Stop: niente Roma e Juventus. Milik e Dzeko, che fate?

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non siamo ancora allo scontro totale, ma il caso Milik-Napoli seguirà con giorni piuttosto difficili per tutti i protagonisti della vicenda. Sarà difficile per De Laurentiis trovare un club disposto a pagare 30 milioni per il polacco, e dal canto suo l'attaccante non si smuove di un centimetro, continuando a pretendere gli ultimi due stipendi e garanzie sulla questione multe, che va avanti ormai da circa 10 mesi.

Sul giocatore è vivo l'interesse del Tottenham, che però ha nei piani di aspettare la scadenza del calciatore. Milik blocca Dzeko: il bosniaco probabilmente sarà costretto a restare alla Roma, che aveva ormai metabolizzato l'addio del bosniaco anche per questioni di bilancio e di età del calciatore. Il numero 9 giallorosso dovrà ora mettere da parte la delusione del mancato passaggio alla Juventus e le vecchie tensioni con Paulo Fonseca.


Juve: Morata. Dzeko ora deve restare

IL MESSAGGERO - Colpo di scena: l'imminente passaggio di Alvaro Morata alla Juventus blocca il trasferimento in bianconero di Edin Dzeko, mentalmente già a Torino. Ora la Roma dovrà fare di tutto per recuperare il centravanti che aveva staccato la spina per impiegarlo tra soli 5 giorni proprio contro la Juventus. Non sarà facile per il bosniaco premere il tasto reset dopo aver salutato la possibilità di finire in bianconero, anche per gli strascichi che ne deriveranno: il 9 rimprovera infatti a Fienga di non aver mai cercato una seria alternativa a Milik, qualora la trattativa col Napoli fosse dovuta saltare.

E poi ci sono gli attriti emersi con Paulo Fonseca dopo l'eliminazione contro il Siviglia in Europa League. Ora, a Trigoria, ci sarà da fare nuovamente i conti: il maxi stipendio di Dzeko sembra destinato a pesare ancora sulle casse della Roma, così si tornerà probabilmente sui propri passi tentando di cedere, ad esempio, Karsdorp, confermato dal tecnico quando ancora non si immaginava che il numero 9 potesse restare. E poi ci sono da piazzare Perotti, Fazio, Santon e Jesus.

Fonseca continua a chiedere Smalling, per il quale si prospetta un'operazione last minute, simile a quella dello scorso anno, mentre la Roma valuta altri profili, come quello di Marcao del Galatasaray.


Il papocchio. Roma, lista sbagliata: rischio 0-3

LEGGO - BALZANI - Una settimana di ordinaria follia terminata con un pasticcio madornale che può costare lo 0-3 a tavolino col Verona. Diawara, infatti, non sarebbe potuto scendere in campo in quanto nella lista ufficiale dei 25 giocatori consegnata dalla Roma ad inizio stagione non è stato inserito tra gli over 23 (gli anni compiuti a luglio). La Lega avrebbe mandato un alert al club che non è stato visto. Un errore incredibile che pagherà il segretario Longo pronto alle dimissioni anche se le colpe sarebbero più estese.

La Roma presenterà ricorso puntando sulla buonafede visto che nella lista over c'erano ancora 4 posti liberi. Il precedente Sassuolo (nel 2016 con Ragusa) costò la sconfitta ai neroverdi, si spera in una multa. Ma settimana folle è stata pure per Dzeko che sta per annullare il viaggio verso Torino per restare a Roma dove giocherebbe in giallorosso la sfida di domenica con la Juve. Uno scenario impensabile fino a due giorni fa. La trattativa per Milik, infatti, è quasi saltata dopo i dubbi sollevati da Friedkin e la richiesta di sconto a De Laurentiis. Roma e Juve si erano date ancora 24 ore, ma ieri i bianconeri hanno chiuso per Morata mentre Suarez finirà all'Atletico.

Una mossa che ha riportato il capitano vicino Trigoria dove ieri si è allenato regolarmente in attesa di novità. Ora le strade sono due: la Juve prende entrambi (difficile) o Dzeko resta nella capitale. Per la felicità della moglie Amra che proprio ieri ha postato una foto del figlio in maglia giallorossa. Nel primo caso non è da escludere la sorpresa Cavani che si è offerto in queste ore alla Roma. La permanenza, invece, sarebbe un indizio del probabile addio di Fonseca. Il portoghese non gode della piena fiducia della nuova proprietà che in caso di sconfitta con la Juve potrebbe prendere in mano la situazione e provvedere all'esonero. Anche perché Allegri non è più un sogno come a luglio. Max non vuole restare fermo un'altra stagione e avrebbe confidato ad amici in una cena di essere affascinato dal progetto di Friedkin. Un colpo di scena non è escluso già entro il week end. L'alternativa è Sarri. Due ex juventini nella settimana di Roma-Juve. Un altro scherzo di un folle mercato..


Ora Dan inizia a fare sul serio e cambia tutto

IL TEMPO - CARMELLINI - Non ci hanno messo molto: per fortuna. Ai Friedkin è bastato probabilmente quanto visto nella loro prima uscita italiana, sabato sera al Bentegodi, per capire che c'era bisogno di metterci le mani.

Anzi, forse quella è stata solo la conferma di quanto pensavano, perché quando sono piombati a Verona dopo aver stretto mani e rassicurato tutti, avevano già deciso di intervenire: o comunque si erano già guardati attorno. E lo dimostra il fatto che qualche giorno prima c’era stato a Londra l’incontro non certo con uno qualsiasi. Perché Ralf Rangnick (ex giocatore, allenatore e adesso dirigente sportivo di rilievo) è abituato a decidere tutto, uno al quale devi consegnare le chiavi e poi fidarti: una scelta netta, senza mezzi termini che boccia o comunque spazza via tutto quello che c’era prima. È chiara quindi l'intenzione di entrare subito nel merito, sistemata la pratica amministrativa, anche della direzione tecnicadiuna squadra lasciata, nonostante la buona volontà di tutti, da sola: senza una strada da seguire.

Sbagliato credere che persone, pur valide dal punto di vista manageriale, che si sanno muovere alla grande nei palazzi del potere, possano con altrettanta efficacia costruire una squadra di calcio: fare incontri con i procuratori, valutare giocatori, prendere decisioni prettamente tecniche.  Quello è un altro mestiere. Ognuno faccia il suo di lavoro e pensare di risolvere tutto semplicemente cambiando l’allenatore è quantomeno riduttivo per una società lungimirante.

La ricorsa al nome roboante in grado di scaldare il cuore dei tifosi, potrebbe sembrare il goffo tentativo di lasciare tutto com'è: e i Friedkin su questo invece sembrano pensarla diversamente. Qui si cambia, anche tutto se serve, all'insegna di quel progetto (il solo pronunciare questo termine fa tremare i tifosi giallorossi visti i precedenti) di crescita preventivato da una nuova proprietà che ha deciso di entrare a fari spenti, senza i clamori e gli annunci costati così cari a Pallotta &Co.. È chiaro come, a differenza del tycoon di Boston, la famiglia Friedkin ha messo e metterà nella Roma soldi «propri» e non provenienti da un fondo comune. Quindi massima attenzione agli investimenti, spendere si, ma con oculatezza: ed è questo forse il motivo che ha consigliato a papà Dan di mettere un uomo «pratico» del settore al fianco del figlio Ryan che resterà in pianta stabile nella Capitale.

Una persona in grado di dare consigli giusti, di muoversi con disinvoltura tra gli squali che vivono nell'immenso acquario chiamato calcio e di far crescere questa Roma alla sua seconda esperienza americana: senza nulla togliere a chi la sta gestendo in questo momento. Dan sta iniziando a fare sul serio.


Terzino destro, centrale e regista: a Paulo non manca solo il bomber

IL MESSAGGERO - Non passi il principio che alla Roma serva solo un attaccante. Serve anche il suo vice, manca il centrale di difesa (e per Fonseca non deve essere uno qualsiasi, ma uno preciso: Smalling)  e il terzino destro. A coprire quel ruolo ad oggi ci sono Karsdorp, Peres e Santon. Nessuno dei tre è affidabile al cento per cento.

Radio mercato ci ha detto in questi mesi che Fonseca avrebbe gradito anche un regista vero, visto che Diawara e Veretout hanno caratteristiche diverse. Si era parlato di Torreira, che poi è stato mollato. Anche lì ci sono calciatori in abbondanza (possibile la virata tattica, passando al 4-3-2-1), ma nessuno è un regista, un organizzatore di gioco. Non lo è Cristante, che adesso sta addirittura facendo il centrale ma lui si sente un centrocampista offensivo, di inserimento; non lo è Pellegrini, già sperimentato ad inizio della scorsa stagione in quel ruolo. Queste esigenze verranno evase nel caso in cui si presentasse l'occasione.


Rivoluzione Friedkin: Rangnick, Allegri o Sarri, la Roma è già nel futuro

IL TEMPO - AUSTINI - La Roma di oggi, con Fonseca in panchina e Fienga dirigente plenipotenziario, non sarà quella di domani. Sotto traccia, con la discrezione che li contraddistingue, i Friedkin stanno costruendo un piano alternativo. Lo stesso Fienga lavora insieme ai procuratori e ai suoi contatti nel mondo del calcio italiano per impostare un nuovo ribaltone, da proporre alla proprietà non appena si renderà necessario. Insomma la posizione di Fonseca è tutt'altro che solida, per ora il portoghese resta in sella ma è già sotto esame.

Nel frattempo l’area sportiva dovrà presto avere un altro protagonista. Perché così non si va lontani e la rosa a dir poco parziale con cui la squadra si è presentata a Verona è la dimostrazione palese delle difficoltà. Tre i nomi attorno a cui ruotano gli scenari di un futuro più vicino di quanto si possa immaginare: Rangnick, Allegri e Sarri.

Il manager tedesco, che è stato a un passo dal Milan (qualcuno parla addirittura di accordi firmati) prima della conferma di Pioli, ha risolto il contratto con la Red Bull, dove ricopriva il ruolo di responsabile dello sport e dello sviluppo calcistico. Da allenatore a direttore, negli anni Rangnick ha allargato il raggio d’azione e ora cerca una nuova realtà dove portare le sue idee. Sono stati gli uomini del fondo Elliott - i proprietari del Milan - a presentarlo a Dan Friedkin, che ha incontrato Rangnick a Londra qualche giorno dopo il closing con Pallotta. Una prima chiacchierata per conoscersi e a quanto pare il patron giallorosso è rimasto favorevolmente impressionato. Da qui si spiega l'uscita allo scoperto del tedesco, che in un'intervista del 30 agosto al Corsera ha parlato con cognizione di causa della Roma: «Ha vinto l’ultimo dei suoi scudetti 20 anni fa - ha ricordato l’ex uomo della Red Bull - e l’ultima Coppa Italia 12 anni fa», per poi elogiare i Friedkin definendoli «imprenditori di successo che cercheranno di rimettere la Roma sulla strada della vittoria». Parole non certo casuali. Ma cosa verrebbe a fare Rangnick alla Roma? Il direttore sportivo o l'allenatore? Lui vorrebbe tutti i poteri, Friedkin è tentato e ci ragiona su.

Intanto Allegri rappresenta un'opzione concreta per la panchina, qualora il club giallorosso decidesse di sostituire Fonseca. L'ex tecnico bianconero è libero e ha contatti con la Roma. Diretti e indiretti. Per ora si tratta di conversazioni informali, ma l'ipotesi di una chiamata esiste davvero. Ecco perché Allegri, durante le prove a Ballando con le Stelle, non sapendo di essere in diretta (siamo sicuri?), ha risposto così all’istruttrice che gli chiedeva se sarebbe venuto alla Roma: «Vediamo, non si sa. Devo rientrare perché... basta». Non ce la fa più a stare fermo Max, è stato a un passo dalla panchina dell'Inter, ora lo intriga quella giallorossa, a meno di una chiamata improvvisa da Parigi. O da Milano.

E Sarri? Il suo nome è «spinto» dagli agenti vicini a Fienga e dallo stesso Paratici, che ha ottimi rapporti con il Ceo romanista ma non sembra intenzionato a raggiungerlo a Trigoria, nonostante sia in uscita dalla Juventus. Il diesse bianconero punta più in alto, a club del livello del Barcellona per intenderci, intanto sta aspettando di chiudere l’affare Dzeko, a dir poco imbufalito per quanto accaduto nel weekend. Ma Paratici e Fienga non avevano fatto i conti con Friedkin, che ha bloccato l’operazione dopo le visite mediche di Milik, chiedendo di inserire nei contratti col Napoli il diritto a uno sconto qualora il polacco si infortunasse in futuro. Sì, i nuovi proprietari texani hanno iniziato a incidere. Com'è giusto che sia.


Per Milik è ancora rimpallo con De Laurentiis

IL TEMPO - BIAFORA - Un weekend interlocutorio, che non ha fatto registrare passi avanti nell'operazione che dovrebbe portare Milik ad essere il centravanti titolare della Roma e Dzeko quello della Juventus. Dopo la cena di sabato sera tra uno degli agenti del polacco e il ds del Napoli Giuntoli ieri tutti i protagonisti della vicenda non sono ancora riusciti a trovare un accordo sulle varie questioni in ballo, con l’entourage dell'attaccante dei partenopei che ha confermato che da parte del club di Friedkin è cambiata l’offerta presentata a De Laurentiis per ciò che riguarda una parte dei bonus.

Viene poi ribadito che le visite mediche sono state superate a pieni voti, come ha sottolineato la stessa Roma in un comunicato: «Smentiamo qualsiasi illazione sullo stato della trattativa e ancor di più sulle condizioni fisiche del calciatore, per il quale nutriamo profonda stima e rispetto. Respingiamo l’attribuzione di qualunque giudizio sulle condizioni fisiche del giocatore».

Intanto in difesa, in attesa di sviluppi su Smalling, c'è da segnalare che nei giorni scorsi, prima di formalizzare l'affare Kumbulla, i giallorossi hanno fatto un’offerta al Galatasaray per arrivare a Marcao (centrale mancino). I turchi hanno rifiutato due proposte - l’ultima da 13 milioni - e ne chiedono almeno due in più. Da Trigoria restano interessati nonostante la priorità sia l'inglese del Manchester United.


Il giallo del bomber: affare Milik, Roma e Napoli ancora in stallo. E intanto Dzeko s'impunta: vuole solo la Juve

LEGGO - BALZANI - L'aereo Friedkin è ancora fermo al gate, ma il pilota è tutto tranne che spaventato. I problemi emersi a Verona e una campagna acquisti fin qui deludente non permettono il decollo di una Roma alle prese con un giallo di mercato con pochi precedenti. Il nuovo presidente, però, è più presente che mai e intende seguire da vicino ogni dettaglio della vicenda

GIALLO MILIK - Oggi doveva essere il primo giorno a Trigoria per Milik. E invece il polacco si ritrova ad allenarsi da solo in una Napoli che lo ha scaricato. I motivi? La bega con De Laurentiis, riguardante la multa non pagata per l'ammutinamento post Salisburgo, pesa. Ma non è l'unica ragione. Friedkin ha preteso la visita di Milik in Svizzera per testare la condizione delle ginocchia. E dopo qualche ora ha chiesto uno sconto al Napoli. Il club ieri si è affrettato a smentire con un comunicato anche perché Milik era andato su tutte le furie: L'AS Roma smentisce qualsiasi illazione sullo stato della trattativa e ancor di più sulle condizioni fisiche del calciatore, per il quale nutre profonda stima e rispetto. Non commenta mai e mai commenterà, né in una comunicazione ufficiale né in via confidenziale, lo stato di salute o la forma fisica di un calciatore di un'altra società. Una mossa diplomatica che non fuga i dubbi. La trattativa prosegue, ma lo stesso Milik si è irrigidito e ora pensa alla fuga in Premier. La bilancia pende con forza ancora dalla parte della Roma.

L'IRA DI DZEKO - Lo stop a Milik ha avuto ripercussioni anche sull'affare Dzeko-Juve. Il bosniaco sarebbe dovuto scendere in campo a Verona, ma secondo alcuni rumors avrebbe rifiutato a poche ore dal match. Il club bianconero alzerà leggermente l'offerta (18 milioni) e pare impossibile ormai vedere ancora Dzeko con la maglia della Roma. Domenica, quindi, Fonseca potrebbe ritrovarselo da avversario ma non avere ancora un numero 9 a disposizione. Un paradosso che ha fatto infuriare i tifosi. Nel mirino anche Fonseca (Non l'ho fatto giocare per preservarlo) già messo sulla graticola soprattutto dopo la sibillina dichiarazione di Allegri a Ballando con le stelle: Allenare la Roma? Vediamo.

LE ALTERNATIVE - Se entro le prossime 48 ore non si sbloccherà Milik la Roma andrà su altre piste. Quasi impossibile quella che porta a Morata, più alla portata quella per Jovic che il Real ha pagato 60 milioni un anno fa e che ora potrebbe cedere in prestito con diritto di riscatto. Più indietro Giroud e Belotti mentre per il ruolo di vice sale la candidatura dell'argentino Bustos.


Allenamento Roma, ripresa lunedì mattina alle ore 10

La Roma, dopo l'impegno odierno contro il Verona, potrò usufruire in una domenica di totale riposo.
Gli allenamenti, infatti, sono stati fissati per lunedì mattina alle ore 10; quando Fonseca ed i suoi inizieranno lavorare in vista del big match contro la Juventus.


Hellas Verona vs Roma 0-0 | Solo un punto per la Roma alla prima stagionale

VIRGINIA RIFILATO - Primo impegno stagionale per la Roma, che ritorna al campionato e ad una nuova stagione sportiva. I giallorossi saranno di scena in trasferta contro il Verona.
Per questo impegno mister Fonseca opta per Mirante come portiere; con linea difensiva a tre composta da Mancini, Cristante e Ibanez. Diawara e Veretout in mezzo al campo con Spinazzola e Karsdorp sugli esterni. Mkhitaryan scelto come prima punta, con alle spalle Pellegrini e Pedro.

FORMAZIONI UFFICIALI

VERONA (3-4-1-2): Silvestri; Cetin, Gunter, Empereur; Faraoni, Tamèze, Veloso, Dimarco; Danzi; Tupta, Di Carmine.
A disposizione: Berardi, Pandur, Dawidowicz, Casale, Ilic, Rüegg, Bocchetti, Barak, Lovato, Stepinski, Udogie.
Squalificati: -.
Diffidati: -.
Indisponibili: Benassi, Lazovic, Magnani.
Allenatore: Juric.

ROMA (3-4-2-1): Mirante; Mancini, Cristante, Ibanez; Karsdorp, Diawara, Veretout, Spinazzola; Pedro, Pellegrini; Mkhitaryan.
A disposizione: Pau Lopez, Boer, Santon, Calafiori, Kumbulla, Villar, Perez, Kluivert, Antonucci, Dzeko.
Squalificati: -.
Diffidati: -.
Indisponibili: Bruno Peres, Pastore, Perotti, Zaniolo.
Allenatore: Fonseca.

Arbitro: Chiffi.
Assistenti: Preti- Rossi
IV Uomo: Giua.
VAR: Irrati.
AVAR: Tolfo.


Cristante: "Buon primo tempo, ci è mancato solo il gol"

Bryan Cristante, centrocampista della Roma, ha parlato ai media dopo il match contro il Verona:

CRISTANTE A DAZN

Come ti trovi nella difesa a 3?
Non è il mio ruolo, però se c’è bisogno mi adatto”.

Può essere un “plus” questa posizione?
Tra qualche anno magari, se non mi vanno più le gambe, arretrerò. So che è una posizione che posso fare, c’è tempo per crescere”.

Ti piace questo tipo di soluzione?
Senza dubbio, nel gioco passa spesso la palla in difesa e c’è possibilità di impostare anche da lì”.

CRISTANTE A ROMA TV

Che partita è stata?
Abbiamo giocato bene nel primo tempo, il Verona gioca bene e pressa molto, abbiamo creato tanto e ci è mancato solo il gol”.

Come ti trovi in difesa?
Se c’è bisogno ci gioco, non è il mio ruolo ma mi adatto. Ora ci sono i nuovi difensori e tornerà a centrocampo”.

Nella ripresa la Roma è sembrata più disunita
Abbiamo giocato bene anche nella ripresa, siamo alla prima di campionato ed è subentrata un po’ di stanchezza, ma abbiamo giocato una buona partita”.

Perché non chiedi al mister di giocare sulla trequarti?
Le scelte le fai il mister, io gioco dove mi chiede”.


Paro: "Abbiamo fatto una partita importante contro una squadra già rodata"

Matteo Paro, allenatore in seconda del Verona, ha parlato ai media dopo il match contro la Roma:

PARO A DAZN

La squadra si è sciolta grazie alle urla di Juric dalla tribuna?
Abbiamo affrontato una squadra molto forte tecnicamente, abbiamo provato ad accorciarla ma la Roma è molto forte, all’inizio ci hanno messo molto in difficoltà. Una volta prese le misure, abbiamo creato diverse occasioni, conquistato campo e le seconde palle, penso che i ragazzi abbiano fatto una partita veramente importante contro una squadra già rodata, noi avevamo interpreti nuovi che hanno giocato bene”.

Cosa avete cambiato nel secondo tempo?
Quando incontri gente come Mkhitaryan, Pellegrini che non sbagliano mai, abbiamo dovuto aumentare quel 5-10% per metterli in difficoltà, sapevamo che affrontando una squadra con lo stesso sistema di gioco, diventano fondamentali i duelli individuali”.

Mercato?
La società sa cosa ci serve, abbiamo perso calciatori fondamentali e, per mantenere lo stesso livello dell’anno scorso, servono giocatori fondamentali. La società sta lavorando, poi questa è una stagione particolare, c’è poco tempo per lavorare e per creare una nuova squadra competitiva servono giocatori”.

Ti ispiri a Gasperini e Juric?
Ho lavorato con tutti e due, hanno lo stesso modo di vedere il calcio con i dovuti adattamenti alle squadre e ai calciatori che hanno in rosa, penso siano due allenatori preparati che stanno dimostrando veramente tanto”.

Come vi allenate per mantenere questa forma?
C’è bisogno di una preparazione fisica importante, non è niente di particolare, una volta che ti abitui ai nostri metodi di lavoro vai tranquillo. Il nostro è un modo di fare calcio che richiede una preparazione particolare che può regalare soddisfazioni”.

PARO A SKY

Il match?
Un punto importantissimo. I ragazzi hanno fatto una prestazione incredibile, Danzi ad esempio non giocava dalla settima di andata dell’anno scorso e ha retto il confronto per Veretout. Sono contento perché siamo cresciuti nel secondo tempo. Prestazione ottima”.

Cosa è cambiato nel secondo tempo?
In questo momento i cambi sono fondamentali e aiutano. La Roma nel primo tempo ci ha messo in difficoltà, tecnicamente loro sono fortissimi e se gli lasci spazi è dura. Aumentando la pressione li abbiamo fatti giocare peggio e abbiamo guadagnato campo”.

La scelta di lasciare Zaccagni fuori dall’inizio?
Zaccagni aveva un problema, si è allenato poco con la squadra e abbiamo preferito mettere i giocatori che stavano meglio fisicamente”.

Serve qualcosa sul mercato?
Penso che la società e il mister si siano confrontati e sappiamo tutti che per affrontare un’altra stagione competitiva abbiamo bisogno di giocatori. La società sta lavorando, è una stagione particolare, ma la società sa che per affrontare una stagione come quella dello scorso anno c’è bisogno di giocatori”.

Çetin e Lovato sono i nuovi Rrahmani e Kumbulla?
"Il nostro modo di fare calcio rimane lo stesso. Se troviamo ragazzi come loro siamo contenti e continuiamo a lavorare".