Real Sociedad, i convocati di Alguacil: c' David Silva. Out Elustondo
Imanol Alguacil, tecnico della Real Sociedad, ha diramato la lista di convocati per la trasferta di domani, quando i baschi affronteranno la Roma nell'andata degli ottavi di Europa League. Ecco l'elenco completo:
Portieri: Remiro, Zubiaurre, Marrero
Difensori: Le Normand, Sola, Zubeldia, Munoz, Rico, Gorosabel, Pacheco, Aihen
Centrocampisti: Zubimendi, Illarramendi, Merino, Guevara, Navarro, Silva, Turrientes, Mendez
Attaccanti: Barrenetxea, Fernandez, Oyarzabal, Cho, Kubo, Sorloth
Zaniolo-Galatasaray fatta. Il giocatore ha firmato
Angelo Mangiante su Twitter: "Ok per la firma di #Zaniolo al #Galatasaray. Accordo definitivo. 4 anni di contratto a 3,5m netti, 15m + 7 circa alla #Roma (-15% all'Inter), 35m clausola rescissoria."
I tifosi ci sono, ma i loro diritti? Serve un "sindacato": ecco perchè
(INSIDEROMA- Avv. Marco Valerio VERNI) - Un ringraziamento ai “cugini” biancocelesti è d’obbligo: come riportato giorni fa dal Corriere della Sera, infatti, sembrerebbe che, ad Aronzo di Cadore, luogo attuale del ritiro della squadra di Sarri, i tifosi laziali abbiano fatto apparire il cartonato della sagoma dell’arbitro Taylor, noto alle cronache per aver malamente diretto la finale di Europa League, lo scorso 31 maggio, tra la Roma ed il Siviglia, vinta da quest’ultima ai rigori.
Già si è scritto su queste pagine dell’assurda direzione di gara che ha privato i giallorossi di Mister Mourinho dell’ambito trofeo, unitamente alle migliaia di tifosi che, tra Roma e Budapest, avevano seguito con passione ed affetto la squadra: innegabile che, al netto delle pessime decisioni del fischietto inglese, i capitolini avrebbero certamente potuto alzare al cielo la coppa.
Ebbene, è encomiabile che i tifosi d’oltre raccordo, passato lo spauracchio che li ha evidentemente accompagnati, tra indicibili sofferenze e patemi d’animo, a ridosso di quella finale (in realtà, il malessere è andato crescendo nel tempo, man mano che la squadra dello Special One superava, tra indicibili difficoltà, turni su turni), riconoscano sportivamente il ruolo decisivo assunto dall’arbitro proveniente dalla perfida Albione, a cui, peraltro, un club di tifosi della stessa società biancazzurra pare aver addirittura regalato la tessera di socio onorario.
Insomma: i nostri stessi “cugini” ammettono che, senza di lui, la Roma avrebbe vinto quella maledetta finale. Chissà che non decidano, in un prossimo futuro, di dedicargli anche un settore di Formello o di farlo entrare nella Hall of Fame del club. Nel frattempo, sulla sponda giallorossa, non vi è stato alcun fremito ulteriore, da allora, dopo la fin troppo pacata conferenza stampa di Thiago Pinto: un maltrattamento che pare quasi esser passato inosservato agli occhi della dirigenza romanista, da cui forse il mondo dei relativi tifosi si sarebbe aspettato una reazione più veemente.
Ma forse, come sostengono anche molte glorie del passato, il calcio romantico di un tempo è davvero finito ed oggi è solo un mondo di freddo business: non a caso, il mondo arabo sta facendo incetta di giocatori del nostro campionato (si vedano, ad esempio, proprio i 40 milioni ricevuti dalla Lazio per la partenza in direzione Arabia Saudita di Milinkovic-Savic)- e non solo- con proposte faraoniche, oltre che con sponsorizzazioni che, al di là della gioia dei tifosi, subito incantati dalle prospettive di acquisti stratosferici, hanno certamente altre logiche.
Un calcio sempre più votato agli affari, dove la cura ed il rispetto dei tifosi è sempre più relegato al ricordo di un qualcosa che non c’è quasi più. Ed il “quasi” lo si mette solo perché si ama mantenere viva la speranza che non sia davvero così o che un giorno possa invece tornare tra le priorità delle varie società.
Per tornare alla Roma, quasi verrebbe voglia, ancora a distanza di settimane, di raccogliere il grido di protesta delle migliaia di tifosi giallorossi, ancora scossi- è inutile negarlo- in una lettera, da firmare in massa, come si suol dire, da inviare all’Uefa, per fare ciò che sarebbe stato compito di altri fare: manifestare il proprio sdegno per quanto accaduto quella fatidica notte, perché non si può subire sempre e comunque. Soprattutto quando il torto è oggettivo, nonostante le varie difese d’ufficio che, pure, si sono avute, con tanto, addirittura, di promozioni.
Forse, ancora, sarebbe il caso di pensare ad un sindacato dei tifosi, perché al dunque, gli unici ad essere davvero danneggiati, nel cuore e nelle finanze, sembrano essere solo loro. O, quantomeno, paiono gli unici a soffrirne ad oltranza. Con tutto il rispetto, si intende, per gli altri attori del proscenio calcistico, allenatore e calciatori in primis.
E, nel caso della Roma, perché non sfruttare anche l’(involontario) endorsement fornito dagli stessi “cugini”?
Avv. Marco Valerio Verni
22 luglio
INSIDEROMA.COM - ALESSANDRO CAPONE - Il sole che tramonta portando con se il giorno. Le luci dei lampioni si accendono su una serata che non è come le altre. Come ogni anno questa è la notte del richiamo della passione li, dove tutto è nato. Il senso di appartenenza a questi colori, a questo popolo ti spinge nel luogo in cui lo stesso giorno del millenovecentoventisette ebbe inizio un sogno. Lo stesso sogno che novantesei anni dopo portiamo ancora avanti con orgoglio e vanto tenendo in alto nome e colori della nostra città. Tutto racchiuso in quella maglia, che è quella che tiene il sudore. Per chi come te ci crede non è mai stata una questione di nomi o vittorie, di campioni o soldi. E’ sempre stato (e sempre sarà) arrivare in porto dopo aver combattuto contro la tempesta con tutto il resto dell’equipaggio. E’ sempre stato essere tutti fianco a fianco in qualsiasi luogo o circostanza. Si può gioire o essere tremendamente delusi, ma comunque tutti insieme. E anche stasera saremo li, fra brindisi e sorrisi a ricordare il momento che ha cambiato la storia di tutti quelli che ne fanno parte, che da una generazione all’altra ha portato avanti e trasmesso la voglia di stringersi un po’ e di credere in qualcosa che ancora oggi, se non lo vivi, a parole non si può far capire fino in fondo.
Ed è così che uscendo di casa percorri le vie della città. Hai l’impressione che tutto sia calamitato verso quel posto che in questa notte è come se sprigionasse una particolare magia. In quella stretta via, nel centro della Città Eterna, si concentreranno sentimenti ed emozioni.
Un passo dopo l’altro i pensieri vanno agli anni passati e a quante ne hai passate mentre calpestando i sanpietrini immagini quel che potrà riservare il futuro. La meta si avvicina avvolto dalla storia millenaria e dallo scenario che solo la tua città può offrire. Le bandiere colorano ogni via e in lontananza i primi cori rimbombano fra i vicoli. L’andatura lenta come a voler prolungare questi momenti e goderti a pieno ogni istante. Lì in fondo dei fumogeni riempiono con i nostri colori l’aria smossa dalle bandiere sventolate con fierezza e con l’energia che fra poco, a mezzanotte, raggiungerà il suo apice.
E poi…eccolo…civico 35 di Via Uffici del Vicario. Dietro a questo portone nacque un’idea, di quelle che diventano valore. Nacque il sogno, da cui nessuno mai ci sveglierà . Nacque una speranza a cui delle volte tutti ci aggrappiamo. Nacque… forse nascemmo noi, o comunque una parte di noi. Nacque la Associazione Sportiva Roma. Trovi il tuo spazio mentre il conto alla rovescia ti avvicina al momento. Poi l’urlo come ad un gol e subito dopo bottiglie che si toccano illuminate dai sorrisi e dalle luci delle torce che si riflettono nel fumo che si alza verso il cielo dell’Urbe Immortale andandola ad avvolgere del suo tempo del nostro giallo e rosso. La tua voce che diventa un tutt’uno con le migliaia di voci che intonano canti e caricano corpo e anima.
Battute, sguardi e poi qualche passo di nuovo verso il portone. Lo guardi e lo sfiori con le dita. Ti scappa un sorriso, come a tutti. Ed è in quei sorrisi che è racchiuso tutto il senso. In questi cuori che battono per qualcosa che è parte di ciascuno di noi. Ed è per questo che Roma nostra brillerà… ancora e ancora. Tanti Auguri Associazione Sportiva Roma 1927. Tanti Auguri a te…noi.
a cura di Alessandro Capone
Calciomercato Roma: l'attacco necessita di un innesto. Non tramonta l'idea Sabitzer
La Roma ha svolto il suo secondo giorno di lavoro a Trigoria, in vista della ripresa del campionato.
Non si è mai fermato, invece, il lavoro di Tiago Pinto, che deve allestire la rosa da consegnare nelle sapienti mani di Mourinho.
In primis c'è da registrare il "no" di Karsdorp ad un'eventuale cessione. Un rifiuto che avrebbe potuto bloccare un arrivo di Kristensen dal Leeds, ma sembra che così non sarà. Il danese, infatti, potrebbe vestire il giallorosso grazie ad un prestito secco; indipendentemente da Karsdorp.
Una scelta che potrebbe garantire a Mourinho abbondanza sulla corsia destra, ma bisogna dare precedenza all'attacco. Il reparto ad oggi è privo di alternative, con Abraham fermo ai box ed il solo Belotti abile ed arruolabile. Piacciono Scamacca e Morata, ma entrambi presentano delle difficoltà in sede di trattativa. Per Scamacca, nonostante si sia promesso ai giallorossi, c'è distanza col West Ham tra domanda ed offerta. Gli inglesi, infatti, vorrebbero inserire nell'accordo di prestito l'obbligo di riscatto a circa 35 milioni; mentre la Roma vorrebbe solamente un diritto di riscatto. Sul fronte Morata lo scoglio da superare riguarda l'ingaggio, con l'attaccante che percepisce circa 9 milioni all'Atletico Madrid, cifra insostenibile dalla Roma ad oggi. Qualora Morata decidesse di abbassarsi l'ingaggio all'ora l'affare potrebbe andare in porto per la cifra di 12 milioni di euro per il cartellino.
Sempre dall'Atletico Madrid, ma stavolta per il centrocampo, piace De Paul. Il centrocampista ha un ingaggio minore rispetto a Morata, ma la cifra per poterselo assicurare è di più del doppio (25 milioni). Quindi, ad oggi, De Paul è più un'ipotesi che una certezza, così come anche Fred del Manchester United. Il giocatore, già allenato da Mourinho, non rientra più nei piani dei Red Devils ed è dato in partenza. La Roma ha sondato il terreno, ma il Fulham sta muovendo passi concreti per portarlo tra le proprie fila. Rimane viva la pista Sabitzer, che vede Roma e Bayern Monaco trattare per trovare la soluzione migliore per entrambi. I tedeschi hanno rifiutato la proposta di prestito al momento, perchè vorrebbero cedere il giocatore a titolo definitivo; ma non è ancora detta l'ultima parola.
Intanto il giovane Baldi, ex portiere della Primavera, è stato ceduto al Giugliano a titolo definitovo; con la Roma che manterrà un diritto di recompra a 300 mila euro.
Il finale davvero Special
La Roma esce alla distanza. 9 gol arrivati oltre il 75esimo minuto.
In Italia la differenza reti di Mourinho dal 90' in poi è di più 23. E per il derby è tornato a Roma anche Friedkin. Domenica un'altra intuizione dello Special One: Belotti in fascia a difendere.
Corriere dello Sport
Due gol oltre il novantesimo, per la Roma una cosa inedita
I giallorossi hanno segnato 9 reti dal 76esimo in poi, più di qualsiasi altra squadra di serie A ma non avevano mai realizzato due gol oltre il novantesimo minuto di gioco.
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Pi voglia che certezze: Pellegrini forza per il derby
Poche rotazioni possibili a Praga, si scaldano Belotti e Celik. Pellegrini punta domenica.
Il capitano era allo stadiocontro il Lecce. La curva sud lo ha abbracciato con uno striscione.
Corriere dello Sport
Paulo Dybala: "La vittoria del Mondiale stato un momento indimenticabile"
Paulo Dybala, attaccante della Roma, è intervenuto al programma di Television Public, chiamato Llave a la Eternitad, parlando dell'infortunio che gli è capitato prima del Mondiale: "All’inizio non era chiara la gravità, quando ho fatto gli esami e i medici mi hanno comunicato l’entità dell’infortunio mi è caduto il mondo addosso. È stato un momento duro. Il dottore mi ha detto che la lesione era al limite e lì ho capito che avevo ancora una possibilità. Mi sono detto che dovevo lavorare tranquillo, fisicamente e mentalmente. I dottori mi hanno aiutato tantissimo e i risultati sono pian piano arrivati. Poi è arrivata la settimana della sfida contro il Torino: io mi sentivo bene, già mi stavo allenando con la squadra e quindi ho detto a Mourinho: 'Devi farmi entrare, devi farmi entrare'. 'Sì, ho capito che vuoi giocare', la sua risposta. Per me dipendeva tutto da quella partita, dovevano vedere che stavo bene. La lista dei convocati era uscita qualche giorno prima di Roma-Torino, Mourinho mi ha chiesto quanto volevo giocare e io ho risposto: '20-30 minuti'. Stavamo perdendo e lui mi ha comunque fatto giocare 30 minuti. Ho giocato e mi sono sentito bene".
Com'è stato tirare un rigore in una finale Mondiale?
"Sono stato molto freddo dal dischetto, quando la palla è entrata ho perso 10 kg dalla tensione. Appena ho visto la palla entrare in rete mi sono girato a guardare e a festeggiare con la mia famiglia che era in tribuna. Il primo che ho abbracciato dopo il rigore è stato Messi, poi dopo il rigore di Montiel hanno iniziato a correre tutti da una parte e dall'altra, abbiamo esultato tutti insieme, è stato un momento indimenticabile".
Che emozione è stata?
"Ero già tornato in Italia. Stavamo guardando un film con Ori ed è stata la prima notte in cui ho pianto pensando al Mondiale e a mio padre, che non era con me mentre alzavo la Coppa. Mi sono tornati in mente molti ricordi, perché penso che se qualcuno meritasse di essere lì quella notte fosse mio padre, per tutto lo sforzo che ha fatto per farmi realizzare il mio sogno".
Che significato può dare alle lacrime dopo la vittoria?
"Il film è finito e abbiamo cominciato a parlare un po', e all'improvviso è arrivato tutto. Era da tanto tempo che non piangevo così tanto, davvero tanto. Oriana non capiva cosa mi stesse succedendo e io non riuscivo a spiegarle perché stavo solo piangendo. Quando sono riuscito a dirle, sono caduto un po' da tutto ciò che era successo ed è stato il non aver potuto condividere qualcosa di così grande (intende con suo padre, ndr), perché ho avuto la fortuna di vincere titoli, alzare trofei e ognuno è speciale per qualche motivo, ognuno mi ha lasciato qualcosa, ma questo è qualcosa che non ha paragoni con nient'altro. Credo che se qualcuno avesse meritato che ci scattassimo una foto o alzassimo la Coppa, o gli dessimo un bacio a quel trofeo, sarebbe stato lui, perché ha fatto di tutto affinché realizzassi il mio sogno, ogni capriccio. Sarebbe stato unico, ma comunque c'era anche mia madre, che è incredibile".
E durante i festeggiamenti che ha pensato?
Nella fase a gironi ero al 50%. Durante i festeggiamenti Samuel è venuto e mi ha detto ridendo: 'Sei un figlio di p****na..., non stavi bene, abbiamo visto le prime partite dell'allenamento e non potevi muoverti'. Sono onesto, non potevo muovermi".
Television Public
Lukaku caldo. In Nazionale fa scintille
Aspettando di sbloccarsi con la Roma, il centravanti belga sta tornando in forma. Romelu ha segnato un gran gol in allenamento in Belgio: sabato giocherà uno spezzone di gara con l'Azerbaigian.
C'è anche Azmoun. Con l'Empoli, Mourinho avrà a disposizione tutti gli attaccanti.
Corriere dello Sport
La Roma sotto schiaffo dell'Uefa
I paletti del Fair Play Finanziario e i pochi ricavi hanno costretto la società a vendere i giovani senza però poter reinvestire.
Solo prestiti e parametri zero in questa sessione di mercato, il club ha avuto le mani legate tra conti da mettere in ordine e giocatori da regalare a Mourinho. Il saldo finale è però in positivo grazie a 58 milioni di plusvalenze. Il costo della rosa attuale continua comunque a rimanere molto alto.
Corriere dello Sport
L'AS Roma acquista a titolo temporaneo Diego Llorente
"Sono orgoglioso di poter continuare a far parte della famiglia giallorossa", ha commentato Llorente. "Quando a gennaio ebbi l’opportunità di venire alla Roma non esitai un istante e ancor meno in questi giorni di attesa. Ho sempre saputo che avrei fatto di tutto per restare, non solo per continuare ad appartenere a un club storico, ma anche per ritrovare i miei compagni e lottare ancora con loro e con i nostri tifosi per raggiungere i traguardi che meritiamo. Tutti insieme sono sicuro che possiamo fare qualcosa di grande".
Giunto alla Roma nella finestra invernale dello scorso mercato, Diego ha esordito nella vittoria casalinga contro l'Empoli, il 4 febbraio e ha collezionato 12 presenze tra Serie A ed Europa League conquistando rapidamente la fiducia dell'ambiente.
"Nonostante sia arrivato a stagione in corso, Diego ha impiegato un tempo breve per integrarsi alla perfezione nel nostro spogliatoio, confermando sul campo le aspettative che riponevamo in lui", ha affermato il General Manager dell'Area Sportiva, Tiago Pinto. "Per questo siamo davvero felici di poter continuare a fare affidamento sulle sue caratteristiche e sul suo bagaglio di esperienze internazionali".
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