Rivincita social: il club terzo in Italia

LEGGO - BALZANI - Nel mondo reale non sono arrivati titoli e in questa stagione è a rischio pure la partecipazione Champions. In quello virtuale, soprattutto nella galassia social, però la Roma il suo scudetto l'ha vinto. Il club giallorosso conta ad oggi 15 milioni di followers sparsi soprattutto tra Instagram (2,4 milioni), Facebook (9,2 milioni) e Twitter (1,7). Un'impennata incredibile rispetto a 4 anni fa quando il bilancio ne segnava cinque. E che ha permesso alla Roma di raggiungere addirittura l'Inter che oscilla sui 16 milioni. Se togliamo lo strapotere juventino (circa 65 milioni) anche il paragone con il mega brand Milan non fa più impallidire (36 milioni). Mentre Napoli e Lazio rincorrono senza speranza: 5,5 milioni per il club di De Laurentiis; appena 1,8 per quello di Lotito (il solo Totti ne vanta 4,6).  La Roma inoltra parla 13 lingue sui social (l'ultima è quella nigeriana). Un gran lavoro quindi quello dei social media manager giallorossi capeggiati da Paul Rogers. Purtroppo non accompagnati da quelli sportivi che avrebbero aiutato la Roma a ottenere ancora più follower. Proprio il post dopo lo storico gol di Manolas al Barcellona un anno fa ha ottenuto 318 mila like e 182 mila retweet, molti di più rispetto a top club come Real Madrid o Liverpool.


Stangata sulla Nike: lucrava sulle maglie dei grandi club

LEGGO - PERUGIA - L'Antitrust Ue ha multato la Nike per 12,5 milioni di euro. Il motivo? Perché la multinazionale statunitense ha lucrato in maniera non corretta sui prodotti che più stanno a cuore ai tifosi di calcio: le magliette dei loro idoli. La Nike ha infatti impedito ai commercianti di vendere in tutti gli Stati dell'Unione le magliette di alcune squadre di calcio tra cui Roma, Barcellona, Inter, Manchester City, dal 2004 al 2017. I commercianti che avevano la licenza, infatti, potevano venderle soltanto nel loro Paese, a scapito dei consumatori europei e violando le regole della concorrenza. «I prodotti ufficiali della squadra del cuore, come sciarpe o magliette, sono spesso oggetti di culto per i tifosi di calcio. Nike ha impedito a molti dei suoi licenziatari di vendere questi prodotti in altri Paesi, riducendo così la scelta offerta ai consumatori e facendo salire i prezzi. Questo viola le norme antitrust dell'Ue», ha detto la commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager.


Italia, prove d'identità

IL MESSAGGERO - TRANI - L'Italia, da Udine a Parma, deve restare se stessa. Nello spirito e nel risultato. Perché Mancini, coinvolgendo gran parte del suo gruppo, mostra a Parma l'altra faccia della Nazionale, cambiando sette-undicesimi della formazione che, sabato sera, ha battuto la Finlandia nel 1° match delle qualificazioni verso Euro 2020. Il ribaltone, insomma, è servito. Fondamentale, però, è replicare l'impronta che accompagna gli azzurri ormai da ottobre, evitando di complicarsi la vita proprio sul più bello. Probabilmente è la notte giusta, pesato l'ospite: al Tardinisi presenta il Liechtenstein che al 181° posto del ranking Fifa.

GOLEADA PER SFIZIO - Solo 10 gol in 10 partita: l'Italia semina bene, ma senza raccogliere quanto dovrebbe. La nazionale guidata dall'islandese Kolvidsson invita alla raffica: negli unici 2 precedenti, con Ventura ct, gli azzurri realizzarono 4 reti a Vaduz (novembre 2016) e 5 a Udine (giugno 2017) nelle qualificazioni mondiali. Non bastarono per tenere il ritmo delle Spagna che si scatenò contro la selezione del Principato. Ma la situazione verso Euro 2020 è diversa: passano le prime due di ogni gruppo e non solo una. Quindi non è necessario esagerare, anche se segnare fa comodo per non correre alcun rischio nella possibile corsa a tre che chiama in causa anche la Grecia e la Bosnia, le avversarie di giugno. Il debutto del Liechtenstein sabato a Vaduz, è stato dignitoso: 0-2 contro la nazionale ellenica. «Bisogna sbloccare presto il risultato: loro si chiuderanno e sarà comunque dura. Non c'è niente di scontato. Mai. E bisogna comportarsi sempre allo stesso modo sia se affrontiamo il Brasile sia se giochiamo contro la Finlandia. Serve, per essere forti, la stessa identità e la stessa concentrazione, a prescindere dall'avversaria» avverte Mancini. «Non dobbiamo pensare di risolvere la partita con una giocata. Sarebbe un errore non conservare il filo del gioco». 

STESSO COPIONE - Il ct conferma solo Bonucci, Verratti, Jorginho e Kean. In porta test per Sirigu, titolare nell'amichevole di novembre contro gli Usa: l'ultima partita vera all'Europeo in Francia (2016) contro l'Irlanda. Mancini sarà il 16° debuttante di questa gestione e farà il terzino destro per l'indisponibilità di Florenzi e Piccini. Romagnoli va accanto a Bonucci e Spinazzola passa a sinistra. Sensi mezzala, Politano esterno destro. E dopo quasi 9 anni, Quagliarella titolare (giugno 2010, contro la Svizzera). Mancini lo incorona: «Non è a gettone, lui merita di stare qui: è il capocannoniere del campionato. Se segna un gol o due a partita, come fa ultimamente, viene all'Europeo». Ma si tiene stretto anche Immobile: «Quagliarella è entrato quando la Finlandia ha smesso di difendersi. Ciro, infastidito per i cori del pubblico per Fabio, ha fatto una grande partita». Il 10 a Bernardeschi, anche se al Tardini si dovrebbe accomodare in panchina. «Giusto che l'abbia preso lui: vedrete che diventerà decisivo anche come realizzatore» spiega il ct. A riposo capitan Chiellini e fascia all'altro senatore Bonucci che sposa il nuovo corso: «Mancini ha un gioco diverso dagli altri allenatori e noi lo seguiamo». Conferma per il millennial Kean: «Siamo stati giovani anche noi e gli errori alla sua età si fanno: deve migliorere con l'Italia». E prima da titolare, con questo ct, per Spinazzola, formidabile al debutto in Champions nella rimonta contro l'Atletico Madrid. La Juve, insomma, si sta riprendendo la Nazionale: 6 i convocati, con il portiere Perin.


Ranieri-Ancelotti: ostacoli di cuore

IL MESSAGGERO - CARINA - Tre Champions e altrettante supercoppe europee, 1 Premier, 1 FA Cup, 1 Supercoppa inglese, 1 scudetto, 1 coppa Italia, 1 Supercoppa italiana, 1 Bundesliga, 2 supercoppe tedesche, 1 Ligue 1, 2 coppe intercontinentali, 2 volte tecnico dell'anno Uefa, più 1028 panchine. Questo è il palmares di Carlo Ancelotti, prossimo avversario della Roma. Che come tutti, però, nella vita ha un tabù. E questo tabù si chiama Claudio Ranieri. Il tecnico del Napoli, infatti, non ha mai battuto l'allenatore giallorosso. Tre vittorie e altrettanti pareggi per Sir Claudio che non avrà un curriculum così lungo, ma può vantare la più grande sorpresa (e impresa) calcistica degli ultimi 30 anni: lo scudetto con il Leicester. A separarli ci sono inoltre 61 panchine di differenza a favore del tecnico di San Saba (1089), otto anni d'età e attualmente 13 punti in classifica. Dei quali Ranieri è minimamente responsabile.

PASSATI INCROCIATI - Entrambi domenica riabbracceranno il loro passato. Ancelotti strizzando l'occhio a Roma e alla Roma, che lo ha amato come calciatore e più volte lo ha sognato come allenatore. Ranieri farà altrettanto con il Napoli, del quale tempo fa ha tracciato un affresco splendido: «Con mia moglie abitavamo al Vomero. Dormivamo con le tapparelle aperte e ci svegliavamo per forza alle sei, con la prima luce del sole, per goderci lo spettacolo della città e del mare». Esperienza, che come spesso è accaduto nella sua carriera, ha visto un primo anno positivo (quarto posto nel post-Maradona e qualificazione alla coppa Uefa) e un secondo in salita (esonerato). La Roma per Ancelotti è il secondo avversario più affrontato in carriera. Trentadue le gare contro i giallorossi: 11 vittorie, 12 pareggi e 9 sconfitte. Ranieri, invece, ha incrociato il Napoli 20 volte: 10 successi, 3 pari e 7 ko.

IDENTITÀ DA TROVARE - Tra i due c'è stima reciproca: «È entrato per sempre nella storia», le parole di Ancelotti dopo l'exploit di Leicester. Complimenti contraccambiati quando Carlo accettò il Napoli: «È un gran colpo, la serie A ci guadagna». Poi, a dicembre, ancora lodi: «Ancelotti è stato bravo a dare la sua impronta alla squadra». Quella che Sir Claudio, inevitabilmente, ancora non è riuscito a fare. Centottanta minuti sono troppo pochi per incidere. Anche perché tra infortunati e impegni delle nazionali non ha mai avuto l'intera rosa a disposizione. E non l'avrà nemmeno domenica. Se le condizioni di El Shaarawy potrebbero non essere così precarie (oggi esami), Under e Kolarov sono pronti a tornare (Pellegrini in gruppo venerdì: al massimo convocato). Sono 10 le gare che restano a Ranieri per centrare la Champions. Per Ancelotti pare invece già acquisita. Il Milan è distante dai giallorossi 4 punti (5 considerando gli scontri diretti). Per riuscire nella rimonta servirà convincere la squadra a credere in uno spartito. Dopo il 4-3-3, il 4-2-3-1 e la difesa a tre, a Ferrara il tecnico ha optato per il 4-4-2 con il doppio centravanti e due esterni molto offensivi. Un assetto che la Roma ha dimostrato di non poter supportare. Con il Napoli, servirà altro. Intanto Baldissoni è volato ad Amsterdam per l'assemblea generale dell'ECA. Domani raggiungerà Totti, Fienga e Calvo a Doha per un workshop. Il West Ham fa sul serio per Dzeko che però aspetta l'Inter.


Roma, Manolas usa parole al miele

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Kostas Manolas, punto fermo della Roma ma allo stesso tempo al centro di mille voci di mercato. «A Roma sto bene, mi piace la mia vita lì. Ed è una vita molto semplice, trascorro gran parte del tempo libero a casa, insieme con la mia famiglia». Dolci parole quelle rilasciate dal greco, che ieri hanno iniziato a suonare molto bene nelle orecchie di molti tifosi giallorossi. Già, anche perché la paura di tanti nella Capitale è che questi possano essere gli ultimi mesi del difensore greco in giallorosso. Lui che, De Rossi e Florenzi a parte, ad oggi è il giocatore romanista più longevo, essendo arrivato nel 2014 per sostituire Benatia (ceduto al Bayern Monaco ndr). A cinque anni dal suo sbarco, il prosieguo dell’avventura nella Roma dipenderà molto dall’esito finale della stagione giallorossa. Con la Champions Manolas potrebbe restare. Senza è uno dei principali indiziati a partire. Per due motivi: la clausola rescissoria da 36 milioni di euro (che sarebbero quasi tutta plusvalenza per i conti del club ndr) e la voglia del giocatore di andare a provare eventualmente a vincere qualcosa altrove. Dove? United, Bayern e Juve sono alla finestra, ora che ha scelto come procuratore Mino Raiola.

LA ROMA SI GUARDA INTORNO -  Ecco anche perché a Trigoria stanno cercando di sondare il mercato dei difensori centrali. Con qualche contatto e molte idee. Così ieri ha perso punti strada facendo quella che portava al brasiliano Matheus Guedes (19enne del Santos, con il contratto in scadenza), mentre ha preso quota la candidatura di Jean-Clair Todibo, il giovane francese arrivato al Barcellona a gennaio dal Tolosa, ma che finora con i catalani non è ancora mai sceso in campo. Diciannove anni anche per lui, ha un costo accessibile (circa dieci milioni), è forte di testa (qualità che sfrutta anche nelle proiezioni offensive) e all’occorrenza può giocare anche da mediano. Insomma, un ottimo investimento per il futuro. Esattamente come Gabriel Magalhaes, 21 anni, brasiliano del Lille, uno che costa anche molto di meno (circa 2 milioni) ma che offre anche meno garanzie di affidabilità rispetto al centrale del Barcellona. La Roma non ha ancora il suo nuovo ds ma siamo già in pieno mercato, non ci sono dubbi.


InsideRoma Daily News - Allenamento Roma, domani Kolarov ed Under torneranno in gruppo - De Rossi migliora, l'obiettivo è il Napoli - Casting ds Roma. In pole c'è Ausilio, le alternative sono Campos e Petrachi

NOTIZIE DEL GIORNO | 25 MARZO 2019

- Buone notizie in casa Roma. Da domani Claudio Ranieri potrà riabbracciare sia Kolarov che Under che, come riferito da Sky Sport, torneranno ad allenarsi in gruppo e quindi potranno scendere in campo già domenica prossima contro il Napoli.

- De Rossi verso il miglioramento. Secondo Sky Sport, il capitano affronta bene l'infortunio al polpaccio e potrebbe ricominciare a lavorare insieme al gruppo già mercoledì. Il desiderio di Daniele e di tutti noi è che si rimetta in sesto per la partita contro il Napoli.

- Domani pomeriggio, gli uomini di Ancelotti torneranno adi allenarsi al Centro Tecnico in vista del match in programma domenica alle ore 15 allo stadio Olimpico contro la Roma. Gli azzurri rimasti a Napoli hanno lavorato nella settimana della sosta per le Nazionali. Questo è quanto apparso sul sito ufficiale dei partenopei, sscnapoli.it.

- La Roma segue Loïs Openda, attaccante del Bruges. Il classe 2000, attualmente impegnato con la Nazionale Under 19 belga, si è messo in mostra proprio nel match giocato contro l'Italia dove ha messo a segno una doppietta. Questo quanto riportato da voetbalnieuws.be.

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La Roma fa il casting per il nuovo direttore sportivo. Dopo l'addio di Monchi, il ruolo è stato affidato "pro tempore" a Frederic Massara ma la dirigenza giallorossa sta continuando a lavorare sotto traccia e secondo l'agenzia di stampa Adnkronos, la pista principale porta all'attuale ds dell'Inter Piero Ausilio, il cui rinnovo con il club nerazzurro, dopo l'arrivo di Beppe Marotta, non è così certo. L'ad dell'Inter, infatti, potrebbe portare un suo uomo in nerazzurro e supervisionare tutto il mercato, con Ausilio che a questo punto preferirebbe trovare una nuova sfida professionale.

Altre strade che si stanno vagliando sono quelle che portano al portoghese Luis Campos del Lille, legato al tecnico Jardim e molto vicino al famoso agente Jorge Mendes, e Gianluca Petrachi ds del Torino che ha un contratto in scadenza con i granata nel 2020 e con il presidente granata Urbano Cairo che non ha nessuna intenzione di privarsene a cuor leggero. Nessun contatto invece con Massimiliano Mirabelli, ex ds del Milan, che probabilmente andrà al Bologna.

L'influenza degli agenti non è comunque un dato da sottovalutare anche nel mercato dei ds, se Campos è vicino a Mendes, Ausilio è vicino ai fratelli Giuffrida, Gabriele e Valerio sono agenti e intermediari molto influenti sul mercato italiano e polacco e anche amici personali del ds nerazzurro con frequentazioni ad Ibiza e all'Hotel Bulgari di Milano. Come intermediari i Giuffrida hanno fatto molti gli affari sul versante genovese con il Genoa di Preziosi e la Samp di Ferrero, in particolare con giocatori polacchi, ma anche con l'Inter e la Roma, sia per giocatori affermati che per giovani promesse.

Per la panchina, la prima scelta sarebbe Maurizio Sarri che è però legato al Chelsea e Gian Piero Gasperini prima alternativa, tentato dal riprovare un'esperienza in una grande piazza. Il futuro della Roma passa però anche dalla qualificazione in Champions League. Senza il quarto posto, il club giallorosso sarebbe costretto a cedere pezzi importanti per rimettere apposto il bilancio. I maggiori indiziati sarebbero Manolas, Dzeko e Lorenzo Pellegrini, che consentirebbero plusvalenze importanti. Un discorso a parte merita Niccolò Zaniolo, giocatore su cui ha messo insistentemente gli occhi addosso la Juvnetus che sarebbe disposta a pagarlo 60 milioni, ma la piazza giallorossa non prenderebbe bene una tale cessione.

 


Totti premiato come miglior giocatore della Legends Cup (foto)

Francesco Totti ha vinto il premio come miglior giocatore della Legends Cup. La manifestazione si è svolta in Cina e ha visto vincere la Francia, che poteva contare anche sull'ex giallorosso Vincent Candela. Tra i partecipanti vi erano anche Roberto Baggio, Rivaldo, Aldair, Julio Cesar ed Amantino Mancini. L'ex difensore francese ha commentato così la vittoria della sua Nazionale sul suo profilo Instagram:

"Non perdo mai. O vinco, o imparo. Questa volta ho vinto".

Lex capitano della Roma non ha perso occasione per rispondergli ironicamente: "Facile così. Comunque bravo hai fatto una bella squadra”.

Un altro ex compagno di squadra del francese, Alberto Aquilani, gli ha risposto: "Ogni tanto perdi!" e ha voluto spiegare la frase con un'emoticon con la racchetta da tennis in chiaro riferimento alle partite di paddle che vengono spesso disputate dai due.

 

 
 
 
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non perdo mai o VINCE O IMPARÒ questa volta ho vinto

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D'Agostino: "La Roma per poter essere forte a livello europeo ha bisogno di uno stadio di proprietà"

Gaetano D'Agostino, ex centrocampista della Roma, è stato intervistato da RMC Sport. Queste le sue dichiarazioni sui giallorossi:

"La Roma per poter essere forte a livello europeo ha bisogno di uno stadio di proprietà. Mi pare sia questo l'obiettivo di Pallotta. Il problema della squadra è l'aspetto umorale. È stato preso Monchi per fare plusvalenze e sistemare delle cose e Di Francesco in panchina. Finisce un'annata in cui si è raggiunta una semifinale di Champions League e si riparte senza i leader carismatici come Alisson o Nainggolan. Al loro posto sono arrivati giovani bravi ma serve ricostruire con pazienza. Forse la semifinale di Champions ha illuso i tifosi. Secondo me la Roma deve fare chiarezza nei piani alti e seguire una linea. Se si crede in un progetto bisogna difenderlo specie nei momenti difficili".


La Roma punta su Belotti per il dopo-Dzeko ma il Toro vuole rinnovargli il contratto

La Roma pensa ad Andrea Belotti per il dopo-Dzeko. I giallorossi, infatti,  non avrebbero intenzione di rinnovare il contratto all'attaccante bosniaco e così si sarebbero già attivati per cercare il sostituto e lo avrebbero indiduato nel centravanti del Torino. Secondo il portale calciomercato.com, però, il presidente granata Urbano Cairo avrebbe intenzione di trattenere il suo numero 9 e, per questo motivo, vorrebbe offrire al giocatore un nuovo contratto. Operazione questa che diventerebbe più facile se la squadra di Walter Mazzarri riuscisse a raggiungere la qualificazione alla prossima edizione di Europa League.


Dazn multata di 500mila euro dall'Antitrust per pubblicità ed informazioni ingannevoli

L'Antitrust ha applicato una multa da 500.000 euro a Dazn per pubblicità e informazioni ingannevoli sul pacchetto Calcio 2018/19. La sanzione arriva al termine di una istruttoria avviata nel mese di agosto 2018 nei confronti di Perform Investment Limited e Perform Media Services S.r.l. L'Antitrust ha rilevato che le due società hanno utilizzato, nell'attività promozionale dell'offerta del servizio streaming Dazn per la visione in diretta delle partite serie A e serie B nella stagione 2018/19, messaggi pubblicitari attraverso cui veniva enfatizzata la possibilità di fruizione del servizio "quando vuoi, dove vuoi", senza far riferimento a limitazioni tecniche che potevano complicare o addirittura impedire la visione. Inoltre le due società hanno adottato una modalità ingannevole di adesione al servizio attraverso la fruizione gratuita di un mese di visione delle partite che, in mancanza di disdetta, si trasformava in abbonamento con addebito mensile dei costi. Questo è quanto fa sapere l'agenzia di stampa ANSA.


Bosnia-Grecia, Manolas torna a Roma infortunato. Dzeko: "Forse aveva paura di venire"

La Bosnia  scontrerà la Grecia per le qualificazioni Euro 2020. Si sarebbe potuto assistere alla sfida tra Dzeko e Manolas ma il greco si è infortunato e ha preso il volo di ritorno per Roma. Il bosniaco in conferenza stampa ci scherza: "Chissà, forse aveva paura di venire".
Ha parlato della discussione di qualche anno fa sempre durante le nazionali:
"In quella partita, l'unica cosa negativa è stata la provocazione di Manolas ai tifosi. Certamente, posso dire che non abbiamo iniziato noi. Una volta tornati a Roma, abbiamo chiarito". Parlando della partita imminente, aggiunge: "Non sarà una gara facile nonostante le assenze della Grecia, l'abbiamo visto anche contro l'Armenia".


Daniele Verde: "Mi ricorderò della Roma per tutta la vita"

Daniele Verde dal Real Valladolid in prestito alla Roma. Il giocatore parla a Onda Futbol sul club capitolino:
"Alla Roma ho giocato due anni in Prima Squadra, di cui uno spettacolare, arrivando in Champions. Ovviamente ci siamo riusciti con l'aiuto dei tifosi, perché a Roma si sente molto la partita. Perciò la pressione è alta, ma è una pressione bella, perché ti aiuta e ti trasmette più forza. Per questo motivo chi nasce nella Roma e chi ci arriva si trova sempre molto bene. A Roma si parla molto di calcio perché il calcio piace molto. Mi ricorderò della Roma per tutta la vita".