Roma né l'Inter. Ancelotti, anche dopo la chiusura del mercato, ha continuato a manifestare tutto il suo gradimento per il calciatore, si è mosso per far comprendere la bontà del progetto Napoli, ponendo a garanzia la sua stessa presenza. In tal senso, il Cagliari non rappresenta un ostacolo: il club del presidente Giulini è consapevole di perdere il centrocampista a fine stagione. Vero che l'idea è di portare sull'isola circa 60 milioni, ma non è detto che l'accordo non si possa trovare con l'inserimento di contropartite che abbassi la cifra cash. Lo scoglio sul quale si sta scontrando il desiderio di Ancelotti di portare Barella alle sue dipendenze è legato ad una forte perplessità del mediano ad accettare Napoli: Barella ha spiegato al suo entourage, capeggiato dall'agente Alessandro Beltrami, che vuol restare in Italia (spegnendo le sirene della Premier, sponda United e Chelsea ndr), ma che preferisce Milano o Roma. Ad oggi Napoli non è piazza gradita. Se il salario proposto dal Napoli sarà superiore a quello di Inter e Roma, potrebbe iniziare a cambiare qualcosa.

UN PREDESTINATO – Appena 22 anni eppure già con le spalle larghe. Dal gol in Nazionale contro la Finlandia fino al suo Cagliari. In questa stagione con la maglia degli isolani un gol e due assist e tanta tanta personalità. Sempre presente in ogni fase di gioco, dalla costruzione dell’azione fino al recupero palla dove risulta uno dei migliori nell’intera Serie A. La Roma studia il modo per arrivare a Barella e nelle ultime ore si è paventata anche la possibilità di cedere Lorenzo Pellegrini. Come riferito da Radio Radio per il giocatore il club giallorosso avrebbe già presentato un'offerta da 35 milioni al Cagliari, derivanti dalla cessione di Lorenzo Pellegrini. La chiave per arrivare al centrocampista sarebbe, oltre alla cessione del numero 7 giallorosso, l’equivalente della metà del valore del cartellino di Luca Pellegrini e più il 50% del valore del cartellino di uno dei giovani della Primavera. Una cosa è certa, prima di cedere Lorenzo Pellegrini la Roma ci penserà bene. Non è da escludere che si tenti il colpo Barella, anche senza privarsi del talento consacratosi a Sassuolo con Eusebio Di Francesco.


Serie A. Il Cagliari vince largamente a Verona col Chievo per 3-0

Il Cagliari vince 3-0 a Verona col Chievo. Le reti sono arrivate tutte nella prima parte di gara grazie alle reti di Pisacane al 17', raddoppia Joao Pedro al 32' e chiude i giochi Ionita al 43'. 


Zaniolo sr.: "La forza di Nicolò è la freddezza mentale. Ha stupito anche me"

Igor Zaniolo, padre di Nicolò, è stato intervistato dal portale tuttomercatoweb.com in merito al figlio che tanto bene sta facendo nella prima stagione da professionista e con la maglia della Roma. Queste le sue dichiarazioni:

Zaniolo, a 19 anni suo figlio sembra già un veterano. Qual è il suo segreto?
"La forza di Nicolò è senza dubbio la freddezza mentale. Ha un'innata sicurezza nei propri mezzi che gli consente di mostrare il suo valore a prescindere dall'avversario e dall'importanza di una partita".

Tra Roma e Nazionale, quest'anno in effetti è andato ben al di sopra di ogni più rosea aspettativa...
"Ha stupito anche me, devo essere sincero. Sapevo bene che nel corso degli anni Nicolò avrebbe potuto fare qualcosa di buono, raggiungendo risultati importanti, ma effettivamente non mi sarei mai aspettato di vederlo a questi livelli così in fretta".

E pensare che a inizio anno in tanti avevano criticato quella convocazione un po' a sorpresa arrivata da Mancini.
"La chiamata a sorpresa del ct Mancini ha accelerato non poco il processo di Nicolò. Insieme all'esordio in Champions contro il Real Madrid, la Nations League con gli azzurri gli ha dato infatti ancora più consapevolezza e fiducia. I risultati, d'altronde, finora parlano da soli".

La prima svolta della sua carriera, a posteriori, è stata però la "bocciatura" della Fiorentina.
"Lo spirito di rivalsa dopo l'addio alla Fiorentina lo ha sicuramente aiutato. Quanto accaduto a Firenze ha formato il carattere facendolo crescere mentalmente".


Garzya: "I giovani che mi hanno stupito di più? Barella, Donnarumma, Zaniolo e Kean"

Luigi Garzya, ex difensore della Roma, ha parlato della classifica realizzata da tuttomercatoweb.com sui 100 migliori giovani d'Italia ai microfoni di RMC Sport. Tra i vari argomenti ha ricordato anche l'esordio di Totti del 28 marzo 1993:

"Adesso si ha finalmente la consapevolezza che i giovani possono giocare anche in Italia, si rischiano di più. Una volta in Serie A o eri davvero un giovane fenomeno o vedevi il campo col binocolo. Negli ultimi anni invece c'è stata grande fiducia nelle promesse di belle speranze, questo dimostra che nei nostri vivai c'è davvero grande talento e che bisogna sfruttarlo".

Sui giovani che più lo hanno stupito nel grande salto?
"Ce ne sono tanti, Barella per esempio. Donnarumma ormai è un giovane navigato, poi ci sono Zaniolo e Kean. Grande merito va a Mancini, che ha creduto in questi talenti e non ha avuto paura di lanciarli nella Nazionale maggiore".

Su Zaniolo?
"La convocazione a sorpresa di Zaniolo, quando ancora nessuno lo conosceva, ha rappresentato una bella svolta per i giovani italiani. Non dimentichiamoci però che Zaniolo era già protagonista nelle Nazionali giovanili, aveva mostrato di avere grosse qualità. I talenti all'Italia non mancano e dobbiamo puntarci".

Sull'esordio in Serie A di Francesco Totti, con Garzya in campo.
"Era già uomo da ragazzo, aveva qualità e grande forza nelle gambe. Si vedeva che era una spanna sopra gli altri. Infatti poi si è dimostrato il calciatore più forte del calcio italiano ed europeo".


Lopez, pres. Lille: "Campos ed il suo staff hanno già fatto un ottimo lavoro per la prossima stagione"

Gerard Lopez, presidente del Lille, era presente quest'oggi in conferenza stampa e ha prima parlato dei suoi giocatori: 

"Sappiamo come muoverci. Per i nostri giocatori ho già rifiutato di intavolare qualsiasi trattativa e continuerò a farlo almeno fino al termine della stagione, quando sarà chiaro il nostro traguardo, vogliamo creare un ambiente tranquillo".

Lopez si è quindi soffermato sulla dirigenza: 

"Abbiamo creato una bolla intorno allo spogliatoio e ora abbiamo deciso di espanderla anche al club. Per questo in questo periodo non avremo colloqui o trattative con nessun agente o altri operatori. Intanto Campos ed il suo staff hanno già fatto un ottimo lavoro in vista della prossima stagione".


InsideRoma Daily News | Under: "Da ora in poi cercherò di dare il massimo" - Cristante: "Napoli e Fiorentina partite importantissime"

NOTIZIE DEL GIORNO | 29 marzo 2019

QUI ROMA

-  Francesco Totti, è stato intervistato dalla tv araba Bein Sports durante il suo soggiorno in Qatar per l'evento Togheter As Roma e ha parlato anche del suo ex compagno di squadra, Mohamed Salah ora in forza al Liverpool. Queste le sue parole:

"Onestamente mi dispiace per ogni giocatore che lascia la squadra, perché ti affezioni e lo segui ogni giorno. E questo è anche il caso di Salah, Alisson e ogni altro giocatore. Avevo un rapporto speciale con Salah. Ogni volta che ci allenavamo o giocavamo insieme, mi diceva sempre 'Tu sei un giocatore di un livello totalmente diverso'. Si divertiva a giocare con me e inoltre era una persona eccezionale e genuina, ha dato tanto alla Roma. Nella vita bisogna prendere delle decisioni e queste vanno rispettate". 

Cengiz Under, giocatore della Roma, è stato intervistato da Roma TV. Queste le sue dichiarazioni:

"A nessuno piace infortunarsi, a causa di questo stop ho saltato delle gare molto importanti, sia in Champions che in campionato. È stato il destino, mi è dispiaciuto ma ora voglio cercare di fare il massimo per riprendere a giocare. Al momento ho ripreso ad allenarmi con i compagni e voglio prepararmi al meglio per tornare in forma. Sicuramente l'infortunio mi ha condizionato, ma sto cercando di riadattarmi al campo, sono stato felicissimo di tornare in gruppo. Per me il calcio è tutto. è la mia passione, allenarmi con i compagni di nuovo è stato bellissimo. Ho sofferto nel fare lavoro differenziato, mi piace dare il mio contributo alla squadra. Da ora in poi cercherò di dare il massimo". 

Il rapporto con Olsen? 

"Cerchiamo di capirci in qualche modo, è un'amicizia un po' particolare perché ci capiamo poco, ma è molto divertente". 

Quando tornerò al gol? 

"Dipende da che partita giocherò per prima, spero di segnare subito. Vorrei tornare prima completamente in forma, poi segnare alla prima occasione che il mister mi darà. Ovviamente vorrei segnare sempre, vediamo cosa succederà".

Bryan Cristante, centrocampista giallorosso, è stato intervistato nel corso della rubrica Match Preview in onda su Roma Tv. Queste le sue parole

"Contro Napoli e Fiorentina saranno due partite importantissime, per la Champions siamo tutte lì, è fondamentale non lasciare punti in giro. Dopo queste due partite ci sarà lo sprint finale, non possiamo più sbagliare". 

Ranieri? 

"Ha tanta esperienza, si è visto subito, è un grande allenatore e ha fatto importanti imprese. Sta cercando di darci maggiore tranquillità e fiducia per uscire da questo momento. Credo che ogni esperienza ti dia qualcosa in più, che sia positiva o negativa. Solo facendo esperienza riesci a uscire con più semplicità da momenti difficili"

L'obiettivo personale? 

"Ovviamente quello di fare bene con il proprio club, di trovare continuità, di fare ottime partite e dare tutto. L'importante è dimostrare sul campo e cercare di fare il meglio possibile".

Robin Olsen, portiere della Roma, potrebbe lasciare il club giallorosso dopo una sola stagione. Secondo quanto riporta il sito tuttomercatoweb.com, il Watford sarebbe interessato ad acquistare l'estremo difensore svedese. 

- Dopo l'allenamento odierno, la Roma tornerà ad allenarsi domani a Trigoria per la rifinitura in vista del match di domenica contro il Napoli. Appuntamento fissato alle ore 16:15.

Mirko Antonucci giocatore del Pescara in prestito dalla Roma, oggi è stato protagonista di una grande partita ed è alla posizione numero 21 della classifica de “I 100 Giovani d’Italia” stilata da tuttomercatoweb.comPaolo Paloni, agente del calciatore, è stato intervistato dal sito. Queste le sue parole: 

Mi piace definire Mirko come talento allo stato puro e penso che Di Francesco, in questo senso, sia stato il tecnico che lo abbia capito meglio. Può giocare sia esterno d’attacco, ruolo in cui viene impiegato spesso, sia punta centrale ma anche da trequartista, posizione dove secondo me può esaltare al meglio le proprie qualità. A Pescara, poi, grazie al lavoro con un tecnico come Pillon, è migliorato molto anche nella fase difensiva". 

Futuro? 

"In estate rientrerà alla Roma, ma altro non so dire". 

Un paragone? 

"Per il modo di giocare mi ha sempre ricordato Kakà”.

Daniele Verde, di proprietà della Roma ma in prestito al Valladolid, ha parlato del suo periodo in giallorosso insieme a Francesco Totti in un video pubblicato sul profilo Twitter del club spagnolo:

"Non avrei mai pensato di condividere lo spogliatoio con una leggenda. Per me è una leggenda in tutto: come persona e come calciatore. Ti guida, ti parla e ti da i giusti consigli. Non mi sarei mai aspettato che una leggenda come Totti mi potesse dare consigli per migliorare il mio livello. È una persona stupenda".


Totti: "Salah mi diceva 'tu sei un giocatore di livello totalmente diverso', mi spiace sia andato via ma rispetto la sua decisione"

Francesco Totti, è stato intervistato dalla tv araba Bein Sports durante il suo soggiorno in Qatar per l'evento Togheter As Roma e ha parlato anche del suo ex compagno di squadra, Mohamed Salah ora in forza al Liverpool. Queste le sue parole:

"Onestamente mi dispiace per ogni giocatore che lascia la squadra, perché ti affezioni e lo segui ogni giorno. E questo è anche il caso di Salah, Alisson e ogni altro giocatore. Avevo un rapporto speciale con Salah. Ogni volta che ci allenavamo o giocavamo insieme, mi diceva sempre 'Tu sei un giocatore di un livello totalmente diverso'. Si divertiva a giocare con me e inoltre era una persona eccezionale e genuina, ha dato tanto alla Roma. Nella vita bisogna prendere delle decisioni e queste vanno rispettate". 


Batistuta: "Mi sento fiorentino, poi a Roma ho superato una prova"

Gabriel Omar Batistuta, ex attaccante della Roma del terzo scudetto nella stagione 2000-2001, era a Firenze per il suo cinquantesimo compleanno e ha parlato delle sue esperienze italiane dal palco della conferenza stampa organizzata per lui dal Comune del capoluogo toscano. Queste le sue dichiarazioni riportate dal sito internews.it:

"Io mi sento fiorentino, anche se ogni anno chiedevo l'aumento perché pensavo fosse giusto per il valore. Poi a Roma ho superato una prova. All'Inter non so se volevo andarci perché con le caviglie non a posto non ho potuto dare il massimo".