Rincorsa Capitale: fattore Ranieri, esperto di rimonte. Ma c'è il rebus infortunati
LEGGO - BALZANI - Fino a sabato sembrava un'impresa, una settimana era quasi fantascienza. Invece la risalita della Roma, complici le cadute improvvise della concorrenza e la vittoria di Genova, ha riportato i giallorossi a -1 dal 4° posto e tante speranze di centrare la qualificazione in Champions per il quinto anno consecutivo proprio quando tutto sembrava perduto. De Rossi e compagni possono contare su una garanzia in tema di rimonte: Claudio Ranieri. Il tecnico, chiamato il 7 marzo a sostituire Di Francesco, non è nuovo a imprese in corsa. Nel 2000 prese il posto di Vialli e portò il Chelsea in Europa lanciando ex giovani come Terry, Lampard e Gallas. Poi ci sono le rimonte italiane: la miracolosa salvezza col Parma nel 2007 e il quasi scudetto con la Roma nel 2010. Esperienza è la parola chiave, non solo per quel che riguarda Ranieri. Il club giallorosso è abituato a lottare per le prime posizioni e ha recuperato giocatori esperti in questo campo come De Rossi, Kolarov o Manolas. Poi c'è il calendario che strizza l'occhio. Trasferta con l'Inter a parte (20 aprile, e possibilità di accorciare anche sui nerazzurri) gli impegni sono tutt'altro che proibitivi. In casa: Udinese, Cagliari, Juve (già campione) e Sassuolo. In trasferta Genoa e Parma. Partite morbide, ma solo sulla carta. Perché la Roma - e qui passiamo alle dolenti note - ha dimostrato di avere crolli improvvisi anche dopo segnali confortanti di ripresa. È accaduto a ottobre e febbraio. Proseguono anche gli infortuni muscolari figli di una condizione fisica allo stremo. Quello di Karsdorp è il 45° stop muscolare in stagione: lesione al bicipite femorale e tempi di recupero tra i 20 e i 30 giorni. Poi c'è la classifica in salita. In questo momento Milan e Atalanta sono avanti di un punto ma, visti gli scontri diretti e la differenza reti, i punti virtuali sono due. Alle due lombarde potrebbe aggiungersi la Lazio se dovesse vincere il recupero con l'Udinese.
Nella qualificazione in Champions spera ovviamente Totti che ieri, al fianco di Figo («Ti ho rubato il Pallone d'Oro, lo meritavi», ha scherzato il portoghese), ha presentato la partita amichevole La Notte dei Re che si giocherà il 2 giugno al Foro Italico con incasso devoluto al Bambin Gesù. Parteciperanno Cassano, Pirlo, Rivaldo e molti altri.
Omicidio Esposito, i giudici: «De Santis voleva uccidere»
IL MESSAGGERO - ALLEGRI - Nessuna legittima difesa: quando ha sparato verso il tifoso napoletano Ciro Esposito, l'ultrà della Roma, Daniele De Santis, ha esploso cinque colpi «ad altezza uomo». È scritto nelle motivazioni con cui la Cassazione, il 25 settembre scorso, lo ha condannato a 16 anni di carcere per l'omicidio di Ciro. Per i giudici, «De Santis aveva provocato la situazione di pericolo» e «aveva poi assunto una reazione non proporzionata all'offesa». Ha sparato più colpi «in rapida successione» e quattro proiettili hanno colpito e ucciso la vittima, a Roma, poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, nel maggio 2014. Confermando la sentenza d'Appello, la I sezione penale sottolinea che ci fu «un contatto fisico» tra il giovane napoletano e De Santis. Probabilmente Ciro aveva dato un pugno all'ultrà che, cadendo, si era rotto una gamba. Il sangue del romanista era finito sul cappellino di Ciro e sulla pistola usata per uccidere.
LA RISSA - I giudici respingono la tesi della legittima difesa sostenuta dei legali dell'imputato: secondo la Cassazione, gli spari non erano stati una risposta all'aggressione fatta da un gruppo di napoletani. La rissa, infatti, sarebbe scoppiata dopo l'esplosione dei colpi. De Santis, si legge nella sentenza, «si trovava a fronteggiare un gruppetto sparuto di tifosi disarmati». Non solo. Per gli ermellini, l'ultrà «aveva provocato una situazione di pericolo, scagliando oggetti contro il pullman dei napoletani, mettendo in conto una possibile reazione». L'uso dell'arma «fu posto in essere deliberatamente», sottolineano ancora i giudici. De Santis, infatti, «non si servì della pistola per dissuadere i soggetti che si avvicinavano. Né sparò in aria per intimorirli. Sparò ripetutamente e ad altezza d'uomo».
«Sapevamo già com'erano andate le cose, ce lo ha raccontato Ciro. Una parte di giustizia è stata fatta. È stato un omicidio volontario», ha commentato Antonella Leardi, madre di Esposito.
Non è ancora il momento del «Tutti a casa»
CORRIERE DELLA SERA - A metà di Samp-Roma mi è apparso un flash: la scena finale di «Tutti a casa» di Comencini, quando Alberto Sordi - alias sottotenente Innocenzi - in rotta verso Sud dopo lo sfaldamento dell’esercito seguito all’8 settembre assiste impotente all’uccisione dell’amico Ceccarelli per mano dei tedeschi, durante la rivolta popolare di Napoli (...) L’attimo che fa decidere al soldato Sordi che non tutto è finito e lo porta ad unirsi ai partigiani contro i nazisti perché «non si può stare sempre a guardare» Con le molto dovute proporzioni, dopo un campionato sconcertante e il rompete le righe davanti a Spal e Napoli, è arrivata anche per la Roma l’ora in cui tutto può riprendere un senso. Almeno per riconciliarsi con se stessi e con il pubblico. Mancano 7 giornate. E no, «non si può stare sempre a guardare».
Totti e Figo, «Notte dei Re» il 2 giugno
CORRIERE DELLA SERA - Francesco Totti e Luis Figo saranno i capitani ma non gli unici campioni che il 2 giugno, sul Centrale del Foro Italico, si sfideranno nella «Notte dei Re», presentata ieri a Roma. L’evento è patrocinato dal Coni (presente il presidente Giovanni Malagò) e l’incasso sarà devoluto in beneficenza all’Ospedale Bambino Gesù per la realizzazione dell’Istituto dei Tumori e dei Trapianti. Parteciperanno tanti campioni del passato: Candela e Pirlo i nomi svelati da Totti, Casillas quello annunciato dal portoghese (...) «Per quello che ha fatto in campo, Francesco avrebbe meritato di vincere il Pallone d’Oro», è stato il sincero riconoscimento di Figo. (...)
Il futuro del calcio capitale
CORRIERE DELLA SERA - Un anno fa la Roma preparava la notte magica contro il Barcellona, in Champions, e aveva 9 punti in più in campionato dopo 31 giornate. La Lazio era +8 in 30 partite (il 17 aprile dovrà recuperare quella contro l’Udinese) e aveva un piede nelle semifinali di Europa League dopo il 4-2a l Salisburgo, che avrebbe però ribaltato il risultato il 12 aprile (4-1). (...) Detto che la stagione della Roma è più deludente di quella della Lazio-che ha anche vinto l’ultimo derby 3-0-rimane una domanda: dobbiamo aspettarci due ridimensionamenti? Il presidente giallorosso James Pallotta pensa giustamente allo stadio di proprietà come volano per aumentare i ricavi. Ma non può essere l’unico obiettivo, così come non sarebbe una strategia vendere Manolas e Under per trattenere Zaniolo. Si vince aumentando la qualità, non sostituendo giocatori sperando di non sbagliare. (...)
È sempre emergenza in difesa: Karsdorp out, Florenzi ci prova
GAZZETTA - Se non ci fosse stata un’emergenza, Alessandro Florenzi contro l’Udinese non avrebbe sicuramente giocato. Invece, adesso, il vice capitano della Roma proverà a forzare per essere in campo visto che, dopo Kolarov (squalificato) e Santon (infortunato) è arrivato anche il responso per Karsdorp. L’olandese è alle prese con l’ennesimo infortunio del suo calvario romano: lesione al bicipite femorale destro, almeno quattro le settimane di stop (...) e Florenzi dovesse farcela, ma è molto complicato, giocherà lui a destra, Juan Jesus a sinistra e la coppia Fazio-Manolas al centro. Se, invece, non dovesse recuperare dalla lesione al polpaccio, a destra andrebbe Juan Jesus (che ci ha già giocato due anni fa contro l’Inter), a sinistra invece Marcano. Quattro centrali, gli esterni out, la speranza che il centrocampo, dove dovrebbe essere confermato De Rossi, dia una mano e la squadra mostri la stessa compattezza di Genova. (...)
Barcellona un anno dopo
IL TEMPO - BIAFORA - E un anno dopo è cambiato tutto. Domani saranno passati esattamente 365 giorni di Roma-Barcellona, punto più alto della recente storia romanista. Dell’entusiasmo e della magia di quella sera, con la qualificazione alla semifinale di Champions, è rimasto però ben poco. Le strade della Capitale erano piene di tifosi scatenati tra cori, urla, fumogeni e festeggiamenti, a cui sì era aggiunto anche Pallotta , autore di un indimenticabile tuffo nella fontana di Piazza del Popolo. La sbronza collettiva causata dalla decisiva rete di Manolas ha illuso tutta la piazza, lasciando postumi più che dolorosi. Allora la Roma occupava il terzo posto in classifica in coabitazione con la Lazio, a più uno dall'Inter, e sulla panchina era seduto Di Francesco, considerato il leader della squadra e un allenatore visionario per l’idea di rimontare il ko dell'andata con un'inedita difesa a tre. Al suo fianco, alla guida della direzione sportiva, c’era Monchi, dirigente arrivato appena un anno prima e apprezzato per la capacità di dare un'impronta immediata nel confronto quotidiano con i giocatori. Di quella gioia, di quello spirito di gruppo e di molti dei protagonisti di quella splendida nottata si sono perse le tracce ad un anno di distanza. Di Francesco, che ha vissuto tutta l’attuale stagione in bilico tra l’esonero ela conferma, è stato mandato via dopo l'eliminazione contro il Porto e al suo posto è stato richiamato Ranieri. In rapida successione Monchi ha deciso, di comune accordo con la società, di rescindere il contratto e poi di tornare al Siviglia. Il presidente Pallotta è invece assente da Roma dall’ 11 giugno del 2018 e non sono previsti viaggi a breve giro di posta. Guardando alla squadra di quel ritorno dei quarti di finale di Champions, oggi in rosa ci sono ben dieci dei tredici giocatori che hanno calcato il terreno di gioco per la storica impresa. Gli eroi e goleador del 10 aprile, Dzeko, De Rossi e Manolas, sono tutti alloro posto. Dei titolari col Barca sono solo in tre ad aver lasciato la maglia giallorossa: Alisson si è accasato al Liverpool per 72,5 milioni totali, Nainggolan è finito nel mega-scambio con l'Inter che ha coinvolto anche Santon e Zaniolo, infine Strootman ha firmato per il Marsiglia ad agosto inoltrato. Dei calciatori in panchina sono andati via Gonalons, Bruno Peres, Skorupski e Gerson, sostituiti dai dodici acquisti estivi di Monchi. Ritornando all'attualità la Roma di Ranieri staziona in sesta posizione in classifica, alle spalle di Inter, Milan e Atalanta, davanti alla Lazio di due lunghezze (i biancocelesti devono però recuperare una partita). Il futuro, sperando di raggiungere l'accesso all'Europa che conta, prevede una rivoluzione estiva: arriveranno l’ennesimo allenatore e un nuovo direttore sportivo, tanti calciatori andranno via e tanti altri sbarcheranno tra Fiumicino e Ciampino. L'auspicio dei tifosi è quello di rivedere una squadra in grado di regalare una nuova notte di ordinaria follia e di rivivere quelle emozioni indelebili.
Ranieri a caccia di un terzino
IL TEMPO - BIAFORA - Emergenza in difesa. Dopo aver perso Santon per una lesione miotendinea al bicipite femorale sinistro (oltre un mese di stop), la Roma dovrà fare a meno di Karsdorp. Ieri pomeriggio l'olandese, costretto ad uscire in anticipo dal campo con la Samp, ha svolto gli esami strumentali per verificare l'entità dell’infortunio e il responso è stato piuttosto pesante. A causa di una lesione al bicipite femorale destro il laterale difensivo sarà costretto a restare lontano fuori per almeno tre-quattro settimane. L'obiettivo è recuperarlo per la Juventus, ma adesso la testa di Ranieri è focalizzata sull’Udinese. Per l'impegno di sabato, al momento, il tecnico giallorosso non ha terzini destri a disposizione, visto che Florenzi non è ancora rientrato in gruppo e nel primo allenamento settimanale si è limitato ad un lavoro individuale. Il numero 24, infortunatosi al polpaccio durante l’ultimo impegno con la Nazionale, sta migliorando ogni giorno e non è azzardato ipotizzare un suo recupero per la sfida ai friulani. Florenzi, per forza di cose, non sarà al massimo della condizione fisica e se giocherà lo farà stringendo i denti. Con la squalifica di Kolarov sulla sinistra agirà Juan Jesus, pronto a scalare sulla fascia opposta in caso di emergenza a gara in corso. Il reparto sarà completato da Manolas e Fazio, autori di un'ottima prova a Marassi, con Marcano unico difensore in panchina (è probabile la chiamata di qualche giovane della Primavera di De Rossi). Per quanto riguarda gli altri infortunati, ci sono chance di vedere Perotti e Pastore nella lista dei convocati: entrambi saranno valutati giorno per giorno dallo staff medico e si cercherà di portarli almeno in panchina. Tutto ok per Under, che sabato scorso era rimasto a guardare i proprio compagni per una lombalgia. Il turco sta faticando più del previsto a rivedere la luce dopo la lunga assenza dai campi e, considerato l'ottimo momento di Zaniolo, è destinato ancora una volta a restare fuori dai titolari. In attacco dovrebbero tornare dal primo minuto Dzeko ed El Shaarawy, elogiato a gran voce da Ranieri per i recuperi difensivi contro i blucerchiati.
Ed è di nuovo amore: in 40mila contro l'Udinese
GAZZETTA - Il successo di Genova, l’orario comodo (sabato alle 18) e i prezzi popolari: la Roma spera che contro l’Udinese l’Olimpico possa essere un valore aggiunto. Per adesso sono già 30mila i tifosi che sicuramente andranno a vedere la partita contro la squadra di Tudor nel fine settimana. La sensazione è che si possa arrivare a quota 40mila; non tantissimi ma neppure pochi mettendo in conto i mesi a dir poco complicati vissuti dai giallorossi. (...) La squadra di Ranieri ha bisogno del supporto dei propri tifosi, che anche grazie alle richieste dell’allenatore romano hanno portato avanti una contestazione molto più leggera rispetto al passato, per centrare un quarto posto che ora sembra possibile.
Figo: "Zaniolo? Grandissimo". E Di Biagio: "Il futuro? Lo sa lui"
GAZZETTA - La Roma vorrebbe che ci fosse silenzio intorno a lui, ma Nicolò Zaniolo continua a essere al centro di mille voci, tra mercato e programmi sul futuro. Ieri, nell’ordine, ne hanno parlato Figo e Di Biagio. Queste le parole del portoghese: “È un grandissimo, credo che abbia qualità. Deve seguire il suo cammino per fare una grande carriera. Il Real su di lui? Non seguo il mercato. Però quando si tratta di un giocatore bravo, le grandi squadre lo vogliono acquistare“. (...) In serata poi sono arrivate anche le dichiarazioni del c.t. dell’Under 21: “Zaniolo è un grande giocatore ed è esploso in maniera incredibile – dice a Sky -. Se resta alla Roma? Quello che farà Zaniolo lo deve sentire lui“.
Calciomercato Roma: Dzeko la prima scelta dell'Inter per il dopo Icardi
GAZZETTA - L’Inter che nasce deve poggiare su una solida base – la qualificazione in Champions – e solidi numeri. Perché prima di uscire dal settlement agreement Uefa c’è un ultimo step da compiere, una buona dose di plusvalenze necessarie – circa 40 milioni di euro – entro il 30 giugno, prima di provare il gusto di viaggiare ad altre velocità. E non è impossibile immaginare che tutta la cifra possa essere abbondantemente coperta da Mauro Icardi, che a fine stagione sarà a bilancio per una cifra bassissima, circa 2,5 milioni. (...) Chi al posto di Maurito, questo è il tema. E qui l’Inter balla tra la voglia/convinzione di puntare sul lancio definitivo di Lautaro e l’esigenza di prendere un giocatore di maggiore prospettiva. Nel primo caso il profilo perfetto risponde al nome di Edin Dzeko, con il quale i discorsi sono stati già avviati da tempo. L’Inter ha in tasca il gradimento del bosniaco, che preferisce la soluzione italiana alle sirene del West Ham, che pure hanno già sondato il terreno con la Roma.
Con la testa si superano tutte le crisi
IL TEMPO - Le cronache del tempo, raccontano la crisi economica e finanziaria del 1929 come una crisi dalla quale gli Stati Uniti, ma in realtà il mondo intero, non si sarebbero mai
ripresi. Eleanor Roosvelt, moglie del presidente americano Franklin Roosvelt che passò alla storia come l'artefice del nuovo corso e della ripresa - con l’intento di fornire una visione
che potesse portare all'uscita da quella crisi, dichiarò che il futuro «appartiene a chi crede alla bellezza dei propri sogni». Forse un po’ tirata come analogia ma nei momenti di difficoltà, siano questi personali, familiari o aziendali, coloro che credono nei propri ideali e
che sono in grado di sognare, hanno più probabilità di altri di venir fuori dal baratro della crisi. E di riprendersi il futuro. Questa mentalità deve essere impersonificata da un leader, capace di farsi carico delle difficoltà e prendere per mano gli altri. In aggiunta a tutto ciò e con un po’ di realismo, il fattore «C» aiuta sempre. Difficile dire che DDR non creda alla bellezza dei propri sogni, che in fondo sono anche i nostri, semplicemente perchè se DDR non avesse saputo giocare a pallone, sarebbe stato assieme a noi nei settori ospiti degli stadi italiani ed europei. Lo sappiamo che è così. Difficile dire che DDR non sia un leader perchè lo è, lo è sempre stato e speriamo che continui ad esserlo per sempre. Aggrappiamoci a lui, lui sa come tirarci fuori da questo momento complicato e raggiungere quello che ad inizio anno sembrava il minimo sindacale e che oggi, nostro malgrado, è diventato un sogno bellissimo. Aggrappiamoci anche al mister che sa benissimo che è tardi per schemi, tattiche e per fare esperimenti. Serve carattere, solidità e tanta cattiveria. Ce le metterebbe tutte se
potesse scendere in campo. Ma sa benissimo che in campo ci va DDR. Sappiamo che loro due (e forse un altro paio) ci tengono davvero alla maglia che vestono e difendono: prendessero per mano gli altri figuranti e gli mostrassero la strada giusta per raggiungere i sogni, quelli belli. Forza Roma!