Dzeko contro Belotti, la Serie A riparte dai bomber
CORRIERE DELLA SERA - Non c’è dubbio che nel 2019 Di Francesco e Mazzarri si aspettano di più da Dzeko e Belotti. Entrambi in questa stagione non hanno ancora lasciato il segno: soltanto 2 gol in 15 gare per il bosniaco, 7 (4 su rigore) in 19 partite per il Gallo. Anche se nelle coppe entrambi vanno molto bene: 5 reti in Champions per il primo, 2 in Coppa Italia per il granata. L’ex City deve compiere 33 anni ed ha il contratto in scadenza, mentre Belotti è di quasi 8 anni più giovane e Monchi ha espresso molto interesse per lui. Il Torino non vuole privarsene e spara alto, anche se però alla fine nel calciomercato mai dire mai. Eusebio Di Francesco ieri in conferenza stampa ha glissato l’argomento: “Non parlo di giocatori di altre squadre“.
Mazzarri: "Dobbiamo cancellare le delusioni"
IL MESSAGGERO - Reagire all’eliminazione in Coppa Italia con uno scatto d’orgoglio in campionato. Walter Mazzarri chiede ai suoi l’ennesima ripartenza in un’annata altalenante: i granata dovranno battersi contro la Roma: dalla risalita in SerieA (2006/2007) però il Toro non ha mai vinto alla ripresa dopo la pausa invernale. Ci proverà all’Olimpico nonostante assenze pesantissime: squalificati Izzo e Meité, out Baselli e Moretti per problemi fisici. Mazzarri ha tirato fuori la grinta: «Sulla Roma c’è poco da dire, se ci sistemiamo bene in campo ce la possiamo giocare, ma dobbiamo essere più concreti e cattivi sotto porta. Voglio una prestazione importante anche se ci mancheranno giocatori decisivi. Mi aspetto delle risposte dopo la Fiorentina. Bisogna reagire ai risultati deludenti come l’eliminazione in Coppa Italia».
Di Francesco copia Monchi: "Rinforzi sì, ma veri"
IL MESSAGGERO - Visibilmente più sereno. I tre successi consecutivi sommati alla sosta ci regalano un altro Eusebio Di Francesco. A tal punto che si concede una battuta su Pastore e scioglie i ballottaggi della vigilia. Si fa invece serio quando ammette di non sentirsi ancora certo nel definire la sua Roma guarita: «Siamo cresciuti. Quest’anno ci siamo ammalati spesso, spero non succeda più. Il Torino è una squadra temibile quando riparte, ha ottimi elementi e lo ha dimostrato specialmente in trasferta». La Roma però non può permettersi passi falsi. Il campionato per ora l’ha aspettata: nonostante i 30 punti in un girone, il quarto posto è ancora lì, a due punti. Per raggiungere il quarto posto bisogna però prendere qualche nuovo rinforzo: «Mi fido del lavoro di Monchi che sta cercando delle opportunità. Se bisogna fare delle cose tanto per farle è inutile. Se ci sono invece delle opportunità che possono aiutare la rosa a raggiungere i propri obiettivi, allora sì. Altrimenti rimarremo così». Proprio in quest’ottica, Monchi vuole capire se c’è la possibilità di regalare un difensore e un centrocampista low cost a Di Francesco. Il nome di Barba rimane in lizza come quello di Miranda. In mediana si aspetterà di valutare il rientro di De Rossi in gruppo e soltanto in seguito verrà presa una decisione.
Rinviata ancora la visita medica di Jesus. Recuperati Nzonzi ed ElSha, out Florenzi
IL MESSAGGERO - Eusebio Di Francesco fa la conta degli infortunati a poche ore dalla partita contro il Torino: non sono stati convocati Florenzi e Riccardi per influenza. Slittata a oggi la visita del professor Mariani a Jesus: si valuterà l’entità della lesione al menisco interno del ginocchio destro rimediata con l’Entella. Il brasiliano è ottimista e spera di risolvere con una terapia conservativa che lo terrà in infermeria per circa un mese, l’alternativa è l’operazione chirurgica. Tornano Manolas, Nzonzi ed El Shaarawy. Infine si avvicina il rientro in campo di De Rossi: dovrebbe tornare in gruppo a partire dalla prossima settimana. Da sottolineare che la Roma presto potrebbe avere un nuovo sponsor sulla manica sinistra della maglia.
Deludente è la proprietà
IL MESSAGGERO - Tutto bene, ci eravamo sbagliati e non resta che chiedere scusa a Monchi: Schick, Marcano e Karsdorp sono ottimi giocatori, in splendida forma e adattissimi al gioco di Di Francesco. Forse solo Pastore è da rivedere. Peccato per l’infortunio di Jesus,perché costringerà il direttore spagnolo a comprare un altro difensore e forse arriverà anche un centrocampista. Dopo le tre vittorie consecutive contro Sassuolo, Parma e Virtus Entella adesso arriva un calendario più tosto con Torino e Atalanta in campionato e nelle coppe Fiorentina e Porto. Al gioco giallorosso deve pensare DiFra, ai tifosi piace sostenere i colori e la squadra e non smetteranno mai, però la società è davvero deludente, ad essere molto gentili.
Roma, l’Europa è in anticipo
IL MESSAGGERO - La chance è da sfruttare. La Roma ospita il Torino e sa bene che cosa deve fare. Obiettivo scontato: vincere il 4° match di fila e, sfruttando l’anticipo dell’Olimpico, piazzarsi al 4° posto davanti alla Lazio che, attualmente con 2 punti in più, giocherà domani sera al San Paolo contro il Napoli e al Milan che, con 1 punto di vantaggio sui giallorossi, lunedì pomeriggio affronterà il Genoa a Marassi. Il 1° turno del girone di ritorno è fondamentale per mettere pressione alle rivali per la zona Champions. Di Francesco è consapevole di quanto la Roma abbia deluso nelle 19 partite del girone d’andata, spesso irriconoscibile nel gioco e nello spirito. Vede però la squadra in crescita, ma nemmeno lui si fida fino in fondo: le ricadute, del resto, non sono mancate. Il miglioramento c’è, la guarigione ancora non si sa. I 10 punti in meno rispetto al torneo passato hanno inciso sulle ambizioni dei giallorossi che, a quota 30, sono al 6° posto e rischiano di restare fuori dalla prossima Champions. Il Torino è decimato almeno quanto la Roma che, nella rosa, è comunque più attrezzata. Mazzari deve fare a meno degli squalificati Izzo e Meité e degli infortunati Moretti e Baselli.Recuperati solo Lukic e Zaza, ecco quindi Ansaldi spostato a centrocampo. I granata in trasferta sono imbattuti: nei 5 principali campionati d’Europa, solo loro, la Juventus e il Psg non hanno mai perso fuori casa. Ma non bisogna sottovalutare la gara, perché adesso la Roma non può più sbagliare. In particolar modo Dzeko vorrà incominciare il girone di ritorno come quello d’andata, segnando a Sirigu.
Baselli dà forfait. Lukic recupera, Meité no sconti
GAZZETTA DELLO SPORT - Ha perso pezzi strutturali strada facendo. Un’emergenza così in stagione non si era mai vista: il Toro è atterrato ieri a Roma anche senza Daniele Baselli (non ce l’ha fatta a superare il problema all’anca) che si aggiunge all’infortunato Moretti e agli squalificati Izzo e Meité. Ieri ha stretto invece i denti Lukic, alle prese da giorni con noie muscolari: non è al top della forma, avendo solo due allenamenti completi nelle gambe, ma oggi Mazzarri sarà quasi obbligato a schierarlo non avendo alternative. Oggi il Toro è quindi da ridisegnare: tutte le indicazioni conducono al 3-5-2 con Lyanco in difesa, Lukic e Ansaldi come mezze ali, Aina e De Silvestri sulle fasce. Le assenze hanno aperto le porte della prima squadra a tre talenti della Primavera: in panchina ci saranno il difensore Ferigra (‘99), il centrocampista Adopo e l’attaccante Millico, gli ultimi due sono 2000. Nonostante i forfait, il Mazzarri-pensiero è chiaro: «Le assenze non diventino alibi, mi aspetto una grande risposta da chi giocherà e una prestazione importante. Dobbiamo ribaltare la delusione per l’eliminazione dalla Coppa Italia che ci ha fatto male».
Roma-Torino è soprattutto Dzeko-Belotti
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Oggi all'Olimpico di Roma va in scena il match tra i giallorossi ed il Torino. Sfida tra punte, Edin Dzeko d auna parte e Andrea Belotti dall'altra. Sul granta si è riferito di un interessamente anche della Roma ma ciò che è certo è che oggi "Il Gallo" proverà a farle male. La Roma ha finalmente scoperto il fascino (e forse i vantaggi) di avere concorrenza per il ruolo di centravanti. Ecco, con questa nuova consapevolezza Edin Dzeko oggi scenderà in campo contro il Torino, esattamente ad un girone di distanza da un pomeriggio dove era riuscito a tirare fuori dal baule della sua sapienza tecnica un gol straordinario, «uno dei più belli che abbia mai segnato in carriera», aveva ammesso lo stesso attaccante. Che cosa è cambiato intorno a lui? Pur essendo sempre il miglior realizzatore stagionale tra i giallorossi con 7 reti ed il re della Champions nell’anno solare 2018, il bilancio in campionato pare molto al di sotto delle aspettative (appena 2 gol). Non basta. Per la gioia della Roma, a diciotto mesi dal suo arrivo, anche Patrik Schick sembra aver ritrovato se stesso, e le reti realizzate con Sampdoria, Sassuolo ed Entella lo hanno certificato. Per questo anche Di Francesco ammette che, forse per la prima volta, Dzeko non ha più il posto in cassaforte: «Sia lui che Schick sono in ottime condizioni. È una valutazione che sto facendo, anche se in questo momento è leggermente favorito Edin». Per un duello ormai alle viste, occhio a dar fiato al proverbio che dice: «Tra i due litiganti il terzo gode». Già, perché il d.s. Monchi era stato chiaro: «Belotti mi piace». E allora, se in estate Dzeko e la Roma dovessero separarsi di comune accordo, chissà che non possa partire l’assalto al Gallo.
Una Roma performante contro il Torino, nonostante le assenze
INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - All’indomani della partita con il Torino, Di Francesco deve fare i conti con la rosa a disposizione.
La squadra si è allenata a Trigoria questa mattina e si sono ritrovati con il gruppo Manolas e Nzonzi, Florenzi è guarito dall’influenza che l’ha costretto ad un’assenza forzata e ha lavorato individualmente ma coi granata non ci sarà; esercizi in palestra per De Rossi, Mirante e Jesus e Perotti in infermeria per le terapie.
In forma smagliante, conferma il mister durante la conferenza stampa, Dzeko ed il ritrovato (si spera) Schick: il bosniaco non ha dato il meglio di sé di recente ma si è visto un netto miglioramento negli ultimi allenamenti, mentre il giocatore ceco continua la sua crescita.
Dzeko è favorito su Schick: il coach abruzzese continua a non essere del tutto soddisfatto del numero 14 di Praga, ribadendo che non deve accontentarsi e che contro l’Entella avrebbe potuto realizzare un terzo gol.
Anche Pastore è tenuto sott’occhio dalla partita con i liguri: "Contro l'Entella ha dato segnali positivi, ora deve acquisire continuità. La valutazione su Pastore viene stravolta dal fatto che può sembrare che non abbia questo gran passo, ma non l'hai mai avuto. Dobbiamo valutarlo per le sue qualità, per la capacità di mandare i compagni in porta”. Più accreditata l’ipotesi Karsdorp dal primo minuto contro la squadra torinese rispetto a Santon. Favorito Zaniolo su El Flaco: la continuità dei suoi compagni lo penalizzano, ma non è detta l’ultima parola. Di Fra rimane vago e spera di diffondere dubbi e perplessità anche tra i corridoi del club piemontese.
Palesemente in ripresa i ragazzi di Trigoria: ne hanno passate tante in questa stagione e finalmente il vento è cambiato. Con l’Entella non hanno abbassato la soglia dell’attenzione neanche per un minuto, dalla preparazione atletica al fischio d'inizio e ciò li ha portati al 4-0 di lunedì sera. Forse l’errore avuto in passato è stato quello di sottovalutare le squadre “minori” e il risultato è stato scadente: ricordiamo con amarezza la sconfitta impartita dall’Udinese, dalla Spal, dal Bologna. “Il fatto di approcciare alle partite in questo modo è un momento di crescita”. Non adagiarsi sugli allori è un segno importante, come non sottovalutare qualsiasi squadra si trovi sul campo.
Con la bella performance gustata lunedì contro l’Entella, ci avviamo verso il match di domani con uno spirito più ottimista e aggressivo del passato.
Allenamento Roma. Lavoro tattico nella rifinitura pre-Toro, rientrano nel gruppo Manolas e Nzonzi
INSIDEROMA.COM - FRANCESCO GIOVANNI VENTURA - La Roma, dopo la conferenza stampa di mister Di Francesco, è scesa in campo per la rifinitura che come di consueto sarà prevalentemente tattica. Rientrano nel gruppo Manolas e Nzonzi.
I giallorossi continuano la preparazione in vista del match contro il Torino in programma domani alle ore 15 allo stadio Olimpico di Roma. Quelle che attendono gli uomini di Di Francesco sono partite importanti e che precedono la sfida contro il Porto valida per gli ottavi di Champions League.
Indisponibili - Non ci sono assenti per squalifica, tuttavia la Roma deve fare i conti con gli infortuni che hanno caratterizzato fino ad ora tutta la stagione. A partire da capitan De Rossi, vittima di un brutto infortunio al ginocchio che lo tiene fuori da diverse settimane, passando per Juan Jesus e Perotti ultimi ad essersi aggiunti all'infermeria giallorossa: il primo ha accusato una lesione del menisco interno del ginocchio destro ed è recuperabile per fine febbraio mentre il secondo ha riportato la solita distrazione muscolare al polpaccio. Per la gara contro il Torino rimangono in dubbio Florenzi fermato dall'influenza e Nzonzi, vittima di una frattura alla falange del piede sinistro, ma di nuovo nel gruppo.
Ballottaggi - riguardano soprattutto il reparto offensivo. La prima riguarda la corsia di sinistra e in particolare Kluivert ed El Sharaawy ma con l'olandese in condizioni fisiche migliori rispetto al Faraone come anche detto da Di Fra in conferenza. Dubbio su chi sarà il centravanti di riferimento giallorosso. Dzeko è in vantaggio rispetto a Schick che ha giocato in Coppa Italia lunedì.
Conferme - titolari inamovibili del 4-2-3-1 i vari Olsen, protagonista di belle parate nelle ultime partite, Fazio e Manolas, con il greco al centro di voci che lo vedrebbero lontano dalla capitale, Cristante, Lorenzo Pellegrini e Under.
L’importanza dei leader giallorossi
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - La Roma ha bisogno dei suoi leader. Il girone d’andata è trascorso tra alti e bassi, qualche bella sorpresa come il giovane Nicolò Zaniolo che si è messo in luce e qualche altro calciatore che ha faticato ad ambientarsi o a ritrovarsi.
La campagna acquisti estiva di Monchi è stata all’insegna del ringiovanimento della rosa e questo nel breve periodo ha creato delle problematiche acuite dagli infortuni di giocatori cardine come Edin Dzeko, Daniele De Rossi e, qualche volta, anche di Kostas Manolas.
Questi 3, insieme ad Aleksander Kolarov, rappresentano l’asse portante della squadra ai quali si sono aggiunti Lorenzo Pellegrini, Cengiz Under, Steven Nzonzi e Bryan Cristante ma la prima parte di stagione non è stata tutta rose e fiori neanche per loro.
L’ex Sassuolo ha faticato molto a trovare la collocazione che ne valorizzasse le capacità: il ruolo di interno nel centrocampo a 3 gli stava un pò stretto e la svolta è arrivata con l’infortunio di Javier Pastore e con il cambio di modulo, quando ha potuto esprimersi da trequartista dietro il centravanti. A quel punto, ha preso sicurezza e ha sentito la squadra più a sua immagine.
Percorso simile per l’ex Atalanta, anche se appunto veniva da una realtà diversa e dove era incastonato in un orologio ben oliato da mister Gasperini. Il suo ruolo di trequartista dietro il Papu Gomez e Petagna è stato abbandonato al suo arrivo nella Capitale, anche lui spostato nel ruolo di interno di centrocampo nel 4-3-3 di Di Francesco ed anche lui in evidenti difficoltà. Tutto è cambiato quando si è fatto male De Rossi ed il mister ha dovuto fare di necessità virtù inserendolo nei 2 della mediana nel nuovo modulo e promuovendolo a regista della squadra. Questa nuova collocazione tattica ha fatto sentire Cristante al centro del gioco e la sua leadership è cresciuta all’interno del gruppo.
Per quanto riguarda l’esterno turco, l’allenatore abruzzese ha sempre avuto piena fiducia nelle sue capacità. Under ha alternato prestazioni di livello (pure all’interno dello stesso match) ad altre più opache ma è comunque quasi sempre partito dal primo minuto. Di Francesco lo considera uno dei pochi in grado di saltare l’uomo, tirare da fuori area e servire assist interessanti per le prime punte.
Discorso un pò diverso per il centrocampista francese che veniva dal Siviglia. Nzonzi è il classico frangiflutti davanti alla difesa ed è stato preso come vice-De Rossi ed in quella posizione dà il meglio di sé, in aiuto ai difensori e nello spezzare la manovra altrui. Nel centrocampo a 2 c’è bisogno di gente un pò più dinamica e che sappia far ripartire l’azione e, pur avendo dei piedi buoni, non è nelle sue corde. L’altezza non lo facilita quando la squadra deve recuperare palla a campo aperto e spesso è in ritardo.
Florenzi da terzino non rende quanto potrebbe se spostato più avanti ma né Santon né tantomeno Karsdorp stanno dando le garanzie sufficienti per spostare con continuità il vicecapitano in altra posizione.
In difesa, il solo Manolas è una garanzia assoluta, con Marcano che sta provando a non rivelarsi il nuovo Moreno, Fazio che sembra l’ombra del giocatore dei precedenti campionati e Juan Jesus, che infortunio a parte, ogni volta che è stato schierato ha sempre fatto il suo (unica macchia: la rete di De Paul ad Udine). A sinistra, Luca Pellegrini ha avuto qualche chance ma non l’ha sfruttata nel migliore dei mondi, in particolare contro la SPAL, dove ha causato il fallo da rigore su Lazzari e da lì in poi ha fatto tanta panchina e subito qualche guaio fisico.
La sola certezza sulle fasce è Kolarov, che a novembre compirà 34 anni ed è stato definito dal ds giallorosso “il mio migliore acquisto alla Roma”. Il serbo è un leader nato anche se recentemente ha spiegato di non sentircisi ma quando parla lui, si vede che i compagni gli danno retta.
Stesso discorso vale per Edin Dzeko, mancato per 2 mesi e si è sentita la sua assenza sia per le prestazioni non all’altezza di Schick che per lo spessore del calciatore nello spogliatoio ed all’interno delle gare. Il suo score stagionale in campionato è di sole 2 reti (5 però in Champions) ma la sua partecipazione alla manovra è utile anche quando non segna perché attira su di sé gli avversari, fornisce assist e permette ai compagni di liberarsi per il tiro.
Altro giocatore determinante nello scacchiere di Di Francesco è Kostas Manolas, ormai considerato un capitano aggiunto dalla tifoseria. La foto che lo ritrae come l’unico calciatore romanista sotto la curva nella deludente sfida di Plzen persa 2-1 ha fatto breccia nel cuore della gente ed è sempre uno degli ultimi a mollare. In più è l’uomo del gol-partita contro il Barcellona nella splendida gara dei quarti di finale della passata Champions League e questo anche ha contributo a cementare il rapporto con i supporters romanisti.
Dulcis in fundo: Daniele De Rossi. Il problema alla cartilagine del ginocchio lo sta tenendo fuori dai campi di gioco da ottobre e nelle partite in bilico avrebbe fatto tremendamente comodo. Una su tutte: la sfida a Cagliari contro i sardi. Con il numero 16 in campo difficilmente gli ultimi minuti sarebbero stati gestiti così male dai giallorossi, ha i tempi di gioco ma sa anche quando far rallentare o accelerare il passo alla squadra, ne ha perfettamente in mano il controllo, magari sbaglierà qualche lancio ma quello non fa parte del suo repertorio ed era più congeniale ad un giocatore come Pirlo. De Rossi è un leader anche quando va ad abbracciare il compagno in difficoltà. Fotografia segnante quella in cui abbraccia Olsen dopo la vittoria a Torino coi granata all'esordio del portiere svedese, che spiegherà in seguito che quel gesto fu molto apprezzato e lo stesso fece prima con Doni, poi con Szczesny e con Alisson. Il ruolo del portiere è delicato e a Roma ancor di più e se una figura così carismatica ti dimostra la sua stima, ti rafforza nello spirito e nella voglia di contribuire al meglio per la causa. Altro momento importante in questi ultimi anni è quando lo stesso De Rossi andò ad abbracciare Dzeko al primo campionato italiano, quando l’ex City veniva criticato aspramente e il biondo centrocampista disse apertamente frasi irriguardose verso chi criticava il compagno.
Ecco, questi sono i giocatori che servono nel girone di ritorno, perché partiti Nainggolan, Alisson e Strootman, la Roma ha bisogno dei suoi elementi carismatici per dare una svolta a quest’annata.
Schick giocatore più richiesto della Roma nel mercato di gennaio. Sondaggio del Tottenham, Monchi dice no
Patrik Schick nel mirino del Tottenham. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l'attaccante ceco sarebbe il giocatore più richiesto della Roma in questo mercato di gennaio. In particolare, dopo l'infortunio di Harry Kane, il club londinese avrebbe effettuato un sondaggio per portare Oltremanica l'ex Samp ma la risposta dei giallorossi è stato un deciso no.